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SOMMARIO
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Pag.6 - Gnostici
Pag.7 - Potenz.Umano
Pag.8 - La Cabala
Pag.9 - La Cabala
Pag.10 - La Cabala

La lingua Sacra

Tra Dio e il mistico non c'è unione, ma un'infinita distanza che nemmeno l'estasi può colmare: essi rimangono distinti senza confondersi. La riflessione sul Ma 'asèh bereshìt, arricchita di elaborazioni cosmologiche e cosmogoniche, trovò espressione letteraria nel Sèfer yesiràh (Libro della creazione ), un breve testo, probabilmente composto in Palestina nei secoli III-VI e trasmesso in tre stesure, che contiene, in forma talora vaga e oscura, i primi risultati di una speculazione ebraica nel campo della mistica.

Per l'anonimo autore, che mescola motivi diffusi nella tarda antichità in ambienti ellenistici e neoplatonici con dottrine ebraiche sui misteri delle lettere - in ebraico, com'è noto, le lettere hanno anche un valore numerico - e del linguaggio, gli elementi del mondo sono le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico e i primi dieci numeri primordiali. Questi, chiamati Sefiròt- termine di difficile traduzione (numeri, princìpi metafisici, fasi della creazione del mondo) - secondo alcuni studiosi potrebbero identificarsi o essere messi in relazione con lo spirito di Dio, l'aria, l'acqua, il fuoco, le quattro dimensioni del Cielo, l'Alto e il Basso.

Lettere e numeri, illustrati nei sei capitoli, sono le «trentadue vie segrete della sapienza» di cui Dio si è servito per la creazione mescolandole in tutte le possibili combinazioni. Questo libro, che per la sua oscurità fu oggetto di numerosi commenti e interpretazioni, introdusse nel misticismo ebraico l'ideologia del linguaggio e della sua potenza creatrice, in breve una cosmogonia linguistico-mistica che tanta fortuna avrà negli sviluppi della mistica ebraica successiva. Nel Sèfer ha-bahìr (Il libro splendente, XII sec.) Nequniah ben ha-Qanah, che ne sarebbe stato l'autore introduce il metodo specifico e la struttura simbolica tipica della tradizione cabalistica.

Le Sefiròt, già presenti nel Sèfer yesiràh, si trasformano in attributi divini, intervengono nella creazione con compiti precisi e costituiscono un regno superiore che è descrivibile solo col linguaggio simbolico e che è in rapporto col mondo inferiore.

Ad esempio, alle funzioni di una Sefiràh corrisponde l'osservanza di un precetto, e tutto quello che nel mondo inferiore è connesso con la santità corrisponde agli attributi divini del mondo superiore. Abraham Abulafia (Saragozza 1240- 1291 ?),è autore di numerose opere teoriche qabalistiche.
La via che può consentire all'anima di cogliere la vita divina dentro i suoi limiti naturali senza esserne stravolta, è la meditazione svolta con una metodologia appropriata sulle lettere dell'alfabeto ebraico perché esse rappresentano una via di mezzo fra l'astrazione e la concretezza. In particolare, la meditazione sul nome di Dio, che deriva da una determinata combinazione delle lettere e che rappresenta la sua essenza assoluta e nascosta, può permettere all'uomo di far emergere la vita profonda che si nasconde nella sua anima.

Abulafia, convinto, come altri cabbalisti, che la parola fosse l'essenza del mondo, sviluppò un metodo di meditazione, da lui chiamato Hokmàt ha-serùf (Scienza della combinazione [delle lettere]), che si può considerare come una serie di lezioni sulla lingua ebraica ritenuta divina da una tradizione antichissima.

