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La simbolizzazione

rupestre_camoniaVal Camonica-Incisione rupestre denominata " il sacerdote" -Età del rame.


La cultura può essere untesa come attività progettuale dell'uomo di fronte alla natura. L'uomo risponde ai suoi bisogni con tecnologie sempre più ricche che includono significati sempre nuovi per mezzo della simbolizzazione.

(vedi anche: simboli ) .

L'attività tecnologica rivela la capacità simbolica dell'uomo
(simbolismo funzionale ).

Altri comportamenti umani appaiono come risposte a bisogni di ordine sociale e spirituale come l'arte, le sepolture, etc. ( simbolismo sociale

L'uomo è tecnologicus e loquens in quanto è simbolicus e la capacità di simbolizzazione implica la capacità di astrazione . Queste capacità sono a loro volta necessarie per un comportamento religioso così come noi lo conosciamo.(*)

Ci si domanda se l'homo abilis compare come essere capace di astrazione e simbolizzazione e se questo è documentato nei reperti della sue tecnologie. Rispetto agli australopitechi suoi contemporanei l'homo abilis mostra una più marcata cerebralizzazione dai centri nervosi, ( anche di quelli che abilitano al linguaggio articolato ) e comportamenti che rivelano uno psichismo riflesso come la lavorazione sistematica e progressiva del ciotolo, l'organizzazione del territorio.

Petroglifi di Val Marveille-Francia

" L'homo abilis non presenta segni espliciti di comportamenti religiosi per cui la sua capacità di simbolizzazione rimane l'unico argomento indiretto per ipotizzare una attitudine religiosa . Ciò significa che il vero tema oggi è provare che i primi uomini non fossero religiosi piuttosto che il contrario "

( Narr , M. Eliade )

Ma : " La capacità di simbolizzazione funzionale e sociale è documentata come più antica della simbolizzazione propriamente spirituale e religiosa e non può che costituire una base essenziale del senso religioso . Ciò ci orienta a non escludere il senso religioso nei paleonatropi ... senso religioso che ci appare a tutt'oggi qualcosa di coessenziale se non di costitutivo della umanità stessa. "    (*)

(*) Fiorenzo Facchini e Paolo Magnani ( a cura di ) -Miti e riti della preistoria-Un secolo distudi sull'origine del senso del sacro-Jaca Book

Religiosità ed arte.

lascauxLa capacità di simbolizzazione nell'uomo si trova nella produzione di oggetti ( tecnologie) come nei linguaggi ed è base comune dell'arte come della religione dove raggiunge le sue forme più elevate . Sacra è tutta l'arte religiosa, anch'essa  considerata jerofania   :

" l'oro ( aurum= luce d'alba) è una teofanìa astratta ... pregio che da terreno si fa metafisico, è luce che da terrestre trascende in divina" (*).

Gli artisti dei murales delle grotte preistoriche non rappresentavano semplicemente il loro mondo ( caccia, maschio-femmina, uomo-donna etc.) ma anche - e inevitabilmente- i significati che davano a questo mondo.

L'uomo che raffigura se stesso era considerata dagli antichi una jerofanìa di significato tanto pregnante che in tutti i miti di creazione Dio crea l'uomo imitando l'uomo-artista che rappresenta la propria immagine : " lo fece a sua immagine e somiglianza". L'artista che crea simboli in qualche modo è l'immagine di un dio che crea le cose . Scriveva Papa G.Paolo II :

" Nessuno meglio di voi artisti , geniali costruttori di bellezza può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all'alba della creazione guardò all'opera delle sue mani. Una vibrazione di quel sentimento si è infinite volte riflessa negli sguardi con cui voi, come gli artisti di ogni tempo, avvinti dallo stupre per il potere arcano dei suoni e delle parole, dei colori e delle forme , avete ammirato l'opera del vostro estro, avvertendovi quasi l'eco di quel mistero della creazione a cui Dio, solo creatore di tutte le cose, ha voluto in qualche modo associarvi. " ( 1999- Lettera agli artisti) ... " L'artista crea , crea a immagine e somiglianza. Generando immagini umane si fa specchio di un più alto creato, pronuncia il divino nella somiglianza " (*) .

L'artista ha un grande potere, può rappresentare e perciò significare  anche le cose sovrasensibili : lo stencil delle mani nelle grotte dei paleantropi indica la presenza umana ma ne indica poi anche l'assenza , così come gli idoli ( greco: eidolon ) figure in genere antropomorfe o teriomorfe indicano la presenza-assenza della divinità, così come le figure che rappresentavano i defunti ( nella Grecia antica i kolossos ) o rappresentavano l' assenza del defunto psiche- anima, oneiros-sogno, skia-ombra, phasma-apparizione, etc.) non appartengono nè a questo mondo nè ad altri mondi , ne sono semplicemente e soltanto un tramite , l'icona ( greco = eikon ) . 

Esprimendo il mondo gli antichi lo comprendevano e in qualche modo lo padroneggiavano, così come noi facciamo ancora oggi. (cf : A.Leroi_Gourhan-Le religioni della preistoria ) . Questo mondo significativo , ordinato attraverso immagini  , lo ritroviamo infatti dal Neolitico fino alle più recenti religioni contemporanee. Quello che per i paleoantropi erano le grotte dipinte o le rocce graffitate saranno -nelle religioni organizzate delle diverse civiltà- i templi.

proserpinaProserpina

Se le grotte erano  semplicemente ( o forse di più) luoghi di jerofanìa dei significati  e immagine microcosmica del mondo , i templi sono immagine ordinata e microcosmica del mondo ( e dunque jerofanìa di significati) e luoghi di rivelazione ( e perciò di jerofanìa ).

" Cosmo rappreso nelle misure dell'umano, il tempio fissa l'orizzonte e chiede il cielo, instaura un dialogo con la luce dall'oscure segreto sanctum santorum ove risiede il divino, accessibile solo al puro, sia esso il naos greco o il garbagriha indù. Spazio discontinuo dal profano nel tempio risiede no solo la regalità ma anche e soprattutto la ratio universale ( il Logos) che presiede al mondo " (*) .

Ordine del mondo e jerofanìa di significati sono anche i testi religiosi ( sacri appunto) nella loro organizzazione come nel loro contenuto.

L'arte, la forma più elevata di simbolizzazione tende ad essere universalmente arte sacra, jerofania : universalmente il sacro è intuito come bellezza. Il Dio delle religioni ebraica e islamica è di una verità e bellezza talmente elevate che nessun artista può figurarlo adeguatamente : è perciò pribito farlo perchè figurarlo significherebbe inevitabilmente sfigurarlo. La rivelazione cristiana è questo stesso Dio che si è fatto uomo in Gesù , è diventato corpo , Lui creatore è diventato creatore-creatura, spirito-materia, Dio-uomo , verità-bellezza. L'arte cristiana è

" Il miracolo della bellezza , figlio del miracolo della incarnazione" (*)

di Dio .

(*) Fiorenzo Facchini e Paolo Magnani ( a cura di ) -Miti e riti della preistoria-Un secolo distudi sull'origine del senso del sacro-Jaca Book

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