Corso di Religione



EBRAISMO
Il giudaismo.
L'antisemitismo
         


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SOMMARIO



Nel I secolo d.C. con il diffondersi del cristianesimo, dilagò l'ostilità verso gli ebrei, ritenuti colpevoli di aver mandato a morte Cristo. 

Questa situazione si incancreni' quando il cristianesimo divenne la religione dell'Impero romano (IV secolo) e ai non cristiani vennero interdette le cariche pubbliche.  

La situazione non migliorò nei secoli a venire: quando nel VII secolo la Palestina cadde sotto il dominio islamico, gli ebrei subirono nuove angherie.

Tra l'XI e il XII secolo, durante le Crociate, vi furono ripetuti stermini di comunità ebraiche. Del resto lungo tutto il Medio Evo gravi episodi di intolleranza determinarono numerose persecuzioni e stragi.

Continuamente espulsi da vari paesi europei e privati dei loro beni, gli ebrei incominciarono a dedicarsi al commercio. Questo contribuì ad alimentare nei loro confronti il pregiudizio di essere avidi e di praticare l'usura.

Isolati dalla società, si ridussero a vivere in zone riservate. Per esempio, a Venezia, furono confinati nell'isoletta di Gheto, da cui ( forse) deriva il termine «ghetto».

Come dottrina teorica l'antisemitismo ha origini più recenti: nel 1853 il diplomatico francese Joseph-Arthur Gobineau pubblicò il Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane in cui sosteneva la superiorità della razza ariana rispetto a quella ebraica.

Così accanto alla tradizionale ostilità economica e politica (altri funesti episodi si registrarono in Russia e in Francia nella seconda metà del XIX secolo) si sviluppò anche quella etnica. 

In Germania, nel 1935, vennero emanate leggi razziali con lo scopo di tutelare la purezza del sangue tedesco. Nel 1938 le adottò anche l'Italia. In tutta l'Europa sorsero campi di concentramento (tra i più noti Dachau, Mauthausen, Auschwitz) in cui gli ebrei venivano sottoposti a terribili torture e sterminati. 

Ancora oggi, purtroppo, sono numerosi gli episodi di intolleranza e i gesti offensivi nei confronti degli ebrei.

L'uscita degli ebrei dal ghetto produce, all'interno dell'ebraismo, fenomeni interessanti: molti ebrei, ottenuti finalmente i diritti civili, cercano in tutti i modi di assimilarsi. Per questo, nell'Ottocento, moltissimi ebrei partecipano attivamente ai vari moti di indipendenza nazionale.

Tuttavia questa assimilazione se da un lato provoca spesso l'abbandono del loro patrimonio tradizionale, dall'altro non pone fine a discriminazioni e persecuzioni. E' il caso della Russia, dove i pogrom o eccidi di ebrei spingono le masse ebraiche all'emigrazione, soprattutto verso gli Stati Uniti, e contribuiscono alla nascita del sionismo.  

Nel 1897 si tiene a Basilea il primo Congresso Sionistico Mondiale, che fonda un movimento politico organizzato per la creazione di uno stato nazionale ebraico. Significativa in questi anni è la creazione del primo kibbuz a Degania (1909) presso Tiberiade e la nascita della città di Tel Aviv, sorta sulle dune malariche dei sobborghi della città palestinese di Giaffa.

Vent'anni dopo, quando già molti coloni ebrei provenienti da Russia, Polonia e Lituania, hanno cominciato ad acquistare e dissodare le terre incolte della Palestina, la Dichiarazione Balfour (1917), in cui l'Inghilterra si impegna a istituire in Palestina una sede nazionale per gli ebrei, rende giuridicamente legittima la loro aspirazione ad avere un proprio stato (un "focolare ebraico", o national home), fermi restando i diritti delle popolazioni arabe già residenti.

Parallelamente al consolidarsi numerico e politico della comunità ebraica in Palestina (iishuv), in Europa si arriva, con tragici segni premonitori, alla vigilia della Seconda guerra mondiale.

La   Shoah
Con il diffondersi della bufera nazista, si assiste a una vera caccia all'ebreo, a cui pochi riescono a sfuggire. Alla fine della guerra sono sei milioni, tra uomini, donne e bambini, gli ebrei sterminati nei campi di concentramento. Un periodo che è tristemente passato alla storia con il nome di Shoah (sterminio).



AUSCHWIZ 1942-ARRIVO AL CAMPO






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Questa drammatica esperienza con il conseguente complesso di colpa delle grandi potenze e la constatazione di tutto il lavoro svolto dai pionieri ebrei per bonificare, coltivare terreni prima aridi e improduttivi, portano alla dichiarazione dell'ONU dei 29 novembre 1947, con la quale si creano due stati: uno arabo e uno ebraico. Il giorno dopo gli arabi, che ritengono assurda questa decisione, la rifiutano e scatenano la guerra.

Il 14 maggio 1948 David ben Gurion, a guerra appena iniziata, proclama, a Tel Aviv, la nascita dello Stato di Israele .  

Una questione problematica. Un punto di vista non-ebraico.



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