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Origini e  sviluppo della massoneria secondo la massoneria.
http://www.grandeoriente.it

Le origini della libera muratoria rimangono tuttora avvolte in un fitto mistero. Benché sia stata ipotizzata una continuità tra i collegia fabrorum romani, o corporazioni di mestiere istituite già nella Roma arcaica, e le corporazioni medioevali di muratori, per il tramite di maestranze bizantine o italiche (tra queste, i cosiddetti magistri comacini) operanti nell’alto Medioevo, nessuna prova documentaria è ancora emersa al riguardo.

-Durante il medioevo, nei principali Paesi europei vennero acostituirsi numerose gilde o confraternite di muratori, in connessione con la ripresa delle costruzioni religiose e civili, in molti casi sotto il patronato o la direzione degli ordini monastici.

 Si ha notizia infatti di diversi statuti o carte contenenti una disciplina del mestiere, dei rapporti reciproci tra membri delle corporazioni, tra membri e apprendisti, etc., ma soltanto negli antichi documenti inglesi e scozzesi sono riscontrabili elementi peculiari rinvenibili in seguito nella massoneria moderna, quali le allusioni a segreti del mestiere e a segni o modi di riconoscimento riservati agli operai ammessi nella corporazione.

«Sono sopravvissute fino a oggi corporazioni di mestiere, tra cui quelle dei muratori e dei carpentieri, denominati rispettivamente compagnons in Francia e steinmetzen in Germania, caratterizzate da un apparato simbolico e da “leggende” del mestiere che presentano affinità con quelle massoniche e che quindi possono essere indicativi dell’appartenenza a un ceppo comune, per quanto remoto. »

Nondimeno, quando dopo il 1717 si verificò la diffusione della moderna massoneria inglese sul continente europeo, nei diversi Paesi non avvenne alcun travaso dalle preesistenti corporazioni di mestiere alla nuova organizzazione, che era ed è da considerare una diretta filiazione inglese.

Nei quasi tre secoli trascorsi dalla fondazione della Gran Loggia di Londra (1717), che segnò formalmente o convenzionalmente l’atto di trapasso dall’antica massoneria di mestiere o operativa a quella moderna o speculativa, sono state proposte varie teorie a spiegazione della specificità di essa rispetto a tutte le altre organizzazioni di mestiere, consistente nel suo patrimonio simbolico ed esoterico.

Sono stati chiamati in causa il sacerdozio egiziano, i misteri eleusini, i pitagorici, gli esseni, le sette gnostiche e zoroastriane, il mitraismo, i druidi, il sufismo persiano e arabo, la qabbalah ebraica, i Templari, i catari, i Fedeli d’Amore, gli alchimisti, l’ermetismo rinascimentale, i Rosa Croce: in breve, l’intero retroterra esoterico della civiltà occidentale e del vicino Oriente. 

Nonostante una pluralità di sorprendenti affinità e talvolta di coincidenze, nessuna vera prova sussiste in merito a eventuali rapporti di identità o di continuità tra qualcuno di questi supposti antecedenti e la massoneria.

Diverso è il discorso per quanto concerne l’influenza che alcuni di essi possano aver esercitato nel processo di formazione della massoneria moderna, con riguardo soprattutto agli ultimi sopra menzionati. Evidenti innesti da talune eredità sapienziali, anche remote, sono ben attestati nella storia della massoneria ed emergono nitidamente dall’esame dei suoi rituali, in particolare per quanto concerne i diversi “sistemi ad alti gradi” che fin dalla prima metà del XVIII secolo vennero a stratificarsi sopra i gradi originari della massoneria di mestiere.

loggia  massonica  francese del '700.

La massoneria soggettivamente si richiama a una Tradizione iniziatica , trasmessa da uomo a uomo fin da epoche immemorabili, e perciò tale che la sua fondazione non può essere situata in un’epoca storicamente determinata né essere attribuita all’opera di un singolo uomo o gruppo di uomini.

