| Sei
a pag. 2 di home > La coscienza morale |
|
La coscienza morale L'uomo non solo conosce, ma "sa" di conoscere.
Non solo sente ma "sa" di sentire. Non solo soffre, ama, vive, muore,
ma "sa" di soffrire, di amare, di vivere, di morire. E questa consapevolezza,
questa presenza di spirito a se stesso, che fa la differenza
tra l'uomo e l'animale. E' quello che si chiama la coscienza. La coscienza è una dimensione della persona che i testi antichi chiamano "CUORE" .
Il cuore è la coscienza: in essa ognuno costruisce la propria identità e da essa ognuno è chiamato a realizzare tale identità attraverso i propri comportamenti. La coscienza psicologica è la consapevolezza che la persona ha dei propri contenuti psichici: pensieri, sentimenti, emozioni, etc . Essa non è mai passiva , non è semplicemente lo specchio della attività psichica, ma è una realtà attiva, dinamica, che elabora i dati dell'esperienza per orientarci nelle possibilità di esistenza e operare delle scelte. La sua funzione interessa tutta l'esistenza, per cuI l' Io cosciente di sè , il Sè personale di ciascuno, l'identità, è allo stesso tempo memoria del vissuto personale e progetto della propria realizzazione. La coscienza psicologica o coscienza di sè o autocoscienza diventa coscienza morale quando la persona ha costruito dentro di essa un sistema valoriale per il bene umano e per il male umano. Quando cioè si è in grado di decidere autonomamente un bene da compiere per realizzare la propria identità in modo autentico ed un male da evitare e combattere. La coscienza morale non è diversa da quella psicologica,ne è il coronamento,senza coincidenza dI ordini. La coscienza morale,come quella psicologica è creatività, invenzione, organizzazione dei valori. Facendosi tutta intera riflessione sui valori , la coscienza psicologica si fa coscienza morale. La coscienza è la capacità che consente all'uomo di emettere un giudizio pratico circa la moralità dei suoi atti individuali. L'esperienza morale di ogni uomo avviene nella coscienza : si percepisce il bene come normativo, vincolante e distinto dal male. La coscienza morale è come una "voce interiore", che esorta e incoraggia, inquieta e interroga, rimprovera e accusa, approva e loda. La coscienza fa sentire la ' 'soddisfazione per il bene compiuto, e il ' 'rimorso per il male fatto. La norma morale ( l Catechismo Universale della Chiesa Cattolica: ) 1777 -Presente nell'intimo della persona, la coscienza morale le ingiunge, al momento opportuno, di compiere il bene e di evitare il male. Essa giudica anche le scelte concrete, approvando quelle che sono buone, denunciando quelle cattive. Attesta l'autorità della verità in riferimento al Bene supre mo, di cui la persona umana avverte l'attrattiva ed accoglie i comandi Quando ascolta la coscienza morale, l'uomo prudente può sentire Dio che parla. LA COSCIENZA MORALE E' LA LEGGE DELLO SPIRITO UMANO 1776-L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al suo cuore... La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità propria » quando occorre, chiaramente (questa legge) parla alle orecchie del cuore...' 1778 La coscienza morale è un giudizio della ragione mediante il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per porre, sta compiendo o ha compiuto. E' attraverso il giudizio della propria coscienza che l'uomo percepisce e riconosce i precetti della legge divina: la coscienza è una legge del nostro spirito, ma che lo supera, che ci dà degli ordini, che indica responsabilità e dovere, timore e speranza... la messaggera di Colui che, nel mondo della natura come in quello della grazia, ci parla velatamente, ci istruisce e ci guida. In tutto quello che dice e fa, l'uomo ha il dovere di seguire fedelmente ciò che sa essere giusto e retto. RETTITUDINE DELLA COSCIENZA 1780 La dignità della persona umana implica ed esige la rettitudine della coscienza morale. La coscienza morale comprende - la percezione dei principi della moralità = la sinderesi , - la loro applicazione nelle circostanze di fatto mediante un discernimento pratico delle ragioni e dei beni - e, infine, il giudizio riguardante gli atti concreti che si devono compiere o che sono già stati compiuti. La verità sul bene morale, dichiarata nella legge della ragione, è praticamente e concretamente riconosciuta attraverso il giudizio prudente della coscienza. Si chiama prudente l'uomo le cui scelte sono conformi a tale giudizio. 'La coscienza è sempre qualcosa di profondamente personale. Molto dipende dall'educazione ricevuta e dal rapporto che genitori e educatori hanno loro stessi con le leggi morali. Genitori apprensivi o scrupolosi - dicono gli psicologi - possono tirar su dei figli ribelli o intransigenti. Inversamente, genitori sereni di fronte alle norme morali possono avere dei figli normalmente più obbedienti e, quel che più importa, capaci di un approccio più libero e sano di fronte all'autorità. Oltre all'educazione e all'ambiente in cui si è cresciuti, contano poi le scelte di vita, quelle affettive come quelle professionali e politiche. C'è chi è molto sensibile in certi campi e indifferente in certi altri, e viceversa. Mentre il pacifista - poniamo - lotta per il disarmo e non si fa problema dei rapporti prematrimoniali, il cappellano militare benedice i carri armati e non tollera trasgressioni in materia di sesso. Ambedue dovrebbero obbiettivamente correggere le distorsioni o unilateralità del proprio giudizio morale. IL DISCERNIMENTO MORALE O GIUDIZIO MORALE La capacità
