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Resurrezione Accertata la sua morte morte , Gesù viene deposto dalla croce e sepolto nella tomba di un ricco ebreo.Le famiglie ebree benestanti avevano camere sepolcrali scavate nella roccia morbida.La salma veniva posta in una nicchia e la tomba sigillata con una pietra tombale. A decomposizione avvenuta le ossa venivano riposte in un ossario di famiglia.
La sepoltura Mat 27,57 Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 58 Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. 59 Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo 60 e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò.61 Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l'altra Maria. 62 Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: 63 «Signore, ci siamo ricordati che quell' impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. 64 Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». 65 Pilato disse loro: «Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete». 66 Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.Tra morte e resurrezione Come vengono interpretati le ore che trascorrono tra la morte di Gesù e la sua resurrezione? 631 Gesù era disceso nelle regioni inferiori della terra: “Colui che discese è lo stesso che anche ascese”( Ef 4,10 ). Il Simbolo degli Apostoli professa in uno stesso articolo di fede la discesa di Cristo agli inferi e la sua Risurrezione dai morti il terzo giorno, perché nella sua Pasqua egli dall'abisso della morte ha fatto scaturire la vita: CUCC 632 Le frequenti affermazioni del Nuovo Testamento secondo le quali Gesù “è risuscitato dai morti” ( At 3,15; Rm 8,11; 1Cor 15,20 ) presuppongono che, preliminarmente alla Risurrezione, egli abbia dimorato nel soggiorno dei morti [Cf Eb 13,20 ]. E' il senso primo che la predicazione apostolica ha dato alla discesa di Gesù agli inferi: Gesù ha conosciuto la morte come tutti gli uomini e li ha raggiunti con la sua anima nella dimora dei morti. Ma egli vi è disceso come Salvatore, proclamando la Buona Novella agli spiriti che vi si trovavano prigionieri [Cf 1Pt 3,18-19 ]. 633 La Scrittura chiama inferi, shéol o ade [Cf Fil 2,10; At 2,24; Ap 1,18; Ef 4,9 ] il soggiorno dei morti dove Cristo morto è disceso, perché quelli che vi si trovano sono privati della visione di Dio [Cf Sal 6,6; Sal 88,11-13 ]. Tale infatti è, nell'attesa del Redentore, la sorte di tutti i morti, cattivi o giusti; [Cf Sal 89,49; 633 1Sam 28,19; Ez 32,17-32 ] il che non vuol dire che la loro sorte sia identica, come dimostra Gesù nella parabola del povero Lazzaro accolto nel “seno di Abramo” [Cf Lc 16,22-26 ]. “Furono appunto le anime di questi giusti in attesa del Cristo a essere liberate da Gesù disceso all'inferno” [Catechismo Romano, 1, 6, 3]. Gesù non è disceso agli inferi per liberare i dannati [Cf Concilio di Roma (745): Denz. -Schönm., 587] né per distruggere l'inferno della dannazione, [Cf Benedetto XII, Opuscolo Cum dudum: Denz. -Schönm., 1011; Clemente VI, Lettera Super quibusdam: ibid., 1077] ma per liberare i giusti che l'avevano preceduto [Cf Concilio di Toledo IV (625): Denz. -Schönm., 485; cf anche Mt 27,52-53 ]. 634 “La Buona Novella è stata annunciata anche ai morti. . . ” ( 1Pt 4,6 ). La discesa agli inferi è il pieno compimento dell'annunzio evangelico della salvezza. E' la fase ultima della missione messianica di Gesù, fase condensata nel tempo ma immensamente ampia nel suo reale significato di estensione dell'opera redentrice a tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi, perché tutti coloro i quali sono salvati sono stati resi partecipi della Redenzione. 635 Cristo, dunque, è disceso nella profondità della morte [Cf Mt 12,40; Rm 10,7; Ef 4,9 ] affinché i morti udissero la voce del Figlio di Dio e, ascoltandola, vivessero [Cf Gv 5,25 ]. Gesù “l'Autore della vita” ( At 3,15 ) ha ridotto “all'impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo” liberando “così tutti quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita” ( Eb 2,14-15 ). Ormai Cristo risuscitato ha “potere sopra la morte e sopra gli inferi” ( Ap 1,18 ) e “nel nome di Gesù ogni ginocchio” si piega “nei cieli, sulla terra e sotto terra” ( Fil 2,10 ). Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato ed ha svegliato coloro che da secoli dormivano. . . Egli va a cercare il primo padre, come la pecora smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva, che si trovano in prigione. . . “Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio. Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la Vita dei morti” [Da un'antica “Omelia sul Sabato Santo”: PG 43, 440A. 452C, cf Liturgia delle Ore, II, Ufficio delle letture del Sabato Santo]. CUCC 638 “ Noi vi annunziamo la Buona Novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, poiché Dio l'ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù” ( At 13,32-33 ). La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo, creduta e vissuta come verità centrale dalla prima comunità cristiana, trasmessa come fondamentale dalla Tradizione, stabilita dai documenti del Nuovo Testamento, predicata come parte essenziale del Mistero pasquale insieme con la croce: Cristo è risuscitato dai morti. Con la sua morte ha vinto la morte, Ai morti ha dato la vita [Liturgia bizantina, Tropario di Pasqua]. I. L'avvenimento storico e trascendente 639 Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Già verso l'anno 56 san Paolo può scrivere ai cristiani di Corinto: “Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici” ( 1Cor 15,3-4 ). L'Apostolo parla qui della tradizione viva della Risurrezione che egli aveva appreso dopo la sua conversione alle porte di Damasco [Cf At 9,3-18 ] La tomba vuota