Conforme a questi presupposti, le origini della massoneria sono leggendarie o mitiche e, nella sua interna concezione, l’iniziazione muratoria non differisce dalle iniziazioni delle età più antiche, con le quali intrattiene rapporti di singolare somiglianza, al punto che, come si è detto, ne sono state ipotizzate le ascendenze più disparate e remote.

Ne consegue che accanto alla storia reale della massoneria, per tale intendendo quella ricostruibile attraverso gli usuali strumenti della ricerca storica, ne sussiste o acquista rilevanza un’altra, anch’essa “storia” ma in senso molto peculiare, o più propriamente metastoria, che prescinde dal dato documentario e s’inscrive in un orizzonte diverso, nel quale i nomi, le date e gli avvenimenti s’inseriscono nella dimensione sacrale del simbolo e acquistano un significato “altro” rispetto a quello profano.

Le due “storie” non si escludono reciprocamente, ma confluiscono entrambe in una nozione di tradizione leggibile e decifrabile secondo almeno due ottiche diverse, quella della lettera e quella dello spirito, governate da scritture e da cifre non omogenee.

Segreto e Riservatezza

Società iniziatica e non “società segreta”, la libera muratoria si fonda tuttavia su un “segreto”, cioè su un contenuto “non comunicabile” e “non esprimibile”, la cui conoscenza è possibile soltanto attraverso l’esperienza vissuta dell’iniziazione.

Il vincolo del segreto sui riti iniziatici è ben attestato dall’antichità pre-cristiana, ma si ritrova anche successivamente. Curiosamente una delle migliori definizioni del segreto iniziatico è dovuta all’avventuriero veneziano Giacomo Casanova, come questi la espose nelle sue Memorie:

Coloro che si determinano a farsi iniziare liberi muratori soltanto per pervenire a conoscere il segreto, possono sbagliarsi, perché può capitar loro di vivere cinquant’anni maestri muratori senza mai giungere a penetrare il segreto di questa confraternita…

Il segreto della libera muratoria è inviolabile per sua propria natura, perché il libero muratore che lo conosce, lo conosce soltanto per averlo indovinato. Egli non lo ha appreso da alcuno. L’ha scoperto a forza di frequentare la loggia, di osservare, di ragionare e di dedurre. Quando egli vi è pervenuto, si guarda bene dal partecipare la sua scoperta a chicchessia, fosse anche il suo miglior amico massone, poiché, se costui non ha avuto il talento di penetrare il segreto, non avrà neppure quello di trarne partito apprendendolo oralmente. Questo segreto sarà dunque sempre un segreto.

Tutto quello che si fa in loggia deve essere segreto; ma coloro i quali per una disonesta indiscrezione non si sono fatto scrupolo di rivelare ciò che vi si fa, non hanno certo rivelato l’essenziale. Come avrebbero potuto rivelarlo se non lo conoscevano? Se l’avessero compreso, non avrebbero rivelato le cerimonie. Codesto segreto concerne quindi gli elementi propri dell’iniziazione e del suo apparato simbolico-rituale, e non già ipotetiche attività svolte clandestinamente al riparo del Tempio, inconfessabili perché disdicevoli sotto il profilo morale e giuridico.

Altra cosa è la riservatezza, ossia la facoltà di ogni associazione liberamente costituita di pubblicizzare o di non pubblicizzare le sue attività, quando non siano illecite o vietate dall’ordinamento giuridico. A questo riguardo va precisato che comunque pressoché tutti i rituali dei lavori muratori e delle relative cerimonie di iniziazione sono stati stampati in ogni lingua, a partire almeno dal terzo decennio del XVIII secolo, e che i nominativi dei dirigenti, così come le ubicazioni delle logge, sono sempre stati noti.

Lo scopo dichiarato e autentico dell’iniziazione muratoria è il perfezionamento spirituale del singolo individuo.

