Sei a pag. 2 di home >  Etica della sessualità                                Intro                                              -    Vai a pag.   1   2

Le norme morali

Esiste oggi una cultura (un modo di vivere la propria umanità personale e sociale)  che ha la sua origine nella finzione mediatica, cioè nella rappresentazione della vita che i comunicatori ( romanzieri, giornalisti, bloggers, autori radio e televisivi, sceneggiatori di teatro e film,etc. inventano con il solo obiettivo di produrre nei loro uditori (l' audience) qualcosa che li intrattenga , cioè li trattenga , li àncori ad essa , puntata per puntata, numero per numero, , fiction per fiction, menzogna per menzogna. Per far soldi naturalmente .

Tutto ciò è , e deve essere, legale.
Ma quali sono le conseguenze di questa attività ?
Tutto ciò puo' essere fatto senza nessuna responsabilità ? A ben guardare parrebbe di sì.

-La cultura vincente oggi è la cultura che si trova rappresentazione mediatica , della fiction, del reality show, cioè quella inventata per l'intrattenimento . E non solo televisivo. Così la cultura vera, quella che tende ad umanizzare sempre più la vita personale e sociale, ha sempre meno " visibilità ed attenzione mediatica " perchè non produce intrattenimento, spettacolo: è pesante, è noiosa, richiede impegno .

Intere generazioni di bambini ed adolescenti sono cresciute abbandonati alla fruizione della rappresentazione della vita inventata per l'intrattenimento. Finzione , cioè Menzogna , a volte mescolata a verità.


Sono stati educati , cioè introdotti nella realtà, prevalentemente per mezzo della menzogna. Sono stati dunque di fatto distratti dalla realtà con il risultato - a tutti evidente- che spesso vedono la vita, fin da piccoli, mediata dalla rappresentazione, come" intrattenimento".

L'attrazione della rappresentazione da intrattenimento della realtà è più forte di quella della scuola, così chè anche la scuola fa sempre più fatica a parlare di realtà e di verità. Il guaio maggiore è che quegli adolescenti sono diventati adulti  e , chi più chi meno, hanno cercato di vivere questa rappresentazione da intrattenimento ,nel mondo reale.

La "vita rappresentata"- oggi soprattutto dal web- fornisce a masse di bambini , adolescenti ed adulti, in tutto il mondo , i criteri per interpretare la vita in tutti gli aspetti, personali e sociali. Intere generazioni hanno interpretato le loro attese, i loro sogni, le loro speranze di felicità, la loro umanità, attraverso i messaggi dell' intrattenimento. L'esistenza è diventata lo scenario in cui , chi è stato educato mediaticamente, cerca di recitare una parte ,quella che, nella fiction ( l'unica realtà da lui conosciuta emotivamente, intensamente ) sembra essere quella vincente.

La rappresentazione inventata della vita è diventata per milioni di persone nel mondo , un modo di vivere
Per altrettanti milioni - o miliardi, forse- è un sogno, una speranza.
Miracolo mediatico
.

" L'Intrattenimento si occupa di tutti gli aspetti della tua vita, di quelli luminosi come di quelli oscuri , e ridendo e scherzando,in modo leggero ( cioè senza che tu te ne accorga) , ti propina i criteri con cui intepretarli e viverli. "

Quali criteri ? Criteri formulati da intenzioni di intrattenimento, ancoraggio, induzione al consumo etc.
La famiglia tradizionale è ormai in crisi , non è più rappresentabile, non può più essere oggetto di " attenzione mediatica": la famiglia " moderna"  rappresentata come un intrattenimento  crea un immaginario forte nei bambini e negli adolescenti e fornisce loro le norme morali  dominanti .

La rappresentazione della " famiglia facile" , senza i problemi della famiglia tradizionale, come un " mettersi insieme " o fare una " coppia di fatto" crea in loro molte attese quanto alla loro sessualità : mettersi insieme è possibile con chiunque, è cosa leggera, senza impegni, senza modelli prestabiliti,  con un pizzico di humor quanto alle "cose serie", ricca di possibili sensazioni e soddisfazioni; è televisivamente cioè socialmente rappresentata come una cosa tollerata, dunque in fondo cosa buona, perchè non farlo? " E' alla loro portata.

