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Chi entra nel regno di Dio?

Mar 10,14 Gesù...disse ...: «Lasciate che  i  bambini vengano a me e non glielo impedite,
perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.
Mat 18,3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

Qui i bambini sono citati nel senso di discepoli : coloro che sono aperti alla parola del Maestro e da essa sono illuminati. L'evangelista Giovanni collega questo detto di Gesù con un episodio che riguarda l'atteggiamento di un Maestro nei confronti di Gesù , un atteggiamento che sta all'opposto di quello dei bambini-discepoli e che diventa per questo maestro un ostacolo che gli impedisce di " entrare" nel Regno messianico.

LA BIBBIA A FUMETTI-EDIZIONI SANPAOLO

Giov 3,1 C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei.2 Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui».3 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio».4 Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».5 Gli rispose Gesù:
«In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.7 Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto.8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito».
9 Replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».10 Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose?

Proprio perchè è un Rabbino, un Maestro, dovrebbe capire più facilmente; per capire invece deve farsi bambino cioè assumere l'atteggiamento di un discepolo di fronte ad un Maestro cui è devoto. Nicodemo  è una importante guida religiosa che visita Gesù di notte, probabilmente per non farsi vedere da altri capi religiosi.

Vuole conoscerlo perchè vuole fargli sapere che vede nelle sue opere  credenziali che vengono da Dio. Riconosce Gesù come un inviato di Dio : come alcuni capi religiosi di Gerusalemme non condivideva l'azione delle istituzioni religiose giudaiche e forse spera che Gesù sia  un inviato di Dio per  restaurare le istituzioni giudaiche.

Va a dire a Gesù che lui ed alcuni come lui stanno dalla sua parte per  restaurare la religione giudaica.  

3 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico,

( espressione che significa :"ti assicuro","è cosi' come ti dico e non ci sono eccezioni" )

se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio».

Il Regno di Dio non è un giudaismo restaurato da Dio per mezzo di Gesù, ma qualcosa di nuovo.

Per vedere (letteralmente  scorgere  qualcosa che è lontano ) il Regno di Dio instaurato sulla terra non bisognava guardare alle istituzioni giudaiche ma bisognava guardare a qualcosa di nuovo e per vedere questa novità bisognava entrare in una nuova dimensione di vita, nascere di nuovo e nascere da Dio.

Non si tratta di essere riformatori del giudaismo e neppure di essere buoni o cattivi, religiosi o non, maestri di Bibbia o analfabeti. Tutti possono  scorgere  il Regno di Dio ma tutti devono  nascere di nuovo e dal Cielo (dal Soffio Vitale di Dio, lo Spirito Universale). Questa è l'unica condizione.

Il Regno di Dio che Gesù è venuto ad instaurare non è una istituzione terrestre che tutti possono vedere.
E' qualcosa che viene instaurato sulla terra ma che non si vede con i 5 sensi, qualcosa che puo' essere visto solo da chi nasce ad esso "dall'alto" cioè dallo Spirito Universale, da chi acquisisce una Nuova Esistenza,  Nuovi Sensi, nuovi occhi, una Nuova Coscienza. Nascere dallo Spirito, prendere esistenza nuova  dallo Spirito, dal Soffio Vitale di Dio  è l'unica possibilità per vedere e comprendere il Regno di Dio. Mistero.

4 Gli disse Nicodèmo:
«Come può un uomo nascere quando è vecchio?
Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».

Il testo greco rende la parola di Gesù con anôthen  che puo' voler dire sia  di nuovo  che dall'alto .Nel primo caso poteva indicare una nascita nuova dalla carne nel secondo caso una nascita nuova dal soffio vitale di Dio, lo Spirito. Nicodemo pensa ad una nuova nascita dalla carne e risponde con una domanda retorica : come è possibile?

5 Gli rispose Gesù:
«In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.

La risposta di Gesù è complessa e piena di suggestioni. Carne e Spirito sono due principi di vita.
Si nasce dalla carne , le genealogie erano importanti nel giudaismo, indicavano la discendenza; ma si riceve la vita dallo spirito, nella mentalità biblica il soffio vitale.

Nicodemo è ebreo, nato dalla carne di Abramo, erede della promessa divina del Regno di Dio. Avrebbe dovuto accedervi per diritto. Ora- fraintende  Nicodemo-di quale nuova nascita-discendenza parla Gesù?

Gesù è nato dallo Spirito di Dio. La vita trasmessa dalla carne non è in grado di portare l'uomo alla sua perfezione per il Regno dei Cieli, solo la vita che trasmette lo spirito vitale puo' farlo. A Nicodemo non gioverà nulla essere nato da Abramo, essere giudeo:bisogna diventare come Gesù, nati da Dio per  scorgere il Regno di Dio. L'uomo nato dalla carne, deve Nascere dallo spirito.

Che cosa  intendeva dire Gesù? Gli ebrei pensavano che Dio avesse terminato la sua opera di creazione: il sabato era segno del riposo di Dio insieme al suo popolo. Gesù invece insegnava che l'opera non era terminata: il sabato era solo un "simbolo" di un compimento che ancora doveva venire:la nascita dell'uomo dal principio vitale dello Spirito.

