La fede
La fede
il Allah è:
1. Fede
il Dio e nei suoi attributi (99) .
I 99 nomi divini si trovano nel Corano :Clemente, Misericordioso, Creatore,
Onniscente, Signore dell'Universo,il Primo, l'Ultimo,etc.
Secondo la teologia musulmana i nomi di Dio sono 4000 : 1000 sono
conosciuti solo da Dio; 1000 da Dio e dagli angeli; 1000 da Dio, dagli
angeli e dai profeti; 1000 da Dio, dagli angeli, dai profeti e dai credenti.
Di questi ultimi, 300 sono menzionati nella Thorà (i primi 5 libri
della Bibbia Ebraica), 300 nei Salmi, 300 nei Vangeli e 100 nel Corano.Di questi ultimi 99 sono noti ai comuni fedeli ; uno è nascosto,
segreto e accessibile solo ai mistici più illuminati che appartengono
solamente a Dio.
«Colui
che li impara, li capisce e li enumera entra in paradiso e raggiunge
la salvezza eterna».
Infatti cogliere l'"essenza"
di questi attributi è il primo passo per arricchirsi spiritualmente.
Ecco perché, sul piano strettamente pratico, è consuetudine
del musulmano che si raccoglie in preghiera far scorrere tra le dita
i 99 grani del suo rosario. Tuttavia i Nomi di Dio non sono Dio,
ma una semplice simbolizzazione della realtà divina, adattata
ai limiti della ragione umana.
2. Fede
nei profeti di Allah
Dio ha inviato molti profeti nella Storia umana. Tutti hanno dato lo
stesso messaggio e gli stessi insegnamenti.
I popoli hanno mal compreso e mal interpretato la Legge di Dio.
I Profeti principali di Allah sono: NOE', ABRAMO, ISACCO, ISMAELE, GIACOBBE,
MOSE', DAVIDE, GESU' E MAOMETTO.
3. Fede
negli angeli :
esistono creature di Dio che sono invisibili
e che compiono missioni speciali nell'Universo.
4. Fede nei libri sacri
rivelati ai profeti
5. Fede nel Giorno del Giudizio Universale
.
Dio potrà perdonare tutti i peccati eccetto l'adorazione
di dèi o di personalità umane.
6. Fede
nella predestinazione.
Solo Allah ha nelle sue mani
il destino di ognuno e di tutti.Tutto cio' che succede nella vita in bene e in male è destino.C'è una
predestinazione divina per ognuno.
7. Fede nella vita oltre la morte.
Dogmi della fede islamica
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Audhu billah min ash-shaitani
rajim
(Cerco rifugio in Allah per ripudiare Satana)
Bismi Allah Ar-rahamani Ar-rahim
(Nel nome di Dio il piu' Clemente, il piu' Misericordioso)
Il Tauhid (monoteismo) islamico :
il
puro monoteismo islamico abramitico, unicita' assoluta
di Dio
"...Di': -Egli Allah e' Unico,
Allah e' l'Assoluto.
Non ha generato, non e' stato generato e nessuno e' uguale a Lui..."
(Corano al-Ikhlas 112)
"...Di': -Ecco la mia via: invito al Allah
in tutta chiarezza, io stesso e coloro che mi seguono. Gloria ad Allah,
non sono uno dei politeisti..." (Corano Yusuf 12,108)
"...Allah non si e' preso figlio alcuno e
non esiste alcun dio al Suo fianco; che' altrimenti ogni dio se ne sarebbe
andato con cio' che ha creato e ognuno (di loro) avrebbe cercato di prevalere
sugli altri. Gloria ad Allah, ben oltre quello che affermano..."
(Corano al-Mu'minun 23,92)
"...Se nei cieli e sulla Terra vi fossero
altre divinita' oltre ad Allah, gia'gli uni e l'altra sarebbero corrotti.
Gloria ad Allah, Signore del Trono, ben al di sopra di quello che Gli
attribuiscono...." (Corano al-Anbiya 21,22)
Come testimonia la Parola di Dio, stessa, non vi puo' esser alcun altro
dio all'infuori di Allah stesso, per il principio dell'assolutezza della
divinita': se vi fossero piu' divinita' vi sarebbe inimicizia sicuramente
fra di loro e generebbe confusione nella creazione.
Chiaramente e' espresso che Dio, l'Altissimo non ha generato figli, ne'
tanto meno, tali figli (inesistenti) sono divinita' loro stessi.
Il messaggio sull'unicita' di Dio e' parte integrante dell'attestazione
di fede islamica nell'Unico Dio Altissimo:

Ashahadu an-la Ilaha, illà Allah
(Attesto che non vi è altro dio (divinità) all'infuori
di Allah)

Ashahadu anna Muhammad rasulu Allah
(Attesto che Muhammad è profeta di Dio)
Il Tauhid (monoteismo) islamico presenta 3 aspetti principali:
1. Dovere di credere necessariamente un un Unico Dio, Unico Signore
di tutto cio' che esiste visibile e non visibile. Egli e' Creatore, Oraganizzatore,
Pianificatore, Sostenitore, Autorita' e Datore di Sicurezza.
2. La fede in Unico Dio non puo' esser separata dagli atti di adorazione
verso tale Signore Unico. Significa credere che non vi altra cosa, persona,
entita', immagine, altro che sia da adorare tranne' Allah, Signore dei
Mondi (Gloria e Maestosita').
3. L'unicita' di tale divinita' implica unicita' dei Nomi degli attributi
dati ad Allah. Significa che non puo' esserci alcun altro nome o attributo,
se non quelli di Dio stesso. Noi dobbiamo confermare tutti i nomi e gli
attributi contenuti nel Sacro Quran e detti dal Suo Profeta Muhammad.
Nel dettaglio, questi 3 aspetti principali possono esser estesi in 7 "kalimat",
(espressioni verbali) di fede unica, tratte dal Sacro Quran, che rappresentano
dettagliatamente, il significato intrinseco del Tauhid (ovvero del monoteismo)
islamico e sono parte integrante della comune dialettica di ogni musulmano.
In realta' la Shahada, primo pilastro dell'Islam, fa parte di queste
7 "kalimat", ove tutte insieme rappresentano una sintesi del
credo islamico, che pur andando indietro nel tempo e' rimasto costante
anche nel messaggio dei Profeti precedenti come abbiamo visto.
