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RELIGIOSITA' SECONDARIA

La dimensione religiosa, al di là del fatto di essere credenti o non credenti, fa parte della vita. Tutte le persone sono religiose, anche se non sanno di esserlo o professano di non esserlo. Tutte avvertono la propria finitudine, la contingenza, la precanietà. Tutte si pongono domande sul senso della vita e della morte, del «prima» e dei «dopo»: «Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Perché il dolore?perchè la morte? ».
Ma ci sono interrogativi cui nessuno può dare una risposta soddisfacente. Per questo si ha bisogno di sovrumano, che nella terminologia cristiana corrisponde al bisogno di Dio.

Seppur con varie accezioni e rappresentazioni, il sovrumano è sempre stato presente in tutte le civiltà, anche se nel recente passato a una mentalità sacrale ne è succeduta una secolare. Da Dio l'attenzione si è spostata all'uomo, dal trascendente all'immanente. Nell'attuale società occidentale, sorpassate le grandi ideologie basate sulla ragione, il cuore torna al centro delle pulsioni umane, con i suoi errori ma anche con la sua energia, alla ricerca di amori più sublimati.

Superati i bisogni primari (casa, cibo, vestiario), caduti quei valori «paterni» nei quali non si riesce più a credere, si è acuito il bisogno di spiritualità, di sintonia con il mistero, poiché si avverte il vuoto che la ragione e la tecnologia non possono colmare. Si procede alla ricerca di qualcosa che vada oltre la scienza e la ragione.

L'uomo ìperrazionale e ipertecnologico non può fare a meno del trascendente:
è una sua necessità, anche quando la nega
.


Spinti da un'insoddisfazione spirituale, si torna al sacro per una reale esigenza di vita interiore, per un bisogno di riferimento all'assoluto più che di appartenenza a un credo specifico. Tuttavia ognuno risponde all'insopprimibile richiamo del trascendente secondo la propria formazione individuale e ambientale. C'è chi fa ricorso a una spiritualità semplice, immediata, fatta di credenze, di devozioni, di prodigi e di miracoli. C'è chi si tuffa nella religiosità con le idee confuse se non addirittura malate, provando l'ebbrezza dell'ignoto e della magia. Persino i gruppi satanici evidenziano, anche se in forma antitetica, un bisogno di sacro. Esiste un consumismo della spiritualità che nasce da una religiosità disperata disposta a raccogliere tutto quello che trova. Credenze vaghe che si coniugano con mistiche deviate, mondi dove ognuno s'inventa la propria religione, secondo le mode o gli oroscopi.


( CREDERE E AMARE-Giacomo Dacquino-psichiatra)

Alcuni considerano queste forme di ricerca spirituale come religiosità secondaria
Altri ritengono che ad esse non possa neppure applicarsi il termine di "religioso".

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