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Il rapporto tra islam e altre culture non può essere compreso senza fare riferimento alla politica. L'islam è una realtà apparentemente omogenea,
dato che la caratteristica essenziale di questa religione è di
orientare non solo la vita spirituale dell'uomo, ma anche quella culturale,
economica e politica.
Caratteristica del mondo islamico è il prevalere della comunità sull'individuo, il che significa che la nozione di libertà di coscienza o di diritti dell'uomo (due concetti che da due secoli contraddistinguono, nel bene e nel male, il mondo occidentale) solo in minima parte sono stati accolti dalla cultura musulmana. Nei paesi musulmani c'è un'immediata identificazione fra religione e politica, che legittima lo stato di inferiorità giuridica di chi non è di religione islamica. Il fondamento giuridico delle attuali discriminazioni fu elaborato tra il I ed il IV secolo dell'era islamica (corrispondenti al periodo che va dal VII al X secolo dell'era cristiana). In questo periodo fu elaborata tutta la giurisprudenza e tale dottrina è giunta fino ai nostri giorni. L'islam nasce come progetto socio-politico ed anche militare: ciò è evidente sia nel Corano che nella sunna, nella tradizione che include la vita e i detti di Maometto. Per un musulmano religione e politica sono indissolubili. Coloro che invece propendono per una separazione dei due piani sono i cosiddetti musulmani liberali, ma essi sono visti dalla maggioranza come musulmani solo di nome, il loro islam suscita dubbi, anche perché molti non sono praticanti. I liberali sostengono che nel Corano e nella Vita di Maometto vi sono state due tappe, la prima è quella del periodo della Mecca (gli anni 610-622), la seconda è quella del periodo di Medina (gli anni che arrivano fino al 632, data della morte di Maometto). Se si analizzano le fonti, secondo tale interpretazione, nel periodo della Mecca si nota che il discorso è più spirituale che politico. Il discorso di Maometto appare fondato sull'annuncio dell'unicità di Dio, su quello del giudizio finale che attende tutti dopo la morte (giudizio in base al quale ciascuno sarà ricompensato con il cielo o punito con l'inferno) ed infine sul richiamo alla giustizia sociale, alla solidarietà verso i poveri. Questo sarebbe l'islam originario, il più autentico secondo i liberali, l'idea primaria così come appare rivelata a Maometto. A Medina invece si sarebbe sviluppato un islam politico, perché le circostanze storiche hanno condotto Maometto a creare un sistema sociale, ad organizzare l'esercito, fare guerre, ecc. La dottrina relativa a tale periodo, per i liberali, sarebbe dunque secondaria, non necessaria, valida per quelle circostanze storiche particolari e non universalmente.Una simile interpretazione è contestata dagli - islamisti fondamentalisti, che dicono che proprio il secondo è il vero islam, mentre il primo, quello della Mecca, era condizionato dal fatto che Maometto non era del tutto libero di esprimere il suo progetto, aveva dovuto fare delle concessioni. Quando a Medina lui ha avuto pieno potere,
quando non era più attaccato dai Meccani, allora si è visto
il vero progetto, che è
un progetto socio-politico, militare e religioso. Tra queste due tendenze
è la seconda, come abbiamo visto, ad aver prevalso; del resto è quella
che in effetti sembra la più fedele al progetto originale di Maometto. la concezione secondo cui l'islam è "religione e stato" appare la più fedele al progetto originale di Maometto. Quando gli islamisti oggi rivendicano questo progetto socio-politico sono fedeli alla tradizione islamica, la più comune e la più autentica. Nella cultura dei paesi arabi musulmani ha infine prevalso, al posto
della categoria del cittadino, la divisione tradizionale della società
in Bisogna anche dire che all'inizio del XX secolo la cultura islamica fu pervasa da un vasto movimento liberale, suscitato anche dall'influsso dell'Occidente, che a tale movimento appariva come un modello auspicabile di società. Vi sono stati grandi giuristi che nell'Egitto degli anni Trenta del nostro secolo hanno prodotto una positiva integrazione tra codice napoleonico e legislazione tradizionale islamica. Tutto questo è stato rimesso in discussione agli inizi degli anni Settanta con la guerra del 1973, la crisi del petrolio, ecc. L'integrismo islamico (erroneamente chiamato dai giornalisti " fondamentalismo" o " integralismo" ) è una reazione alle tendenze moderniste e liberali dell'Islam del XX secolo. La reazione "integrista" alle tendenze moderniste e liberali era emersa già in seguito all'abolizione del Califfato nel 1924 da parte di Ataturk, alla fine degli anni '20 risale anche la nascita del movimento dei "fratelli musulmani". Tale reazione ha comunque suscitato l'ostilità dei governi di tutti gli Stati arabi (si pensi a Nasser). |
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