Infatti, essa consiste nell’ammissione del candidato in un tempio ossia in un luogo esplicitamente sacro, che si pone a ricordo e a perpetuazione del Tempio di Gerusalemme. Mentre quello era consacrato a YHVH (), il Dio dell’Antico Testamento, questo è costruito “alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo”, nomen di sostituzione che si conforma a un tempo all’impronunciabilità del Nome divino, alle origini di mestiere della muratoria e del suo patrimonio simbolico, e all’universalismo proprio dell’esoterismo.

Corollari e conseguenza logica di questa primaria finalità sono gli scopi del perfezionamento morale del singolo e l’estensione di siffatta opera di perfezionamento, sul duplice piano spirituale/morale, all’intera società, intesa come “umana famiglia”.

Carattere peculiare ancorché non esclusivo dell’iniziazione muratoria è la sua dimensione collettiva: l’iniziazione è conferita al candidato da una collettività di iniziati e dà initium a un percorso conoscitivo di natura esoterica che prevede periodici momenti di confronto e di lavoro comune nell’unità-loggia, secondo un piano scandito da un preciso rituale e da un apparato di simboli, la cui funzione è quella di rivelarsi gradualmente al singolo iniziato e alla sua comprensione, che va progressivamente affinata mediante sforzi individuali, nei quali è dato avvalersi dell’esempio fornito dagli altri iniziati e, ove necessario e possibile, della loro assistenza.

L’organizzazione-La Loggia

tracciato di loggia rettangolare

L’organizzazione della massoneria si fonda sull’unità di base inderogabile, costituita dalla loggia (dall’antico alto-tedesco laubja, capanna o baracca di boscaioli, da cui pergola o chiosco, a sua volta derivante da laub, fogliame).

Si tratta di un gruppo, costituito da almeno sette individui e strutturato su base gerarchico-funzionale, relativamente autosufficiente e idoneo a lavorare in modo rituale nei tre gradi universalmente riconosciuti da tutta la massoneria a livello mondiale: apprendista, compagno d’arte e maestro.

I suddetti gradi vengono anche designati come simbolici (o azzurri, dal colore dei collari e degli orli dei grembiuli dei maestri) per distinguerli dagli “alti gradi”: da cui la denominazione di massoneria simbolica o azzurra per alludere a quella, praticata in tutto il mondo (e quindi universale), che è sotto l’egida e l’autorità delle Grandi Logge.

La  loggia il cui sinonimo è quello di officina, ha la funzione di ammettere nuovi liberi muratori e di trasmettere loro, a tempo debito, i contenuti iniziatici di ciascuno dei tre gradi, nonché di svolgere i lavori rituali propri della massoneria. Essa è diretta da un maestro venerabile e dagli altri dignitari e ufficiali previsti dalla tradizione.

Secondo l’attuale nomenclatura del Grande Oriente d’Italia, che deriva direttamente da quella prevista dai napoletani Statuti Generali della Massoneria scozzese del 1821 ed è peraltro abbastanza simile a quella in uso presso le altre Grandi Logge, i principali dignitari o ufficiali (nel senso letterale di “detentori di uffici o compiti”) di loggia sono i seguenti: maestro venerabile, primo sorvegliante, secondo sorvegliante, oratore, tesoriere, segretario; a questi sei se ne aggiungono molti altri: esperto, maestro delle cerimonie, primo diacono, secondo diacono, portastendardo, ospedaliere, elemosiniere, copritore interno, copritore esterno, architetto revisore, araldo e portaspada, primo architetto, economo, archivista, guardasigilli, maestro di casa.

tracciato di loggia a croce

Alcuni di questi uffici sono cumulabili nella stessa persona ovvero sono ulteriormente scomponibili (oltre all’esperto o primo esperto, infatti, possono essere nominati un esperto tegolatore, un esperto preparatore, un esperto terribile, un esperto censore e un esperto sacrificatore; al maestro delle cerimonie possono essere affiancati uno o più aggiunti, etc.).

La dignità di maestro venerabile è elettiva, come di norma le altre principali; le ulteriori nomine sono il più delle volte demandate dalla scelta del maestro venerabile.