1. Kalima: Kalima Taiyyab (Dichiarazione
di fede unica)
Non vi è altro dio (divinità)
all'infuori di Allah 1 Muhammad è messaggero di Allah
Dichiarazione di fede, ma anche di fatto, di concretezza, di accettazione
dell'evidenza dell'esistenza di un Dio Unico, costante del messaggio
di Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, David....Muhammad(pace
su di loro).
2. Kalima: Kalima Shahadat (Dichiarazione
di sottomissione alla fede unica)
Attesto che non vi è altro dio (divinità)
all'infuori di Allah e attesto che Muhammad è servo e messaggero
di Allah
Alla dichiarazione di fatto segue l'attestazione di sottomissione (obbligatoria
di ogni singolo individuo, in quanto creato a Dio) alla fede unica, in
quanto esiste solo quella e riconosco tutti i profeti, compreso Muhammad,
come portatori del messaggio di Allah(gloria a Lui).
3. Kalima: Kalima Tamjid (Dichiarazione
della Gloria di Allah)
La Gloria spetta ad Allah e tutte le preghiere
vanno ad Allah. Non c'e' nessuno degno di lode tranne Allah. Allah
e' il piu' grande. Non c'e' ne' potenza, ne' forza tranne con Allah,
l'Altissimo, il Grande.
Riconosciuto il messaggio di fatto e riconosciuto di doversi sottomettere,
quindi, al Dio Unico, lo si glorifica, perche' e' Dio, l'unico degno
di lode e la nostra lode a Lui e' obbligatoria, nel rispetto del messaggio
dei profeti(pace su diloro), e si ammette che che non vi nessuno/niente
degno di lode, tranne Allah stesso. Non si ammette, quindi, nessun tipo
di glorificazione/adorazione a nessun altra persona/cosa/divinita' (di
se' inesistente) se non verso Allah.
4. Kalima: Kalima Tauhid (Dichiarazione
dell'unicita' di Allah)
Non vi e' altro dio all'infuori di Allah
e non vi nessuno degno di lode tranne Allah, che e' unico e non ha "partner".
A Lui appartiene il Regno e tutte le preghiere sono per Lui. Lui da
la vita e causa la morte. Nelle Sue mani c'e' tutto il buono e Lui
ha potenza sopra ogni cosa.
Ribadisce il concetto dell'unicita' di Dio, come Unico Dio presente e
quindi l'unico da adorare, esente da "partner", escludendo
quindi ogni possibile interpretazione di divinizzazione dei profeti ed
affida a Dio solamente la proprieta' ed il controllo di tutto.
5. Kalima: Kalima radd-iKufr (Dichiarazione
di rifiuto della miscredenza)
Oh Allah! Io cerco protezione in Te, affinche'
io non associ, intelligentemente, alcun "partner", a Te.
Ho bisogno del Tuo perdono da cio' che non conosco. Mi pento per la
mia ignoranza. Libero me stesso da miscredenze e da associazioni di "partner"
a Te, da menzogne e da tutti i peccati. Mi sottometto alla Tua volonta'
e credo e dichiaro: Non vi e' altro dio all'infuori di Allah e Muhammad
e' il Messaggero di Allah.
E' questa una vera e propria dichiarazione che e' tipica di chi si converte
all'Islam, da qualsiasi credo provenga, ripudiando la miscredenza (l'ateismo,
il politeismo, l'associazione all'oggetto di culto di qualsiasi altra
cosa che non sia Dio stesso), ma oltre alla glorificazione di Dio, entra
in campo anche il rapporto fra Dio e l'uomo: la posizione gerarchica
nettamente elevata di Allah(Gloria a Lui) rispetto all'umanita', il bisogno
del perdono e la sottomissione all'Unico Dio, tramite dichiarazione di
Shahada.
6. Kalima: Kalima Imaan-i-Mujmal (Breve
dichiarazione del credo)
Io credo in Allah ed Egli e', con i Suoi
Nomi ed Attributi, e accetto tutti i Suoi ordini.
Breve sintetica dichiarazione di fede e di sottomissione ad Allah, dove
si accenna pero' anche ai Nomi di Dio, unici anch'essi essendo unico
il Dio.
7. Kalima: Kalima Imaan-i Mufassal (Dichiarazione
dettagliata del credo)
Io credo in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri
e nell'Ultimo Giorno (Giorno del Giudizio) e la potenza del bene e del
male e la resurrezione dopo la morte e' presso Allah.
Completa e finale dichiarazione di fede unica che riassume tutto cio'
in cui deve credere ogni persona di questo mondo.
Shahada -Testimonianza di fede nel Dio
Unico
La traduzione fonetica:

Ashahadu an-la Ilaha, illà Allah
(Attesto che non vi è altro Dio (divinità) all'infuori
di Allah)
Ashahadu anna Muhammad rasulu Allah
(Attesto che Muhammed è profeta di Dio)
Tashahud: Testimoniare la propria fede
Si tratta di una sincera testimonianza fatta con il cuore.
Per i convertiti e' una frase da dire in arabo di fronte ad uno o più
musulmani, sinceri testimoni di questa conversione, ma si tratta più
che altro di un'accettazione dei doveri prescritti nel Libro e una completa
sottomissione a Dio per il raggiungimento della pace interiore.
Ma piu' in generale, tale frase e' parte integrante della vita di ogni
buon musulmano.
Nei paesi islamici, è prevista anche l'ufficializzazione della
conversione da parte di uno straniero, dicendo la Shahada di fronte a
due Adoul (funzionari giuridici islamici), necessaria in caso ad esempio
di matrimonio misto con una donna musulmana.
Significato e condizioni necessarie per il
valore del Tashahud
Conoscenza
Significa conoscere il significato della Shahada, dalla sua negazione:
"Non vi e' altro dio", all'affermazione: "tranne
Allah".Tale conoscenza si oppone all'ignoranza: il messaggio del Profeta
Muhammad e' stato rivolto a tutto il mondo, rappresenta la parte
finale del messaggio che Dio ha mandato ai Profeti(pace su di
loro), quindi legato indissolubilmente a tutti i popoli, ed e'
conosciuto oggi in tutto il mondo (tutti conoscono l'esistenza
dell'Islam e del Sacro Corano, ma pochi molto pochi ne conoscono
veramente il contenuto). L'ignoranza non e' ammessa.
