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SIMBOLI E RITI BUDDHISTI. Il buddhismo non ha propriamente espressioni di «culto della divinità» - nel senso giudeo-cristiano del termine - ma piuttosto sessioni di meditazione in cui i partecipanti, silenziosi, sono guidati nella pratica da maestri, spesso monaci. Queste sessioni hanno un valore tanto spirituale, di ricerca
del divino insito in se stessi e nella propria coscienza, quanto psicologico,
di conseguimento della calma e della serenità. Non mancano, naturalmente,
riunioni per l'insegnamento della dottrina e cerimonie (particolarmente
nel mondo mahayana). stupa a Sanchi in India (wikipedia commons) Lo stupa, simbolo del Buddha (edificio-simbolo della assenza fisica del buddha e del suo corpo di illuminazione) nei primi secoli, è al centro delle comunità buddhiste, perché è intorno allo stupa che nascono le scuole e i monasteri. Negli stupa venivano collocate resti delle ceneri del corpo cremato del buddha Gotama Siddharta. Col tempo, negli stupa sono intronizzate reliquie non più del Buddha, ma dei suoi primi discepoli, o anche tavolette che contengono i suoi insegnamenti. Il buddhismo originario non ha tracce di icone. Solo l'incontro del buddhismo con la cultura greca nella regione di Gandara, (India nord-occid.) conquistata da Alessandro Magno ha prodotto una diffusa arte iconografica(a partire dal II sec a.C.) Le immagini e le statue del Buddha nate dall'incontro fra la statuaria greco-ellenistica e la necessità di raffigurare il Buddha storico, acquisirono una notevole importanza, che peraltro varia da regione a regione. I Buddisti compiono il loro cammino individualmente ma spesso si ritrovano anche come una comunità religiosa . Le pratiche religiose si svolgono nei monasteri presso gli stupa o nei santuari dei Templi (una eresia per il buddhismo originario) cosi' come in quelli delle case: nel santuario templare o domestico si colloca una immagine del Buddha perché rammenti la ricerca incessante del Nirvana . Si offrono fiori per rammentarsi della impermanenza delle cose e del
proprio io . Mancano cerimonie assimilabili ai sacramenti cristiani, a eccezione - da un certo punto di vista - delle ordinazioni di monaci e delle iniziazioni in cui un maestro abilita un discepolo a ricevere gli insegnamenti più avanzati. Non esiste propriamente un «matrimonio buddhista», cioè un'unione matrimoniale tra un uomo e una donna con valore religioso. Per il praticante buddhista, il matrimonio è un impegno reciproco di amore, rispetto e attenzione amorevole ai bisogni dell'altro fondato esclusivamente sull'etica. PECCATO E PERDONO Il carattere fortemente etico fa del buddhismo una religione responsabilizzata
ed interiorizzata. La prima parte del Canone buddhista ,VINAYA,contiene la normativa disciplinare
per i monaci. I peccati più gravi costituiscono
un karma negativo che richiede molti meriti e purificazioni. |
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