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La Qabalah Prima che fosse l'Universo era la Torah (=La Legge, i primi 5 libri della Bibbia Ebraica) .La Torah disse a Dio come doveva creare l'Universo.Non c'è nulla dell'universo che non fosse già nella Torah Quando Mosè ricevette da Dio la Torah scritta -sul Sinai - egli ricevette anche un Insegnamento mediante il quale poteva interpretare la Torah. Questo insegnamento non fu scritto ma trasmesso oralmente. Qabalah significa ricevere e rivelare, tradizione. Qabbalàh (tradizione) è il termine col quale si indica un insegnamento religioso inizialmente trasmesso per via orale di generazione in generazione. Si tratta di un insegnamento mistico che viene fatto risalire a Mosè e che ha prodotto un movimento religioso che ha ininterrottamente percorso la storia ebraica dall'età talmudica fino all'età contemporanea e che si è espresso in diverse tendenze e speculazioni. La mistica ebraica, nei suoi diversi aspetti, rappresenta il tentativo di intendere come valori mistici i valori religiosi tipici dell'ebraismo;
essa si concentra nella rappresentazione del Dio vivente - che si manifesta nella creazione, nella rivelazione, nella redenzione - spingendosi al punto di far sorgere da questo dominio del Dio vivente tutto un mondo di vita divina, che in segreto è attivo e presente in ogni essere
Essi continuano, o riprendono, una disciplina esoterica, coltivata , pi apocalittici e probabilmente anche in ambienti farisaici si concentrava nella riflessione sul primo capitolo della Ma'asèh bereshìt ( L'opera della creazione) e sul primo capitolo del libro di Ezechiele, in particolare sulla visione del carro col trono divino , Ma'asèh merkavàh ( L'opera del carro).
Le più antiche idee mistiche ebraiche si manifestano, appunto, nella cosiddetta mistica del trono. Gli adepti, che si definivano Yoredè merkavàh (Coloro che scendono nel carro), anche se il passaggio da un palazzo all'altro viene descritto come una salita, si riunivano in circoli riservati ai quali venivano ammessi solo quelle persone che avevano determinate qualità sociali, morali e fisiche. Il culmine dell'esperienza, che comprendeva anche pratiche ascetiche, digiuni e preghiere, si realizzava nell'estasi e nella contemplazione della maestà divina. 2Cor12,2 Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa - se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio - fu rapito fino al terzo cielo. 3 E so che quest'uomo - se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio - 4 fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare. Le prime espressioni documentate della qabbalàh vera e propria risalgono alla seconda metà del secolo XII e provengono dalla Francia meridionale, in particolare dalla Provenza dove probabilmente è stata completata la redazione del Sèfer ha-bahìr (Il libro splendente). Questo opuscolo pseudo-epigrafico, che contiene un'antologia di sentenze dì antichi maestri palestinesi -uno di loro, Nequniah ben ha-Qanah, ne sarebbe stato l'autore - disposte senza un piano preciso, è importante perché introduce il metodo specifico e la struttura simbolica tipica della tradizione cabalistica. L'arte della Cabala iniziò a fiorire agli inizi del XIII secolo presso
le comunità giudaiche presenti in Spagna, Provenza e Germania.Nel secolo XIII e nella prima metà di quello successivo la Spagna diventò il centro più importante della mistica. Le antiche dottrine, prima influenzate dalla gnosi e ora da correnti neoplatoniche trasmesse soprattutto da compendi arabi e latini delle Enneadi di Plotino, della Theologia Aristotelis e della Elementatìo theologica di Proclo, si trasformarono in quella specie di teologia mistica alla quale viene dato, appunto, il nome di qabbalàh e nella quale si manifestarono due tendenze:
una speculativa e una pratica. La Qabalah speculativa Il maggiore rappresentante della prima tendenza, che fu coltivata soprattutto in Provenza e in Spagna, fu Abraham Abulafia (Saragozza 1240-m. dopo il 1291), autore di numerose opere teoriche - alcune furono composte in Sicilia dopo il 12*75 - che finora sono state pubblicate solo in parte. Per arrivare all'ispirazione profetica e all'estasi egli elaborò una teoria mistica e, nello stesso tempo, una dottrina razionale che avevano come obiettivo la liberazione dell'anima e lo scioglimento dei nodi che, vincolandola agli affetti e alle percezioni sensibili, le impedivano di giungere alla visione delle cose divine e delle forme spirituali.
