| Cristianesimo : evangelizzazione e/o dialogo?
Alle sue origini il Cristianesimo
ebbe a che fare
con le pretese di conoscenza della Verità da
parte della filosofia greca. Sul terreno della filosofia i Padri della Chiesa affermarono
una continuità tra filosofia greca e cristianesimo in rapporto
alla conoscenza della Verità.
Questa continuità venne giustificata postulando a priori una unità della
ragione (Logos) che Dio ha creato identica
per ogni essere umano.
A questa ragione il cristianesimo ha dato l'ultimo e più sicuro
fondamento.
La continuità tra filosofia greca e cristianesimo
mostra
-
la ragione che cerca la Verità attraverso la filosofia
-
e nel
cristianesimo il compimento di questa ricerca attraverso la Rivelazione.
I Padri del cristianesimo hanno visto nella filosofia
greca elementi di verità o semi di verità (Logos spermatikos)
che al livello della ragione umana si incontrano con la rivelazione
cristiana.
ll concetto fondamentale della fisica stoica era quello di un ordine
immutabile, razionale, perfetto e necessario che governa e sorregge
infallibilmente tutte le cose e le fa essere e conservarsi quelle
che sono.
Quest'ordine è identificato con Dio stesso.
Dio è un Fuoco caldo e vitale, corporeo, che
soffia ( pneuma=spirito) e vivifica e conserva e accresce
la materia tutta. Dio è chiamato "la ragione seminale
del mondo" perchè contiene in se stesso tutte
le ragioni
seminali particolari secondo cui tutte le cose particolari si
generano.
Ogni parte dell'universo nasce da un suo proprio seme
razionale particolare o ragione seminale particolare.
Tutte
le ragioni seminali particolari esistono a priori mescolate
in una Unità (=Dio) ma sviluppandosi , si separano
dando luogo ad esseri diversi.
Così
secondo la filosofia stoica tutte le cose sono diverse
l'una dall'altra ma tutte nascono da una stessa Ragione
Universale , l'ordine razionale del mondo (il Logos totale ) .
Nel Logos tutta la molteplicità trova
una propria unità.
Giustino utilizza le categorie filosofiche dello stoicismo
per esprimere il rapporto tra la filosofia greca e la sua comprensione della
Rivelazione Cristiana, il Logos incarnato, Gesù.
« Il seme del Lógos è ingenito
a tutta la stirpe umana.» (Giustino 2Apol 8,1).
«In tutti gli uomini, ma specialmente
in quelli che occupano il loro tempo nei ragionamenti, è instillato
un certo effluvio divino. In grazia di esso, anche contro volontà,
essi riconoscono che vi è un Dio solo, ingenito ed immortale, che è
sempre.(Clem. Aless Protr 6,68,2)
«Qualunque sano principio trovarono i filosofi e i legislatori, esso
fu sempre frutto di ricerca e di dialettica in forza di una parte del Lógos (Lógos
parziale). Però siccome non ebbero conoscenza dell'intero Lógos,
che è Cristo, caddero spesso in contraddizioni. »(Giustino
II Apol 10,23)
«La verità, che riluce nella filosofia greca, è parziale,
ma tuttavia
è sempre verità. La filosofia era per i Greci la via
a Cristo, come lo era la Legge(Mosaica) per gli Ebrei. ( Clem. Aless
Strom. 6,10,83,2)
« Tutti quelli che vissero secondo il Lógos sono cristiani:
tra i Greci Socrate, Eraclito e altri simili; tra i barbari Abramo,
Anania, Misaele, Elia, e molti altri »( Giustino I Apol 46,3)
Il seme (sperma) del Logos
o parte di esso (meros)
sembra identificarsi con la ragione,
che nella sua ricerca del
Vero , del Bello, del Buono, del Giusto , dell'Eterno
ha precorso la
Rivelazione cristiana ,
ovvero la piena Rivelazione del Logos incarnato,
Gesù
il Cristo.
