| Sei
a pag. 1 di home > Islam Religione |
|
Breve introduzione all'Islam secondo l'Islam
Cosa significa Islam ? D'ora in avanti chiameremo Dio con il nome coranico di Allàh.
Allàh insegna nel Corano: "In verità, la religione presso Allàh è l' Islàm" Quindi, poiché Allàh è Verità, solamente l'Islàm , tra le diverse religioni praticate dagli uomini, è la vera religione divina. Con queste parole Allàh sottolinea una importantissima verità: gli insegnamenti, i precetti e gli esempi di vita dell'Apostolo (il Profeta Muhammad - pbsl) hanno valore di regola di condotta . Il nome di chi colui che possiede l'identità islamica è quello di muslim (musulmano). Commettono un grave errore tutti coloro che legano l'appartenenza all'Islàm a un'area geografica, a una nazionalità, a un passaporto, piuttosto che all'obbedienza ad Allàh, che ha il suo momento interiore nell' Imàn (il credo islamico) e il suo momento comportamentale nell' Islàm ( la pratica di vita che si fonda sul Corano e sulla Sunna). Il mondo Musulmano La popolazione musulmana mondiale supera il miliardo di persone. Il 30% vive nel subcontinente indiano, il 20% nell’Africa subsahariana, il 17% nell’Asia sudorientale, il 18% nel mondo arabo, il 10% nell’ex Unione Sovietica e in Cina. In Turchia, in Iran e in Afghanistan risiede il 10% dei musulmani non arabi. Sebbene minoranze musulmane siano presenti in quasi tutte le aree geografiche, inclusa l’America Latina e l’Australia, le più numerose risiedono nell’ex Unione Sovietica, in India e nell’Africa Centrale. Vi sono 5 milioni di musulmani negli Stati Uniti. In Italia ve ne sono attualmente oltre un milione. L'Islam Il termine arabo Islam significa semplicemente sottomissione e deriva da una parola, salam- che significa pace ( nel medioriente pace risuona come piena felicità.) Nell'ambito religioso, significa completa sottomissione alla volontà di Dio ed il credente viene definito muslim = sottomesso ( plurale musliman, in italiano diventa Musulmani ) . Maomettano è un termine erroneo in quanto induce a credere che i Musulmani adorino Maometto piuttosto che Dio. Il termine Allah è il nome di Dio in lingua araba, usato dai Musulmani come anche dai Cristiani arabi. .. esiste una sola religione, l 'Islàm,e l'uomo
non può che essere sottomesso a Dio. (Commento alla sura del Corano:" Già eravamo sottomessi...”: 28,53.) Islam e Bibbia Secondo la Bibbia il popolo dell'Islam, analogamente a quello di Israele, è frutto di una promessa divina : Gen 16,1 Sarai, moglie di Abram, non
gli aveva dato figli.
13 Agar chiamò il Signore, che le
aveva parlato: «Tu sei il Dio della visione», perché
diceva: «Qui dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la mia
visione?». 14 Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi;
è appunto quello che si trova tra Kades e Bered. 15 Agar
partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il
figlio che Agar gli aveva partorito. 16 Abram aveva ottantasei
anni quando Agar gli partorì Ismaele. (Ismail entra nella alleanza Abramitica e ne eredita le promesse) Gen 17,25 Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro. Gn 25,12 Questa è la discendenza di Ismaele, figlio di Abramo, che gli aveva partorito Agar l'Egiziana, schiava di Sara. 13 Questi sono i nomi dei figli d'Ismaele, con il loro elenco in ordine di generazione: il primogenito di Ismaele è Nebaiòt, poi Kedar, Adbeèl, Mibsam, 14 Misma, Duma, Massa, 15 Adad, Tema, Ietur, Nafis e Kedma. 16 Questi sono gli Ismaeliti e questi sono i loro nomi secondo i loro recinti e accampamenti. Sono i dodici prìncipi delle rispettive tribù. Gn 25,17 La durata della vita di Ismaele fu di
centotrentasette anni; poi morì e si riunì ai suoi antenati. (fonte :www.arab.it)
Da tempi remoti gli Arabi abitavano questa terra arida e immensa. Terra grande come un terzo dell'Europa, ma poco popolata e in parte desertica a causa della scarsità delle piogge. Gli Arabi impararono a cercare l'acqua in profondità scavando pozzi, ma quando questa talvolta sgorgava da una sorgente, allora appariva l'oasi, stupenda di verde. Il nomadismo pastorale era il genere di vita che tali condizioni ambientali imponevano. Già da duemila anni prima di Cristo era stato addomesticato il cammello, la cui adattabilità al deserto è ben nota. Il latte di cammella e i datteri coltivati nelle oasi, dove vivevano pochi sedentari, costituivano il cibo dei Beduini. Alcune popolazioni semi-nomadi coltivavano cereali, legumi e frutta, ma solo se le condizioni climatiche lo permettevano. Queste popolazioni vivevano in stretto rapporto e avevano bisogno le une delle altre. Le relazioni tra di loro erano generalmente pacifiche e di natura economica. Il cammello, animale resistente e veloce poteva portare carichi pesanti. Le carovane raggiungevano le zone più fertili dell'Arabia del Sud, caricavano le merci prodotte localmente e quelle che provenivano dall'India, dall'Africa e dall'Estremo - Oriente per poi rivenderle nell' Arabia del Nord e nel Medio Oriente. I Beduini facevano pagare un dazio per il transito delle carovane sul territorio da loro controllato.
