Corso di Religione

CRISTIANESIMO
GESU'

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Gesù Figlio di Davide Era il titolo più popolare con cui si designava il Messia già nell'Antico Testamento. La dinastia davidica aveva regnato per oltre 400 anni, ma il Messia -secondo i profeti - ne rappresentava il punto d'arrivo ideale: "Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre ...e il suo regno non avrà mai fine" (Lc 1,32-33).

L'attesa di un salvatore, che accompagna tutta la storia biblica, al tempo di Gesù era particolarmente sentita, ma si attendeva un "figlio di Davide" capace di opporsi alla dominazione romana.

Toccò a Giuseppe, "che era della famiglia di Davide", trasmettere legalmente a Gesù quella discendenza benedetta,che gli attribuiva, con la missione messianica, anche la prerogativa di re: per questo Erode lo perseguitò e cercò di ucciderlo.

Gesù è invocato come Figlio di Davide dai malati (Mt 9,27-34; 20,29-34), e dalla folla che lo acclama a Gerusalemme (Mt 21,1-11), ma rifiuta radicalmente ogni coinvolgimento in una regalità temporale (Gv 6,15) o in un messianismo politico. Gesù afferma di essere re solo difronte a Pilato, ma precisa che il suo regno non è di questo mondo (Gv 18,28-38). 

Gesù Profeta Il profeta è colui che è inviato a parlare davanti al popolo in nome di Dio. Talora può parlare anche "prima" degli eventi, predicendoli o spiegandoli nella luce di Dio.

Nell'Antico Testamento figurano molti profeti, alcuni scrittori (come Isaìa, Geremìa, Ezechiéle, Osèa, Amos...), altri come veggenti consiglieri o giudici (Elia, Eliséo, Natan...).

La Bibbia dice che il profeta Elia "fu rapito in cielo su un carro di fuoco": per questo si riteneva che, vivo presso Dio, sarebbe riapparso ad annunciare l'avvento del Messia e la fine dei tempi.

L'attesa di un profeta era molto viva al tempo di Gesù. Il Vangelo testimonia questa attesa, quando tutti accorrono alla predicazione infuocata di Giovanni Battista, che Gesù dichiara il più grande dei profeti e identifica con "l'Elia che deve venire" (Mt 11,7-14).

Anche il vecchio Simeòne e la vedova Anna vengono riconosciuti come profeti (Lc 2,25-38), e persino al sommo sacerdote Càifa che sentenziò una ingiusta condanna contro Gesù viene riconosciuto un oracolo profetico (Gv 11 49-52).

Gesù era ritenuto dalla gente un profeta come Elia o Geremia (Mt 16,14), e si manifestò come il profeta per eccellenza, quello che Mosè aveva promesso a nome di Dio per rivelare pienamente i disegni di Dio.

Gesù si pone nella linea profetica soprattutto quanto cita l'Antico Testamento come parola immutabile di Dio, ma la interpreta e la completa autorevolmente affermando:"Avete inteso che fu detto agli antichi ... Ma io vi dico..." (Mt 5,21-22). 

In realtà Gesù è più di un profeta.

Gesù porta la salvezza, non solo il suo annuncio. "Oggi si è adempiuta questa Scrittura..." afferma Gesù citando la profezia di Isaìa sul Messia inviato "a portare ai poveri il lieto annuncio della liberazione" (Lc 4,21).

Gesù sacerdote laico. Gesù è il Messia davidide che ha l' ufficio profetico, regale e sacerdotale: è Messia cioè Re-Via che conduce il suo popolo nell'impegno di credere, crescere e compiersi ed è Sacerdote-Vita che santifica il popolo :

Eb 3,1 Perciò, fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste, fissate bene lo sguardo in Gesù, l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo,
Eb 2,17 ... il quale ...doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un
sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.

Gesù non era di stirpe sacerdotale, ma come Davide e come Melchisedek è un sacerdote laico :

Eb 5,5 Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse: Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato.
Eb 5,10 essendo stato
proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek.
Eb 7,26 Tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli;


Il Sommo sacerdote, perfetto nella sua umanità cioè santo , sarebbe entrato nella dimensione divina , il Santuario di Dio, e avrebbe ottenuto il perdono per tutto il popolo e la salvezza definitiva, questa era il sogno di Israele.

Eb 8,1 Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli,

Gesù è il sommo sacerdote ebreo perfetto e santo che con la resurrezione è entrato nella dimensione di Dio e dona la sua salvezza a chiunque lo accoglie.

