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I demoni nella Bibbia - l'Inferno De 32,17 Hanno sacrificato a demoni che non sono Dio, a divinità che non conoscevano, novità, venute da poco, che i vostri padri non avevano temuto.In ebraico il termine è generico per divinità diverse da Jhwh.Non è un nome specifico per gli spiriti cattivi, ciònondimeno questi spiriti vengono disprezzati. Sal 105,37 Immolarono i loro figli e le loro figlie agli dèi falsi. 2Cr 11,15 Geroboamo aveva stabilito suoi sacerdoti per le alture, per i demoni e per i vitelli che aveva eretti.Bar 4,7 Avete irritato il vostro creatore, sacrificando ai dèmoni e non a Dio. Nelle scritture cristiane i falsi dèi ovvero gli dèi dei popoli antichi erano demoni nel senso di spiriti maligni,del Male. 1Co 10,20 No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio.
Attraverso il culto ai demoni gli uomini entrano in comunione con essi. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni;1Co 10,21 non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. Nonostante l'avvento del cristianesimo in cui si manifesta una potenza superiore a tutti i demoni, quella di Gesù, l'umanità continuerà a comunicare con essi in vari modi, fino alla fine dei tempi, secondo la visione profetica di Giovanni, discepolo di Gesù: Ap 9,20 Il resto dell'umanità che non perì a causa di questi flagelli (quelli degli ultimi tempi), non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestar culto ai demòni e agli idoli d'oro, d'argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare;Ap 16,14 sono infatti spiriti di demòni (pneuma daimonion)che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente. Secondo questa profezia ,gli spiriti evocati dai mortali per fare magìa, operano veri prodigi e conquistano ai loro progetti di lotta contro Dio i capi dei popoli della terra ,i quali naturalmente spingeranno ad ostacolare Dio ,cioè a compiere il male, le popolazioni da loro dominate.Dove Dio viene cacciato regnano i dèmoni: Bar 4,32 maledette le città in cui sono stati schiavi i tuoi figli(o Israele), maledetta colei che li ha trattenuti.33 Come ha gioito per la tua caduta e si è allietata per la tua rovina, così patirà per la sua desolazione.34 Le toglierò la gioia di essere così popolata, il suo tripudio sarà cambiato in lutto.35 Un fuoco cadrà su di lei per lunghi giorni per volere dell'Eterno e per molto tempo sarà abitata da demoni. Una terra abitata da demoni è privata della presenza miracolosa di Jhwh, che è incompatibile con essi.E' una terra dannata,un Inferno diremmo oggi. I demoni sono tutti sottomessi al potere di Dio.
Lu 13,32 Ecco, io scaccio i demòni
e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito. Lu 9,1 Egli allora chiamò a sé i
Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni
e di curare le malattie. Lu 11,14 Gesù stava scacciando un demonio
che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò
a parlare e le folle rimasero meravigliate.15 Ma alcuni dissero: «È
in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia
i demòni». Mat 12,27 E se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri figli ( cioè i suoi discepoli cui aveva dato lo stesso potere) in nome di chi li scacciano? Mat 12,28 Ma se io scaccio i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio. La liberazione dai demoni operata da Gesu' era il segno che Dio aveva deciso di instaurare il suo regno dove il male non ha posto e invitare gli uomini ad entrarvi definitivamente . Tutti i cristiani avranno il potere di Gesù sui demoni:Mar 16,17 E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove... Gesù venne considerato un posseduto dal demonio Giov 7,20 Rispose la folla: «Tu
hai un demonio! ». L'inferno Questo termine è di origine biblica inferi (in ebraico: sheol). Non è propriamente un luogo, ma uno "stato", evocato da vari simboli in cui prevale il fuoco. Evidentemente non è immaginabile né raffigurabile. Possiamo tentare di capire che cos'è l'inferno immaginando una vita senza amore, separata da Dio e dagli altri, nella più egoistica e cupa solitudine. La saggezza popolare ha coniato espressioni come «Questa vita è un inferno» per indicare situazioni di insopportabili lacerazioni, conflitti, odi, ingiustizia, oppressione, eccetera. Ebbene, l'inferno è precisamente la rottura e la mancanza delle relazioni buone che rendono la vita felice e serena. Esso non è propriamente un "castigo" di un Dio irato e vendicativo, ma l'espressione e la conseguenza del rifiuto definitivo e totale di Dio da parte