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Il Regno messianico il tempo della misercordia di Dio.

Lu 15,1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2 I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». 3 Allora egli disse loro questa parabola:
4 «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? 5 Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, 6 va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.

7 Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.8 O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? 9 E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.

10 Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». 11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 17 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!

Il pensiero del Padre provoca in lui il pentimento:

18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;
19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre.

Il movimento verso il Padre, il pentimento , fa sì che il Padre si muova verso di lui:
Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.Il pentimento è già perdono del Padre. Segue la confessione al Padre:

21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi.
23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.E cominciarono a far festa.

Questa è la novità del tempo di Gesù : Dio, sulla base della sola conversione del cuore, cioè della coscienza, a Lui, dona la grazia del pentimento e del perdono. Dio salva l'empio, il peccatore.

Gesù è Re-giudice

Giov 3,17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo,
ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Giov 5,22 il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio,
Giov 5,27 gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.

Cosa inaudita per un giudeo: che un uomo, per quanto profeta di Dio, giudichi ed emetta sentenze come Dio. Ma Gesù è il Figlio e lo dichiara apertamente:

Giov 5,21 Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole;
Giov 12,44 Gesù allora gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; 45 chi vede me, vede colui che mi ha mandato.

Il giudizio di Gesù è " misericordia" e salvezza:

Giov 17,2 Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. La Parola di Gesù che è stata accolta o rifiutata è il criterio con cui Gesù giudica e giudicherà alla fine : Gv 12,46 Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 47 Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.

Il fatto che il giudizio sia nelle mani di Gesù significa che durante il suo Regno Messianico tutti sono nelle mani della Misericordia .

Mt :48 Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna : la parola che ho annunziato lo condannerà nell'ultimo giorno. Giov 5,24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
Giov 3,18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
Giov 3,36 Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui».
Giov 11,25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
Giov 8,47 Chi è da Dio ascolta le parole di Dio
Lu 8,18 Fate attenzione dunque a come ascoltate;
perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere».
Mt28, 18 «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.


Come dice S. Paolo:

Rm 4,3 Ora, che cosa dice la Scrittura? Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia.
Il solo fatto di aver avuto fede nella parola data da Dio, nella promessa fatta da Dio , Dio lo considera come una osservanza della sua Legge, e sulla base della sola fede , cioè gratuitamente, come dono, grazia, compie le sue promesse salvifiche.
4 A chi lavora, il salario non viene calcolato come un dono, ma come debito;
5 a chi invece non lavora, ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia.
6 Così anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere:
7 Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti; 8 beato l'uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!
9 Orbene, questa beatitudine riguarda chi è circonciso
[ gli ebrei] o anche chi non è circonciso?
....11 Abramo... egli ricevette il segno della circoncisione quale sigillo della giustizia derivante dalla fede che aveva già ottenuta quando non era ancora circonciso; questo perché fosse padre di tutti i non circoncisi che credono e perché anche a loro venisse accreditata la giustizia...
12 e fosse padre anche dei circoncisi, di quelli che non solo hanno la circoncisione
[ gli ebrei: la circoncisione li introducce nell'alleanza, , ne ereditano le promesse ma sono anche obbligati all'osservanza delle istruzioni], ma camminano anche sulle orme della fede del nostro padre Abramo prima della sua circoncisione [ cioè non pretendono la salvezza come un salario dovuto da Dio alla loro osservanza dei precetti, ma si affidano a Lui con fede , Lui che salva l'empio, circonciso o no che sia!]. Ciò costituisce per la mentalità comune, così come quella ebraica, uno scandalo:
Nu 14,18 Il Signore è lento all'ira e grande in bontà, perdona la colpa e la ribellione, ma non lascia senza punizione; castiga la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione.

Durante il Regno messianico di Gesù Dio castiga l'empio e punisce il giusto !
E' vero che Dio perdona l'empio , ma non manca di castigarlo.

Eso 34,7 Dio...conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».

Inceve ora, nel tempo di Gesù, lo perdona,  ed invece di castigarlo fa festa con gli angeli.
Il secondo figlio, figura del giusto ebreo osservante, non accetta la cosa, si ribella:

25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 27 Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare.
Il padre allora uscì a pregarlo. 29 Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. 30 Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.
31 Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

Il tempo messianico è il tempo della misericordia: il peccatore non si trova più di fronte la Torah che lo accusa: ora si trova Gesù, che non lo giudica ma lo redime , lo guarisce, e gli dà la figliolanza di Dio, lo introduce nella casa del Padre. E il padre fa festa. C'è più gioia in Paradiso per un peccatore pentito che per 1000 giusti, osservanti.

