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Desideri e sentimenti . Emozioni, stati d'animo, sentimenti. (Dott.ssa Erica Guerraz- Semiologa : postura@libero.it) Emozionarsi: sentire il cuore che batte, rimanere senza fiato,
rabbrividire, sciogliersi come neve al sole, andare in bestia,... Inevitabilmente il sentimento ci porta al sentire ed il sentire
al corpo.
Emozioni, sentimenti, moti dell'anima, ovvero sentire in noi, nel nostro
corpo, stati, sensazioni, vibrazioni. Nel corpo
e con il corpo siamo "in vita".
Quando non siamo percorsi da emozioni, quando lo scorrere dei giorni
e delle ore ci attraversa senza variazioni di corrente; allora ci sentiamo
"spenti", depressi, alienati, vuoti. Comunque, quando si parla di sensazioni, emozioni, stati d'animo, usiamo connotazioni proprie alla materia (leggero, pesante, spesso) oppure all'energia (stimolante, elettrizzante, out, down, ecc.) Dietro il nostro modo di esprimersi è probabile che si nasconda una giusta percezione della realtà. Non è forse vero che, da un punto di vista microscopico (secondo la meccanica quantistica), l'unica origine dell'energia è la materia, in grado di annullare la sua massa e trasformarsi in energia secondo la relazione einsteiniana E=mc2 (dove c è la velocità della luce nel vuoto, ed m la massa). C'è da chiedersi se questa inusualità sia una caratteristica della nostra cultura, che ha privilegiato il piano razionale rispetto al piano percettivo, sviluppando grandi capacità logico-matematiche, fisiche e razionali, a discapito di una sensibilità individuale più raffinata. La sensibilità è fortemente discriminata, relegata nel privato, privata di cultura e di linguaggi riconosciuti. Per parlare dei sentimenti occorre andare in prestito di parole e concetti appartenenti ad altri settori, scrivere poesie o ricorrere ai linguaggi ed ai codici propri all'espressione artistica. Intuizione e sentimento: .........'Roba da donne' Dice Wittgenstein, che il significato delle parole è dato dall'uso che ne fa comunemente il parlante; tant'è che il comune modo di parlare, di esprimersi, di pensare dà forma alla cultura. Ed ecco proverbi, barzellette, modi di dire, di fare, tradizioni e luoghi comuni che considerano l'uomo come un essere razionale, con capacità di pensiero, stabile e affidabile, mentre la donna appare volubile, sciocca, istintiva, intuitiva ma soprattutto sentimentale. Eppure in questo ultimo secolo sono avvenuti importanti cambiamenti culturali soprattutto per ciò che riguarda il ruolo della donna nella società. Grazie alle donne la cultura ed il modo di vedere e di sentire è cambiato e si è trasformato. Ci pare importante, ora che le donne hanno conquistato un ruolo di pari dignità, cercare di conoscere e valorizzare, gli aspetti caratterizzanti il femminile. ...Ogni volta che il confronto è uno scontro dialettico, in cui la dimostrazione logica e/o il buon argomentare sono gli strumenti del dialogo, sento che manca qualcosa, sento lo sconforto e una voce che urla: "manca il senso, il significato, il fine", "dov'è il cuore?" "dov'è il sentimento?". La nostra società, ed in modo particolare la legge, la giustizia, il sociale, sono spesso istituzioni aride senza anima; con contorni definiti, in cui il senso si perde come se la ragione fosse uno scolapasta che trattiene gli spaghetti ma perde il sugo. Pensiamo a tutte quelle situazioni dove il valore più importante è 'l'umanità', la capacità di ascolto, di accoglienza, il conforto, il supporto, quali possono essere la cura dei malati, l'accoglienza ai parenti che accompagnano un moribondo, la cura dell'infanzia o dei disabili. ... La razionalità ha sempre più spazio e predominio a scapito del sentimento, del sentire. Non a caso la 'cultura' tiene in gran conto il razionale, ciò che è generalizzabile, dimostrabile e condiviso dai più, mentre la percezione, il sentimento, viene contrapposto e considerato un aspetto più primitivo, originario, animale, inaffidabile. In modo provocatorio possiamo dire che il problema della nostra società è la messa al bando delle 'femminucce', dell'aspetto sentimentale, sensitivo ed intuitivo a favore del 'virile' ovvero di chi aspira ad essere l'eroe che non si ferma di fronte a nulla, che sa perfettamente cosa vuole, manifesta forza, costanza, determinazione e a tutti i costi, e non a caso, 'costi quel che costi', raggiunge i suoi obiettivi. Il linguaggio dei sentimenti ... L'espressione dei sentimenti è condizionata dalla cultura di riferimento. Culture diverse determinano modi di sentire e modi di esprimersi diversi. Ma se la forma dell'espressione cambia, condizionata dall'ambiente culturale in cui il sentimento nasce e si esprime, può forse variare il modo di percepire? Il patos è forse diverso in ognuno di noi? Non è forse la percezione di gioia e dolore che ci accomuna ai nostri simili? ... La forma dell'espressione dei sentimenti è la manifestazione della qualità del nostro vivere, dell' 'essenza', ovvero dei movimenti che avvengono in noi e che da noi si manifestano, con differente variare di sostanza e forma della materia. La natura dell'uomo è fatta di desiderio e di sentimenti. Desiderio, sentimenti, atto. L'uomo è un essere di desiderio: desidera la felicità.