Eb 9,11 venuto come sommo sacerdote di beni futuri
Eb 9,25 e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui
Eb 7,27 egli non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso.
Eb 9,28 offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti,
Eb 10,2 e ...i fedeli, ( sono) purificati una volta per tutte .




GESU' E' IL MESSIA (CARD.G.BIFFI)

"... Il «messia» per gli Ebrei del tempo di Cristo era la figura che radunava in sé tutte le speranze di Israele: era colui che avrebbe ristabilito il regno di Davide, che avrebbe rinnovato e purificato il culto di Dio, che avrebbe fatto conoscere senza ambiguità la volontà di Ihwh e il suo disegno di salvezza, che avrebbe posto fine alla loro storia di dolore e di umiliazione.

È interessante notare che il concetto di «messia» non era connotato necessariamente dalla prerogativa della unicità. Gli Ebrei riconoscevano molti «messia» nel loro passato: Davide, i re, i sacerdoti, i profeti, avevano di volta in volta ricevuto questo appellativo, che ricordava la consacrazione mediante l’unzione. Ma anche per il futuro, il Messia che gli ebrei aspettano non è necessariamente un solo personaggio.

Gli scritti ritrovati a Qumran e «I testamenti dei dodici patriarchi» ci informano che taluni ambienti religiosi attendevano per gli ultimi tempi più di un messia: accanto a un messia di Davide, insignito delle prerogative regali, si aspettava anche — e distinto da lui — un messia di Aronne, investito della dignità sacerdotale.

Anche la promessa di Mosè, contenuta nel Deuteronomio,  sembra aver suscitato l’attesa di un «profeta», diverso dal messia-re e dal messia-sacerdote: «Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto» (Dt 18, 15). Ne rintracciamo un’eco nell’interrogativo posto a Giovanni il Battista: «Sei tu il profeta?» (Gv 1, 21).

Gesù, che aveva sempre accolto con qualche riserva il titolo di messia, nell’ultima settimana pare voler esplicitamente affermare che tutte le componenti dell’attesa messianica si compiono e si esauriscono in lui.

Dopo l’unzione di Betania, organizza l’ingresso in Gerusalemme come re e messia davidico; compie atti insoliti e significanti che lo qualificano come «profeta» (come la scacciata dei venditori dai portici del tempio e la maledizione del fico); con il gesto sul pane e sul vino dell’ultima cena si richiama a Melchisedek e si manifesta come messia sacerdotale; nella sua passione avvera il messianismo del Servo di Iahvè sofferente, di cui aveva parlato il Deutero-Isaia; per concludere con le apparizioni e le ascensioni, che lo manifestano come il «Figlio dell’uomo», il messia escatologico, che viene nella gloria di Dio e pone i sigilli alla storia umana, del quale avevano parlato le profezie di Daniele.

Non ci meravigliamo allora di vedere la Chiesa apostolica presentare costantemente Gesù di Nazareth come il Cristo, cioè l’unico messia, l’unico esaurimento di tutte le aspirazioni degli uomini. La formula di fede: «Gesù è il Cristo» («Tu sei il Cristo», dice Pietro) è tra le più abbondantemente documentate negli Atti degli Apostoli (cfr At 2, 36; 3, 20; 5, 42; 9, 22; 17, 3; 18, 5; 18, 28).

Essa trova ovviamente il suo impiego più largo negli ambienti giudaici; ma era anche largamente proposta a tutti i credenti (anche ai non ebrei), tanto che l’appellativo «Cristo» nelle comunità di lingua greca entra addirittura come componente del nome di Gesù; e proprio ad Antiochia — cioè in una comunità non ebraica — si comincia a derivare da questo titolo la parola «cristiani», per indicare i discepoli di Gesù di Nazareth (cfr At 11, 26).

La Chiesa ripropone ancora oggi a tutti la fede di Pietro: Gesù è il Messia, cioè la risposta divina a tutte le fondamentali attese degli uomini. Tutte le eterne aspirazioni che fervono nei cuori umani: alla verità, alla certezza, alla libertà, alla significanza, alla gioia, trovano in Gesù di Nazareth l’unico esaudimento decisivo.