Questo è un vangelo, una novità: con Gesù, in Gesù risorto e donatore della sua salvezza inizia il Periodo della Misericordia divina: è il tempo in cui Gesù va alla ricerca di tutte le pecore smarrite per dare loro la redenzione, riscattarle dalla Signoria del Maligno e riportarli sotto la Signoria sua per guarirle, santificarle, renderli perfette e alla fine consegnarle come figli al Padre.

Nel giorno in cui ci sarà il giudizio solo coloro che saranno trovati sotto la signoria di Gesù entreranno definitivamente nel Regno di Jhwh, sotto lsa Signoria del Padre. Gesù e il Padre li riconosceranno perchè vedranno in loro vivo l'amore, lo Spirito, la naturta divina, la Carità che hanno loro donato.

Mat 9,13 Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Mar 2,17 Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».
Lu 5,32 io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi».

Eb 4,7  Oggi, se udite la sua voce , non indurite i vostri cuori!
Mt5, 23 Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,
24 lascia lì il tuo dono davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.25 Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. 26 In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!

Cristo regna ( e giudica) già attraverso la Chiesa. . .

668 "Per questo Cristo è morto e ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi" ( Rm 14,9 ). L'Ascensione di Cristo al cielo significa la sua partecipazione, nella sua umanità, alla potenza e all'autorità di Dio stesso. Gesù Cristo è Signore: egli detiene tutto il potere nei cieli e sulla terra. Egli è "al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione" perché il Padre "tutto ha sottomesso ai suoi piedi" ( Ef 1,21-22 ). Cristo è il Signore del cosmo [Cf Ef 4,10; 1Cor 15,24; 668 1Cor 15,27-28 ] e della storia. In lui la storia dell'uomo come pure tutta la creazione trovano la loro "ricapitolazione", [Cf Ef 1,10 ] il loro compimento trascendente.

669 Come Signore, Cristo è anche il Capo della Chiesa che è il suo Corpo [Cf Ef 1,22 ]. Elevato al cielo e glorificato, avendo così compiuto pienamente la sua missione, egli permane sulla terra, nella sua Chiesa. La Redenzione è la sorgente dell'autorità che Cristo, in virtù dello Spirito Santo, esercita sulla Chiesa, [Cf Ef 4,11-13 ] la quale è "il Regno di Cristo già presente in mistero". La Chiesa "di questo Regno costituisce in terra il germe e l'inizio" [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 3; 5].

670 Dopo l'Ascensione, il disegno di Dio è entrato nel suo compimento. Noi siamo già nell'"ultima ora" ( 1Gv 2,18 ) [Cf 1Pt 4,7 ]. "Già dunque è arrivata a noi l'ultima fase dei tempi e la rinnovazione del mondo è stata irrevocabilmente fissata e in un certo modo è realmente anticipata in questo mondo;

difatti la Chiesa già sulla terra è adornata di una santità vera, anche se imperfetta" [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 48]. Il Regno di Cristo manifesta già la sua presenza attraverso i segni miracolosi [Cf Mc 16,17-18 ] che ne accompagnano l'annunzio da parte della Chiesa [Cf Mc 16,20 ].

"Le chiavi del Regno"

551 Fin dagli inizi della vita pubblica, Gesù sceglie dodici uomini perché stiano con lui e prendano parte alla sua missione; [Cf Mc 3,13-19 ] li fa partecipi della sua autorità e li manda "ad annunziare il Regno di Dio e a guarire gli infermi" ( Lc 9,2 ). Restano per sempre associati al Regno di Cristo, che, per mezzo di essi, guida la Chiesa:Io preparo per voi un Regno, come il Padre l'ha preparato per me; perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio Regno, e siederete in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele ( Lc 22,29-30 ).

552 Nel collegio dei Dodici Simon Pietro occupa il primo posto [Cf Mc 3,16; Mc 9,2; Lc 24,34; 552 1Cor 15,5 ]. Gesù a lui ha affidato una missione unica. Grazie ad una rivelazione concessagli dal Padre, Pietro aveva confessato: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Nostro Signore allora gli aveva detto: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa" ( Mt 16,18 ). Cristo, "Pietra viva" ( 1Pt 2,4 ), assicura alla sua Chiesa fondata su Pietro la vittoria sulle potenze di morte. Pietro, a causa della fede da lui confessata, resterà la roccia incrollabile della Chiesa. Avrà la missione di custodire la fede nella sua integrità e di confermare i suoi fratelli [Cf Lc 22,32 ].