"...Sappi che in verita' non c'e' altro
dio all'infuori di Allah ed implora perdono per la tua colpa e
per i credenti e per le credenti. Allah ben conosce il vostro affanno
e il vostro rifugio...." (Corano Muhammad 47,19)
E' stato riportato in "as-Sahih" che 'Uthmaan ibn 'Affaan (possa
Allah essere compiaciuto di Lui) ha detto: -Il Messaggero di Allah
ha detto: -Chiunque muore sapendo che non
vi e' dio tranne Allah, entrera' in Paradiso-(Hadith
al-Sahih)
Certezza
La persone che dicono Shahada devono essere assolutamnte certe
del significato di queste parole.
La certezza si oppone chiaramente al dubbio, (inesistente in quanto
dovrebbe ormai esser chiaro che esiste un solo Unico Dio, costante
del messaggio di tutti i Profeti(pace su di loro) e Muhammad, Profeta,
come tale, continua ad affermare il credo Unico.
"....I veri credenti sono coloro che
credono in Allah e nel Suo Inviato senza mai dubitarne e che lottano
con i loro beni e le loro persone per la causa di Allah: essi sono
i sinceri...." (Corano al-Hujurat 49,15)
Il dubbio su tale argomento rappresenta un'ipocrisia, e Allah(Gloria
a Lui) proibisce tale dubbio e ci comanda di credere in Lui e solo
Lui ed accettare il messaggio dei Profeti.
Accettazione
Significa che ciascuno deve accettare con il cuore e con le parole
cio' che implica la Shahada.
Allah dice di coloro che accettano:
"....eccetto i servi devoti di Allah
essi avranno una nota provvigione
di frutti e saranno colmati di onori
nei Giardini della Delizia..." (Corano as-Saaffaat 37,40-43)
"...Chi verra' con il bene avra' qualcosa
migliore. In quel Giorno saranno al sicuro dal terrore..."
(Corano an--Naml 27,89)
Sottomissione
Significa sottomettersi a cio' che implica la Shahada e si oppone
alla negligenza ed alla sottovalutazione.
"...Tornate pentiti al vostro Signore
e sottomettetevi a Lui prima che vi colga il castigo, che' allora
non saretesoccorsi..." (Corano az-Zumar39,54)
"...Chi (potrebbe scegliere) religione
migliore di colui che sottomettead Allah il suo volto, opera il
bene e segue sinceramente la religione di Abramo, il sincero? Allah
prese Abramo per amico..." (Corano an-Nisa'a 4,125)
"...Chi sottomette il suo volto ad Allah
e compie il bene, si afferra all'ansa piu' salda. In Allah e' l'esito
di tutte le cose!..." (Corano Luqman 31,22)
Veridicita'
Significa esprimere, o meglio, sentire nel proprio cuore il significato
stesso delle parole delle parole della Shahada e condiverle.
Si oppone alla falsita'.
"....Alif, Lam, Mim (queste lettere
rappresentano uno dei miracoli del Corano, solo Dio conosce realmente
il loro significato).
Gli uomini credono che li si lascera' dire: -Noi crediamo- senza
metterli alla prova?
Gia' mettemmo alla prova coloro che li precedettero. Allah conosce
perfettamente coloro che dicono la verita' e conosce perfettamente
i bugiardi...." (Corano al-'Ankabut 29,1-3)
In "as-Sahihayn", Mu'aadh ibn Jabal(possa Allah esser
compiaciuto di lui) che il Profeta ha detto:
"...Non vi e' nessuno che possa
testimoniare, veramente dal suo cuore, che non vi e' altro dio
all'infuori di Allah e che Muhammad e' il messaggero di Allah,
ma Allah li proteggera' dal Fuoco..." (Hadith "as-Sahihayn")
L'osservanza religiosa - I 5 Pilastri dell'Islam
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I precetti principali dell'Islam sono 5 . Il Corano ha fissato con chiarezza gli obblighi fondamentali
per un credente musulmano. Essi sono comunemente chiamati i cinque
pilastri dell'Islam e sono:
1 - La testimonianza: " non c'è altro Dio
fuorché Dio* e Muhammad è il suo Profeta "(
asc-Sciahada );
2 - le cinque preghiere quotidiane ( as-Salah );
3 - il pagamento dell'imposta coranica ( az-zakah );
4 - il pellegrinaggio alla Sacra Casa cioè a La Mecca ( al-Hagg );
5 - il digiuno del mese di Ramadan ( as-Saumu ).
1-La
testimonianza è una professione di fede nell'unicità
del Creatore e un riconoscimento della Verità del Profeta. La
prima parte: " non c'è altro Dio fuorché Dio " rappresenta
il movimento dell'uomo verso il Divino il suo distinguere il reale (Dio)
da tutto ciò che non è reale, ossia che è fuori
da questa relazione. Nella seconda parte: " Muhammad è il
suo Profeta " Dio si muove in direzione dell'uomo e attraverso il
Profeta Muhammad comunica agli uomini il suo messaggio.
Per diventare
musulmani è sufficiente pronunciare la professione di fede ( asc-Sciahada
) davanti a dei " probi testimoni musulmani " [ad esempio un l'impiegato comunale ] o ad un dottore
delle legge islamica. Nello spirito del Corano quest'atto personale e
volontario ha valore di contratto e nessuno ne può rimettere in
causa la sincerità se non una solenne dichiarazione di abiura.
« LA ILAH HA IL ALLAH MUHAMMADAN
»
2-Le
cinque preghiere quotidiane. All'alba, a mezzo giorno, nel
pomeriggio, al crepuscolo e di notte tutti i musulmani in buona
salute, devono prima lavarsi e poi rivolgersi in direzione di La
Mecca per rendere lode a Dio. .Le abluzioni sono il simbolo del
ritorno dell'uomo alla primitiva purezza. Se il credente è a
casa sua, sceglie un angolo pulito e prega generalmente su un tappeto
o su una stuoia. Si prega sul tappeto di preghiera (o
semplicemente preghiera), piccolo tappeto per la
preghiera individuale
per evitare il contatto con la terra considerata impura
In Moschea la
liturgia non cambia, ma le direttive vengono date ad alta voce dall'Imam
il religioso o il laico che conduce la preghiera. Il musulmano può pregare
anche in ufficio o per strada o dovunque si trovi. Ognuna delle cinque
preghiere è codificata da una liturgia che comprende sia il piano
individuale che quello collettivo. La preghiera è anche il momento
privilegiato del rapporto intimo con Dio, la confessione diretta. L'incontro
con Dio può essere moltiplicato nelle preghiere solitarie, silenziose
anche in strada di giorno e di notte.
