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Il mondo glocale Per millenni ogni popolo ha avuto il suo spazio, il suo territorio, il suo habitat. Ci sono state guerre per conquistare spazi e sottomettere popoli, per cancellare confini e per difenderli, per creare muraglie, barriere e per abbatterle. Nei secoli ci sono stati molti tentativi di riunire i popoli in diversi sotto un unico potere politico-militare-religioso Oggi le popolazioni del mondo sono in crescita numerica e le nuove tecnologie permettono ai singoli come a gruppi consistenti di comunicare fra loro in tempo reale . Il mondo è sempre più globalmente connesso e interattivo: -reti telematiche (internet) Tutto il pianeta è pervaso di reti di comunicazione: è diventato un villaggio.
Il " villaggio globale".
Tutti hanno studiato, a scuola, ciclicamente, le civiltà antiche : Egizi, Indoeuropei, Sumeri, Babilonesi, Cinesi, Indù, Slavi , poi Romani, Greci, Persiani, Mongoli, etc. Poco si studia oggi a scuola delle civiltà contemporanee. Il mondo della scuola fatica a prolungare la storia dell'umanità fino al mondo contemporaneo . Eppure è a questo mondo che deve " iniziare" le nuove generazioni. Come il mondo antico anche il mondo contemporaneo può essere considerato una " aggregazione" o " coesistenza" di civiltà. Le civiltà contemporanee coesistono in questo mondo cercando , ciascuna secondo presupposti e prospettive proprie, di fornire agli uomini le condizioni migliori per autorealizzarsi. Ciascuna civiltà si pone come la migliore possibile per un'area geografica, alcune come la migliore possibile per tutti gli uomini ed è naturale che sia cosi': ogni civiltà è il frutto di una elaborazione culturale durata secoli o millenni. Si può dire ( grossomodo) che una civiltà è un insieme di popoli e culture che hanno in comune una storia, una lingua, una moneta, ( economia) un governo, un esercito, una religione, o altro ancora. Possiamo pensare all'Impero Romano per l'antichità e all'Europa di oggi. Le civiltà non coesistono nel mondo come " blocchi" chiusi in se stessi : esse comunicano e si confrontano. Tanto più oggi con la Nuova Globalizzazione in atto.Tutti comunicano con tutti e tutti si spostano e vanno dappertutto : le civiltà si ritrovano nella loro pluralità non solo nel mondo globale ma anche localmente, nelle città piccole e grandi del pianeta. Nel nostro mondo globale multietnico multiculturale e plurale , ogni comunita' locale tende a diventare essa stessa multietnica , multireligiosa , multiculturale , plurale . Non cè più un mondo globale fatto di tante civiltà ed un mondo locale fatto di una sola civiltà : il mondo contemporaneo e' globale anche a livello locale , è un mondo "glocale ".
I nonni di oggi quando erano a scuola , dovendo rappresentare il mondo in termini di civiltà avrebbero rappresentato il mondo locale con una sola civiltà, quella occidentale . La famiglia e la scuola li preparavano a vivere in quella civiltà : era sufficiente conoscere storia , geografia, lingua dell'Italia, letteratura, arte, qualcosa dell'Europa e poco del resto del mondo; era obbligatoria Glocalizzazione o glocalismo è un termine introdotto dal sociologo Zygmunt Bauman per adeguare il panorama della globalizzazione alle realtà locali, così da studiarne meglio le loro relazioni con gli ambienti internazionali.solo la scuola elementare. Quando sono andati a scuola i vostri genitori il mondo era già cambiato : si parlava di Europa unita e la società era già diventata più mobile ; si rendeva necessaria una conoscenza più complessa e ci volevano almeno tra anni in più di scuola obbligatoria ( la scuola media) . Oggi il mondo è diventato ancora più complesso e famiglia e scuola devono preparare i giovani a vivere bene in questo nuovo ambiente che è il mondo glocale, la globalità ovunque, anche a livello locale . Sono richieste nuove competenze e la famiglia e la scuola devono adeguarsi . La scuola deve accompagnare gli studenti in nuovi percorsi che trasmettano conoscenze e abilità ( le " materie" che si studiano ) per attrezzarli bene per il nuovo mondo ( altrimenti rischia di prerarli per un mondo che non c'è più) e la famiglia deve orientare i figli verso nuovi modelli di vita che realizzino i valori " sicuri" della tradizione. Modernità e tradizione Cultura La modernità invece è l'insieme dei nuovi modelli di vita attraverso cui