La conclusione esistenziale è evidente: questo primo aspetto della «unicità» di Gesù — Gesù: l’unico aspettato dall’uomo e l’unico inviato dal Padre — ci preclude ogni culto della personalità e ogni abbaglio. Se Gesù è il Messia, non dobbiamo aspettarci nessun altro uomo veramente risolutivo della storia umana. Ogni «grandezza» umana in questa luce si ridimensiona. >

Il Messia è già venuto: nessun ideologo, nessun liberatore, nessuna eccezionale personalità può arrivare a incantare e a possedere un cuore veramente cristiano. Come dice sant’Ambrogio: «La Chiesa ha già il suo incantatore». Piuttosto, alla luce di Cristo e della sua unica messianicità, il cristiano può giustamente valutare e sanamente relativizzare ogni nuova apparizione di personaggi o di dottrine sulla scena dell’esistenza.  "


Gesù Verbo di Dio La Parola di Dio è mistero.

Il potere creatore di Dio è il potere che risiede nella sua Parola.

Attraverso la sua Parola Dio inteviene sulla creazione e sulla storia.

Dio rivela questo potere nelle parole-opere compiute per il suo popolo, segnatamente nell'esodo dall'Egitto.

In quegli eventi Dio si rivela come colui che con la sua Parola sostiene il mondo e la storia in questo senso Egli è il creatore del mondo, dell'uomo e della storia.


Sul piano storico la Parola di Dio è la Legge, l'Alleanza o meglio le parole di promessa e di istruzione contenute nella Alleanza.

Dio nella storia ha parlato cioè ha promesso qualcosa che poi ha realizzato, compiuto o che deve ancora compiere.

Parola divina (promessa) ed opera divina (realizzazione, compimento) sono inscindibili.


Ro 9,28 perché con pienezza e rapidità il Signore compirà la sua parola sopra la terra.

Questa rivelazione era oggetto della fede anche dei discepoli di Gesù:

2Pt 3,5 i cieli esistevano già da lungo tempo e che la terra, uscita dall'acqua e in mezzo all'acqua, ricevette la sua forma grazie alla parola di Dio;
At 4,24 tutti insieme levarono la loro voce a Dio dicendo:
«Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi

La Parola di Dio, il suo Verbo( in latino) , il suo Logos ( in greco) è ciò che fa il mondo. Essa è il Principio, il significato, la Verità di tutto.

Nel IV vangelo (Gv ) si dice che la Parola di Dio è diventata una persona : Gesù.

Gesù è la Parola di Dio in carne e sangue, cioè in persona vivente (in carne ed ossa diremmo noi).

I discepoli di Gesù che conoscevano la rivelazione divina nella storia del popolo di Israele riconoscono Gesù come Parola di Dio, Verbo/Logos di Dio fatto Uomo.


Giov 1,1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Giov 1,14
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.

1G 1,1 Ciò che era fin da principio,
ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita.

Eb 1, 3 Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola,
Mat 8,16 egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati,
Giov 1,10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui
1Col1, 15
Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; 16 poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà

Ap 19,13 È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio.

Ap 21,6 Ecco sono compiute! Io sono l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine.
Ap 22,13 Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il principio e la fine.
Ap 1,8 Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!

Ap 4,11 «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono».


Dice s: Agostino (Trattati sulla prima Lettera di Giovanni, 1,1.3;PL35,1978.1980)

Il Verbo... « Esisteva fin da principio ma non si era ancora manifestato agli uomini; si era manifestato agli angeli ed era come loro cibo. »


Gesù è superiore agli angeli C'è una Tradizione che risale ai testimoni oculari dei fatti che sono successi intorno a Gesù. Questa Tradizione  (= trasmissione orale e scritta da generazione a generazione) include gli scritti considerati autorevoli dalle prime comunità  cristiane che sono stati inclusi nella Bibbia Cristiana.

Luca, autore dell'omonimo Vangelo e del libro degli Atti degli Apostoli non aveva conosciuto Gesù .

Come lui stesso afferma nel prologo del suo vangelo ,scrive dopo aver fatto ricerche accurate su tutti gli avvenimenti che riguardavano Gesù, fin dal principio, cioè fin dal suo concepimento.

Già esistevano in quel tempo molti racconti su Gesù, ed erano tutti attendibili in quanto era stati stesi sulla base dei racconti dei testimoni oculari, quelli stessi che Gesù aveva autorizzato ed inviato : i 12 apostoli, quelli che Luca aveva conosciuto come ministri della Parola.

