L'educazione buddhista
La rinascita non è legata ad una anima immortale che trasmigra, ma solo
al karma . Nel buddhismo questo seme di tendenze o facoltà di agire crea le condizioni energetiche fisiche e mentali per una rinascita
di una nuova individualità impermanente. Cambiando il karma, cambiano
le condizioni cambia l'individuo che rinasce. Se noi oggi siamo quello che siamo e che tendiamo a diventare , è perchè siamo spinti dal Karma e dalla nostra libera volontà. Ciò non
è dovuto ad una persona immortale che è in noi ma a migliaia di fattori,
cause, condizioni fisiche, energetiche mentali di ogni genere legate
alle vite precedenti che chiamiamo karma.
Nessuno può sfuggire alle conseguenze delle proprie
azioni ,il karma.
Se l'individuo è attento
-
alla vita che conduce ,
-
alle condizioni e situazioni che si presentano
-
e come le vive ,
-
agli impulsi
e tendenze che emergono nella coscienza,
allora
può riconoscere
ed evitare il Karma ( almeno quello negativo) in ogni situazione, scegliere la
condotta secondo gli insegnamenti del Buddha e ed aprirsi al
Nirvana.
È bene però precisare che per raggiungere la
Liberazione, più che a una vita moralmente ineccepibile, la quale
almassimo
può dar luogo a un buon karma , il buddista deve
dedicarsi alla Meditazione, che comporta un'energica disciplina ascetica
, la cui esperienza in un certo senso va al di là di ogni morale.
L'uomo è una catena di stati di coscienza.
Questi stati
sono fortemente determinati dal karma ereditato.
I contenuti della mente in qualsiasi momento condizionano il funzionamento
della coscienza e sono influenzati a loro volta da questo funzionamento. Il
lavoro di liberazione si esercita dunque soprattutto sulla
mente.
L'io deve liberarsi dell'Illusione circa la realtà
del mondo e soprattutto circa la sua personalità, per sprofondare nel
"non-io", nel "non-essere". Ciò tuttavia non ha impedito a molti
monaci d'impegnarsi attivamente per un'etica pubblica : la storia attesta per esempio il loro impegno a favore delle rivendicazioni democratiche
,come in Birmania nel 2008, dell'indipendenza nazionale (vedi p.es. in Vietnam al tempo della
guerra contro gli USA) etc.
Il buddhismo spinge i singoli individui a sentirsi responsabili del
proprio destino e apre loro una via di autosalvezza.
Il carattere fortemente etico fa del buddhismo una religione responsabilizzata
ed interiorizzata.
D'altra parte -dice il Buddismo- "chi ha sana la mente non compete
col mondo né lo condanna: la meditazione gli farà conoscere che nessuna
cosa è quaggiù durevole, salvo gli affanni del vivere".
Le virtù morali
- ARUNA=compassione (percepire
dentro di sé la gioia e il dolore dell'altro);
- AITRI=amorevolezza verso tutti
gli esseri viventi;
- UDITA-letizia e considerazione
del lato positivo delle cose;
- PEKSHA-imparzialità nel considerare
la realtà
Esse realizzano l'apertura dell'uomo verso tutti e sublimano
ogni atto umano etico in un Amore Universale.
Il Buddhismo per primo insegna l'Amore come etica umana.Jataka
Mala: «..non fare agli altri ciò che non
vuoi che gli altri facciano a te..» Samyuttanikaya 3,8.. «Il pensiero dell'uomo può volgersi in ogni direzione.Ma ovunque
esso si volga non incontrerà mai niente di più amabile di sé .Così è
per gli altri.Di conseguenza chi ama se stesso non deve recar danno
agli altri.» Quando l'uomo agisce con amore
egli estingue il karma che lo fa esistere .
I 5 divieti
1.NON UCCIDERE (i monaci fanno voto di AHIMSA =nonviolenza assoluta)
2.NON MENTIRE (i monaci fanno voto di satyagraha=forza della verità
)
3.NON RUBARE (i monaci fanno voto di povertà) .
Le quattro azioni negative relative alla parola sono:
4) la menzogna: ingannare gli altri con le parole o anche solo con
i gesti;
5) le parole di discordia: provocare liti, suscitando il disaccordo
tra le persone o acuendo tra loro la discordia;
6) la maldicenza: ferire il prossimo mediante le parole;
7) i discorsi oziosi: dilungarsi in argomenti irrilevanti per semplice
cupidigia o sotto l'influsso di altri stati mentali.
Le tre azioni negative relative alla mente sono:
8) l'invidia: il desiderio ardente di possedere le cose altrui;
9) la malevolenza: il desiderio di fare del male agli altri, per
grande o piccolo che sia;
10) coltivare convinzioni errate: ostinarsi a credere che alcune
leggi, come quella della rinascita o della causa e dell'effetto,
non esistono.
4.NON COMMETTERE ADULTERIO (i monaci fanno voto di castità assoluta)
5.NON FARE USO DI BEVANDE INEBRIANTI (o droghe )
I 5 precetti propositivi
1-non uccidere esseri viventi e proteggere la vita in tutte le sua forme;
( l'acqua può essere bevuta solo se filtrata;
non si può usare l'aratro perché potrebbe ferire i vermi della terra;)
2-non rubare e prendere solo ciò che si è onestamente guadagnato;
3- non dire menzogne ma utilizzare la parola in modo misurato e sincero;
4-non commettere atti sessuali illeciti
(cioè non tenere un comportamento
disordinato, che può essere causa di sofferenza per gli altri);
5- sostenere la fedeltà nei rapporti umani;
non assumere sostanze intossicanti,
droghe, alcol e medicine usate in modo non accorto e lasciare la mente
sgombra e attenta.
I 3 precetti morali
1- non mangiare cibo nei tempi non dovuti;
2- astieniti dal canto, dalla danza, dalla musica e da ogni spettacolo
indecente;
-non ornare la tua persona con ghirlande, profumi e unguenti;non
usare sedili alti e lussuosi.
3- non adoperare letti grandi e confortevoli;
- non commerciare cose d'oro e d'argento.
Ogni uomo ha uguali possibilità di salvezza morale, poiché tutto
dipende dalla sua volontà.
IL
CAMMINO DI LIBERAZIONE SI PRESENTA COME |
ASTENSIONE DA... |
PRATICA DI..... |
Nel complesso
il buddista ha un atteggiamento di indifferenza morale per il male,
essenzialmente rifiutandosi di compierlo.
D'altra parte -dice il Buddismo- "chi
ha sana la mente non compete col mondo né lo condanna: la meditazione
gli farà conoscere che nessuna cosa è quaggiù durevole, salvo gli affanni
del vivere".
Il buddista sostanzialmente è convinto che chi
compie il male, vedendo la non-reazione da parte di chi lo subisce,
ad un certo punto si renderà conto che è inutile continuare a compierlo.
Il buddista ama non tanto il singolo,
quanto il genere umano.
Non si difende dal male ricevuto, non si vendica,
non condanna chi commette un omicidio.
Sul piano del comportamento sociale, il Buddismo rifiuta il sistema
brahminico delle caste e riconosce l'uguaglianza formale di tutti gli
uomini ("formale"
perché di fatto con la dottrina della "non resistenza al male" esso
disarma spiritualmente il popolo di fronte agli sfruttatori).
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