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Trance Nonostante l'infondata attribuzione a essa di numerose qualità di natura sovrannaturale, la trance rappresenta la caratteristica di uno stato psicofisiologico che un soggetto prova nel momento in cui ha una percezione alterata del suo corpo e del mondo circostante. Un esempio di trance naturale che ogni uomo conosce è l'atto di addormentarsi. Nel momento in cui ci troviamo in una stanza tranquilla, distesi comodamente e con gli occhi chiusi, non riceviamo più dall'ambiente circostante quella quantità di informazioni necessarie che ci rendono consapevoli di cosa accade intorno. La stessa cosa avviene con il corpo: mentre ci si addormenta esso rimane rilassato e fermo per lungo tempo impedendo al cervello di ricevere le sensazioni del tatto e del movimento; anche la consapevolezza del corpo viene a cessare, stiamo passando quindi da uno stato della coscienza, quello di veglia, a un altro stato, quello del sonno. Le altre forme di trance, quella ipnotica o estatica, hanno caratteristiche simili, sono indotte sottoponendo il corpo alle medesime situazioni, come l'immobilità, la deprivazione o il bombardamento sensoriale, ossia tutte quelle forze in grado di modificare la consapevolezza di sé e dell'ambiente. Oltre a ciò, l'aspettativa di un individuo gioca un ruolo fondamentale e numerose sensazioni vengono percepite perché il soggetto sa che accadranno.Ad esempio, prima di una trance estatica ( trance accompagnata da emozioni straordinarie n.d.r. ) , la suggestione di entrare in contatto con un'entità sovrannaturale darà origine a un'aspettativa di gioia che inevitabilmente sarà percepita. La trance può essere apparentemente spontanea nel momento in cui si verifica in assenza delle suddette situazioni, tuttavia, alla base di tale esperienza sono sempre rintracciabili condizioni di stress, stanchezza o profonde alterazioni emotive. Oltre a una fisiologica reazione dell' organismo essa può essere la conseguenza di disturbi Va ribadito che l'esperienza della trance, se non è provocata da danni neurologici, è comunque soggettiva e varia secondo la personalità di un individuo, la sua storia e soprattutto le sue conoscenze sul fenomeno. La stessa mimica di un soggetto, durante la trance, cambia seguendo le regole del suo modello culturale e del contesto. Un estatico ( persona che cade in trance accompagnata da esperienze fortemenete emozionali n.d.r.) che si aspetta di rivivere la passione del Cristo mimerà l'esperienza della crocifissione, un tarantolato ( forma di trance diffusa fino al secolo scorso nell'Italia del sud n.d.r.) , convinto di essere stato avvelenato da un aracnide, entrerà in trance e agiterà il suo corpo in una sorta di danza, mentre un uomo in trance ipnotica ( trance indotta per mezzo dell'ipnosi n.d.r.) farà o dirà cose che l'ipnotista gli suggerirà.In definitiva, la trance è un'esperienza che può essere inquadrata in termini sia fisiologici che psicopatologici ma è inevitabilmente condizionata da fattori antropologici. ( fonte : www.cicap..org-Armando De Vincentiis) Estasi
Pertanto, non ha nulla di sovrannaturale e l'aspetto divino è solo un'attribuzione di un determinato contesto culturale. Un'identica esperienza di estasi può essere interpretata diversamente in differenti tradizioni culturali. In quest'ultimi casi, l'estasi non assume nemmeno connotazioni religiose ma è considerata come un fenomeno del tutto naturale. Un soggetto in stato di estasi non vede e non sente nulla che non appartenga già al suo patrimonio culturale, i cosiddetti messaggi che l'estatico riceve sono strettamente legati alla sua tradizione storica e non hanno alcun significato per altre. Sensazioni di estasi accompagnate da visioni, alterazioni della sensibilità, intensi sentimenti di gioia e di beatitudine, sono frequenti anche in alcuni disturbi psicopatologici di natura isterica o in alcune forme di epilessia e lesioni cerebrali, come quelle del lobo temporale. Questi disturbi, se non vengono riconosciuti come tali e un soggetto li esprime in un contesto particolarmente religioso, saranno considerati come i segni di un'estasi mistica.
