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Il Ritorno in Palestina

IRAQ-BASSORILIEVO CHE RAPPRESENTA GLI EBREI CHE LASCIANO BABILONIA 

Quando nel 538 Ciro degli Achemenidi conquista Babilonia e fonda il gigantesco impero persiano, gli Ebrei di Babilonia sono al suo fianco.

Inizia in questo periodo il fenomeno storico della Diaspora, cioè della dispersione del popolo d'Israele in mezzo ai popoli pagani. Questo fenomeno dura sino ai giorni nostri ed è tipico di Israele. Ciro aiuta gli Ebrei e li accoglie presso la sua corte. Con un Editto famoso, nel 538, consente agli Ebrei che lo desiderano di tornare a Gerusalemme e dispone affinché il Tempio di D-o venga ricostruito a spese dell'impero. 

Zorobabele, discendente della famiglia di Davide, guida un importante gruppo di esiliati nel rientro nell'antica capitale. Egli organizza anche la ricostruzione dei Tempio.

I sovrani persiani appoggiano costantemente la comunità ebraica sia in Babilonia sia in Palestina. Verso il 400 a.C. inviano a Gerusalemme lo scriba Esdra che ristabilisce in pieno il culto legittimo nel Tempio e il rispetto della Legge. I sovrani persiani accettano che gli Ebrei possano vivere secondo la Legge mosaica. L'ebreo Neemia è inviato dall'imperatore persiano al fianco di Esdra per organizzare Gerusalemme e il suo territorio in provincia autonoma dei l'impero.

Ciro finanzio' il ritorno in patria ed anche la ricostruzione del Tempio.
La costruzione dei secondo Tempio fu iniziata nel 536 a.C. sulle fondamenta salomoniche rase al suolo mezzo secolo Prima dai Babilonesi.


La gente che ricordava il Tempio precedente pianse nel fare il confronto (Esd 3,12). Il Tempio non fu completato definitivamente fino al 516 a.C., il sesto anno dell'imperatore persiano Dario (522-486), con i'incoraggiamento di Aggeo e Zaccaria (Esd 6,13-15). 

Le testimonianze archeologiche confermano che l'epoca persiana in Palestina fu povera al confronto con altre in termini di edilizia.

Documenti aramaici posteriori provenienti da Elefantina, nell'Alto Egitto, attestano la procedura ufficiale per ottenere il permesso di costruire un luogo di culto ebraico e l'opposizione generata dalla presenza di vari antagonisti in quel periodo.

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