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Domande

18 -..cosa significa "anime tiepide" o meglio quali sono le anime tiepide.
Ho incontrato questo termine nella Novena alla Divina Misericordia.

17- matrimonio misto tra ateo/a e cristiano/a

16 - Esiste una verità? Gesù è Dio? Esiste l'Inferno? Chi è il diavolo? etc.

15- Il corpo risorto di Gesù poteva essere "toccato" ?

14- Quale significato assume il sogno ripetuto di un caro defunto che si trova in una condizione di       palese sofferenza fisica?

13- Formazione del simbolo cristiano del " Credo".

12- Il sacerdozio alle donne nella Chiesa Cattolica

11- Destino

10- Il digiuno

9- L' Assoluto

8- Black Metal

7- Il peccato originale

6-Matrimoni misti : >>> qui

5- La manna

4- quale sarà il futuro della morale?Ci potrà essere una morale universale?

3- Chi era Melchisedek? -i suicidi possono salvarsi?

1- qual'è la posizione della donna nella cultura ebraica, soprattutto il "ruolo" che le viene    attribuito dai Testi Sacri ?


Risposte-1

Mi piacerebbe conoscere, qual'è la posizione della donna nella cultura ebraica, soprattutto il "ruolo" che le viene attribuito dai Testi Sacri.

Le domande si riferiscono a due ambiti:
-la cultura ebraica
-e i testi sacri dell'ebraismo.

Nella Bibbia le due cose sono inseparabili, nel senso che la rivelazione divina si esprime inevitabilmente nella cultura, nel modo di pensare la vita e di viverla ,del popolo.Esistono anche fonti extrabibliche che ci possono dire quali fossero gli usi e costumi ebraici. Intanto bisogna partire da una considerazione antropologica:nei popoli antichi il  bene del Clan  veniva prima di ogni altro bene. I diritti individuali venivano dopo i diritti del Clan. Tutto veniva fatto per la sopravvivenza e per lo sviluppo del Clan.
1-Come in quasi tutti i popoli antichi la famiglia ebraica era  endogama  cioè marito e moglie dovevano essere dello stesso Clan. Ci sono sempre stati anche matrimoni esogami ma erano riprovati perchè la moglie avrebbe portato nel Clan una mentalità non-ebraica e dunque messo in pericolo la purezza della religione. In ogni caso le mogli provenienti da altri Clan venivano considerate come estranee in qualche modo al Clan stesso.
2-Le famiglie erano  patriarcali ,patrilineari e patrilocali :l'uomo è padre-patriarca del Clan. L'uomo dà la discendenza.Mogli e figli sposati o non sono soggetti al patriarca il quale ha anche potere di vita e di morte.
3-Fino al VI° secolo a.C.
 è comune la poliginìa :l'uomo puo' avere piu' mogli e questo esalta il suo dominio ma relega la donna a vivere nell'harem (più o meno numeroso a seconda del ceto sociale).Dal VI° secolo si conosce in Israele una certa diffusione della monogamia.
4-Solo l'uomo aveva diritto al  ripudio
:nella Bibbia si cita come diritto al ripudio « aver trovato nella moglie qualcosa di sconveniente» (Dt 24,1).  
Nel I° secolo d.C. 
si conoscono sentenze di rabbini (Hillel) che presentavano come motivo di divorzio «l'aver trovato una vivanda bruciata».I figli, nel ripudio erano sempre assegnati al marito.Si puo' vedere in tutto cio' la negazione alla donna di un amore  vita natural durante  per il marito e per i propri figli.
Verso il V° secolo a.C. il profeta Malachia (2,14) condannava il ripudio come crimine.
5-In caso di infedeltà coniugale
solo per la donna era prevista una sanzione:l'  ordalìa .(Nm 5,11-31)
6-le donne erano escluse dalla eredità
:tutto doveva rimanere al Clan e dunque ai maschi che ne garantivano la esistenza storica.
7-le donne sono escluse dal sacerdozio
ebraico ma hanno ruoli di servizio nel culto templare.Nelle sinagoghe stanno separate dagli uomini e non hanno ruoli primari nel culto sinagogale.Insieme ai bambini sotto i 13 anni (non ancora  bar-mizvah) non sono tenute alla osservanza di tutti i precetti religiosi che gli uomini devono osservare.
8-Quanto ai rapporti tra uomo e donna :il matrimonio era contrattato dai genitori e l'amore, con o senza innamoramento, inizia dopo il matrimonio pubblico.L'uomo fidanzato o sposato da un solo anno  è dispensato dal servizio militare.Le donne ebree potevano uscire liberamente da casa, fare visite,parlare in pubblico,lavorare nei campi.
Con l'occupazione dei Greci e poi dei Romani la donna viene sempre piu' relegata dal costume ebraico ,alla casa: non puo' lavorare fuori casa, nè conversare pubblicamente e liberamente .Non puo' frequentare scuole nè tantomeno insegnare.

La Bibbia infine (la sapienza ebraica) non manca di presentare donne importanti se non determinanti della storia salvifica di Israele: Myriam sorella di Mosè, Deborah che esercita il servizio di Giudice, Giuditta ed Ester eroine della storia. Non mancano neppure le profetesse (la Bibbia ne nomina 5).

Su piano propriamente teologico si puo' dire che:
1-la donna , come l'uomo è stata  creata  ad immagine divina (Gn1,26).C'è parità di valore  e dignità, costitutivamente. Di questo è pienamente  consapevole la sapienza ebraica ( gli autori della bibbia sono tutti uomini (?)). Questa consapevolezza teologica viene confermata e approfondita dallo stesso  Gesù di Nazareth (basta ricordare come Gesù si rapporta alle donne dei Vangeli, o alla gloria che è stata data a Maria di Nazareth) ma si stenta ancora oggi a  vederla   pienamente  vissuta nel costume ebraico o cristiano.
2-La Bibbia dedica alla  creazione  della donna
piu' di quanto dedichi all'uomo e tanto di piu' di qualsiasi altro testo religioso antico. Dio (Gn 2,18) pensa e poi decide di creare la donna. L'analogia dell'azione divina con i comportamenti umani esprime la percezione di un grande mistero legato alla donna e presente nella mente creatrice di Dio.Questo mistero viene espresso con il  sonno mistico di Adamo  mentre Dio crea la donna con una costola di lui.L costola che è  comune  all'uomo e alla donna esprime la pari dignità e insieme la attrazione tra i due.Il matrimonio esprime questa realtà con l'espressione « l'uomo non separi cio' che Dio ha unito». Il sapiente ebreo  vede la condizione della donna alla luce della rivelazione divina  e non la vede come è di fatto nella storia: vede un mistero, un mistero che solo Dio conosce pienamente,  vede la pari dignità,e vede la  bontà  di questa creazione-rivelazione. (Gn 2,18)« non è bene che l'uomo sia solo». La donna è il complemento essenziale, indispensabile dell'uomo: detto da uomini ebrei che vivevano con i privilegi e la mentalità dominante analizzata dianzi fa capire quanto Dio abbia dovuto illuminarli. Come dire: la storia, la società non mostrano la realtà delle cose; la donna non è un accessorio del Clan di uomini ,la donna è pari all'uomo nella mente divina, nel progetto creativo di Dio,ne è complemento essenziale, costitutivo . L'uomo senza la donna non è  bene, non è creato.
Quando Dio presenta la donna all'uomo egli «proprompe in un grido di gioia»
( Gn2,23) Questa gioia di sentirsi completo non è solo dell'uomo, è  parimenti  della donna perchè  è tale che «i due» (2,24) lasceranno persino le loro famiglie, gli affetti primordiali, i genitori per vivere questa gioia della scoperta della loro unione costitutiva.Il libro biblico pi' importante, il Canticissimo o Cantico dei Cantici, esprime questa gioia con l'espressione: «il suo desiderio è verso di me ...ed io sono per lui»(Ct 7,11) La considerazione per la donna che ha la Bibbia , la sapienza ebraica, l'uomo  illuminato  dalla sapienza divina, che hanno i profeti di Israele è sempre e ancora questa :Israele è la  donna-sposa   cui Dio dice : « ti unirò a Me per sempre»(Os 2,21).
3-Che cosa è intervenuto  nella storia  a rovinare questa pari dignità naturale di uomo e donna?

Nella società ebraica (e in quella cristiana poi) , come in tutte le civiltà umane la donna si è ritrovata ad essere in una condizione di dignità inferiore a quella dell'uomo, asservita a Lui. Perche?. E' solo questione di buona volontà, di sviluppo culturale ,dare nella vita sociale alla donna la parità di dignità dell'uomo?La Bibbia ancora una volta ci illumina.Il sapiente ebreo  vede  una causa primordiale di tutto cio':il peccato. L'uomo e la donna , suggestionati da una potenza misteriosa, videro che era prelibato per loro  decidere da loro stessi il bene e il male.Questa fu una rottura con la Sapienza divina creatrice che pose tra l'uomo e la donna ,dentro al loro ideale nunziale, il veleno della  malizia.La unità paritaria e gioiosa uomo-donna venne inquinata per sempre dalla  malizia. Uomo e donna ne sono rimasti schiavi ed il risultato è una storia di attrazione-lotta di tenerezza-violenza, solidarietà-oppressione, desiderio-ripudio, unione-separazione, amore-odio etc. Il Cristianesimo introduce la fede nella salvezza operata da Gesù di Nazareth che togliendo all'uomo ed alla donna la  malizia originaria  con il battesimo cristiano dona loro la capacità di ritrovare l'unione ideale originaria e di tradurla in vita e storia.
4-Perchè nel racconto biblico è la donna ad essere suggestionata dal Maligno,ed è lei a cedere ,ed è lei a sedurre Adamo, ed è lei ad essere punita da Dio piu' severamente? Si tratta di un racconto in cui i personaggi si muovono secondo un copione che l'autore cerca di rendere coerente: Adamo è colui che aveva sperimentato la sua superiorità sugli animali,  dando loro il nome, e ricevendo da Dio la prerogativa di  soggiogarli, di sottometterli a sè. Poteva il copione prevedere che Adamo si facesse ingannare da un semplice serpente? Il copione esigeva che fosse la donna, appena nata, a farsi ingannare. Del resto l'autore era ebreo e maschio, poteva trovare un espediente diverso? Ma questa è letteratura, non Rivelazione! Credo di poter dire che nè le comunità ebraiche nè quelle cristiane , pur illuminate dalla sapienza biblica ,sapienza divina, siano riuscite a liberarsi a tutt'oggi dai condizionamenti storici di tipo  androcentrico (che mettono l'uomo sempre al centro del mondo). Gesù di Nazareth ha escluso le donne dal ministero dell'apostolato come prudente adattamento alla mentalità dell'epoca, antifemminista,con l'intenzione di non esporre al rifiuto la novità cristiana o come istituzione ecclesiastica ?
Ai posteri l'ardua sentenza.

