| Domande
Risposte-1
Mi piacerebbe conoscere, qual'è la posizione della donna
nella cultura ebraica, soprattutto il "ruolo" che le
viene attribuito dai Testi Sacri.
Le domande si riferiscono a due ambiti:
-la cultura
ebraica
-e i testi sacri dell'ebraismo.
Nella Bibbia le due
cose sono inseparabili, nel senso che la rivelazione divina si esprime
inevitabilmente nella cultura, nel modo di pensare la vita e di viverla
,del popolo.Esistono anche fonti extrabibliche
che ci possono dire quali fossero gli usi e costumi ebraici. Intanto
bisogna partire da una considerazione antropologica:nei popoli antichi
il bene del Clan veniva prima di ogni altro bene. I diritti
individuali venivano dopo i diritti del Clan. Tutto veniva fatto per
la sopravvivenza e per lo sviluppo del Clan.
1-Come in quasi
tutti i popoli antichi la famiglia ebraica era endogama
cioè marito e moglie dovevano essere dello stesso Clan. Ci
sono sempre stati anche matrimoni esogami ma erano riprovati perchè
la moglie avrebbe portato nel Clan una mentalità non-ebraica e dunque
messo in pericolo la purezza della religione. In ogni caso le mogli provenienti
da altri Clan venivano considerate come estranee in qualche modo al Clan
stesso.
2-Le famiglie erano patriarcali ,patrilineari
e patrilocali :l'uomo è padre-patriarca del Clan. L'uomo dà
la discendenza.Mogli e figli sposati o non sono soggetti al patriarca
il quale ha anche potere di vita e di morte.
3-Fino al VI° secolo
a.C. è comune la poliginìa :l'uomo puo' avere piu' mogli
e questo esalta il suo dominio ma relega la donna a vivere nell'harem
(più o meno numeroso a seconda del ceto sociale).Dal VI° secolo si
conosce in Israele una certa diffusione della monogamia.
4-Solo
l'uomo aveva diritto al ripudio :nella Bibbia si cita
come diritto al ripudio « aver trovato nella moglie qualcosa di sconveniente» (Dt
24,1).
Nel I° secolo d.C. si conoscono
sentenze di rabbini (Hillel) che presentavano come motivo di divorzio
«l'aver trovato una vivanda bruciata».I figli, nel ripudio erano sempre
assegnati al marito.Si puo' vedere in tutto cio' la negazione alla donna
di un amore vita natural durante per il marito e per i
propri figli.
Verso il V° secolo a.C. il profeta Malachia (2,14)
condannava il ripudio come crimine.
5-In caso di infedeltà coniugale solo
per la donna era prevista una sanzione:l' ordalìa .(Nm 5,11-31)
6-le
donne erano escluse dalla eredità :tutto doveva
rimanere al Clan e dunque ai maschi che ne garantivano la esistenza
storica.
7-le donne sono escluse dal sacerdozio ebraico
ma hanno ruoli di servizio nel culto templare.Nelle sinagoghe stanno
separate dagli uomini e non hanno ruoli primari nel culto sinagogale.Insieme
ai bambini sotto i 13 anni (non ancora bar-mizvah) non sono tenute
alla osservanza di tutti i precetti religiosi che gli uomini devono
osservare.
8-Quanto ai rapporti tra uomo e donna :il
matrimonio era contrattato dai genitori e l'amore, con o senza innamoramento,
inizia dopo il matrimonio pubblico.L'uomo fidanzato o sposato da un
solo anno è dispensato dal servizio militare.Le donne ebree potevano
uscire liberamente da casa, fare visite,parlare in pubblico,lavorare
nei campi.
Con l'occupazione dei Greci e poi dei Romani la donna
viene sempre piu' relegata dal costume ebraico ,alla casa: non puo'
lavorare fuori casa, nè conversare pubblicamente e liberamente .Non
puo' frequentare scuole nè tantomeno insegnare.
La Bibbia infine (la sapienza ebraica)
non manca di presentare donne importanti se non determinanti della storia
salvifica di Israele: Myriam sorella di Mosè, Deborah che esercita il
servizio di Giudice, Giuditta ed Ester eroine della storia. Non mancano
neppure le profetesse (la Bibbia ne nomina 5).
Su piano propriamente teologico si puo' dire che:
1-la donna , come l'uomo è stata creata ad immagine
divina (Gn1,26).C'è parità di valore e dignità, costitutivamente.
Di questo è pienamente consapevole la sapienza ebraica ( gli autori
della bibbia sono tutti uomini (?)). Questa consapevolezza teologica
viene confermata e approfondita dallo stesso Gesù di Nazareth
(basta ricordare come Gesù si rapporta alle donne dei Vangeli, o alla
gloria che è stata data a Maria di Nazareth) ma si stenta ancora oggi
a vederla pienamente vissuta nel costume ebraico
o cristiano.
2-La Bibbia dedica alla creazione della donna piu'
di quanto dedichi all'uomo e tanto di piu' di qualsiasi altro testo
religioso antico. Dio (Gn 2,18) pensa e poi decide di creare la donna.
L'analogia dell'azione divina con i comportamenti umani esprime
la percezione di un grande mistero legato alla donna e presente nella
mente creatrice di Dio.Questo mistero viene espresso con il sonno
mistico di Adamo mentre Dio crea la donna con una costola di lui.L
costola che è comune all'uomo e alla donna esprime la pari
dignità e insieme la attrazione tra i due.Il matrimonio esprime questa
realtà con l'espressione « l'uomo non separi
cio' che Dio ha unito». Il sapiente ebreo vede la condizione
della donna alla luce della rivelazione divina e non la vede come
è di fatto nella storia: vede un mistero, un mistero che solo Dio conosce
pienamente, vede la pari dignità,e vede la bontà di
questa creazione-rivelazione. (Gn 2,18)« non
è bene che l'uomo sia solo». La donna è il complemento essenziale,
indispensabile dell'uomo: detto da uomini ebrei che vivevano con i privilegi
e la mentalità dominante analizzata dianzi fa capire quanto Dio
abbia dovuto illuminarli. Come dire: la storia, la società non mostrano
la realtà delle cose; la donna non è un accessorio del Clan di uomini
,la donna è pari all'uomo nella mente divina, nel progetto creativo
di Dio,ne è complemento essenziale, costitutivo . L'uomo senza
la donna non è bene, non è creato.
Quando Dio presenta la donna all'uomo egli «proprompe
in un grido di gioia».
( Gn2,23) Questa gioia di sentirsi completo non è solo dell'uomo,
è parimenti della donna perchè è tale che «i
due» (2,24) lasceranno persino le loro famiglie, gli affetti primordiali,
i genitori per vivere questa gioia della scoperta della loro unione
costitutiva.Il libro biblico pi' importante, il Canticissimo o Cantico
dei Cantici, esprime questa gioia con l'espressione: «il
suo desiderio è verso di me ...ed io sono per lui»(Ct 7,11) La
considerazione per la donna che ha la Bibbia , la sapienza ebraica,
l'uomo illuminato dalla sapienza divina, che hanno i profeti
di Israele è sempre e ancora questa :Israele è la donna-sposa
cui Dio dice : « ti unirò a Me per sempre»(Os
2,21).
3-Che cosa è intervenuto nella storia a rovinare questa
pari dignità naturale di uomo e donna?
Nella società ebraica (e in quella cristiana poi) , come in tutte le
civiltà umane la donna si è ritrovata ad essere in una condizione di
dignità inferiore a quella dell'uomo, asservita a Lui. Perche?. E' solo
questione di buona volontà, di sviluppo culturale ,dare nella vita sociale
alla donna la parità di dignità dell'uomo?La Bibbia ancora una volta
ci illumina.Il sapiente ebreo vede una causa primordiale
di tutto cio':il peccato. L'uomo e la donna , suggestionati da
una potenza misteriosa, videro che era prelibato per loro
decidere da loro stessi il bene e il male.Questa fu una rottura con
la Sapienza divina creatrice che pose tra l'uomo e la donna ,dentro
al loro ideale nunziale, il veleno della malizia.La unità paritaria
e gioiosa uomo-donna venne inquinata per sempre dalla malizia.
Uomo e donna ne sono rimasti schiavi ed il risultato è una storia di
attrazione-lotta di tenerezza-violenza, solidarietà-oppressione, desiderio-ripudio,
unione-separazione, amore-odio etc. Il Cristianesimo introduce la fede
nella salvezza operata da Gesù di Nazareth che togliendo all'uomo ed
alla donna la malizia originaria con il battesimo cristiano
dona loro la capacità di ritrovare l'unione ideale originaria e di tradurla
in vita e storia.
4-Perchè nel racconto biblico è la donna ad essere suggestionata
dal Maligno,ed è lei a cedere ,ed è lei a sedurre Adamo, ed è lei ad
essere punita da Dio piu' severamente? Si tratta di un racconto
in cui i personaggi si muovono secondo un copione che l'autore cerca
di rendere coerente: Adamo è colui che aveva sperimentato la sua superiorità
sugli animali, dando loro il nome, e ricevendo da Dio la prerogativa
di soggiogarli, di sottometterli a sè. Poteva il copione prevedere
che Adamo si facesse ingannare da un semplice serpente? Il copione esigeva
che fosse la donna, appena nata, a farsi ingannare. Del resto l'autore
era ebreo e maschio, poteva trovare un espediente diverso? Ma questa
è letteratura, non Rivelazione! Credo di poter dire che nè le comunità ebraiche nè quelle
cristiane , pur illuminate dalla sapienza biblica ,sapienza divina, siano
riuscite a liberarsi a tutt'oggi dai condizionamenti storici di tipo
androcentrico (che mettono l'uomo sempre al centro del mondo). Gesù
di Nazareth ha escluso le donne dal ministero dell'apostolato come prudente
adattamento alla mentalità dell'epoca, antifemminista,con l'intenzione
di non esporre al rifiuto la novità cristiana o come istituzione ecclesiastica
?
Ai posteri l'ardua sentenza.
torna all'inizio
... mi servirebbe un'informazione: da
due mesi il figlio di una signora che io conosco è morto a l'età di
18 anni ma questa donna studiosa di antroposofia, con la sua sensibilità
e tante preghiere è riuscita a stabilire dei contatti con il ragazzo.Oggi
ha detto che in sogno il figlio le diceva che il suo maestro-accompagnatore
è Melky Sedek.So che questo nome ha un'importanza biblica ma da sola
non riesco a trovare in quale contesto questo si trovi. Seconda questione: possibile
che l'anima di una persona che ha scelto il suicidio si possa salvare
e così godere dell'amore di Dio? Vi ringrazio per l'attenzione .
