Corso di Religione

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Il Nazareno La situazione in Palestina ai tempi di Gesù
Erode il grande ( 37 a.C - 4 a.C) aveva iniziato la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme e nel suo ultimo testamento, aveva nominato Archelao suo successore al trono, Erode Filippo capo della Gaulanitide, della Traconitide, della Batanea e della Paniade, Erode Antipa capo della Galilea e della Perea.

Ma il testamento per aver valore doveva essere ratificato da Augusto. Archelao perciò, dopo la morte del padre nel 4 a.C. e dopo aver nominato reggente suo fratello Filippo, si reca a Roma.

Augusto decide di dividere il territorio in modo che i tre fratelli siano tra loro indipendenti e nello stesso tempo li pone sotto il controllo del proconsole romano di Siria.

Ecco in breve la storia delle tre unità amministrative.

Nel 4 a. C la Transgiordania superiore viene affidata a Erode Filippo col titolo di tetrarca e comprende Gaulanitide, Traconitide, Batanea, Paniade, Auranitide e Iturea. Filippo di carattere tranquillo, buon amministratore, resta sempre fedele ai Romani. Sposa Salome, figlia di Erodiade, ma non ha figli.

Ricostruisce e abbellisce Paneas e Bethsaida; alla prima dà il nome di Cesarea (di Filippo) e alla seconda di Giulia, in onore della figlia di Augusto. Erode Filippo muore nel 34 d. C. La regione verrà incorporata alla provincia romana di Siria. Nel 37 Caligola assegnerà questo territorio ad Agrippa I, col titolo di re. 

Nel 4 a. C la Galilea e la Perea vengono affidate da Augusto ad Erode Antipa, anche lui nominato tetrarca. Sembra che egli abbia ereditato le caratteristiche del padre: è ambizioso, passionale, vive in concubinato con Erodiade, sposa di suo fratello Erode Filippo; amante delle costruzioni, edifica Tiberiade in onore di Tiberio; non ha però l'operosità e la diplomazia di Erode.

Nel Vangelo si parla di lui colpevole del martirio di S. Giovanni Battista e dello scherno di Gesù nella Passione. Appoggiato da Tiberio, cadrà in disgrazia di Caligola; difatti, essendosi recato a Baia dall'imperatore per ottenere il titolo di re, verrà inviato in esilio a Lione e deposto da tetrarca (39 d. C.).Nel 39 la tetrarchia verrà incorporata al regno di Agrippa .

La Giudea, la Samaria e l'Idumea vengono affidate nel 4 a. C. ad Archelao, non col titolo di re, ma di etnarca. Costui, amante delle costruzioni, riedifica più splendida la reggia di Gerico, distrutta nei moti rivoluzionari dopo la morte di Erode, e fonda la città di Archelaide.

Ma a causa della sua crudeltà nel 6 d.C. è inviato da Augusto in esilio nella Gallia. Nel 6 d. C. la Giudea diviene una provincia romana e precisamente una provincia procuratoria. Al tempo di Augusto difatti le province erano divise in province senatorie e imperatorie. Le senatorie erano all'interno dell'impero e in pace.

A capo vi erano i proconsoli, eletti dal senato e cambiati regolarmente ogni anno. Le imperatorie erano alla periferia dell'impero e, dovendo essere difese, dipendevano direttamente dall'imperatore ed erano dotate di guarnigioni.

Erano comandate dai «legati Augusti pro praetore », eletti dall'imperatore, che in genere restavano in carica circa tre anni.

Alcune di tali province imperatorie di territorio piuttosto piccolo per ragioni singolari avevano un'amministrazione separata. Eran chiamate province procuratorie, dal titolo di chi vi erano a capo: il procuratore, che poteva essere anche a vita.

A questa categoria apparteneva la Giudea, la Samaria e l'Idumea. Da 25 al 36 d. C. ne fu procuratore Ponzio Pilato.

A queste tre unità amministrative, nell'anno « decimoquinto del regno di Tiberio Cesare », era aggiunta la regione estendentesi a nord della tetrarchia di Filippo, l'Abilene.

L'anno decimoquinto del regno di Tiberio Augusto corrisponde al 26 o al 28 dell'era volgare, perché Tiberio cominciò a regnare con Augusto nel 765 di Roma (11 d. C.) e poi, da solo, nel 767 (13 d. C.).