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... mi servirebbe un'informazione: da due mesi il figlio di una signora che io conosco è morto a l'età di 18 anni ma questa donna studiosa di antroposofia, con la sua sensibilità e tante preghiere è riuscita a stabilire dei contatti con il ragazzo.Oggi ha detto che in sogno il figlio le diceva che il suo maestro-accompagnatore è Melky Sedek.So che questo nome ha un'importanza biblica ma da sola non riesco a trovare in quale contesto questo si trovi. Seconda questione: possibile che l'anima di una persona che ha scelto il suicidio si possa salvare e così godere dell'amore di Dio? Vi ringrazio per l'attenzione . 

Nella Bibbia si parla di un solo Melkisedek ,re di Salem(=l'antico villaggio che diventerà Gerusalemme ,il cui antico nome era  uru-salim  che significa  fondazione del Dio Salem) e sacerdote di El Eljon (=il Dio Altissimo, ciè Dio).
C'è un antico racconto che parla dell'incontro di Abramo con questo re .
Gen 14,18 Allora Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino. Egli era sacerdote del Dio Altissimo.(secondo l'ideologia regale dei popoli di quella regione il re è anche sacerdote)19 E benedisse Abramo, dicendo: «Benedetto sia Abramo dal Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra!20 E benedetto sia il Dio Altissimo, che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!».
(Abramo aveva sconfitto alcuni invasori che gli avevano rapito il nipote Lot residente a Sodoma)
E Abramo gli diede la decima di ogni cosa.
L'importanza di questo antico racconto sta nel fatto che Melchisedek  ha benedetto Abramo nel nome del Dio Altissimo.Il Dio di Melchisedek viene riconosciuto dall'autore biblico come Jhwh,(=il Dio unico di ebrei cristiani e musulmani)  che attraverso Melchisedek benedice  Abramo (= costituisce  e dichiara Abramo  inizio  di una storia di salvezza). Abramo da parte sua riconosce Melchisedek come sacerdote del suo stesso Dio tant'è che gli paga  la decima (=la decima parte dei suoi beni che era un segno di sottomissione a Dio e alle sue istituzioni sacerdotali ,situate, guarda caso , a Salem =Gerusalemme, futuro centro religioso del popolo di Abramo, gli Ebrei).Questo racconto fu oggetto di grande considerazione da parte di tutto il giudaismo (testimoniato fino ai testi di Qumran).Quando  nei secoli successivi veniva investito un Re di Gerusalemme con il potere regale e sacerdotale veniva pronunciata questa formula:
Sal 110,4 L'Eterno ha giurato e non si pentirà: «Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedek».
Il primo sacerdote  ordinato  da Dio nel popolo ebraico fu Aronne, fratello di Mosè,e da allora erano sacerdoti solo i discendenti di Aronne, la  stirpe sacerdotale  e venivano ordinati da altri sacerdoti per imposizione delle mani(Lv 8,9 //Es 34).  I re non erano necessariamente discendenti di Aronne e la loro ordinazione sacerdotale veniva direttamente da Dio e per questo veniva riferita al sacerdozio di Melchisedek, un  sacerdote laico, non di stirpe sacerdotale del rango di Aronne,  ordinato sacerdote da Dio stesso. L'ordine sacerdotale di Melchisedek era piu' antico di quello di Aronne e veniva applicato ai Re.
I cristiani applicano questa tradizione a Gesù :Gesù non era di stirpe sacerdotale , discendente di sacerdoti (come invece era Giovanni Battista, figlio del sacerdote Zaccaria), ma era il Messia=il Re del popolo di Dio.Come Messia=Re Gesù era stato investito da Dio sia del Potere Regale, che di quello sacerdotale, nella tradizione di Melchisedek.

Eb7,1 Infatti questo Melchisedek, re di Salem e sacerdote del Dio Altissimo andò incontro ad Abrahamo, mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse;2 a lui Abrahamo diede anche la decima di ogni cosa. Il suo nome significa innanzitutto "re di giustizia" e poi anche "re di Salem" cioè "re di pace".3 Senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita,ma (=Melchisedek portava nel suo nome il suo compito: re che stabilisce la giustizia e la pace. La bibbia non dice nulla di lui circa le sue origini  la sua discendenza e la sua fine, per cui è figura di una persona senza diritti di stirpe che Dio ha elevato a suo Sacerdote-re.Gesù è come lui, senza diritti di stirpe e senza figli, cioè senza discendenza,eppure Dio lo ha fatto suo sacerdote-re per stabilire nel mondo la  giustizia  e la  pace.C'è una certa  somiglianza di condizione e compito tra Melchisedek e Gesù, Melchisedek nell'Antico testamento è da considerarsi come una prefigurazione di Gesù.) fatto simile al Figlio di Dio egli rimane sacerdote in eterno.4 Considerate pertanto quanto fosse grande costui (= Melchisedek, tanto grande da essere figura di Gesù), al quale il patriarca Abrahamo diede la decima del bottino.Eb 5,6 e altrove (la bibbia) dice: «Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedek» ...10 essendo (Gesù) da Dio proclamato sommo sacerdote, secondo l'ordine di Melchisedek..

Lei non mi chiede una riflessione sul fatto che la sua amica , praticante di antroposofia, comunichi con il figlio defunto , ed io non entro nel merito, seppure, dal punto di vista cristiano, molto ci sarebbe da dire. (Conosco l'antroposofia per averne frequentato l'ambiente milanese anni fa). Il figlio afferma di avere come maestro-accompagnatore nell'al-di-là un certo Melky Sedek . Nella Teosofia classica i Maestri dell'al-di-là sono qualcosa che potremmo definire con una analogia popolare extraterrestri. Mi limito a fare la seguente riflessione: gli angeli, siano essi buoni o cattivi, quando si manifestano, nelle diverse modalità conosciute in tutte le religioni, spesso si fanno identificare con un nome. Nell'ambito di manifestazioni private a diversi cristiani , nei secoli,spesso si ritrovano nomi biblici come Azaria, Anania, Misael,etc. per citare i piu' famosi. Nulla vieta ad un Angelo di farsi identificare come Melchisedek, nome non tanto comune, ma pur sempre appartenete all' ebraismo. Anche i demoni, cioè gli angeli cattivi si sono manifestati e fatti identificare con nomi  appartenenti alla tradizione ebraica. Lilith è il più noto. Di più: spesso gli esorcisti affermano che i demoni mascherano la loro identità adottando nomi ebraici noti e meno noti.  

ATTENZIONE: Melky Sedek  E' UN NOME CHE E' STATO USATO ANCHE DA DEMONI CACCIATI NEGLI ESORCISMI!

A volte si fanno identificare addirittura con i nomi di Gesù e di Maria.

Veniamo alla seconda domanda.
 E’ evidente che ogni suicidio è caso a sé: parlare di suicidio in generale, in astratto sarebbe una sciocchezza.Non esiste ancora una scienza del suicidio in grado di spiegare ogni singolo gesto.Eppure una riflessione seria sul suicidio non puo’ fare a meno di vedere il fenomeno da un punto di vista scientifico, nel senso di uno studio metodico applicato ad una pluralità di casi.
In generale la lettura della sociologica classica riconosce tre diverse tipologie di suicidio:
-suicidio egoistico :alla base c’è un indebolimento dei legami sociali (nessuno mi vuole)
-suicidio altruistico :alla base c’è un eccesso di legame sociale o famigliare (la moglie che si lascia morire perché ha perso il marito ,etc.)
-suicidio anomico :alla base ci sono profondi mutamenti nell’esistenza  e ci si uccide per accelerare un mutamento o per bloccarlo.(Questa tipologia appare più spesso nei giovani suicidi)
Da un punto di vista psicologico le motivazioni del suicidio possono essere, fra l’altro :
-fuga o liberazione da uno stato di angoscia per sofferenze presenti o previste
-atto di disperazione per una esistenza ritenuta impossibile a sopportarsi
-gesto di espiazione di colpe insopportabili
-atto di libertà ultimativo
-gesto di aggressione a persone cui si è legati sentimentalmente che però si ritiene colp’evoli delle proprie sofferenze

