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La nascita della Chiesa di Gesù Il termine "chiesa" ricorre solo tre volte nei vangeli, e precisamente nel Vangelo secondo Matteo. In primo luogo quando Gesù, nei dintorni di Cesarea di Filippo, rivolto all'apostolo Pietro che aveva dichiarato la sua fede in Lui: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», dice: "E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere" (Matteo 16:18). In secondo luogo in Matteo 18:17 quando Gesù fornisce ai Suoi discepoli istruzioni su come debbano essere trattati casi difficili nei rapporti fra i cristiani: "...se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e, se rifiuta d'ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano". In questi testi è Gesù stesso, quindi, che definisce la chiesa come la comunità di coloro che confessano la loro fede in Lui come il Messia promesso e il Figlio di Dio. Fede simile a quella di Tommaso: «Signor mio e Dio mio!» (Giovanni 20:28). Questa fede è dono di Dio: "non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli" (Matteo 16:17). Gesù dice " la mia chiesa " : la chiesa, quindi, è una comunità di persone che nasce e vive per sovrana iniziativa di Gesù. Nel greco classico il termine chiesa indica l'assemblea della popolazione (il demos) di una città libera. Il termine ha quindi un significato politico e non religioso, e potrebbe tradursi (secondo l'etimologia del termine) "convocazione". I cittadini che formano l'€κκλησία (ekklēsia) sono gli €κκλητοι (ekkletoi), i convocati. Interessante, però, che l'originale greco chiami €κκλησία (ekklēsia) "chiesa, assemblea" (quindi in senso civile e non religioso) la riunione dei cittadini di Efeso nel teatro della città: "Intanto, chi gridava una cosa, chi un'altra; infatti l'assemblea era confusa; e i più non sapevano per quale motivo si fossero riuniti" (Atti 19:32). La versione della bibbia LXX (bibbia ebraica in greco ) usa anche un secondo termine per tradurre il concetto ebraico di "popolo di Dio", συναγωγή (sunagōgē), radunanza, assemblea, da cui "sinagoga", quasi mai adoperato nel Nuovo Testamento riferito ai cristiani, perché già indicava la comunità giudaica e il suo luogo di culto. Nei suoi discorsi Gesù potrebbe aver usato originalmente il termine aramaico Kenistà. Mt 4,18 Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. Nasce come comunità di risorti con l'effusione dello Spirito di Gesù sulla croce. Mt 27, 50 E Gesù, emesso un alto grido, spirò. ( rese lo Spirito a Dio ) Coloro che erano vissuti da " giusti" , cioè nella fedeltà alla Legge Divina o Legge Morale Naturale ricevono il dono promesso da Dio : la salvezza definitiva dal male e dalla morte, la resurrezione del corpo nel Regno dei Cieli, il Paradiso di Jhwh. Nasce come comunità di salvati con l'effusione dello Spirito di Gesù sulla croce. Gv19,32 Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Già il discepolo Giovanni riconosce in questo segno l'effusione universale dello Spirito del risorto : 1Gv 5,6 Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. CUCC 766 Ma la Chiesa è nata principalmente dal dono totale di Cristo per la nostra salvezza, anticipato nell'istituzione dell'Eucaristia e realizzato sulla croce. L'inizio e la crescita della Chiesa “sono simboleggiati dal sangue e dall'acqua che uscirono dal costato aperto di Gesù crocifisso” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 3]. “Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 5]. Come Eva è stata formata dal costato di Adamo addormentato, così la Chiesa è nata dal cuore trafitto di Cristo morto sulla croce [Cf Sant'Ambrogio, Expositio Evangelii secundum Lucam, 2, 85-89: PL 15, 1583-1586]. I giorni che seguirono gli avvenimenti della Pasqua furono giorni di gioia di consolazione, di conferma, di insegnamento, di grande intimità : gli apostoli si strinsero attorno a Gesù, lo ascoltarono e gioirono della sua presenza.Gesù apparve loro durante 40 giorni (potrebbe significare semplicemente per un determinato periodo) dando loro gli ultimi insegnamenti perchè diventino "adulti" e responsabili della continuazione della sua missione salvifica. Ciò richiedeva decisione, fedeltà coraggio. At 1,1 Nel mio primo libro ho (io, Luca) già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio 2 fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo. 3 Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mar 16,9 Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. 10 Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. 