A Roma quindi l'imperatore era Augusto e la Palestina era governata da Erode il Grande. Costui amava il potere e lo sfarzo: dopo aver ottenuto dal Senato romano il titolo di " Re dei Giudei"  lo stesso che troviamo scritto sulla croce di Gesù.

Erode il Grande governava la Galilea e Gesù, essendo di Nazareth, faceva parte dei suo territorio.

A quel tempo il procuratore romano Ponzio Pilato comandava l'esercito, riscuoteva i tributi ed esercitava il diritto di condanna a morte.

Gli ebrei dovevano giurare fedeltà all'imperatore e offrire due volte al giorno un sacrificio per lui e per il popolo romano.

Inoltre i loro sommi sacerdoti venivano deposti e sostituiti secondo l'arbitrio dei romani.

Per questo, soprattutto tra i contadini della Galilea, cominciarono a svilupparsi alcuni movimenti di rivolta contro l'Impero romano.

La vita religiosa di allora aveva due punti di riferimento: Il Tempio e le sinagoghe.

Il Tempio era il luogo dei sacerdoti o Sadduccei ( in quanto discendenti di Zadok, sommo sacerdote del periodo davidico ). Essi erano ricchi e si tramandavano il sacerdozio di padre in figlio.

Le sinagoghe erano invece i luoghi degli Scribi e Farisei: questi , provenienti dalle classi più umili, essi erano spesso esperti nella Torah e si mantenevano con il proprio lavoro.

Due erano i punti su cui non andavano d'accordo':
1- la Torah orale o Tradizione -ammessa dai Farisei ma non dai Sadducei
2- e la resurrezione, in cui i Farisei credevano ma i Sadducei no.

Per questo si ritiene che Gesù, viste anche le sue umili origini, fosse più vicino ai Farisei che ai Sadducei.

Oltre a questi due gruppi c'erano poi anche gli Esseni, che si erano ritirati nel deserto dopo aver tagliato i ponti con i sacerdoti, e gli Zeloti, che volevano scacciare i romani con la guerra e con azioni armate.

Nazareth di Galilea
Samaria.

Regione centrale della Palestina, dopo la morte di Salomone (930 aC.) costituì il regno d'Israele, spesso in lotta con Gerusalemme. Prese il nome dalla città di Samarìa, fondata dal re Omri (800 aC.). Quasi tutta un altopiano, fu conquistata dagli Assiri (721 aC.): la sua popolazione, in gran parte deportata, si mescolò ai coloni pagani.

I Giudei la disprezzavano perché non aveva mantenuto l'unità di culto con Gerusalemme.

I Samaritani infatti avevano eretto un loro tempio sul monte Garizìm (Gv 4,19-26). Già appartenente al regno di Erode il Grande, la Samarìa fu per breve tempo governata da suo figlio Archelào (4 aC.-6 dC.), poi da funzionari romani tramite notabili locali. Gesù l'attraversò più volte salendo dalla Galiléa a Gerusalemme. 

Giudea. Regione meridionale della Palestina, tutta montagnosa, si estende dal Mediterraneo fino al Giordano e al mar Morto. Già territorio della tribù di Giuda e di Beniamino, fu chiamata Giudea in epoca ellenistica, e diede il nome alla stessa religione ebraica, il Giudaismo, che aveva il suo centro nel tempio di Gerusalemme.

Dopo la divisione dal regno d'Israele, il regno di Giuda sopravvisse fino all'invasione babilonese (586 aC.). Dopo l'editto di Ciro (539 aC.) e il ritorno degli esuli da Babilonia il tempio ricostruito divenne l'unico centro religioso ufficiale del giudaismo.

Già appartenente al regno di Erode il Grande la Giudea fu per breve tempo governata dal figlio Archelào (4 aC.-6 dC.) e poi direttamente da un procuratore romano, anche se una certa autonomia era concessa al sinédrio.Gesù è nato (Betlemme), in Giudea , passò più volte a Gérico, Betània, Bétfage, Efrem... ma è Gerusalemme il punto d'arrivo della sua missione con la Pasqua di morte e risurrezione, l'ascensione e il dono dello Spirito Santo. 

Idumea. Regione arida e desertica, già hiamata terra di Edom, rappresenta il confine meridionale della Palestina. Era abitata da popolazioni pagane, Iduméi o Edomìti. Da qui proveniva la famiglia di Erode.

