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Gli ebrei oggi Secondo le stime degli esperti, nel 1991 la
popolazione ebraica
era nel mondo di 14 milioni circa così suddivisi: Le varie Comunità, ognuna delle quali retta da un Consiglio eletto dagli iscritti, sono riunite nell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che ha sede a Roma e le rappresenta nei rapporti con il Governo e con le Istituzioni pubbliche. L’Unione provvede poi al coordinamento delle esigenze culturali e cultuali delle Comunità ebraiche e al sostegno di quelle più piccole. Malgrado i molti problemi, malgrado la crisi demografica, l'ebraismo italiano resta vivo e vivace e rappresenta, in seno alla società circostante, un elemento di stimolo, di riflessione e di confronto. " L'ebraismo attuale consiste di
due componenti storico-etniche, con differenze fra loro: i sefarditi, di
origine mediterranea [ ebrei che hanno sviluppato l'ebraismo principalmente in paesi arabi o comunque tra gli islamici n.d.r.] , e gli ashkenaziti, di origine centro-europea [ ebrei che hanno sviluppato l'ebraismo principalmente in paesi cristiani n.d.r.] . Le
credenze e le pratiche fondamentali dei due gruppi sono le stesse, anche
se è vero che certe usanze e certi elementi del culto differiscono,
tanto che nei paesi dove la comunità è numerosa coesistono
sinagoghe sefardite e sinagoghe ashkenazite. Tuttavia, dove la comunità è piccola,
non è raro vedere sefarditi e ashkenaziti riunirsi in un'unica sinagoga,
il che mostra bene che non si tratta di fedi diverse. L'ebraismo riformato è nato in Germania nel secolo
scorso, ma ha trovato il suo manifesto negli Stati Uniti con la Piattaforma
di Pittsburgh del 1885, in cui si dichiara l'intenzione di rifiutare
tutto quanto non sia "adatto alle vedute e alle abitudini della
civiltà moderna" nelle cerimonie come nella dottrina e nella
morale. In Germania i riformati avevano adottato il tedesco in luogo
dell'ebraico nelle cerimonie, l'uso dell'organo, paramenti "sacerdotali" per
i rabbini e così via. In America i riformati pongono l'accento
soprattutto sulla "americanizzazione" dell'ebraismo. Tra riformati e ortodossi si colloca la corrente "intermedia" dei conservativi (per
relazione alla corrente ortodossa, la traduzione italiana "conservatori" non
rende la tendenza piuttosto "progressista", anziché "conservatrice",
del movimento, pur se la traduzione del termine ebraico massortim sarebbe "tradizionalisti";
alcuni suggeriscono perciò la versione "conservativi"),
che mantiene l'uso della lingua classica, la legge del Sabato e altri
aspetti dell'ebraismo tradizionale, per cui professa la più grande
venerazione, senza tuttavia considerare la tradizione come una realtà immutabile
- come invece fanno le correnti ortodosse -, quanto piuttosto un corpus che
deve confrontarsi dinamicamente con il contesto socioculturale moderno " |
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