Il peccato nell'insegnamento cattolico
Diventare cristiani significa avere fede nella Nuova Alleanza
offerta da Dio,
cioè credere alle sue promesse salvifiche
e dunque aderire alle sue istruzioni. Aderire nella Nuova Alleanza che dona ai
cristiani la vita eterna insieme a Dio
e vivere i e crescere in essa
significa " rispondere" al dono ricevuto con i comportamenti
adeguati.
Rispondere al dono della vita eterna, della natura divina, dello Spirito
divino,
vivendo ispirati da questo stesso spirito che è amore soprannaturale, Carità.
Parliamo qui di peccato nel cristianesimo in relazione
cioè alla Nuova Alleanza in cui i cristiani sono accolti con il battesimo.
( vedi > cristianesimo)
. Peccare significa adottare comportamenti che non sono "ispirati"
dallo Spirito divino ricevuto,
significa compiere azione contrarie al progetto divino rivelato nella Alleanza Nuova
significa adottare comportamenti contrari alla carità.
Dal Catechismo Univers. della Chiesa Cattolica
(CUCC)
2093 Il primo comandamento ci ordina di amare
Dio al di sopra di tutto, e tutte le creature per lui e a causa di
lui [Cf Dt 6,4-5 ]. La fede nell'amore di Dio abbraccia
l'appello e l'obbligo di rispondere alla carità divina con
un amore sincero.
Tipologia del peccato
2094 Si può peccare in diversi modi
contro l'amore di Dio:
- l' indifferenza è incurante
della carità divina o rifiuta di prenderla in considerazione;
ne misconosce l'iniziativa e ne nega la forza.
-l' ingratitudine tralascia o rifiuta di riconoscere
la carità
divina e di ricambiare a Dio amore per amore.
-la tiepidezza : una esitazione o una negligenza nel
rispondere all'amore divino; può implicare il rifiuto di abbandonarsi
al dinamismo della carità.
-l' accidia o pigrizia spirituale giunge a rifiutare
la gioia che viene da Dio e a provare repulsione per il bene divino.
-l' odio per Dio nasce dall'orgoglio.
Si oppone all'amore di Dio, del quale nega la bontà e che ardisce
maledire come colui che proibisce i peccati e infligge i castighi.
1849 Il peccato
- è una
mancanza contro la ragione, la verità, la retta coscienza;
- è una
trasgressione in ordine all'amore vero, verso Dio e verso prossimo,
a causa di un perverso attaccamento a certi beni.
Esso
- ferisce la natura
dell'uomo
- e attenta alla
solidarietà umana. S.Agostino lo ha definito
- «una parola,
un atto o un desiderio contrari alla legge eterna»
1850 Il peccato è un'offesa a Dio:
« Contro di te, contro te solo ho peccato. Quello che è male ai
tuoi occhi, io l'ho fatto »(Sal 51,6).<
Il peccato si erge contro l'amore di Dio per noi e allontana da esso
i nostri cuori. Come il primo peccato,
- è una
disobbedienza, una ribellione contro Dio, a causa della volontà di
diventare « come Dio » (Gn 3,5), conoscendo e deteminando
il bene e il male.
Il peccato pertanto è
- « amore di
sé fino al disprezzo di Dio ».
Per tale orgogliosa esaltazione di sé, il peccato è diametralmente
opposto all'obbedienza di Gesù, che realizza pienamente le condizioni
umane in cui si manifesta la salvezza.
La radice del peccato è nel cuore dell'uomo, nella sua libera
volontà, secondo ciò
che insegna il Signore:
« Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli
adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze , le bestemmie.Queste
sono le cose che rendono immondo l'uomo » (Mt15,19-20).
Nel cuore dell'uomo da cui nasce,il peccato
- ferisce la carità,
principio delle opere buone
La diversità dei peccati
Dal Catechismo Univers. della Chiesa Cattolica
(CUCC)
1852 La varietà dei peccati è grande.
1851 E' proprio nella Passione, in cui la misericordia
di Cristo lo vincerà che il peccato manifesta in sommo
grado la sua violenza e la sua molte plicità: incredulità,
odio omicida, rifiuto e scherno da parte dei capi e del popolo, vigliaccheria
di Pilato e crudeltà dei soldati, tradimento di Giuda, tanto pesante
per Gesù, rinnega mento di Pietro, abbandono dei discepoli.Tuttavia,
proprio nell'ora delle tenebre e del Principe di questo mondo,il sacrificio
di Cristo diventa segretamente la sorgente dalla quale sgorgherà inesauribilmente
il perdono dei nostri peccati. La Scrittura dà parecchi
elenchi di peccati.Come in <(Gal 5,19-21):
« Le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità,libertinaggio,idolatria,
stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, faziosità,
invidie, ubriachezze, orge e cose dei genere; circa queste cose vi preav viso
, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il Regno
di Dio »<
1853 I peccati possono essere distinti secondo
il loro oggetto,come si fa per ogni atto umano, oppure secondo
le verità alle quali si oppongono, per eccesso o per difett
o,
oppure secondo i comandamenti cui si oppongono.
