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La Rivelazione divina

La storia dei miracoli e prodigi di Dio è una storia di Rivelazione.
Il Dio rivelato  , è  ben diverso dal Dio dei filosofi: primo principio, causa prima, motore immobile..
Propriamente  la Rivelazione di Dio sono i fatti di Dio e le parole che ne esprimono il significato , eventi e parole intimamente connessi ed inseparabili.


La Rivelazione ebraica  sono i fatti di Dio e le parole dei suoi profeti che ne hanno annunciato il significato o dei sapienti che lo hanno còlto con la riflessione.

La Rivelazione divina è pubblica , si tratta eventi storici , che hanno testimoni.
Interpreti autentici di questi eventi sono solo i profeti in quanto suscitati da Dio e intermediari tra Lui e il popolo ed i sapienti riconosciuti tali dai testimoni dei fatti e dal popolo. La Rivelazione Pubblica si è formata in tempi determinati  ad opera di profeti e sapienti, In assenza dei quali la Rivelazione non è più considerata pubblica ma privata.

La Rivelazione divina pubblica è testimoniata tre popoli religiosi :

- Israele,
- la Chiesa
- e l’Umma

ed è attestandola in tre Libri Sacri :

-la Bibbia ebraica, cioè le scritture del popolo ebraico ,
-la Bibbia cristiana, cioè le scritture del popolo cristiano,
-e il Corano, le scritture del popolo musulmano.

Bibbia ebraica, Bibbia cristiana  e Corano sono la storia della rivelazione di Dio.
Esse attestano la rivelazione divina entro i  tre popoli, tre "alleanze" :

1- L’antica alleanza, l’assemblea del popolo di Dio, la Sinagoga di Jhwh.
Dio vive insieme al suo popolo in Palestina, nel Regno di Israele.

2- La nuova alleanza, l’assemblea messianica di Gesù, la Chiesa di Gesù.
Dio vive nelle persone che costituiscono il Regno messianico di Gesù.

3- La Umma di Allah, la comunità dei fedeli di Dio, dei sottomessi a alla sua volontà espressa nel Corano.
Dio guida i sottomessi verso il Paradiso.

Mentre la rivelazione ebraica e cristiana sono in continuità inscindibile, la rivelazione islamica è posteriore e si comprende per se stessa, al di fuori ed oltre quella ebraico-cristiana che il Corano considera "modificata, inquinata" da ebrei e cristiani. Il Corano viene considerata dai musulmani la vera e definitiva rivelazione divina che corregge le due precedenti trasmesse in modo errato attraverso la Bibbia.

La Rivelazione Cristiana

Catechismo Universale della Chiesa Cattolica (CUCC)
I. " Dio rivela il suo “disegno di benevolenza ”

 53 Il disegno divino della Rivelazione si realizza ad un tempo “con eventi e parole” che sono “intimamente connessi tra loro” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 2] e si chiariscono a vicenda. Esso comporta una “pedagogia divina” particolare: Dio si comunica gradualmente all'uomo, lo prepara per tappe a ricevere la Rivelazione soprannaturale che egli fa di se stesso e che culmina nella persona e nella missione del Verbo incarnato, Gesù Cristo.  Sant'Ireneo di Lione parla a più riprese di questa pedagogia divina sotto l'immagine della reciproca familiarità tra Dio e l'uomo: “Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini e si è fatto Figlio dell'uomo, per abituare l'uomo a comprendere Dio e per abituare Dio a mettere la sua dimora nell'uomo secondo la volontà del Padre” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 20, 2; cf p. esempio 3, 17, 1; 4, 12, 4; 4, 21, 3].

 51 “Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso e far conoscere il mistero della sua volontà, mediante il quale gli uomini, per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, nello Spirito Santo hanno accesso al Padre e sono così resi partecipi della divina natura” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 2].