Un ruolo a parte è quello dell’ex-maestro venerabile, al quale competono funzioni di vicarianza del maestro venerabile in carica, in particolare per quanto concerne i riti di iniziazione.

Massoneria ed esoterismo

«la massoneria si profila come entità e come fenomeno di carattere complesso, non riducibile alla sola dimensione ideologica o sociopolitica né, per contro, alla sola dimensione iniziatica e spirituale.»

Ma mentre la prima è esplorabile e analizzabile mediante gli strumenti ben collaudati della ricerca scientifica, la seconda rimane impenetrabile a questi strumenti e richiede l’uso di altri e più adatti mezzi d’indagine. L'esoterismo è a tutti gli effetti l'universo sommerso e mal visualizzabile della massoneria, suo cuore e midollo, vero filo conduttore unitario attraverso il suo divenire, comune denominatore sotteso alla sua universalità e al suo cosmopolitismo, irresistibile segnale di richiamo per tutti gl'individui che nei tempi e a ogni latitudine hanno varcato le soglie del Tempio.

La Docetica Iniziatica dell'antico e Primitivo Rito Di Memphis e Misraim

L ’Antico e Primitivo rito di Memphis e Misraim si rivolge solo a quegli iniziati che, seguendo pazientemente le molteplici occasioni di ispirata meditazione, intendono scoprire i canali di forza che permettono di mettersi in perfetta risonanza con i piani superiori di esistenza e con la transpersonalità dell’essere.

La Scala filosofica del Nostro Venerabile Rito è composta da 95 gradi, o meglio sarebbe dire: "gradini". Questi differenti livelli di lavoro muratorio, anche se possono sembrare ridondantemente numerosi, devono essere sempre considerati come un deambulatorio o meglio un progetto da realizzare per tappe, in cui il Maestro Libero Muratore intraprende la discesa nel profondo del proprio essere.

Comunque, se le possibilità di percorso sono innumerevoli, il viaggio conduce sempre, inevitabilmente, a un unico approdo: il compimento della Grande Opera. Per avere una giusta idea d’insieme sul Corpus rituale utilizzato dall’A.P.R.M.M., è opportuno considerarlo, nella sua complessa unità strutturale, come un deposito di gradi muratori che invece per singolari vicende non sono più praticati nelle muratorie contemporanee.

Inoltre, per evitare inutile spreco di tempo e di energie da parte di tutti, va subito esplicitato che la molteplicità dei gradi da praticare non corrisponde ad altrettanta molteplicità di occasioni per gestire alcun tipo di potere: i gradi non hanno valore né politico né di altro genere se non quello "educativo-iniziatico"; l’avanzamento "graduale" corrisponde solamente al "graduale" raggiungimento degli obiettivi delle diverse tappe del percorso iniziatico.

La rituaria dell'A.P.R-M.M. è solamente una preziosa opportunità di studio e di approfondimento di tutte le correnti di indirizzo spirituale che sono transitate all’intemo della Libera Muratoria Universale, dal suo sorgere ad oggi. In particolare uno degli obiettivi dei nostri studi è l’acquisizione dei principi della tradizione gnostica classica, essendo tali insegnamenti poco diffusi e superficialmente trattati durante i lavori svolti negli ambiti rituali della Libera Muratoria Universale azzurra.

Quando parliamo di gnosi classica ci riferiamo alla dottrina che si basa sui seguenti principi:

- preesistenza delle anime;
- discesa nelle loro forme carnali;
- abbandono conseguente del pleroma (mondo superiore e soprasensibile) per il kenoma (mondo inferiore   della forma) e, in seguito, possibilità della risalita verso lo stesso pleroma;
- studio degli arcani di un’esistenza postuma, evocata nella simbologia rituale muratoria con l’espressione   "oriente eterno".

Lo studio di questi arcani, che seguono i primi tre gradi della Libera Muratoria azzurra sarà affrontato attraverso opportuni rituali contenenti simboli ed elementi provenienti da antiche discipline tradizionali (quali, ad esempio, la Gnosi alessandrina e la cabala ebraica) e caratterizzati da una gestualità (segni, marce, parole di passo), ricollegabili alle antiche tradizioni orientali (come il taoismo e il buddismo tibetano).