Nascere " di nuovo" dall'alto, cioè da Dio, significa una nuova creazione , come Adamo : Dio soffiò nelle sue narici ,gli diede lo spirito e divenne un vivente. La nascita di cui parla Gesù è una umanità nuova, creata dallo Spirito divino. Questa nascita introduce in una nuova dimensione di vita, una vita che sarà eterna.

Gesù parlava da ebreo ad ebrei e per comprendere bisogna entrare nella mentalità biblica. Nascere  da acqua e spirito  e queste due parole insieme richiamavano una profezia, una promessa di Dio:

Is 44,1 Ora ascolta, Giacobbe mio servo, Israele da me eletto.2 Così dice il Signore che ti ha fatto, che ti ha formato dal seno materno e ti aiuta: «Non temere, Giacobbe mio servo, Iesurùn da me eletto,3 poiché io farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Spanderò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri;4 cresceranno come erba in mezzo all'acqua, come salici lungo acque correnti.5 Questi dirà: Io appartengo al Signore, quegli si chiamerà Giacobbe; altri scriverà sulla mano: Del Signore, e verrà designato con il nome di Israele».

Dio avrebbe rinnovato il suo popolo, lo avrebbe ri-formato non piu' attraverso la discendenza di carne e sangue, ma permezzo di una azione di  rinascita che sarebbe stata come una rivitalizzazione operata dall'acqua segno di vita ,una pioggia di benedizioni, di grazie operate dallo Spirito.

Il popolo del Regno di Dio si sarebbe formato non per mezzo di una discendenza (Abramo) ma per mezzo di una rinascita della persona che si sarebbe sperimentata come una rivitalizzazione , un nuovo rigoglio di Vita e una nuova pioggia di Benedizioni divine,di Grazie, di Prodigi, di Miracoli. Un' altra nota profezia risuonava  nelle parole di Gesù:

Ez 36,25 Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli;26 vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.27 Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.28 Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio.

Dio avrebbe rinnovato la persona nel cuore (=la coscienza) ;avrebbe donato una Nuova Coscienza liberata dalle suggestioni del Male che ognuno "eredita" fin dalla nascita ( sozzure ) e che si manifestano nella vita di ciascuno e di tutti ( idoli). Questa nuova coscienza sarebbe stata illuminata e guidata dallo stesso Spirito divino. Il bambino che vive nel grembo della madre e che nasce, è sempre lui, nella carne, nei sensi, ma riceve una nuova coscienza, passa dalla coscienza del grembo della madre alla coscienza di questo mondo

Si tratta di passare dalla  coscienza di questo mondo, piena delle suggestioni del male, alla  coscienza di un nuovo mondo, il Regno di Dio, libera da ogni suggestione del male. E' la nuova nascita che introduce nel Regno di Dio.

Una persona cosi'  ri-nata dallo Spirito nella sua coscienza , libera dalle suggestioni del male diventa capace di vivere secondo le Leggi Universali di Dio, in armonia con la creazione divina e dunque diventa capace di  crescere e formarsi in perfezione per il Regno definitivo di Dio..

Il Regno di Dio in cui Gesù iIntroduce si configura come una dimensione della vita umana, nella carne, che è "libera" , nella coscienza,  dal male e che    fa crescere la persona con la forza santificatrice-plasmatrice dello Spirito divino fino alla perfezione richiesta dal Regno stesso.

7 Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto.8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito ».

Le parole di Gesù destano meraviglia e senso di mistero; Gesù rassicura Nicodemo: la cosa è misteriosa come la formazione del vento (in ebraico  vento  e spirito  sono la stessa parola femminile, ruah ) ; è difficile sapere come si forma il vento, come mai ora soffia verso nord ora verso sud.

Come  per il vento non si conosce come si forma e perchè soffia in una direzione piuttosto che in una altra ma se ne vedono le conseguenze, cosi' è della nuova nascita: non  si puo' comprendere  come  avviene ma se ne vedono le conseguenze; la persona vive una vita nuova, non piu' dominata dal peccato che viene dalle suggestioni del male, ma dominata dallo Spirito divino; la persona vive con spontaneità la vita  giusta  secondo le Leggi Universali Divine.

E' cosi' che Dio puo' portare a termine il suo progetto di far crescere e maturale la persona fino alla perfezione .Coloro che nascono nella vita nuova dall 'acqua e dallo Spirito sono il nuovo popolo di Dio , il popolo che il Messia Ultimo, il Re-Profeta-Sacerdote, Gesù , tale non per discendenza ma per nascita dallo Spirito Divino, guiderà nell' Esodo da Questo Mondo al Mondo Ulteriore definitivo.

9 Replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».

La domanda di Nicodemo  rivela che il giudaismo dell'epoca, proprio nei suoi dottori e capi, nei suoi pastori, non era piu' in grado di comprendere la Bibbia, le profezie, le promesse divine: 10 Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose?  Gesù mette Nicodemo di fronte a questa evidenza.