IL
MUEZZIN INVITA ALLA PREGHIERA RITUALE TUTTA LA CITTA':
Dio è il più grande (4volte).
Testimonio fermamente che non esiste
dio se non Allah(=il Dio,l'unico)(2 volte)
Testimonio che Maometto è l'inviato
di Allah(2 volte)
Venite alla preghiera(2 volte)
venite alla salvezza(2 volte)
Allah è il più grande(2
volte)
non esiste dio se non Allah.
La preghiera, considerata come un rito liturgico, differisce
dalla preghiera spontanea che può essere fatta liberamente in
ogni momento della giornata.
Il Corano (II, 238-239) così recita:
«Eseguite
accuratamente le preghiere, e la preghiera di mezzogiorno: devotamente
ritti in piedi volgetevi a Dio. Se temete qualche pericolo pregate a
piedi o a cavallo, quando poi siete al sicuro menzionate il nome di Dio,
come Egli vi ha insegnato, mentre prima non sapevate».
Da
queste parole, se è evidente l'obbligatorietà della preghiera, è altresì evidente,
come in moltissime altre parti del Corano, quello che giuristi e teologi
islamici indicano come la volontà da parte di Dio di non sottoporre
gli uomini a pesi troppo gravosi o a sacrifici inutili.
La preghiera obbligatoria è messa
in moto dall'idhan, ossia dal richiamo fatto dal muezzin,
colui che invita alla preghiera dall'alto del minareto. L'appello segue
regole ben precise: dapprima il muezzin rivolge il viso verso la Mecca
e, se può, orienta anche il corpo verso quella località;
poi alza i pollici delle mani fino ai lobi inferiori delle orecchie;
si tura le orecchie per avere una maggiore risonanza vocale; infine grida
la formula di chiamata solenne per il mattino.
Qualche tempo dopo la prima chiamata alla preghiera, il muezzin procede
a una seconda chiamata. A questo punto il fedele che aveva fatto le abluzioni
si appresta a effettuare il rito della preghiera vera e propria.
L'abluzione, che deve precedere l'ingresso alla moschea o la preghiera
nel caso si faccia al di fuori di essa, rientra nel concetto di una necessana
purificazione prima di prendere contatto con Dio: l'abluzione si fa con
acqua, se c'è, o anche toccando terra pulita o sabbia, secondo
un rituale minuziosamente prestabilito.
La preghiera vera e propria si suddivide in diverse fasi, chiamate rak'ah:
prima di tutto si pronuncia l'intenzione di voler fare una particolare
preghiera, ad esempio quella del mezzogiorno. Si devono quindi pronunciare,
con le mani alzate fino alle spalle, le parole Allah Akbar («Iddio
è il più grande»).
A questo punto comincia veramente la preghiera, con il primo "blocco"
di azioni e parole che costituiscono la rak'ah:
1. restando nella stessa posizione bisogna recitare la prima Sura
del Corano, detta "aprente", al termine della quale si pronuncia
la parola amin, equivalente del nostro "amen" e si aggiungono
due o più
versetti
2. si piega il corpo in avanti in modo tale che le mani arrivino
all'altezza delle ginocchia, facendo quindi una specie di inchino;
3. si ritoma nella posizione di partenza;
4. comincia, a questo punto, la prosternazione, durante la quale
prima le ginocchia, poi le mani e infine la fronte, devono toccare
il suolo;
5. si torna in ginocchio, con le mani sulle cosce;
6. ci si avvia a una nuova prosternazione e con questa termina la
prima rak'ah.
Per ogni posizione vi sono varie preghiere da recitare. Nel momento solenne
della posizione della grande prostrazione si dice: «Lode sia al
Signore mio, il grande, e a lui (sia) la glorificazione». Al termine
dell'ultimo blocco, in ginocchio, il fedele, restando inginocchiato,
deve ripetere la professione di fede islamica; segue la benedizione per
il profeta, invocando su di lui la preghiera di Dio e la pace eterna;
conclude il tutto la benedizione di ciascuno su tutti i presenti, volgendo
il capo a destra e a sinistra e pronunciando le parole:
«La pace su di voi e la misericordia
di Dio».
La preghiera più importante della giornata è la seconda,
che cade circa a mezzogiorno, e quella del venerdì. Il significato
del termine arabo che designa il venerdi è "giorno dell'adunanza" di
tutti i musulmani presso la moschea, in forma solenne, proprio per la
preghiera del mezzogiorno. Fatti quattro rak'at si recita l'elogio del
profeta e, quindi, questa preghiera:
0 Dio nostro! Scrivi per ciascuno
di noi il decreto di esenzione dall'inferno quello della protezione dal
castigo, quello della salvezza dal giudizio, quello del passaggio sul
ponte, quello della nostra partecipazione al cielo, quello dell'immunità
dall'inferno. O Dio nostro! Concedi un buon termine a tutte le nostre
imprese. Salvaci dall'inganno di questo mondo e dal castigo di ciò che
verrà dopo. Stabilisci che noi possiamo fare una morte da veri
musulmani e che veniamo annoverati fra i giusti!
Durante la riunione
solenne del venerdì si leggono anche brani scelti del Corano. Per questo motivo il venerdì è diventato il giorno festivo
dei musulmani, anche se, di norma, non comporta alcun obbligo di sospensione
dalle attività lavorative o da altre azioni particolari, come
invece accade per il sabato ebraico.Per svolgere correttamente la preghiera
rituale, non è necessario recarsi alla moschea.
Qualunque luogo può essere idoneo, purché non vi sia un
contatto diretto con il terreno, fonte di impurità: un semplice
tappeto, opportunamente orientato verso la Mecca, è uno spazio
rituale puro dove si può debitamente pregare, purché nel
luogo in cui si prega non vi siano immagini d'esseri umani o animali.
Vi sono poi "liturgie" particolari come quelle dei funerali,
della circoncisione, ecc...
3- Il
pagamento dell'imposta coranica non è soltanto un elemosina,
ma è un atto di solidarietà concreta e costante con il
resto della comunità
e una purificazione dei beni legalmente acquisiti. All'inizio atto volontario
e libero, l'elemosina ha avuto con il tempo e con l'espansione della
nazione musulmana un evoluzione verso forme fiscali che si avvicinano
alla pratica moderna delle imposte. Dai musulmani viene inoltre molto
praticata anche l'elemosina libera per aiutare i più bisognosi.