Per quanto riguarda i suicidi dei giovani oggi si sono rilevate motivazioni molto meno comprensibili:
-brutto voto a scuola
-delusione amorosa
-rimprovero dei genitori
-difficoltà della vita sociale, militare, scolastica, etc.
In generale viene affermato da queste scienze che  il suicida non cerca la morte in quanto tale ma piuttosto la soluzione radicale dei propri problemi urgenti della vita.Si puo’ dire in generale che le persone che rischiano il suicidio sono normalmente poste dalla vita in confronto con difficoltà esterne ed interne superiori alla media :essi vorrebbero continuare a vivere ma non lo possono nelle condizioni date.Possiamo dunque pensare che tanti suicidi non siano in realtà ricerca della morte, ma il risultato di una incapacità umana di trovare una soluzione al problema dell'esistenza. Se ci fermiamo alla ragione, la riflessione filosofica non ha argomenti per dire per  ciascun caso se va moralmente condannato il suicidio o se va compreso o se a volte va compreso e a volte condannato.Non ci sono riferimenti saldi.
La sua domanda parla di salvezza del suicida e dunque dalla riflessione filosofica bisogna che passiamo a quella teologica.
La riflessione teologica che riflette tenendo conto della Parola divina, della Rivelazione, e della Tradizione Cristiana di questa Parola nei secoli, ci dice che suicidarsi è peccato, dunque grave rottura della relazione con Dio.
Fuori dalla relazione con Dio non c'è Vita,c'è la Morte eterna, l'assenza eterna della Vita.
Ricordiamoci la Legge di Dio: ama Dio con tutto te stesso e gli altri come te stesso.Puoi fare questo col suicidio?
I Padri della Chiesa consideravano il suicidio sempre come un auto-omicidio. Tuttavia vengono riportati casi (per esempio dallo scrittore latino Eusebio) di cristiani che si erano suicidati per sfuggire alle malvagità degli empi,di persecutori o malvagi in genere, cristiani  che venivano onorati dai Padri Cristiani non proprio come martiri ma come persone che avevano risposto eroicamente ad una “ispirazione divina” (?) dentro a situazioni difficili e drammatiche.Nessuno ha mai affermato la certezza che fosse stato Dio a ispirarli al suicidio, tant’è che non sono mai stati presentati come casi esemplari di cristianesimo. Nonostante queste “anomalie” il suicidio è sempre stato considerato peccato grave, un segno dell’assenza nel suicida della Speranza teologale cristiana e perciò della fede e della carità.
Il cristianesimo fin dalle origini ha condannato chiaramente il suicidio come atto moralmente illecito e perciò peccato.
La motivazione dottrinale sta nel fatto che la Rivelazione Biblica è chiare su questo punto:la Vita è dono di Dio (=Dio ti chiama a vivere) e nessun uomo ne è padrone.Suicidarsi lucidamente equivale a rifiutare la chiamata divina,ritenersi e porsi al di sopra di Dio.Che è il peccato per antonomasia : Dio è Uno solo.Anche qui però ci sono le anomalie: la Bibbia riferisce senza condannare  e talvolta lodando alcuni suicidi “eccellenti”:Il re Saul e il suo scudiero si suicidano per non cadere nelle mani dei nemici(1Sam 31,3);Achitofèl (2Sam 17,23) si impicca per aver fallito un complotto;Sansone muore sotto il tempio che lui stesso fa crollare per eliminare i suoi nemici;Razis è un sacerdote che viene lodato perché si toglie la vita per non subire malvagità oltraggi dai suoi nemici (2Macc 14,37).Dunque  non è possibile dedurre affermazioni apodittiche circa il suicidio nè dalla Scrittura nè dalla Tradizione dei Padri.
In generale bisogna dire che  la Chiesa ha sempre considerato il suicidio come un peccato grave.
I suicidi sono sempre stati considerati pubblici peccatori, impediti dal loro stesso gesto di chiedere perdono a Dio(vedi Giuda Iscariota). Da questo si passava al rifiuto delle esequie e della sepoltura cristiana.Oggi c’è la tendenza a dare sepoltura cristiana a tutti i battezzati, anche suicidi,ritenendo che non sia possibile, in ogni caso, determinare la piena responsabilità morale della persona per il gesto illecito compiuto.La persona  che si toglie la vita perchè è così che essa vede l'unica strada per risolvere (= in qualche modo continuare) la propria esistenza,è una persona che è senza fede in un Dio Salvatore e dunque senza speranza di salvezza? (Giacchè senza fede in Dio che salva non si ottiene nessuna salvezza) Perchè la persona dimostra di essere senza fede? A causa di chi?Questi sono i veri interrogativi .Ma ci portrebbero lontano.
Dio è Mistero e Dio è Amore incondizionato.L’uomo si autocondanna solo quando rompe la relazione con Dio. Non è mai Dio a rompere l’alleanza, la relazione con gli uomini, è sempre l'uomo che si pone fuori. Il suicidio è porsi fuori della relazione con Dio che è amore rivelato e che dunque ispira fede e speranza in qualsiasi condizione della vita ,sino al martirio.
Può l’uomo affermare che tutti i suicidi sono sempre e comunque rottura voluta, definitiva, irreversibile della Relazione con Dio?
Nessun uomo è nella Mente Divina: Dio solo puo' giudicare.
La Chiesa custodisce questa parola divina: che il suicidio è peccato, ma non è suo compito  giudicare:  il suo compito è salvare . La Chiesa non manda nessuno all'Inferno, di fronte al più grande peccatore essa rimane sospesa alla Speranza, sempre.L’Inferno esiste, la Chiesa lo afferma con certezza perché Gesù lo ha affermato con certezza, ma La Speranza della Chiesa in tutta la sua azione è che l’Inferno, che c’è, rimanga il più vuoto possibile!

Nel caso specifico, se si sta alle sue parole:  ha scelto il suicidio , se  questa scelta è stata fatta in piena avvertenza e libero consenso , allora  si tratta di grave rottura della relazione con Dio, peccato grave .Ma , detto questo,chi puo' dire se quella scelta è stata fatta in piena avvertenza e libero consenso?Solo Dio può giudicare e sanzionare.
La Chiesa non ha potere di perdonare questo peccato, ma ha la speranza nella misericordia di Dio che invoca pregando ed intercedendo per i defunti.

Il Catechismo Universale della Chiesa Cattolica recita al n° 2283: « Non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte.Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, può loro preparare l'occasione di un salutare pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita. »

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Quale futuro per la morale? Nel villaggio globale può trovare posto una morale universale? Cambiano i costumi, cambiano i modelli di comportamento, cambia la morale propria di ogni comunità. La maturazione delle coscienze e la maggiore sensibilità verso i problemi che travagliano la società contemporanea sollecitano gli uomini all'osservanza di norme di comportamento che debbono essere necessariamente comuni a tutti i popoli. Forse potrebbe essere questa la via per raggiungere un grande traguardo? la pace nel mondo  ?

Lei pone un problema reale : il futuro della morale nel villaggio globale, multietnico multiculturale, multi...potrà essere quello di una morale universale? Alcune considerazioni sono possibili:

1-Cambiano i costumi. E' vero ,ma  chi li cambia? Sono le coscienze dei cittadini del Villaggio che scelgono liberamente e responsabilmente di cambiare i loro costumi oppure è il Mercato che impone nuovi modelli e nuovi comportamenti ai cittadini? Come mai il Mercato riesce a cambiare i costumi delle comunità umane superando la resistenza delle loro coscienze?

La coscienza si forma un giudizio riferendosi a :
 -il costume, l'ethos 
(dominato dal potere persuasivo ed invasivo Mercato che tende a dire  a tutti cosa bisogna mangiare, cosa vestire, cosa acquistare, quali nuovi bisogni scoprire, etc.)
-l'etica come riflessione sul costume

Le società moderne occidentali sono di fatto secolarizzate (la religone non è piu' tra i valori centrali) scristianizzate (il 70% degli europei vive l'ateismo di fatto, per cui Dio non ha più un posto centrale nella vita) e caratterizzate da un diffuso scetticismo quanto all'etica, alla possibilità cioè che la ragione possa trovare una tavola di valori comuni per tutti gli uomini che sia un riferimento universale per la coscienza morale dei cittadini . Dio, la religione, l'etica, sono scomprasi dall'orizzonte di riferimento della coscienza dei cittadini.  
La coscienza normalmente si fa coscienza morale riferendosi a :
- il costume,l'ethos (dominato dal potere persuasivo ed invasivo del Mercato attraverso i suoi media) E' noto a tutti che il Mercato attraverso il suo potere economico tende a condizionare fortemente tutti i governi del pianeta perchè emanino leggi ad esso favorevoli, per cui tutto ciò che oggi è illegale, domani potrebbe diventare legale, se questo implicasse un nuovo mercato per il Mercato!
- le leggi civili (dominate dagli interessi del Mercato attraverso le sue lobbies presenti nei Parlamenti)    

Credo che l'affermazione secondo cui  Il nuovo Dio è il Mercato  sia fondata. Il famoso ritornello secondo cui  cambiano i costumi e dunque cambia la morale suona veramente come una rinuncia alla lucidità ed alla libertà e come  una  resa incondizionata e senza resistenza civile al Mercato! Se questa tendenza non viene contrastata da tutti  gli uomini di buona coscienza e volontà, sicuramente ci sarà presto una morale universale :quella del Mercato!

2-Che fare?
 Lei dice:La maturazione delle coscienze e la maggiore sensibilità verso i problemi che travagliano la società contemporanea sollecitano gli uomini all'osservanza di norme di comportamento che debbono essere necessariamente comuni a tutti i popoli. Forse potrebbe essere questa la via per raggiungere un grande traguardo?: la pace nel mondo ..
Già esiste una  Tavola di Valori comuni a tutti gli uomini  che può fare da riferimento per coscienza morale dei cittadini del Villaggio Globale : è la Carta dei Diritti dell' Uomo promulgata dall'ONU nel 1948.
Si tratta di farla diventare un sentimento etico un ethos diffuso in tutto il Villaggio Globale.Di fatto è ancora solo un  carta!
Non mi dilungo in esemplificazioni perchè le vicende dei G8 ne hanno ampiamente diffuso il problema.
Non vedo altre strade se non quella di :
-fare resistenza al potere invasivo e persuasivo del Mercato con la costituzione di mercati etici alternativi.
(ONG-BANCA ETICA-FINANZA ETICA-COMMERCIO EQUO E SOLIDALE-MERCATO ALTERNATIVO-PUBBLICITA' ETICA, etc.)
-diffondere la cultura etica, la riflessione etica in tutti gli ambiti e dimensioni umane, a cominciare dalla educazione dei giovani, quindi anche a scuola,(dove cui nessuno più insegna la riflessione etica, salvo qualche rarissimo insegnate di religione che per miracolo si ritrova con una  utenza  particolarmente disponibile) ,ma anche attraverso i mezzi di informazione pubblici.
-investire tutte le comunità religiose di questa responsabilità planetaria (tutte le religioni ,come ha fatto ad esempio il Papa a partire dai famosi incontri di Assisi nel 1966) ;specialmente le comunità cristiane dove ancora per la maggioranza dei credenti essere cristiani è ancora  solo  un fatto di spiritualità ,dimenticando che in tutte le singole scelte quotidiane, anche quando si fa la spesa, si mette in gioco la propria fede nella salvezza di Gesù, che rimane viva nelle persone per  la virtù della Carità! -partecipare alle dinamiche della politica con associazioni etiche, anche di piccoli gruppi di famiglie, perchè il rapporto dei cittadini con il Potere non si esaurisce nel voto.
-etc.