11 In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto;

Ogni persona quando dice qualcosa dice cio' che conosce ,cio' che ha visto, di cui è stato testimone: Nicodemo parla di cio' che conosce e cio' testimonia l'ignoranza del giudaismo circa la stessa Bibbia, la stessa rivelazione divina che custodiva; Gesù parla di cio' che conosce cio' che ha visto e cio' che dice testimonia che Lui viene dal Cielo :

ma voi non accogliete la nostra testimonianza.
12 Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?

Giov 8,23 E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.
13 Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo.

Nessuno è mai entrato nella dimensione divina, Dio non è accessibile a nessuno, ma Gesù viene da Lì e da Lì è disceso in terra: dunque Gesù puo' parlare delle cose del Cielo come qualcuno che le conosce. Nicodemo lo riconosce:

«Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui».

ma come tutti i capi di Israele, nati dalla carne (Abramo) non possono comprendere. Percio' o credono a Gesù, visto che riconoscono che le sue opere sono credenziali divine e dunque chiedono di  entrare nel Regno di Dio, o non lo credono e cosi' non potranno  scorgere  il Regno di Dio e chiedere di entrarvi.

14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo,15 perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna». 16 Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

Nel Regno di Dio si entra solo attraverso la nascita nella Nuova Vita, nella Nuova Coscienza che viene dallo Spirito di Gesù. Cio' non si puo' comprendere con la mente : Gesù, la sua Parola-promessa non si impone irresistibilmente alla mente, essa può far nascere la fede in coloro che sono disposti , coloro che cercano la salvezza, oppure fa nascere l'indifferenza o addirittura l'opposizione.

La fede nella parola di Gesù si concretizza con la richiesta di nascere dallo Spirito.
Chi nasce dallo Spirito non sa come sia avvenuto, ma ne vede le conseguenze nella propria vita e in quella dei ri-nati.

543 Tutti gli uomini sono chiamati ad entrare nel Regno. Annunziato dapprima ai figli di Israele, [Cf Mt 10,5-7 ] questo Regno messianico è destinato ad accogliere gli uomini di tutte le nazioni [Cf Mt 8,11; Mt 28,19 ].
 545 Gesù invita i peccatori alla mensa del Regno: “Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”( Mc 2,17 ) [Cf 1Tm 1,15 ]. Li invita alla conversione, senza la quale non si può entrare nel Regno, ma nelle parole e nelle azioni mostra loro l'infinita misericordia del Padre suo per loro [Cf Lc 15,11-32 ] e l'immensa “gioia” che si fa “in cielo per un peccatore convertito” ( Lc 15,7 ) . La prova suprema di tale amore sarà il sacrificio della propria vita “in remissione dei peccati” ( Mt 26,28 ). 546 Gesù chiama ad entrare nel Regno servendosi delle parabole, elemento tipico del suo insegnamento [Cf Mc 4,33-34 ]. Con esse egli invita al banchetto del Regno, [Cf Mt 22,1-14 ] ma chiede anche una scelta radicale: per acquistare il Regno, è necessario “vendere” tutto; [Cf Mt 13,44-45 ] le parole non bastano, occorrono i fatti [Cf Mt 21,28-32 ]. Le parabole sono come specchi per l'uomo: accoglie la Parola come un terreno arido o come un terreno buono? [Cf Mt 13,3-9 ] Che uso fa dei talenti ricevuti? [Cf Mt 25,14-30 ] Al cuore delle parabole stanno velatamente Gesù e la presenza del Regno in questo mondo. Occorre entrare nel Regno, cioè diventare discepoli di Cristo per “cono scere i Misteri del Regno dei cieli” ( Mt 13,11 ). Per coloro che rimangono “fuori”, [Cf Mc 4,11 ] tutto resta enigmatico [Cf Mt 13,10-15 ].

 544 Il Regno appartiene ai poveri e ai piccoli, cioè a coloro che l'hanno accolto con un cuore umile. Gesù è mandato per “annunziare ai poveri un lieto messaggio” ( Lc 4,18 ) [Cf Lc 7,22 ]. Li proclama beati, perché “di essi è il Regno dei cieli” ( Mt 5,3 ); ai “piccoli” il Padre si è degnato di rivelare ciò che rimane nascosto ai sapienti e agli intelligenti [Cf Mt 11,25 ]. Gesù condivide la vita dei poveri, dalla mangiatoia alla croce; conosce la fame, [Cf Mc 2,23-26; Mt 21,18 ] la sete[Cf Gv 4,6-7; Gv 19,28 ] e l'indigenza [Cf Lc 9,58 ]. Anzi, arriva a identificarsi con ogni tipo di poveri e fa dell'amore operante verso di loro la condizione per entrare nel suo Regno [Cf Mt 25,31-46 ].

La buona disposizione all'avvento del Regno

Mat 7,21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 14 Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».  

La conversione è  l'orientamento della propria vita verso la " giustizia"del Regno cioè l'amore per Dio e per il prossimo.Gli ebrei sono i primi chiamati da Gesù.

Mat 4,17 Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mat 3,2 dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».

La loro condizione sarebbe portata da Gesù ad un livello superiore di vita con Dio, in continuità con la vita nel Regno di Israele.