(Ringraziare Dio del benessere ricevuto donando alla fine di ogni anno
ai poveri il 2,5% delle entrate ,in esubero ai bisogni.Il valore morale
dell'elemosina è grande: imparare a proteggere i poveri sia nei
loro bisogni materiali, sia nello stato psicologico di prostrazione e
frustrazione in cui si trovano; ridurre il numero dei disoccupati e dei
mendicanti (su questa spiegazione di principio s'innestano i tentativi
delle riforme sociologiche dei paesi musulmani in via di sviluppo); assicurare
i fondi per la diffusione dell'islam; far sì che i poveri non
odino i ricchi; purificare i ricchi dal tarlo dell'avarizia)
4-Il
pellegrinaggio alla Sacra Casa, a La Mecca.
Altro pilastro dell'islam (non obbligatorio perché compiuto solo
da chi può permetterselo, soprattutto dal punto di vista economico) è il
pellegrinaggio alla Mecca. Recarsi in pellegrinaggio alla città santa
della Mecca almeno una volta nella vita è l'aspirazione più intensa
di ogni pio musulmano, oltre che una prescrizione coranica ben chiara: «Annuncia
alle genti il pellegrinaggio.
Vengano a te a piedi, e su cammelli di
ogni specie, da ogni valico, acciocché siano testimoni dei vantaggi
che ne avranno, e in giorni determinati menzionino il nome di Dio sull'animale
del gregge di che Iddio li ha provveduti. Mangiatene quindi, e datene
al misero e al bisognoso. Mettano poi fine ai loro interdetti, sciolgano
il voto, e compiano i giri rituali attorno alla Casa Antica!» (XXII,
27-29). Ogni musulmano in possesso dei mezzi fisici e materiali deve recarsi
almeno una volta nella vita a La Mecca. L'origine di quest'obbligo affonda
nelle tradizioni dell'Arabia pre-islamica.

Quando entra nel perimetro sacro, vietato ai non musulmani, il pellegrino
si purifica, abbandona i suoi vestiti e indossa un pezzo pezzo di stoffa
non cucito e semplice sandali. Va incontro a Dio pronunciando una sola
parola: LABBAYKA, eccomi
a te.
Gira sette volte attorno al cubo sacro (tawaf) e
bacia una volta la pietra nera che sta alla base del cubo. Dopo la grande
preghiera condotta dal gran Cadì (giudice) di La Mecca, il pellegrino
si dirige verso la valle di Mina e là venera la memoria di Abramo.
Poi si reca sul monte Arafat dove in piedi da mezzogiorno al crepuscolo
recita i versetti del Corano che celebrano la gloria del Signore.
L'atto
finale è il sacrificio rituale di un bovino, più spesso
un caprino in ricordo del sacrificio di Ismail, l'antenato degli Arabi,
per mano di Abramo. Il valore sociale che assume il pellegrino di ritorno
da La Mecca è grande: ormai è considerato un saggio e la
gente tiene conto dei suoi consigli. I poveri sono dispensati da queste
prova. Il pellegrinaggio a La Mecca permette infine l'incontro della
Comunità musulmana mondiale e è il simbolo di un viaggio
interiore all'interno di se stessi.
ROTAZIONI
INTORNO ALLA kAABA A LAMECCA.
Anche il pellegrinaggio è regolato da tutto un rituale minuzioso,
i cui principali atti sono: il tawaf, cioè girare
sette volte intorno alla Kaaba, toccare e baciare la pietra
nera (un blocco di porfido scuro, rosso-violaceo, già venerato
dalle tribù
arabe prima della predicazione di Muhammad, culto che venne reinterpretato
in chiave islamica facendone risalire l'origine alla presenza in terra
araba di Abramo e di Ismaele, figlio del profeta e della schiava Agar,
che proprio sulla pietra avrebbe edificato una casa), compiere il say,
una corsa fra le due colline di Safa e Marwa situate al limitare della
città, lapidare simbolicamente il diavolo presso Mina, fuori dalla
Mecca e offrire poi un sacrificio animale (capra o pecora).
Il momento
culminante del rituale è la giornata che si trascorre sul monte
Arafat: tutti i pellegrini pregano da mezzogiorno al tramonto, per i
vivi e per i morti. Molti cercano, infine, di aggiungere a tutto ciò la
visita alla moschea del profeta, a Medina.
Queste cerimonie non avvengono
certo in ordine casuale, o a discrezione del singolo, ma l'intero cerimoniale è fissato
ogni anno tra il nono e il tredicesimo giorno del mese di Dhu alhiggia.
Ciò distingue il grande pellegrinaggio dalla semplice "visita" ai
luoghi santi, che può essere effettuata in ogni momento dell'anno.
Al di là del rituale, il pellegrinaggio assume, agli occhi del
pio musulmano, l'aspetto di un vero rinnovamento spirituale che si ottiene
con il fervore delle preghiere. Il pellegrinaggio ha anche il valore
di rinsaldare i vincoli all'interno della comunità musulmana per
mezzo dell'incontro tra tutti i fratelli.
Nel clima espansionistico del
nuovo islam, inoltre, l'afflusso dei pellegrini è venuto assumendo,
negli ultimi anni, proporzioni sempre più vaste, che creano alle
autorità dell'Arabia Saudita gravi problemi di natura logistica.Alla
Mecca tutti i musulmani si sentono veramente fratelli e la bianca tunica
del pellegrino eguaglia tutti davanti a Dio; come il pellegrinaggio ha
strappato l'uomo alla sua casa e alla famiglia per andare alla casa di
Dio, così la morte lo strapperà
alla sua casa e ai suoi familiari per andare in paradiso.
5-Il
digiuno del mese di Ramadan.
La seconda Sura del Corano obbliga
tutti gli adulti in buona salute a digiunare dall'alba al tramonto,
tutti i giorni, nel mese lunare del Ramadan, periodo della rivelazione
del libro. Fra tutti gli obblighi il digiuno è il più osservato,
in alcuni paesi caldi, la mancanza di cibo e di acqua può rendere
la prova faticosa, ma questa non assume mai il carattere di espiazione
dolorosa, ma di un'offerta a Dio in cui l'anima domina il corpo.
E'
evidente come l'interruzione volontaria del ritmo vitale rappresenti
la libertà dell'uomo dal proprio "io" e dai desideri
che ne derivano. E'anche il ricordo che in noi abita " colui che
ha fame"
come un alter ego fragile, imperfetto da strappare alla miseria e alla
morte.
