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| Il Tempo sacro o jerofanico . Abbiamo nel " sacro" una categoria concettuale che ci permette di avere una visione unitaria del sacro, ma in realtà esistono tanti prodotti sacri quante sono le culture. Ogni cultura cambia, ogni cultura ha una storia e quindi con il variare della storia, con il divenire storico muta anche la nozione di sacro all'interno di ogni cultura. Ogni civiltà ha la sua idea di sacro, ha le sue cose sacre: il sacro è un prodotto culturale che varia da contesto a contesto. Del tempo si sono sempre occupati i filosofi . Il tempo greco si pensa come tempo ciclico: un eterno ritorno. Non c'è un inizio, non ci sarà una fine , il tempo è una ruota che gira : Panta Rei = Tutto passa e tutto ritorna . La prospettiva semitica, che s'incontra anche nella trama degli eventi biblici, è una prospettiva lineare: il tempo si va costruendo di momento in momento, di istante in istante : c'è stato un inizio , c'è il presente, ci sarà una fine . In molte culture arcaiche il tempo non era percepito come qualcosa di omogeneo : un giorno può essere fausto o infausto, un'ora del giorno può essere fausta o infausta, una stagione, un periodo dell'anno, della vita, etc. I " tempi qualificati, significativi " vengono valorizzati dalle culture staccandoli dal Tempo ordinario collocandoli nell'ambito del sacro ; i ritmi e i cicli cosmici, l'inizio delle stagioni, le fasi lunari, etc. possono diventare così tempi rivelatori di senso, di significati, diventano jerofanie. L'espressione " tempo jerofanico" o tempo del sacro , stando ai documenti del sacro, può significare cose diverse. In generale si può dire che "
...qualsiasi tempo è aperto ad un tempo sacro, in altre parole può rivelare ...l'assoluto,...il soprannaturale, il sovraumano, il sovrastorico." (***) . In molte culture arcaiche l'universo è una "casa" che gli dèi custodiscono
per tutti gli esseri viventi attraverso l'atto
creativo primordiale. Il tempo dell' atto crativo o creazione , il tempo del principio delle cose , il tempo dei significati è un tempo sacro, anzi è l'origine dello stesso significato del tempo. Il significato del mondo ( attuale ) si trova in " quel tempo" in cui è stato creato. L'azione degli dèi verso il mondo consiste nel farlo esistere, impedirgli di sparire; attivare costantemente l'atto principiante : questa azione è chiamata universalmente creare.
Il mondo è
qualcosa che, mancando l'azione continua creativa degli dèi, sparirebbe. l'Ordine del mondo. Cultura e Mito
Il significato-valore che si rivela all'uomo viene staccato dalle cose stesse e dagli eventi e collocato nell'ambito del sacro, nel tempo sacro, " in principio" , attraverso racconti strategici : miti, metafore, analogie. parabole, etc. Per far comprendere i significati delle cose che non sono evidenti nell'osservazione della natura e della storia e che il saggio ha scoperto nella contemplazione egli costruisce questi racconti strategici che collocano i significati nel tempo delle origini , il tempo della creazione, il tempo in cui prendono senso tutte le cose. Questi racconti trasmettono il significato delle cose ,la loro verità, il loro valore universale ; sono racconti sacri e per questo li troviamo nei libri sacri delle religioni. Il Mito- per esempio-è qualcosa che oggi, nell'uso comune, è sinonimo di qualcosa di falso o inventato ; in realtà il mito è una delle più grandi conquiste dell'umanità; i miti sono i principali strumenti intellettuali della creatività religiosa attraverso i quali l'uomo di tutti i tempi ha fissato il senso, la verità, il valore delle cose, ciò che dà senso e ordine, verità, realtà al mondo. Tutte le culture -in modo del tutto autonomo- hanno prodotto miti. Questo dato universale ci dice che il mito appartiene alla costituzione stessa dell'uomo: si puo' dire che il mito nasca con l'uomo. mito e valori I miti fissano nel tempo incorruttibile, eterno, il tempo mitico appunto , i significati ed i valori del mondo. Tutti i miti attraverso un racconto che si colloca nel tempo primordiale ( in principio, il quel tempo, , una volta, ... ) vogliono parlarci del senso delle cose, del loro valore. Nella cultura egizia troviamo- tra gli altri -il mito della scrittura che attribuisce la sua invenzione al dio Toth : in realtà non è della origine ma del valore della scrittura, della sua verità che ci vuol parlare il saggio che lo ha scritto. Così nella cultura greca, nella Bibbia , nella civiltà giapponese, cinese, etc. Attraverso i miti ed altri racconti strategici i saggi di tutte le culture hanno costruito un " universo di verità , di significati , di valori " nei quali tutti gli appartenenti a quella cultura si riconoscono. Questo universo viene trasmesso di generazione in generazione e costutisce la Tradizione. L'uomo appartiene alla natura, ma si distacca dalla natura per creare cultura , e quando crea cultura crea ordine.