Questa cultura mediatica fornisce modelli , finti ma vincenti nella vita virtuale della rappresentazione, crea in modo emozionante, cioè forte, nuove attese  sia negli adolescenti che nelle persone  immature , tende a cancellare la cultura tradizionale per creare una cultura che coltivi il gusto della rappresentazione.

I bambini sono formati alla famiglia , oggi , come un " mettersi insieme " , " fare coppia " eterosessuale, omosessuale, bisessuale, transessuale, etc. , come " famiglia allargata ". , etc
Innamorarsi e formare una coppia, fidanzarsi e sposarsi , non è più un fatto naturale, con i suoi ritmi, tempi, le sue modalità, i suoi significati, i suoi valori, i suoi riti etc. : la cultura della famiglia è diventata la cultura di tutti i possibili modi di " mettersi insieme  ".L'amore ,l'impegno per l'altro, la donazione gratuita di sè non sono strettamente necessari: basta star bene insieme , finchè dura.

media-La diversità sessuale non è un valore, non è più significativa: ci si può mettere insieme anche tra persone dello stesso sesso.
-L' innamoramento non è  più significativo e perciò neppure necessario : ci si mette insieme , in base a sensazioni , in base a convenienze di vario genere. Percezioni ed esigenze del momento. Se l'innamoramento viene , bene, altrimenti si cambia.
-La stabilità della coppia non ha più senso, non è un valore: il mettersi insieme si fonda sulle proprie convinzioni, convenienze , sensazioni del momento, bisogna poter cambiare. Anche unilateralmente. Solo così la vita è leggera ed eccitante, aperta a nuove sensazioni. Libera e leggera.
-Il fidanzamento non ha più senso : ci si  mette insieme ma senza promesse, senza prendere impegni reciproci , l'impegno non è eccitante anzi è un  peso che perciò una cosa da evitare.
-Il matrimonio non ha più senso : non cambia nulla nella coppia, anzi crea un legame pubblico, un impegno pubblico con la società che può diventare un problema. Perchè crearsi problemi?
-I figli  costano soldi e sono un impegno . Meglio farne a meno. 

La conoscenza che viene dalle scienze, quella che ricerca i perchè delle cose ; che viene dalla filosofia, il ragionamento che cerca i significati delle cose; che viene dalla teologia, che riflette sulle rivelazioni cercando di scutare l'ladilà delle cose, tutto ciò è noioso, non intrattiene , non ha molta attenzione mediatica, non "passa" e perciò viene relegato nel piccolo mondo degli specialisti. Il risultato di tutto ciò ,a livello di massa, è evidente : le persone sempre meno riescono a reggere l'impatto con la realtà della vita.
Confusione, incertezza, ansia, insicurezza
. Infelicità .

La verità sulla sessualità umana .

Ogni cultura slegata dalla verità sull'uomo è sempre fallimentare. Guardando quello che avviene nella vita sentimentale e famigliare di milioni di giovani oggi -in tutto il mondo- si può vedere come le attese false ed eccessive della subcultura mediatica producano tensioni, problemi, nevrosi e delusioni quando poi gli adolescenti crescono !

La vera domanda : è possibile conoscere la verità sulla sessualità umana ? Come?
Nell'unico modo possibile e fidato per tutti gli uomini : ragionando sulla conoscenza scientifica della natura umana.

La ragione umana è in grado di cogliere nella natura quell'ordine delle cose che porta gli uomini, singolarmente e socialmente alla autorealizzazione cioè alla felicità. Questo ordine -còlto dalla sola ragione umana- è un sistema di significati (il senso delle cose ) cioè di valori.

Questo è - per quanto la cosa sia poco conosciuta- nientemeno che un dogma, cioè una verità sicura contenuta nella rivelazione cristiana.