11 Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. 12 Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. 13 Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. 14 Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. AT 28, 16 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. 17 Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. 18 E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20 insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Mar 16,15 Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. 17 E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, 18 prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». 19 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
Dopo 40 giorni Gesù salì al Cielo chiedendo ai discepoli di rimanere a Gerusalemme in attesa della effusione dello Spirito divino. At 1,6 Così venutisi a trovare insieme gli
domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno
di Israele?». CUCC 660 Il carattere velato della gloria del Risorto durante questo tempo traspare nelle sue misteriose parole a Maria Maddalena: “Non sono ancora salito al Padre: ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” ( Gv 20,17 ). Questo indica una differenza di manifestazione tra la gloria di Cristo risorto e quella di Cristo esaltato alla destra del Padre. L'avvenimento ad un tempo storico e trascendente dell'Ascensione segna il passaggio dall'una all'altra. 659 “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio” ( Mc 16,19 ). Il Corpo di Cristo è stato glorificato fin dall'istante della sua Risurrezione, come lo provano le proprietà nuove e soprannaturali di cui ormai gode in permanenza [Cf Lc 24,31; Gv 20,19; 659 Gv 20,26 ]. Ma durante i quaranta giorni nei quali egli mangia e beve familiarmente con i suoi discepoli [Cf At 10,41 ] e li istruisce sul Regno, [Cf At 1,3 ] la sua gloria resta ancora velata sotto i tratti di una umanità ordinaria [Cf Mc 16,12; Lc 24,15; Gv 20,14-15; Gv 21,4 ]. L'ultima apparizione di Gesù termina con l'entrata irreversibile della sua umanità nella gloria divina simbolizzata dalla nube [Cf At 1,9; cf anche Lc 9,34-35; Es 13,22 ] e dal cielo [Cf Lc 24,51 ] ove egli siede ormai alla destra di Dio [Cf Mc 16,19; 659 At 2,33; At 7,56; cf anche Sal 110,1 ]. In un modo del tutto eccezionale ed unico egli si mostrerà a Paolo “come a un aborto” ( 1Cor 15,8 ) in un'ultima apparizione che costituirà apostolo Paolo stesso [Cf 1Cor 9,1; Gal 1,16 ]. 661 Quest'ultima tappa rimane strettamente unita alla prima, cioè alla discesa dal cielo realizzata nell'Incarnazione. Solo colui che è “uscito dal Padre” può far ritorno al Padre: Cristo [Cf Gv 16,28 ]. “Nessuno è mai salito al cielo fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo” ( Gv 3,13 ) [Cf Ef 4,8-10 ]. Lasciata alle sue forze naturali, l'umanità non ha accesso alla “Casa del Padre” ( Gv 14,2 ), alla vita e alla felicità di Dio. Soltanto Cristo ha potuto aprire all'uomo questo accesso “per darci la serena fiducia che dove è lui, Capo e Primogenito, saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria” [Messale Romano, Prefazio dell'Ascensione I]. 662 “Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” ( Gv 12,32 ). L'elevazione sulla croce significa e annunzia l'elevazione dell'Ascensione al cielo. Essa ne è l'inizio. Gesù Cristo, l'unico Sacerdote della nuova ed eterna Alleanza, “non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo. . ., ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore” ( Eb 9,24 ). In cielo Cristo esercita il suo sacerdozio in permanenza, “essendo egli sempre vivo per intercedere” a favore di “quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio” ( Eb 7,25 ). Come “sommo sacerdote dei beni futuri” ( Eb 9,11 ) egli è il centro e l'attore principale della Liturgia che onora il Padre nei cieli [Cf Ap 4,6-11 ]. 663 Cristo, ormai, siede alla destra del Padre. “Per destra del Padre intendiamo la gloria e l'onore della divinità, ove colui che esisteva come Figlio di Dio prima di tutti i secoli come Dio e consustanziale al Padre, s'è assiso corporalmente dopo che si è incarnato e la sua carne è stata glorificata” [San Giovanni Damasceno, De fide orthodoxa, 4, 2, 2: PG 94, 1104D]. 664 L'essere assiso alla destra del Padre significa l'inaugurazione del regno del Messia, compimento della visione del profeta Daniele riguardante il Figlio dell'uomo: “ [Il Vegliardo] gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto” ( Dn 7,14 ). A partire da questo momento, gli Apostoli sono divenuti i testimoni del “Regno che non avrà fine” [Simbolo di Nicea-Costantinopoli]. 