Non ci soffermiamo sui numerosi riferimenti del simbolismo, usato nelle Camere rituali, relativo alle scienze cosiddette "occulte" come l’Alchimia, l’Astrologia e la Teurgia. Contemporaneamente, per coloro che riescono ad ascoltare la voce della propria "essenza ulteriore", la specifica attività rituale rappresenta anche una straordinaria e concreta possibilità di acquisire e comprendere la conoscenza del reale segreto.

Fondamentale caratteristica del Nostro Venerabile Rito, infine, la sua intima natura fermamente deista e spiritualista. Si tratta cioè della decisa accettazione del fondamentale principio dell’eternità dello spirito e della immortalità dell’anima o comunque di una sua certa sopravvivenza dopo la morte del corpo. A questo punto la dogmatica dell’A.P.R.M.M. si arresta. Infatti essa non è legata e non dipende da alcuna religione particolare e lascia ogni suo membro in una piena e totale libertà di opinione e di pensiero.

Sezione Filosofico-Cabalistica

Questa sezione è composta da 30 Camere Rituali di cui 7 vengono ritualmente praticate, mentre le altre no e i gradi ad esse corrispondenti vengono conferiti per comunicazione (sulla spada).
Le 7 Camere praticate sono: 

Grado, Collegio dei Maestri Discreti

Grado, Capitolo dei Sublimi Maestri, Grandi Eletti, Cavalieri Della Volta Di Perfezione

11° Grado, Senato dei Cavalieri Dell’aquila E Del Pellicano Principi Rosa + Croce 

16° Grado, Senato dei Cavalieri Del Sole, Saggi Della Verità Principi Adepti

21° Grado, Senato Supremi Commendatori Degli Astri

30° Grado, Senato dei Cavalieri Dell’aquila Bianca E Nera Cavalieri Kadosch

33° Grado, Supremo Consiglio dei Sovrani Grandi Ispettori Generali

Sezione Gnostico - Ermetica

Questa sezione è composta da 38 Camere Rituali. Di esse viene praticata solamente quella del 66° grado, il Gran Concistoro dei Patriarchi Grandi Consacratori. La Docetica di questa Sezione fonda il suo studio e la sua ricerca sulla gnosi classica e sulle sue derivazioni.

Sezione Ermetica

La sezione ermetica rappresenta la conclusione dell’iter iniziatico che i Fratelli Maestri hanno compiuto - quali operai dell’Arte regia - nei deambulatori tradizionali, deposito immemorabile misterioso, che l’Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim possiede da sempre. In questa sezione, composta da 24 Corpi Rituali, vengono praticati ritualmente quelli relativi al:

90° Grandi Consigli dei Sovrani Principi, Sublimi Patriarca, Maestri Della Grande Opera

91° Gran Tribunale dei Sovrani Principi, Grandi Difensori Dell’ordine E Del Rito.

94° Gran Tempio Mistico dei Sublimi Patriarchi Principi Di Memphis.

95° Sovrano Santuario dei Sublimi Patriarchi Grandi Conservatori Dell’ordine E Del Rito.

La funzione del Nostro Venerabile Rito è quella di costituire un filo invisibile, ma realmente presente, che lega il basso con l'alto. Esso offre la chiave degli arcani a tutti gli uomini di Volontà buona, affinché questi stessi arcani possano essere svelati e praticati.

Non abbiamo la certezza che, in poche pagine, si sia riusciti a chiarire definitivamente la storia e gl'intrecci di quegli eventi che nel loro insieme costituiscono la memoria e le radici del nostro Venerabile Rito
Ci sembra opportuno concludere quanto detto con le affermazioni riportate nell’introduzione degli Statuti e Regolamenti Generali dell'Antico e Primitivo rito di Memphis e Misraim:

uomo, tu hai due orecchie per udire lo stesso suono, due occhi per percepire lo stesso oggetto, due mani per eseguire lo stesso atto. egualmente la scienza muratoria, la scienza per eccellenza, è esoterica ed exoterica. l’esoterismo costituisce il pensiero. l’exoterismo l’atto. l’exoterismo si apprende, si insegna, si dà, l’esoterismo non si apprende, non si insegna, non si dà, esso viene dall’alto. A tutti coloro che ricercano il bene, il bello, il giusto ed il vero auguriamo Salute, Prosperità e Fraternità.