Si possono anche suddividere
secondo che riguardano Dio, riguardano il prossimo o
se stessi;
si possono distinguere in
- peccati spirituali
- e peccati
carnali,
o ancora in
- peccati di pensiero,
- peccati di parola,
- peccati di azione e
- peccati di omissione.
La gravità del peccato: peccato mortale e veniale
E' opportuno
valutare i peccati in base alla loro gravità.
La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, già adombrata
nella Scrittura si è imposta nella Tradizione della Chiesa.
1Gv 5,16 Se uno vede il proprio fratello
commettere un peccato che non conduce alla morte,
preghi, e Dio gli darà la vita; s'intende a coloro che commettono
un peccato che non conduce alla morte: c'è infatti un
peccato che conduce alla morte; per questo dico di non pregare.17 Ogni
iniquità è peccato, ma c'è il peccato che non
conduce alla morte.
L'esperienza degli uomini la convalida. Essendo tutta la Legge divina
riassunta nella Carità, amore umano-divino per Dio e per il prossimo,il
peccato è mortale o veniale in rapporto a questa Legge, la Legge
della Carità.
1855 Quando
la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria
alla carità dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il
peccato, per il suo stesso oggetto ha dì che essere mortale tanto
se è contro l'amore di Dio, come la bestem mia, lo spergiuro
ecc., quanto se è contro l'amore del prossimo, come l'omi
cidio, l'adulterio, ecc...
Invece, quando
la volontà del peccatore si orienta verso una cosa che ha in sé un
disordine, ma tuttavia non va contro I'amore Dio e del prossimo, è il
caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc., tali peccati sono veniali.
Il peccato mortale distrugge
la carità nel cuore dell'uomo a causa di una violazione
grave della legge di Dio;
è mortale perchè distoglie l'uomo da Dio e dal la sua beatitudine,
che è Vita ,fine ultimo , preferendo a lui un bene inferiore.
1861 Ha come conseguenza la perdita della carità e
la priva zione della grazia santificante, cioè dello
stato di grazia.
1856 Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il
principio vitale della carità, richiede una nuova iniziativa della
misericordia di Dio,una conversione del cuore, che normalmente si realizza
nel sacramento della Riconciliazione.
Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca
l'esclusione dal Regno di Cristo e la morte eterna dell'inferno; infatti
la nostra libertà ha il potere fare scelte definitive, irreversibili.
1861 Tuttavia, anche se noi possiamo giudicare che un atto è in
sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio
sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.
Ciò equivale a dire che la Chiesa è certa dell'Inferno,
ma vive, agisce e spera perchè rimanga vuoto!.
Il peccato veniale
invece lascia sussistere la carità nel cuore dell' uomo , quantunque
la offenda e la ferisca.
PECCATO VENIALE
1 862 Si commette un peccato veniale quando,
trattandosi
di materia leggera, non si osserva la misura prescritta
dalla legge morale, oppure
quando si disobbedisce alla legge morale in
materia grave, ma senza piena consapevolezza e senza
totale consenso.
1863 Il peccato veniale indebolisce la carità; manifesta
un affetto disordinato per dei beni creati; ostacola i progressi
dell'anima nell'esercizio delle virtù e nella pratica
del bene morale; merita pene temporali.
Tuttavia il peccato veniale
non ci oppone alla volontà e all'amicizia divine; non
rompe l'Alleanza con Dio.E' umanamente riparabile con la grazia
di Dio. « Non priva della grazia santificante, dell'amicizia
con Dio, della carità, né quindi della beatitudine
eterna ».(G.Paolo II)
L'uomo non può non avere almeno peccati lievi,
fin quando resta nel corpo. Tuttavia non devi dar poco
peso a questi peccati, che si definiscono lievi. Tu li
tieni in poco conto quando li soppesi, ma che spavento
quando li numeri!