Mat 13,52 Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba  [un biblista ebreo]  divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro

[ la Rivelazione divina ,l'alleanza, la Parola divina, in definitiva Gesù]

cose nuove e cose antiche».

Ma Israele non praticava la giustizia :

Mat 7,21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli Mat 21,43 Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare.

... finchè il regno di Dio era soltanto una promessa tutti erano a suo favore; ma quando viene la realtà ed esige che si cambi vita , cioè che cessi l'ingiustizia i circoli di potere vi si oppongono ed usano la violenza contro di esso. Dirà Gesù stesso :

Mat 11,12 Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.

Giovanni a quel punto era già in carcere e l'opposizione a Gesù aumentava.
Anche i non-ebrei, i goyim, i Gentili, le Genti, sono chiamati ad entrare nel Regno dei cieli.

Mt 8,5 Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione [ romano, goy, un impuro] che lo scongiurava: 6 «Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente». 7 Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò». 8 Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto [era proibito ad un ebreo entrare nella casa di un goy, pena la contaminazione ], di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. 9 Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Va', ed egli va; e a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa' questo, ed egli lo fa». 10 All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande. 11 Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente [ molti non-ebrei] e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, 12 mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti». 13 E Gesù disse al centurione: «Va', e sia fatto secondo la tua fede». In quell'istante il servo guarì.
Mat 18,1 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?»
Mat 11,11 In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Mat 18,3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.Mat 18,4 Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

Gesù non è venuto in questo mondo per scegliere quelli adatti al mondo Futuro e scartare gli inadatti, cioè per giudicare, dividere i buoni dai cattivi; Egli è venuto in questo mondo per dare a tutti la possibilità di cambiare il loro modo di vivere sbagliato e convertirsi al modo di vivere giusto per formarsi adeguatamente per il mondo futuro. Come ci si prepara alla iniziazione cristiana?

Mar 1,1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.
2 Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.3 Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, 4 si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.5 Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.6 Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico7 e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.8 Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».

Preparare la via, la strada di Dio consiste nel convertire la propria mente, il proprio cuore, la propria vita alla giustizia richiesta dalla alleanza. La salvezza si compie solo se c'è una disposizione fondamentale : il pentimento per essere vissuti in ribellione a Dio e la conversione della propria vita alla Via di Dio . Pentimento e conversione sono un processo di trasformazione interiore che avvengono nella pratica della Penitenza .Diceva Giovanni:

Lu 3,8 Fate dunque opere degne della conversione ...
9..ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco».10 Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?».11 Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».12 Vennero anche dei pubblicani(=esattori) a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?».13 Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».14 Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe»....18 Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

Ci sono delle condizioni di vita che favoriscono la vita nella salvezza del Regno di Dio ed altre che la rendono difficile se non impossibile. Arricchirsi davanti al mondo contrasta il Regno; arricchirsi davanti a Dio favorisce il suo compiersi. E' necessario eliminare dalla vita tutti gli ostacoli che possono impedire la venuta del regno.

Mat 18,9 E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.
Mar 9,45 Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna.

Occhio e piede sono simbolicamente tutta l'attività umana, contemplazione (occhio) e azione (piede). E' necessario tagliare dalla vita tutto cio', pensieri ed atti , che possono anche minimamente contrastare l'avvento del Regno nella vita e nel mondo, anche se queste cose sono indispensabili alla esistenza, come il lavoro, la condizione sociale, la contemplazione estetica, etc. La vita va vissuta come preparazione al compiersi della salvezza che viene dal Regno di Dio. La salvezza si compie nella vita tanto più il popolo vive attendendola, preparandosi con la giustizia alla sua venuta .

Gion 3,1 Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: 2 «Alzati, va' a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò». 3 Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. 4 Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta». 5 I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. 6 Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. 7 Poi fu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e dei suoi grandi: «Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. 8 Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. 9 Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno sì che noi non moriamo?». 10 Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece. Le condizioni per vivere nel Regno di Dio sconvolgono la mentalità di questo mondo. Si tratta di mutare prospettive di vita. Si tratta di mettere tutto in secondo ordine per dedicarsi alla preparazione delle condizioni perchè la salvezza si entenda e si compia.

Mat 7,13 Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa;

Gesù è una porta stretta ma è quella giusta.

Lc 18,26 Quelli che ascoltavano dissero: «Allora chi potrà essere salvato?» . 27 Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio ».

Gli uomini non si salvano da soli osservando le istruzioni divine, questa è solo la condizione per la salvezza,
la salvezza è miracolo della potenza di Dio.

28 Pietro allora disse: «Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito» .

Che cosa ci abbiamo guadagnato?

29 Ed egli rispose: «In verità vi dico, non c'è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, 30 che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà»


C'è un promessa divina : chi lascia tutto per dedicarsi solo alla giustizia che apre le porte al Regno riceve subito i vantaggi del Regno che superano di gran lunga cio' cui si deve rinunciare (le ricchezze di questo mondo ad esempio) e alla resurrezione una vita beata per l'eternità.

1Cor 6, gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio... Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, 10 né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. Ef 5,5 Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio.Ga 5,21 invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.

