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Core shamanism. Sciamanesimo transculturale Come antropologo fece studi sul campo in in Amazzonia, nell'America del Nord, nell'Artico canadese, e nel Samiland (Lapponia). In particolare studiò gli indiani Jivaro dell'Amazzonia ( oggi chiamati Shuar) insieme a molte altre culture sviluppatesi intorno agli sciamani . Nel suo libro The Way of the Shaman Harner descrive la sua iniziazione all'esperienza dell ' Ayahuasca nella giungla amazzonica . Assumendo questa bevanda egli sostiene di aver ottenuto nuove visioni di altri mondi ed una trasformazione personale in senso spirituale. A Berkley viene accreditato come uno dei partecipanti al comitato di ricerca formatosi intorno all'altro " padre fondatore" dello neosciamanesimo , l'antropologo Carlos Castaneda . Con la pubblicazione nel 1985 di The Way of the Shaman , un manuale per occidentali per diventare sciamani , Harner diventa un "shamanthropologist " e si dedica esclusivamente alla Foundation for Shamanic Studies.
Non include metodi tra loro divergenti e non comprende pratiche rituali o di guarigione che caratterizzano specifiche tradizioni sciamaniche (per esempio, la capanna del sudore o la Ruota di Medicina dei nativi americani [del Nord n.d.r.]). Si tratta inoltre di una forma pura di sciamanismo, di cui non fanno parte tecniche derivanti da altre tradizioni, come ad esempio il lavoro con i chakra [ tipico delle culture induiste n.d.r.] o la meditazione. Si basa sulla definizione di sciamanismo data da Mircea Eliade nella sua classica opera, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi (1974). Nello sciamanismo la conoscenza realmente significativa è ottenuta direttamente da ciascuno attraverso la comunicazione con i propri spiriti protettori. Infatti, questo tipo di apprendimento esperienziale è insostituibile anche nelle società tradizionali. . Lo sciamanismo non è un sistema di dogmi o di verità di fede, è invece un metodo per ottenere rivelazioni dirette dalle entità del mondo spirituale. In parte, per questo, è stato osteggiato e combattuto come pericoloso antagonista dalle religioni istituzionalizzate, non solo dalla religione cristiana ma anche da altre, per esempio il buddismo in Asia centrale. Tale scelta comportava anche dei rischi, in quanto si trattava di un metodo di ricerca ancora poco accettato nell’ambito accademico, come dimostrano le controversie relative al lavoro di Carlos Castaneda con lo sciamano Yaqui Don Juan. Sulla base di questi risultati, egli decise di condividere con altri ciò che aveva appreso dagli sciamani dell’Amazzonia e del Nord America, dando avvio ad un programma di corsi per addestrare gli occidentali nelle tecniche sciamaniche fondamentali. E’ importante sottolineare che nei corsi di core shamanism, come del resto nell’apprendistato di tipo tradizionale, viene insegnata la metodologia, non la conoscenza sciamanica, che è sempre individuale e ottenuta direttamente nel viaggio. Vengono cioè forniti una serie di strumenti che ciascuno può utilizzare per trovare da sé le risposte alle proprie domande e l’aiuto di cui ha bisogno. Le ricerche di Harner confermavano le tesi di Eliade, che aveva definito l’estasi come una facoltà originaria e costitutiva dell’essere umano e che aveva visto, nello sciamanismo, una comune eredità umana. Anche gli studi più recenti sugli aspetti psico-fisiologici dello stato sciamanico di coscienza, pur analizzando questo fenomeno da una angolatura diversa, confermano le intuizioni di Eliade e di Harner circa i processi fondamentali che sono alla base del viaggio sciamanico (si veda, per esempio, Dobkin De Rios e Winkelman 1989). Secondo Michael Harner, questi comuni fattori umani spiegano la notevole uniformità dei metodi sciamanici in culture lontane nel tempo e nello spazio e giustificano la possibilità di estrapolarli dal loro contesto originale e applicarli a quello occidentale.