Il tempio massonico

Altro significato di loggia, che architettonicamente è un edificio o una parte di edificio comunicante con l’esterno su uno o più lati mediante l’interposizione di un colonnato o di una fila di arcate, è quello di locale adibito a Tempio muratorio.

Come tale, simbolicamente, è una rappresentazione del cosmo e si estende in lunghezza dall’occidente all’oriente, in larghezza dal settentrione al meridione, mentre in altezza va dallo zenit al nadir.

Di fatto, è un locale rettangolare (un “quadrato doppio”) i cui lati dovrebbero trovarsi in rapporto 2: 1, idealmente “orientato” nel senso della lunghezza da ovest (porta d’ingresso e seggio del primo sorvegliante) a est (trono del maestro venerabile): ai lati della porta d’ingresso, ma internamente, sono collocate le due colonne J (Jod) e B (Bet) menzionate dalla Bibbia in riferimento al Tempio salomonico.

Gli apprendisti siedono lungo il lato “settentrionale”, i compagni d’arte lungo il lato “meridionale” (ove pure, grosso modo a metà di esso, si trova il seggio del secondo sorvegliante), mentre i maestri siedono in entrambi i lati, denominati anche colonne per estensione rispetto alle suddette colonne J e B.


      
  1. Maestro Venerabile
  2. 1° Sorv.
  3. 2° Sorv.
  4. Oratore
  5. Segretario
  6. Portastendardo
  7. Araldo
  1. Guardiasigilli
  2. 1° Esperto
  3. M.  cerimonie
  4. 1° Diacono
  5. 2° Diacono
  6. Ospitaliere
  7. Tesoriere
  1. 1° Architetto
  2. Arch. revisore
  3. Economo
  4. M. di casa
  5. Elemosiniere
  6. Archivista
  7. Copr. interno
  1. Apprendisti
  1. Compagni
  1. Maestri

Lungo le pareti sono distribuite dodici colonne o semi-colonne, intervallate con i segni dello zodiaco. Sulla parete orientale, ai lati del trono del maestro venerabile, sono riprodotti il Sole e la Luna.
( cf.: alchimia )

La zona centrale del piano di calpestìo è pavimentata con quadrati bianchi e neri alternati a scacchiera (pavimento mosaico), riproducente in piccolo le dimensioni dello stesso Tempio: su di essa viene deposto il quadro di loggia, sul quale sono raffigurati i principali simboli propri di ciascun grado.

La porzione “orientale” dello stesso piano di calpestìo, corrispondente a un terzo o a un quarto della superficie complessiva (considerata il Debhir o Sancta Sanctorum, mentre quella "occidentale" è considerata l'Hikhal o Sanctus), è rialzata rispetto alla rimanente e vi si accede mediante una scala di quattro gradini.

Su questo piano rialzato sono collocati, rispettivamente: a oriente il Trono e l’altare del maestro venerabile, spesso sormontato da un baldacchino, cui si accede mediante un’ulteriore scala di tre gradini; a settentrione il seggio e il banco dell’oratore; a meridione il seggio e il banco del segretario.


Nei pressi del trono del venerabile e dei seggi del primo e del secondo sorvegliante sono ubicate, rispettivamente, le statue di Minerva, di Ercole e di Venere.

In corrispondenza di tre dei quattro angoli del pavimento mosaico sono disposti altrettanti pilastri, denominati Sapienza, Forza e Bellezza, a formare un triangolo rettangolo nel centro del Tempio.