M.Eliade : " I documenti del sacro stanno a dire: " Io mi sono staccato dal piano puramente animale e ho creato qualcosa di più, ho creato dei valori".
In natura non esistono valori : questi valori che io ho scoperto li faccio sacri, cioè li pongo al riparo da ogni possibilità di cambiamento, perché senza quei valori l'ordine culturale non ha senso. " (***). Dice ancora DeMartino: " Il sacro riguarda e l'ordine dell'uomo : è una "produzione culturale" che ha una dimensione collettiva, cioè che concerne il sistema di valori che è alla base della esistenza di una qualsiasi civiltà " Il sacro è cultura: pratiche e convinzioni che l'uomo utilizza per conferire senso e valore all'esistenza ". Il Sacro però non è necessariamente legato alla dimensione religiosa, si può coniugare anche alla dimensione puramente civile del vivere: noi diciamo che la Costituzione è sacra, per dire che è inviolabile , che è a fondamento del nostro vivere civile in questo particolare momento della nostra storia, che non può essere mutata a piacimento pena la disgregazione della collettività italiana. Mito e attualita'
Quando la vita di una determinata collettività muta radicalmente, i miti precedenti che le davano un senso non sono più riconosciuti da tutti e vengono considerati falsi semplicemente perché non sono più attuali, esprimono verità e valori che non sono più riconosciuti come universali e perciò sacri . La collettività allora deve aggiornare il proprio sistema di valori, la propria Tradizione : si sanciranno i nuovi significati, i nuovi valori e si creerànno altri miti che li collocheranno nella sfera del sacro . In questo modo la Tradizione si trasmette ed insieme si rinnova. Il sacro non è qualcosa che è sempre uguale a se stesso e quindi contrario al progresso: il sacro dà certezze perché presenta valori solidi, verità, ma è anche divenire di valori, nascita di nuovi valori che devono sempre essere sanciti, considerati validi per tutti e quindi resi sacri. Ogni generazione di fatto contempla il suo mondo e la sua storia alla ricerca di modelli di esistenza che producano bene per sè e per tutti. Per scoprirli essa deve ricontemplare il mondo e le rivelazioni finchè ancora si rivelino le verità che contengono e che danno senso e valore alla esistenza. Poi dovranno esprimerle come modelli di vita per l' attualità. Il sacro è qualcosa che accompagna il progresso, perché progredire significa creare nuovi valori e quindi aver bisogno di nuove cose sacre, che grantiscano il senso, l'ordine del mondo e della storia. Per questo è necessaria una azione costante delle culture di rinnovamento della propria " piattaforma di valori" : ogni generazione deve ritornare continuamente alla jerofanìa dei significati, a Quel Tempo, il Tempo dei miti, in particolare deve ri-contemplare continuamente le rivelazioni. Mito e globalizzazione L'uomo attraverso il sacro opera il distacco natura-cultura : è il passaggio da una dimensione puramente animale dell'uomo ( natura) a una dimensione di superamento dell'animalità ( cultura) .Quando una comunità, una cultura - ad esmpio- fa diventare la natura un valore, la porta sul piano della cultura e del sacro. Ed è quello che noi troviamo in molte civiltà che impropriamente definiamo " primitive" perchè scarsamente tecnologizzate e molto legate al loro ambiente naturale. Conoscere i significati (= l'aldilà delle cose ) del proprio ambiente naturale ( le proprietà delle piante, degli animali, dei ritmi atmosferici e cosmici, etc.) significa collocare alcuni "tipi" di queste cose nell'ambito del sacro. Una pianta della foresta che ha rivelato proprietà curative è una jerofanìa di un significato, di una proprietà singolare, di una forza nascosta. L'Occidente, nella storia, quando si è rapportato a culture diverse è sempre stato mosso da intenti di sopraffazione. Basti ripensare ai secoli di colonizzazione, con tutto quello che ha comportato: sterminio, razzia, schiavitù,etc.. Sono pagine di storia ancora grondanti di orrore : basta il termine "colonialismo" per evocare tutto un percorso all'insegna della sopraffazione dell'altro. Quando avviene un incontro tra la nostra sacralità e una sacralità diversa, che noi magari consideriamo " arcaica" deve essere necessariamente uno scontro che porti al predominio dei nostri valori sacri a scapito del sacro altrui ?Noi oggi possiamo edificare un cultura della nuova mondialità , nella misura in cui trasformiamo completamente il rapporto tra culture. L'oggi, la contemporaneità chiama tutti ad una nuova sensibilità per l'altro, per il diverso. Tutti sono chiamati a porsi e proporsi sul piano dialogico, un piano che è molto difficile, proprio perché i nostri valori , il nostro sacro, non coincidono con i valori degli altri, il sacro altrui. Trovare la possibilità di essere noi stessi e rispettare contemporaneamente gli altri, è possibile, è certamente possibile, ma richiede una grande tensione etica e culturale che non può fare a meno di conoscere il sacro in tutte le sue forme culturali. (***) M.Eliade Trattato di storia delle religioni @2008tefillim@alice.it |
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