Perea. Regione piuttosto brulla "al di là del Giordano" (Gv 1,28) e del mar Morto: il suo nome significa "dall'altra parte", ed era chiamata anche Transgiordània (Mt 4,25). Era abitata da pagani, ma con numerose comunità di ebrei. Al tempo di Gesù era governata da Erode Antìpa. 

Decapoli (confederazione di dieci città). Regione desertica a sud e a est del lago di Genésaret, comprendeva in territorio transgiordanico: Filadélfia oggi Amman, Gérasa, Pella, Gàdara, Dium, Hippos, Canathà, Ràfna o Refonà, Abilà; e a ovest del Giordano: Bet-Séan o Scitòpoli; più tardi si unì anche Damasco).

Era abitata prevalentemente da pagani greci, con numerose comunità di ebrei. Godeva di un regime di relativa autonomia. Gesù vi passò e vi operò miracoli (Mc 5,1-20). 

Abilene, Iturea, Traconitide. Rappresentavano il confine settentrionale della Palestina, a nord della Decàpoli verso il Libano. Il Vangelo dice che erano rispettivamente governate da Lisània e dal tetràrca Erode Filippo (Lc 3,1-2).

A Cesaréa di Filippo, sul confine tra l'Ituréa e la Traconìtide, avvenne la cosiddetta confessione di Pietro con la promessa del primato e delle "chiavi del Regno dei cieli" (Mt 16,13-19).

Le principali vie di comunicazione La Palestina costituisce il passaggio obbligato tra le grandi aree delle antiche civiltà: l'Egitto al sud e la Mesopotamia (Assiria, Babilonia, Media, Persia) al nord.

Era un necessario punto di passaggio, ed era percorsa da una buona rete viaria.  Le due strade più famose percorrevano la regione da sud a nord, una sul mare, una nell'interno; tra queste correvano varie trasversali. 

Via Maris. Strada che costeggiava il Mediterraneo partendo dal delta del Nilo fino a Meghiddo vicino al monte Carmelo, a Nord della Galilea: da qui un ramo proseguiva verso la Fenicia (Tiro, Sidòne, Biblos), un altro attraversava la Galiléa fino a Cafàrnao, e proseguiva verso nord nell'alta valle del Giordano, fino al Libano e la Siria.

Via regia. Partendo dal golfo di Aqaba sul mar Rosso saliva verso nord traversando tutta la regione transgiordanica fino a Damasco, proseguendo verso la Mesopotamia: era la grande via carovaniera e commerciale.

Gerusalemme era un notevole nodo stradale: una strada portava verso sud a Betlemme, Ebron e Bersabea, ove incrociava una trasversale da Rafia verso il mar Morto; una verso est scendeva a Gérico, e seguendo la valle del Giordano raggiungeva il lago di Genésaret; una verso nord seguiva la dorsale verso Samarìa e la Galiléa; una verso ovest raggiungeva il Mediterraneo a Iàmnia.

Galilea (dall'ebraico "galìl", cerchio)è la regione settentrionale, ondulata, fertile, a ovest del Giordano e del lago di Genésaret (detto con un po' di enfasi mare di Galiléa).

Al nord-ovest verso la Siria-Fenicia non c'è un confine preciso, tanto che si parla di "Galiléa delle genti" (Mt 4,15) per la convivenza dei diversi gruppi etnici e religiosi ( goy= genti o gentili ,ovvero nonebrei). Per questo non era ben vista dai Giudei di rigida osservanza. "Studia e vedrai che non sorge profeta in Galiléa" dicono i fariséi a Nicodémo (Gv 7,52).

Gesù sceglie la Galiléa come patria: da ragazzo sta a Nàzaret; nella vita pubblica opta per Cafàrnao, e predica a Cana, Tiberìade, Nàin, Betsàida. I suoi conterranei lo disprezzano per le sue umili origini e non si convertono alla sua predicazione. Al tempo di Gesù la Galiléa era governata da Erode Antìpa per conto dei Romani.
Gesù figlio di Maria Il racconto di Luca sul concepimento di Gesù è un sequenza drammatica .
Maria è un giovane promessa sposa a Giuseppe, discendente di Davide.
Un angelo le annuncia improvvisamente che è incinta.

