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La noogenesi
Dato il suo interesse per la scienza viene inviato ad insegnare fisica e chimica nel collegio dei Gesuiti del Cairo e nel 1911 viene ordinato sacerdote e partecipa alla Prima Guerra mondiale come barelliere meritandosi anche una medaglia al valore e la nomina a cavaliere della Legion d’ onore. Dopo la laurea in Scienza Naturali, viene mandato in Cina a Tien Tsin . Nel 1947 torna a Parigi dove vorrebbe pubblicare la sua opera Il fenomeno umano, ma il Vaticano è ancora contrario cosicché nel 1951 si trasferisce definitivamente a New York dove continua i suoi studi alla Fondazione Wenner non rinunciando ai suoi viaggi di ricerca in Sud Africa e Rhodesia. Un curioso aneddoto riguarda la sua morte: agli amici aveva sempre detto di aver chiesto al signore di morire il giorno di Pasqua. Ebbene, il 10 Aprile 1955, dopo aver assistito ad una messa alla cattedrale di Saint Patrik, a New York, Theilard viene colpito da infarto mentre prende un the a casa di amici; era il giorno di Pasqua.Nel panorama intellettuale della Chiesa Cattolica il caso di De Chardin è senza dubbio particolare: fu infatti il primo uomo di Chiesa che tentò di conciliare le evidenze -diremo sperimentali- della teoria dell’evoluzione naturale proposta da Charles Darwin con i rigidi assiomi della dottrina Cattolica in tema di creazionismo e creazione. Cosicché la sua è stata principalmente un’attività tesa a rendere plausibile la teoria darwiniana nell’ambito teologico; infatti, la sua è una “visione avente per base il mondo della materia e per vertice Dio”. I suoi interessi scientifici lo portarono quindi inevitabilmente verso quella “biologia della complessità” che si sarebbe sviluppata dopo poco in tutto il mondo ma, principalmente, con Jaques Monod in Belgio (anche se con conclusioni opposte per quanto riguarda le ipotesi teleologiche). Quello che il gesuita vede nell’evoluzione
naturale è sintetizzabile in due elementi: Il gesuita francese non si limita a
fare della scienza ma sconfina –inevitabilmente- nella filosofia
(sempre però da un’ottica intellettuale squisitamente
teologica). Infatti giunse a preconizzare che l’evoluzione
della coscienza avrebbe portato ad una “mente planetaria” o
meglio una “rete nervosa planetaria” alla fine della quale
ci sarebbe il cosiddetto “Punto Omega” (punto
Ad quem omnia tendunt), cioè l’unione (e
qui è il teologo che parla) con il Cristo Cosmico. Secondo Padre Theilard de Chardin l 'Universo è una
realtà dinamica, in movimento , in espansione e contrazione, in
trasformazione, complessificazione, in evoluzione : l'universo è una creazione
.
La cosmogenesi è in realtà una noogenesi , cioè la creazione di "coscienza" , di "spirito" , per mezzo di una complessificazione crescente. l' homo noeticus Nella sua opera “L’Ambiente Divino” così si
esprime:
Questa forza non agisce per se stessa , essa ha bisogno di un polo di attrazione superiore , un Punto Omega che attiri a sè la molteplicità e la incorpori in un qualcosa di superiore e già unitario, l' Uno. L'apice della ominazione sarà una supercoscienza che straborda oltre lo spaziotempo nell'Uno, il Cristo (=Re) cosmico, il Punto Omega . Theilard riconosce nell' esistenza umana attività di crescita e attività di diminuzione , ma anche passività di crescita e di diminuzione e delinea una specie di spiritualità cristiano-cosmica quando dice che "ciò che mina ed avvelena in genere la nostra felicità è sentire così vicino il fondo e la fine di tutto quel che ci attira: sofferenza delle separazioni e del logoramento, angoscia del tempo che scorre, terrore di fronte alla fragilità dei beni posseduti, delusione di giungere così presto al termine di quel che siamo e di quel che amiamo”. Tuttavia, esiste una via di salvezza a questa “disperazione esistenziale” ed è quella di comprendere che l’ Universo è “qualcosa che evolve” ed è dotato di una sorta di sapienza sistemica di cui –come natura- facciamo tutti necessariamente parte. Ed ecco quindi che l’estatica gioia di sapere e adorare l'Uno (chiamata con il concetto filosofico di supercentrazione) genera una meravigliosa pace interiore. |
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