Dei Verbum II- Il santo Concilio professa che “ Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza con il lume naturale dell'umana ragione a partire dalle cose create” (cfr. Rm 1,20)

La ragione, secondo la rivelazione cristiana , a partire dallo studio della Natura, può conoscere persino Dio. Senza avere questa pretesa noi possiamo riflettere sulla natura e sulle culture umane per cercare di scoprire una verità sulla sessualità e sulla famiglia. E' il percorso di ricerca e scoperta di quella Legge Morale ( un verità cioè che parla alla coscienza , alla libertà) che viene chiamata Naturale per distinguerla dalle leggi morali rivelate e custodite dalle Religioni. Si tratta di in Percorso di Ragione che nulla ha a che fare con qualsia morale confessionale, nè cattolica nè altro.

La formazione della coscienza morale

La coscienza morale è un giudizio della ragione  sulla moralità di una azione umana ( l'adesione libera e cosciente ad una verità nelle azioni concrete) . Questo giudizio di ragione si forma attraverso un percorso di filosofia morale. Mediante questo giudizio di ragione la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per  porre, sta compiendo o ha compiuto. Per arrivare ad un giudizio morale sui comportamenti umani quanto alla sessualità è necessario un percorso di ricerca della verità su questa realtà umana.

Esiste nella società attuale una grande diversità di atteggiamenti nei confronti dei valori e delle norme morali. Queste diversità «dialogano» fra loro: è il pluralismo etico,una caratteristica distintiva di quasi tutte le società contemporanee.

Ecco alcuni tratti del fenomeno, così come li rilevano oggi i sociologi:

- sono sempre meno apprezzati certi valori tipici delle società tradizionali, quali l'assiduità al lavoro, il sacrificio, il risparmio, come rinuncia a soddisfazioni immediate in favore di soddisfazioni a lungo termine(capacità di differire la soddisfazione), la gratuità, la perseveranza, il senso della patria, il rispetto della tradizione, étc.; 

- sono invece maggiormente ricercati altri valori, inerenti sopratutto alla sfera individuale, quali la libertà, la felicità, la tenerezza, la salute e la prestanza fisica, la tolleranza reciproca, la trasparenza, l'aspetto estetico, l'efficienza, il successo... ;

- primeggia la ricerca di soddisfare anzitutto i bisogni individuali o familiari o del piccolo gruppo, spostando in second'ordine le esigenze della collettività. Così la cultura della soggettività prevale sulla cultura del politico; la rivendicazione dei diritti personali precede, e a volte sopprime, la correlativa fedeltà al doveri pubblici;

- primeggia la ricerca del benessere attraverso i beni materiali, spinta spesso fino al consumismo, fa dimenticare la ricerca di quei beni immateriali (affettivi, culturali, spirituali), altrettanto necessari al benessere integrale della persona. La tendenza all'utilitarismo penalizza le relazioni umane, inaridisce i sentimenti, atrofizza la dimensione spirituale;

- si diffonde, in campo più specificamente morale, un atteggiamento relativista: il bene e il male non dipendono da princìpi assoluti, validi per tutti e per sempre, ma vengono definiti di volta in volta in base alle circostanze e alle esperienze;

- esiste poi un contesto ambientale che reagisce sempre meno allo stimolo delle norme morali: non si interessa delle scelte morali degli individui e delle loro motivazioni, purché sia rispettato il minimo di legalità esteriore. L'anonimato dei rapporti sociali ricaccia nel privato le scelte morali dei singoli individui: l'ambiente pubblico, in una società laica(=la religione non è l'assoluto) e pluralista (tende a integrare una pluralità di culture), rimane indifferente ai motivi profondi per cui una persona sceglie di fare una cosa piuttosto che un'altra.

In questo contesto sociale è evidente quanto sia necessario per tutti e per ciascuno un percorso di Ragione che ponga in discussione le norme morali acquisite socialmente e porti alla verità su un dinamismo così importante come la sessualità umana.

Sei a pag. 2 di home >  Etica della sessualità                                Intro                                              -    Vai a pag.   1   2