... Per questo [gli sciamani] possono vedere sia il passato che il futuro. Con la disciplina, l’addestramento e l’aiuto degli spiriti, questa fonte totale di conoscenza diventa accessibile”. Come hanno sempre fatto gli sciamani, anche noi possiamo utilizzare il metodo del viaggio come un sistema per risolvere problemi e uno strumento per ottenere risposte alle nostre domande, cioè come tecnica di divinazione. l DMT o dimetiltriptamina è un allucinogeno naturale la cui struttura chimica assomiglia a quella della psilocibina e della serotonina; esso è ubiquitariamente presente nel regno vegetale ed animale. ... L’uso del tamburo è un aspetto chiave dello sciamanismo, sia tradizionale che moderno, perché ha la capacità di indurre rapidamente uno stato meditativo in cui possiamo trascendere in una realtà più profonda. Come alcuni studi hanno dimostrato, il suono monotono del tamburo produce delle onde cerebrali simili, ma più profonde della meditazione (vicine a theta), in cui possiamo percepire altre dimensioni (Harner 1995: 98-99). Il tamburo inoltre aiuta la persona a concentrarsi e a mantenere fermo il proprio obiettivo o lo scopo del viaggio. Il metodo è molto sicuro in quanto, quando il tamburo smette di suonare, la persona ritorna immediatamente nella realtà ordinaria. Nello stato sciamanico, una parte della coscienza rimane sottilmente collegata all’ambiente fisico in cui ci si trova, per consentirci di ritornare indietro quando il tamburo ci richiama.
... L’aspetto più importante, comunque, quello al quale si possono attribuire gli effetti benefici dei metodi sciamanici è l’esperienza di attingere a un potere più grande del singolo individuo: questo è il potere dell’universo e della vita in tutte le sue manifestazioni. Prima attraverso il canto e la danza e poi nell’esperienza del viaggio, tutta la forza energetica che chiamiamo “potere” si muove nel corpo, riattivando la nostra propria forza. La sensazione di potenziamento e accresciuto vigore è intensificata quando, nel viaggio, la persona incontra il proprio animale guida. Nella concezione sciamanica, questo spirito guardiano è la sorgente dell’energia vitale dell’individuo. Il viaggio sciamanico non è solo un metodo per acquisire conoscenza, ma anche un metodo per ottenere il proprio potere spirituale attraverso la connessione con gli spiriti tutelari, intermediari tra noi e il potere universale. Non è insolito che nei viaggi le persone ricevano una guarigione ad opera dello spirito animale o del maestro in forma umana. "... Il core shamanism è un adattamento di pratiche tradizionali all’uomo occidentale moderno. Per esempio, noi lavoriamo stesi per compiere il viaggio e utilizziamo un ritmo regolare del tamburo. Generalmente gli sciamani non lavorano allo stesso modo: essi danzano e cantano mentre viaggiano per raccontare le loro esperienze e rendere partecipe la comunità delle loro avventure nell’altro mondo. Un .. programma importante della Foundation è la cosiddetta “Mappatura della Realtà Non Ordinaria” (progetto MONOR o Mapping of NonOrdinary Reality). Scopo di questo programma è la creazione di una mappa della realtà non ordinaria, il cosmo spirituale dello sciamano, attraverso lo studio comparato delle testimonianze e dei resoconti sul viaggio sciamanico, sia degli sciamani tradizionali, che dei praticanti occidentali. La Foundation possiede già un vasto archivio dei resoconti sul viaggio sciamanico, forniti da studenti e praticanti ad essa associati. Questi resoconti devono essere analizzati, codificati ed elaborati per permettere di confrontarli con le narrative sciamaniche tradizionali, in modo da enucleare temi ricorrenti o simili e, su questa base, delineare una cosmologia o topografia dell’altra realtà. fonte : Metodologie del core shamanism. Sciamanismo transculturale Ha studiato e praticato lo sciamanismo sotto la guida di Michael Harner, Sandra Ingerman e altri insegnanti della Foundation for Shamanic Studies. E’ insegnante accreditata della Foundation (FSS-Italy), abilitata a tenere seminari di base e avanzati in Italia. Collabora con la Casa Editrice Crisalide (Latina) per promuovere la pubblicazione, in Italia, di testi rappresentativi del core shamanism. |
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