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Ho letto che la manna è prodotta da secrezioni di insetti che vivono solo sul Sinai. E' vero?
Qual è il significato "religioso" della manna?

LA SOSTANZA

Eso 16,4 Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no. 5 Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a casa, sarà il doppio di ciò che raccoglieranno ogni altro giorno».... Parla loro così: Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore vostro Dio». 13 Ora alla sera le quaglie salirono e coprirono l'accampamento; al mattino vi era uno strato di rugiada intorno all'accampamento. 14 Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco sulla superficie del deserto vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. 15 Gli Israeliti la videro e si dissero l'un l'altro: «Man hu: che cos'è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «È il pane che il Signore vi ha dato in cibo. ...31 La casa d'Israele la chiamò manna. Era simile al seme del coriandolo e bianca; aveva il sapore di una focaccia con miele.
Questa resina pioveva dal cielo durante il viaggio di Israele attraverso il deserto dall'Egitto verso la Palestina. Nu 11,7 Ora la manna era simile al seme del coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa.
Nu 11,9 Quando di notte cadeva la rugiada sul campo, cadeva anche la manna.

Ben nota sin dall’antichità, i medici arabi la tennero in grande considerazione e dal secolo X in poi il suo uso andò gradualmente diffondendosi ad opera dei maestri della scuola salernitana che la conoscevano con molta probabilità tramite i grandi terapeutici greci e romani.La Manna da frassino la troviamo per la prima volta in una lettera di Federico Il nel 1239; all’inizio del 1500 era talmente in uso che la regina Isabella, moglie di Federico, re di Napoli, decretò un dazio sulla manna per aumentare le entrate dello stato.Giovanni Crisostomo Magneno, professore di medicina nell’Università di Pavia, nel 1658, nella monografia “De Manna” afferma che le qualità benefiche della manna dipendono in gran parte dalla felice composizione di vari elementi: "una cera ed un miele primigenio, un alito tondo, un sale nitroso ed uno ammoniacale" e conclude facendo risaltare alcuni dei singolari pregi di questo miracoloso prodotto della natura.

La manna piovuta dal cielo per salvare gli Ebrei nel deserto è un fatto verosimilmente accaduto. Sono molte le piante che "fanno" manna, un lattice cioè zuccherino usato spesso dai popoli desertici per scopi alimentari: una è la Tamerice mannifera chiamata Tarfà dai beduini arabi; un'altra è la Lecanora un lichene che dà talli eduli (=commestibili)  molto conosciuti nella penisola sinaitica. Un'altra pianta è l'ornello o frassino coltivato un pò in tutta Italia. In Toscana ne sono ricche le campagne senesi e pistoiesi che ospitano queste stupende piante con notevoli virtù terapeutiche; ma è sopratutto la Sicilia a fornire la manna; tutte le estati i rami più bassi di questi alberi vengono incisi con sapienza da contadini esperti, e a livello del taglio viene legato un filo di cotone che dal ramo arriva al suolo; nei giorni successivi si ha uno spettacolo fra i più belli del mondo naturale: migliaia di stalattiti di bianca manna partono dai rami incisi per arrivare al suolo seguendo il filo di cotone. La manna viene poi raccolta e tagliata in cannoli lunghi cinque centimetri e venduta in tutto il mondo. 
Consulta la pagina
http://www.deliziesicilia.com/manna1.htm
Non si sa con certezza quale manna abbia sfamato gli ebrei: alcuni  sostengono che la pianta miracolosa fosse la Lecanora (che le tempeste e i venti del deserto spostavano nel deserto) ma che miracolosamente spostavano in grandi quantità seguendo il cammino degli ebrei!
35 Gli Israeliti mangiarono la manna per quarant'anni, fino al loro arrivo in una terra abitata, mangiarono cioè la manna finché furono arrivati ai confini del paese di Canaan.

IL SIGNIFICATO manna = "quello che è" (in ebraico MAN HU?)
1) il cibo che nutrì gli israeliti per quaranta anni nel deserto
Es 16,32 Mosè disse: «Questo ha ordinato il Signore: Riempitene un omer e conservatelo per i vostri discendenti, perché vedano il pane che vi ho dato da mangiare nel deserto, quando vi ho fatti uscire dal paese d'Egitto». ... 34 Secondo quanto il Signore aveva ordinato a Mosè, Aronne la depose per conservarla davanti alla Testimonianza (=l'Arca).
2) della manna tenuta nel Tempio di Gerusalemme ,nel santuario, nell'arca dell' alleanza
Salmo 78,23 Comandò alle nubi dall'alto e aprì le porte del cielo; 24 fece piovere su di essi la manna per cibo e diede loro pane del cielo: 25 l'uomo mangiò il pane degli angeli, diede loro cibo in abbondanza. Sap 16,20  sfamasti il tuo popolo con un cibo degli angeli, dal cielo offristi loro un pane già pronto senza fatica, capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto.
3) simbolicamente, quello che è tenuto nel tempio celeste come cibo degli angeli e dei santi
Giov 6,29 Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». 30 Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? 31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». 32 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; 33 il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». 34 Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». 35 Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.
4) Il vero pane del cielo(la vera manna) è Gesù stesso.
Giov 6,47 In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. 48 Io sono il pane della vita. 49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». 52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

5) Gesù-eucarestia  è il  vero pane del cielo che da la vita eterna. Il cibo che sostiene la  creatura nuova  ( il battezzato ) nel suo cammino verso la resurrezione del corpo e la destinazione definitiva nel Regno di Jhwh.

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Gent. redazione, da quando il peccato e' entrato nel mondo a causa del peccato originale , noi, oggi , non possiamo non peccare , perche' nessuno e' perfetto.ma, adamo ed eva , se conoscevano gia' il male e il bene , potevano non peccare ? scusate se la domanda e' un po' confusa .grazie

Il racconto di Adamo ed Eva è un mito, cioè un racconto che spiega il presente della storia, non l'inizio.
- Il popolo di Dio, Israele, creato da Dio stesso a partire da una coppia sterile (=dal nulla), Abramo e Sara, vive in relazione con  Lui per mezzo di una alleanza (=patto).
- Secondo questa alleanza Dio si impegna a vivere in mezzo al popolo, in Palestina (nel Tempio di Gerusalemme) per farlo felice
- Il popolo da parte sua è impegnato a vivere secondo le istruzioni di Dio: a vivere lontano dalla malvagità, dal Male. Dio è incompatibile con il male e deve continuamente purificare , santificare il suo popolo che spesso cade nel peccato.
- Quando il popolo pecca gravemente (peccato mortale generalizzato e continuato nel popolo) rompe l'alleanza con Dio e perde la sua protezione ed i suoi favori. Essendo un piccolo popolo esso viene regolarmente soggiogato dai grandi imperi (Egitto e Babilonia) di cui diventa schiavo. Questo succede nella storia di Israele.

-Verso l'anno 600 a. C. Israele viene invaso da Nabucodonosor( Nabucco) re della Mesopotamia, il Tempio (abitazione di Dio in mezzo al suo popolo ) viene distrutto e decine di migliaia di ebrei vengono deportati come schiavi a Babilonia dove subiscono la lontananza da Dio cioè la malvagità del Nemico.
- Qui Israele comincia a riflettere sulla sua storia e vengono messi per iscritto i primi libri della Bibbia Ebraica.
-Il racconto del peccato originale risale proprio a questo periodo di Esilio a Babilonia e va letto in questo modo:

" Dio ha creato dal nulla (la sterilità della coppia Abramo-Sara) Israele (=l'umanità) e l'ha posta a vivere insieme a lui in una Terra meravigliosa, un Giardino ,in persiano "Paradiso", (=la Palestina.) Dio vive con l'umanità in questa Terra (=la Palestina) dentro una alleanza che implica impegni reciproci. Dio è impegnato a dare vita eterna all'uomo e l'uomo è posto di fronte a precise istruzioni : deve raccogliere i frutti dell'Albero della Vita (=comportarsi secondo la Legge di Dio) ed evitare i frutti dell'Albero mortale della Conoscenza del bene e del male (=comportarsi di testa sua, decidendo lui cosa è bene e cosa è male).
L'umanità (=Israele) non riesce ad essere fedele alla alleanza, (è infedele continuamente , nella storia) la rompe con il peccato e regolarmente viene espulso dal Paradiso (=in esilio) , dalla Terra della vita insieme a Dio (=la Palestina). Questo è il comportamento storico dell'uomo e della donna,(=di tutto Israele), questo sta sempre " sotto " la storia tra Dio e l'umanità : la fedeltà di Dio e il peccato del popolo."

Come tutti i popoli antichi per esprimere questa realtà ricorrente nel presente della sua storia Israele crea il racconto mitico che i cristiani chiamano " del peccato originale". Adamo ed Eva altro non sono che il simbolo del popolo di Israele e del suo problema permanente: il peccato. Finchè l'uomo (=Israele) pecca, rompe l'alleanza , come potrà Dio portare a termine il suo progetto di farlo vivere insieme a Lui in Paradiso (=la Palestina)? Non ce la farà mai!... A meno che Dio cambi la testa dell'uomo (=Israele), gli cambi la mente, il cuore, lo purifichi da questa tendenza innata a peccare e rompere l'alleanza.

