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Le divisioni nei cristiani Si possono identificare queste chiese separate:
Le Chiese evangeliche o protestanti
La chiesa rappresentata dal papa condannò al Concilio di Trento le tesi del movimento protestante e questo dovette così darsi una propria organizzazione. In Germania fu influenzata da Lutero e si organizzò nelle chiese nazionali luterane, in Inghilterra fu il potere regio a dare forma alla nuova chiesa e nacque così la Chiesa d'Inghilterra (anglicana). Nel resto dell'Europa a dare l'impronta al movimento fu Giovani Calvino, professore a Ginevra. Questa formulazione della fede evangelica conduce ad una implicita riserva critica nei confronti di alcune delle dottrine diventate tradizionali nel cattolicesimo romano. Se infatti il culto cristiano ha come momento centrale la predicazione dell'Evangelo, la pietà cristiana non potrà accogliere riti e cerimonie e manifestazioni di carattere superstizioso, magico quali si riscontrano di frequente nella religiosità naturale. Se debbono considerarsi fondamentali ed esclusivi per la fede cristiana la persona e l'opera di Gesù Cristo ed il suo sacrificio, ne deriverà il rifiuto di ogni forma di venerazione per Maria ed i santi, se i sacramenti del battesimo e dell'eucarestia (i due soli istituiti da Cristo) sono segni della grazia divina e non mezzi per ottenerla, ne deriva il fatto che la Chiesa non ha sacerdoti cioé persone rivestite di particolare potere ma tutti i credenti hanno eguale responsabilità nella predicazione e nella testimonianza. Si chiamano "protestanti" ( oggi " evangelici", insieme ad altre chiese) le Chiese nate in seguito alla Riforma religiosa dei XVI secolo.- La Chiesa Luterana, nata dalla predicazione di Martin Lutero, è diffusa soprattutto nell'Europa centro settentrionale, dove conta circa 67 milioni di fedeli. Nei Paesi scandinavi quasi tutta la popolazione è luterana. In Africa, America e Asia, questa Chiesa conta circa altri 8,5 milioni di seguaci. Il luteranesimo è caratterizzato dalla mancanza di una struttura ecclesiale ben definita e di un vertice autorevole, come il papa per i cattolici o il patriarca per gli ortodossi. - Le Chiese riformate sono quelle nate dalla predicazione di Zwingli e di Calvino. Contano, oggi, circa 50 milioni di aderenti, la maggior parte dei quali si trovano nei paesi occidentali. Le Chiese riformate si sono, nei secoli, articolate e diversificate, per cause geografiche, storiche, teologiche. Le accomuna, tuttavia, la caratteristica struttura di tipo presbiteriano: a capo di ogni comunità vi è un presbiterío (collegio di anziani), che comprende il pastore della comunità. Anche le donne, in molte Chiese riformate, possono svolgere il servizio di pastore. Le principali diramazioni che partono dalle Chiese di tradizione riformata sono la Chiesa Congregazíonalista, la Chiesa Arminiana, la Chiesa Irvinghiana o Chiesa Cattolica Apostolica, la Chiesa Scientista o Chiesa di Cristo. - La Chiesa Valdese, nata prima della Riforma, vi ha in seguito aderito e conta oggi 45 mila seguaci, di cui 30 mila in Italia. Le chiese valdesi mantengono i due appellativi: valdese ed evangelico. Il primo per motivi storici, per riaffermare il legame che unisce la testimonianza odierna alle esperienze di fede dei valdesi medievali e mostrarne così la continuità nel nostro paese.Evangelico esprime invece la volontà di fondare il cristianesimo sull'Evangelo. Questo in accordo con la Riforma protestante ed il suo progetto di ritorno alla comunità cristiana primitiva e di purificazione della fede. -La Chiesa Anglicana conta oggi oltre circa 60 milioni
di fedeli, la metà dei quali nel Regno Unito, dove è nata in seguito
alla separazione da Roma decisa dal re inglese Enrico Vili nel 1534.