di vagliare e discernere il bene e il male, il giusto e l'ingiusto,
l'opportuno e l'inopportuno si chiama giudizio morale. Condizioni
da adempiere per avere un giudizio morale corretto sono: LA PRUDENZA Il discernimento cui la coscienza ci invita è il primo dovere morale . Agire senza discernimento è sempre un male morale. La previsione delle conseguenze esterne, cosmiche e storiche delle nostre azioni fa parte del discernimento. La virtù del discernimento è chiamata prudenza.Nè il cosmo nè la storia sarebbero quello che sono se non ci fosse stata, fra l'altro, una serie sterminata di singole scelte di miliardi di singoli, piccoli uomini. Tutti costoro avevano previsto le conseguenze cosmiche e storiche
delle loro scelte ?Il mondo sarebbe migliore se l'avessero fatto? Se
l'avessero fatto tutti e più consapevolmente? E' ragionevole pensare
di sì. IL GIUDIZIO ERRONEO 1790 '' L'essere umano deve sempre obbedire al giudizio certo della propria coscienza'. Se agisse deliberatamente contro tale giudizio, si condannerebbe da sé. Ma accade che la coscienza morale sia nell'ignoranza e dia giudizi erronei su azioni da compiere o già compiute. 1791 Questa ignoranza spesso è imputabile alla responsabilità personale.
Ciò avviene 1793 ''
Se - al contrario - l'ignoranza è invincibile, o il giudizio erroneo
è senza responsabilità da parte del soggetto morale, il male commesso
dalla persona non può esserle imputato.' AGIRE " SECONDO COSCIENZA " 1786 Messa di fronte ad una scelta morale, la coscienza può dare sia
un giudizio retto in accordo con la ragione e con la legge divina,
sia, al contrario, un giudizio erroneo che da esse si discosta. 1789 Alcune norme valgono in ogni caso: LIBERTA' DI COSCIENZA Esistono libertà al plurale (per esempio: la libertà di parola, di opinione, di stampa, di culto, ecc.); ed esiste la libertà. Le prime sono le espressioni tangibili, esterne, della autonomia d'azione. Riguardano l'agire, il fare, il produrre dell'uomo. La seconda invece sta alla radice di questo bisogno di autonomia, 'è la capacità della persona di porre degli atti propriamente personali. Riguarda cioè l'essere dell'uomo. Coinvolge infatti la ragione e la volontà, il discernimento e la decisione. Non c'è atto libero se non si conosce ciò che si vuole, e se non lo si vuole al di fuori di ogni costrizione. La libertà umana non è assoluta, ma limitata, condizionata da un insieme di circostanze naturali (nascita, sesso, temperamento, età ... ) e culturali (ambiente sociale, livello d'istruzione..) 1779 L'importante per ciascuno è di 'essere sufficientemente presente a se stesso al fine di sentire e'seguire la voce della propria coscienza. Tale ricerca di interiorità è quanto mai necessaria per il fatto che la vita spesso ci mette in condizione di sottrarci ad ogni riflessione, esame o introspezione.. 1781 La coscienza permette di assumere la responsabilità degli atti compiuti. 'Se l'uomo commette il male, il retto giudizio della coscienza può rimanere in lui il testimone della verità universale del bene e, al tempo stesso,della malizia della sua scelta particolare. La sentenza del giudizio di coscienza resta un pegno di speranza e di misericordia. Attestando la colpa compiuta, richiama al perdono da chiedere, al bene da praticare ancora e alla virtù da coltivare incessantemente con la grazia di Dio: Davanti a lui rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa (1 Gv 3,19-20) LA RESPONSABILITA' MORALE La persona è responsabile se è libera di agire.Se è libera è capace
di fare discernimento. Una previsione si dice ragionevole quando il rischio di conseguenze indesiderate
non è solo statistico, ma deriva da una ragione specifica di prevedibilità. IL VOLONTARIATO IN CAUSA C'è responsabilità morale per un comportamento soltanto
quando si verifica un effetto indesiderabile ragionevolmente prevedibile
e le cause che lo hanno determinato erano moralmente evitabili. L' IMPOSSIBILITA' MORALE - limiti di capacita' psicofisica IL DOPPIO EFFETTO DI UN COMPORTAMENTO Quando da un comportamento scaturiscono due conseguenze,
una buona e l'altra negativa è moralmente lecito quel comportamento
solo quando si verificano simultaneamente 4 condizioni: La coscienza ha sempre un primato nella scelta di ogni comportamento. Il soggetto del comportamento e' il soggetto morale e lui solo.Il primo dovere morale della coscienza e' il discernimento La morale (scienza filosofica e teologica) ha il compito di accompagnare le coscienze nel processo di discernimento per la formazione di un retto giudizio morale. |
| Sei
a pag. 2 di home > La coscienza morale |