Molte cose leggere, messe insieme,
ne formano una pesante: molte gocce riempiono un fiume
e così
molti granelli fanno un mucchio. Quale speranza resta
allora? Si faccia anzitutto la confessione ...(S.Agostino)
La proliferazione del peccato.
1864 Il peccato veniale deliberato e che sia
rimasto senza pentimento, ci dispone poco a poco a commettere
il peccato mortale.
1865 Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione
dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse
che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione
del bene e del male. In tal modo il peccato tende a riprodursi
e a rafforzarsi (vizio), ma non può distruggere il senso
morale fino alla sua radice.
Il senso morale, la capacità di trovare
dentro di sè il senso di ciò che è bene e
ciò che è male puo' essere indebolito, confuso, ma
non puo' mai essere distrutto dal peccato stesso. L'uomo che ha peccato rimane in fondo capace di giudizio morale
e dunque di rendersi conto del male compiuto.
1866 I vizi possono essere catalogati in parallelo
alle virtù
alle quali si oppongono, oppure essere collegati ai peccati capitali
che l'esperienza cristiana ha distinto, seguendo san Giovanni Cassiano
e san Gregorio Magno. Sono chiamati capitali perché generano
altri peccati, altri vizi. Sono : superbia, l'avarizia,
l'invidia, l'ira, la lussuria, la golosità, la pigrizia
o accidia. |
PECCATO MORTALE
1857 Perché un peccato sia mortale si
richiede che concorrano tre condizioni: « peccato
mortale quello che ha per oggetto
-
una materia
grave
-
e
che, inoltre, viene commesso con piena
consapevolezza
-
e
deliberato consenso »
1858 La materia grave è precisata
dai Dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al
giovane ricco: « Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non
dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre »
(Mc 10,19).
1859 Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso
con piena consapevolezza e totale consenso. Presuppone la
conoscenza del carattere peccaminoso dell'atto, della sua opposizione
alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente
libero perché sia una scelta personale. L'ignoranza simulata
e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario
del peccato, ma, anzi, lo accrescono.
1860 L'ignoranza involontaria può attenuare se non
annullare imputabilità di una colpa grave. Si presume però che
nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti
nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della sensibilità,
le passioni possono ugualmente attenuare il carattere volontario
e libero della colpa; come pure le pressioni esterne o le turbe
patologiche.
1858 La gravità dei peccati mortali è più o
meno grande: un omicidio è più grave di un furto.
Si deve tener conto anche della qualità delle persone lese:
la violenza esercitata contro i genitori è di per sé più grave
di quella fatta ad un estraneo.
Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata
del male, è il più grave tra i peccati mortali.
1867 La tradizione catechistica ricorda pure che
esistono
« peccati che gridano verso il cielo ».
Gridano verso il cielo: il sangue di Abele;il
peccato dei Sodomiti ; il lamento del popolo
opp resso in Egitto; il lamento del forestiero,
della vedova e dell'orfano; l'ingiustizia verso
il salariato.
Ma tutti i peccati mortali, piu' o meno gravi, sono comunque mortali.
1861 Il peccato mortale è una possibilità radicale
della libertà
umana, come lo stesso amore.Ha come conseguenza la perdita della
carità e la priva zIone della grazia santificante, cioè dello
stato di grazia. |
Il peccato che non può essere perdonato da
Dio : l'indurimento del cuore.
«Chi avrà bestemmiato contro
lo Spirito Santo,non avrà perdono in eterno: sarà reo
di colpa eterna»(Mc3,29).
1864 " La
misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta
di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri
peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo."
Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla
rovina eterna.
Il peccato sociale
Reconciliatio et poenitenza : esiste un peccato personale ed esiste
un peccato sociale che è la somma di tutti i peccati personali
e produce strutture di peccato.
1868 Il
peccato è un atto personale. Inoltre, abbiamo
una responsabilità
nei peccati
- prendendovi
parte direttamente e volontariamente;
- comandandoli,
consigliandoli, lodandoli o approvandoli;
- non denunciandoli
o non impedendoli, quando si è tenuti a farlo;
- proteggendo
coloro che commettono il male.
1869 Così il peccato rende gli uomini complici
gli uni degli altri e fa regnare tra di loro la concupiscenza,
la violenza e l'ingiustizia. I peccati sono all'origine di situazioni
sociali e di istituzioni contrarie alla Bontà divina.
Le « strutture
di peccato » sono l'espressione e l'effetto dei peccati
personali,e inducono le loro vittime a commettere, a loro volta,
il male. In un senso analogico esse costituiscono un « peccato
sociale»
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