Questo appunto farà Gesù con il battesimo cristiano. E allora tutta la storia dell'uomo con Dio cambia strada.!
Il racconto di Adamo ed Eva dunque non parla dell' inizio della storia ma di come si era svolta la storia tra Dio e il suo popolo fino all'esilio di Babilonia! La sua domanda va posta così :
OGGI (=al tempo dell'esilio di Israele a Babilonia),
noi ebrei constatiamo che NON POSSIAMO NON PECCARE , PERCHE' NESSUNO E' PERFETTO.
ADAMO ED EVA (=noi, Israele), SE CONOSCEVANO GIA' IL MALE E IL BENE , POTEVANO NON PECCARE ?

Teoricamente sì, praticamente nessuno c'è mai riuscito. Di fatti Dio proprio durante l'esilio a Babilonia per mezzo dei sui profeti promette che interverrà con un atto creativo (un miracolo) per cambiare la loro testa.
Ez 24, 23 Santificherò il mio nome grande, disonorato fra le genti, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono il Signore - parola del Signore Dio - quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.24 Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo.25 Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli;26 vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.27 Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.28 Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio.

Dio compirà questa promessa con Gesù e il battesimo cristiano, che appunto si dice semplicemente che " toglie il peccato originale" cioè la " tendenza umana che si è continuamente manifestata nella storia di Israele, peccare" .
Il battezzato sperimenta infatti una vita nuova vissuta nella forte capacità di lotta al peccato. Il cristiano è un " guarito dalla malattia del peccato" .Lo dimostrano le migliaia di storie di santi.

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Salve, sono una ragazza che vi scrive per rendervi partecipi di alcuni vostri sbagli e "imbrogli".

Mi riferisco alla sezione dedicata al Satanismo e al "Rock Satanico", così come attualmente lo chiamano i media. Inanzitutto tengo a precisare che non sono qua a scrivere per osannare Satana o qualche altro demone; vi scrivo per il semplice motivo che trovo ingiusto, e anche poco corretta la vostra sezione. Ora non so se stò sprecando tempo o se leggerete mai questa mail, io cmq ci provo.
Inizierei a farvi notare gli errori "storici" o cmq di nomi o gruppi che avete fatto parlando del Black Metal.
Mayem, si scrive Mayhem (ed alcune volte è scritto anche giusto se non erro).
Heuronimus si scrive Euronymous. Nella sezione Anticristo voi scrivete: "Emperor con Burzum sono stati spesso coinvolti in incendi di chiese e monumenti religiosi e dissacrazione di cimiteri." terrei a precisare che Emperor e Burzum non sono dei nomi propri di persona, bensì il primo è il nome di un gruppo e il secondo è il nick che usa Kristian Varg Vickernes per suonare; cmq credo che voi intendeste la chiesetta di Skjold nel Rogaland, che fu bruciata da Burzum e da Samoth, non da Emperor! Ma (ripeto) da Samoth ovvero il chitarrista della band citata...
Cmq, approposito di Kristian Varg Vickernes, voi lo chiamate Vard Vjkernes...
Ora sempre nella sezione Anticristo, sotto la seconda foto a destra (quella accanto la foto di Burzum rasato a zero) avete scritto "Heuronymus Oystein Aarseth", in realtà quella è sempre una foto di Burzum...

Ancora nella sezione Anticristo voi avete scritto "I gruppi metal sono esplicitamente satanisti e radicalmenti anticristiani e lo manifestano con una simbologia esplicita." ora non voglio creare inutili polemiche, ma questo concetto mi sembra un pò troppo generico non vi sembra? Inanzitutto, dire che "I gruppi metal sono esplicitamente satanisti..." mi sembra una generalizzazione troppo forzata, perchè il metal è molto vario, ovvero ha molti generi che vanno dal Black al Death, al Power all'Heavy, all'Industrial al Crossover, fino al metal più scialbo e commercializzato; insomma ci sn un'infinità di generi e dire che i gruppi metal (e quindi tutto il metal) sono esplicitamente satanisti è davvero troppo.
Inoltre la simbologia che voi ritenete satanista non è sempre indice di anticristianità, anche se è vero che molti gruppi black (soprattutto i "primi" gruppi da metà anni 80' ai primi anni 90') si rifanno alla teoria anticristiana.
Ora io non voglio giustificare nessuno, ma cmq il loro concetto di anticristiano stà all'antico concetto della Chiesa di espandere i propri territori. Mi spiego meglio. La Norvegia fu conquistata dai Cristiani (ora non ricordo bene il secolo) che costrinsero la popolazione PAGANA a convertirsi a quella Cristiana, chi non si convertiva pagava una pena... la decapitazione. Quindi provate ad immaginare una popolazione vichinga e pagana sottomessa forzatamente al Cristianesimo; tutti i simboli pagani (templi, statue, ricorrenze, ecc...) furono bruciati e spazzati via come se questi non fossero mai esistiti. Quindi un popolo molto nazionalista, che ha sempre tenuto alle sue radici nordiche, vichinghe e pagane si è visto sottrarre tutto dai Cristiani. Ora forse riuscite a comprendere il perchè delle chiese e dei simboli Cristiani bruciati. E' stato un modo per ritorcere la stessa moneta ai Cristiani. Con questo non stò scusando nessuno, io amo l'arte e non posso fare a meno di pensare che l'orgoglio della Norvegia, ovvero quelle chiesette (???) di legno costruite dagli abili artigiani norvegesi nel medioevo, siano andate distrutte ingiustamente, perchè opere d'arte nelle bellissime foreste norvegesi. Ma non posso dire di dispiacermi per il lato "religioso" della faccenda. Chiudo questo paragrafo per aprirne un'altro.

Sempre nella sezione Anticristo voi scrivete: "Alcuni sono indifferenti alla politica, altri sono ultranazisti o promuovono un nazionalismo precristiano , come Hitler. Una forma di anticristianesimo politico inventata da gruppi norvegesi e diffusa in tutto il Nord Europa è quella dell' esoterrorismo ovvero del terrorismo politico di natura esoterica e in particolare satanica. Si ritorna al nazismo delle origini." Ora non voglio affatto sminuire la cosa, ma a me sembra tanto una bella frase ricca di "montature" atte a spaventare la gente. Che ci sia un fondo di vero non lo contesto, ma che ciò sia stato montato (come tutte le cose riguardanti il satanismo o l'esoterismo) non lo posso negare, anzi! Un'altra cosa che voglio farvi notare e la sezione Razzismo. Ora non nego che la musica black sia incentrata su una sorta di modello elitario e cmq razzista, ma quello che voglio farvi notare e altro. Voi fate intendere (dal modo in cui è scritta la sezione) che il Black Metal è indice di nazismo, socialismo e razzismo incentrato sulla razza ariana; in alcuni casi è vero, in altri no. E cmq non mi sembra che chi sia nazista, fascista (siamo in Italia) o razzista sia un blackster, visto che da come è scritta la sezione sembra così. Allora m'immaginerei il Cavalier munito di capelli lunghi e giubbotto di pelle muovere la testa a tempo di musica Black... (ho come l'impressione che questa frase verrà censurata).

Un'altra cosa riguarda la sezione Blasfemia, ora non voglio polemizzare, ma il suicidio di qualcuno non si può affiancare ad alcuni messaggi subliminali o meno che si possono trovare in cd o copertine. E' alquanto ridicolo secondo me. Cerco di spiegarmi, se una persona è mentalmente instabile o fragile, ed è magari tendente al suicidio, compierà lo stesso l'atto di togliersi la vita con o senza messaggi da parte di musica o copertine. Quello che intendo dire è che se una persona è instabile e decide di suicidarsi troverà cmq un motivo per farlo, con o senza musica. Questo ovviamente è il mio personale pensiero.

Ecco ancora una parte che vorrei che rileggeste, l'ho tratta dalla sezione Il Fenomeno. Ora mi ritengo quasi daccordo in questo punto: "Non è il satanismo alto, ma quello basso, che più preoccupa la Chiesa: il satanismo disordinato e selvaggio che non ha organizzazioni, né indirizzi, né ideologie, ma permea circuiti di pedofili, gang criminali, club sadomaso, soprattutto bande giovanili. Non è il satanismo di Charles Manson, ma piuttosto del suo quasi omonimo Marilyn Manson." Sono daccordo perchè questo non è Satanismo, bensì è un culto Satanico; per chi non lo sapesse c'è molta differenza fra questi due termini apparentemente simili. La setta satanica si occupa al massimo di profanare tombe, bruciare Bibbie e disegnare sui muri croci e pentacoli; raramente una setta satanica compie davvero atti pericolosi, ma purtroppo come abbiamo visto in quest'ultimo periodo può capitare... Quindi mi sembra giusto distinguere le due cose, le sette sataniste (non sataniche!) non rapiscono i bambini, non uccidono o stuprano le donne e non sacrificano animali... Non distorciamo la realtà solo perchè ci fa comodo! Non è giusto generalizzare solo per colpa di persone "estremiste" e suppongo anche malate. Ed ancora un'altra abbissale differenza di credo... Nel culto satanico, si adora il "Satana cristiano" ovvero quello descritto dalla Bibbia come antagonista di Dio, mentre nel satanismo, non è affatto così. Un'altra cosa da farvi notare, Marilyn Manson non fa Black Metal! Ed Anne Rice dubito che abbia contatti con il Black Metal, è semplicemente una grande scrittrice horror...
E la Dark Wave è una corrente musicale lontana anni luce dal Black Metal sia musicalmente che culturalmente, inoltre i Black Sabbath e Alice Cooper non fanno assolutamente Dark Wave! E credetemi chi ascolta Black Metal non va di certo in discoteca (!!!) a drogarsi...

Concludo, come si fa a credervi quando non sapete neanche i nomi esatti delle persone coinvolte?
Come potete giudicare senza neanche essere in grado di scrivere una frase senza errori?
Vi faccio presente che non ho neanche nominato tutte le atrocità che la chiesa ha commesso... Inoltre chi vi scrive è una ragazza che ascolta Black Metal, che non è cristiana ma neanche satanista, ma che è sicuramente molto più obbiettiva della Chiesa. Non credete anche voi che sia il caso di finirla con questa "caccia alle streghe"? Vi ringrazio in anticipo per il tempo che spenderete per leggere questa e-mail, ammesso che qualcuno la legga... Spero davvero che verrà pubblicata o che almeno prenderete atto da ciò che ho scritto... Un saluto, Giada.

