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« La storia della religione ebraica è,
fin dall'antichità, storia di un popolo in permanente situazione
di diaspora e, dunque, sottoposto al confronto con culture diverse, con
i conseguenti pericoli di messa in crisi della propria identità religiosa,
come dimostra, con il suo proliferare di gruppi e divisioni, il periodo
ellenistico, uno tra i più drammatici, ma anche tra i più creativi
nella storia millenaria dell'ebraismo.
A partire dall'espulsione nel 1492
degli Ebrei dalla Spagna e dal Portogallo, l'epoca moderna non ha fatto
che accentuare questa situazione, come conferma ad esempio la divisione
tra sefarditi e ashkenaziti. Nonostante ciò, l'ebraismo si è dimostrato
in grado di resistere e di rispondere, in modi differenti ma efficaci,
alle sfide devastanti dei processi di modernizzazione. Al pari delle altre grandi
religioni, infatti, la modernità ha trasformato anche questa tradizione
religiosa, favorendo la formazione di gruppi e correnti differenti che
hanno permesso agli Ebrei, di fronte alle sfide di culture diverse, di
elaborare risposte intelligenti e diversificate all'eterna questione
di come vivere la propria «ebraicità» in un mondo non
ebraico e, come quello moderno, in continuo mutamento. Così, la modernizzazione
crea nuove forme di espressione giudaica in campi a prima vista diversi
quali la famiglia o le relazioni economiche, sociali e politiche. Che
dire poi del problema più generale, che segna tutta la storia dell'ebraismo,
di rapportare la «Legge eterna» a situazioni nuove come quelle
messe in atto dall'ingegneria genetica, situazioni che anche nel mondo
ebraico hanno suscitato e suscitano vivaci dibattiti intorno ai temi
scottanti della bioetica?
In questo modo, si sono venute creando nuove
forme di identità e
coesione culturale. D'altro canto, come il paragone con il giudaismo
ellenistico ricorda, storicamente non esiste un ebraismo che ricapitoli
tutte le differenti espressioni storiche della fede in D-o, nelle sue
promesse, nella sua rivelazione, ponendosi come la sua «essenza».
A differenza delle altre grandi Tradizioni religiose nel corso
del Novecento l'ebraismo ha dovuto confrontarsi con due fenomeni peculiari:
l'antisemitismo virulento e sistematico sfociato nella Shoah e il costituirsi
nel 1948 dello Stato di Israele. Questi eventi hanno inciso drammaticamente
anche sull'ebraismo come religione, mutandone in modo deciso il profili.
A partire dal 1985 il 55% dei matrimoni di Ebrei sono ormai misti e se
il trend continuasse sarebbe possibile consevare forme " pure" di ebraismo
solo nelle minoritarie comunità " ortodosse". »
[cf Ebraismo- a cura di G.Filoramo-Bari
1999. ]
L'ebraismo è la religione del popolo forse piu'
ingiustamente odiato e perseguitato della storia.
L'odio verso gli ebrei precede il cristianesimo: essi,
infatti,erano spesso accusati nell'antichità di odiare il genere umano per la fedeltà alla loro religione e per il rifiuto di aderire ai costumi nazionali
dei popoli che li sottomettevano e con cui convivevano. Quando si affermò la religione cristiana, pur essendo fortemente
legata alla rivelazione ebraica ,alla stessa Bibbia ebraica, gli ebrei
furono considerati popolo respinto da D-o e deicida, cioè responsabile
della morte di Gesù. Perseguitati da questa infame calunnia, gli ebrei furono così costretti
a subire massacri, espulsioni, bandi, estorsioni, ghettizzazioni. Quando
si verificava un'epidemia, una carestia o altro,
gli ebrei ne erano spesso ritenuti i responsabili. Altre accuse erano
quelle di manovrare la finanza e l'economia, di profanare le ostie
consacrate e di eseguire crimini rituali per celebrare le loro feste.
Furono parecchie le nazioni che comminarono ordini di espulsione
per gli ebrei: nel 1290 l'Inghilterra, nel 1384 la Francia,
nel 1453 l'Austria, nel 1492 la Spagna, ecc. fino alla II guerra mondiale. La stella di Davide- il simbolo che il re Davide aveva posto sul suo scudo e' diventato simbolo nazionale dell'ebraismo. Durante il nazismo ed il fascismo furono emanate le leggi razziali : ogni ebreo doveva portare sul vestito la stella gialla come un marchio di diversita'.
Durante la II guerra mondiale furono
messi dai nazisti sotto la minaccia dello sterminio ; ha dichiarato
il 29 maggio 2006 il Papa tedesco Benedetto XVI :
« I potentati del Terzo Reich volevano
schiacciare il popolo ebraico nella sua totalità; eliminarlo dall'elenco
dei popoli della terra. Allora le parole del Salmo: "Siamo messi
a morte, stimati come pecore da macello" si verificarono in
modo terribile. In fondo, quei criminali violenti, con l'annientamento di
questo popolo, intendevano uccidere quel D-o che chiamò Abramo,
che parlando sul Sinai stabilì i criteri orientativi dell'umanità che
restano validi in eterno. Se questo popolo, semplicemente con la
sua esistenza, costituisce una testimonianza di quel D-o che ha parlato
all'uomo e lo prende in carico, allora quel D-o doveva finalmente
essere morto e il dominio appartenere soltanto all’uomo – a
loro stessi che si ritenevano i forti che avevano saputo impadronirsi
del mondo. Con la distruzione di Israele, con la Shoah, volevano,
in fin dei conti, strappare anche la radice, su cui si basa
la fede cristiana, sostituendola definitivamente con la fede fatta
da sé, la fede nel dominio dell'uomo, del forte.»
Lo shofar da' il suono per la convocazione del popolo eletto di D-o. Viene suonato il venerdi per annunciare al popolo l'inizio del giorno di sabato, giorno di festa ebraica. Viene poi suonato a capodanno e nel giorno delle espiazioni.
Persecuzioni, eccidi e discriminazioni continuarono fino ai nostri
giorni. Anche se privi di molte libertà, oppressi e disprezzati,
gli ebrei riuscirono a sopravvivere, a rimanere uniti e a mantenere
una propria identità. Persino nella vita del ghetto (specie
di cittadelle a loro riservate dentro le grandi città europee)
produssero un pensiero mistico e filosofico, ebbero una loro letteratura,
una loro musica e varie manifestazioni in molti altri campi dell'arte.
Con la fine della II guerra mondiale Israele è a
tutti gli effetti uno stato ebraico. Una delle prime leggi votate dal nuovo
governo israeliano, nel 1950, fu la Legge
del Ritorno.
Essa stabilisce che ogni ebreo che arriva
in Israele acquista automaticamente, al momento del suo arrivo, la piena
cittadinanza, con tutti i diritti. |