Infine, uno stato di estasi può anche essere riprodotto artificialmente e volontariamente mediante l'assunzione di sostanze allucinogene; in ogni caso, affinché l'esperienza venga vissuta come autenticamente mistica, è necessario che chi la vive abbia una forte aspettativa in tal senso.
Come funziona? Ci sono espressioni che sono uniche e tipiche solo dell'essere umano :
Queste appartengono ad una sfera ancora più profonda dell'inconscio enon si manifestano nella coscienza ordinaria.
Con l'anima l'uomo è immerso nei mondi dello spirito: essi si "riflettono" nella sua anima e ordinariamente (per fortuna) l'uomo non ne è cosciente.[ "ordinary state of consciousness" (OSC)] Ciò avviene in una condizione simile a quella della coscienza di veglia : lo sciamano rimane dotato di intelletto, ragione , volontà e memoria e sperimenta di "entrare" nei mondi dell'anima "viaggiando", anzi "volando" attraverso di essi.
In realtà lo sciamano non va da nessuna parte : tutto avviene nella interiorità della sua coscienza.. Estasi Sciamanica: viaggio estatico dalla terra al sottoterra per autosmembramento e poi dal sottoterra al sopraterra con visione e comunicazione con lo Spirito Supremo; infine dal sopraterra alla terra, carico di sacro. (Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni.) Lo sciamano " viaggia" attraverso i tre mondi lungo questo asse o albero. Lo sciamano in Siberia per eseguire alcuni rituali costruisce l' albero sciamanico: pone una betulla al centro di una tenda i cui rami sporgono in alto. Sul tronco incide nove tagli che sono i nove cieli che deve attraversare per raggiungere glI dei. Vestito da uccello ascende l'albero portandosi un tamburo su
cui è simboleggiato il mondo terrestre.
Il viaggio o volo sciamanico
Trasportato dal suono del tamburo, egli lascia la realtà ordinaria del mondo quotidiano per viaggiare nei regni non ordinari in cui gli spiriti dimorano. L'accesso a quei mondi dipende dal processo e dal grado di modificazione della coscienza. Consente inoltre di evitare qualsiasi riferimento alle dicotomie occidentali di mentale/fisico, materia/spirito, dentro/fuori, categorie estranee alle modalità di pensiero delle culture sciamaniche. Per lo sciamano la realtà spirituale, o realtà non ordinaria, come la chiamiamo in un linguaggio moderno, è altrettanto reale quanto quella fisica o materiale, pur essendo di natura diversa. Perciò egli non considera le proprie visioni come proiezioni o immagini puramente interiori, ma come esperienze dirette di una realtà che esiste indipendentemente dalla mente, ma alla quale la mente fornisce l’accesso. Il Mondo di Mezzo è il mondo dell’esistenza umana, che ha pure una sua dimensione spirituale o non ordinaria. La struttura tripartita del cosmo è una concezione ampiamente diffusa nelle culture sciamaniche. Come descritto magistralmente da Eliade, i tre piani della realtà sono collegati da un asse centrale (axis mundi), variamente raffigurato come l’Albero o il Pilastro del Mondo, la Montagna Sacra, ecc. Questa concezione del cosmo non appartiene esclusivamente allo sciamano, ma è condivisa da tutti i membri della sua cultura. Per lo sciamano, tuttavia, essa non è una semplice rappresentazione o un concetto, ma un’esperienza vissuta, il percorso concreto che egli deve seguire per penetrare nel regno degli spiriti. Presso i popoli tribali in cui predominano le religioni della Terra ( religioni " telluriche " n.d.r.) , come nell’America del Nord e del Sud, il Mondo di Sotto non ha alcuna connotazione negativa. E’ la sorgente da cui scaturisce tutta la vita e il regno privilegiato degli spiriti animali. Tutti gli esseri spirituali, maestri umani e spiriti animali, che lo sciamano incontra in quella realtà, sono esseri che hanno trasceso la condizione terrena e hanno raggiunto uno stato, che li ha resi partecipi della saggezza e del potere del grande Universo. Anche nel Mondo di Mezzo c’è la possibilità di ricevere aiuto (come dagli spiriti che proteggono certi luoghi o gruppi umani), ma qui ci sono anche conflitti. Poiché è il mondo dell’esistenza umana, il Mondo di Mezzo può essere privo di saggezza e carico di sofferenza, perché preserva a livello spirituale il riflesso delle azioni ed emozioni umane. A volte vi rimangono intrappolate le anime dei morti, spiriti disincarnati che vagano alla deriva e possono interferire negativamente con la vita normale dei vivi. Alcuni casi di “possessione” possono essere attributi all’influenza di questi spiriti confusi, che “occupano” la psiche di un individuo prendendo il sopravvento e alterandone la personalità .