Ricchezza  e povertà nel Regno di Dio

Lu 16,19 C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.20 Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,21 bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.22 Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.23 Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.24 Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.25 Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.26 Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.27 E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre,28 perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento.29 Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti [= la Bibbia]; ascoltino loro.30 E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.31 Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti [= la Bibbia], neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi.».Egli disse: (Lu 16,15)   ...ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio.

Lazzaro è cio' che agli occhi degli uomini è detestabile .

Gli uomini detestano la miseria perché mette in pericolo la loro vita-sopravvivenza in questo mondo. Lazzaro è affamato e malato, potrebbe sopravvivere mangiando gli scarti della tavola del ricco, ma ci sono i cani . I cani nell'ebraismo erano considerati animali impuri come i porci  .

Affamati come lui gli leccano le ferite e gli contendono l'immondizia . Lazzaro vive la sua condizione miserabile in mezzo agli animali impuri ,una condizione a quell'epoca ,nel popolo ebraico, senza via di uscita e per di piu' considerata come una punizione divina, la vive con umiltà estrema: vive come puo' e come tutti i poveri umili della Bibbia gli anawim, mette tutta la sua speranza in Dio e nella sua giustizia.
[Il nome Lazzaro viene da Eleazar= Dio aiuta. ]

La fedeltà alla Legge di Dio, secondo le promesse divine, garantiva a tutti, anche ai miseri come Lazzaro, una retribuzione celeste di felicità e gloria (shalom). Gli anawim (=i curvi, gli umili) erano in Israele ,i poveri-umili fedeli a Dio , alle sue promesse ad alle sue istruzioni. Erano quelli che veramente vivevano solo della fede nelle promesse divine e nelle sue istruzioni.
Lazzaro spende la sua povera vita per essere fedele alle leggi divine, per formarsi per la vita definitiva con Dio.

Il ricco è ciò che agli occhi degli uomini è invidiabile

Il ricco spende il suo tempo e le sue risorse per vivere bene in questo mondo, per  saziarsi di questo mondo

vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente

Quale sarà la condizione dei due alla nascita nel nuovo mondo?
Così veniva profetizzato l'avvento del Mondo Nuovo:

Dn 12,1 Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro [dei giusti inseriti nell'alleanza]. 2 Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna.3 I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.
La morte introduceva i giusti nel seno di Abramo cioè in una vita insieme a Dio. La vita che Abramo ed i suoi discendenti giudicati da Dio giusti, adeguati alla Nuova Vita , ricevevano alla nuova nascita.

L' Inferno era l'espressione che indicava la sorte degli empi, coloro che rifiutavano Dio, le sue promesse, le sue istruzioni per la Vita Definitiva .Una vita con esito negativo, lontana dal seno di Abramo , dal compimento delle promesse divine, percio' pienamente infelice : nel linguaggio umano "tormentata".

Le fiamme dell'Inferno, erano simbolicamente prese da Gesù dall'immondezzaio di Gerusalemme posto nella valle di Ge-Hennon [Geenna] dove ardevano perennemente per incenerire le immondizie della città. Il ricco levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui...

La condizione di ricchezza del ricco lo ha distolto dal formarsi al mondo Futuro. Il ricco è nei guai. La condizione di miseria umile e fedele vissuta da Lazzaro lo ha formato per il mondo Futuro con perfezione. Lazzaro è felice.

L'ingiustizia nel Nuovo Regno di Dio

Ci ò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio.E viceversa!  Avverte Gesù:

Lc 6,24 guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione

[ di questo mondo, e ciò vi impedisce di avere quella del nuovo mondo] . Il non detto in questa sentenza è :

non avrete la consolazione, la gioia eterna del nuovo mondo, ma la tribolazione eterna .

Lu 6,25 Guai a voi che ora siete sazi

[di questo mondo],

perché avrete fame

[della giustizia che introduce nel nuovo mondo]

6, 25 Guai a voi che ora ridete

[dei poveri ed umili di questo mondo che cercano di essere giusti davanti a Dio],

perché sarete afflitti e piangerete

[ nel nuovo mondo].

Lu 6,20 Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.

 

 

Lu 6,21 Beati voi che ora avete fame , perché sarete saziati.


Beati voi che ora piangete, perché riderete.


La condizione di vita in questo mondo è determinante per la formazione in vista della nascita e vita nel mondo Futuro. Ci sono condizioni di vita in questo mondo che favoriscono la formazione adeguata per la vita nel nuovo mondo e ci sono condizioni di vita che la impediscono!

Non si tratta di una condanna dei ricchi ed esaltazione dei poveri di stampo manicheo: si tratta piuttosto della condizione di vita delle persone in questo mondo e del suo rapporto con la formazione per l'altro mondo. La condizione di vita in cui siamo in questo mondo è determinante per la nostra formazione in vista della nascita e vita nel mondo Futuro.

