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            CONFUCIANESIMO
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L' "edificio di famiglia"
fonte: Religioni nel mondo-ed. Corriere della Sera               

 

 

 

 

 

 

La coppia anziana viene servita.

Il servizio o pietà filiale base della armonia famigliare

Il lavoro dei campi      
era lodato in tutti        
i Trattati.       

 

 

Il lavoro
famigliare
fatto di concerto

L'acqua della fortuna , l',elemento positivo per l'armonia del Qi.




Il recipiente
pieno di riso cioè la prosperità
segno di armonia


La porta aperta verso il mondo e la sua armonia

                                                           rispetto della propria posizione             la mappa                  gallo e gallina: yin e yang  

L'edificio di famiglia, racchiuso entro uno spazio cintato, è un elemento centrale del modello ideale confuciano.

Crescendo in un ambiente dalla morale solida, mostrando il giusto rispetto verso i genitori, la famiglia e gli antenati, l'individuo viene educato a essere un buon cittadino, contribuendo all'armonia dello stato e, di conseguenza, del cosmo.

Come modello della società umana è assunta la famiglia, forma primitiva e spontanea di associazione naturale tra uomini. L'Armonia della casa , l'armonia famigliare rappresenta l'ideale cinese e confuciano

Una madre con il figlio era simbolo di armonia famigliare naturale e di fertilità.L'armonia famigliare era considerata come l'indicatore della armonia che ragnava nello Stato e nel Cosmo stesso.
I figli servivano i genitori con l'obbedienza assoluta e fino alla morte. Così come i Padri erano considerati nella famiglia autorità assolute, ai Maestri era dovuta obbedienza assoluta.
Il rispetto per genitori e maestri era il punto di partenza di ogni riflessione morale : dalla pietà filiale cominciavano il buon governo e l'ordine all'interno della società.

Lo Stato verrà concepito come una grande famiglia, il monarca sarà "padre e madre" (fu-mu) per i sudditi e questi gli dovranno rispetto, amore ed obbedienza come figli.

I singoli individui, a loro volta, dovranno essere attivi socialmente, sia nella famiglia che nello Stato. Essi non potranno in alcun modo sottrarsi ai doveri connessi con la loro posizione sociale né potranno adempierli in vista di un profitto personale (li): per Confucio l'uomo deve fare e "fare per niente".

La pace e la prosperità del popolo e del Paese si realizza soltanto se ciascuno compie disinteressatamente il proprio dovere. Il "fare" confuciano si estrinseca per mezzo dei riti (li) che sono un complesso di norme che regolano i rapporti umani, indicando la strada giusta da seguire, in ogni occasione.
Nella pratica sociale, i riti erano l'equivalente del Tao.
Una serie di norme minuziose regolava l'attività di ciascuno stabilendone il giusto comportamento.

Per ogni rapporto umano e sociale sono stabiliti dei riti (= comportamenti prescritti moralisticamente)

In particolare vengono prese in considerazione cinque tipi di relazioni sociali, alle quali possono essere ricondotte per analogia tutte le altre. Esse sono quelle tra principe e suddito, tra padre e figlio, tra fratello maggiore e fratello minore, tra marito e moglie e tra amico e amico.

Non si tratta mai di un rapporto di parità: anche nella relazione tra amico e amico si distingue l'amico più anziano da quello più giovane.

Per ciascuna di queste relazioni Confucio, e più di lui la sua scuola, codificò regole di comportamento assai rigide, limitative della libertà e dell'autonomia dell'individuo.

 


Nella società ciascuno aveva il suo posto, doveva dare il dovuto e riceverlo, senza possibilità di deroghe. La famiglia ed il clan gentilizio furono per secoli alla base della struttura sociale della Cina. Sulla base del popolo minuto incolto, gli "uomini comuni" di cui aveva parlato Confucio, si innalzava la piramide amministrativa al cui vertice si trovava l'imperatore, depositario del "mandato celeste", il tramite fra terra, umanità e cielo.

In questo dipinto raffigurante la corte imperiale sotto la dinastia mancese dei Qing, sono rappresentati centinaia di funzionari nell'atto di prostrarsi davanti all'imperatore. Esso ben illustra il principio, centrale all'interno del Confucianesimo, secondo il quale è necessario che la società sia suddivisa in classi nettamente distinte e che a ogni gruppo corrispondano prerogative e regole di comportamento diverse. Si riteneva che la condotta di un gentiluomo dovesse essere sempre appropriata alla situazione e alla condizione della persona con cui aveva a che fare.