I quattro pilastri della fede anglicana sono: la Bibbia, che è Parola
di Dio; battesimo ed eucaristia, unici sacramenti istituiti direttamente
da Cristo; le antiche professioni di fede; l'episcopato storico. Quella
anglicana è, in realtà, una "comunione di Chiese" (circa 30), presenti
soprattutto nei paesi un tempo appartenenti all'impero britannico. Riconoscono,
infatti, come sede primaziale quella di Canterbury e capo della Chiesa
è la stessa regina d'Inghilterra. - La Chiesa Battista conta, oggi, circa 35 milioni di fedeli, la maggior parte dei quali negli Stati Uniti. Fu fondata dal pastore anglicano John Smith (1554-1612) che, nel 1606,emigrò ad Amsterdam e amministrò a se stesso e alla sua comunità un nuovo battesimo. La Chiesa battista si fonda, infatti, sull'idea che il battesimo è una scelta di fede consapevole e va quindi amministrato solo ad adulti. Per questo, la confessione battista sottolinea l'impegno personale dei cristiano adulto e l'autonomia delle varie comunità nei confronti dello Stato. - La Chiesa Metodista. Il nome deriva dallo stile di vita minuziosamente organizzato dei primi seguaci di John Wesley (1703-1791), che ne fu il fondatore. Oggi quei seguaci sono diventati circa 50 milioni, di cui quasi la metà vive negli Stati Uniti. Il culto metodista è molto simile a quello anglicano, semplificato e privato di elementi cattolici e calvinisti. Di tradizione metodista sono i fondatori di altri movimenti protestanti come i Mormoni e l'Esercito della Salvezza.
I cristiani evangelici o protestanti, tra cui anche i valdesi e i metodisti, condividono, insieme con i cristiani cattolici e ortodossi, i fondamenti della fede cristiana. La comune fede cristiana può essere riassunta in queste cinque affermazioni : 1. Tutti i cristiani credono in un solo Dio creatore, fonte di vita e di amore, che si è fatto conoscere anzitutto agli Ebrei; credono in Gesù Cristo, unico Signore e salvatore, che ha manifestato all'umanità l'amore di Dio; credono nello Spirito santo, presenza attiva di Dio nella storia. In altre parole un solo Dio in tre persone, la "Trinità". 2. Tutti i cristiani confessano che Dio ha parlato per mezzo di Mosè e dei profeti e in Gesù Cristo, com'è attestato dalle Sacre scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento, cioè dalla Bibbia, che è il testo fondamentale della rivelazione. 3. Tutti i cristiani amministrano il battesimo e celebrano l'eucaristia, o Cena del Signore. A questi segni visibili, legati all'opera di salvezza compiuta da Gesù Cristo, le varie correnti del cristianesimo danno tuttavia significati diversi che, in alcuni casi, impediscono loro di riconoscere pienamente la validità del battesimo altrui e di partecipare alla mensa comune. 4. Tutti i cristiani ritengono che il Signore rivolga a uomini e donne un appello personale alla fede, da vivere con fedeltà, coerenza e obbedienza, e che tutti i credenti sono raccolti in un solo popolo, il popolo di Dio, chiamato a servirlo e a farlo conoscere a tutti, cioè la chiesa, la cui realtà, organizzazione e modi di vita essi intendono tuttavia in modi diversi. 5. Tutti i cristiani vivono una vita aperta al futuro e attendono la realizzazione della piena redenzione, promessa e iniziata da Dio in Gesù Cristo. Federazione delle Chiese evangeliche in Italia La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) riunisce quasi tutte le denominazioni "storiche" del protestantesimo italiano e alcune chiese dell’area pentecostale-carismatica e vuole essere una struttura aperta, al servizio di tutto l'evangelismo italiano. Complessivamente, le chiese federate abbracciano una popolazione di circa 65.000 persone, che corrisponde circa al 20% dell’intera popolazione evangelica italiana. La struttura della FCEI assicura al tempo stesso un certo grado di unità fra cristiani appartenenti a diverse denominazioni evangeliche e la piena autonomia di decisione delle singole chiese. Nel preambolo dello Statuto le chiese federate riconoscono la "fondamentale convergenza delle loro posizioni ecclesiologiche", in particolare con riferimento "alla natura missionaria della chiesa; al sacerdozio universale dei credenti; alla molteplicità dei doni e dei ministeri; alla chiesa locale intesa come elemento ecclesiologico primario". Secondo lo Statuto (art. 2), la FCEI ha tra i suoi scopi quello di manifestare l'unità della fede e ricercare una comune linea di testimonianza nel nostro paese, fondata sullo studio della Parola di Dio; vigilare sul rispetto dell'esercizio dei diritti di libertà in tema di religione; curare i contatti con altri organismi a base