Nello stesso momento in cui Gesù viene colpito dalla morte , Lui risorge e inizia la resurrezione dei morti; ma solo i giusti, i santi entrano con Gesù nella dimensione del Regno di Dio. Mat 27,50 E Gesù, emesso un alto grido, spirò.51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono,52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Non si tratta di lenzuola ma bende con cui si avvolgevano i cadaveri: le bende giacevano ovvero erano afflosciate su se stesse come se il contenuto si fosse volatilizzato. 7 e lo sciugatoio ch'era sopra il capo di Gesù, il qual non giaceva con le lenzuola, ma era involto da parte in un luogo.8 Allora adunque l'altro discepolo ch'era venuto il primo al monumento, vi entrò anch'egli, e vide, e credette. Che cosa vide Giovanni?(Per approfondire: la questione ) Il fatto che il corpo si sia sottratto al lenzuolo senza essere mosso da altri trova una significativa conferma proprio nel Vangelo secondo Giovanni (20,5-6), la cui tradizionale traduzione faceva pensare che Pietro e Giovanni - corsi al sepolcro dopo essere stati informati dalle donne - avessero trovato le «bende» (cioè il lenzuolo e le fasce che lo legavano per avvolgere il corpo) «per terra»: «[Giovanni] Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra ». La recente traduzione del greco evangelico realizzata da don Antonio Persili ha invece rivelato che l'evangelista descrive un fatto straordinario: il lenzuolo e le fasce erano ancora lì, distesi nella nicchia sepolcrale, non erano stati buttati distrattamente per terra, solo che dentro non c'era più il corpo. Infatti l'originale greco usato nell'espressione che noi traduciamo «per terra» è genericamente "essere lì", né "stare per terra" alla rinfusa, ma indica una posizione precisa, l'"essere disteso in una posizione orizzontale". Ciò vuol dire che i due videro non le bende semplicemente sparpagliate «per terra», ma «distese» (questa è la traduzione proposta) senza essere state sciolte o manomesse. Erano dunque rimaste immobili al loro posto, semplicemente, ora quel corpo non c'era più, e le bende si erano afflosciate su loro stesse. Anche per il sudario si è proposta una nuova traduzione. Le versioni correnti di Gv 20,7-8 introducono tutte l'idea che il sudario si trovi spostato rispetto al punto in cui si trovava quando il corpo di Gesù era stato sepolto: «e il sudario, che gli era stato posto
sul capo, non per terra con le bende, ma piegato
in un luogo a parte ». Il sudario non era là con i teli, ma «piegato in un luogo a parte». Il numerale "un": in greco non è necessario (l'articolo indeterminativo normalmente non va messo), a meno che non si voglia dare un significato rafforzativo di unicità al nome che segue ("uno solo"). In questo caso, vorrebbe sottolineare la parola "luogo" o "posizione" e quindi la particolarità della posizione in cui si trovava il sudario. Allora, secondo questa proposta di traduzione, significherebbe più propriamente «in una posizione singolare» (o "unica", "particolare") e non "in un luogo a parte", come normalmente inteso. In tal modo si vuol dire che il sudario, a differenza delle fasce distese, appariva sollevato, in maniera quasi innaturale - forse perché su di esso i profumi avevano avuto un effetto inamidante - e non era stato messo in disparte, ma giaceva nello stesso punto dove prima c'era stato il volto di Gesù.Se questo fu lo spettacolo che si presentò ai due apostoli, si può comprendere perché a quella vista Giovanni poté intuire ciò che era accaduto («vide e credette», Gv 20,8): non lo avevano portato via, ma era risorto nel suo vero corpo, come aveva promesso precedentemente. Era cioè impossibile che il corpo di Gesù fosse uscito dalle fasce per una improvvisa rianimazione, o che fosse stato portato via, da amici o da nemici, senza slegare le fasce o manometterle in qualche maniera. Se le fasce erano rimaste al loro posto, afflosciate su se stesse ma ancora avvolte, era il segno che Gesù era uscito vivo dal sepolcro sottraendosi in maniera misteriosa ai panni che lo avvolgevano, fuori dalle leggi dello spostamento dei corpi. Un intervento sovrannaturale aveva sottratto quel corpo dalla nicchia nel sepolcro, lasciando tutte le cose intatte, senza manomettere i teli funerari. CUCC - Il sepolcro vuoto 640 “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato” ( Lc 24,5-6 ). Nel quadro degli avvenimenti di Pasqua, il primo elemento che si incontra è il sepolcro vuoto. Non è in sé una prova diretta. L'assenza del corpo di Cristo nella tomba potrebbe spiegarsi altrimenti [Cf Gv 20,13; 640 Mt 28,11-15 ]. Malgrado ciò, il sepolcro vuoto ha costituito per tutti un segno essenziale. La sua scoperta da parte dei discepoli è stato il primo passo verso il riconoscimento dell'evento della Risurrezione. Dapprima è il caso delle pie donne, [Cf Lc 24,3; Lc 24,22-23 ] poi di Pietro [Cf Lc 24,12 ]. “Il discepolo. . . che Gesù amava” ( Gv 20,2 ) afferma che, entrando nella tomba vuota e scorgendo “le bende per terra” ( Gv 20,6 ), “vide e credette” ( Gv 20,8 ). Ciò suppone che egli abbia constatato, dallo stato in cui si trovava il sepolcro vuoto, [Cf Gv 20,5-7 ] che l'assenza del corpo di Gesù non poteva essere opera umana e che Gesù non era semplicemente ritornato ad una vita terrena come era avvenuto per Lazzaro [Cf Gv 11,44 ]. |
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