Subito il pensiero di Maria va alla legge ebraica : una fidanzata che rimane incinta -e il padre non è il fidanzato-promesso sposo, che era Giuseppe - era considerata una adultera e come tale doveva essere lapidata!

Terrore : Maria si affretta a dire : «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le parole dell'angelo le rivelano il disegno divino e Maria, seppur turbata , si affretta ad esprimere la sua fede dando il suo assenso incondizionato.

Matteo presenta il concepimento di Gesù come un fatto straordinario e miracoloso: il figlio della vergine di Nazareth, Maria, sposa di Giuseppe della casa di Davide, è concepito per opera dello Spirito di Dio. 

Le Scritture d'Israele ricordano come Dio aveva scelto l'anziana e sterile Sara moglie di Abramo per creare il suo popolo facendo concepire miracolosamente Isacco ; così come aveva scelto l'anziana Rachele per essere la madre dei patriarca Isacco, e la sterile Anna per essere la madre del grande profeta Samuele. 

Mt 1, 18 Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

Matteo sottolinea: prima che andassero a vivere insieme , cioè prima di sposarsi.


Intanto la sua gravidanza diventa visibile. Come prenderà la cosa Giuseppe?

Giuseppe , vedendo la gravidanza di Maria non poteva che pensare ad un tradimento. La legge voleva che Giuseppe denunciasse Maria come adultera.

Che fare? Salvare Maria non denunciandola e perciò disubbidendo a Dio oppure denunciarla e lasciarla lapidare iniseme al bambino?

Gesù adottato legalmente come figlio da Giuseppe.

Mt 1,19 Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Giuseppe era un uomo giusto, cioè fedele a Dio, osservante, perciò decide di salvare Maria non denunciandola ma sposandola e quindi adottando il figlio che portava in grembo.

Giuseppe sposa Maria e nello stesso tempo la ripudia, come voleva la legge ebraica : la ripudia in cuor suo cioè la sposa pubblicamente ma non ha rapporti con lei. In questo modo Giuseppe salva Maria e Gesù.

20 Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
21 Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».


Dopo che Giuseppe aveva deciso il matrimonio-ripudio Dio lo conferma nella sua giustizia.

22 Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23 Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.
24 Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa,
25 la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.


Giuseppe, secondo la legge ebraica diventa il padre legale di Gesù ed  inserisce così il bimbo  nella discendenza di Davide, come Matteo sottolinea all'inizio del Vangelo riportando la genealogia di Gesù.

Secondo le Scritture d'Israele, infatti, il Messia del Regno definitivo di Israele doveva appartenere alla Casa di Davide.  

Per la stessa ragione, Matteo spiega la nascita di Gesù a Betlemme, cittadina della Giudea da dove aveva avuto origine la famiglia di Davide. Lì Giuseppe si è recato con Maria incinta per farsi registrare negli elenchi dei censimento allora ordinato dall'imperatore romano Cesare Augusto. 



Il messia finale di Israele
Messia (ebr. mashiah ; greco christòs ) è un mediatore di salvezza di carattere regale, sacerdotale, profetico.

Re, sacerdoti e profeti erano in Israele messia cioè unti, consacrati con lo spirito divino.Il giudaismo , nel tempo di Gesù, vedeva il Messia come colui che avrebbe riscattato Israele dai suoi nemici e oppressori  ( un messia redentore) con fatti pubblici e grandiosi , agendo all'interno della comunità giudaica stessa.

L' utopia di un mondo umano, felice, contenuto nella promessa divina del Regno di Dio, sarebbe diventato possibile e forse definitivo con il Messia finale , discendente di Davide.

Dio avrebbe effuso il suo Spirito sul popolo ( cf Gioele, Zaccaria) e lo avrebbe reso un popolo osservante secondo la promessa della Nuova Alleanza.

L'obbedienza alle istruzioni divine del popolo degli ultimi tempi , rinnovato dallo spirito divino effuso su tutti, avrebbe attuato nella metastoria, per l'eternità il Regno dei Cieli. ( Cf Dn12)

Dio e l'uomo (rinnovato), insieme, secondo la dinamica della alleanza, avrebbero costruito il Regno definitivo e il Messia finale avrebbe avuto un ruolo determinante in tutto cio'.


Il Messia davidide atteso in Israele doveva guidare l'esodo del popolo di Dio, dei credenti, dal Regno del Mondo dominato dalla Morte verso il Regno di Dio dominio della Vita .