Al Tempio, così descritto, si accede da un altro locale, denominato vestibolo o sala dei passi perduti. Per solito, il vestibolo comunica anche con una cameretta, priva di finestre, detta gabinetto di meditazione o di riflessione.

Nel Tempio è prevista la presenza di oggetti d’uso rituale, la cui ubicazione è rigorosamente stabilita dalla tradizione e dai rituali, anche se non senza molteplici varianti a seconda dei Paesi e dei sistemi rituali seguiti.

L’abbigliamento in loggia prevede un grembiule di pelle bianca, diversamente decorato per ciascuno dei tre gradi e spesso anche per i maestri venerabili e per gli ex-venerabili, guanti di pelle bianca, collari di seta ai quali sono appesi i simboli (gioielli) delle specifiche funzioni per i dignitari e gli ufficiali.

Una pluralità di logge dà vita, attraverso un sistema federativo su base nazionale, a una Grande Loggia (in alcuni Paesi, come l'Italia e l'Olanda, denominata Grande Oriente), che di norma ha giurisdizione esclusiva sul territorio dello Stato in cui è insediata, in base al principio di esclusività territoriale: essa sola può autorizzare la fondazione di nuove logge e controllare il regolare funzionamento di quelle esistenti.

Una grande loggia possiede organismi di autogoverno ed è presieduta da un gran maestro, al quale è affidato il potere esecutivo, mentre quello legislativo è esercitato dalla periodica assemblea generale (detta per estensione Gran Loggia o, in altre massonerie, Convento) di tutte le logge regolari, attraverso la presenza dei loro maestri venerabili o di loro delegati. 

Su un secondo altare (o ara) interposto tra il pavimento mosaico e il trono del maestro venerabile e antistante il piano rialzato “orientale”, viene collocato all’apertura dei lavori il Libro della Legge Sacra, sul quale sono poi sovrapposti la squadra e il compasso.

Al di sopra del trono del maestro venerabile trovano posto il Delta luminoso e la Stella fiammeggiante con la lettera G o Pentalfa; ai lati del secondo altare sono poggiati la tavola da disegno, la pietra grezza e la pietra cubica (talvolta una pietra cubica a punta).

Il soffitto del tempio (volta stellata) è dipinto di azzurro e disseminato di stelle.Il gran maestro, inoltre, rappresenta la Grande Loggia nei rapporti con le singole logge e con il mondo “profano” e con le Grandi Logge di altri Paesi, le quali si riconoscono reciprocamente sulla base della “regolarità”, ossia della conformità alle caratteristiche (i cosiddetti landmarks) considerate fondamentali e irrinunciabili.

Organismi principali

Il gran maestro  coadiuvato da una giunta di collaboratori, che ricalca nei titolo e nelle funzioni la fisionomia della loggia: un primo e un secondo grande sorvegliante, un grande oratore, un gran tesoriere, un gran segretario, i sostituti del gran maestro (deputati del gran maestro o, nel Grande Oriente d'Italia (G.O.I.) , i due grandi maestri aggiunti), eventuali altri aggiunti.

Sinonimi di Grande Loggia, sempre intesa come federazione di logge su base nazionale, sono Obbedienza e Comunione, nei significati rispettivi di federazione di logge che si assoggettano a un’unica autorità nell’ambito di una determinata giurisdizione nazionale e di comunità di logge organicamente collegate da un complesso normativo e da strutture organizzative comuni.

Il termine Ordine, di ascendenza religiosa o cavalleresca, può designare, a seconda dei casi, sia la singola Grande Loggia sia la massoneria universale, indipendentemente dalle diverse aggregazioni nazionali e in un’accezione sovra-nazionale. Nello stesso senso, sebbene non da tutti apprezzato e impiegato, ricorre quello di Istituzione.