553 Gesù ha conferito a Pietro un potere specifico: "A te darò le chiavi del Regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli" ( Mt 16,19 ). Il "potere delle chiavi" designa l'autorità per governare la casa di Dio, che è la Chiesa. Gesù, "il Buon Pastore" ( Gv 10,11 ) ha confermato questo incarico dopo la Risurrezione: "Pasci le mie pecorelle" ( Gv 21,15-17 ). Il potere di "legare e sciogliere" indica l'autorità di assolvere dai peccati, di pronunciare giudizi in materia di dottrina, e prendere decisioni disciplinari nella Chiesa. Gesù ha conferito tale autorità alla Chiesa attraverso il ministero degli Apostoli [Cf Mt 18,18 ] e particolarmente di Pietro, il solo cui ha esplicitamente affidato le chiavi del Regno.

Il Regno messianico è già definitivo..ma non ancora : ... nell'attesa che tutto sia a Lui sottomesso

671 Già presente nella sua Chiesa, il Regno di Cristo non è tuttavia ancora compiuto "con potenza e gloria grande" ( Lc 21,27 ) [Cf Mt 25,31 ] mediante la venuta del Re sulla terra. Questo Regno è ancora insidiato dalle potenze inique, [Cf 2Ts 2,7 ] anche se esse sono già state vinte radicalmente dalla Pasqua di Cristo. Fino al momento in cui tutto sarà a lui sottomesso,

[Cf 1Cor 15,28 ] "fino a che non vi saranno i nuovi cieli e la terra nuova, nei quali la giustizia ha la sua dimora, la Chiesa pellegrinante, nei suoi sacramenti e nelle sue istituzioni, che appartengono all'età presente, porta la figura fugace di questo mondo, e vive tra le creature, le quali sono in gemito e nel travaglio del parto sino ad ora e attendono la manifestazione dei figli di Dio" [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 48]. Per questa ragione i cristiani pregano, soprattutto nell'Eucaristia [Cf 1Cor 11,26 ] per affrettare il ritorno di Cristo [Cf 2Pt 3,11-12 ] dicendogli: "Vieni, Signore" ( 1Cor 16,22; Ap 22,17; Ap 22,20 ).

672 Prima dell'Ascensione Cristo ha affermato che non era ancora il momento del costituirsi glorioso del Regno messianico atteso da Israele, [Cf At 1,6-7 ] Regno che doveva portare a tutti gli uomini, secondo i profeti, [Cf Is 11,1-9 ] l'ordine definitivo della giustizia, dell'amore e della pace. Il tempo presente è, secondo il Signore, il tempo dello Spirito e della testimonianza, [Cf At 1,8 ] ma anche un tempo ancora segnato dalla "necessità" ( 1Cor 7,26 ) e dalla prova del male, [Cf Ef 5,16 ] che non risparmia la Chiesa [Cf 1Pt 4,17 ] e inaugura i combattimenti degli ultimi tempi [Cf 1Gv 2,18; 1Gv 4,3; 1Tm 4,1 ]. E' un tempo di attesa e di vigilanza [Cf Mt 25,1-13; 672 Mc 13,33-37 ].

La venuta gloriosa di Cristo, speranza di Israele

673 Dopo l'Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente, [Cf Ap 22,20 ] anche se non spetta a noi "conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta" ( At 1,7 ) [Cf Mc 13,32 ]. Questa venuta escatologica può compiersi in qualsiasi momento [Cf Mt 24,44; 1Ts 5,2 ] anche se essa e la prova finale che la precederà sono "impedite" [Cf 2Ts 2,3-12 ].

674 La venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento della storia [Cf Rm 11,31 ] al riconoscimento di lui da parte di "tutto Israele" ( Rm 11,26; 674 Mt 23,39 )

a causa dell'"indurimento di una parte" ( Rm 11,25 ) nell'incredulità [Cf Rm 11,20 ] verso Gesù. San Pietro dice agli Ebrei di Gerusalemme dopo la Pentecoste: "Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev'esser accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall'antichità, per bocca dei suoi santi profeti" ( At 3,19-21 ). E san Paolo gli fa eco: "Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione se non una risurrezione dai morti?" ( Rm 11,15 ). "La partecipazione totale" degli Ebrei ( Rm 11,12 ) alla salvezza messianica a seguito della partecipazione totale dei pagani [Cf Rm 11,25; Lc 21,24 ] permetterà al Popolo di Dio di arrivare "alla piena maturità di Cristo" ( Ef 4,13 ) nella quale "Dio sarà tutto in tutti" ( 1Cor 15,28 ).

L'ultima prova della Chiesa

675 Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti [Cf Lc 18,8; Mt 24,12 ].