le giovani generazioni cercano di adeguarsi ai mutamenti storici. Modernità e Tradizione coesistono sempre in tutte le culture; esse infatti si definiscono , si costruiscono ed evolvono insieme attraverso coesistenza e antagonismo : la Tradizione raccoglie l'esperienza positiva del passato e la Modernità sperimenta nuovi modelli di vita più adeguati al mondo che cambia. Tutti noi regoliamo la nostra esistenza di fronte ai mutamenti storici attingendo sia alla Modernità che alla Tradizione. Discontinuità tra generazioni Le nuove generazioni in genere percepiscono la Modernità come la messa in discussione della Tradizione e la Tradizione come una resistenza alla Modernità. : per adeguarsi ai mutamenti storici essi sperimentano modelli di vita anche contrari alla tradizione. Quando poi si trovano in difficoltà nel vivere questi modelli normalmente si rivolgono agli adulti, alla loro esperienza di vita , e questi li orientano attingendo ad essa . In questo modo gli adulti trasmettono ai giovani la Tradizione, adeguandola ai mutamenti della modernità. Fino a qualche anno fa ogni generazione preparava la successiva in " continuità" con la propria esperienza : i giovani venivano preparati ad essere in qualche modo simili agli adulti attraverso l'acquisizione di un bagaglio culturale , tecnico ed intellettuale sufficiente ad affrontare i problemi della vita. Di tutta la vita. La Tradizione culturale appunto. Tutto avveniva in continuità di esperienza tra le generazioni : gli adulti potevano pretendere di capire i giovani invocando la propria gioventù (" anche noi siamo stati giovani,… ci siamo passati tutti... per esperienza posso dire…" ) e fornire loro modelli di comportamento ben collaudati. Il futuro personale e sociale veniva così" progettato" attraverso modelli culturali che sostanzialmente lo " anticipavano" all'insegna della continuità di esperienza fra generazioni. I mutamenti socioculturali e tecnologici intervenuti in questi ultimi anni sono stati tali , tanti e talmente veloci da produrre una frattura tra le generazioni, una " discontinuità di esperienza " . La discontinuità di esperienze ha creato tra le generazioni, barriere , muri, gap, fratture, fossati , etc. " i giovani di oggi non hanno più alle loro spalle adulti che sappiano più di loro sulle esperienze che stanno vivendo. E questa è un’altra" emergenza educativa". [ Bellino 2008 ] . Le esperienze che vivono le nuove generazioni non sono più " anticipabili" dai modelli culturali dei genitori.
- la vita religiosa è plurale ( 130 tra religioni e movimenti religiosi in Italia) e i giovani non hanno più la percezione di un sentimento religioso condiviso , tradizionale , stabile. - i sistemi valoriali e morali sono plurali ( la Turchia in Europa significa 90 milioni di musulmani in più dei 45 già inclusi ; le immigrazioni dalla Cina e dall' India nei paesi occidentali sono in aumento … ) e la percezione di una società solida, stabile capace di affrontare i cambiamenti attingendo alla tradizione culturale è perduta. Tutto rimane più incerto e chiama tutti ad una nuova creatività, ad una nuova capacità di affrontare i cambiamenti. - il lavoro ha assunto forme di instabilità strutturali ed è impossibile guardare al futuro senza pensare di dover affrontare cambiamenti continui . Incertezza. - la forma di matrimonio e di famiglia è plurale : le coppie di fatto, le unioni tra omossessuali , bisessuali, transessuali, la poligamia dei musulmani e quant'altro, le unioni civili, la convivenza libera, i matrimoni gay, etc. sono già una pluralità di forme di "convivenza" in atto nelle società occidentali ) , e questo destabilizza il progetto di famiglia tradizionale cioè naturale e fondata sul matrimonio. -la comunicazione mediatica alimenta l'immaginazione sessuale 24 ore su 24 ( giornali, TV, cinema, spot pubblicitari per strada, ovunque) e ciò destabilizza le coppia e le famiglie e di fatto sono in aumento separazioni , divorzi , ri-matrimoni , ri-divorzi , cambiamento di orientamento sessuale di persone sposate con figli,etc. -e così via. Ciò che si trovano a vivere i giovani ( anche gli adolescenti) è sconosciuto agli adulti , a volte è addirittura inimmaginabile , motivo per cui l’ esperienza di vita , la gioventù , i modelli culturali tradizionali risultano a loro inutili per risolvere i nuovi cambiamenti.Emergenza educativa Tra le nuove