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Islam ed Occidente : scontro di civiltà?
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L'islam, considerato allo stesso tempo come religione e come cultura, viene messo a confronto con questa entità molto più vaga che si chiama "società occidentale" e che esitiamo a definire cristiana perché essa è entrata in un processo di laicizzazione e di secolarizzazione in cui la religione sembra non aver più un gran ruolo da svolgere.  I due mondi diffidano l'uno dell'altro e non esitano a utilizzare la violenza per esorcizzare questa paura.

Sembra di essere ritornati alle guerre di religione, alle crociate ed al jihad. Tutto diventa occasione di conflitto: la costruzione di una moschea in Occidente (che non è mai facile anche se ce ne sono molte in Francia ed in Europa) o il divieto formale di costruire una chiesa in Arabia Saudita; la proibizione dell'alcol per gli occidentali che vivono in certi paesi della penisola araba; la richiesta di cimiteri musulmani in Europa; il sacrificio rituale dei montoni al di fuori del circuito autorizzato dei mattatoi

Alcuni episodi drammatici: 
-  le guerre in Libano, in Afghanistan, in Bosnia, in Kosovo, in Iraq, che hanno contrapposto e contrappongono ancora cristiani e musulmani. 
-  Allo stesso modo le persecuzioni aperte o latenti contro le minoranze cristiane sono molteplici: nel Sudan, nel Pakistan, in Indonesia, nelle Filippine.
- Il massacro in Algeria di alcuni religiosi europei (nel 1984 due suore e cinque frati, nel 1995 quattro suore, nel 1996 i sette monaci trappisti di Tibéhirine ed il vescovo di Orano) ha disonorato i GIA (Gruppi Islamici Armati) ed ha dimostrato come il governo algerino sia incapace di garantire la sicurezza interna. Purtroppo le vittime algerine sono state ancora più numerose: è diventata una banalità sapere che un villaggio è stato circondato da assassini del GIA e che decine di vittime sono state sgozzate, senza altro motivo che quello di spargere il disordine ed il terrore. 

La violenza si riversa anche nel mondo occidentale. Lo scrittore Salman Rushdie è stato oggetto di una fatwa iraniana che autorizzava la sua esecuzione con una ricompensa per l'assassino. Nel 1993 un attentato contro il World Trade Center a New York ha causato tre morti: lo scopo era di far crollare uno degli edifici più alti del mondo nel cuore della finanza mondiale. Durante la festa di Natale del 1994, un Airbus dell'Air France è stato dirottato, i passeggeri presi in ostaggio (tre di loro giustiziati) finché non è scattato l'assalto del GIGN francese che ha ucciso i terroristi all'aeroporto di Marsiglia, sotto gli occhi di tutta la Francia incollata agli schermi della televisione che trasmetteva in diretta.

Nel 1995 e 1996 il terrorismo algerino ha messo Parigi in stato d'assedio per parecchi mesi. Il 17 agosto un attentato sulla Avenue de Friedland provoca diciassette feriti. Il 28 agosto il deragliamento del TGV Parigi-Lione viene evitato giusto in tempo. Il 29 settembre uno dei terroristi, Khaled Kelkal, viene giustiziato quasi in diretta sugli schermi televisivi. Il 6 ottobre un attentato alla stazione della metropolitana Maison-Blanche provoca tredici feriti.

Il 3 dicembre 1996, alla stazione di Port-Royal, all'ora di punta, quella dell'uscita dagli uffici, un'esplosione provoca ottantadue feriti gravi, due dei quali moriranno. Pattuglie del CRS e di paracadutisti hanno setacciato i posti strategici per lunghi mesi. I cassonetti dell'immondizia sono stati inchiodati e resi inutilizzabili, le borse perquisite all'entrata dei negozi. Parigi è stata messa in uno stato d'assedio come se la violenza della guerra civile algerina avesse il diritto di imporsi all'antica potenza coloniale, considerata responsabile della sofferenza  
- 1998  attentati alle ambasciate Usa in Kenya e Somalia
- 11 Novembre 2001 più di 7000 morti innocenti per gli attentati alle Twin towers, e al Pentagono.

Albert Camus, abitante di Orano, tanto algerino quanto i musulmani, aveva già predetto alla fine de "La Peste" che un giorno i topi sarebbero usciti di nuovo dalle fogne e che la peste sarebbe tornata nelle città felici. Non credeva che sarebbe stato proprio così. 