La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra [Cf Lc 21,12; Gv 15,19-20 ] svelerà il "Mistero di iniquità" sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne [Cf 2Ts 2,4-12; 675 1Ts 5,2-3; 2Gv 1,7; 1Gv 2,18; 1Gv 2,22 ].

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può esser portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di "millenarismo", [Cf Congregazione per la Dottrina della Fede, Decreto del 19 luglio 1944, De Millenarismo: Denz. -Schönm. , 3839] soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato "intrinsecamente perverso" [Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris, che condanna il "falso misticismo" di questa "con- traffazione della redenzione degli umili"; Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 20-21. [Cf Ap 19,1-9 ] Cf Ap 19, 1-9].

677 La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest'ultima Pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e Risurrezione [Cf Ap 13,8 ]. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa [Cf Ap 20,7-10 ] secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male [Cf Ap 21,2-4 ] che farà discendere dal cielo la sua Sposa [ Cf Ap 20,12 ]. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell'ultimo Giudizio [Cf 2Pt 3,12-13 ] dopo l'ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa [Cf Dn 7,10; Gl 3-4; 677 Ml 3,19 ]

Il discorso di Gesù sulla distruzione del Tempio- considerato dai giudei evento finale della storia, l’avvento del Regno di Dio- rimanda, secondo l’interpretazione di Matteo, alla fine vera dei tempi ed al giudizio.

Mt 24,30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31 Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.32 Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. 34 In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.36 Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, 39 e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. 40 Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. 41 Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata.

[ come avviene sempre nelle catastrofi naturali, gli incidenti, le disgrazie, e storiche, le guerre, le persecuzioni, i crimini]

42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.

La distruzione del Tempio (avvenne realmente pochi anni dopo ,nel 70 d.C.) sarebbe stata sentenza di un giudizio di Dio ed avrebbe segnato la fine dell'ebraismo istituito: senza Tempio non ci sarebbe più stato Dio-in-mezzo-al-popolo. Matteo applica la teologia " apocalittica": dopo il giudizio su Gerusalemme con la distruzione del Tempio ci sarà un altro giudizio e poi un altro e così si arriverà al Giudizio Finale.

Allora Gesù giudicherà con giustizia: ciascuno secondo le sue opere in rapporto alla Verità, che , rivelata nella religione o nella ragione, è la stessa per tutti.

Rm 1,18 In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia
di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia,

Per i non credenti:

Rm 1, 19 poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. 20 Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; 21 essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. 22 Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti 23 e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
24 Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, 25 poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. 26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. 27 Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. Questa: 28 E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, 29 colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, 30 maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31 insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. 32 E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.

Per gli ebrei:

Ro 2,1 Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose. 2 Eppure noi [ ebrei]sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose.
17 Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio, 18 del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio, 19 e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, 20 educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché possiedi nella legge l'espressione della sapienza e della verità... 21 ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi? 22 Tu che proibisci l'adulterio, sei adùltero? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi? 23 Tu che ti glori della legge, offendi Dio trasgredendo la legge? 24 Infatti il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani, come sta scritto.

Per tutti

3 Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio? 4 O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione? 5 Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, 6 il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: 7 la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria, onore e incorruttibilità; 8 sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all'ingiustizia.

In definitiva:

9 Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco; 10 gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco, 11 perché presso Dio non c'è parzialità.12 Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge. 13 Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati. 14 Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi; 15 essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. 16 Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.

Alla fine del Tempo in Regno Messianico di Gesù diventerà il Regno di Dio.

1Co 15,24 poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.

Il Regno Definitivo di Dio, la Dimensione in cui Dio vive eternamente con il suo popolo facendolo partecipe della sua Gloria appartiene ad una Dimensione Nuova e definitiva oltre la morte e la resurrezione finale che i cristiani chiamano Paradiso

Giov 5,29 quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Liberi dal dominio del male gli uomini possono essere introdotti nel Regno di Dio e formati da Gesù fino alla perfezione  del Mondo Futuro.

1Co 15,50 Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, (=l'uomo naturale cosi' come nasce non puo' ereditare il Regno di Dio, cioè la vita eterna ) né ciò che è corruttibile (=il corpo che si decompone alla morte) può ereditare l'incorruttibilità.

La morte del corpo è necessaria affinchè avvenga una trasformazione, un salto qualitativo e il corpo possa ereditare l'incorruttibilità, la vita eterna.

51 Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, [...prima della fine del mondo-è la convinzione di Paolo] ma tutti saremo trasformati, 52 in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. 53 È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità. 54 Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria.

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