Così l'anima, preparata dalla meditazione, si libera da quei legami che normalmente le impediscono di vedere la luce dell'intelletto nella sua purezza e, senza essere stravolta dalla luce divina ma del tutto cosciente, arriva all'estasi profetica - il settimo e ultimo grado dell'ascensione mistica - con la quale si comprendono i segreti del nome di Dio e la sua «Gloria». Alla sua dottrina della profezia e alla sua teoria dell'estasi Abulafia diede un'impostazione razionale che non è dissimile da quella di Maimonide per il quale, come già si è osservato, l'illuminazione profetica si otteneva quando l'intelletto umano, che con un'adeguata preparazione aveva raggiunto la perfezione, si incontrava con l'intelletto agente.

( G.Tamani in Ebraismo-Bari 2007)

Nell' istante in cui l' essenza suprema della Divinità (Dio), concepisce il pensiero della creazione, vi è la manifestazione della Luce Infinita. Si tratta di uno stato di esistenza perfetta, omogenea, che si espande all' infinito in ogni direzione .Essa è uno stato di infinita gioia, appagamento e beatitudine; pura consapevolezza, non delimitata da confini o separazioni .

In essa sono contenute tutte le creature materiali e spirituali che Dio creerà in seguito, anche se qui si trovano solo allo stato potenziale, e non esiste nulla che le diversifichi fra loro. Il processo creativo può essere rappresentato suddividendolo in quattro stadi o fasi, simboleggiate dalle quattro lettere del Tetragrammaton, YHWH, il Nome ineffabile di Dio. Esso è infatti la struttura basilare di tutta la creazione, il modello sulla quale è stata pianificata ed eseguita.

Y YOD (YUD) = Restrizione

Allo scopo di rendere possibile l' apparizione di esistenze temporanee (umanità), Dio nasconde parte della Luce Infinita. Come conseguenza di ciò, nel centro della Luce Infinita appare uno spazio vuoto ed oscuro; in esso sarà possibile emanare, creare, formare e fare tutti i mondi e le esistenze successive.
Lo Tzimtzum è un atto di umiltà da parte del Creatore, in quanto nasconde le prove della Sua stessa esistenza, dando così alle ad altre esistenze la possibilità di affermare la loro realtà, se pur relativa.
Ciò che rimane dopo lo Tzimtzum è un semplice punto oscuro.In esso sono contenute potenzialmente le dieci emanazioni (Yod ha valore numerico pari a 10).

H  HE = Rottura

Il punto rimasto dopo la Restrizione ha dei limiti, ma le esistenze che lo compongono sono ancora in stato di totale unità, e quindi non si differenziano le une dalle altre.
Lo Shvirah ha lo scopo di rompere tale unità primordiale, rivelando l' esistenza separata e indipendente.
E' il segreto dell' individualità di ciascuna anima e forma di consapevolezza.
Un 'altro scopo di questa fase è quello di dare una certa realtà relativa al principio del male, con il conseguente dono del libero arbitrio per gli esseri umani.

W VAU (VAV) = Rettificazione

Subito dopo la Shvirah il Creatore incomincia un processo di Rettificazione (Tikkun).
I frammenti vengono rimessi insieme in un nuovo modo, tramite il quale è possibile una nuova comunicazione reciproca e nuovo senso di unità, pur conservando il senso di identità separata.
Così facendo Dio crea i Partzufim (Espressioni o Ipostasi), figure che costituiscono esistenze perfette, umane e divine al tempo stesso.
L' insieme dei Partzufim costituisce il mondo di Atzilut . In esso non c'è male ed è il legame tra l'infinita inacessibilità dell' Essenza Divina e i mondi di creazione inferiore.

H HE = Selezione o Estrazione 

Non tutti i frammenti originatisi al momento della Rottura vengono riparati da Dio stesso, egli lascia incompiuta l'opera di rettificazione al cui compimento gli esseri umani sono chiamati a collaborare.
Dei frammenti di Luce sono stati completamente circondati dalle "Klipot" (gusci), le forze del male.Esse ne succhiano la vitalità, oscurandone la consapevolezza e la memoria delle loro origini superiori.Noi dobbiamo individuare questi frammenti e liberarli, restituendoli alla luce unitaria del mondo di Atzilut.
Il Birur ( Selezione ) è un processo di "setacciamento" della realtà inferiore, alla ricerca di frammenti della Divinità.