  Meno drammatica ma altrettanto pericolosa è l'atmosfera di sospetto che cresce intorno alle comunità musulmane insediate in Europa. I conflitti legati al velo islamico nelle scuole pubbliche francesi si ripetono al punto che il Ministero dell'istruzione nazionale retribuisce una mediatrice specializzata per risolverli. Abbandonati a loro stessi, incapaci di inserirsi nel mondo del lavoro, alcuni giovani musulmani trasformano le periferie in isole senza legge che i dipendenti dei trasporti pubblici rifiutano di servire.

Su questo terreno propizio, i partiti di estrema destra, razzisti e xenofobi, hanno buon gioco nel reclutare aderenti: in una Francia che ha una minoranza importante di oltre quattro milioni di musulmani, spesso concentrati in veri e propri ghetti alla periferia delle grandi città, risorge la vecchia paura di un gruppo inassimilabile, che minaccia la cultura del paese, le sue tradizioni ancestrali e le istituzioni della Repubblica. I musulmani, molto spesso di nazionalità francese, giocano il ruolo molto scomodo che era già stato quello dei protesanti o degli ebrei.

La stessa situazione prevale in Belgio dove un partito neo-nazista ha ottenuto il 28% dei voti nel grande porto di Anversa, sulla base di un programma xenofobo, che del resto sacralizza lo stesso odio per musulmani, ebrei e francofoni, tutti coloro che non rientrano nel canone del buon tedesco biondo dagli occhi blu. La Germania è sempre reticente all'integrazione di una minoranza di circa tre milioni di turchi rendendo meno rigide le regole per la naturalizzazione. La Svizzera attua una politica selettiva dell'immigrazione che praticamente esclude l'entrata dei musulmani: come di consueto essa risolve elegantemente un problema evitando di porselo.Non serve a nulla allungare questa lista.

L'Occidente si sente minacciato dall'islam che prova del resto un sentimento reciproco. Tutte le condizioni per un malinteso o un conflitto sono costantemente riunite. Tutto si svolge come se le due culture non avessero altra risorsa che contraddirsi, denigrarsi e temersi.Davanti ad una tale incomprensione, ad un tale diniego del diritto dei popoli e ad una tale caricatura delle religioni, la cosa più importante è interrogare la fede stessa.

Islamizzazione del mondo o modernizzazione dell'Islam?

Che cosa dice la fede dell'islam di fronte a queste manifestazioni di violenza inaudita?
Che cosa dice la fede dei cristiani di fronte a queste aggressioni reciproche?
Qual è la relazione tra la fede dell'islam e la fede dei cristiani?
Queste religioni sono forse per natura opposte su punti fondamentali che innescano conflitti inevitabili e ricorrenti?
Non esiste alcun terreno d'intesa?
Ci si può battere in nome di Dio pretendendo ciascuno di esserne il proprietario, obbedire alla sua volontà massacrando e disporre della sua benedizione perfino nell'omicidio?

Dopo il crollo del marxismo, l'Occidente vincitore non ha altro da temere che i propri eccessi e sembra non incontrare altra contraddizione che quella dell' islam, allo stesso tempo religione e cultura, indissociabili l'una dall'altra. La vera opposizione non è in realtà tra due religioni concorrenti e divergenti. Si tratta piuttosto di un faccia a faccia tra,
-  da una parte, l'Occidente praticamente ateo, razionalista, scientista, mercantile, fedele alla religione del consumo e del benessere, del hic et nunc, che nega ogni trascendenza, che riduce la morale allo stretto indispensabile al fine di assicurare in modo pragmatico la stabilità delle società.Una cultura dove ogni credo religioso espresso collettivamente è considerato alla stessa stregua di un delirio, una manipolazione da parte del clero, il retaggio di una mentalità arcaica. 
-  e, dall'altra, l'islam rimasto massicciamente credente in un Dio unico che parla agli uomini per mezzo dei profeti e, soprattutto, tramite l'ultimo di loro, Muhammad. Società che prendono la fede sul serio al punto che ne impregnano tutta la vita e che non concepiscono una morale, un'economia, una politica che non abbia la propria fonte negli insegnamenti del Libro rivelato, il Corano.Un universo culturale dove è difficile riuscire a capire che sia possibile non credere e si sospetta che l'Occidente voglia imporre dappertutto una rivolta luciferina, allo stesso tempo lucida e odiosa.

Questi i termini di un possibile confronto. Non tra cristiani e musulmani, ma tra due universi, uno che praticamente nega la trascendenza e l'altro in maggioranza legato alla fede nel Corano come ultima e unica vera rivelazione divina per tutti gli uomini. Difficilmente si possono pensare condizioni peggiori per una incomprensione radicale.

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