Dopo la morte o si è formati e atti a vivere la pienezza della Vita Umana, felici per sempre o non si è de-formati e si viene scartati e posti nell' Immondezzaio eterno . Gesù non rappresenta il ricco come una persona già condannata all'inferno ; [nella parabole del figliol prodigo, il padre è ricco ma non è un gaudente senza scrupoli né pietà:

Lu 15,17 Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza [ e io qui muoio di fame! ]

si tratta dell'uso del denaro . Denaro significa star bene in questo mondo. Lo star bene in questo mondo è cosa che implica denaro, inevitabilmente. Lo star bene nel mondo Futuro non dipende dal denaro ma dalla fede nelle promesse divine e nella pratica delle sue istruzioni. Queste due cose non possono essere messe sullo stesso piano :

Star bene nel mondo Futuro è piu' importante che star bene in questo mondo. Star bene in questo mondo ,con il denaro e il potere , è pericoloso perchè può pregiudicare lo star bene nel Regno dei Cieli.

Mat 6,24 Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona [il denaro].

Cercare di godere in questo mondo, servirsi del denaro per questo, e nello stesso tempo cercare di formarsi per l'altro mondo secondo le istruzioni divine non puo' avere da parte nostra la stessa cura, non funzionerebbe: inevitabilmente si cercherebbe di godere in pienezza in questo mondo e si sarebbe portati a trascurare la formazione per il mondo Futuro! Questo insegna Gesù.

Mat 6,25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani [coloro che non si affidano alla Rivelazione divina] ; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.34 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

Chi diventa discepolo di Gesù è chiamato a vivere dei soli doni di Dio. Non si tratta di provvidenzialismo ma di fede nella parola di Gesù. L'unica cosa di cui devono affannarsi i discepoli di Gesù è la ricerca e la edificazione del Regno di Dio e della sua giustizia, cioè le condizioni di vita, i comportamenti che aprono spazi storici all'intervento salvifico di Dio e che Gesù esplicita nel  Discorso . L'affanno per la sopravvivenza o peggio per la ricchezza ed il lusso contrasta l'azione salvifica di Dio nella vita umana e nella storia.

L'insegnamento di Gesù è chiaro e fermo quanto alla cura necessaria nella formazione per la Vita del mondo Futuro. Lazzaro ed il ricco sono l'immagine plastica dell'esito positivo e negativo: e non ci sono vie di mezzo!

Ai ricchi (la ricchezza non è mai completamente frutto della giustizia, del rispetto delle regole divine, ma è sempre in qualche modo frutto di ingiustizia e ingiustizia in se stessa verso i miserabli) Gesù dice di utilizzare il denaro per ristabilire la comunione fraterna con i poveri in questo mondo cosi' come dicono le istruzioni divine (ama il tuo prossimo come te stesso). Allora i poveri, felici nell' altro mondo [ come Lazzaro], potranno accogliere con loro i loro fratelli che erano ricchi .

Lu 16,9 Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.

Il Ricco, che mette tutta la sua fiducia nel denaro per godere in questo mondo, nasce alla Vita Infernale.E non c'è ritorno eterno da questa condizione. Di fatti Gesù prosegue: 

Lc 16,24 Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.

Il rovesciamento è totale: in Cielo è Lazzaro nelle condizioni di poter rifocillare il Ricco che si era saziato in terra.

25 Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.26 Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.


La "Città Santa di Dio e del suo popolo" è separata da un abisso dal suo "Immondezzaio Eterno". 

27 E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre,28 perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. 

Il Ricco puo' vedere dal suo tormento Abramo ed i beati , puo' parlare con loro; Abramo lo chiama figlio ; e il Ricco , che non si pente e non chiede perdono a Lazzaro, si preoccupa e addirittura intercede per i ricchi, i suoi fratelli : invoca per loro una adeguata catechesi biblica. Ma ormai è tardi. Tutto è vano.

29 Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti

[è l'espressione ebraica tipica per " La Bibbia " ]

; ascoltino loro.

Dio ha dato le sue promesse al popolo ebraico e le sue istruzioni per formarsi alla Vita Definitiva.Questo è da Dio considerato piu' che sufficiente per orientarsi liberamente. Il Ricco non ha dato importanza alle istruzioni divine, alla sua Parola, alla Bibbia: se lo avesse fatto avrebbe condiviso le sue ricchezze con gli esclusi come Lazzaro.

Ma il Ricco sa che i suoi fratelli non dedicano alla Bibbia neppure la stessa importanza e cura che dedicano al denaro e alla bella vita in questo mondo:

30 E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Siccome alla Bibbia non credono forse il miracolo di un morto che risorge e parla loro potrà essere efficace! 31 Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti [la Bibbia], neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi".

Dio, secondo l'insegnamento di Gesù, convoca per una stessa Vita Definitiva, eterna e felice, il ricco come il povero, tutti e due figli di Abramo. Il ricco che non riconosce nel povero suo fratello e non lo ama come se stesso non sarà fratello del povero nel mondo Futuro. Il ricco che ama il povero come se stesso sarà fratello del povero in questo mondo e nel mondo Futuro.

Gesù e il denaro

Lu 18,22  ...«.. và, vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli;
poi vieni e seguimi».