Secondo le credenze giudaiche dell'epoca, il Messia sarebbe nato come Davide a Betlemme di Giudea. Per un certo periodo sarebbe rimasto nascosto al popolo poi improvvisamente sarebbe comparso sul cornicione del Santuario del tempio e si sarebbe fatto riconoscere per mezzo di prodigi ed acclamare re di Israele.

Il messia  avrebbe portato a  compimento le promesse fatte da Dio ai Padri di Israele, avrebbe  condotto il popolo alla felicità definitiva, la Pace, distruggendo tutti i nemici di Israele e separando, nel popolo, i giusti dai peccatori e incenerendo questi ultimi.

Sarebbe stato un periodo di grandi avvenimenti e segni, anche cosmici; il segno della fine  avrebbe dovuto essere  la distruzione del Tempio di Gerusalemme ,con improvvisa  resurrezione dei morti dallo Sheol per il loro giudizio , la separazione dei giusti  per  entrare per sempre nel Regno messianico e la condanna degli empi al " fuoco inceneritore .  

IL Messia avrebbe sconfitto prodigiosamente tutti i popoli nemici di Israele e li avrebbe sottomessi alla signoria di JHWH mediante l'obbedienza alla Legge Mosaica.

Per mezzo del Messia Jhwh avrebbe  eliminato nei giusti  ogni possibilità di peccare infondendo  prodigiosamente in loro il suo  Spirito . Con l'eliminazione dei peccatori e del male nel cuore di giusti  il  male sarebbe stato eliminato definitivamente dal mondo.

Con la resurrezione dei defunti la morte e il suo regno sarebbero stati eliminati per sempre. I due Regni, dei giusti e degli empi, poi sarebbero rimasti separati per l'eternità.

Il popolo avrebbe assistito a tutte le fasi senza dover fare nulla.


Il giudaismo vedeva il Messia Finale principalmente come un Re discendente di Davide che avrebbe instaurato una Monarchia Sacra , libera da oppressori a cui vedeva legato il compimento delle promesse divine , cioè il Regno definitivo di Dio su tutti i popoli.

Giovanni, il Precursore del Messia Il battista, figlio di Zaccaria (Lc 1,34) e di Elisabetta. Nacque miracolosamente (Lu 1:3-25, 57-66) sei mesi prima di Gesù, suo parente( Lu 1:26, 36).

Crebbe nel deserto come un asceta (Lu 1:15; Mar 1:8; Mt 11:18) fino alla chiamata di Dio ad essere un profeta (Lu 1:80; 3:2). Doveva preparare Israele alla venuta di Gesù, facendo ritornare gli Israeliti a Dio( Lu 1:17; 3:4, 16; Gv 1:7-8, 15, 23; At 13:24-25).

Per fare questo, predicava il ravvedimento e il perdono, e battezzava( Lu 3:3, 8; Gv 1:33). Battezzò anche Gesù (Mt 3:13-17), un battesimo che segnò la fine del suo ministero profetico e l'inizio di quello di Gesù, perché poco dopo fu imprigionato da Erode il tetrarca perché Giovanni aveva condannato il suo matrimonio a Erodiada.

In seguito il tetrarca lo uccise (Mar 1:14; Mt 14:1-12). Durante la sua prigionia, Giovanni mandò alcuni discepoli a chiedere chi fosse Gesù( Mt 11:2-3); respondendo, Gesù affermò che Giovanni era l'ultimo e più grandi dei profeti e il messaggero del Cristo( Mt 11:7-14).

La sua fama è dimostrata dal fatto che ad Efeso c'erano alcuni che avevano sentito parlare di lui, ma non di Gesù (At 19:1-7). In Israele c'è una minoranza che tiene viva l'attesa del Messia Davidico che deve instaurare il Regno di Dio: Esseni, comunità di Qumran, gli Asidei (Hassidim o Chassidim).

In una di queste comunità , Dio, dopo secoli, sucita un suo profeta:

Lc3,1--Era l'anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare: Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea e suo fratello Filippo dell'Idumea e della Traconitide; Lisania governava la provincia dell'Abilene, mentre Anna e Caifa erano i sommi sacerdoti. 2In quel tempo la parola di Dio fu rivolta a Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

Nell'anno decimoquinto del regno di Tiberio Augusto che corrisponde al 26 o al 28 d.C. , il Precursore, ormai grande, apparve sulle rive del Giordano. Il profeta Giovanni ha come missione quella di preparare il popolo all'avvento del Messia:

Mt 3,1In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea, 2dicendo: «Convertitevi,perché il regno dei cieli è vicino!»