interdenominazionale ed ecumenica; promuovere l'informazione sulla cultura delle chiese evangeliche e delle minoranze religiose; promuovere l'attività di istruzione ed educazione; svolgere attività di assistenza a favore di persone svantaggiate, con particolare riferimento ai rifugiati e migranti. I membri della FCEI possono essere effettivi (se ne accettano lo Statuto), aderenti (se accettano il fondamento di fede espresso nel preambolo dello Statuto e collaborano per il raggiungimento di alcuni obiettivi) oppure osservatori (se manifestano interesse per l'attività della FCEI). Le chiese membro possono costituire delle Federazioni regionali per coordinare l'evangelizzazione, la testimonianza e il servizio a livello locale. La FCEI mantiene inoltre rapporti di fraterna collaborazione con la Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) e la Federazione giovanile evangelica italiana (FGEI), le quali hanno diritto di nominare i propri delegati con voce consultiva all'Assemblea. Federazione delle chiese pentecostaliLe radici della Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali in Italia risalgono al 1983 quando perimpulso di alcuni pastori fu promossa la prima Conferenza Ministeriale svoltasi a Massafra (TA); da questo evento, tenendo conto delle comuni radici spirituali legate al risveglio pentecostale sorto all’inizio del XX secolo che consentivano lo sviluppo di un dialogo fraterno pur nella diversità dei percorsi fatti, prese le mosse il Raduno dei Ministri Pentecostali (RMP) che si sarebbe incontrato regolarmente una volta l’anno. ..gli anni che seguirono hanno fatto sviluppare scelte ed obiettivi tesi a realizzare, per la prima volta in Italia, un rapporto consolidato tra alcuni ministri di chiese pentecostali autonome abbastanza rappresentative. Durante il Raduno svoltosi nel Maggio del 1997 a Castelvolturno (CE) avviene la trasformazione in Comunione delle Chiese Evangeliche Pentecostali (CCEP). Il Consiglio Nazionale della CCEP nella seduta del 15 settembre 1999 svoltasi a Monteforte Irpino (AV) approvò all’unanimità la Federazione delle Chiese Pentecostali. Unione delle chiese metodiste e valdesiMetodisti e Valdesi sono cristiani che appartengono alla famiglia delle chiese evangeliche o protestanti. I valdesi sono presenti in Italia sin dal Medioevo, solo a metà del XIX secolo hanno ottenuto un editto di tolleranza, solo da quel momento hanno potuto esprimere la loro fede senza incorrere in repressioni, diffondendosi in l'Italia con un'opera di proselitismo e in Sud America (zona del Rio de la Plata) con l'emigrazione. I metodisti, chiesa sorta in Inghilterra nel XVIII secolo, sono presenti in Italia dalla metà dell'Ottocento. Nel dopoguerra le due chiese hanno intensificato la collaborazione, giungendo nel 1979 ad un Patto di Integrazione che le unisce in un'unica comunità confessionale di cui è espressione il sinodo annuale. Il movimento metodista nacque nel XVIII secolo ad opera del Pastore anglicano John Wesley (1703-1791) come movimento di Risveglio religioso e sociale che coinvolse dapprima Inghilterra e Nord America e poi, per l'attività dei suoi missionari, si diffuse ben presto in Europa e nel resto del mondo.Tutta la storia del Metodismo è derivata da una felice intuizione teologica di John Wesley. E cioè che la rivelazione dell'amore di Dio per l'uomo è una verità interiore che si palesa nell'esperienza della carità umana. Questo significa che l'Evangelo incarnato nel Cristo - che Dio ha amato l'uomo indipendentemente da quello che egli è - acquista un valore sociale e diventa impegno di vita. Di qui la massima coerenza tra messaggio e azione. Separare l'opera missionaria di Wesley dal suo pensiero teologico' che ne è il propulsore non è perciò possibile. Una cosa non può essere intesa senza l'altra: sono interdipendenti. l'assioma metodista è che Dio ha dato tutto (e questo è dottrina teologica) per cui tutto noi dobbiamo dare (e questo è impegno sociale). C'è dunque un collegamento indissolubile tra la salvezza ricevuta come dono gratuito in Cristo e la salvezza offerta come dono riconoscente al fratello. L'integrazione nel 1979 delle chiese metodiste in Italia con le chiese valdesi non ne ha modificato i lineamenti dottrinali. Le chiese valdesi e metodiste lavorano in stretta collaborazione con altre chiese evangeliche in Italia nel quadro della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Mantengono relazioni molto strette con le chiese protestanti nel mondo partecipando al Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC). |
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