Luca vuole essere certo della Trasmissione scritta , la parte più solida di ogni Tradizione religiosa e vuole confrontare i risultati delle sue ricerche storiche con gli insegnamenti tramandati nelle comunità cristiane.

Lu 1,1 Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, 2 come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, 3 così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, 4 perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Lo scritto è indirizzato all'amico Teofilo , che come Luca non aveva conosciuto Gesù : gli era stato annunciato dai ministri della Parola della sua comunità.

Luca con le sue ricerche ha prodotto un racconto ordinato che conferma la solidità della predicazione ricevuta, cioè della Tradizione.

Chi poteva affermare con certezza chi era il padre di Gesù se non la madre, Maria?

Luca fa ricerche accurate e raccoglie varie testimonianze sul racconto che Maria  stessa aveva fatto circa il concepimento di Gesù.

Lc 1,26 Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo;

il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».34 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

Liturgia delle ore- 28 Dicembre, vespri di Natale- orazione:

…o Dio che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa che possiamo condividiere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana.

-Gesù è un essere nuovo, mai esistito prima : uomodio.

E' un essere superiore agli uomini e agli angeli : fusione della natura umana e della natura divina.

E' mortale ma ha in sè la natura divina che è vita eterna e potere creativo.

Gesù risorto è un essere nuovo e definitivo, uomodio eterno.

Eb 1,1 Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, 2 in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo.

3 Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell'alto dei cieli,
4 ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. 5 Infatti a quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato?

E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio? 6 E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio. 7 Mentre degli angeli dice: Egli fa i suoi angeli pari ai venti, e i suoi ministri come fiamma di fuoco, 8 del Figlio invece afferma: Il tuo trono, Dio, sta in eterno e: Scettro giusto è lo scettro del tuo regno; 9 hai amato la giustizia e odiato l'iniquità, perciò ti unse Dio, il tuo Dio, con olio di esultanza più dei tuoi compagni.


10 E ancora: Tu, Signore, da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono i cieli.11 Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito.12 Come un mantello li avvolgerai, come un abito e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e gli anni tuoi non avranno fine. 13 A quale degli angeli poi ha mai detto: Siedi alla mia destra, finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?14 Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?

...Eb 2,5 Non certo a degli angeli egli ha assoggettato il mondo futuro, del quale parliamo. 6 Anzi, qualcuno in un passo ha testimoniato: Che cos'è l'uomo perché ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo perché tu te ne curi?
7 Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli,
[ cioè uomo ]
di gloria e di onore l'hai coronato 8 e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi.
[ cioè superiore agli angeli]
Avendogli assoggettato ogni cosa, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso.

Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. 9 Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli,
lo vediamo ora coronato di gloria e di onorea causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.

Gesù incarnazione del Verbo di Dio. La parola incarnazione non si trova nelle Scritture, ma si richiama all'affermazione fondamentale deil Vangeli:

"E il Verbo si fece carne e abitò fra noi" (Gv 1,14).

Con essa la teologia cristiana esprime il mistero di Gesù Figlio di Dio fatto uomo in una "carne" simile alla nostra, debole, sofferente, mortale.

Carne nell'uso semitico indica l'essere umano nella sua totalità: "Ogni carne vedrà la salvezza di Dio ... ogni carne è come l'erba" dice l'Antico Testamento, per indicare ogni uomo e tutto l'uomo.

Quando Giovanni scriveva il suo Vangelo stava diffondendosi l'eresia detta dei "doceti", secondo i quali Gesù avrebbe assunto solo apparentemente la natura umana: perciò nel suo Vangelo si insiste sull'idea di incarnazione:
"il Verbo si fece carne", nella autenticità della nostra materialità concreta, che si può vedere, ascoltare, toccare...

La dottrina dell'incarnazione definita nel concilio di Calcedonia (451) afferma come dogma di fede che nell'unica persona di Gesù Verbo incarnato c'è sia la natura umana (è veramente uomo), sia la natura divina (è veramente Dio). 

Gesù Nuovo Adamo Così è chiamato Gesù nelle Lettere di San Paolo, per sottolineare il suo ruolo di ri-fondatore della nuova umanità redenta dal peccato e riportata a Dio. Adamo è ricordato come il primo antenato di Gesù, vero uomo (Lc 3,38).

Ma come il primo uomo, caratterizzato dalla disobbedienza, generò l'umanità peccatrice destinata alla morte, Gesù "uomo nuovo" con la sua obbedienza filiale genera la nuova umanità per la vita eterna.


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