Quale atto, in quella situazione, porta
alla felicità, la costruisce? L'uomo ha differito (=posticipato)
da sempre la risposta al desiderio: c'è
un percorso da compiere, ci sono delle condizioni da creare, cose
da fare per colmare il desiderio di felicità con successo.
In questo percorso il desiderio-sentimento va coltivato, e-ducato , portato a compiere le scelte migliori. Tutto e subito ! L'ethos sociale è il modo con cui la società "sente" la felicità . Esso propone soluzioni, modelli, percorsi , vincenti e perdenti . Ognuno di noi da quando nasce respira l'ethos sociale e lo interiorizza. Finisce per sentire la felicità come la sente l'ambiente in cui vive. Ma questo sentire è quello giusto? E' vincente? La società in cui si vive è una società felice? Come ha educato i miei sentimenti la famiglia, la scuola, il gruppo, la comunicazione sociale?Chi si è occupato più di me , della mia educazione alla felicità ? (due ore al giorno di TV per 365 giorni per 12 anni fanno piu' o meno 10.000 ore) Il desiderio diventa sentimento e quando esso viene "coltivato" perché produca atti virtuosi , vincenti , si raggiunge la felicità e questa è cultura. Questo processo richiede che il desiderio non venga degradato in bisogno da soddisfare,: il desiderio richiede il differimento e non l'im-mediatezza del suo compimento. Freud diceva che la civiltà è potuta nascere sulla base del principio del differimento del piacere. Ma il differimento del piacere, soprattutto di quello sessuale, provoca frustrazione e malattie della psiche. Herbert Marcuse predicava negli anni 70 che questo differimento, questa "frustrazione" del desiderio era alla base delle ingiustizie sociali. Accettare il differimento significava accettare di essere sfruttati :devo differire il mio desiderio di felicità immediata per produrre il benessere, la civiltà, lavorare.Quando prendo lo stipendio, a fine mese,"mi sfogo".Questa cultura del differimento permetterebbe lo sfruttamento di alcuni uomini su altri. Il cosiddetto '68 avrebbe dovuto spazzar via questa cultura del differimento rompendo tutti i tabu' , abbattendo tutte le barriere culturali, portando l'im-mediatezza e l'immaginazione al potere. Non è merito del 68, ma oggi possiamo dire senza possibilità di smentita, che veramente l'im-mediatezza è al potere. Ma questa è im-mediatezza è felicità? Come ci si educa oggi a vivere desideri e sentimenti? Tutto pronto . Tutto subito. Tutto im-mediato. Tra desiderio e atto non c'è più sentimento,e-ducazione,
cultura. "La felicità è un bisogno da soddisfare". Sei soddisfatto, compiaciuto, appagato? Allora sei felice.! L' Eros. Qual è il desiderio più forte e incoercibile
nell'essere umano? L'eros!. L'eros è la forza-desiderio che apre l'uomo all'altro di sè , lo carica di energia (sentimenti, emozioni), lo lancia verso l'umanizzazione della propria vita e del proprio ambiente aprendolo alla creatività che rende la vita propriamente umana. Anche l'eros , che è desiderio, agisce sempre "in situazione", e in quella particolare situazione esso diventa sentimento. Il desiderio è quello di trovare la felicità con questa ragazza/ragazzo, in questa situazione storica. Quali sono i percorsi virtuosi da percorrere perché io possa costruire con successo la felicità con lei? Come e-duco il mio desiderio, il mio sentire? Sentire i propri sentimenti, ri-conoscerli, valutarli, orientarli
culturalmente , qualificarli . Questa è umanità. "Fare la corte" è educazione sentimentale : è il riconoscimento dei sentimenti verso la persona che si desidera, è pensarla, sognarla, scriverle, parlarle, esprimere i propri sentimenti ,uscire da se stessi verso di essa. Trovare i modi per stabilire un rapporto che includa e valorizzi i propri sentimenti e valorizzi la persona desiderata, che possibilmente susciti in lei empatia, il sentire insieme un cammino verso la felicità. Il pudore
Avere pudore significa riconoscere il proprio valore di individuo personale che non vuole essere considerato un «oggetto» di soddisfacimento né negli atti né nelle intenzioni, ma che richiede a sé e all'altro dì essere stimato come persona da amare. Il pudore, che gli animali per loro natura non provano, nell'essere umano non è negazione del desiderio di amore, ma è garanzia che l'amore sia sempre uno sguardo d'ammirazione per la persona amata e non solo uno sguardo di interesse ed attrazìone per il suo fisico. La sessualità, di cui è parte anche la genitalità si costruisce e definisce nel pudore, nel rispetto degli altri, nella castità degli adulti di fronte ai bambini. Il pudore non è da confondersi con la vergogna (= essere scoperti nella propria intimità, nella propria imperfezione che si vuole nascondere) ma chiede che l'altro non si limiti a guardare al corpo (o peggio ad un particolare del corpo) ma sappia porsi in atteggiamento di apprezzamento di tutta la realtà della persona. Il sentimento è una specie di "liquido" che "rallenta"
il movimento verso l'atto. L'educazione delle "viscere" ,cioè lautoeducazione del sentimento è una educazione fondamentale perché l'uomo sia tale, perché il suo desiderio di felicità, che passa dalla relazione con gli altri, si orienti verso il bene, il vero, il bello, il giusto, il duraturo. E sia vincente. Cioè felice. |
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