Questo libro, che è un'opera pseudo-epigrafica scritta in un aramaico artificiale e che è stata definita un romanzo mistico, è ambientata in una Palestina immaginaria dove Shimon ben Yohay - questo maestro vissuto nel secolo II dell'era volgare secondo la finzione letteraria sarebbe l'autore del Sèfer ha-zòhar-, suo figlio e un gruppo di amici conversano su problemi che riguardano Dio e l'uomo. I loro discorsi, che sono condotti secondo il genere del sermone e che, in modo talora prolisso, sono indirizzati a cogliere il significato mistico dei versetti biblici, e le loro narrazioni sono stati raccolti insieme come se fossero un commento al Pentateuco e ai libri del Cantico e di Rut. Nel Sèfer ha-zòhar l'autore, diversamente dalla teologia razionale dei filosofi e dalla meditazione metodologicamente programmata dell'estasi di Abulafia, ha voluto far confluire le espressioni più semplici e autentiche della fede popolare ebraica. Due sono, in breve, gli elementi essenziali della sua dottrina: il Dio della creazione e della rivelazione, l'uomo e i suoi rapporti con Dio. Obiettivo del mistico è la contemplazione dei contenuti nascosti del mondo divino, dell'aspetto interno di Dio e della sua rivelazione nella «Gloria». Quella del Sèfer ha-zòhar è una dottrina teosofica se con Teosofia si intende L'arte della Cabala si sviluppò in seguito grazie anche agli apporti dati dagli studi dei nuovi Cabalisti occidentali. L'ultima grande diffusione avvenne dopo il 1492, in seguito al rifiorire delle comunità ebraiche in alta Galilea dopo essere state cacciate dalla Spagna. La Qabalah operativa o pratica. Il Chassidismo.
Parte degli altri suoi scritti è andata perduta e parte si è conservata nelle opere dei suoi allievi fra i quali si ricorda Eleazar ben Yehudah di Worms (morto tra il 1223 e il 1232) che, tra l'altro, compose un trattato di teologia col titolo Sha'àr ha-sod we-ha-yihùd we-ha-emunàh (La porta del mistero e dell'unità e della fede), un libro sulle sue concezioni cosmogoniche col titolo Sode razayà (I misteri segreti) e uno sulle sue concezioni psicologiche intitolato Hokmàt ha-nèfesh (La scienza dell'anima). Elementi primari di questo movimento che, a differenza della qabbalàh speculativa spagnola e provenzale di carattere esclusivamente elitario, si radicò profondamente in tutte le classi sociali delle comunità ebraiche della Germania, sono la hassidùt(devozione), che traccia una nuova condotta etica, e un'originale dottrina della preghiera. Per mezzo della hassidùt il devoto, praticando l'abnegazione, l'altruismo, l'umiltà e l'indifferenza alla derisione e alle offese -virtù con le quali si realizza un ideale di vita che è stato considerato assai simile a quello dell'ascesi monastica cristiana -, si accosta gradualmente all'amore di Dio. La concezione che di Dio avevano i hassidìm non trova riscontri attendibili nella mistica precedente, ma presenta analogie con definizioni che erano state formulate da filosofi come Saadyah ben Yosef. Essi mettevano in evidenza, in particolare, che Dio è un essere puramente spirituale, che è infinito, al di fuori di qualsiasi limite e che la sua onnipresenza sconfina nell'immanenza nel creato. Per Eleazar ben Yehudah, ad esempio, Dio è più vicino all'uomo di quanto lo sia l'anima al corpo. L'oggetto della Cabala, cioè l'unione conoscitiva in Dio concepito come En-Soph (il Senza Fine, l'Insondabile), è oggi portata avanti da pochi rabbini in Francia, Israele e Stati Uniti. Testi cabalistici La Cabala viene generalmente classificata in
: La Pratica tratta la magia dei talismani e delle cerimonie. I
trattati sono numerosi ma si possono tuttavia ridurre in quattro gruppi
principali : Lo Zohar , o Splendore, contiene i seguenti libri fondamentali : |
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