Generalmente lo sciamano utilizza il suono monotono del tamburo, meno frequentemente le droghe psicoattive, per modificare la propria coscienza ed entrare nello stato psico-spirituale favorevole a questa esperienza. Quale sia il mezzo utilizzato, il viaggio sciamanico implica sempre uno scarto, o una “rottura di livello” (un termine di Eliade), cioè un passaggio, generalmente rapido, dalla dimensione ordinaria a quella spirituale, concomitante alla modificazione della coscienza. Lo sciamano sperimenta questo passaggio come un vero e proprio viaggio, anche se di natura spirituale, in mondi che esistono al di fuori della consapevolezza ordinaria.
Eliade ha chiamato “estasi”, nel senso originario di “uscir fuori”, questa capacità di trascendere la realtà ordinaria o fisica e penetrare in una realtà di ordine diverso. Come egli intraprende volontariamente il suo viaggio nel mondo degli spiriti, così è metodologicamente capace di ritornare in modo sicuro e con un bagaglio di nuove conoscenze. Il suo viaggio è sempre finalizzato a uno scopo pratico come l’ottenere informazioni e aiuto nella guarigione. Anche la definizione data da Eliade di “tecnica dell’estasi” mette in luce il carattere intenzionale, consapevole e disciplinato del viaggio sciamanico. Michael Harner [ antropologo neosciamano n.d.r.] utilizza il termine di “stato sciamanico di coscienza” per sottolineare il fatto che si tratta di uno stato vigile e attivo – un termine preferibile a quello di “trance”, che può suggerire l’idea di un offuscamento o di una perdita della coscienza. ... In un certo senso si può dire che lo sciamano viaggia “con il corpo”, anziché “fuori del corpo”. La dimensione corporea (canto, danza) è un aspetto fondamentale dello sciamanismo, perché è un mezzo per staccarsi dalla mente e collegarsi con tutto il proprio essere o con il “cuore”, come direbbero i Nativi Americani, con il mondo invisibile. Consente allo sciamano di raggiungere uno stato di unione, o di fusione, con i suoi spiriti protettori, per canalizzare il loro potere e manifestarlo sul piano materiale. Sensazioni corporee sono presenti anche nel viaggio (toccare, annusare, percezione del movimento) e contribuiscono a renderlo più vivido e reale. Cosa fanno gli sciamani Le attività tipiche dello sciamano sono :
Aiutano la loro gente ad essere in equilibrio con tutto l'Universo, con i Poteri della Natura, con gli Spiriti degli animali, delle piante, con gli Spiriti dei Morti e quelli dei Mondi invisibili. Per gli sciamani la malattia e la sofferenza sono solo sentieri nella foresta, dove ci accade di smarrirci ma da cui è anche possibile tornare indietro - e il compito degli sciamani è quello dei cercatori di anime smarrite. I loro metodi sono così primordiali e assoluti da essere del tutto simili in ogni parte del mondo, in popolazioni mai venute in contatto tra loro, come gli indios del rio delle Amazzoni e gli aborigeni australiani. Uno sciamano puo' anche essere capace di |
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