Nella Bibbia si parla di un solo
Melkisedek ,re di Salem(=l'antico villaggio che diventerà Gerusalemme
,il cui antico nome era uru-salim che significa fondazione
del Dio Salem) e sacerdote di El Eljon (=il Dio Altissimo, ciè
Dio).
C'è un antico racconto che parla dell'incontro di Abramo con questo
re .
Gen 14,18 Allora Melchisedek, re di
Salem, portò pane e vino. Egli era sacerdote del Dio Altissimo.(secondo
l'ideologia regale dei popoli di quella regione il re è anche sacerdote)19
E benedisse Abramo, dicendo: «Benedetto sia Abramo dal Dio Altissimo,
padrone dei cieli e della terra!20 E benedetto sia il Dio Altissimo,
che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!».
(Abramo aveva sconfitto alcuni invasori che gli avevano rapito il nipote
Lot residente a Sodoma)
E Abramo gli diede la decima di ogni cosa.
L'importanza di questo antico racconto sta nel fatto che Melchisedek
ha benedetto Abramo nel nome del Dio Altissimo.Il Dio di Melchisedek
viene riconosciuto dall'autore biblico come Jhwh,(=il Dio unico di ebrei
cristiani e musulmani) che attraverso Melchisedek benedice
Abramo (= costituisce e dichiara Abramo inizio di
una storia di salvezza). Abramo da parte sua riconosce Melchisedek come
sacerdote del suo stesso Dio tant'è che gli paga la decima (=la
decima parte dei suoi beni che era un segno di sottomissione a Dio e
alle sue istituzioni sacerdotali ,situate, guarda caso , a Salem =Gerusalemme,
futuro centro religioso del popolo di Abramo, gli Ebrei).Questo racconto
fu oggetto di grande considerazione da parte di tutto il giudaismo (testimoniato
fino ai testi di Qumran).Quando nei secoli successivi veniva investito
un Re di Gerusalemme con il potere regale e sacerdotale veniva pronunciata
questa formula:
Sal 110,4 L'Eterno ha giurato e non si pentirà: «Tu sei sacerdote
in eterno secondo l'ordine di Melchisedek».
Il primo sacerdote ordinato da Dio nel popolo ebraico fu
Aronne, fratello di Mosè,e da allora erano sacerdoti solo i discendenti
di Aronne, la stirpe sacerdotale e venivano ordinati da
altri sacerdoti per imposizione delle mani(Lv 8,9 //Es 34). I
re non erano necessariamente discendenti di Aronne e la loro ordinazione
sacerdotale veniva direttamente da Dio e per questo veniva riferita
al sacerdozio di Melchisedek, un sacerdote laico, non di stirpe
sacerdotale del rango di Aronne, ordinato sacerdote da Dio stesso.
L'ordine sacerdotale di Melchisedek era piu' antico di quello di Aronne
e veniva applicato ai Re.
I cristiani applicano questa tradizione a Gesù :Gesù
non era di stirpe sacerdotale , discendente di sacerdoti (come invece
era Giovanni Battista, figlio del sacerdote Zaccaria), ma era il Messia=il
Re del popolo di Dio.Come Messia=Re Gesù era stato investito da Dio
sia del Potere Regale, che di quello sacerdotale, nella tradizione di
Melchisedek.
Eb7,1 Infatti questo Melchisedek,
re di Salem e sacerdote del Dio Altissimo andò incontro ad Abrahamo,
mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse;2 a lui Abrahamo
diede anche la decima di ogni cosa. Il suo nome significa innanzitutto
"re di giustizia" e poi anche "re di Salem" cioè
"re di pace".3 Senza padre, senza madre, senza genealogia,
senza principio di giorni né fine di vita,ma (=Melchisedek portava nel
suo nome il suo compito: re che stabilisce la giustizia e la pace. La
bibbia non dice nulla di lui circa le sue origini la sua discendenza
e la sua fine, per cui è figura di una persona senza diritti di stirpe
che Dio ha elevato a suo Sacerdote-re.Gesù è come lui, senza diritti
di stirpe e senza figli, cioè senza discendenza,eppure Dio lo ha fatto
suo sacerdote-re per stabilire nel mondo la giustizia e
la pace.C'è una certa somiglianza di condizione e compito
tra Melchisedek e Gesù, Melchisedek nell'Antico testamento è da considerarsi
come una prefigurazione di Gesù.) fatto simile al Figlio di Dio
egli rimane sacerdote in eterno.4 Considerate pertanto quanto fosse
grande costui (= Melchisedek, tanto grande da essere figura di Gesù),
al quale il patriarca Abrahamo diede la decima del bottino.Eb 5,6 e
altrove (la bibbia) dice: «Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine
di Melchisedek» ...10 essendo (Gesù) da Dio proclamato sommo
sacerdote, secondo l'ordine di Melchisedek..
Lei non mi chiede una riflessione sul fatto che la sua
amica , praticante di antroposofia, comunichi con il figlio defunto
, ed io non entro nel merito, seppure, dal punto di vista cristiano,
molto ci sarebbe da dire. (Conosco l'antroposofia per averne frequentato
l'ambiente milanese anni fa). Il figlio afferma di avere come maestro-accompagnatore
nell'al-di-là un certo Melky Sedek . Nella Teosofia classica i Maestri
dell'al-di-là sono qualcosa che potremmo definire con una analogia popolare
extraterrestri. Mi limito a fare la seguente riflessione: gli angeli,
siano essi buoni o cattivi, quando si manifestano, nelle diverse modalità
conosciute in tutte le religioni, spesso si fanno identificare con un
nome. Nell'ambito di manifestazioni private a diversi cristiani , nei
secoli,spesso si ritrovano nomi biblici come Azaria, Anania, Misael,etc.
per citare i piu' famosi. Nulla vieta ad un Angelo di farsi identificare
come Melchisedek, nome non tanto comune, ma pur sempre appartenete all'
ebraismo. Anche i demoni, cioè gli angeli cattivi si sono manifestati
e fatti identificare con nomi appartenenti alla tradizione
ebraica. Lilith è il più noto. Di più: spesso gli esorcisti affermano
che i demoni mascherano la loro identità adottando nomi ebraici noti
e meno noti.
A volte si fanno identificare addirittura con i nomi
di Gesù e di Maria.
Veniamo alla seconda domanda.
E evidente che ogni suicidio è caso a sé: parlare di suicidio
in generale, in astratto sarebbe una sciocchezza.Non esiste ancora una
scienza del suicidio in grado di spiegare ogni singolo gesto.Eppure
una riflessione seria sul suicidio non puo fare a meno di vedere
il fenomeno da un punto di vista scientifico, nel senso di uno studio
metodico applicato ad una pluralità di casi.
In generale la lettura della sociologica classica riconosce tre diverse
tipologie di suicidio:
-suicidio egoistico :alla base cè un indebolimento
dei legami sociali (nessuno mi vuole)
-suicidio altruistico :alla base cè un eccesso
di legame sociale o famigliare (la moglie che si lascia morire perché
ha perso il marito ,etc.)
-suicidio anomico :alla base ci sono profondi mutamenti
nellesistenza e ci si uccide per accelerare un mutamento
o per bloccarlo.(Questa tipologia appare più spesso nei giovani suicidi)
Da un punto di vista psicologico le motivazioni del suicidio possono
essere, fra laltro :
-fuga o liberazione da uno stato di angoscia per sofferenze
presenti o previste
-atto di disperazione per una esistenza ritenuta impossibile
a sopportarsi
-gesto di espiazione di colpe insopportabili
-atto di libertà ultimativo
-gesto di aggressione a persone cui si è legati sentimentalmente
che però si ritiene colpevoli delle proprie sofferenze
Per quanto riguarda i suicidi dei giovani oggi
si sono rilevate motivazioni molto meno comprensibili:
-brutto voto a scuola
-delusione amorosa
-rimprovero dei genitori
-difficoltà della vita sociale, militare, scolastica, etc.
In generale viene affermato da queste scienze che il
suicida non cerca la morte in quanto tale ma piuttosto la soluzione
radicale dei propri problemi urgenti della vita.Si puo dire in
generale che le persone che rischiano il suicidio sono normalmente poste
dalla vita in confronto con difficoltà esterne ed interne superiori
alla media :essi vorrebbero continuare a vivere ma non lo possono nelle
condizioni date.Possiamo dunque pensare che tanti suicidi non siano
in realtà ricerca della morte, ma il risultato di una incapacità umana
di trovare una soluzione al problema dell'esistenza. Se ci fermiamo
alla ragione, la riflessione filosofica non ha argomenti per dire per
ciascun caso se va moralmente condannato il suicidio o se va compreso
o se a volte va compreso e a volte condannato.Non ci sono riferimenti
saldi.
La sua domanda parla di salvezza del suicida e dunque dalla riflessione
filosofica bisogna che passiamo a quella teologica.
La riflessione teologica che riflette tenendo conto
della Parola divina, della Rivelazione, e della Tradizione Cristiana
di questa Parola nei secoli, ci dice che suicidarsi è peccato, dunque
grave rottura della relazione con Dio.
Fuori dalla relazione con Dio non c'è Vita,c'è la Morte eterna, l'assenza
eterna della Vita.
Ricordiamoci la Legge di Dio: ama Dio con tutto te stesso e gli altri
come te stesso.Puoi fare questo col suicidio?
I Padri della Chiesa consideravano il suicidio sempre come un auto-omicidio.
Tuttavia vengono riportati casi (per esempio dallo scrittore latino
Eusebio) di cristiani che si erano suicidati per sfuggire alle malvagità
degli empi,di persecutori o malvagi in genere, cristiani che venivano
onorati dai Padri Cristiani non proprio come martiri ma come persone
che avevano risposto eroicamente ad una ispirazione divina
(?) dentro a situazioni difficili e drammatiche.Nessuno ha mai affermato
la certezza che fosse stato Dio a ispirarli al suicidio, tantè
che non sono mai stati presentati come casi esemplari di cristianesimo.
Nonostante queste anomalie il suicidio è sempre stato considerato
peccato grave, un segno dellassenza nel suicida della Speranza
teologale cristiana e perciò della fede e della carità.