I Farisei confidavano nella Legge Mosaica: praticare la giustizia, creare nella propria vita le condizioni perchè Dio compisse le promesse dell'alleanza era semplicemente praticare i precetti. Ognuno era responsabile della sua fedeltà alla Legge Mosaica davanti a Dio. Tante trasgressioni, tanti peccati; tante osservanze, tanti meriti davanti a Dio.

La Legge Mosaica è simbolo di relazione, quando cessa di esserlo può diventare un idolo.

La legge era per loro quasi un un idolo. Per la salvezza, per la formazione della persona per la Vita Nuova, essi contavano più sulla Legge che non sull'amore, più sulla propria giustizia che sulla misericordia di Dio. Era la Legge a formarli-salvarli, non Dio e la sua misericordia. La loro irreprensibilità quanto alla Legga era considerata salvezza.

La Legge , l'orientamento per la giusta relazione di amore con Dio e con gli altri,era divenatata così un idolo che salva. Questo succede quando si fa della Legge Divina una cosa per autogiustificarsi, per porsi come giusti davanti a Dio e meritevoli della Vita Eterna.

Io non ho bestemmiato, non ho ucciso, non ho rubato, non ho fatto adulterio, ho sempre pagato la decima, etc...dunque sono giusto e tu Dio, come hai promesso, devi darmi la vita nuova.
I Farisei volevano possedere la Legge Mosaica , impadronirsene per autogiustificarsi per mezzo di essa davanti a Dio e farsi "perfetti" per la vita Nuova.

Invece la Legge era simbolo del dono di Dio: Dio dona la salvezza perchè ama l'uomo non se l'uomo se la merita. La risposta umana che chiede è l'amore , non l'irreprensibilità secondo la Legge Mosaica (peraltro impossibile all'uomo). La Legge è mezzo per imtrodursi nella giusta relazione d'amore con Dio.

Il denaro è il simbolo della relazione, quando cessa di esserlo può diventare un idolo.

L'ossessione di osservare la Legge e meritarsi il Paradiso li aveva portati a fare anche del denaro un idolo. Il denaro non entrava nella Legge se non per i precetti che lo riguardavano; una volta osservati precetti il denaro diventava una cosa su cui contare per salvarsi in questa vita da ciò che era detestabile: la miseria, la povertà, per saziarsi delle consolazioni di questo mondo.

Mat 6,21 Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

La ricchezza, così come la Legge Mosaica puo' diventare un idolo: qualcosa su cui si conta in modo esclusivo ed assoluto, come se fosse la Legge Mosaica che salva o il denaro che salva. Gesù analizza l'idolatria della Legge insieme alla idolatri del denaro perchè essi derivano dallo stesso atteggiamento di fondo verso Dio e il prossimo: adorando la Legge si comportano come se Dio non esistesse come persona che relaziona; adorando il denaro si comportano come se il prossimo non esistesse come persona da relazionare.

Gesù insegna che nè la Legge nè il denaro, Mamoneka, possono salvare l'uomo, ma solo la Misericordia divina che lo va a cercare e santificare. Questa misericordia è Gesù stesso. La Legge Mosaica e il denaro , in questa prospettiva, diventano mezzi attraverso cui creare le giuste condizioni perchè Gesù possa amministrare la salvezza. Il denaro deve diventare un mezzo, per fare relazione, solidarietà, per esercitare l'amore fraterno.

Così l'osservanza della Legge mosaica deve essere vista come mezzo per il giusto orientamento nella relazione con Dio e con il prossimo, per costruire la vita di amore con Dio e con il prossimo. La mentalità farisaica riguardo alla Legge ed al denaro è quella che porta ancora oggi molti fedeli cristiani a considerare la loro relazione con Dio come un problema di elenco di peccati da farsi cancellare di quando in quando. Ogni trasgressione ad un precetto è un peccato.

Si confessa l' elenco dei peccati , Dio li " cancella"e tutto ritorna a posto. Questa è una grande sciocchezza che porta direttamente all'Inferno.

Gesù deve far comprendere che la Nuova Alleanza, la vita nuova, esige una giustizia diversa: creare le condizioni perchè Dio compia le sue promesse salvifiche significa soprattutto cambiare le condizioni della propria vita in modo che esse siano favorevoli alla formazione della vita futura, al processo di santificazione della persona, che Gesù deve operare in ogni salvato.

Questa conversione radicale alle esigenze della Signoria di Dio permette a Gesù di donare le grazie necessarie per orientare i singoli comportamenti secondo il suo Spirito, la carità, e non commettere i singoli peccati.

Il problema della salvezza, della nascita perfetta alla Vita Nuova ed Eterna , non riguarda soltanto il non commettere i singoli peccati, quanto lo stato , la condizione di peccato in cui si vive; la condizione di vita che sta alla base dei singoli peccati, essa impedisce a Gesù l'opera di santificazione. La vera conversione che apre al perdono divino e alla salvezza, alla santificazione, è l'adeguamento della propria condizione di vita alle esigenze del Regno di Dio.

L'amministratore scaltro

Lu 16,1 Diceva anche ai discepoli: «C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. 2 Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. 3 L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione?