Pilastro della religione islamica è il digiuno. Il Corano
impone l'obbligo severo del digiuno.Per un mese intero, quello del Ramadan,
mese del calendario lunare in cui fu rivelato il libro sacro. I bambini
e coloro che sono ammalati o in viaggio possono essere dispensati da
questa penitenza, purché (nel caso dei malati e dei viaggiatori)
effettuino il digiuno una volta che ne abbiano la possibilità,
per altrettanti giorni. E' un'osservanza dura.
La si concepisce come
atto di padronanza di sé e come gesto di obbedienza a Dio. Il
digiuno musulmano è molto rigoroso, perché durante la giornata,
dall'alba fino alle prime ombre della notte, non è lecito mangiare
nemmeno una briciola di cibo, né
bere un bicchiere d'acqua, non si deve fumare e neppure aspirare un profumo,
né tanto meno avere rapporti sessuali: tutti i sensi devono essere
completamente mortificati..Solo dopo il tramonto si mangia un menu' frugale.
Durante la notte, invece, tutto ridiventa lecito, sempre nei termini
prescritti dal Corano.
Il digiuno, cadendo in un mese lunare, cambia inizio ogni anno e solo
dopo trentatré anni ricade nella stessa data. Può cadere
d'inverno, come in piena estate: in questo secondo caso, quando il giorno
dura più a lungo e la temperatura è più alta, è particolarmente
gravoso, specialmente per coloro che hanno obblighi di lavoro.
Dovrebbe
essere osservato da tutti con scrupoloso impegno, perché il Corano
afferma che riempie l'anima dell'osservante di fedeltà al dovere
e di timore riverenziale, inoltre abitua l'uomo alla costanza nel sopportare
l'avversità
e fa conoscere ai ricchi le sofferenze della fame e della sete, rendendoli
compassionevoli verso i poveri.
E' un mese di purificazione integrale,di incontro comunitario gioioso
:si trattiene cio' che è buono e si espelle cio' che è falso
ed
è male,si entra in solidarietà con gli altri e si impara
ad amarli.
La purità rituale
Lo stato di purità è rituale, cioè richiesto
per il compimento di vari riti islamici, come la preghiera o il pellegrinaggio
e, in generale, di una qualsiasi azione di culto, nonché dopo
atti che contaminano: la nascita di un figlio, il rapporto sessuale,
le mestruazioni.
La purità
rituale si ottiene con l'abluzione minore (del viso, della testa,
delle avambraccia fino al gomito, dei piedi) o maggiore (di
tutto il corpo) fatta con acqua o, non disponendo di essa, con sabbia.
L'acquisizione della purità rituale non si riduce a qualcosa
di semplicemente ritualistico, magico; l'abluzione, come del resto
il compimento degli altri doveri religiosi, deve essere preceduta
dalla «intenzione» o idea e desiderio di eseguirla secondo
quanto stabilito, in maniera accetta ad Allah.
Fanno parte della dottrina ìslamica, e sono grandemente osservate,
alcune prescrizioni alimentari.
A tale proposito, il Corano recita:
«Vi
sono dunque proibiti gli animali morti (ovvero il cibarsi di animali
già morti, per malattia o morte naturale, ndr), il sangue,
la carne di porco, gli animali che sono stati macellati senza l'invocazione
del nome di Dio e quelli soffocati o uccisi a bastonate ... » (V,
3).
Sono anche proibite le bevande alcoliche:
«0
voi che credete! In verità il vino, il maysir (una
sorta di gioco d'azzardo, ndr), le pietre idolatriche, le frecce
divinatorie sono sozzure, opere di Satana; evitatele, e che per avventura
possiate prosperare. Perché Satana vuole, col vino e col maysir,
gettare inimicizia e odio tra di voi e stornarvi dalla menzione del
santo nome di Dio e dalla preghiera» (V, 90-91)
As-Salat -
(Tahàrah
Prima dell'abluzione .
Gli uomini devono essere coperti almeno nella parte compresa fra l'ombelico
e le ginocchia (estremi compresi), mentre le donne vestite sempre a
modo hijab (vedi sezione "donne musulmane") e con una copertura
comunque pulita esente da contatti con cose impure.
Sangue: Non vi devono essere ferite sanguinanti o
anche solamente sangue sul corpo o sui vestiti.
Pus: E' consentita la presenza di pus, non facilmente
eliminabile, anche se Ibn Taimiyyah impose l'obbligo di eliminare definitivamente
ogni traccia di pus.
Urina: Eliminare ogni traccia di urina dai vestiti
o dal corpo, pulendo semplicemente con acqua la parte (al-Bukhari).
Al-Wadi - fluido bianco post-orinata: Da eliminare
lavando con acqua, ma non richiede ghusl, solo udhù (al-Mundhir
Ibn Abbas).
Al-Madhi - fluido prostatico: Liquido trasparente-biancastro
appiccicoso che fluisce dagli organi sessuali sia maschili che femminili
(in maggiore quantitià in quest'ultimi) nel caso di eccitazione
sessuale (anche senza e molto prima dell'orgasmo): da eliminare lavando
i genitali ed i vestiti intimi con acqua, ma non serve ghusl (Al-Bukhari).
Al-Mani - Sperma: Se secco sui vestiti graffiare via
fino a farlo scomparire, se fresco sulla pelle o sui vestiti lavare
via con acqua, straccio o stoffa (Daraqutni, Abu' Awanah, el-Bazzar,
Ibn 'Abbas)
Muco e sputo: Lavare via con acqua, straccio o stoffa
(Ibn 'Abbas).
Parti sessuali "private" Devono essere pulite comprese la zona
anale con acqua, se sporche.
Ci sono 3 tipi diversi di abluzione che si compiono prima di pregare
a seconda della condizioni in cui ci si trova: se abbiamo a disposizione
dell'acqua corrente o comunque pulita, dobbiamo compiere l'abluzione
parziale o semplice (udhù) se ci troviamo in almeno una sola
delle seguenti condizioni:
HADAT - stato di impurità minore
EL-UDHU' - abluzione parziale o semplice
-dopo aver vomitato violentemente
-dopo esser venuti a contatto con fluidi o cose impure (escrementi di
uomini o di animali, maiali, cani, bevande inebrianti, sangue e animali
morti non macellati ritualmente)
-dopo aver orinato o defecato
-dopo aver toccato i propri genitali (oppure quelli del proprio compagno/a
nei rapporti halal) con cupiscenza (con desiderio sessuale)
-dopo aver perso conoscenza
-dopo esser stati eccitati sessualmente senza scarico di liquido seminale
(sperma) al massimo solo liquido prostatico
-dopo aver esalato aria anale (scoreggia)
Esecuzione dell'abluzione parziale o semplice (udhù):
Si menziona il nome di Allah, il compassionevole e misericordioso: Bismi
Allah Ar-rahamani Ar-rahimi
Fa seguito la cosidetta intenzione "niyya" che è possibile
anche dire in arabo, ma che comunque è importante pensarla: "Assolvo
l'obbligo che mi incombe di purificarmi pre eseguire la preghiera de....".