Ma:
«Tutto quello che fu detto dai filosofi
e dai poeti sull'immortalità dell'anima, sulle punizioni dopo
morte, sulla contemplazione delle cose celesti o su analoghe dottrine, lo
hanno potuto apprendere e lo hanno esposto, per averne attinto i principi
dai profeti. 10. Perciò in tutti sembra vi siano dei
semi di verità; benché, quando si contraddicono l'un
altro, dimostrino di non aver esattamente inteso.» (Giustino I Apologia 44,6)
«8, 1 Sappiamo che sono stati odiati
ed uccisi anche i seguaci delle dottrine degli Stoici, almeno quando
si sono mostrati corretti nel discorso etico - come in alcune cose
fecero anche i poeti -, per mezzo del seme del Logos, che è insito
in ogni stirpe degli uomini. Sappiamo di Eraclito, come abbiamo detto,
e di Musonio, tra quelli dei nostri tempi, e di altri .Eraclito di
Efeso, nato verso 535 a.C. (già
ricordato in 1 ApoL, 46,3) considerò il Logos come razionalità e
legge armonica del cosmo e asserì il continuo divenire e trasformarsi
della materia :Tutto scorre). Musonio, un filosofo stoico
del I sec. d. C., più volte esiliato (nel 65 da Nerone e dopo
il 71, pare, anche da Vespasiano). L'etica degli Stoici era quella
che più si avvicinava alla cristiana: alcune pagine di Seneca
hanno un così vivo sapore cristiano che fecero sorgere la
leggenda dell'Epistolario apocrifo tra S. Paolo e Seneca.2 Come infatti
spiegammo, i demoni sempre si sono sforzati affinché fossero
odiati tutti coloro che, in qualunque modo, cercano di vivere secondo
il Logos e di fuggire la malvagità. 3. Nessuna meraviglia,
se i demoni, una volta scoperti, si sforzino affinché ancora
di più
siano odiati coloro che (vivono) non secondo una parte del Logos
seminale, ma secondo la conoscenza e la contemplazione del Logos
totale, che è Cristo.(Giustino I Apologia )
Giustino distingue tra il seme del Logos, o parte del Logos,
e il Logos totale, il Logos nella sua pienezza,Gesù il
Cristo venuto tra gli uomini.
10. Al di sopra di ogni umana dottrina
risplende la nostra, perché su di noi risplende il Logos totale,
Cristo fattosi presente tra noi in corpo, ragione ed anima. 2.
Tutto ciò
che sempre rettamente enunciarono e scoprirono i filosofi e i legislatori,
lo scoprirono e lo compresero a fatica secondo il Logos parziale,
3. proprio perché non indagarono secondo il Logos totale
che è il Cristo, si contraddissero tra di loro, 4. anzi
quanti vissero prima del Cristo tentando di comprendere e confutare
le loro dottrine secondo l'umana ragione, furono trascinati dinanzi
ai tribunali come empi e cacciatori di novità. 5. Socrate
che più di tutti costoro, ebbe tale nobile tensione, fu
accusato proprio come noi, perché dicevano che introducesse
nuove divinità e non riconoscesse gli dei, in cui la città credeva,
mentre egli invece insegnò all'umanità a rinnegare
i demoni del male, autori delle nefandezze narrate nei poeti, 6.
esorcizzando dalla repubblica sia Omero sia gli altri poeti, ed
esortò a riconoscere, attraverso la ricerca della ragione,
il loro Dio ignoto, dicendo "nè facile scoprire
chi è il Padre e il Creatore dell'universo, né senza
rischio parlarne a tutti dopo averlo scoperto" .24 7.
Il che operò
il nostro Cristo con la potenza che gli era propria; 8. perché,
mentre a Socrate nessuno prestò fede, benché testimoniasse
con la morte la sua dottrina, a Cristo invece credettero non solo
i filosofi e gli amanti della cultura - era Lui infatti e lo è sempre
il Logos, che avendo prima predetto il futuro attraverso i
profeti, poi insegnò questa dottrina di persona, assoggettandosi
a simile passione - ma anche operai, persone del tutto ignoranti,
che hanno saputo disprezzare opinioni, paure e morte, poiché operava
in Lui la potenza del Padre ineffabile e non la struttura dell'umana
natura.
13,2.Io confesso d'essere cristiano e me ne glorio e fieramente
combatto non perchè le dottrine di Platone siano dissimili da
quelle di Cristo, ma perchè non sono ad esse interamente
simili ,come anche quelle degli altri, stoici, poeti e scrittori.
Ciascuno di loro percependo in parte ciò che è connaturale
al divino Logos seminale, si espresse nel modo giusto.
2,1-«La filosofia è un bene grandissimo
e preziosissimo agli occhi di Dio, al quale conduce e ci unisce essa
sola, e santi veramente sono coloro che alla filosofia applicano la mente.
Ma che cos'è la filosofia e perchè mai è stata inviata agli uomini,
ai più è sfuggito. Diversamente non vi sarebbero stati nè platonici,
nè stoici,nè peripatetici, nè teoretici, nè pitagorici,
(=tante diverse verità) pur essendo una sola questa
scienza.»(Giustino, Dialogo con Trifone)
Ragione e cristianesimo attingono ad una
unica fonte di sapienza, di Verità , il Logos Universale che
, incarnato, altri non
è che Gesù il Cristo.
Il cristianesimo custodisce una Rivelazione divina che comprende
sempre meglio nella storia attraverso l'azione dello Spirito promessa
da Gesù .Attraverso questa comprensione il cristianesimo esprime
in linguaggi umani un nucleo di verità rivelate che costituiscono la
norma per giudicare della sapienza umana e distinguere verità da
errore. Questa inculturazione della fede cristiana inizia fin
dalle origini del cristianesimo.