Il cristianesimo fin dalle origini ha condannato chiaramente
il suicidio come atto moralmente illecito e perciò peccato.
La motivazione dottrinale sta nel fatto che la Rivelazione Biblica è
chiare su questo punto:la Vita è dono di Dio (=Dio ti chiama a vivere) e
nessun uomo ne è padrone.Suicidarsi lucidamente equivale a rifiutare
la chiamata divina,ritenersi e porsi al di sopra di Dio.Che è il peccato
per antonomasia : Dio è Uno solo.Anche qui però ci sono le anomalie:
la Bibbia riferisce senza condannare e talvolta lodando alcuni
suicidi eccellenti:Il re Saul e il suo scudiero si suicidano
per non cadere nelle mani dei nemici(1Sam 31,3);Achitofèl (2Sam 17,23)
si impicca per aver fallito un complotto;Sansone muore sotto il tempio
che lui stesso fa crollare per eliminare i suoi nemici;Razis è un sacerdote
che viene lodato perché si toglie la vita per non subire malvagità oltraggi
dai suoi nemici (2Macc 14,37).Dunque non è possibile dedurre affermazioni
apodittiche circa il suicidio nè dalla Scrittura nè dalla Tradizione
dei Padri.
In generale bisogna dire che la Chiesa ha sempre considerato il
suicidio come un peccato grave.
I suicidi sono sempre stati considerati pubblici peccatori, impediti
dal loro stesso gesto di chiedere perdono a Dio(vedi Giuda Iscariota).
Da questo si passava al rifiuto delle esequie e della sepoltura cristiana.Oggi
cè la tendenza a dare sepoltura cristiana a tutti i battezzati,
anche suicidi,ritenendo che non sia possibile, in ogni caso, determinare
la piena responsabilità morale della persona per il gesto illecito compiuto.La
persona che si toglie la vita perchè è così che essa vede l'unica
strada per risolvere (= in qualche modo continuare) la propria
esistenza,è una persona che è senza fede in un Dio Salvatore e dunque
senza speranza di salvezza? (Giacchè senza fede in Dio che salva non
si ottiene nessuna salvezza) Perchè la persona dimostra di essere senza
fede? A causa di chi?Questi sono i veri interrogativi .Ma ci portrebbero
lontano.
Dio è Mistero e Dio è Amore incondizionato.Luomo si autocondanna
solo quando rompe la relazione con Dio. Non è mai Dio a rompere lalleanza,
la relazione con gli uomini, è sempre l'uomo che si pone fuori.
Il suicidio è porsi fuori della relazione con Dio che è amore rivelato
e che dunque ispira fede e speranza in qualsiasi condizione della vita
,sino al martirio.
Può luomo affermare che tutti i suicidi sono sempre e comunque
rottura voluta, definitiva, irreversibile della Relazione con Dio?
Nessun uomo è nella Mente Divina: Dio solo puo' giudicare.
La Chiesa custodisce questa parola divina: che il suicidio
è peccato, ma non è suo compito giudicare: il suo compito
è salvare . La Chiesa non manda nessuno all'Inferno, di fronte al più
grande peccatore essa rimane sospesa alla Speranza, sempre.LInferno
esiste, la Chiesa lo afferma con certezza perché Gesù lo ha affermato
con certezza, ma La Speranza della Chiesa in tutta la sua azione è che
lInferno, che cè, rimanga il più vuoto possibile!
Nel caso specifico, se si sta alle sue parole:
ha scelto il suicidio , se questa scelta è stata fatta in piena
avvertenza e libero consenso , allora si tratta di grave
rottura della relazione con Dio, peccato grave .Ma , detto questo,chi
puo' dire se quella scelta è stata fatta in piena avvertenza e libero
consenso?Solo Dio può giudicare e sanzionare.
La Chiesa non ha potere di perdonare questo peccato, ma ha la speranza nella
misericordia di Dio che invoca pregando ed intercedendo per i defunti.
Il Catechismo Universale della Chiesa Cattolica
recita al n° 2283: « Non si deve disperare
della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte.Dio, attraverso
le vie che egli solo conosce, può loro preparare l'occasione di un salutare
pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla
loro vita. »
torna all'inizio
Quale futuro per la morale? Nel
villaggio globale può trovare posto una morale universale? Cambiano
i costumi, cambiano i modelli di comportamento, cambia la morale propria
di ogni comunità. La maturazione delle coscienze e la maggiore sensibilità
verso i problemi che travagliano la società contemporanea sollecitano
gli uomini all'osservanza di norme di comportamento che debbono essere
necessariamente comuni a tutti i popoli. Forse potrebbe essere questa
la via per raggiungere un grande traguardo? la pace nel mondo ?
Lei pone un problema reale : il futuro della morale nel
villaggio globale, multietnico multiculturale, multi...potrà essere
quello di una morale universale? Alcune considerazioni sono possibili:
1-Cambiano i costumi. E' vero ,ma chi li cambia? Sono le
coscienze dei cittadini del Villaggio che scelgono liberamente e responsabilmente
di cambiare i loro costumi oppure è il Mercato che impone nuovi modelli
e nuovi comportamenti ai cittadini? Come mai il Mercato riesce a cambiare i costumi delle
comunità umane superando la resistenza delle loro coscienze?
La coscienza si forma un giudizio riferendosi
a :
-il costume, l'ethos
(dominato dal potere persuasivo ed invasivo Mercato che tende a
dire a tutti cosa bisogna mangiare, cosa vestire, cosa acquistare,
quali nuovi bisogni scoprire, etc.)
-l'etica come riflessione sul costume
Le società moderne occidentali sono di fatto secolarizzate
(la religone non è piu' tra i valori centrali) scristianizzate (il 70%
degli europei vive l'ateismo di fatto, per cui Dio non ha più un posto
centrale nella vita) e caratterizzate da un diffuso scetticismo quanto
all'etica, alla possibilità cioè che la ragione possa trovare una tavola
di valori comuni per tutti gli uomini che sia un riferimento universale
per la coscienza morale dei cittadini . Dio, la religione, l'etica,
sono scomprasi dall'orizzonte di riferimento della coscienza dei cittadini.
La coscienza normalmente si fa coscienza morale riferendosi a
:
- il costume,l'ethos (dominato dal potere persuasivo ed invasivo
del Mercato attraverso i suoi media) E' noto a tutti che il Mercato attraverso
il suo potere economico tende a condizionare fortemente tutti i governi
del pianeta perchè emanino leggi ad esso favorevoli, per cui tutto ciò
che oggi è illegale, domani potrebbe diventare legale, se questo implicasse
un nuovo mercato per il Mercato!
- le leggi civili (dominate dagli interessi del Mercato attraverso
le sue lobbies presenti nei Parlamenti)
Credo che l'affermazione
secondo cui Il nuovo Dio è il Mercato
sia fondata. Il famoso ritornello secondo cui cambiano i costumi
e dunque cambia la morale suona veramente come una rinuncia alla
lucidità ed alla libertà e come una resa incondizionata
e senza resistenza civile al Mercato! Se questa tendenza non viene contrastata
da tutti gli uomini di buona coscienza e volontà, sicuramente
ci sarà presto una morale universale :quella del Mercato!
2-Che fare?
Lei dice:La maturazione delle coscienze e la maggiore sensibilità
verso i problemi che travagliano la società contemporanea sollecitano
gli uomini all'osservanza di norme di comportamento che debbono essere
necessariamente comuni a tutti i popoli. Forse potrebbe essere questa
la via per raggiungere un grande traguardo?: la pace nel mondo ..
Già esiste una Tavola di Valori comuni a tutti gli uomini
che può fare da riferimento per coscienza morale dei cittadini
del Villaggio Globale : è la Carta dei Diritti dell' Uomo promulgata
dall'ONU nel 1948.
Si tratta di farla diventare un sentimento etico un ethos diffuso in
tutto il Villaggio Globale.Di fatto è ancora solo un carta!
Non mi dilungo in esemplificazioni perchè le vicende dei G8 ne hanno
ampiamente diffuso il problema.
Non vedo altre strade se non quella di :
-fare resistenza al potere invasivo e persuasivo del
Mercato con la costituzione di mercati etici alternativi.
(ONG-BANCA ETICA-FINANZA ETICA-COMMERCIO EQUO E SOLIDALE-MERCATO ALTERNATIVO-PUBBLICITA'
ETICA, etc.)
-diffondere la cultura etica, la riflessione etica
in tutti gli ambiti e dimensioni umane, a cominciare dalla educazione
dei giovani, quindi anche a scuola,(dove cui nessuno più insegna la
riflessione etica, salvo qualche rarissimo insegnate di religione che
per miracolo si ritrova con una utenza particolarmente
disponibile) ,ma anche attraverso i mezzi di informazione pubblici.
-investire tutte le comunità religiose di questa responsabilità
planetaria (tutte le religioni ,come ha fatto ad esempio il Papa
a partire dai famosi incontri di Assisi nel 1966) ;specialmente le
comunità cristiane dove ancora per la maggioranza dei credenti essere
cristiani è ancora solo un fatto di spiritualità ,dimenticando
che in tutte le singole scelte quotidiane, anche quando si fa la
spesa, si mette in gioco la propria fede nella salvezza di Gesù, che rimane
viva nelle persone per la virtù della Carità! -partecipare alle
dinamiche della politica con associazioni etiche, anche di piccoli
gruppi di famiglie, perchè il rapporto dei cittadini con il Potere
non si esaurisce nel voto.
-etc.
torna all'inizio
Ho letto che la manna è prodotta da secrezioni
di insetti che vivono solo sul Sinai. E' vero?
Qual è il significato "religioso"
della manna?
LA SOSTANZA
Eso 16,4 Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco,
io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a
raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta
alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no. 5 Ma
il sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a
casa, sarà il doppio di ciò che raccoglieranno ogni altro giorno»....
Parla loro così: Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete
di pane; saprete che io sono il Signore vostro Dio». 13 Ora alla sera
le quaglie salirono e coprirono l'accampamento; al mattino vi era
uno strato di rugiada intorno all'accampamento. 14 Poi lo strato di
rugiada svanì ed ecco sulla superficie del deserto vi era una cosa
minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. 15 Gli Israeliti
la videro e si dissero l'un l'altro: «Man hu: che
cos'è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «È il
pane che il Signore vi ha dato in cibo. ...31 La casa d'Israele la
chiamò manna. Era simile al seme del coriandolo e bianca; aveva il
sapore di una focaccia con miele.