generazioni si diffondono sempre più modelli di vita ispirati ad individualismo ed utilitarismo giacchè i valori dominanti nella modernità delle società occidentali sono diventati : - l'individuo : " mi devo realizzare, devo essere un vincente, tutto deve essere orientato a me." (individualismo) Nelle culture tradizionali invece è primario il valore de - la famiglia , il gruppo, la comunità , i legami e le appartenenze I nuovi modelli di vita mostrano un orientamento prevalentemente al divertimento ( tutto è complicato ed io non combino niente , perciò mi chiedo se veramente c'è qualcosa da combinare nella vita! L'importante allora è divertirsi !), possibilmente notturno , nelle città , con uso diffuso di droghe di ogni tipo, alla moda, alla apparenza, ad una estetica di massa, ad abitudini alimentari nocive ,a nuove e problematiche forme di vita sessuale famigliare e sociale ,un orientamento verso forme di in differenza verso la sofferenza, la malattia, la vecchiaia, e forme di intolleranza verso l'invecchiamento, etc. Questi modelli con cui i giovani cercano di vivere i mutamenti storici della nostra contemporaneità rendono in realtà più problematica la loro vita personale , famigliare e sociale diffondendo una mentalità che pone sfiducia nella possibilità di verità e di bene, di trovare un senso alla vita e di essere felici insieme agli altri.Scuola e famiglia oggi devono educare i giovani ad essere " spiriti forti , solidi " mentre essi si dimostrano sempre più fragili e deboli. Tutti parlano di " emergenza educativa " . Che cosa è successo? I padri sono venuti meno nel loro dovere famigliare e scolastico di trasmettere ai figli i valori " sicuri" della Tradizione? Oppure sono cambiati i figli, sono diventati più deboli ribelli e stupidi ?
L’emergenza educativa non è il fallimento della tradizione culturale ma l’impossibilità riconosciuta di educare secondo una tradizione autoritativa. L’evoluzione sociale e scientifica ( e tecnologica) infatti ha messo in crisi su più fronti la “ tradizione culturale” fino a produrre una “ emergenza educativa”. Come proporre allora una tradizione a generazioni cresciute nella percezione globale che non esistono più autorità, tradizioni culturali di riferimento , ma solo tradizioni diverse e tutte relativamente valide e forse nessuna utile ? Oggi è necessario orientarsi non più su una tradizione autoritativa da trasmettere come un insieme di modelli culturali stabili, ereditabili, ( sarebbero ben presto resi inutilizzabili dai continui cambiamenti) ma sulla formazione di atteggiamenti e la scoperta di processi, a partire da un lavoro sulla tradizione culturale stessa. Non più trasmettere modelli da realizzare, ma formare atteggiamenti positivi verso la Tradizione culturale e insegnare i processi attraverso i quali reperire dentro la Tradizione stessa nuovi modelli culturali condivisibili ed efficaci per affrontare i mutamenti . Percorsi che partendo da mutamenti sociali esemplari, come quelli che riguardano la struttura della famiglia, la manipolazione della vita, e che toccano valori gerarchicamente ai primi posti nella scala degli alunni ( famiglia, vita come salute, sicurezza etc ) suscitino bisogni di informazione e formazione. Questi bisogni , descritti, compresi e valutati nella loro importanza attraverso una riflessione collettiva orientano verso una ricerca di soluzioni attraverso l' immersione nella Tradizione culturale soprattutto attraverso la conoscenza delle sue radici religiose. Affrontare le incertezze su famiglia e vita conseguenti ai mutamenti sociali e culturali in atto attraverso la conoscenza della Tradizione , scoprire che ancora si possono trarre da essa modelli culturali nuovi che umanizzano la vita , significa fare esperienza di un atteggiamento positivo verso la Tradizione , conoscere processi attraverso i quali riutilizzarla in contesti storici nuovi con esiti di umanizzazione della vita e della società. Questo processo di rielaborazione della propria tradizione unito ad un atteggiamento di dialogo interculturale permette di affrontare i continui cambiamenti sociali senza abbandonare la solidità culturale della tradizione e nello stesso tempo facendola interagire creativamente con altre tradizioni presenti ed emergenti nella società globalizzata. © 2009 tefillim@alice.it |
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