P.S. Dimenticavo... Cmq i "gotici" (penso che sia più appropriato chiamarli dark...) non sono piromani, satanici o depressi. Mi sembra che sia arrivato il momento di finirla con questa generalizzazione... La cultura Dark o come la chiamate voi Gotica, ha radici antiche e profonde, intrinseche di letteratura e di grandi nomi (es: vedi Edgard Allan Poe o Charles Baudelaire). Una cultura oscura, basata su tematiche difficili, molto soggettive. Una cultura che si basa sulla parte oscura della nostra mente, sui vizi e le perversioni umane, che nel bene o nel male, fanno parte della nostra natura. Da qualche decennio a questa parte, la corrente dark ha preso dentro di se anche tematiche "vampiriche o macabre" (che prima venivano trattate con meno frequenza), commercializzando un pò il genere... Cmq non voglio fare una lezione di storia... Il mio discorso è un'altro. La depressione è una malattia mentale, non è uno scherzo. Le persone depresse non sono dark, metallari o satanici (quanto odio le classificazioni...) sono Persone Malate, e come sappiamo TUTTO il genere umano o cmq tutto il genere vivente è soggetto a malattie. Per concludere: i Joy Division (sempre se si possono etichettare) facevano un dark punk e il leader si chiamava Ian Curtis no Jan Curtis come scrivete voi. Inoltre il film con Tom Cruise, tratto da un libro della Rice si chiama "Intervista col Vampiro" non "Vampiro"... E se proprio volevate un film gotico potevate pensare al Corvo... Inoltre il telefilm a cui vi riferite si chiama "Buffy the Vampires Slayer" tradotto "Buffy la cacciatrice di vampiri", mi sembra ci sia una netta differenza con "Buffy il vampiro" come scrivete voi, anzi è praticamente l'opposto...

P.P.S. Un'ultima cosa da farvi notare, una parte dell'intervista con Padre Gabriele Amorth:

D. – Che cosa lega gli indemoniati ai satanisti?
R. – “Capita di frequente che un indemoniato diventi tale dopo esser entrato in una setta spiritica o satanista. Tra quelli che ho in cura ce ne sono pochi così, perché a chiedere l’esorcismo vengono solo i satanisti pentiti. Ma tra di loro penso che siano molti di più. Nelle sette sataniche è facile entrare ma è difficilissimo uscire. In certi casi si rischia la vita”.

Questa risposta non mi turba più di tanto perchè è la tipica risposta che può dare un prete riguardo questa tematica...

D. – E i satanisti che legame hanno col demonio?
R. – “Ce ne sono di due tipi: quelli che adorano il demonio, celebrano messe sataniche, hanno loro sacerdoti e una gerarchia; e quelli che nell’esistenza personale di Satana non credono affatto, ma si danno ad azioni turpi e contro natura. Quest’altro satanismo è il più pericoloso”.

Chisà a quali azioni turpi e contro natura si riferisce... Magari a chi è omosessuale...?

D. – A parte il papa, nella Chiesa com’è la credenza nel diavolo?
R. – “Molto in ribasso. E il demonio ne è contentissimo, perché così ha mano libera per fare il suo lavoro. La Chiesa è andata da un eccesso all’altro. Per rimediare alla pazzia della caccia alle streghe, che invece d’essere esorcizzate venivano bruciate, ha cancellato tutto, diavolo ed esorcismi. Il risultato è che intere regioni cattoliche non hanno più un solo esorcista: Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Svizzera. Io ammiro i vescovi italiani. Non ne capiscono niente, ma almeno li esorcisti li nominano. L’anno scorso noi italiani ci siamo riuniti: eravamo centosettanta”.

Quest'ultima frase la trovo vergognosa... "Per rimediare alla pazzia della caccia alle streghe, che invece d’essere esorcizzate venivano bruciate..." Cioè non riesco a spiegarmi, com'è possibile che gli si lasci dire queste cose... Forse non si rende conto che le cosiddette "streghe" di cui è stata fatta strage dall'Inquisizione, erano per lo più donne che in vita loro non avevano avuto a che fare nè con Satana, nè con la Magia. Erano donne, magari alcune erano sensitive, altre erano malate mentali, altre ancora erano sanissime ma incolpate di cose assurde, non erano possedute. E cmq se tutte le donne che l'Inquisizione ha ucciso dovevano essere possedute non mi spiego come in quel lasso di tempo ci siano state così tante possessioni demoniache, visto che sento ripetere in continuazione da illuminati della Chiesa che la possessione è molto rara... Che cos'era successo, un'epidemia? Io credo che la Chiesa su questo tema dovrebbe proprio astenersi dal parlare, a meno che non voglia ricordata tutte le stupende invenzioni che venivano usate come mezzi di tortura per quelle povere donne...

P.P.S. Mi scuso per eventuali errori o imperfezioni grammaticali, ma ho scritto tutto d'un fiato, ed ora non ho il tempo di riguardalo.

NOTA: (i corsivi sono della redazione)

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Sto visitando il Vs. sito che trovo interessante per la vastità e chiarezza di argomenti ed esposizione degli argomenti.Colgo il Vs. invito a formualre qualche domanda:
a) Cosa intendiamo per l'Assoluto ?
b) L'Assoluto ha senso solo se lo si pensa
c) Tutto può essere un nonsenso

Re.
Gent. mo Sig Giovanni,
più o meno lei dice: Il pensiero è una attività umana, appartiene al mondo dell'uomo. Ogni uomo è una singolarità irrepetibile e dunque ognuno puo' pensare qualsiasi cosa attribuendole ora il significato di assoluto, ora quello di nonsenso. Spero di aver bene compreso le sue parole.

Cosa intendiamo per l'Assoluto ?

La filosofia ha elaborto questo concetto per esprimere l'intuizione della possibilità di qualcosa di esistente ( un ente ) che sia incondizionato, che esclude da sé ogni limitazione e imperfezione e che abbia in sé la propria ragione d’essere. Qualcosa che non dipende da niente e nessuno e da cui tutto dipende, rispetto al quale tutto è relativo.
Assoluto>----<Relativo
Le filosofie non sono opinioni, pensieri personali, qualcosa che chiunque puo' fare, per cui una filosofia vale l'altra; sono piuttosto sistemi di pensiero che rispondono a regole precise di ragionamento e di linguaggio.
Dunque il concetto di Assoluto non appartiene semplicemente al pensiero dell'uomo, qualcosa che chiunque può pensare come vuole, ma a quel pensiero strutturato secondo regole precise che è una filosofia.
Nel linguaggio comune assoluto è qualcosa di completo, totale , che non è soggetto a limitazioni , stabile, affidabile, che non è soggetto a variazioni ,qualcosa a cui tutti possono riferirsi come un principio immutabile, una verità universale.

Che cosa è realmente questo Assoluto che i filosofi ipotizzano e cercano?

Più comunemente , nella nostra cultura, Assoluto sta per Dio. Questo perchè il Dio che si è rivelato e dalle cui rivelazioni sono nate le religioni : ebraica, cristiana e islamica ha mostrato di possedere almeno quegli attributi che la Filosofia (il ragionamento corretto) dà all'Assoluto , ma anche di più : ha in sè stesso la propria ragione di essere, è incondizionato, libero, non ha limitazioni, è universale, è immutabile, è onnipotente, onnisciente, etc.
Possiamo dire , semplificando , che l'Assoluto non è qualsiasi cosa che l'uomo arbitrariamente chiama in questo modo, ma è un concetto rigoroso della Filosofia e che in tutte le culture umane si attaglia perfettamente a ciò che gli uomini -in vari modi -chiamano Dio.

Tefillim

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Salve, ho letto alcuni articoli riguardanti il digiuno cristiano ed ho capito qualè il suo significato e quando va praticato. Pero mi chiedo: cosa si intende per digiuno?è soltanto un limitarsi nel mangiare, oppure un vero digiuno senza poter ingerire cibo e bevande? E per quanto tempo si deve rimanere a digiuno nell'arco della giornata, o della settimana, o durante la Quaresima? Vi ringrazio molto

Nell'AT:
Privarsi di cibi e bevande ed eventualmente dei rapporti sessuali, dal tramonto al tramonto successivo era un atto del corpo che esprimeva l'abbandono totale di sè a Dio:- al suo perdono- alla sua volontà- alla sua grazia. Era considerato un atto religioso di ubbidienza totale a Dio.
- prima di affrontare eventi difficili o scelte difficili della vita- per implorare il perdono di una colpa- per sollecitare una guarigione- come lamento funebre per una sventura (privata, della comunità o della nazione)- in caso di calamità (perchè cessino)- per preparare un incontro con Dio. Non era considerata una pratica ascetica (=che eleva lo spirito a Dio) , piuttosto - un atto di umiliazione totale della persona che mette tutta la propria vitalità (anima) nelle mani della misericordia divina, preparandosi ad accogliere la sua salvezza.
- i Farisei digiunavano 2 volte alla settimana. I profeti si scagliavano contro il digiuno formale. Denunciando il formalismo nell'osservanza del digiuno sottolineavano che esso non consiste nell'affliggere il corpo, ma nello spezzare ogni forma di egoismo. L'uomo, uscendo da se stesso e ponendosi sotto la guida di Dio, acquista una vitalità nuova.