668 “Per questo Cristo è morto e ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi” ( Rm 14,9 ). L'Ascensione di Cristo al cielo significa la sua partecipazione, nella sua umanità, alla potenza e all'autorità di Dio stesso. Gesù Cristo è Signore: egli detiene tutto il potere nei cieli e sulla terra. Egli è “al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione” perché il Padre “tutto ha sottomesso ai suoi piedi”( Ef 1,21-22 ). Cristo è il Signore del cosmo [Cf Ef 4,10; 1Cor 15,24; 668 1Cor 15,27-28 ] e della storia. In lui la storia dell'uomo come pure tutta la creazione trovano la loro “ricapitolazione”, [Cf Ef 1,10 ] il loro compimento trascendente. 669 Come Signore, Cristo è anche il Capo della Chiesa che è il suo Corpo [Cf Ef 1,22 ]. Elevato al cielo e glorificato, avendo così compiuto pienamente la sua missione, egli permane sulla terra, nella sua Chiesa. La Redenzione è la sorgente dell'autorità che Cristo, in virtù dello Spirito Santo, esercita sulla Chiesa, [Cf Ef 4,11-13 ] la quale è “il Regno di Cristo già presente in mistero”. La Chiesa “di questo Regno costituisce in terra il germe e l'inizio” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 3; 5]. 670 Dopo l'Ascensione, il disegno di Dio è entrato nel suo compimento. 672 Prima dell'Ascensione Cristo ha affermato che non era ancora il momento del costituirsi glorioso del Regno messianico atteso da Israele, [Cf At 1,6-7 ] Regno che doveva portare a tutti gli uomini, secondo i profeti, [Cf Is 11,1-9 ] l'ordine definitivo della giustizia, dell'amore e della pace. Il tempo presente è, secondo il Signore, il tempo dello Spirito e della testimonianza, [Cf At 1,8 ] ma anche un tempo ancora segnato dalla “necessità” ( 1Cor 7,26 ) e dalla prova del male, [Cf Ef 5,16 ] che non risparmia la Chiesa [Cf 1Pt 4,17 ] e inaugura i combattimenti degli ultimi tempi [Cf 1Gv 2,18; 1Gv 4,3; 1Tm 4,1 ]. E' un tempo di attesa e di vigilanza [Cf Mt 25,1-13; 672 Mc 13,33-37 ]. 673 Dopo l'Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente, [Cf Ap 22,20 ] anche se non spetta a noi “conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta” ( At 1,7 ) [Cf Mc 13,32 ]. Questa venuta escatologica può compiersi in qualsiasi momento [Cf Mt 24,44; 1Ts 5,2 ] anche se essa e la prova finale che la precederà sono “impedite” [Cf 2Ts 2,3-12 ]. L'azione dello Spirito Dopo l'Ascensione, i discepoli di Gesù vissero momenti di grande attesa. Aspettavano il dono che il loro Signore risorto aveva annunciato loro prima di salire al cielo, quello Spirito Consolatore che aveva promesso durante l'ultima cena. E il Consolatore, lo Spirito Santo, li avrebbe trasformati, raccolti in un'unità profonda, iniziando con loro una storia nuova.
Lu 1,35 a Maria rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Diceva Gesù a chi pensava di poter adorare Dio solo nel Tempio, quello di Gerusalemme o quello di Samaria: Giov 4,24 Dio è spirito. Dio è spirito significa che non è legato ad un luogo ( il tempio) o a un tempo ( le feste). Lo Spirito di Dio può abitare negli esseri umani, come i profeti e dare la sua forza come ai messia . Lu 4,18 Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, Gesù dà il suo Spirito , lo Spirito divino : Lu 11,13 Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!». Ascendendo al cielo Gesù aveva promesso : At 1,8 avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Che richiama le altre promesse precedenti : Giov 14,17 lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. 20 Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». CUCC 730 Infine viene l'Ora di Gesù: [Cf Gv 13,1; 730 Gv 17,1 ] Gesù consegna il suo spirito nelle mani del Padre [Cf Lc 23,46; Gv 19,30 ] nel momento in cui con la sua morte vince la morte, in modo che, “risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre” ( Rm 6,4 ), egli dona subito lo Spirito Santo “alitando” sui suoi discepoli [Cf Gv 20,22 ]. A partire da questa Ora, la missione di Cristo e dello Spirito diviene la missione della Chiesa: “Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi” ( Gv 20,21 ) [Cf Mt 28,19; Lc 24,47-48; At 1,8 ]. 728 Gesù rivela in pienezza lo Spirito Santo solo dopo che è stato egli stesso glorificato con la sua Morte e Risurrezione. " mandati" da Gesù, i suoi "inviati" ( apostoli in greco) ricevono, insieme allo Spirito di Gesù, la sua stessa missione. Come lo Spirito aveva accompagnato Gesù, così ora egli accompagna la sua Chiesa. |
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