| Sei a Pag. 9 di home > Esoterismo esoterismo |
La lingua Sacra Tra Dio e il mistico non c'è unione, ma un'infinita distanza che nemmeno l'estasi può colmare: essi rimangono distinti senza confondersi. La riflessione sul Ma 'asèh bereshìt, arricchita di elaborazioni cosmologiche e cosmogoniche, trovò espressione letteraria nel Sèfer yesiràh (Libro della creazione ), un breve testo, probabilmente composto in Palestina nei secoli III-VI e trasmesso in tre stesure, che contiene, in forma talora vaga e oscura, i primi risultati di una speculazione ebraica nel campo della mistica. Per l'anonimo autore, che mescola motivi diffusi nella tarda antichità in ambienti ellenistici e neoplatonici con dottrine ebraiche sui misteri delle lettere - in ebraico, com'è noto, le lettere hanno anche un valore numerico - e del linguaggio, gli elementi del mondo sono le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico e i primi dieci numeri primordiali. Questi, chiamati Sefiròt- termine di difficile traduzione (numeri, princìpi metafisici, fasi della creazione del mondo) - secondo alcuni studiosi potrebbero identificarsi o essere messi in relazione con lo spirito di Dio, l'aria, l'acqua, il fuoco, le quattro dimensioni del Cielo, l'Alto e il Basso. Lettere e numeri, illustrati nei sei capitoli, sono le «trentadue vie segrete della sapienza» di cui Dio si è servito per la creazione mescolandole in tutte le possibili combinazioni. Questo libro, che per la sua oscurità fu oggetto di numerosi commenti e interpretazioni, introdusse nel misticismo ebraico l'ideologia del linguaggio e della sua potenza creatrice, in breve una cosmogonia linguistico-mistica che tanta fortuna avrà negli sviluppi della mistica ebraica successiva. Nel Sèfer ha-bahìr (Il libro splendente, XII sec.) Nequniah ben ha-Qanah, che ne sarebbe stato l'autore introduce il metodo specifico e la struttura simbolica tipica della tradizione cabalistica. Le Sefiròt, già presenti nel Sèfer yesiràh, si trasformano in attributi divini, intervengono nella creazione con compiti precisi e costituiscono un regno superiore che è descrivibile solo col linguaggio simbolico e che è in rapporto col mondo inferiore. Ad esempio, alle funzioni di una Sefiràh corrisponde l'osservanza di un precetto, e tutto quello che nel mondo inferiore è connesso con la santità corrisponde agli attributi divini del mondo superiore. Abraham Abulafia (Saragozza 1240- 1291 ?),è autore di numerose opere teoriche qabalistiche. Abulafia, convinto, come altri cabbalisti, che la parola fosse l'essenza del mondo, sviluppò un metodo di meditazione, da lui chiamato Hokmàt ha-serùf (Scienza della combinazione [delle lettere]), che si può considerare come una serie di lezioni sulla lingua ebraica ritenuta divina da una tradizione antichissima. Così l'anima, preparata dalla meditazione, si libera da quei legami che normalmente le impediscono di vedere la luce dell'intelletto nella sua purezza e, senza essere stravolta dalla luce divina ma del tutto cosciente, arriva all'estasi profetica - il settimo e ultimo grado dell'ascensione mistica - con la quale si comprendono i segreti del nome di Dio e la sua «Gloria». Alla sua dottrina della profezia e alla sua teoria dell'estasi Abulafia diede un'impostazione razionale che non è dissimile da quella di Maimonide per il quale, come già si è osservato, l'illuminazione profetica si otteneva quando l'intelletto umano, che con un'adeguata preparazione aveva raggiunto la perfezione, si incontrava con l'intelletto agente. ( G.Tamani in Ebraismo-Bari 2007) Nell' istante in cui l' essenza suprema della Divinità (Dio), concepisce il pensiero della creazione, vi è la manifestazione della Luce Infinita. Si tratta di uno stato di esistenza perfetta, omogenea, che si espande all' infinito in ogni direzione .Essa è uno stato di infinita gioia, appagamento e beatitudine; pura consapevolezza, non delimitata da confini o separazioni . In essa sono contenute tutte le creature materiali e spirituali che Dio creerà in seguito, anche se qui si trovano solo allo stato potenziale, e non esiste nulla che le diversifichi fra loro. Il processo creativo può essere rappresentato suddividendolo in quattro stadi o fasi, simboleggiate dalle quattro lettere del Tetragrammaton, YHWH, il Nome ineffabile di Dio. Esso è infatti la struttura basilare di tutta la creazione, il modello sulla quale è stata pianificata ed eseguita. Y YOD (YUD) = RestrizioneAllo scopo di rendere possibile l' apparizione di esistenze temporanee
(umanità), Dio nasconde parte della Luce Infinita.