 52 Dio che “abita una luce inaccessibile” ( 1Tm 6,16 ) vuole comunicare la propria vita divina agli uomini da lui liberamente creati, per farne figli adottivi nel suo unico Figlio [Cf Ef 1,4-5 ]. Rivelando se stesso, Dio vuole rendere gli uomini capaci di rispondergli, di conoscerlo e di amarlo ben più di quanto sarebbero capaci da se stessi.
La rivelazione cristiana è una persona, Gesù , ebreo e Figlio di Dio e di Maria di Nazareth , il Cristo, ovvero il Messia,ovvero il Re-profeta-sacerdote discendente di Davide promesso da Dio al popolo di Israele per mezzo del quale evrebbe realizzato una Nuova e definitiva salvezza o " Nuova alleanza".

La rivelazione cristiana è il fatto storico, umanodivino, è " Gesù" stesso, la sua persona e tutto ciò che ha manifestato. La rivelazione cristiana,  è in continuità con la rivelazione ebraica: essa non può essere compresa al di fuori della tradizione Ebraica.

La Rivelazione è Gesù : tutti i fatti e le parole che lo annunciano ( la sacara scrittura ebraica) e quelli che lo riguardano ( la sacra scrittura cristiana) , tutti i miracoli e prodigi che il Dio di Israele ha compiuto fino a Gesù e poi in Gesù e per mezzo di Gesù, interpretati da Gesù stesso o dai discepoli da Lui stesso scelti ed inviati al mondo, gli apostoli (= inviati), e dai loro discepoli autorizzati.
La storia della rivelazione cristiana è la Bibbia Cristiana che comprende quella ebraica..

La fede nella rivelazione cristiana

La fede non è un credenza: credere che Dio esista o che Gesù sisa esistito; la fede è sempre fede in una rivelazione. La fede nasce dall'incontro con Gesù , le sue parole, i suoi segni soprannaturali .

Gv 2:11 Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Gv 2:23 Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i
segni che faceva, credettero nel suo nome.
Gv 7:31 Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, potrà fare
segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».
Gv11,42 Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43 E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
45 Molti dei Giudei che erano venuti da Maria,
alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Gv 3:2 Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio;
nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui».
Gv4,47 Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. 48 Gesù gli disse: «
Se non vedete segni e prodigi, voi non credete».
Gv 6:2 e
una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi.
Gv 20:30
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro.

CUCC
1 Dio, infinitamente perfetto e beato in se stesso, per un disegno di pura bontà, ha liberamente creato l'uomo per renderlo partecipe della sua vita beata. Per questo, in ogni tempo e in ogni luogo, egli è vicino all'uomo. Lo chiama e lo aiuta a cercarlo, a conoscerlo, e ad amarlo con tutte le forze. Convoca tutti gli uomini, che il peccato ha disperso, nell'unità della sua famiglia, la Chiesa. Lo fa per mezzo del Figlio suo, che nella pienezza dei tempi ha mandato come Redentore e Salvatore. In lui e mediante lui, Dio chiama gli uomini a diventare, nello Spirito Santo, suoi figli adottivi e perciò eredi della sua vita beata.

 2 Affinché questo appello risuonasse per tutta la terra, Cristo ha inviato gli Apostoli che aveva scelto, dando loro il mandato di annunziare il Vangelo: “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20). Forti di questa missione, gli Apostoli “partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano” ( Mc 16,20 ).

3 Coloro che, con l'aiuto di Dio, hanno accolto l'invito di Cristo e vi hanno liberamente risposto, a loro volta sono stati spinti dall'amore di Cristo ad annunziare ovunque nel mondo la Buona Novella. Questo tesoro ricevuto dagli Apostoli è stato fedelmente custodito dai loro successori. Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a trasmetterlo di generazione in generazione, annunziando la fede, vivendola nell'unione fraterna e celebrandola nella Liturgia e nella preghiera [Cf At 2,42 ].

Ciò che costituisce la nostra fede non è in primo luogo ciò che facciamo, ma ciò che riceviamo. Dopo tutto, molte persone generose che non sono cristiane possono realizzare ben di più di ciò che facciamo noi..

[ Benedetto 16°-Dal discorso ai giovani nella veglia notturna, Sydney, Ippodromo di Randwick, sabato 19 luglio 2008 ]

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