Questa resina pioveva dal cielo durante il viaggio di Israele attraverso
il deserto dall'Egitto verso la Palestina. Nu 11,7 Ora la manna
era simile al seme del coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa.
Nu 11,9 Quando di notte cadeva la rugiada sul campo, cadeva anche
la manna.
Ben nota sin dallantichità, i medici arabi la tennero
in grande considerazione e dal secolo X in poi il suo uso andò gradualmente
diffondendosi ad opera dei maestri della scuola salernitana che la
conoscevano con molta probabilità tramite i grandi terapeutici greci
e romani.La Manna da frassino la troviamo per la prima volta in una
lettera di Federico Il nel 1239; allinizio del 1500 era talmente
in uso che la regina Isabella, moglie di Federico, re di Napoli, decretò
un dazio sulla manna per aumentare le entrate dello stato.Giovanni
Crisostomo Magneno, professore di medicina nellUniversità di
Pavia, nel 1658, nella monografia De Manna afferma che
le qualità benefiche della manna dipendono in gran parte dalla felice
composizione di vari elementi: "una cera ed un miele primigenio,
un alito tondo, un sale nitroso ed uno ammoniacale" e conclude
facendo risaltare alcuni dei singolari pregi di questo miracoloso
prodotto della natura.
La manna piovuta dal cielo per salvare gli Ebrei nel deserto è
un fatto verosimilmente accaduto. Sono molte le piante che
"fanno" manna, un lattice cioè zuccherino usato spesso dai
popoli desertici per scopi alimentari: una è la Tamerice mannifera
chiamata Tarfà dai beduini arabi; un'altra è la Lecanora un lichene
che dà talli eduli (=commestibili) molto conosciuti nella
penisola sinaitica. Un'altra pianta è l'ornello o frassino
coltivato un pò in tutta Italia. In Toscana ne sono ricche le campagne
senesi e pistoiesi che ospitano queste stupende piante con notevoli
virtù terapeutiche; ma è sopratutto la Sicilia a fornire la manna;
tutte le estati i rami più bassi di questi alberi vengono incisi con
sapienza da contadini esperti, e a livello del taglio viene legato
un filo di cotone che dal ramo arriva al suolo; nei giorni successivi
si ha uno spettacolo fra i più belli del mondo naturale: migliaia
di stalattiti di bianca manna partono dai rami incisi per arrivare
al suolo seguendo il filo di cotone. La manna viene poi raccolta e
tagliata in cannoli lunghi cinque centimetri e venduta in tutto il
mondo.
Consulta la pagina
http://www.deliziesicilia.com/manna1.htm
Non si sa con certezza quale manna abbia sfamato gli ebrei: alcuni
sostengono che la pianta miracolosa fosse la Lecanora (che le
tempeste e i venti del deserto spostavano nel deserto) ma che
miracolosamente spostavano in grandi quantità seguendo il cammino
degli ebrei!
35 Gli Israeliti mangiarono la manna per quarant'anni, fino al
loro arrivo in una terra abitata, mangiarono cioè la manna finché
furono arrivati ai confini del paese di Canaan.
IL SIGNIFICATO manna
= "quello che è" (in ebraico MAN
HU?)
1) il cibo che nutrì gli israeliti per quaranta anni nel deserto
Es 16,32 Mosè disse: «Questo ha ordinato
il Signore: Riempitene un omer e conservatelo per i vostri discendenti,
perché vedano il pane che vi ho dato da mangiare nel deserto, quando
vi ho fatti uscire dal paese d'Egitto». ... 34 Secondo quanto
il Signore aveva ordinato a Mosè, Aronne la depose per conservarla
davanti alla Testimonianza (=l'Arca).
2) della manna tenuta nel Tempio di Gerusalemme ,nel santuario, nell'arca
dell' alleanza
Salmo 78,23 Comandò alle nubi dall'alto
e aprì le porte del cielo; 24 fece piovere su di essi la manna per
cibo e diede loro pane del cielo: 25 l'uomo mangiò
il pane degli angeli, diede loro cibo in abbondanza.
Sap 16,20 sfamasti il tuo popolo con un
cibo degli angeli, dal cielo offristi loro un pane già pronto
senza fatica, capace di procurare ogni delizia e soddisfare
ogni gusto.
3) simbolicamente, quello che è tenuto nel tempio celeste come
cibo degli angeli e dei santi
Giov 6,29 Gesù rispose: «Questa è l'opera
di Dio: credere in colui che egli ha mandato». 30 Allora gli dissero:
«Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale
opera compi? 31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto,
come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo».
32 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha
dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello
vero; 33 il pane di Dio è colui che discende dal
cielo e dà la vita al mondo». 34 Allora gli dissero: «Signore,
dacci sempre questo pane». 35 Gesù rispose: «Io sono il pane
della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede
in me non avrà più sete.
4) Il vero pane del cielo(la vera manna) è Gesù stesso.
Giov 6,47 In verità, in verità vi dico: chi
crede ha la vita eterna. 48 Io sono il pane della vita. 49 I
vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;
50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non
muoia. 51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò
è la mia carne per la vita del mondo». 52 Allora i Giudei si misero
a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne
del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi
la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita
eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55 Perché la mia carne
è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne
e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57 Come il Padre, che
ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui
che mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo,
non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi
mangia questo pane vivrà in eterno».
5) Gesù-eucarestia è il vero pane del cielo che da
la vita eterna. Il cibo che sostiene la creatura
nuova ( il battezzato ) nel suo cammino
verso la resurrezione del corpo e la destinazione definitiva
nel Regno di Jhwh.
torna all'inizio
Gent. redazione, da quando il peccato e' entrato nel mondo a causa del peccato originale , noi, oggi , non possiamo non peccare , perche' nessuno e' perfetto.ma, adamo ed eva , se conoscevano gia' il male e il bene , potevano non peccare ? scusate se la domanda e' un po' confusa .grazie Il racconto di Adamo ed Eva è un mito, cioè
un racconto che spiega il presente della storia, non
l'inizio.
- Il popolo di Dio, Israele, creato da Dio stesso a partire da una coppia
sterile (=dal nulla), Abramo e Sara, vive in relazione con Lui per mezzo
di una alleanza (=patto).
- Secondo questa alleanza Dio si impegna a vivere in mezzo al popolo,
in Palestina (nel Tempio di Gerusalemme) per farlo felice
- Il popolo da parte sua è impegnato a vivere secondo le istruzioni
di Dio: a vivere lontano dalla malvagità, dal Male. Dio è
incompatibile con il male e deve continuamente purificare , santificare
il suo popolo che spesso cade nel peccato.
- Quando il popolo pecca gravemente (peccato mortale generalizzato e
continuato nel popolo) rompe l'alleanza con Dio e perde la sua protezione
ed i suoi favori. Essendo un piccolo popolo esso viene regolarmente
soggiogato dai grandi imperi (Egitto e Babilonia) di cui diventa schiavo.
Questo succede nella storia di Israele.
-Verso l'anno 600 a. C. Israele viene invaso da Nabucodonosor( Nabucco)
re della Mesopotamia, il Tempio (abitazione di Dio in mezzo al suo popolo
) viene distrutto e decine di migliaia di ebrei vengono deportati come
schiavi a Babilonia dove subiscono la lontananza da Dio cioè
la malvagità del Nemico.
- Qui Israele comincia a riflettere sulla sua storia e vengono messi
per iscritto i primi libri della Bibbia Ebraica.
-Il racconto del peccato originale risale proprio a questo periodo di
Esilio a Babilonia e va letto in questo modo:
"
Dio ha creato dal nulla (la sterilità della coppia Abramo-Sara)
Israele (=l'umanità) e l'ha posta a vivere insieme a lui in una
Terra meravigliosa, un Giardino ,in persiano "Paradiso", (=la
Palestina.)
Dio vive con l'umanità in questa Terra (=la Palestina) dentro
una alleanza che implica impegni reciproci. Dio è impegnato a
dare vita eterna all'uomo e l'uomo è posto di fronte a precise
istruzioni : deve raccogliere i frutti dell'Albero della Vita (=comportarsi
secondo la Legge di Dio) ed evitare i frutti dell'Albero mortale della
Conoscenza del bene e del male (=comportarsi di testa sua, decidendo
lui cosa è bene e cosa è male).
L'umanità (=Israele) non riesce ad essere fedele alla alleanza,
(è infedele continuamente , nella storia) la rompe con il peccato e regolarmente
viene espulso dal Paradiso (=in esilio) , dalla Terra della vita insieme
a Dio (=la Palestina). Questo è il comportamento storico dell'uomo
e della donna,(=di tutto Israele), questo sta sempre " sotto "
la storia tra Dio e l'umanità : la fedeltà di Dio e il
peccato del popolo."
Come tutti i popoli antichi per esprimere questa realtà ricorrente
nel presente della sua storia Israele crea il racconto mitico che i
cristiani chiamano " del peccato originale". Adamo ed Eva
altro non sono che il simbolo del popolo di Israele e del suo problema
permanente: il peccato. Finchè l'uomo (=Israele) pecca, rompe
l'alleanza , come potrà Dio portare a termine il suo progetto
di farlo vivere insieme a Lui in Paradiso (=la Palestina)?
Non ce la farà mai!... A meno che Dio cambi la testa dell'uomo
(=Israele), gli cambi la mente, il cuore, lo purifichi da questa tendenza
innata a peccare e rompere l'alleanza.
Questo appunto farà Gesù con il battesimo cristiano. E
allora tutta la storia dell'uomo con Dio cambia strada.!
Il racconto di Adamo ed Eva dunque non parla dell' inizio della storia
ma di come si era svolta la storia tra Dio e il suo popolo fino all'esilio
di Babilonia! La sua domanda va posta così :
OGGI (=al tempo dell'esilio di Israele a Babilonia),
noi ebrei constatiamo che NON POSSIAMO NON PECCARE , PERCHE' NESSUNO
E' PERFETTO.
ADAMO ED EVA (=noi, Israele), SE CONOSCEVANO GIA' IL MALE E IL BENE
, POTEVANO NON PECCARE ?
Teoricamente sì, praticamente nessuno c'è mai riuscito.
