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Dati storici Il periodo storico che ha caratterizzato questa prima religione veramente universale è stato ricchissimo di fermenti culturali mondiali . Fra l'VIII e il VI sec. a.C. sono accaduti dei veri terremoti spirituali in tutte le civiltà superiori, dal bacino del Mediterraneo alla Cina. Prendendo come punto di riferimento l'Illuminazione di Siddartha Gotama (circa 523 a.C.), in Grecia tramontano le antiche monarchie di origine sacrale e si sviluppa la filosofia di Pitagora da Samo, Eraclito da Efeso e quella degli Eleati. In Cina, ove insegnano Confucio e Lao Tsu, si estingue l'idealizzato
periodo di "Primavere e Autunni". Storia di Siddartha Gotama La letteratura buddista attribuisce la nascita del movimento al principe indiano Siddharta, del clan dei Gotama, che sarebbe vissuto nel VI sec. a.C. Gli studiosi ammettono oggi di sapere molto poco sulla figura storica di Buddha (563-483 a.C3). Le stesse date di nascita e di morte tradizionalmente accettate sono oggi contestate, e non manca chi suggerisce che sarebbe vissuto circa un secolo dopo. Prima di nascere I racconti della vita del Buddha cominciano con la narrazione nei Jataka (storie delle vite precedenti) di ciò che il Buddha era prima di diventare l'Illuminato. Prima di nascere, si trovava in uno dei numerosi "cieli" della mitologia indù.Quando giunge il momento di tornare sulla terra, la futura madre del Buddha, da lui scelta nell'alto dei cieli, è avvertita con uno strano sogno di quanto sta per capitare a lei e al mondo. Le appare un elefante bianco che viene accolto nel suo grembo.La donna, che si chiama Maya, racconta il sogno al marito Suddhodana. Questi convoca otto sacerdoti, che lo interpretano cosi: sta per venire al mondo un chakravartin (re dell'universo), il quale abbandonerà il regno e la gloria per farsi monaco e salvare tutte le creature. Nella versione tradizionale Siddhartha Gotama , figlio del governatore di uno dei piccoli e bellicosi regni dell'India del nord tra il Gange e il Nepal ,è un principe circondato alla nascita da segni miracolosi. La stirpe guerriera era quella degli Sakiya ("potenti") : Siddharta è conosciuto anche come il Sakiyamuni =quello dei Sakiya che ha ottenuto la saggezza. Gli astrologi predicono che sarà un gran re o un grande maestro religioso. Nascita di Gotama Siddharta Una delle convinzioni caratteristiche delle
credenze religiose dell'epoca del Buddha era la dottrina brahmanica
delle "rinascite". Essa consisteva nella convinzione che
a causa delle conseguenze delle proprie azioni (karma) dopo la
morte si è costretti da una legge universale (samsara) a rinascere con il proprio bagaglio karmico innalzandosi
o abbassandosi nella scala degli esseri viventi (uomini e animali) secondo
la bontà o meno de proprio karma , cioè delle conseguenze
accumulate della propria condotta nelle vite precedenti. Al centro della
problematica dell'esistenza c'era la sofferenza: "Perché
si soffre? Perchè continuare a rinascere e soffrire?".
Era circa l'anno 560 a.C. Purtroppo la gioia di questa nascita
eccezionale è turbata dalla morte di Maya. Essa viene assunta
in cielo dove il Buddha la visiterà quando raggiungerà
l'illuminazione, per istruirla sulla propria dottrina. Le leggende della natività non sono ancora finite. Un santo eremita, Asita Devala, mentre è raccolto in meditazione, viene a sapere che a Lumbini è nato un bambino, che diventerà il Buddha.Lasciato il suo eremitaggio, il santo si reca dal re Suddhodana e si fa mostrare il fanciullo. Asita annuncia che quel bambino diventerà il più grande fra tutti gli esseri viventi. Poi si mette a piangere, perché sa di dover morire prima che la sua profezia si possa avverare. Quando si tratta di imporre il nome al bambino, gli otto sacerdoti, che avevano interpretato il sogno di Maya, confermano la profezia del vecchio eremita e avvertono il sovrano che il destino di Siddhartha è legato al verificarsi di quattro segni: egli lascerà il palazzo reale per farsi monaco dopo aver incontrato un vecchio, un ammalato, un cadavere e un monaco. Infanzia e giovinezza Turbato da queste profezie Suddhodana si impegna tener lontano dal bambino tutti coloro che possono presentargli i quattro segni Le sue guardie sono distribuite attorno alla reggia per vigilare che nessun estraneo raggiunga i palazzi e per invogliare il fanciullo all'amore per le cose terrene, la bellezza e il potere, il padre mette al suo servizio 4 mila danzatrici e damigelle e fa costruire per lui tre palazzi; uno per l'estate uno per l'inverno e uno per la stagione delle piogge.Quando compie vent'anni gli è presentata la sposa, che, dopo alcuni anni, gli dà un figlio, a cui è posto il nome di Rahula. Così S. trascorre la prima parte della sua esistenza nel lusso
e nella mondanità della casa paterna, dove riceve un'educazione