I grandi baldacchini portati dagli attendenti simboleggiano il Cielo e sono fatti a imitazione di quelli che ricoprivano i carri da guerra dei sovrani e della nobiltà guerriera. I cinesi pensavano che il cosmo fosse come un enorme carro reale, in cui la copertura rappresentava il cielo e il carro la terra. Il baldacchino è perciò indice di uno status elevato.

L'imperatore cinese non esercitava il suo potere direttamente; egli si avvaleva di uno stuolo di funzionari, selezionati per merito in base ad esami che garantivano da un lato la loro cultura, dall'altro l'adesione personale all'ideologia dominante. Questa fu almeno la tendenza principale, anche se spesso si giunse all'acquisto delle cariche, ma sempre come forma di reclutamento parallelo. Una tradizione che durò ininterrotta per secoli faceva sì che l'imperatore esprimesse la sua volontà solo approvando o respingendo le richieste che, sotto forma di appositi memoriali, gli venivano inviate dal basso e relative ai problemi che i funzionari inferiori non si sentivano in grado o non ritenevano di poter risolvere.

In pratica egli era il primo funzionario dell'impero e la sua azione, come quella di ogni altro funzionario, consisteva nel "rettificare i nomi", nel dare cioè la giusta interpretazione, caso per caso, applicando alla realtà quotidiana i principi che la tradizione confuciana era venuta fissando e codificando.
Manuali dell'arte di governo furono, essenzialmente, i libri di storia, che fornivano gli esempi, i precedenti da seguire perché si realizzasse l'osservanza del dao, della via che portava al giusto equilibrio tra tutte le forze della natura e, fra esse, del genere umano.

La classe colta era quella che deteneva effettivamente il potere.

Erano gli uomini che si erano potuti innalzare grazie a quello studio su cui tanto avevano insistito sia Confucio sia Mencio sia Xunzi: essi conoscevano i riti e la scienza del governo, possedevano i testi di storia e potevano così rendere operante il mandato celeste dell'imperatore, per mantenere il sistema in giusta armonia.

Questa classe di letterati praticamente monopolizzò la cultura (che d'altro canto poteva essere appresa soltanto da chi avesse condizioni economiche tali da potersi mantenere agli studi) e fornì per secoli i quadri dell'amministrazione centrale e periferica: funzionari-letterati privi di specializzazioni tecniche, ma dotati di ampia cultura umanistica e filosofica.

Su questa classe, formatasi ai principi del confucianesimo, si fondò per secoli quel sistema amministrativo che fu il pilastro centrale dell'impero cinese e del quale non sono completamente scomparse, neanche oggi, le vestigia e le impostazioni.

Il contadino e il letterato/funzionario erano le pietre angolari della società cinese tradizionale.

Entrambe queste classi erano tenute a lavorare senza risparmiarsi per il bene della famiglia e dello stato. Il loro sforzo comune incarna l'etica confuciana del lavoro. Le fatiche dei contadini fornivano il sostentamento alla popolazione dell'antica Cina. La loro stretta relazione con la terra veniva espressa e celebrata nel corso delle festività stagionali, sostenute e regolate dallo stato confuciano.

L'aspetto più negativo della dottrina confuciana è senza dubbio la sua concezione della donna, considerata di molto inferiore all'uomo.

Il confucianesimo tolse alla donna cinese la superiorità che le restava nella vita familiare e praticamente la "seppellì" nel puritanesimo dell'epoca manciù (XVIII sec.). Ancora oggi la cerimonia nuziale e la vita coniugale risentono di questa forte discriminazione.

Da quando divenne dottrina ufficiale dell'impero all'inizio della nostra era, il confucianesimo fu l'ideologia che permise il consolidarsi di quello Stato burocratico centralizzato che, fondato dai legisti, trovò nei confuciani coloro che ne utilizzarono le strutture.

La teoria delle relazioni confuciane, applicata non solo all'ambito familiare ma a quello più vasto dello Stato e perfino all'ordine internazionale, la pratica delle virtù, l'osservanza dei riti furono garanzia di conservazione e di stabilità che nulla riuscì a scalfire, neanche l'avvento del buddhismo che pure conquistò a sé le grandi masse popolari.

Il confucianesimo si prestò in modo particolare a consolidare, sostenere e proteggere l'ordine politico e sociale dell'impero cinese e la sua influenza non è ancora scomparsa dalla Cina, se esponenti come Liu Shaoqi e Lin Biao hanno potuto, alcuni decenni fa, essere tacciati di "confucianesimo" (nella Campagna anti-Confucio).
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