Di fatti Dio proprio durante l'esilio a Babilonia per mezzo dei sui
profeti promette che interverrà con un atto creativo (un miracolo)
per cambiare la loro testa.
Ez 24, 23 Santificherò il mio nome
grande, disonorato fra le genti, profanato da voi in mezzo a loro. Allora
le genti sapranno che io sono il Signore - parola del Signore Dio -
quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro
occhi.24 Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni
terra e vi condurrò sul vostro suolo.25 Vi aspergerò con
acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le
vostre sozzure e da tutti i vostri idoli;26 vi darò un cuore
nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò
da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.27 Porrò
il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei
statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.28
Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio
popolo e io sarò il vostro Dio.
Dio compirà questa promessa con Gesù e il
battesimo cristiano, che appunto si dice semplicemente che " toglie
il peccato originale" cioè la " tendenza umana che
si è continuamente manifestata nella storia di Israele, peccare"
.
Il battezzato sperimenta infatti una vita nuova vissuta nella forte
capacità di lotta al peccato. Il cristiano è un "
guarito dalla malattia del peccato" .Lo dimostrano le migliaia
di storie di santi.
torna all'inizio
Salve, sono una ragazza che vi scrive per rendervi
partecipi di alcuni vostri sbagli e "imbrogli".
Mi riferisco alla sezione dedicata al Satanismo e al "Rock Satanico",
così come attualmente lo chiamano i media. Inanzitutto tengo
a precisare che non sono qua a scrivere per osannare Satana o qualche
altro demone; vi scrivo per il semplice motivo che trovo ingiusto,
e anche poco corretta la vostra sezione.
Ora non so se stò sprecando tempo o se leggerete mai questa mail,
io cmq ci provo.
Inizierei a farvi notare gli errori "storici"
o cmq di nomi o gruppi che avete fatto parlando del Black Metal.
Mayem, si scrive Mayhem (ed alcune volte è scritto anche giusto
se non erro).
Heuronimus si scrive Euronymous. Nella sezione Anticristo voi scrivete: "Emperor
con Burzum sono stati spesso coinvolti in incendi di chiese e monumenti
religiosi e dissacrazione di cimiteri." terrei a precisare che
Emperor e Burzum non sono dei nomi propri di persona, bensì il
primo è il nome di un gruppo e il secondo è il nick che
usa Kristian Varg Vickernes per suonare; cmq credo che voi intendeste
la chiesetta di Skjold nel Rogaland, che fu bruciata da Burzum e da
Samoth, non da Emperor! Ma (ripeto) da Samoth ovvero il chitarrista
della band citata...
Cmq, approposito di Kristian Varg Vickernes, voi lo chiamate Vard Vjkernes...
Ora sempre nella sezione Anticristo, sotto la seconda foto a destra
(quella accanto la foto di Burzum rasato a zero) avete scritto "Heuronymus
Oystein Aarseth", in realtà quella è sempre una foto
di Burzum...
Ancora nella sezione Anticristo voi avete scritto "I
gruppi metal sono esplicitamente satanisti e radicalmenti anticristiani
e lo manifestano con una simbologia esplicita." ora non
voglio creare inutili polemiche, ma questo concetto mi sembra un pò
troppo generico non vi sembra? Inanzitutto, dire che "I gruppi
metal sono esplicitamente satanisti..." mi sembra una generalizzazione
troppo forzata, perchè il metal è molto vario, ovvero
ha molti generi che vanno dal Black al Death, al Power all'Heavy, all'Industrial
al Crossover, fino al metal più scialbo e commercializzato; insomma
ci sn un'infinità di generi e dire che i gruppi metal
(e quindi tutto il metal) sono esplicitamente satanisti è davvero
troppo.
Inoltre la simbologia che voi ritenete satanista non è sempre
indice di anticristianità, anche se è vero che molti gruppi
black (soprattutto i "primi" gruppi da metà anni 80'
ai primi anni 90') si rifanno alla teoria anticristiana.
Ora io non voglio giustificare nessuno, ma cmq il loro concetto
di anticristiano stà all'antico concetto della Chiesa di espandere
i propri territori. Mi spiego meglio. La Norvegia fu conquistata
dai Cristiani (ora non ricordo bene il secolo) che costrinsero la popolazione
PAGANA a convertirsi a quella Cristiana, chi non si convertiva pagava
una pena... la decapitazione. Quindi provate ad immaginare una popolazione
vichinga e pagana sottomessa forzatamente al Cristianesimo; tutti i
simboli pagani (templi, statue, ricorrenze, ecc...) furono bruciati
e spazzati via come se questi non fossero mai esistiti. Quindi un popolo
molto nazionalista, che ha sempre tenuto alle sue radici nordiche, vichinghe
e pagane si è visto sottrarre tutto dai Cristiani. Ora forse
riuscite a comprendere il perchè delle chiese e dei simboli Cristiani
bruciati. E' stato un modo per ritorcere la stessa moneta ai Cristiani.
Con questo non stò scusando nessuno, io amo l'arte e non posso
fare a meno di pensare che l'orgoglio della Norvegia, ovvero quelle chiesette (???) di legno costruite
dagli abili artigiani norvegesi nel medioevo, siano
andate distrutte ingiustamente, perchè opere d'arte
nelle bellissime foreste norvegesi. Ma non posso dire di dispiacermi
per il lato "religioso" della faccenda. Chiudo questo paragrafo
per aprirne un'altro.
Sempre nella sezione Anticristo voi scrivete: "Alcuni
sono indifferenti alla politica, altri sono ultranazisti o promuovono
un nazionalismo precristiano , come Hitler. Una forma di anticristianesimo
politico inventata da gruppi norvegesi e diffusa in tutto il Nord Europa
è quella dell' esoterrorismo ovvero del terrorismo politico di
natura esoterica e in particolare satanica. Si ritorna al nazismo delle
origini." Ora non voglio affatto sminuire la cosa,
ma a me sembra tanto una bella frase ricca di "montature"
atte a spaventare la gente. Che ci sia un fondo di vero non
lo contesto, ma che ciò sia stato montato (come tutte le cose
riguardanti il satanismo o l'esoterismo) non lo posso negare, anzi! Un'altra cosa che voglio farvi notare e la sezione Razzismo.
Ora non nego che la musica black sia incentrata su una sorta
di modello elitario e cmq razzista, ma quello che voglio farvi
notare e altro. Voi fate intendere (dal modo in cui è scritta
la sezione) che il Black Metal è indice di nazismo, socialismo
e razzismo incentrato sulla razza ariana; in alcuni casi è vero,
in altri no. E cmq non mi sembra che chi sia nazista, fascista
(siamo in Italia) o razzista sia un blackster, visto che da come è
scritta la sezione sembra così. Allora m'immaginerei
il Cavalier munito di capelli lunghi e giubbotto di pelle muovere la
testa a tempo di musica Black... (ho come l'impressione che questa frase
verrà censurata).
Un'altra cosa riguarda la sezione Blasfemia, ora non voglio
polemizzare, ma il suicidio di qualcuno non si può affiancare
ad alcuni messaggi subliminali o meno che si possono trovare in cd o
copertine. E' alquanto ridicolo secondo me. Cerco di spiegarmi,
se una persona è mentalmente instabile o fragile, ed è
magari tendente al suicidio, compierà lo stesso l'atto di togliersi
la vita con o senza messaggi da parte di musica o copertine. Quello
che intendo dire è che se una persona è instabile e decide
di suicidarsi troverà cmq un motivo per farlo, con o senza musica.
Questo ovviamente è il mio personale pensiero.
Ecco ancora una parte che vorrei che rileggeste, l'ho
tratta dalla sezione Il Fenomeno. Ora mi ritengo quasi daccordo in questo
punto: "Non è il satanismo alto,
ma quello basso, che più preoccupa la Chiesa: il satanismo disordinato
e selvaggio che non ha organizzazioni, né indirizzi, né
ideologie, ma permea circuiti di pedofili, gang criminali, club sadomaso,
soprattutto bande giovanili. Non è il satanismo di Charles Manson,
ma piuttosto del suo quasi omonimo Marilyn Manson." Sono
daccordo perchè questo non è Satanismo,
bensì è un culto Satanico; per chi non
lo sapesse c'è molta differenza fra questi due termini apparentemente
simili. La setta satanica si occupa al massimo di profanare tombe, bruciare
Bibbie e disegnare sui muri croci e pentacoli; raramente una
setta satanica compie davvero atti pericolosi, ma purtroppo
come abbiamo visto in quest'ultimo periodo può capitare...
Quindi mi sembra giusto distinguere le due cose, le sette sataniste
(non sataniche!) non rapiscono i bambini, non uccidono o stuprano le
donne e non sacrificano animali... Non distorciamo la realtà
solo perchè ci fa comodo! Non è giusto generalizzare solo
per colpa di persone "estremiste" e suppongo anche malate.
Ed ancora un'altra abbissale differenza di credo... Nel culto satanico,
si adora il "Satana cristiano" ovvero quello descritto dalla
Bibbia come antagonista di Dio, mentre nel satanismo, non è affatto
così. Un'altra cosa da farvi notare, Marilyn Manson non fa
Black Metal! Ed Anne Rice dubito che abbia contatti con il Black Metal,
è semplicemente una grande scrittrice horror...
E la Dark Wave è una corrente musicale lontana anni luce dal
Black Metal sia musicalmente che culturalmente, inoltre i Black Sabbath
e Alice Cooper non fanno assolutamente Dark Wave! E credetemi
chi ascolta Black Metal non va di certo in discoteca (!!!) a drogarsi...
Concludo, come si fa a credervi quando non sapete
neanche i nomi esatti delle persone coinvolte?
Come potete giudicare senza neanche essere in grado di scrivere
una frase senza errori?
Vi faccio presente che non ho neanche nominato tutte le atrocità
che la chiesa ha commesso... Inoltre chi vi scrive è
una ragazza che ascolta Black Metal, che non è cristiana ma neanche
satanista, ma che è sicuramente molto più obbiettiva
della Chiesa. Non credete anche voi che sia il caso di finirla
con questa "caccia alle streghe"? Vi ringrazio in anticipo per il tempo che spenderete per
leggere questa e-mail, ammesso che qualcuno la legga... Spero davvero
che verrà pubblicata o che almeno prenderete atto da ciò
che ho scritto... Un saluto, Giada.