Nel NT:
Il digiuno ha nel cristianesimo una portata religiosa e spirituale . Come tante altre religioni, lo attua per motivi ascetici, penitenziali e spirituali. Sul piano personale, esso viene praticato per ottenere la liberazione da vari condizionamenti interiori che impediscono la scelta e l'impegno nell'ambito del servizio per Dio e per l'uomo. Il cristiano è cosciente che gli appetiti disordinati che lo abitano, sfuggono al suo controllo e rendono difficile la sua crescita e maturazione spirituale. «... perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo » (1 Gv 2,15-16).Va da sè che si deve digiunare dagli appetiti della carne (=gli appetiti del corpo) dagli appetiti degli occhi (cose appassionatamente desiderabili dai sensi) e della superbia della vita ( dal benessere materiale non indispensabile.). Si puo' digiunare da queste cose , da alcune o da tutte, a seconda della " diagnosi " che facciamo del nostri status spirituale. L'essenziale per il digiuno è, quindi, la finalità cui esso porta e non il digiuno come tale che è sempre un mezzo. E questa la ragione per cui non si deve considerare il digiuno in ottica di ascesi mortificativa ma come acquisizione di vitalità nuova nella grazia di Dio.
Molto spesso, si ricorre al digiuno per ottenere l' espiazione da parte di Dio delle colpe e dei peccati propri e quelli degli altri. Questo digiuno ha per fine disporsi ad accogliere la grazia del pentimento, del perdono e delle indulgenze,grazie che distruggerono in noi il peccato e le conseguenze .
Forme tradizionali:
- digiuno totale di cibi e bevande e dei rapporti sessuali, dal tramonto al tramonto successivo (digiuno penitenziale)
- digiuno totale dall'alba al tramonto (digiuno penitenziale)
- digiuno di solo cibo (non di bevande) (digiuno penitenziale)
- digiuno a pane ed acqua (come i primi cristiani, raccomandato dalla Madonna nelle varie apparizioni ,2 volte la settimana, il Mercoledi e il Venerdi, tutta la vita)
- digiuno di carni il venerdi sempre e nelle vigilie delle festività annuali (Natale, Pasqua, etc)
- digiuno di merende varie nella giornata ( solo 2 pasti sobri) nelle vigilie delle festività annuali
- digiuno di sonno (veglia) a Pasqua , talvolta a Natale, a Pentecoste, e nella domenica missionaria di Ottobre.
- il digiuno personale da: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita è per tutti i cristiani, ogni giorno.

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Sono una ragazza di 17 anni che da un po' di tempo si pone questa domanda: abbiamo un destino scritto? Dobbiamo credere nella predestinazione? ... dopo aver ascoltato diverse chiromanti e alcuni miei compagni di altre religioni così fermamente sicuri ho cominciato a chiedermi se non ero io a sbagliarmi.

1) Nella storia ebraico cristiana si è rivelato un Dio che " crea" il mondo. Questa azione del " creare" è una lettura sapienziale delle Sue rivelazioni ed in particolare del miracolo-evento dell'esodo dall'Egitto. ( vedi>> Ebraismo). Questo Dio si è rivelato come colui "salva dalla sparizione" ,continuamente ,il mondo. Salva il mondo dalla "decreazione", ovvero , lo "crea". Il significato dunque della creazione del mondo da parte di Dio in realtà esprime la sua rivelazione di "salvatore" del mondo , lo salva dalla sparizione. E' come se ci fossero delle forze de-creative che agiscono sul mondo e una azione divina, più potenete, che le domina. Se Dio smettesse questa azione salvatrice, si scatenerebbero le forze decreative e il mondo sparirebbe.

2) Ora devo passare al linguaggio del mito ( per capire come funziona il mito vedi qui)
" Prima ancora che l'uomo comparisse nell'universo Dio propose agli angeli ed agli altri esseri capaci di relazionare con lui liberamente una alleanza eterna: « Io voglio donarvi la mia eternità ,l'esistenza definitiva ed eterna, questa è la mia promessa il mio impegno. Questo però può avvenire solo se voi accettate la comunicazione permanente con me, la comunione di vita con me, così che io possa comunicarvi in modo permanente la mia vita divina che è eterna. Vivere in comunione con me significa vivere mossi, ispirati dal mio stesso Spirito. Voi siete esseri dotati di libertà, potete costruirvi l'esistenza come preferite, ma la vostra esistenza è impermanente, è destinata a finire. Se volete accettare la mia offerta di eternità dovete vivere come vivo io, cioè ispirati dal mio Spirito che è solo Amore. Se accettate di vivere solo amando potete entrare in questa alleanza e ricevere l'esistenza eterna. Io Dio, sono solo amore, e sono incompatibile con tutto ciò che non è amore. Sono incompatibile con il Male.»

[ L'azione creativa di Dio rivolta al mondo è data in modo condizionale: Dio salva il mondo dalla de-creazione e promette di dare la vita eterna a patto che" gli esseri capaci di relazionare con lui liberamente non lo contrastino in questa azione salvatrice, anzi lo favoriscano. Nel linguaggio biblico si dice che il mondo e gli esseri che lo abitano esistono in una condizione di " alleanza " con Dio. (vedi ancora Ebraismo ). Il mondo è sempre in via di " estinzione", la condizione di esistenza è l'alleanza con Dio. E l'alleanza è una specie particolare di patto in cui si gode dei benefici dati da Dio, come la Vita, solo a condizione di seguire le sue istruzioni. Trasgredire le sue istruzioni equivale a contrastare l'azione salvifica-creatrice di Dio e rompere l'alleanza. Rompere l'alleanza significa perdere la promessa divina ,la vita, favorire le forze della de-creazione. Trasgredire le istruzioni divine, " peccare" si traduce nell'impedire a Dio di salvare il mondo dalla decreazione.]

Alcuni angeli ed altri esseri accettarono la vita eterna ed entrarono nell'alleanza, altri invece, pur di vivere secondo le loro ispirazioni, rifiutarono la vita eterna.
Dissero : « a noi non interessa vivere per sempre, a noi interessa vivere a nostro piacimento amando o odiando, facendo il bene e anche il male , se ci va. Meglio vivere una esistenza destinata a finire ma in cui ci godiamo la libertà in tutti gli aspetti di bene e male piuttosto che vivere solo la libertà di amare, anche se questo ci dà la vita divina , cioè l'eternità.»
Dio ha rispettato questo rifiuto e così nell'universo si è venuto a formare un Regno del Male che , facendo il male, contrasta l'azione salvifica divina e minaccia continuamente di scatenare le forze della de-creazione. Contestualmente si è formato un Regno di Dio in cui gli esseri che hanno accettato di vivere in alleanza con Lui, in comunicazione permanente con Lui, vivono ispirati dallo Spirito divino, che è amore e che è eterno,e comunica la vita eterna.


Quando compare l'uomo nell'universo ( e quando , e come, la rivelazione non lo dice) esso si ritrova ad esistere dentro una alleanza con Dio. Questa condizione è però continuamente minacciata da angeli e spiriti ribelli, a lui superiori, che tendono a farlo loro suddito, o meglio loro schiavo, " ispirandogli" una vita di amore e di odio, di bene e di male . L'uomo, di natura spiritualmente più debole, segue queste ispirazioni maliziose ( il serpente nel mito biblico), decide di vivere facendo il bene e anche il male ( mangia la mela, il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male) e così rompe l'alleanza con Dio e perde la promessa di vita eterna . Dio rispetta anche la libera scelta dell'uomo , così nel Regno del Male ora ci sono uomini, angeli e tutti gli spiriti tra gli uomini e gli angeli che facendo il male contrastano l'azione salvifica divina e scatenano le forze della decreazione. ( vedi il mito del " diluvio universale")

3) Gli uomini sono esseri soggetti ad un fenomeno detto " morte fisica" in cui cessa la loro esistenza materiale . A questa " prima morte" sopravvive una dimensione spirituale dell'uomo che viene chiamata comunemente " anima". Tutte le rivelazioni attestano questo fenomeno e chiamano l'anima " immortale". Questo significa che essa sopravvive alla morte fisica ma non significa che è eterna. Anche l'anima è soggetta alla " morte generale" ,la sparizione cui tende il mondo e questa viene chiamata la " seconda morte". Così, pur sopravvivendo alla morte fisica gli uomini vivono fuori dalla alleanza divina ,fuori dalla promessa di vita eterna ,sono incamminati verso la seconda morte.

Dio non desiste dal suo progetto di dare la vita eterna e si rivela ancora nella storia per mezzo di Gesù come il Dio che salva dalla decreazione e dà la vita eterna. Gesù viene ucciso dalle forze del Male ma essendo uomo-dio , avendo in sè la natura divina, che è eterna, risorge. Il suo corpo risorge. La resurrezione di Gesù è la novità più grande della storia perchè Gesù riceve da Dio il potere di dare la sua vita divina, eterna, agli uomini. Gli uomini che si affidano a Gesù ricevono da Lui la vita eterna ( vedi qui). E' lo Spirito di Dio che viene loro dato affinchè essi si lascino "ispirare da Esso" in tutta la loro esistenza.
Se alla prima morte essi avranno conservato in loro questo Spirito divino, essi risorgeranno da morte come Gesù e non saranno più soggetti alla seconda morte, la quale, prima o poi verrà per tutto l'universo. Così Dio per mezzo di Gesù salva gli uomini facendoli risorgere nel Regno di Dio.
Questo Regno ,dove c'è esistenza eterna e non ci sono nè il male nè la morte, i salvati da Gesù, i cristiani, lo chiamano Paradiso.

Ora veniamo al punto: tutta la creazione ha ricevuto da Dio una promessa, una destinazione : l'esistenza eterna. Ma nel mondo gli esseri dotati di libertà possono rifiutarla. Dunque esiste una destinazione ma non un destino ineluttabile: l'esistenza umana è una combinazione di azione divina e azione umana.
Tutti sono destinati da Dio alla vita eterna, ma tutti sono liberi di accettare o rifiutare ;
nessuno, secondo la Rivelazione ,ha un destino segnato.

La Storia è un tempo limitato in cui angeli uomini ed esseri intermedi fanno le loro scelte, creano il loro destino: Dio agisce per salvarli ma loro possono contrastarlo . E di fatto lo fanno. Ciò che avviene nella storia ( anche i terremoti e gli tsunami) sono l'effetto di una combinazione di infinite cause naturali e soprannaturali, di scelte libere e di meccanismi naturali. Non esiste il Fato, il destino, ma l'offerta salvifica di Dio e la libertà umana ; l'offerta salvifica di Gesù e la risposta degli uomini, che ora lo favoriscono , ora lo contrastano.

