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Storia

Lo sciamanesimo , secondo gli ultimi studi sui paleantropi, risalirebbe al paleolitico ( ma si tratta di congetture sui pochi dati a disposizione, vedi : religioni antiche ) , tempo della cultura della caccia, si attenua nella cultura agricola e nelle culture socialmente più complesse. In Siberia e Asia centrale lo sciamanesimo è ancora presente in tutti i suoi aspetti. Oggi si ritrova inoltre in Africa, America sett., Oceania .

Sciamano siberiano

Il fenomeno estatico è ricorrente in quasi tutte le epoche anche se diversa è la spiegazione . Uno dei caratteri che definiscono l'essenza della esperienza estatica è
- la perdita di coscienza,
- l' insensibilità agli agenti fisici
- e la percezione che l'anima, durante il trance, viaggi nell'aldilà.

I poeti greci Omero ,Eschilo, Aristofane, Sofocle, Callimaco, etc. narrano di apparizioni. Naturalmente sono finzioni letterarie ma non in senso puro, esse esprimono esperienze religiose e psichiche intense, profonde - e non impossibili o irreali- in circostanze particolari come il dover prendere una decisione importante, sciogliere un dilemma,uscire da una responsabilità angosciante.

Nella cultura greca classica c'erano tre forme di comunicazione della sapienza divina (sapere assoluto) all'uomo: la forma Dionisiaca in cui Dioniso induce gli uomini alla follia ed è lui stesso folle; la forma Apollinea in cui Apollo suscita la follia nel divinatore ; la forma Eleusina attraverso una estasi cultuale iniziatica .  

Platone, Fedro 265b: "..la verità è che i maggiori beni ci sono largiti per mezzo di una follia che è un dono divino...la follia è di due specie: l’una prodotta da malattie umane, l’altra da una virtu’ divina che ci allontana dalle abitudini consuete. E questa follia divina l’abbiamo poi quadripartita per 4 divinità riferendo: l’ispirazione dei profeti ad Apollo, quella degli iniziati a Dioniso, quella dei poeti alle Muse , e l’ultima ispirazione ad Afrodite e ad Eros.

" La virtu' divina di cui parla Platone (altrimenti chiamata follia) è l'epilessia che provoca una trance estatica.. Si pensava che fosse un dono divino giacchè alcuni dei colpiti si comportavano da ispirati, gente che comunicava con  gli dèi.

" È vero che, anche nelle culture primitive, esiste una sorta di identificazione fra dono sciamanico e malattia - i cui sintomi sono spesso individuati nella tendenza alla malinconia, alla ipersensibilità, all'isolamento, al vagabondare, al sogno e alla réverie - ma il nesso è tutto da ricercarsi nei processi iniziatici, non nel campo del patologico.

La differenza fra iniziazione e patologia sta nel dominio e nell'utilizzazione volontaria delle qualità sciamaniche, ottenute o potenziate tramite l’"organizzazione iniziatica del tirocinio". Non c’è sciamano senza ricerca, applicazione, training. Il mestiere del cacciatore d'anime è il risultato di un apprendimento, di una complessa trasmissione di poteri tra un maestro e un discepolo.

Non esiste altra via: e questa non è certo la via della malattia.
... Il comportamento magico-religioso, che presenta apparenti similitudini con quello della psicosi, è generalmente prevedibile e gestibile nel contesto; ha una sua regolarità ciclica, che varia a seconda delle tipologie rituali; non è concepibile come evento del singolo individuo, ma può manifestarsi solo in un ambito intersoggettivo, culturalmente protetto; è occasione di socializzazione e di socialità; è perfettamente legittimo secondo i codici etico-religiosi della comunità che lo controlla; non è stigmatizzato come marginale.

Infine, nelle culture non moderne, le occasioni cerimoniali collettive, nelle quali si verificano alcuni di questi comportamenti, svolgono un ruolo di integrazione culturale e di consolidamento sociologico, nonché di rassicurazione emotiva individuale, di grande efficacia."

[ M.I.Macioti (a cura di) Profeti senza Bibbia-Sciamani del duemila - Collana di Antropologia culturale-Roma 1995 ]

Monumento ai Tairona da cui discendono i Kogi a Santa Marta.

" Nel 1966 in Colombia, nella Sierra Nevada di Santa Maria gli Indiani Kogi celebrano con il loro sciamano un rito funebre. Una ragazza è morta. Lo sciamano indica il luogo della sepoltura e compie azioni rituali dicendo : « ...qui è la Città della Morte...qui è l'utero...la èchiusa , ma io vado ad aprirla. »

Viene scavata una fossa e vengono poste accanto al cadavere della pietruzze verdi , delle conchiglie (surrogato rituale dei parenti), una di esse è spiraliforme ( sostituto rituale del "marito" vivente della ragazza), e poi del cibo.

Giunta nell'aldilà la ragazza chiederà un marito e lo sciamano deve operare la sostituzione rituale del " marito" vivente, altrimenti dovrà morire. Esempi ancora oggi operanti di estasi cultuale iniziatica sono i riti scenografici africani che portano alla possessione per invasamento di uno spirito nella mente o nel corpo di persone scelte causando stati di trance estatica divinatoria o con scopi terapeutici.

L’invasato attraverso l’esperienza estatica viene iniziato al mondo degli dèi o dei defunti dove impara ad utilizzarne i poteri. Gli stessi riti li troviamo nelle popolazioni africane deportate nelle Americhe : Umbanda , Macumba, Voodoo etc... " 

( M.Guerra -Storia delle religioni-Brescia 1989)

Come considera queste religioni la Chiesa Cattolica? 

Sciamana-Costa D'Avorio

Nel mondo ci sono oggi circa 100 milioni di persone che, pur non appartenendo ad alcuna delle religioni maggiormente diffuse (cristianesimo, islam, buddhismo, induismo, ecc.), seguono tuttavia una propria fede, ricca di miti e tradizioni,e fanno riferimento a un Dio creatore dell'universo e dell'umanità. I cristiani.. debbono conoscere bene le tradizioni nazionali e religiose degli altri, lieti di scoprire e pronti a rispettare quei germi del Verbo che vi si trovano nascosti.
( Ad Gentes)

«Dai tempi più antichi fino ad oggi presso i vari popoli si trova una certa sensibilità a quella forza arcana che è presente al corso delle cose e agli avvenimenti della vita umana, ed anzi talvolta vi riconosce la Divinità suprema o il Padre. Questa sensibilità e questa conoscenza compenetrano la vita di un intimo senso religioso.
(Nostra Aetate 2)

«La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini.Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è " via, verità e vita " (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la felicità autentica e duratura.»
(Nostra Aetate 2)

…ogni elemento di bene presente e riscontrabile nel cuore e nell'anima umana o negli usi e civiltà particolari dei popoli, non solo non va perduto, ma viene sanato, elevato e perfezionato per la gloria di Dio, la confusione del demonio e la felicità dell'uomo…per mezzo della evangelizzazione.»
(Ad Gentes 1,9)

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