P.S. Dimenticavo... Cmq i "gotici" (penso che sia più
appropriato chiamarli dark...) non sono piromani, satanici o depressi.
Mi sembra che sia arrivato il momento di finirla con questa generalizzazione...
La cultura Dark o come la chiamate voi Gotica, ha radici antiche e profonde,
intrinseche di letteratura e di grandi nomi (es: vedi Edgard Allan Poe
o Charles Baudelaire). Una cultura oscura, basata su tematiche difficili,
molto soggettive. Una cultura che si basa sulla parte oscura
della nostra mente, sui vizi e le perversioni umane, che nel bene o
nel male, fanno parte della nostra natura. Da qualche decennio
a questa parte, la corrente dark ha preso dentro di se anche tematiche
"vampiriche o macabre" (che prima venivano trattate con meno
frequenza), commercializzando un pò il genere... Cmq non voglio
fare una lezione di storia... Il mio discorso è un'altro. La
depressione è una malattia mentale, non è uno scherzo.
Le persone depresse non sono dark, metallari o satanici (quanto odio
le classificazioni...) sono Persone Malate, e come sappiamo TUTTO il
genere umano o cmq tutto il genere vivente è soggetto a malattie.
Per concludere: i Joy Division (sempre se si possono etichettare) facevano
un dark punk e il leader si chiamava Ian Curtis no Jan Curtis come scrivete
voi. Inoltre il film con Tom Cruise, tratto da un libro della Rice si
chiama "Intervista col Vampiro" non "Vampiro"...
E se proprio volevate un film gotico potevate pensare al Corvo... Inoltre
il telefilm a cui vi riferite si chiama "Buffy the Vampires Slayer"
tradotto "Buffy la cacciatrice di vampiri", mi sembra ci sia
una netta differenza con "Buffy il vampiro" come scrivete
voi, anzi è praticamente l'opposto...
P.P.S. Un'ultima cosa da farvi notare, una parte dell'intervista con
Padre Gabriele Amorth:
D. – Che cosa lega gli indemoniati ai satanisti?
R. – “Capita di frequente che un indemoniato diventi tale
dopo esser entrato in una setta spiritica o satanista. Tra quelli che
ho in cura ce ne sono pochi così, perché a chiedere l’esorcismo
vengono solo i satanisti pentiti. Ma tra di loro penso che siano molti
di più. Nelle sette sataniche è facile entrare ma è
difficilissimo uscire. In certi casi si rischia la vita”.
Questa risposta non mi turba più di tanto perchè è
la tipica risposta che può dare un prete riguardo questa tematica...
D. – E i satanisti che legame hanno col
demonio?
R. – “Ce ne sono di due tipi: quelli che adorano il demonio,
celebrano messe sataniche, hanno loro sacerdoti e una gerarchia; e quelli
che nell’esistenza personale di Satana non credono affatto, ma
si danno ad azioni turpi e contro natura. Quest’altro satanismo
è il più pericoloso”.
Chisà a quali azioni turpi e contro natura si riferisce... Magari
a chi è omosessuale...?
D. – A parte il papa, nella Chiesa com’è
la credenza nel diavolo?
R. – “Molto in ribasso. E il demonio ne è contentissimo,
perché così ha mano libera per fare il suo lavoro. La
Chiesa è andata da un eccesso all’altro. Per rimediare
alla pazzia della caccia alle streghe, che invece d’essere esorcizzate
venivano bruciate, ha cancellato tutto, diavolo ed esorcismi. Il risultato
è che intere regioni cattoliche non hanno più un solo
esorcista: Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Svizzera. Io ammiro
i vescovi italiani. Non ne capiscono niente, ma almeno li esorcisti
li nominano. L’anno scorso noi italiani ci siamo riuniti: eravamo
centosettanta”.
Quest'ultima frase la trovo vergognosa... "Per rimediare alla pazzia
della caccia alle streghe, che invece d’essere esorcizzate venivano
bruciate..." Cioè non riesco a spiegarmi, com'è
possibile che gli si lasci dire queste cose... Forse non si
rende conto che le cosiddette "streghe" di cui è stata
fatta strage dall'Inquisizione, erano per lo più donne che in vita loro non avevano avuto a che fare nè con Satana, nè
con la Magia. Erano donne, magari alcune erano sensitive,
altre erano malate mentali, altre ancora erano sanissime
ma incolpate di cose assurde, non erano possedute. E cmq se
tutte le donne che l'Inquisizione ha ucciso dovevano essere possedute
non mi spiego come in quel lasso di tempo ci siano state così
tante possessioni demoniache, visto che sento ripetere in continuazione
da illuminati della Chiesa che la possessione è molto rara...
Che cos'era successo, un'epidemia? Io credo che la Chiesa su questo
tema dovrebbe proprio astenersi dal parlare, a meno che non voglia ricordata
tutte le stupende invenzioni che venivano usate come mezzi di tortura
per quelle povere donne...
P.P.S. Mi scuso per eventuali errori o imperfezioni grammaticali, ma
ho scritto tutto d'un fiato, ed ora non ho il tempo di riguardalo.
NOTA: (i corsivi sono della redazione)
torna all'inizio Sto visitando il Vs. sito che trovo interessante
per la vastità e chiarezza di argomenti ed esposizione degli
argomenti.Colgo il Vs. invito a formualre qualche domanda:
a) Cosa intendiamo
per l'Assoluto ?
b) L'Assoluto ha senso solo se lo si pensa
c) Tutto
può essere un nonsenso
Re.
Gent. mo Sig Giovanni,
più o meno lei dice:
Il pensiero è una attività umana, appartiene al mondo
dell'uomo. Ogni uomo è una singolarità irrepetibile e
dunque ognuno puo' pensare qualsiasi cosa attribuendole ora il significato
di assoluto, ora quello di nonsenso. Spero di aver bene compreso le
sue parole.
Cosa intendiamo per l'Assoluto ?
La filosofia ha elaborto questo concetto per esprimere
l'intuizione della possibilità di qualcosa di esistente ( un
ente ) che sia incondizionato, che esclude da sé
ogni limitazione e imperfezione e che abbia in sé la propria
ragione d’essere. Qualcosa che non dipende da
niente e nessuno e da cui tutto dipende, rispetto al quale tutto è
relativo.
Assoluto>----<Relativo
Le filosofie non sono opinioni, pensieri personali, qualcosa che chiunque
puo' fare, per cui una filosofia vale l'altra; sono piuttosto sistemi
di pensiero che rispondono a regole precise di ragionamento e di linguaggio.
Dunque il concetto di Assoluto non appartiene semplicemente al pensiero
dell'uomo, qualcosa che chiunque può pensare come vuole, ma a
quel pensiero strutturato secondo regole precise che è una filosofia.
Nel linguaggio comune assoluto è qualcosa di completo,
totale , che non è soggetto a limitazioni , stabile, affidabile,
che non è soggetto a variazioni ,qualcosa a cui tutti possono
riferirsi come un principio immutabile, una verità universale.
Che cosa è realmente questo Assoluto che i filosofi
ipotizzano e cercano?
Più comunemente , nella nostra cultura, Assoluto
sta per Dio. Questo perchè il Dio che si è
rivelato e dalle cui rivelazioni sono nate le religioni : ebraica, cristiana
e islamica ha mostrato di possedere almeno quegli attributi che la Filosofia
(il ragionamento corretto) dà all'Assoluto , ma anche di più
: ha in sè stesso la propria ragione di essere, è incondizionato,
libero, non ha limitazioni, è universale, è immutabile,
è onnipotente, onnisciente, etc.
Possiamo dire , semplificando , che l'Assoluto non è qualsiasi
cosa che l'uomo arbitrariamente chiama in questo modo, ma è un
concetto rigoroso della Filosofia e che in tutte le culture umane si
attaglia perfettamente a ciò che gli uomini -in vari modi -chiamano
Dio.
Tefillim
torna all'inizio
Salve,
ho letto alcuni articoli riguardanti il digiuno cristiano ed ho capito
qualè il suo significato e quando va praticato.
Pero mi chiedo: cosa si intende per digiuno?è soltanto un limitarsi nel mangiare, oppure un vero digiuno
senza poter ingerire cibo e bevande? E per quanto tempo si deve rimanere
a digiuno nell'arco della giornata, o della settimana, o durante la
Quaresima?
Vi ringrazio molto
Nell'AT:
Privarsi di cibi e bevande ed eventualmente dei rapporti sessuali, dal
tramonto al tramonto successivo era un atto del corpo che esprimeva
l'abbandono totale di sè a Dio:- al suo perdono- alla sua volontà-
alla sua grazia. Era considerato un atto religioso di ubbidienza totale
a Dio.
- prima di affrontare eventi difficili o scelte difficili della vita-
per implorare il perdono di una colpa- per sollecitare una guarigione-
come lamento funebre per una sventura (privata, della comunità
o della nazione)- in caso di calamità (perchè cessino)-
per preparare un incontro con Dio. Non era considerata una pratica ascetica
(=che eleva lo spirito a Dio) , piuttosto - un atto di umiliazione totale
della persona che mette tutta la propria vitalità (anima) nelle
mani della misericordia divina, preparandosi ad accogliere la sua salvezza.
- i Farisei digiunavano 2 volte alla settimana. I profeti si scagliavano
contro il digiuno formale. Denunciando il formalismo nell'osservanza
del digiuno sottolineavano che esso non consiste nell'affliggere il
corpo, ma nello spezzare ogni forma di egoismo. L'uomo, uscendo da se
stesso e ponendosi sotto la guida di Dio, acquista una vitalità
nuova.
Nel NT:
Il digiuno ha nel cristianesimo una portata religiosa e spirituale .
Come tante altre religioni, lo attua per motivi ascetici, penitenziali
e spirituali. Sul piano personale, esso viene praticato per ottenere
la liberazione da vari condizionamenti interiori che impediscono la
scelta e l'impegno nell'ambito del servizio per Dio e per l'uomo. Il
cristiano è cosciente che gli appetiti disordinati che lo abitano,
sfuggono al suo controllo e rendono difficile la sua crescita e maturazione
spirituale. «... perché tutto quello che è nel mondo,
la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia
della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo » (1 Gv 2,15-16).Va
da sè che si deve digiunare dagli appetiti della carne (=gli
appetiti del corpo) dagli appetiti degli occhi (cose appassionatamente
desiderabili dai sensi) e della superbia della vita ( dal benessere
materiale non indispensabile.). Si puo' digiunare da queste cose , da
alcune o da tutte, a seconda della " diagnosi " che facciamo
del nostri status spirituale. L'essenziale per il digiuno è,
quindi, la finalità cui esso porta e non il digiuno come tale
che è sempre un mezzo. E questa la ragione per cui non si deve
considerare il digiuno in ottica di ascesi mortificativa ma come acquisizione
di vitalità nuova nella grazia di Dio.