L'intenzione niyya può essere detta anche subito prima di pregare,
ma comunque è obbligatoria.
Lavarsi le mani fino ai polsi (3 volte).
Portare l'acqua alla bocca con la mano DX e fare dei gargarismi (3 v.)
Portare l'acqua al naso con la mano DX, aspirare e rigettare, serrando
leggermente le narici con il pollice e l'indice della mano SN (3 v.)
Lavarsi il viso dall'orecchio DX, al mento, all'orecchio SN, alla fronte
fino a ritornare all'orecchio DX, (in senso orario) (3 v.)
Lavarsi l'avambraccio DX dal polso al gomito con la mano SN, "scendere"
dal polso al gomito secondo il lato esterno dell'avambraccio e "risalire"
dal gomito al polso internamente. Fare lo stesso con l'altro braccio.
(3 v. + 3 v.)
Bagnare le mani e passarle, a dite serrate, sulla testa, dalla fronte
alla nuca. (1 volta)
Bagnare le mani e passare il pollice (dal basso in alto) sull'esterno
del padiglione auricolare e con l'indice all'interno di esso. (Simultaneamente
entrambe le orecchie). (1 v.)
Lavarsi i piedi fino alle caviglie cominciando dal piede DX (1 v.)
Alla fine si pronuncia la SHAHA'DA
Ashahadu an-la Ilaha, illà Allah
(Attesto che non vi è altro Dio (divinità) all'infuori
di Allah)
Ashahadu anna Muhammad rasulu Allah
(Attesto che Muhammed è profeta di Dio)
JANABA - stato di impurità maggiore (di "allontanamento
- estraneità")
EL-GHUSL -abluzione completa
-dopo aver avuto un rapporto sessuale completo (anche solo penetrazione
del pene nella vagina)
-dopo aver avuto l'orgasmo (sia per uomo che per donna, indipendetemente
dal rapporto sessuale)
-in caso di polluzione (emissione spontanea e involontaria di sperma durante
il sonno)
-per la donna, durante ed alla fine del periodo del ciclo mestruale e
per 40 giorni dopo il parto
Esecuzione dell'abluzione completa "El-Ghusl"
Consiste in uno bagno completo (o doccia) dalla testa ai bene per almeno
3 volte con acqua (almeno) nominando spesso Dio (bismi Allah).
Prima di tutto si esegue mentalmente o anche pronunciata, l'intenzione
di purificarsi
Ci si lava le mani
Poi ci si lava le parti intime bene con la sola mano sinistra
Si rilava la sola mano sinistra
Si esegue el-udhù arrestandosi senza lavare i piedi (solo fino
alla puliazia delle orecchie)
Si copre l'intero corpo di acqua dalla testa fino alle caviglie (trascurando
per ora i piedi (Sunna)), prima il lato destro poi quello sinistro
Poi ci si lava i piedi, pima il destroi, poi il sinistro
Si pronuncia Shahada.
Esecuzione
della preghiera (Salat) :
La preghiera si fa sempre rivolta verso La Mecca, (per l'Italia: SUD-EST),
su di un qualsiasi supporto di isolamento dal terreno o pavimento, generalmente
un tappeto 90X60, ma può andare bene qualsiasi strato pulito di
isolamento.
Si deve recitare, praticamente, due sure del Glorioso Corano, una è
obbligatoriamente El-Fatiha, la prima sura "L'Aprente", l'altra
è a scelta fra le 114 del Libro.
Negli appunti seguenti, vi è descritto accuratamente come si fa
la preghiera, per la seconda sura recitata è stata scelta la più facile
per un italiano: El-Ikhlas 112.
Alla fine di ogni 2 raka'at, bisogna recitare la parte finale della preghiera
(l'attestazione di fede), ringraziando il Profeta e pronunciando la Shahada.
Durante il SUJUD, la prostrazione, gli avambracci vanno tenuti sollevati
da terra, con i gomiti sollevati, non appoggiati a terra. (Vol.1,10 Num.510).
SALAT AN-NISA
Le donne, durante la recitazione, tengono le mani all'altezza del petto
(mentre gli uomini all'altezza della cintura);
Gli avambracci ed i gomiti, durante il sujud vanno ad aderire al busto,
nascondendo così la visione di profilo del seno;
Nel caso della preghiera congregazionale mista le donne si mettono dietro
agli uomini oppure in ambienti separati;
Nel caso di preghiera con imam (maschile) (ad esempio: preghiera di marito
e moglie insieme), la donna si pone leggermente scostata all'indietro,
segunedo l'imam.