dell'uomo. E ' il non-esito della umanizzazione dell' esistenza. Dal Catechismo Universale della Chiesa Cattolica: 633 La Scrittura chiama inferi, shéol o ade [Cf Fil 2,10; At 2,24; Ap 1,18; Ef 4,9 ] il soggiorno dei morti dove Cristo morto è disceso, perché quelli che vi si trovano sono privati della visione di Dio [Cf Sal 6,6; Sal 88,11-13 ]. Tale infatti è, nell'attesa del Redentore, la sorte di tutti i morti, cattivi o giusti; [Cf Sal 89,49; 633 1Sam 28,19; Ez 32,17-32 ] il che non vuol dire che la loro sorte sia identica, come dimostra Gesù nella parabola del povero Lazzaro accolto nel “seno di Abramo” [Cf Lc 16,22-26 ]. “Furono appunto le anime di questi giusti in attesa del Cristo a essere liberate da Gesù disceso all'inferno” [Catechismo Romano, 1, 6, 3]. Gesù non è disceso agli inferi per liberare i dannati [Cf Concilio di Roma (745): Denz. -Schönm., 587] né per distruggere l'inferno della dannazione, [Cf Benedetto XII, Opuscolo Cum dudum: Denz. -Schönm., 1011; Clemente VI, Lettera Super quibusdam: ibid., 1077] ma per liberare i giusti che l'avevano preceduto [Cf Concilio di Toledo IV (625): Denz. -Schönm., 485; cf anche Mt 27,52-53 . Lc 16,22 Un giorno il povero morì e fu
portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco
e fu sepolto. 1056 Seguendo l'esempio di Cristo, la Chiesa avverte i fedeli della “triste e penosa realtà della morte eterna” , [Congregazione per il Clero, Direttorio catechistico generale, 69] chiamata anche “inferno”. 1057 La pena principale dell'inferno consiste nella separazione eterna da Dio; in Dio soltanto l'uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira. 1033 Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi: “Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna” ( 1Gv 3,15 ). Nostro Signore ci avverte che saremo separati da lui se non soccorriamo nei loro gravi bisogni i poveri e i piccoli che sono suoi fratelli [Cf Mt 25,31-46 ]. Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l'amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola “inferno”. 1034 Gesù parla ripetutamente della “Geenna”, del “fuoco inestinguibile”, [Cf Mt 5,22; Mt 5,29; 1034 Mt 13,42; Mt 13,50; Mc 9,43-48 ] che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l'anima che il corpo [Cf Mt 10,28 ]. Gesù annunzia con parole severe che egli “manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno. . . tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente” ( Mt 13,41-42 ), e che pronunzierà la condanna: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!” ( Mt 25,41 ). 1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell'inferno, “il fuoco eterno” [Cf Simbolo “Quicumque”: Denz. -Schnöm., 76; Sinodo di Costantinopoli: ibid., 409. 411; 274]. La pena principale dell'inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l'uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira. 1036 Le affermazioni della Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa riguardanti l'inferno sono un appello alla responsabilità con la quale l'uomo deve usare la propria libertà in vista del proprio destino eterno. Costituiscono nello stesso tempo un pressante appello alla conversione: “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla Vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” ( Mt 7,13-14 ).Siccome non conosciamo né il giorno né l'ora, bisogna, come ci avvisa il Signore, che vegliamo assiduamente, affinché, finito l'unico corso della nostra vita terrena, meritiamo con lui di entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati tra i beati, né ci si comandi, come a servi cattivi e pigri, di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori dove “ci sarà pianto e stridore di denti” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 48]. 1037 Dio non predestina nessuno ad andare all'inferno; [ Cf Concilio di Orange II: Denz. -Schönm. , 397; Concilio di Trento: ibid. , 1567] questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine. Nella liturgia eucaristica e nelle preghiere quotidiane dei fedeli, la Chiesa implora la misericordia di Dio, il quale non vuole “che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi” ( 2Pt 3,9 ): 1058 La Chiesa prega perché nessuno si perda: “Signore, non permettere che sia mai separato da te”. Se è vero che nessuno può salvarsi da se stesso, è anche vero che Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati” ( 1Tm 2,4 ) e che per lui “tutto è possibile” ( Mt 19,26 ). [vedi > cristianesimo] |
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