Molto spesso, si ricorre al digiuno per ottenere l' espiazione da parte
di Dio delle colpe e dei peccati propri e quelli degli altri. Questo
digiuno ha per fine disporsi ad accogliere la grazia del pentimento,
del perdono e delle indulgenze,grazie che distruggerono in noi il peccato
e le conseguenze .
Forme tradizionali:
- digiuno totale di cibi e bevande e dei rapporti sessuali, dal tramonto
al tramonto successivo (digiuno penitenziale)
- digiuno totale dall'alba al tramonto (digiuno penitenziale)
- digiuno di solo cibo (non di bevande) (digiuno penitenziale)
- digiuno a pane ed acqua (come i primi cristiani, raccomandato dalla
Madonna nelle varie apparizioni ,2 volte la settimana, il Mercoledi
e il Venerdi, tutta la vita)
- digiuno di carni il venerdi sempre e nelle vigilie delle festività
annuali (Natale, Pasqua, etc)
- digiuno di merende varie nella giornata ( solo 2 pasti sobri) nelle
vigilie delle festività annuali
- digiuno di sonno (veglia) a Pasqua , talvolta a Natale, a Pentecoste,
e nella domenica missionaria di Ottobre.
- il digiuno personale da: la concupiscenza della carne, la concupiscenza
degli occhi e la superbia della vita è per tutti i cristiani,
ogni giorno.
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Sono una ragazza di 17 anni
che da un po' di tempo si pone questa domanda: abbiamo un destino
scritto? Dobbiamo credere nella predestinazione? ... dopo aver
ascoltato diverse chiromanti e alcuni miei compagni di altre religioni
così fermamente sicuri ho cominciato a chiedermi se non ero io
a sbagliarmi.
1) Nella storia ebraico cristiana si è rivelato
un Dio che " crea" il mondo. Questa azione del " creare"
è una lettura sapienziale delle Sue rivelazioni ed in particolare
del miracolo-evento dell'esodo dall'Egitto. ( vedi>> Ebraismo).
Questo Dio si è rivelato come colui "salva dalla sparizione"
,continuamente ,il mondo. Salva il mondo dalla "decreazione",
ovvero , lo "crea". Il significato dunque della creazione
del mondo da parte di Dio in realtà esprime la sua rivelazione
di "salvatore" del mondo , lo salva dalla sparizione. E' come
se ci fossero delle forze de-creative che agiscono sul mondo e una azione
divina, più potenete, che le domina. Se Dio smettesse questa
azione salvatrice, si scatenerebbero le forze decreative e il mondo
sparirebbe.
2) Ora devo passare al linguaggio del mito ( per capire come funziona
il mito vedi qui)
" Prima ancora che l'uomo comparisse nell'universo Dio propose
agli angeli ed agli altri esseri capaci di relazionare con lui liberamente
una alleanza eterna: « Io voglio donarvi la mia eternità
,l'esistenza definitiva ed eterna, questa è la mia promessa il
mio impegno. Questo però può avvenire solo se voi accettate
la comunicazione permanente con me, la comunione di vita con me, così
che io possa comunicarvi in modo permanente la mia vita divina che è
eterna. Vivere in comunione con me significa vivere mossi, ispirati
dal mio stesso Spirito. Voi siete esseri dotati di libertà, potete
costruirvi l'esistenza come preferite, ma la vostra esistenza è
impermanente, è destinata a finire. Se volete accettare la mia
offerta di eternità dovete vivere come vivo io, cioè ispirati
dal mio Spirito che è solo Amore. Se accettate di vivere solo
amando potete entrare in questa alleanza e ricevere l'esistenza eterna.
Io Dio, sono solo amore, e sono incompatibile con tutto ciò che
non è amore. Sono incompatibile con il Male.»
[ L'azione creativa di Dio rivolta al mondo è data in modo condizionale:
Dio salva il mondo dalla de-creazione e promette di dare la vita eterna
a patto che" gli esseri capaci di relazionare con lui liberamente
non lo contrastino in questa azione salvatrice, anzi lo favoriscano.
Nel linguaggio biblico si dice che il mondo e gli esseri che lo abitano
esistono in una condizione di " alleanza " con Dio. (vedi
ancora Ebraismo
). Il mondo è sempre in via di " estinzione", la condizione
di esistenza è l'alleanza con Dio. E l'alleanza è una
specie particolare di patto in cui si gode dei benefici dati da Dio,
come la Vita, solo a condizione di seguire le sue istruzioni. Trasgredire
le sue istruzioni equivale a contrastare l'azione salvifica-creatrice
di Dio e rompere l'alleanza. Rompere l'alleanza significa perdere la
promessa divina ,la vita, favorire le forze della de-creazione. Trasgredire
le istruzioni divine, " peccare" si traduce nell'impedire
a Dio di salvare il mondo dalla decreazione.]
Alcuni angeli ed altri esseri accettarono la vita eterna ed entrarono
nell'alleanza, altri invece, pur di vivere secondo le loro ispirazioni,
rifiutarono la vita eterna.
Dissero : « a noi non interessa vivere per sempre, a noi interessa
vivere a nostro piacimento amando o odiando, facendo il bene e anche
il male , se ci va. Meglio vivere una esistenza destinata a finire ma
in cui ci godiamo la libertà in tutti gli aspetti di bene e male
piuttosto che vivere solo la libertà di amare, anche se questo
ci dà la vita divina , cioè l'eternità.»
Dio ha rispettato questo rifiuto e così nell'universo si è
venuto a formare un Regno del Male che , facendo il male, contrasta
l'azione salvifica divina e minaccia continuamente di scatenare le forze
della de-creazione. Contestualmente si è formato un Regno di
Dio in cui gli esseri che hanno accettato di vivere in alleanza con
Lui, in comunicazione permanente con Lui, vivono ispirati dallo Spirito
divino, che è amore e che è eterno,e comunica la vita
eterna.
Quando compare l'uomo nell'universo ( e quando , e come, la rivelazione
non lo dice) esso si ritrova ad esistere dentro una alleanza con Dio.
Questa condizione è però continuamente minacciata da angeli
e spiriti ribelli, a lui superiori, che tendono a farlo loro suddito,
o meglio loro schiavo, " ispirandogli" una vita di amore e
di odio, di bene e di male . L'uomo, di natura spiritualmente più
debole, segue queste ispirazioni maliziose ( il serpente nel mito biblico),
decide di vivere facendo il bene e anche il male ( mangia la mela, il
frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male) e così
rompe l'alleanza con Dio e perde la promessa di vita eterna . Dio rispetta
anche la libera scelta dell'uomo , così nel Regno del Male ora
ci sono uomini, angeli e tutti gli spiriti tra gli uomini e gli angeli
che facendo il male contrastano l'azione salvifica divina e scatenano
le forze della decreazione. ( vedi il mito del " diluvio
universale")
3) Gli uomini sono esseri soggetti ad un fenomeno detto " morte
fisica" in cui cessa la loro esistenza materiale . A questa "
prima morte" sopravvive una dimensione spirituale dell'uomo che
viene chiamata comunemente " anima". Tutte le rivelazioni
attestano questo fenomeno e chiamano l'anima " immortale".
Questo significa che essa sopravvive alla morte fisica ma non significa
che è eterna. Anche l'anima è soggetta alla " morte
generale" ,la sparizione cui tende il mondo e questa viene chiamata
la " seconda morte". Così, pur sopravvivendo alla morte
fisica gli uomini vivono fuori dalla alleanza divina ,fuori dalla promessa
di vita eterna ,sono incamminati verso la seconda morte.
Dio non desiste dal suo progetto di dare la vita eterna e si rivela
ancora nella storia per mezzo di Gesù come il Dio che salva dalla
decreazione e dà la vita eterna. Gesù viene ucciso dalle
forze del Male ma essendo uomo-dio , avendo in sè la natura divina,
che è eterna, risorge. Il suo corpo risorge. La resurrezione
di Gesù è la novità più grande della storia
perchè Gesù riceve da Dio il potere di dare la sua vita
divina, eterna, agli uomini. Gli uomini che si affidano a Gesù
ricevono da Lui la vita eterna ( vedi qui). E' lo Spirito di Dio che
viene loro dato affinchè essi si lascino "ispirare da Esso"
in tutta la loro esistenza.
Se alla prima morte essi avranno conservato in loro questo Spirito divino,
essi risorgeranno da morte come Gesù e non saranno più
soggetti alla seconda morte, la quale, prima o poi verrà per
tutto l'universo. Così Dio per mezzo di Gesù salva gli
uomini facendoli risorgere nel Regno di Dio.
Questo Regno ,dove c'è esistenza eterna e non ci sono nè
il male nè la morte, i salvati da Gesù, i cristiani, lo
chiamano Paradiso.
Ora veniamo al punto: tutta la creazione ha ricevuto da Dio una promessa,
una destinazione : l'esistenza eterna. Ma nel mondo gli esseri dotati
di libertà possono rifiutarla. Dunque esiste una destinazione ma non un destino ineluttabile: l'esistenza umana è una combinazione
di azione divina e azione umana.
Tutti sono destinati da Dio alla vita
eterna, ma tutti sono liberi di accettare o rifiutare ;
nessuno, secondo
la Rivelazione ,ha un destino segnato.
La Storia è un tempo limitato in cui angeli uomini ed esseri
intermedi fanno le loro scelte, creano il loro destino: Dio agisce per
salvarli ma loro possono contrastarlo . E di fatto lo fanno. Ciò
che avviene nella storia ( anche i terremoti e gli tsunami) sono l'effetto
di una combinazione di infinite cause naturali e soprannaturali, di
scelte libere e di meccanismi naturali. Non esiste il Fato, il destino,
ma l'offerta salvifica di Dio e la libertà umana ; l'offerta
salvifica di Gesù e la risposta degli uomini, che ora lo favoriscono
, ora lo contrastano.