legata al suo rango, acquisendo anche nozioni di legislazione e di amministrazione. La prima volta incontra un vecchio, e il cocchiere gli spiega che tutti prima o poi diventano vecchi (una circostanza di cui era stato accuratamente tenuto all'oscuro). La seconda volta incontra un malato, la terza un cadavere, la quarta un monaco mendicante. Improvvisamente capì che esistevano anche le malattie, la vecchiaia e la morte come destino universale degli esseri umani. Decide di diventare un sadhu (mistico indù) e di intraprende la via della liberazione , il dharma santo induista.In quei tempi, che segnavano l'inizio della speculazione filosofica indiana svincolatasi dal ritualismo vedico, non erano pochi gli uomini (specie della casta dei guerrieri), e talvolta anche le donne, che abbandonavano il mondo per dedicarsi a una vita di meditazione e ascesi secondo le ben collaudate tecniche dello yoga.A questo punto abbandona la moglie e il figlio appena nato, e - ribellandosi al padre Gotama- si unisce ad un gruppo di sadhu con cui conduce per sei anni la vita dell'asceta. Visse per sette anni nella foresta, sottoponendosi - sotto la guida di vari maestri a digiuni, sofferenze e privazioni d'ogni genere, al fine di conseguire la pace interiore e la conoscenza della verità. Ma non riuscì , anzi giunse ad una condizione di debolezza fisica vicina alla morte.Abbandonò ogni maestro e orientato da un segno divinatorio decise di ricercare da solo la via della Liberazione (mukti). La svolta A 35 anni, giunto alla soglia della morte per esaurimento,
una notte -secondo la tradizione-, mentre era seduto ai piedi di un
albero, l'albero Bodhi nel Parco delle Grazie a Sarnath,
sprofondò nei suoi pensieri pervenendo all'"Illuminazione"
(Buddha infatti significa "illuminato" o "risvegliato"). Dopo avere respinto questo attacco, e meditato per tutta la notte, consegue
il risveglio (bodhi) in modo immediato e completo e diventa il
Buddha («il risvegliato»), libero dalla ruota delle
reincarnazioni. Questa esperienza lo aveva portato in uno stato di Beatitudine
luminosa=Nirvana che lo spingeva, tentato da Mara, a lasciarsi
morire in essa con la certezza di non rinascere più. Siddharta
superò anche l'ultima tentazione e rinunciò alla beatitudine
per rimanere sulla terra e aiutare gli uomini a raggiungere il Nirvana. Per iniziare la sua predicazione si reca nella città sacra di Benares, dove raccoglie come primi discepoli cinque compagni che aveva conosciuto nella sua vita ascetica. Le sue doti di insegnante sono descritte come straordinarie: non insegna soltanto con le parole, ma già con la sua semplice presenza. Si narra, per esempio, che gli fosse sufficiente pronunciare la prima lettera dell'alfàbeto perché ogni ascoltatore sentisse un discorso completo, adatto alle sue esigenze, e nella sua lingua. All'età di ottant'anni - sempre secondo la versione tradizionale Buddha muore, o - più esattamente - passa nel nirvana, uno stato al di là della sofferenza e della morte. Il suo corpo è cremato, ma rimangono diverse sue reliquie che i discepoli conservano in monumenti semisferici chiamati stupa. Iconografia Per quasi quattro secoli la raffigurazione umana del Buddha, in osservanza alla liturgia an-iconica delle primitive scuole buddiste, si limitava a semplici immagini simboliche: impronta dei piedi, un trono vuoto, un turbante, un cavallo senza cavaliere. Attraverso la diffusione del Buddismo nel mondo asiatico, e grazie soprattutto all'emergere della tradizione mahayana, si attuarono, a partire dal II sec. d.C., sensibili modificazioni nell'iconografia. Il Buddha in sostanza diventa un "superuomo", con un corpo "glorioso": il turbante, nella statuaria, è stato tradotto come una protuberanza del cranio; l'urna tra le sopracciglia; l'impronta della ruota della Legge sul palmo della mano o sulla pianta dei piedi (qui tinti di hennè rosso, segno di bellezza); il lobo delle sue orecchie tre volte più lungo del normale (saggezza). Il Buddha esprime, a seconda degli atteggiamenti, meditazione, rassicurazione, carità, testimonianza (nell' iconografia tantrica il fiore di loto rappresenta la compassione) .
La figura è un thang-kha di un
tempio tibetano. La mano destra tocca la Terra, indicando il gesto di Gotama quando, assalito da Mara , invocò la Madre Terra come testimone della sua vittoria su Mara stessa. Allineati in alto i maestri indù e tibetani. L' illuminazione porta al mahapurusha (=grandeuomo) 32 segni sul corpo, dei quali uno è l' ushnisa, una protuberanza sulla testa ;un altro è il piccolo ciuffo di capelli o urna tra le sopraciglia,altro ancora il lobo degli orecchi allungato,etc. Il buddha siede su un trono di meditazione: il loto dalle mille foglie simbolo della supercoscienza dell'illuminato.Sotto al loto sono i desideri dall'annullamento dei quali sboccia il loto, la supercoscienza illuminata. Entrato nel Nirvana il BUDDHA diviene ancora dotato di energia immensa e mediatore religioso oltre che maestro. |
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