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La rivelazione
Le Religioni sono riconducibili a rivelazioni, cioè alla comprensione di fatti, fenomeni , "esperienze",che possiamo definire in termini generali di manifestazioni del Sacro ( teofanie, cratofanie, etc) , in cui gli uomini hanno riconosciuto l'azione , la presenza di forze o entità sovrumane, extraterrestri, divine, etc. alle quali si sono sentiti legati da una relazione, da una alleanza. Lo sciamano è l'intermediario tra gli spiriti e la comunità umana : nel suo " viaggio" viene rivestito dagli spiriti del loro potere, il sacro ,con questo potere egli combatte gli spiriti maligni compiendo prodigi e miracoli nel mondo degli uomini. La rivelazione, il miracolo non è il viaggio sciamanico, ma i miracoli che gli spiriti per mezzo di lui compiono per il mondo degli uomini. Sciamano, universo e uomo Lo sciamano sogna ad occhi aperti un universo parallelo, entra in contato con gli spiriti, ne conosce l'influenza sul terrestre e in qualche modo li controlla . Tutti i fenomeni che avvengono al livello della Terra sono legati al Sottoterra ed al Sopraterra . L'universo è un fascio di energie vitali che si espandono e ricongiungono nel Mondo celeste e nel Mondo Tellurico.
La Vita appartiene alla sfera del Sacro. Lo sciamano e il dio supremo creatore. Ogni comunità umana, sia che viva di caccia in foresta, o di pesca lungo le rive di fiumi o mari, o si limiti alle primordiali forme di raccolta dei frutti spontaneamente prodotti dalla natura, è inevitabilmente consapevole dell'esperienza della vita: uomini vivi tra altri esseri viventi della stessa specie e di specie diversa (animali, piante). Il senso della «presenza» della Vita all'interno della vita del singolo, del gruppo, della natura è il carattere principale delle religioni tradizionali : la Vita è il Sacro ; quale spirito ne è la fonte? Nel suo viaggio lo sciamano incontra lEssere supremo e dunque può essere rivestito di sacro, diventarne il rivelatore. Lo sciamano entra in contatto con l'Essere supremo, il creatore ozioso , colui che non fa nulla , che solamente " dà". Dà le energie, la forza vitale, dà la Vita. La Vita è lo Spirito, il Sacro, e lo sciamano ne è il Rivelatore . Il pensiero tradizionale africano vede l'Essere Supremo, trascendente
e insieme immanente nel mondo, come sorgente di tutte le forze vitali. Dio è la
sorgente dell' energia dell 'universo, è la Vita.
Tutta la Vita è uno scambio, una rete di comunicazioni in questo mondo
di forze dinamiche, con la Fonte. L'animismo Le religioni tradizionali sono spesso chiamate animiste : tutto l'universo
ha un'anima.
La forza spirituale che anima la realtà, la si voglia chiamare
«mana», «spirito», «forza vitale», non esiste
per se stessa , ma è presente nei vari oggetti materiali e spirituali. Tutto l'esistente è pervaso di energia vitale . Tutti le cose ed i fenomeni sono animati da una essenza
creativa unica e trascendente : la forza vitale , che è Vita .
Essa è presente nella " forma delle cose" e ne costiotuisce l'essenza, lo " spirito", l'anima delle stesse.
Scrive uno studioso della religione dei mentawaiani (Indonesia) , S. Coronese, in Una religione che muore, EMI, 1980). : «Non solo gli uomini, ma tutto ciò che si può visualizzare come entità, possiede un'anima. Quindi le creature viventi uomini, animali e piante gli oggetti materiali e anche i fenomeni naturali, come lo scrosciare delle acque e l'arcobaleno, sono ritenute avere un'anima. Per i mentawaiani le anime sono una specie di sosia, un duplicato spirituale delle cose esistenti» La relazione che lega l'anima al corpo è di natura instabile . L''anima può "abbandonare" il corpo nel senso che può allentare i suoi legami con esso e "viaggiare" autonomamente nei mondi in cui è immersa e " occupare altre " forme" . Gli spiriti Esistono diverse specie di spiriti che popolano l'aria, il mare, la terra, la giungla, e che possono porre la loro dimora in qualche oggetto materiale, come le piante, le foglie, ecc. Alla base degli spiriti c'è una potenza divina immensa che permea l'Universo e la Terra ( = il sacro) e che modella la realtà . Può assumere forme diverse, che esprimono ciascuna differenti Poteri . Gli spiriti animali Statuetta di cultura Maya : lo sciamano olmeco cavalca lo spirito giaguaro. In realtà non si tratta dello spirito di singoli animali, bensì della essenza della specie animale. Se lo sciamano si riferisce allo "spirito giaguaro" non si tratta dello Spirito di un giaguaro individuale, piuttosto dell'essenza stessa della "giaguarità", il potere che crea e fa nascere i singoli giaguari. Gli spiriti della natura , entità o essenze reali, " creano" , danno forma , ai singoli animali per " nascondersi in essi. Questi spiriti sono ancestrali, esistono fin dalla notte dei tempi e per questo hanno una potere molto grande. Ogni forza della vita può essere fatta derivare dagli spiriti animali e da tutti lgi spiriti dei fenomeni naturali come il fulmine e l'uragano.