As-salat: Il contenuto della Salat
| In piedi, mani all'altezza delle orecchie (palmi rivolti
verso avanti) |
| -Allahu Akbar- |
Allah è il più grande! |
 |
| Mani all'altezza della cintura (o all'altezza del
petto per le donne); la destra sopra la sinistra e si recita: |
| -Subhanaka-Allahuma wa bi-hamdika- |
Sia gloria a Te, Oh, Allah, esaltata la Tua Lode! |
 |
| -Wa tabaraka ismuka wa ta'ala jadduka- |
E sia benedetto il Tuo Nome ed esaltata la tua
maestà! |
 |
| -Wa la ilaha ghairuka- |
Non vi è altro Dio, all'infuori di Te! |
 |
| -E'udu bi-llahi min-ash-shaitani rajim- |
Cerco rifugio in Allah, per ripudiare Satana! |
 |
| Di seguito, si inizia la recitazione della prima sura al-Fatiha: |
-Bismi Allah Ar-rahamani Ar-rahim
Al-hamdu lillah Rabil-'alamin
Ar-Rahman Ar-Rahim
Maliki yowmi ad-Din
Iyyaka na'abudu
wa iyyaka nasta'in
Ihdina as-Sirata mustaqim
Sirata alladhina an'amta 'alahim
wa ghair al-maghdubi 'alahim
wa-la ad-Dalin- |
Nel nome di Dio, il piu' Clemente, il piu' Misericordioso
La Lode (appartiene) ad Allah, Signore dei Mondi
Il piu' Clemente, il piu' Misericordioso, Re del Giorno del Giudizio
Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto
Guidaci sulla retta via
la via di coloro che hai colmato di grazia
e non di coloro che (sono incorsi) nelle (tua) ira
nè degli sviati |
 |
| -Amin- |
Amen |
 |
| Di seguito, si inizia la recitazione di una sura a
scelta, in questo caso: sura 112 al-Ikhlas: |
-Qul hu-wa-allah ahad
Allahu as-Samad
lam yalid, wa lam yuled
wa lam yakun-lahu
kufu wan ahad- |
Dì: Egli, Allah è Unico
Allah è l'Assoluto, non è generato, non è stato
generato
e nessuno è uguale a Lui |
 |
| -Sadaka Allahu Aladim- |
.... |
|
| Portare le mani sulle ginocchia e pronunciare: |
| -Allahu Akbar- |
Allah è il più grande! |
 |
| -Subhana Rabby al-'azim- |
Sia glorificato il Signore, l'Eccelso! |
 |
| -Subhana Rabby al-'azim- |
Sia glorificato il Signore, l'Eccelso! |
 |
| -Subhana Rabby al-'azim- |
Sia glorificato il Signore, l'Eccelso! |
 |
| Si ritorna in posizione eretta, mani lungo i fianchi
e si recita: |
| -Sami' Allahu liman hamida- |
Allah ascolta coloro che lo lodano |
 |
| -Rabbana lakal-hamid - |
Oh, Nostro Signore, Tua è la lode! |
|
| -Allahu Akbar- |
Allah è il più grande! |
 |
| Sujud - Prosternazione (mani e faccia a terra) recitando: |
| -Subhana Rabby al-'alaa- |
Sia glorificato il Signore, l'Altissimo! |
 |
| -Subhana Rabby al-'alaa- |
Sia glorificato il Signore, l'Altissimo! |
 |
| -Subhana Rabby al-'alaa- |
Sia glorificato il Signore, l'Altissimo! |
 |
| Ci si alza rimanendo in ginocchio, sui talloni, mani
sulle gambe, recitando: |
| -Allahu Akbar- |
Allah è il più grande! |
 |
| -Subhana Rabby al-'alaa- |
Sia glorificato il Signore, l'Altissimo! |
 |
| -Subhana Rabby al-'alaa- |
Sia glorificato il Signore, l'Altissimo! |
 |
| -Subhana Rabby al-'alaa- |
Sia glorificato il Signore, l'Altissimo! |
 |
| Ci si prosterna nuovamente e si ritorna in piedi,
recitando: |
| -Allahu Akbar- |
Allah è il più grande! |
 |
Si conclude cosi' una raka'at,ogni preghiera e' fatta
da due o piu raka'at
Quando il numero di raka'at per la preghiera in corso è stato
completato, invece di rialzarsi, si rimane seduti in ginocchio sulle
caviglie e si recita: |
| -Attahiyatu lillah wa as-Salawatu wa at-taiyibatu- |
Ogni nostra adorazione, ogni nostra preghiera,
ogni nostra buona azione è per Allah! |
| -As-Salamu 'alaika ayyuha an-Nabiyyu- |
Pace su di te, oh Profeta! |
| -wa rahmatu Allahi wa barakatuhu- |
E la misericordia e le benedizioni di Allah! |
| -As-Salamu 'alaina wa 'ala 'ibadi-llahi as-Salihin- |
La pace su di noi e sui devoti servitori di Allah! |
| Si alza l'indice della mano destra, sempre appoggiata
sulla gamba destra, e lo si fa roteare in cerchi concentrici, recitando: |
| -Ashahadu an-la Ilaha, illà Allah- |
Attesto che non vi è altro Dio (divinità)
all'infuori di Allah |
| -Ashahadu anna Muhammad rasulu Allah- |
Attesto che Muhammed è profeta di Dio |
| Rimandendo seduti in ginocchio sulle caviglie, si
volge lo sguardo alla propria destra e si recita: |
| -As-Salamu 'alaikum wa Rahamatu Allahu- |
La pace, la misericordia e la benedizioni di Dio
siano con voi |
| Di seguito a sinistra stessa cosa: |
| -As-Salamu 'alaikum wa Rahamatu Allahu- |
La pace, la misericordia e la benedizioni di Dio
siano con voi |
| La preghiera è conclusa e, di seguito, si possono
fare du'a (esortazioni/suppliche) di richiesta |
Quando si fa la preghiera ?
La
preghiera si fa in certi ben determinati momenti della giornata: per
5 volte al giorno, nel limite del possibile, ci sono dei spazi di tempo
fissati per compiere una o più preghiere.
Il primo periodo di preghiera (El-fajir) comincia
prima dell'alba e finisce esattamente quando il lembo superiore del
sole comincia a lambire l'orizzonte visibile.
Il secondo (duhur) comincia appena dopo che il sole
è allo zenith e finisce all'inizio del terzo periodo ('asr) che
comunque si completa prima del tramonto.
Il quarto periodo (el-maghrib) comincia al tramonto
e finisce quando comincia l'ultimo periodo ('Isha), che, a seconda della varie scuole islamiche finisce, a sua volta,
o a mezzanotte o all'inizio della prossima fajir.
Saltare una preghiera
Tutte le preghiere effettuate non al tempo stabilito, non hanno lo stesso
valore che farle nel periodo esatto.
In caso di impossibilità a svolgere una preghiera, oppure in caso
di addormentamento, si può fare el-maghrib e di seguito Ishaa
nel periodo di quest'ultima.
Non si può rimandare Ishaa al giorno dopo e non si può
rimandare el-'asr in altri periodi.
La preghiera che si fa al mattino appena svegli, se non è già
passato il tempo di El-fajir, (Shuruq) deve invocare la bendizione e
la misericordia di Dio, in quanto non effettuata durante il tempo stabilito.
Non fare el-fajr all'alba, ma fare lo stesso 2 raka'at appena svegli
durante il periodo di shuruq, non comporta però gli stessi benefici. Non è raccomandato pregare nei periodi crepuscolari, quando il
cielo è tinteggiante di rosso.
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