Secondo la Cabala ogni realtà creata è un'unione di luci e recipienti, cioè di qualcosa che riempie, anima e da significato. Tutto infatti inizia dalla Luce Infinita, la potenzialità perfetta di ogni esistenza.
Il primo atto compiuto da Dio è l'aver emanato Luce Infinita, che non ha nulla a che fare con la luce che noi percepiamo con i nostri occhi. Essa è la somma totale di ogni conoscenza, amore e vitalità, senza imperfezioni e tende a riempire l'intero esistente, espandendosi in ogni direzione a velocità infinita.

Il secondo atto creativo è l'apparizione dei recipienti, di entità atte a ricevere e contenere l'emanazione della Luce Infinita. La presenza dei contenitori introduce nella Creazione i concetti di mancanza e imperfezione ( =desiderio di ricevere) La luce Infinita è invece la pienezza assoluta (= desiderio di dare ).
La comparsa dell' oscurità nella Creazione (conseguenza dei recipienti) apre la possibilità di esistenza al Male, che era totalmente assente nella Luce Infinita.Tuttavia la presenza dei contenitori è indispensabile, poiché senza di essi la Luce non avrebbe modo di manifestarsi .

I livelli della creazione

1) OLAMOT - MONDI
2) SEPHIROTH - LUCI
3) NESHAMOT - ANIME
4) PARTZUFIM - ESPRESSIONI O FIGURE 

Questi 4 livelli possono essere disposti secondo l'ordine delle lettere del Nome di Dio :
YOD = PARTZUFIM
HEH = NESHAMOT
VAU = LUCI
HEH = OLAMOT

OLAMOT
(mondo)
I mondi sono le dimensioni nelle quali la presenza di Dio è maggiormente nascosta come risultato della Restrizione (Tzimtzum) da lui effettuata .Vi sono 4 mondi nella Cabala, corrispondenti alle 4 lettere del Nome Divino (vedi sopra). Al di sopra di questi si trova un quinto livello , l'Uomo Primordiale ( Adam Quadmon ),esso è la radice degli altri 4 mondi . E' chiamato Adam in quanto è la prima realtà a possedere una struttura a tre Colonne (Destra, Sinistra, Centro), in base alla quale verrà creato il mondo della Rettificazione e lo stesso essere umano. La sua presenza è rilevata nel trattino della Yod nel Nome Divino.

SEPHIROTH
Le S. da principio sono i numeri, cioè le leggi fisiche e matematiche sulle quali si basa la Creazione; dopo sono storie ( racconti ), vedi Sacre Scritture, il cui compito è quello di descrivere i molteplici modi che Dio usa per manifestarsi al mondo.Al terzo livello divengono luci, contenitori ( pietre preziose dalle quali emana luce benefica).
Esse sono 10 potenze dell'anima grazie alle quali l'uomo è in grado di conoscere il suo Creatore e di mettere in pratica la sua Volontà.

NASHAMOT
(Anime)
Si tratta di luci vere e proprie. Esse sono Sephiroth riempite completamente dalle luci che vi si addicono .In questo caso il rapporto fra luce e tenebra è a favore della luce a differenza dei mondi.
Durante il loro processo di discesa (per incarnarsi nei corpi) si dimenticano della loro origine superna e tendono ad identificarsi con gli strati più grossolani e materiali della creazione .

L' anima possiede 5 gradi diversi : ( Riconducibili al Nome )
1) YECHIDAH =    UNICA
2)CHAIAH =          ANIMA UNIVERSALE O "VIVENTE"= YOD
3)NESHAMAH =   ANIMA INDIVIDUALE SUPERIORE = HEH
4)RUACH =           SOFFIO O SPIRITO = VAU
5) NEFESH =         ANIMA ANIMALE O INFERIORE = HEH

Nefesh è più vicina al corpo; la somma di tutti i processi biologici che ci tengono in vita. Viene attirata dai piaceri fisici e sensuali e condizionata dagli istinti.