Le regole delle razzie erano codificate dall'uso: si cercava ad esempio di non uccidere mai, perché l'omicidio comportava gravi conseguenze. Non vi erano leggi scritte, poiché mancava uno Stato che le imponesse con la forza, ma ciascuno sapeva a quali conseguenze andava incontro in caso di omicidio. " Occhio per occhio, dente per dente ". La vendetta (ta-ar) era uno dei pilastri della società beduina e si basava sull'egalitarismo tribale. Ogni gruppo sceglieva un capo la cui autorità dipendeva esclusivamente dalle sue qualità personali e umane. Il disaccordo di un solo membro su una decisione importante poteva rimetterla in discussione.
La religione non costituiva una grossa preoccupazione per i Beduini che dovevano ogni giorno lottare per sopravvivere. Credevano in una terra popolata da spiriti, generalmente invisibili, ma che si potevano manifestare sotto forma di animali, di alberi o rocce. Anche le divinità erano numerose, ma nessuna prevaleva sulle altre. Alcune avevano un carattere astrale come Venere e la dea del Sole, altre incarnavano nozioni puramente astratte come il dio dell'Amore o la dea della Morte. La città della Mecca, da tempi remoti, era diventata un importante centro commerciale grazie al fatto che si trovava alla confluenza di una strada che andava da nord a sud, dalla Palestina allo Yemen, e di strade che raggiungevano l'Ovest e l'Est, la costa del Mar Rosso, da dove si potevano raggiungere l'Etiopia e il Golfo Persico. Nella città di Mecca il gran dio era Hobal, idolo in cornalina rossa. Per ottenere la protezione degli dei e degli spiriti si edificavano santuari, si facevano offerte, si ricorreva a sacrifici dapprima umani e in seguito di animali. Gli Arabi praticavano la divinazione attraverso il volo degli uccelli e la magia era diffusa. Temevano il malocchio e si proteggevano con amuleti. In realtà come è già stato fatto notare, queste tribù nomadi, disperse, fameliche, anarchiche seguivano un ideale morale che era loro peculiare, nella cui formazione la religione non era fondamentale. L'uomo modello possedeva nel suo grado più alto la " moruwwa", cioè la virilità che comportava la fedeltà al proprio gruppo, il coraggio, il rispetto alla parola data, il senso dell'ospitalità, la fierezza nel sopportare il dolore. Tutti questi valori non facevano riferimento a nessun aldilà. Per l'uomo il valore supremo era l'uomo stesso.
Vi crescevano la mirra e l'incenso e la produzione dei profumi era fonte di ricchezza. Questi Arabi del Sud che non si riconoscevano tali, parlavano una lingua vicina all'arabo, la loro civiltà era sedentaria e cittadina e si fondava sull'agricoltura e sul commercio. I loro Stati si chiamavano Saba, Qatabàn, Awsan, Ma'ìn, Hadramout ecc . . . Ogni Stato era diretto da una tribù dominante e privilegiata.
Dopo il trionfo dell'Islam nel VI secolo dopo Cristo, gli Arabi del Sud furono rapidamente convertiti e tutti partirono alla conquista del mondo, ma il ricordo di questa brillante civiltà sopravvisse a lungo. La penisola arabica non era comunque quel paese impenetrabile che molti pensavano fosse, molte idee straniere, soprattutto ellenistiche, circolavano. Del resto lo si può notare nella lingua che, ben prima dell'avvento dell'Islam, presentava molte parole straniere. Le lotte dei grandi imperi bizantino e sassanide ebbe ripercussioni importanti sul mondo dei nomadi. La conquista dell'Arabia del Sud da parte degli Etiopici e poi dei Persiani significò l'inizio del declino di questa civiltà. Le guerre intestine tra i principi, così come le guerre straniere in cui era stata coinvolta, cambiò il ruolo dei Beduini. Essi potevano di nuovo farsi pagare più caro il ruolo di mediatori o di guida per il traffico terrestre. Vecchi Beduini sedentari da poco, si rivelarono abili uomini d'affari che potevano assumere la complessa organizzazione delle carovane. Le città prosperavano, soprattutto Mecca. Il processo di dissoluzione della società tribale iniziava.
Le grandi religioni monoteiste e universaliste, giudaismo e cristianesimo presente nella penisola arabica, esercitavano il loro fascino. Da esse derivarono varie forme di religiosità sincretistica in cui trovavano ancora spazio motivi pagani, ma il cui orientamento era monoteista. Da ricordare a questo proposito il fenomeno dell' hanif, così venivano chiamate alcune persone religiose e oneste che professavano un monoteismo semplice senza riconoscersi nelle religioni esistenti. Fu in questo paese mobile e in crisi che Muhammad fece la sua apparizione. Il profeta unico dell'Islam
Dio
si è rivelato ad Abramo.(-1850) |
| Sei
a pag. 1 di home > Islam Religione |