[ metaforicamente questo avviene quando si muore]

Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. 4 So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. 5 Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: 6 Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. 7 Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. 8 Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

L'amministratore ha usato le sue ingiuste ricchezze per fare relazione con i poveri, per fare giustizia, ha cambiato, convertito le sue condizioni di vita, di peccato. Ha puntato non sulla sua irreprensibilità quanto alla Legge mosaica ma alla misericordia. Ha dato misericordia, amore, confidando che questo avrebbe "meritato" amore, misericordia.

Lu 16,19 Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.

Certo Gesù non approva la disonestà dell'amministratore. Ciascuno di noi è amministratore dei beni che Dio gli ha donato per questo mondo: se non sarà fedele nell'aministrare questi beni come potrà esserlo nell'amministrare i beni che Dio dà per il mondo futuro?

Lu 16,10 Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.11 Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? Chi è infedele nell'amministrare le cose affidate alle sue cure per un tempo (sempre poco in relazione alla eternità) , e si comporta come se ne fosse il propietario, come se non dovesse mai render conto (e delle quali dovrà render conto un giorno) come può egli sperare che il Signore gli affiderà una eredità eterna ( per molto tempo), e della quale potrà disporre per sempre?

12 E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

Il ricco non rende conto delle sue ricchezze a Lazzaro, così come l'amministratore al suo padrone (= l'altro).Ma viene la resa dei conti , prima o poi: come hai usato delle ricchezze che hai avuto in questo mondo? Come ti hanno formato in relazione alle esigenze della nuova vita ? Alla fine della vita , con la morte, Dio ristabilisce la giustizia, lui che è il padrone di tutti i beni dell'uomo inclusa la Legge e il denaro.La percezione dell'uomo circa la sua condizione in rapporto al Regno di Dio è ingannevole

Lc 16,14 I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui. 15 Egli disse: «Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori:
ciò che è esaltato fra gli uomini

[ la fede nell'autogiustificazione per mezzo della Legge e la fede nel denaro]

è cosa detestabile davanti a Dio.

L'uomo esalta la ricchezza il potere, la gloria di questo mondo, Dio rovescia tutto:

Lc1,46 Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore 47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48 perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
50 di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
51 Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52 ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
53 ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54 Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
55 come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

C'è un rapporto negativo di relazione tra il ricco che banchetta e Lazzaro, così come c'è un rapporto negativo tra l'amministratore e il suo padrone. . Il primo non trova Lazzaro ad accoglierlo nell'aldilà; il secondo troverà i suoi sottomessi insieme ad Abramo ad accoglierlo.L'amministratore trova la condizione per la salvezza: la misericordia divina.

Zaccheo.

Lu 19,1 Entrato in Gerico, attraversava la città.2 Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,3 cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.4 Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.5 Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua".6 In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.7 Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È andato ad alloggiare da un peccatore!".8 Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto".

Nella sua ricchezza , onesta o disonesta (frodata ai contribuenti ed a i Romani) Zaccheo sceglie di essere misericordioso verso i poveri.

Lc 19,9 Gesù gli rispose: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo;10 il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

Gesù non è venuto per condannare i ricchi e i peccatori, coloro che sono attaccati al denaro e disprezzano la Vita del mondo Futuro cui Dio chiama tutti gli uomini: Egli anzi è venuto per salvarli. Ma Gesù salva quando può farlo, quando gli uomini glielo permettono, quando si dispongono alla salvezza.

Zaccheo ha cercato Gesù , si è disposto alla giustizia  divina esercitando la giustizia di ebreo e la salvezza lo ha raggiunto  .Lazzaro, che mette tutta la sua speranza in Dio e nella sua giustizia, nascerà , con Gesù, alla Vita Nuova .Questa esigenza per disporsi a ricevere la salvezza del Messia davidide era stata chiaramente predicata da Giovanni il Battista:

Lc 3,10 Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». 11 Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». 12 Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». 13 Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 14 Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe»

La vita eterna che Gesù dona è l'unico vero tesoro dell'uomo

Mat 16,26 Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria vita definitiva? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria vita definitiva?

Anche nel caso impossibile che un uomo guadagni tutto il mondo e goda per breve ora dei suoi piaceri ed onori, se questo gli fa perdere la vita definitiva, egli ha una perdita incalcolabile. Infatti, che potrà egli offrire di equivalente per riscattare dalla perdizione la vita sua?
Così  Gesù insegna quanto inestimabile sia per ogni uomo la vita definitiva insieme a Dio.

Lc12,16 Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto.
17 Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?
18 E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.
19 Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia.
20 Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?
21 Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».

Lc 12,33 Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma. 34 Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Mat 13,44 Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Gesù è il Regno: la salvezza definitiva dal male e dalla morte e la vita felice definitiva, eterna, insieme a Dio.

Questa opportunità è affidata alla libertà di ognuno che incontra Gesù: chi si fida è guarito, salvato, felice e la morte sarà passaggio alla resurrezione del corpo in una vita definitivamente libera dal male e dalla morte.

Chi lo rifiuta rimane schiavo del male e la morte sarà per lui un esito negativo e per sempre. Allora Gesù, la sua salvezza, che introduce nel Regno è veramente un tesoro: se uno comprende ed è svelto, lascia tutto pur di non perdere questo tesoro.

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