Ruach è lo spirito che pervade emozioni e sentimenti, la libertà dai condizionamenti della materia, ed è il primo a differenziarsi dal mondo animale.In esso sono presenti ideali anche se in forma molto legata al sentimento.

Neshamah è l' anima umana vera e propria, la sede della consapevolezza e dell' intelletto, del libero arbitrio, della percezione.

Chaiah è una parte dell' anima che non risiede nel corpo, troppo elevata e rarefatta per poter essere contenuta nel corpo umano. Essa è uno stato di unione con i cosmo, di partecipazione diretta con le intelligenze che governano stelle e galassie.

Yechidah è lo stato supremo dell' anima, unione assoluta con Dio, il ricongiungimento perfetto .

PARTZUFIM
La Divinità è presente in ciascuno dei livelli ma ciò non esclude la presenza del male. 
I Partzufim (figure) sono esseri creati con identità ben precisa, interagiscono, compensando gli eventuali eccessi, o deficienze. Essi sono "espressioni di Dio" all' interno dell' esistenza creata e limitata. Sono i ruoli che le anime sono tenute ad interpretare. Il loro studio è la parte più importante della Cabala Lunarica.Essi possiedono un parte dell' essenza divina e contemporaneamente svolgono dei ruoli "umani".

Le lettere dell'Alfabeto Ebraico vengono chiamate Avanìm nella Tradizione Orale, questo termine assume il significato di Pietre, cioè il materiale con il quale Dio creò il mondo. Ogni lettera è composta da tre livelli:
Forma,
Suono e
Valore Numerico;

nel Libro della Formazione questi tre livelli corrispondono nell'ordine:

'Olàm (Mondo),
Neshamà (Anima),
Elokut (Divinità),
ma vengono anche definiti:
Sapìr (Zaffiro),
Sipur (Racconto),
Mispàr (Numero).

Questo particolare insegnamento è contenuto nel sogno di Giacobbe, sogno che si svolge in tre fasi:

a) posa il capo su dodici pietre;
b) mentre dorme le pietre gli si dispongono in cerchio intorno al capo ed il Patriarca ha il sogno profetico della scala che unisce il Cielo alla Terra;
c)
Giacobbe si sveglia rendendosi conto di aver avuto in sogno un contatto con Dio.

Questo sogno descrive metaforicamente i tre livelli dei quali si parlava all'inizio:

a) inizialmente le pietre, prima di disporsi intorno al capo di Giacobbe, rappresentano il livello di energia pura contenuta nelle lettere 'Olàm o Sapìr;
b) disponendosi in ordine rappresentano il livello di Neshamà - Sipùr, cioè il significato delle stesse lettere per esteso;
c) quando Giacobbe si risveglia e comprende il suo sogno, le stesse lettere diventano Elokùt o Mispàr, rappresentando il messaggio particolare che Dio comunica al Patriarca.

Come viene descritto nel Tànya, (il testo base del movimento Chabàd), le lettere hanno il potere di creare qualcosa dal nulla, e di dargli vita per sempre.

La chimica della Creazione ed il Sistema delle Radici

Esiste uno studio che mette in relazione l'alfabeto ebraico, le parole della lingua ebraica, ed il legame esistente tra gli elementi chimici e le formule stesse. Secondo questo concetto la lingua ebraica non ha nulla di arbitrario, essa è invece la descrizione precisa e matematica dei fenomeni che rappresenta.