4) Alla fine, alla seconda morte, ci saranno due esistenze eterne ma separate: il Regno di Dio ed il Regno del Male.
Ora nell'universo c'è una opposizione e noi uomini siamo coinvolti in queste forze con la nostra libera adesione al " patto con Dio" o al " patto col diavolo". Alla fine ci sarà separazione definitiva. Nessun destino, ma gioco di libertà.

In definitiva la vita personale è il risultato delle nostre scelte libere ed insieme di una rete inestricabile di forze naturali e soprannaturali in cui siamo immersi nostro malgrado; sarebbe impossibile "mappare " queste forze ed i loro nessi, il tutto ci sfugge.
Ma l'offerta salvifica divina rimane.
Lazzaro era morto. "Destino" dicevano gli uomini di allora. Lo dicono ancora oggi quando qualcuno muore.
Ma arriva Gesù e Lazzaro risorge: destino?
Il mondo va inesorabilmente verso la decreazione , ma Dio è sempre lì pronto e potente per salvarlo.
Credere al destino è veramente un pensiero diabolico.

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Qual è la Formazione del simbolo cristiano del " Credo" ?

Cat.Univers.Chiesa Catt. N°186
Fin dalle origini, la Chiesa apostolica ha espresso e trasmesso la propria fede in formule brevi e normative per tutti [Cf Rm 10,9; 1Cor 15,3-5 ]. Ma molto presto la Chiesa ha anche voluto riunire l'essenziale della sua fede in compendi organici e articolati, destinati in particolare ai candidati al Battesimo. Il simbolo della fede non fu composto secondo opinioni umane, ma consiste nella raccolta dei punti salienti, scelti da tutta la Scrittura, così da dare una dottrina completa della fede. E come il seme della senape racchiude in un granellino molti rami, così questo compendio della fede racchiude tutta la conoscenza della vera pietà contenuta nell'Antico e nel Nuovo Testamento [San Cirillo di Gerusalemme, Catecheses illuminandorum, 5, 12: PG 33, 521-524]. 187 Tali sintesi della fede vengono chiamate “professioni di fede”, perché riassumono la fede professata dai cristiani. Vengono chiamate “Credo” a motivo di quella che normalmente ne è la prima parola: “Io credo”. Sono anche dette “Simboli della fede”.

188 La parola greca “symbolon” indicava la metà di un oggetto spezzato (per esempio un sigillo) che veniva presentato come un segno di riconoscimento. Le parti rotte venivano ricomposte per verificare l'identità di chi le portava. Il “Simbolo della fede” è quindi un segno di riconoscimento e di comunione tra i credenti. “Symbolon” passò poi a significare raccolta, collezione o sommario. Il “Simbolo della fede” è la raccolta delle principali verità della fede. Da qui deriva il fatto che esso costituisce il primo e fondamentale punto di riferimento della catechesi.

189 La prima “professione di fede” si fa al momento del Battesimo. Il “Simbolo della fede” è innanzi tutto il Simbolo battesimale. Poiché il Battesimo viene dato “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” ( Mt 28,19 ), le verità di fede professate al momento del Battesimo sono articolate in base al loro riferimento alle tre Persone della Santa Trinità.

190 Il Simbolo è quindi diviso in tre parti: “La prima è consacrata allo studio di Dio Padre e dell'opera mirabile della creazione; la seconda allo studio di Gesù Cristo e del Mistero della Redenzione; la terza allo studio dello Spirito Santo, principio e sorgente della nostra santificazione [Catechismo Romano, 1, 1, 3]. Sono questi “i tre capitoli del nostro sigillo (battesimale)” [Sant'Ireneo di Lione, Demonstratio apostolica, 100].

191 “Queste tre parti sono distinte, sebbene legate tra loro. In base a un paragone spesso usato dai Padri, noi li chiamiamo articoli. Infatti, come nelle nostre membra ci sono certe articolazioni che le distinguono e le separano, così, in questa professione di fede, giustamente e a buon diritto si è data la denominazione di articoli alle verità che dobbiamo credere in particolare e in maniera distinta” [Catechismo Romano, 1, 1, 4]. Secondo un'antica tradizione, attestata già da sant'Ambrogio, si è anche soliti contare dodici articoli del Credo, simboleggiando con il numero degli Apostoli l'insieme della fede apostolica [Cf Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 8: PL 17, 1158D].

192 Nel corso dei secoli si sono avute numerose professioni o simboli della fede, in risposta ai bisogni delle diverse epoche: i simboli delle varie Chiese apostoliche e antiche, [Cf Denz. -Schönm. , 1-64] il Simbolo “Quicumque”, detto di Sant'Atanasio, [Cf ibid. , 75-76] le professioni di fede di certi Concili, [Concilio di Toledo XI (675): Denz. -Schönm., 525-541; Concilio Lateranense IV (1215): Denz. -Schönm., 800-802; Concilio di Lione II (1274): Denz. -Schönm., 851-861; Pio IV, Bolla Iniunctum nobis: Denz. -Schönm., 1862-1870] o di alcuni Pontefici, come: la “fides Damasi” [Cf Denz. -Schönm., 71-72] o “Il Credo del Popolo di Dio” di Paolo VI (1968).

Cat.Univers.Chiesa Catt. -N° 167
-“Io credo”: [Simbolo degli Apostoli] è la fede della Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo. “Noi crediamo”: [Simbolo di Nicea-Costantinopoli, nell'originale greco] è la fede della Chiesa confessata dai vescovi riuniti in Concilio, o, più generalmente, dall'assemblea liturgica dei credenti

194 Il Simbolo degli Apostoli, così chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli Apostoli. E' l'antico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. La sua grande autorità gli deriva da questo fatto: “E' il Simbolo accolto dalla Chiesa di Roma, dove ebbe la sua sede Pietro, il primo tra gli Apostoli, e dove egli portò l'espressione della fede comune” [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 7: PL 17, 1158D].

195 Il Simbolo detto di Nicea-Costantinopoli, il quale trae la sua grande autorità dal fatto di essere frutto dei primi due Concili Ecumenici (325 e 381). E' tuttora comune a tutte le grandi Chiese dell'Oriente e dell'Occidente.

Nel 2° Concilio di Nicea (787a.D.) i padri così si esprimevano: « Il santo, grande e universale concilio, per grazia di Dio e per decreto dei pii e cristiani nostri imperatori Costantino ed Irene, sua madre, riunito per la seconda volta nella illustre metropoli di Nicea in Bitinia nella santa chiesa di Dio del titolo di Sofia, seguendo la tradizione della chiesa cattolica, definisce quanto segue. Cristo, nostro Dio, ci fece dono della sua conoscenza e ci liberò dalle tenebre e dal furore degli idoli. E dopo aver fatta sua sposa la sua chiesa, senza macchia e senza ruga (1) promise di conservarla e confermò questa promessa dicendo ai suoi discepoli Io sono con voi ogni giorno, fino alla fine dei secoli (2). Ma questa promessa egli non la fece solo a loro ma anche a noi, che attraverso loro abbiamo creduto nel suo nome (3). Alcuni, dunque, incuranti di questo dono, come se avessero ricevuto le ali dal nemico ingannatore, hanno deviato dalla retta ragione opponendosi alla tradizione della chiesa cattolica, non hanno più raggiunto la conoscenza della verità. E, come dice il proverbio, sono andati errando per i viottoli, del proprio campo e hanno riempito le loro mani di sterilità; hanno tentato, infatti, di screditare le immagini dei sacri monumenti dedicati a Dio; sacerdoti, certo, di nome, ma non nella sostanza....»

La Chiesa fin dalle origini ha dovuto riesprimere la Rivelazione di cui era depositaria nei linguaggi diversi dei popoli e delle diverse epoche anche e soprattutto per richiamare coloro che avevano deviato dalla retta ragione opponendosi alla tradizione della chiesa cattolica.  C'erano questioni che riguardavano l'unità e trinità di Dio, la divinità-umanità di Gesù, etc . Due concili definiscono alcuni contenuti di fede attraverso la forma del " Simbolo" della fede cristiana.

PRIMO CONCILIO DI NICEA Dal 19 giugno al 25 luglio (?) 325.
Convocato dall’imperatore Costantino. Simbolo Niceno contro Ario: consustanzialità del Figlio col Padre.
PROFESSIONE DI FEDE DEI 318 PADRI :
« Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili ed invisibili. Ed in un solo Signore, Gesù Cristo, figlio di Dio, generato, unigenito, dal Padre, cioè dalla sostanza del Padre, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, consostanziale al Padre, mediante il quale sono state fatte tutte le cose, sia quelle che sono in cielo, che quelle che sono sulla terra. Per noi uomini e per la nostra salvezza egli discese dal cielo, si è incarnato, si è fatto uomo, ha sofferto e risorse il terzo giorno, salì nei cieli, verrà per giudicare i vivi e i morti. Crediamo nello Spirito Santo.
Ma quelli che dicono: Vi fu un tempo in cui egli non esisteva; e: prima che nascesse non era; e che non nacque da ciò che esisteva, o da un’altra ipostasi o sostanza che il Padre, o che affermano che il Figlio di Dio possa cambiare o mutare, questi la chiesa cattolica e apostolica li condanna. »

SECONDO CONCILIO DI NICEA
Dal 24 settembre al 23 ottobre 787. Convocato dall'Imperatrice Irene.
... Dopo ricerche, quindi, e discussioni diligentissime, con l'unico scopo di seguire la verità, noi né togliamo né aggiungiamo cosa alcuna; vogliamo solo conservare intatto tutto ciò che è (proprio) della chiesa cattolica. Seguendo, perciò, i santi sei concili ecumenici, e specialmente quello che fu tenuto nella nobile metropoli dei Niceni; ed inoltre quello celebrato dopo di esso nella città imperiale, cara a Dio:
Crediamo in un solo Dio...
[segue il simbolo Niceno- Costantinopolitano] cioè il "credo" che si afferma durante la messa.

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