4) Alla fine, alla seconda morte, ci saranno due esistenze eterne ma
separate: il Regno di Dio ed il Regno del Male.
Ora nell'universo c'è una opposizione e noi uomini siamo coinvolti
in queste forze con la nostra libera adesione al " patto con Dio"
o al " patto col diavolo". Alla fine ci sarà separazione
definitiva. Nessun destino, ma gioco di libertà.
In definitiva la vita personale è il risultato delle nostre scelte
libere ed insieme di una rete inestricabile di forze naturali e soprannaturali
in cui siamo immersi nostro malgrado; sarebbe impossibile "mappare
" queste forze ed i loro nessi, il tutto ci sfugge.
Ma l'offerta salvifica divina rimane.
Lazzaro era morto. "Destino" dicevano gli uomini di allora.
Lo dicono ancora oggi quando qualcuno muore.
Ma arriva Gesù e Lazzaro risorge: destino?
Il mondo va inesorabilmente verso la decreazione , ma Dio è sempre
lì pronto e potente per salvarlo.
Credere al destino è veramente un pensiero diabolico.
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Qual è la Formazione del simbolo cristiano del " Credo" ?
Cat.Univers.Chiesa Catt. N°186
Fin dalle origini, la
Chiesa apostolica ha espresso e trasmesso la propria fede in formule
brevi e normative per tutti [Cf Rm 10,9; 1Cor 15,3-5 ]. Ma molto presto
la Chiesa ha anche voluto riunire l'essenziale della sua fede in compendi
organici e articolati, destinati in particolare ai candidati al Battesimo.
Il simbolo della fede non fu composto secondo opinioni umane, ma consiste
nella raccolta dei punti salienti, scelti da tutta la Scrittura, così da
dare una dottrina completa della fede. E come il seme della senape racchiude
in un granellino molti rami, così questo compendio della fede
racchiude tutta la conoscenza della vera pietà contenuta nell'Antico
e nel Nuovo Testamento [San Cirillo di Gerusalemme, Catecheses illuminandorum,
5, 12: PG 33, 521-524]. 187 Tali sintesi della fede vengono chiamate “professioni
di fede”, perché riassumono la fede professata dai cristiani. Vengono
chiamate “Credo” a motivo di quella che normalmente ne è la
prima parola: “Io credo”. Sono anche dette “Simboli
della fede”.
188 La parola greca “symbolon” indicava la
metà di un oggetto spezzato (per esempio un sigillo) che veniva
presentato come un segno di riconoscimento. Le parti rotte venivano ricomposte
per verificare l'identità di chi le portava. Il “Simbolo
della fede” è quindi un segno di riconoscimento e di comunione
tra i credenti. “Symbolon” passò poi a significare
raccolta, collezione o sommario. Il “Simbolo della fede” è la
raccolta delle principali verità della fede. Da qui deriva
il fatto che esso costituisce il primo e fondamentale punto di riferimento
della catechesi.
189 La prima “professione di fede” si fa al
momento del Battesimo. Il “Simbolo della fede” è innanzi
tutto il Simbolo battesimale. Poiché il Battesimo viene dato “nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” ( Mt 28,19 ),
le verità di fede professate al momento del Battesimo sono articolate
in base al loro riferimento alle tre Persone della Santa Trinità.
190 Il Simbolo è quindi diviso in tre parti: “La
prima è consacrata allo studio di Dio Padre e dell'opera mirabile
della creazione; la seconda allo studio di Gesù Cristo e del Mistero
della Redenzione; la terza allo studio dello Spirito Santo, principio
e sorgente della nostra santificazione [Catechismo Romano, 1, 1, 3].
Sono questi “i tre capitoli del nostro sigillo (battesimale)” [Sant'Ireneo
di Lione, Demonstratio apostolica, 100].
191 “Queste tre parti sono distinte, sebbene legate
tra loro. In base a un paragone spesso usato dai Padri, noi li chiamiamo
articoli. Infatti, come nelle nostre membra ci sono certe articolazioni
che le distinguono e le separano, così, in questa professione
di fede, giustamente e a buon diritto si è data la denominazione
di articoli alle verità che dobbiamo credere in particolare e
in maniera distinta” [Catechismo Romano, 1, 1, 4]. Secondo un'antica
tradizione, attestata già da sant'Ambrogio, si è anche
soliti contare dodici articoli del Credo, simboleggiando con il numero
degli Apostoli l'insieme della fede apostolica [Cf Sant'Ambrogio, Explanatio
Symboli, 8: PL 17, 1158D].
192 Nel corso dei secoli si sono avute numerose professioni
o simboli della fede, in risposta ai bisogni delle diverse epoche: i
simboli delle varie Chiese apostoliche e antiche, [Cf Denz. -Schönm.
, 1-64] il Simbolo “Quicumque”, detto di
Sant'Atanasio, [Cf ibid. , 75-76] le professioni di fede di certi Concili,
[Concilio di Toledo XI (675): Denz. -Schönm., 525-541; Concilio
Lateranense IV (1215): Denz. -Schönm., 800-802; Concilio di Lione
II (1274): Denz. -Schönm., 851-861; Pio IV, Bolla Iniunctum nobis:
Denz. -Schönm., 1862-1870] o di alcuni Pontefici, come: la “fides
Damasi” [Cf Denz. -Schönm., 71-72] o “Il
Credo del Popolo di Dio” di Paolo VI (1968).
Cat.Univers.Chiesa Catt. -N° 167
-“Io
credo”: [Simbolo
degli Apostoli] è la fede della Chiesa professata personalmente
da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo. “Noi
crediamo”:
[Simbolo di Nicea-Costantinopoli, nell'originale greco] è la fede
della Chiesa confessata dai vescovi riuniti in Concilio, o, più generalmente,
dall'assemblea liturgica dei credenti
194 Il Simbolo degli Apostoli, così chiamato perché a
buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli Apostoli.
E' l'antico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. La sua grande autorità gli
deriva da questo fatto: “E' il Simbolo accolto dalla Chiesa di
Roma, dove ebbe la sua sede Pietro, il primo tra gli Apostoli, e dove
egli portò l'espressione della fede comune” [Sant'Ambrogio,
Explanatio Symboli, 7: PL 17, 1158D].
195 Il Simbolo detto di Nicea-Costantinopoli,
il quale trae la sua grande autorità dal fatto di essere frutto
dei primi due Concili Ecumenici (325 e 381). E' tuttora comune a tutte
le grandi Chiese dell'Oriente e dell'Occidente.
Nel 2° Concilio di Nicea (787a.D.) i padri così si
esprimevano: «
Il santo, grande e universale concilio, per grazia di Dio
e per decreto dei pii e cristiani nostri imperatori Costantino ed Irene,
sua madre, riunito per la seconda volta nella illustre metropoli di Nicea
in Bitinia nella santa chiesa di Dio del titolo di Sofia, seguendo la
tradizione della chiesa cattolica, definisce quanto segue. Cristo, nostro
Dio, ci fece dono della sua conoscenza e ci liberò dalle tenebre
e dal furore degli idoli. E dopo aver fatta sua sposa la sua chiesa,
senza macchia e senza ruga (1) promise di conservarla e confermò questa
promessa dicendo ai suoi discepoli Io sono con voi
ogni giorno, fino alla fine dei secoli (2). Ma questa promessa
egli non la fece solo a loro ma anche a noi, che attraverso loro abbiamo
creduto nel suo nome (3). Alcuni, dunque, incuranti di questo dono, come
se avessero ricevuto le ali dal nemico ingannatore, hanno deviato
dalla retta ragione opponendosi alla tradizione della chiesa cattolica,
non hanno più raggiunto
la conoscenza della verità. E, come dice il proverbio, sono andati
errando per i viottoli, del proprio campo e hanno riempito le loro mani
di sterilità; hanno tentato, infatti, di screditare le immagini
dei sacri monumenti dedicati a Dio; sacerdoti, certo, di nome, ma non
nella sostanza....»
La Chiesa fin dalle origini ha dovuto riesprimere la Rivelazione
di cui era depositaria nei linguaggi diversi dei popoli e delle diverse
epoche anche e soprattutto per richiamare coloro che avevano deviato
dalla retta ragione opponendosi alla tradizione della chiesa cattolica. C'erano
questioni che riguardavano l'unità e trinità di Dio, la divinità-umanità
di Gesù, etc . Due concili definiscono alcuni contenuti di fede attraverso
la forma del " Simbolo" della fede cristiana.
PRIMO CONCILIO DI NICEA Dal 19 giugno al 25 luglio (?)
325.
Convocato dall’imperatore Costantino. Simbolo
Niceno contro
Ario: consustanzialità del Figlio col Padre.
PROFESSIONE
DI FEDE DEI 318 PADRI :
« Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore di tutte le cose visibili ed invisibili. Ed in un solo Signore,
Gesù Cristo, figlio di Dio, generato, unigenito, dal Padre, cioè dalla
sostanza del Padre, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato
non creato, consostanziale al Padre, mediante il quale sono state fatte
tutte le cose, sia quelle che sono in cielo, che quelle che sono sulla
terra. Per noi uomini e per la nostra salvezza egli discese dal cielo,
si è incarnato, si è fatto uomo, ha sofferto e risorse
il terzo giorno, salì nei cieli, verrà per giudicare i
vivi e i morti. Crediamo nello Spirito Santo.
Ma quelli che dicono: Vi
fu un tempo in cui egli non esisteva; e: prima che nascesse non era;
e che non nacque da ciò che esisteva, o da un’altra ipostasi
o sostanza che il Padre, o che affermano che il Figlio di Dio possa cambiare
o mutare, questi la chiesa cattolica e apostolica li condanna. »
SECONDO CONCILIO DI NICEA
Dal 24 settembre al 23 ottobre
787. Convocato dall'Imperatrice Irene.
...
Dopo ricerche, quindi, e discussioni diligentissime, con
l'unico scopo di seguire la verità, noi né togliamo né aggiungiamo
cosa alcuna; vogliamo solo conservare intatto tutto ciò che è (proprio)
della chiesa cattolica. Seguendo, perciò, i santi sei concili
ecumenici, e specialmente quello che fu tenuto nella nobile metropoli
dei Niceni; ed inoltre quello celebrato dopo di esso nella città imperiale,
cara a Dio:
Crediamo in un solo Dio... [segue il simbolo
Niceno- Costantinopolitano] cioè il "credo" che si afferma
durante la messa.
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