Come conseguenza di ciò, nel centro della Luce Infinita appare uno spazio
vuoto ed oscuro; in esso sarà possibile emanare, creare, formare e fare
tutti i mondi e le esistenze successive. Il punto rimasto dopo la Restrizione ha dei limiti, ma le esistenze
che lo compongono sono ancora in stato di totale unità, e quindi non
si differenziano le une dalle altre. W VAU (VAV) = Rettificazione Subito dopo la Shvirah il Creatore incomincia un processo di Rettificazione
(Tikkun). H HE = Selezione
o Estrazione Secondo la Cabala ogni realtà creata è un'unione di luci e recipienti,
cioè di qualcosa che riempie, anima e da significato. Tutto
infatti inizia dalla Luce Infinita, la potenzialità perfetta di ogni
esistenza. Il secondo atto creativo è l'apparizione dei recipienti, di entità atte
a ricevere e contenere l'emanazione della Luce Infinita. La presenza dei contenitori introduce nella Creazione i concetti di
mancanza e imperfezione ( =desiderio di ricevere) La luce Infinita è
invece la pienezza assoluta (= desiderio di dare ). I livelli della creazione 1) OLAMOT - MONDI Questi 4 livelli possono essere disposti secondo l'ordine delle lettere
del Nome di Dio : OLAMOT SEPHIROTH NASHAMOT L' anima possiede 5 gradi diversi : ( Riconducibili
al Nome ) Nefesh è più vicina al corpo; la somma di tutti i processi biologici che ci tengono in vita. Viene attirata dai piaceri fisici e sensuali e condizionata dagli istinti. Ruach è lo spirito che pervade emozioni e sentimenti, la libertà dai condizionamenti della materia, ed è il primo a differenziarsi dal mondo animale.In esso sono presenti ideali anche se in forma molto legata al sentimento. Neshamah è l' anima umana vera e propria, la sede della consapevolezza e dell' intelletto, del libero arbitrio, della percezione. Chaiah è una parte dell' anima che non risiede nel corpo, troppo elevata e rarefatta per poter essere contenuta nel corpo umano. Essa è uno stato di unione con i cosmo, di partecipazione diretta con le intelligenze che governano stelle e galassie. Yechidah è lo stato supremo dell' anima, unione assoluta con Dio, il ricongiungimento perfetto . PARTZUFIM Le lettere dell'Alfabeto Ebraico vengono chiamate Avanìm nella Tradizione Orale, questo termine assume il significato di Pietre,
cioè il materiale con il quale Dio creò il mondo.
Ogni lettera è composta da tre livelli: nel Libro della Formazione questi tre livelli corrispondono nell'ordine: 'Olàm (Mondo),
a) posa il capo su dodici pietre; Questo sogno descrive metaforicamente i tre livelli dei quali si parlava all'inizio: a) inizialmente le pietre, prima di disporsi intorno al capo di Giacobbe,
rappresentano il livello di energia pura contenuta nelle lettere 'Olàm
o Sapìr; Come viene descritto nel Tànya, (il testo base del movimento Chabàd), le lettere hanno il potere di creare qualcosa dal nulla, e di dargli vita per sempre. La chimica della Creazione ed il Sistema delle Radici Esiste uno studio che mette in relazione l'alfabeto ebraico, le parole della lingua ebraica, ed il legame esistente tra gli elementi chimici e le formule stesse. Secondo questo concetto la lingua ebraica non ha nulla di arbitrario, essa è invece la descrizione precisa e matematica dei fenomeni che rappresenta. Esempio classico di questo concetto è la parola Màyim, in ebraico Acqua: l'acqua è composta da Idrogeno (H2) e ossigeno (O2) che combinati insieme acquisiscono le proprietà di H2O (due atomi di idrogeno e uno di ossigeno). Nella parola Màyim le due lettere Mem corrispondono ai due atomi di idrogeno mentre la Yud corrisponde all'atomo di ossigeno. Questo particolare sistema (usato dai Saggi), attribuisce a parole
derivate da un medesimo binomio o trinomio di lettere una forma di associabilità,
e le unisce sotto una unica famiglia semantica.
In questo modo è facile intendere il significato puntuale di una parola, risalendo al senso più generale della sua radice. Negli scritti cabalistici ricorrono i seguenti termini, già precedentemente esposti : - AIN - il Negativo ( Nulla - Non ) Questi sono i veli dell' Esistenza Negativa che dipendono da Kether. Kether è il Grande Volto ed emana ABBA, il Padre Superno, e AIMA, la Madre Superna. ABBA, si riferisce a YOD del Teragrammaton e AIMA si riferisce a HEH ; ELOHIM è il Nome dato a queste due persone insieme (natura maschile/femminile). Come Elohim essi generano ZAURIN ANPIN, il Microprosopus, il Volto Minore. ABBA = Chokmah Y = ABBA Y = Atziluth - Atziluth = Mondo Archetipo La Gematria La Gematria è fondata sui valori numerici relativi alle parole. Le parole di simile valore numerico si spiegano a vicenda e così anche
le frasi. Temurah significa Permutazione. Una lettera è sostituita ad un'altra che la precede o la segue nell' alfabeto. Così da una parola può essere formata un'altra parola di ortografia completamente diversa. L' alfabeto viene piegato a metà nel mezzo e una metà è sovrapposta all' altra; cambiando alternatamene la prima lettera, o le prime 2, si possono fare 22 commutazioni. Questa viene chiamata "Tavola delle combinazioni dello TzIRVP", Tziruph. |
| Sei a Pag. 10 di home > Esoterismo esoterismo |