Ogni Grande Loggia oggi esistente trae origine direttamente dalla Gran Loggia di Londra fondata nel 1717 (la quale ha assunto dopo circa un secolo la denominazione di Grande Loggia Unita d’Inghilterra) o da un’altra Grande Loggia, a sua volta fondata da quella inglese. Per questo motivo la G.L.U. d’Inghilterra si è attribuita (e le viene generalmente riconosciuta) la denominazione di “Grande Loggia madre del mondo”: ma questo appellativo, l’autorità morale che ne deriva e il ruolo di severo guardiano dell’ortodossia massonica che di fatto questa Grande Loggia ha svolto e continua a svolgere, non implicano alcun primato di essa né alcun rapporto di subordinazione nei suoi confronti da parte delle altre Grandi Logge.

Infatti, Non è mai esistita un’organizzazione massonica sovranazionale alla quale sia stata o venga riconosciuta autorità gerarchica sulle singole Grandi Logge, le quali sono tutte autocefale e indipendenti.


Persino modesti tentativi, effettuati in passato, di dare vita a organismi di reciproca informazione tra le diverse Grandi Logge sono tutti tosto o tardi falliti, anche a causa della decisa opposizione manifestata costantemente a questo riguardo dalla G.L.U. d’Inghilterra.

Nonostante differenze più o meno sensibili tra le diverse Grandi Logge, tutte si conformano più o meno fedelmente ai princìpi stabiliti dalle Costituzioni approvate nel 1723 dalla G. L. di Londra, antenata prossima - come si è detto e come si vedrà meglio più oltre - dell’attuale G.L.U. d’Inghilterra. E tutte, a livello dei tre gradi universalmente praticati, seguono usi, simboli e rituali approssimativamente sovrapponibili o equivalenti, sì da mantenere tratti di identità comune.

Organismi minori.

Tra la loggia e la gran maestranza normalmente si interpongono, inoltre, altri organismi, che nel G.O.I. sono elettivi e hanno la funzione di garantire funzioni di interesse comune, ma di competenza estranea a quella della gran maestranza e non espletate dall’assemblea generale delle logge, che si riunisce soltanto una o alcune volte l’anno. Nell’ambito del G.O.I., i poteri di questi organismi sono molto limitati, dato l’assetto di tipo centralistico proprio di questa Obbedienza.

A livello locale, i maestri venerabili di due o più logge insediate nella stessa città o Oriente costituiscono un consiglio dei maestri venerabili che si occupa della gestione della sede comune. A livello regionale esistono collegi circoscrizionali  dei maestri venerabili, con funzioni di semplice coordinamento delle iniziative delle logge.

La Costituzione del G.O.I. prevede, inoltre, altri organismi:
-un  consiglio dell'ordine di natura elettiva, che esprime soltanto pareri non vincolanti a richiesta della giunta di governo;
-un collegio dei grandi  architetti revisori con attribuzioni corrispondenti, in ambito “profano”, a quelle dei revisori dei conti;
-una giustizia massonica, cui sono devolute le funzioni disciplinari nei confronti degli associati (corrispondenti a quelle dei “probiviri” delle altre associazioni private), articolata su tre livelli di giudizio: trbunale di loggia, di circoscrizione , di corte.

Le sanzioni disciplinari comminabili consistono nel richiamo o ammonizione (censura e censura solenne) con le pene accessorie della sospensione dall'attività massonica a tempo determinato o dell'interdizione dalle cariche interne a tempo determinato, o nei casi più gravi nell’espulsione dall'Ordine.

Il prolungato assenteismo dai lavori di loggia o la morosità a riguardo delle quote associative (capitazioni) comportano invece il depennamento (radiazione), adottabile di ufficio dalle tre luci della loggia (maestro venerabile, primo e secondo sorvegliante) riunite in  consiglio di disciplina.

L'espulsione e il depennamento non vanno confusi con l'assonnamento, che è la decisione volontaria dell’associato di non fare più parte attiva dell’organismo massonico, corrispondente alle “profane” dimissioni, e che non gli preclude la facoltà di richiedere, in qualsiasi momento, la riammissione nel grado conseguito: nel qual caso, ovviamente, non dovrà essere nuovamente sottoposto alle relative prove di iniziazione. Anche in questo senso si afferma che l'iniziazione è indelebile.

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