Fin dalle origini il cristianesimo ha assorbito nella sua tradizione
tutto cio' che nelle culture umane si incontrava con la rivelazione cristiana
così come era compresa dalla ragione (filosofia e teologia) .Questo
atteggiamento è diventato Tradizione della Chiesa e affermato
anche nell'ultimo Concilio universale delle chiese cattoliche, il Vaticano
II.
DEI VERBUM 1
6. ". Il santo Concilio professa che " Dio,
principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con
certezza con il lume naturale dell'umana ragione a partire dalle
cose create" (cfr. Rm 1,20); ma insegna anche che è merito
della Rivelazione divina se “ tutto ciò che nelle cose
divine non è di per sé inaccessibile alla umana ragione,
può, anche nel presente stato del genere umano, essere conosciuto
da tutti facilmente, con ferma certezza e senza mescolanza d'errore ".
Con la divina Rivelazione Dio volle manifestare e comunicare se stesso
e i decreti eterni della sua volontà riguardo alla salvezza
degli uomini,
“per renderli cioè partecipi di quei beni divini,
che trascendono la comprensione della mente umana.
AD GENTES-2
Indubbiamente, come si verifica nell'economia
dell'incarnazione, le giovani Chiese, che han messo radici in Cristo
e son costruite sopra il fondamento degli apostoli, hanno la capacità
meravigliosa di assorbire tutte le ricchezze delle nazioni, che
appunto a Cristo sono state assegnate in eredità (cfr. Sal 2,8).
Esse traggono dalle consuetudini e dalle tradizioni, dal sapere
e dalla cultura, dalle arti e dalle scienze dei loro popoli tutti
gli elementi che valgono a render gloria al Creatore, a mettere in
luce la grazia del Salvatore e a ben organizzare la vita cristiana.
AD GENTES-3
Per raggiungere questo scopo è necessario che, nell'ambito di ogni
vasto territorio socio-culturale, come comunemente si dice, venga promossa
una ricerca
teologica di tal natura per cui, alla luce della tradizione della Chiesa
universale, siano riesaminati fatti e parole oggetto della Rivelazione divina,
consegnati nella sacra Scrittura e spiegati dai Padri e dal magistero ecclesiatico.
Si comprenderà meglio allora secondo quali criteri la fede, tenendo
conto della filosofia e del sapere, può
incontrarsi con la ragione, ed in quali modi le consuetudini, la
concezione della vita e la struttura sociale possono essere conciliati
con il costume espresso nella Rivelazione divina. Ne risulteranno quindi
chiari i criteri da seguire per un più accurato adattamento della
vita cristiana nel suo complesso. Così facendo sarà esclusa
ogni forma di sincretismo e di particolarismo fittizio, la vita cristiana
sarà commisurata al genio e al carattere di ciascuna cultura,
e le tradizioni particolari insieme con le qualità specifiche
di ciascuna comunità nazionale, illuminate dalla luce del Vangelo,
saranno assorbite nell'unità cattolica.
DIGNITATIS HUMANAE 1
Inoltre dichiara che il diritto alla libertà
religiosa si fonda realmente sulla stessa dignità della persona
umana quale l'hanno fatta conoscere la parola di Dio rivelata e la stessa
ragione..
Dice Giustino in De Doctrina christiana 2,40,60-61;PL 34,36 :
«Se coloro che sono chiamati filosofi
hanno detto cose vere e consone alla nostra fede... non solo non devono
incutere timori, ma...devono essere reclamate a nostro uso...» Attraverso
questo oculato discernimento la Chiesa ha accolto cio' che si incontrava
con il suo nucleo di verità rivelate ed ha respinto cio'
che non si accordava, custodendo in questo modo la genuinità della
rivelazione, evitando sincretismi (fusione accomodante di diverse
filosofie) e mettendo in luce le distorsioni della Verità da
parte della ragione umana che ha chiamato eresie.
I Padri sono stati gli iniziatori del procedimento razionale applicato ai dati
della rivelazione, i promotori illuminati di quell' intellectus fidei che
ha prodotto i dogmi ed il progresso dogmatico della Chiesa.Questo progresso
non è stato un progetto intellettuale quanto il risultato dell'incontro
tra Rivelazione e culture umane
.
Il
profondo senso del Mistero
(=la Rivelazione cristiana,
Gesù,
non puo' essere compresa totalmente dalla ragione umana) ,
l'esperienza
viva del divino
(= la vita di grazia nello Spirito
di Gesù dentro la storia umana)
e la pratica della carità (=
dell'amore anche verso le cose che si vogliono comprendere)
li
hanno protetti dai pericoli ricorrenti del razionalismo da
una parte (=tentativo di ridurre la rivelazione divina alla ragione
umana ed alle sue categorie di pensiero) e del fideismo dall'altra (=la
rivelazione va presa e creduta così come si è configurata,
senza tentare di comprenderla con l'intelletto e la ragione).
|