L'esistenza di una persona umana è sempre una forma limitata e provvisoria dell'esistere: un antenato può essere stato un giaguaro in esistenze precedenti e può disporre del potere dello " spirito giaguaro" che può dare allo sciamano durante il suo viaggio. " Un’altra sfera dell’intervento sciamanico di grande attualità e rilevanza per la situazione moderna è il lavoro con gli spiriti del mondo naturale. Nell’antica visione sciamanica, l’intera natura è viva e animata. Lo sciamano vive in sintonia con le forze spirituali, che animano la natura e il cosmo, e da esse trae i suoi poteri. Suo compito è armonizzare la vita umana con quella del mondo naturale e con i cicli della Terra. Gli sciamani trattano la natura con grande rispetto, perché riconoscono che tutte le cose create sono dotate di coscienza e vita, hanno cioè spirito. Nei loro viaggi essi hanno incontrato nelle piante, negli alberi e nelle pietre degli spiriti, che possiedono grande saggezza e grandi poteri di guarigione e li hanno utilizzati per curare. Attraverso i riti e le offerte, lo sciamano si rivolge agli spiriti del mondo naturale per esprimere gratitudine e per invocare la loro benevolenza, perché da questa dipende il benessere della comunità. La morte e l'aldilà I morti non si ritirano nella sfera ultraterrena
ma continuano a intervenire nella vita dei discendenti sotto forma di "spiriti antenati". Il culto degli antenati Casa degli Spiriti-popolo Dogon-Mali In Africa la morte non è vissuta come un incidente nella vita di un individuo: il modo con cui l'uomo si prepara alla morte ha una importanza determinante per la sua qualifica di " antenato". Per meritare di essere annoverato tra gli antenati una persona deve vivere la morte come coronamento di una vita onesta, coraggiosa e perseverante. L'omaggio reso ad un tale defunto non celebra la sua morte ma la Vita che in lui ha vinto definitivamente la morte trasferendolo nella sfera degli Non tutti i defunti, però, accedono al ruolo di antenati: ne sono esclusi i bambini, i "matti", gli "anormali", e coloro che con le loro azioni hanno arrecato danno alla comunità. In molte società africane, inoltre, spesso non diventano antenati coloro che sono deceduti di morte violenta, circostanza sospetta di stregoneria. Essi rimangono degli spiriti erranti, spesso pericolosi per la comunità. Gli antenati sono dotati di personalità distinte: possono essere benevoli o astiosi, miti o irascibili, e così via. Con la morte l'antenato è diventato " invisibile" ma la Vita in lui continua in modo più intenso.
Con la morte egli può conoscere l'Essere Creatore Ozioso e mediarne la volontà per i viventi. L'antenato illustre, (= il " santo") vive nella sfera del Sacro e può mediarlo per i suoi discendenti compiendo per loro miracoli e prodigi. Il rapporo con gli antenati è vitale per i discendenti: gli antenati da un lato mediano la volontà degli spiriti, costituiscono la Tradizione ,e dall'altro intervengono nelle loro esistenza come spiriti favorevoli.
Essi parlano continuamente ai vivi , alla loro anima, attraverso i fenomeni naturali e attraverso gli eventi della vita. L'esistenza deve perciò trascorrere senza ansie e senza fretta perchè richiede calma ed attenzione alle " parole" degli antenati . Palo sacro con gli spiriti protettori o totem- Indiani Usa Il buongiorno del mattino è una formula di ringraziamento al dio supremo che ha rinnovato il dono della vita. L'incontro imprevisto con un estraneo diventa un messaggio del Cielo o degli antenati. Il buono o cattivo esito della caccia puo' dipendere dai sentimenti di amore o di odio che agitano il cacciatore in quel momento: le cattive disposizioni di cuore sono causa di sfortuna. Gli antenati si inseriscono nella vita dei propri discendenti comunicando direttamente con loro, proteggendoli (o, in certi casi, ostacolandoli), approvando o disapprovando le loro azioni, e intervenendo quando la famiglia li invoca con riti propiziatori. La comunità onora gli antenati medianti numerosi rituali destinati a mantenere in vita la relazione con il mondo spirituale. Ogni grande impresa o iniziativa, personale, famigliare, sociale, deve essere conseguita solo con una preparazione spirituale-religiosa: la caccia, la semina, la guerra, le elezioni etc. va fatta in comunione con gli antenati. In Africa i bambini sono considerati una benedizione perchè sono il segno evidente di una continuità essenziale che unisce i vivi con gli antenati, e questi ultimi con la Forza Suprema, la Fonte di ogni cosa. La nascita di un bambino può essere l'occasione per onorare un antenato. I genitori possono infatti decidere spontaneamente di assegnare al nuovo nato il nome di un avo a loro particolarmente caro. Altre volte è l'antenato stesso che può manifestare ai genitori il desiderio che il bambino venga chiamato con il suo nome. L'attribuzione del nome è molto importante in Africa, perché determina l'identità di un individuo. Assieme al nome dell'antenato, si pensa infatti che il bambino ne acquisisca i tratti della personalità. Gli antenati sono i guardiani delle tradizioni della comunità e continuano ad occupare il loro posto in seno al gruppo di appartenenza, esercitando la loro autorità sui discendenti. I bambini sono il segno tangibile della Forza Vitale che opera dentro la famiglia, il clan e l'etnia attraverso la fecondità dei genitori. La mancanza di bambini in una coppia viene considerata una maledizione , una rottura del patto cosmico tra quella famiglia e le forze soprannaturali, lo Spirito. " Il lavoro dello sciamano non si rivolge esclusivamente a curare i vivi, ma anche ad aiutare i morenti e le anime dei morti ancora sofferenti. Nella visione sciamanica la morte non è la fine di tutto, ma un cambiamento di stato e un passaggio a un livello di esistenza puramente spirituale. Con la morte le anime dei trapassati entrano nel regno dello Spirito, nella realtà non ordinaria, un luogo di trasformazione e di rapida evoluzione. A volte, tuttavia, esse non riescono a staccarsi completamente dal mondo dell’esistenza terrena o incontrano delle difficoltà nel trovare il loro cammino verso l’aldilà. |
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