Comparve : finalmente c’e’ un segno.
Ma il segno e' quello di Giona: Giovanni predica la conversione al progetto di Dio, la pratica della giustizia, l'osservanza della sua Parola.

Lc3,3--Egli allora percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di penitenza per il perdono dei peccati. Si realizzava così ciò che è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:«Ecco, una voce risuona nel deserto: Preparate la strada per il Signore, spianate i suoi sentieri! Le valli siano riempite, le montagne e le colline siano abbassate; le vie tortuose siano raddrizzate, i luoghi impervi appianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio» 

Le parole di Giovanni accennano al lavoro di preparazione stradale, che si usava fare in Oriente per la venuta di un monarca. Giovanni sa che la manifestazione al mondo del gran Re è’  imminente. Egli deve esserne il pioniere per chiamata divina.

 Atti 13:24  predicò un battesimo di ravvedimento a tutto il popolo d'Israele.

 Tutti i gruppi giudaici avventisti e gli Esseni in particolare praticavano abluzioni purificatrici piu' volte al giorno per essere trovati puri dal Messia al suo avvento.

Essi praticavano un battesimo di purificazione per immersione in acqua. Il battesimo di Giovanni rientrava nella pratica religiosa universale del perdono dei peccati : la buona disposizione delle persone alla volonta’ divina apre al dono del  pentimento e della conversione , il desiderio e la richiesta di cambiar vita  faceva sperimentare il perdono divino, la liberazione dai peccati-castighi, la riconciliazione al progetto divino che la persona sperimentatava nel pentimento-perdono la orientava a convertire la propria vita a questo progetto.

Giovanni esigeva segni esteriori di questa conversione: digiuno, elemosina, preghiera, opere di giustizia umana e di misericordia.

Il battesimo, letteralmente  l'affogamento, l'immersione nel Giordano dopo la confessione dei peccati era l'esperienza di morte ad una vecchia vita di peccato e la ri-nascita ( ri-respiro) alla nuova vita convertita a Dio.
Il pentimento e la promessa di ravvedimento , di emendamento della vita, erano il segno della  purificazione interiore preparatoria ad un evento straordinario: il Messia che viene a giudicare il mondo.

Mt 3,4 Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.

Ancora oggi i beduini del deserto mangiano cavallette cotte nel sale e poi essiccate o arrostite sulla griglia.Le cavallette erano vendute anche al mercato, come il  miele selvatico.

La notazione qui caratterizza Giovanni come un profeta-monaco che vive dei doni della provvidenza ,cioè’ fa dipendere la sua vita solo da Dio.

Marco 1:4  Giovanni comparve nel deserto, battezzando e predicando un battesimo di ravvedimento, per il perdono dei peccati. 5  E tutto il paese della Giudea e quelli di Gerusalemme andavano a lui, ed erano tutti battezzati da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Dio, per mezzo di Giovanni convoca tutto il popolo ebraico al fiume Giordano perche' si prepari alla azione liberatrice del messia convertendo la propria vita al progetto di Dio: il Regno dei Cieli.

I giusti potranno entrare nel regno di Dio, ma i giusti - predica Giovanni- dovranno essere tali nella loro interiorita', giusti nel cuore piu' che esteriormente obbedienti ad una legge di giustizia.

Questo non corrispondeva alla pratica della maggioranza del popolo, istruita dalla corrente rabbinica dei Farisei , i quali osservavano esteriormente tutte le leggi della Tradizione , fin nei minimi dettagli ,ma non le accettavano lo spirito nel loro cuore :

Mt 3,4 Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. 5 Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; 6 e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano. 7 Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? 8 Fate dunque frutti degni di conversione, 9 e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre. 10 Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. 11 Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. 12 Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile».

Atti 19:4 "Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento dicendo al popolo che dovevano credere in colui che veniva dopo di lui, cioè in Cristo Gesù".

Giovanni 1:28  Queste cose avvennero in Betabara al di là del Giordano, dove Giovanni battezzava.




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