Esempio classico di questo concetto è la parola Màyim, in ebraico Acqua: l'acqua è composta da Idrogeno (H2) e ossigeno (O2) che combinati insieme acquisiscono le proprietà di H2O (due atomi di idrogeno e uno di ossigeno). Nella parola Màyim le due lettere Mem corrispondono ai due atomi di idrogeno mentre la Yud corrisponde all'atomo di ossigeno.

Questo particolare sistema (usato dai Saggi), attribuisce a parole derivate da un medesimo binomio o trinomio di lettere una forma di associabilità, e le unisce sotto una unica famiglia semantica.
Per dare un'idea del metodo prendiamo esempio dalla radice Pe-resh, che accomuna parole talvolta dal significato complementare e talvolta opposto (moltiplicazione - separazione):

Pe-resh-he  (fruttificare, moltiplicare);
Pe-resh-chet  (fiorire);
Pe-resh-tet (suddividere);
Pe-resh-dàlet (separare);
Pe-resh-Kaf (spezzare);
Pe-resh-resh  (sgretolare);
Pe-resh-shin  (separare).

In questo modo è facile intendere il significato puntuale di una parola, risalendo al senso più generale della sua radice.

Negli scritti cabalistici ricorrono i seguenti termini, già precedentemente esposti :

- AIN - il Negativo ( Nulla - Non )
- AIN SOPH ( l' illimitato, l'infinito)
- AIN SOPH AUR ( la Luce illimitata, infinita)

Questi sono i veli dell' Esistenza Negativa che dipendono da Kether.

Kether è il Grande Volto ed emana ABBA, il Padre Superno, e AIMA, la Madre Superna.

ABBA, si riferisce a YOD del Teragrammaton e AIMA si riferisce a HEH ; ELOHIM è il Nome dato a queste due persone insieme (natura maschile/femminile).

Come Elohim essi generano ZAURIN ANPIN, il Microprosopus, il Volto Minore.

ABBA = Chokmah
AIMA = Binah
ZAUIR ANPIN = (Microprosopus) si riferisce alle 6 Sephiroth :
Chesed
Geburah
Thipareth ( in particolare )
Netzach
Hod
Yesod


Malkah la Regina, Kalah la Sposa, sono i titoli di Malkuth = la Sposa di Zauir Anpin, il Microprosopus .
Le lettere del Nome :

Y = ABBA
H = AIMA
V = ZAUIR ANPIN
H = MALKUTH 

E si riferiscono anche ai 4 mondi :

Y = Atziluth
H = Briah
V = Yetzirah
H = Assiah

In ogniuno dei 4 MONDI vi sono 10 Sephiroth , ed ogni Sephirah ha in se i suoi 10 Sephiroth = 400 in tutto = numero della TAU,la Croce, l'Universo, il Concepimento di tutte le cose.

I 4 Mondi sono :

- Atziluth = Mondo Archetipo
- Briah = Mondo Creativo
- Yetzirah = Mondo Formativo
- Assiah = Mondo Materiale

Che sono attribuiti, come già visto, alle lettere del Nome YHVH .

La Gematria

La Gematria è fondata sui valori numerici relativi alle parole.

Le parole di simile valore numerico si spiegano a vicenda e così anche le frasi.
Notariqon deriva dal latino notarius (stenografo). Vi sono 2 forme di Notariqon : nella prima ogni lettera di una parola è presa come iniziale, o abbreviazione di un'altra, così che dalle lettere di una parola si può formare una frase. Nella seconda forma troviamo la situazione inversa: vengono prese le iniziale e le finali, o entrambe, o le mediane, per formare una parola o più parole.

Temurah significa Permutazione. Una lettera è sostituita ad un'altra che la precede o la segue nell' alfabeto. Così da una parola può essere formata un'altra parola di ortografia completamente diversa. L' alfabeto viene piegato a metà nel mezzo e una metà è sovrapposta all' altra; cambiando alternatamene la prima lettera, o le prime 2, si possono fare 22 commutazioni. Questa viene chiamata "Tavola delle combinazioni dello TzIRVP", Tziruph.

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