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Le religioni della Cina La mentalità cinese è orientata alla perfezione
dell'uomo interiore come condizione di felicità. Oggi in Cina bisogna dire che "tre
religioni formano una religione"
Sebbene il materialismo e il culto del denaro tengano un posto di rilievo nella vita dei cinesi di oggi, la religione più seguita - soprattutto fra la gente comune - è quella popolare, costituita da un miscuglio di pratiche prese dal taoismo , dal confucianesimo , dal buddhismo dalla tradizione popolare del culto familiare degli antenati, da pratiche terapeutiche antiche e moderne. La gente comune crede nell'animismo di antica origine sciamanaica e rende culto alle divinità della natura; ha forte fede in Buddha, per cui osserva costumi buddhisti e dà offerte per la costruzione dei loro templi; nello stesso tempo segue il taoismo, perché chiama il prete taoista della zona per celebrare le funzioni dei morti. Egli fa uso dei talismani taoisti per proteggersi contro gli spiriti cattivi e, in qualche giorno, osserva la dieta purificatrice . Infine, fa riferimento con orgoglio agli insegnamenti di Confucio come norme morali per la pratica familiare.Un funzionario di stato è confuciano, ma in privato è taoista e forse anche un pò buddhista.
La Chiesa cattolica in Cina Per il Partito comunista cinese la religione
resta principalmente qualcosa di privato e interno al paese; le sue attività e istituzioni esterne devono sottostare al pieno controllo
del partito. Quest'ultima, per la sua fede nella comunione universale che ha il suo centro nel Papa, non accetta nessun compromesso. La colpa di questa divisione, voluta dal regime comunista come strumento di controllo, è spesso attribuita ingiustamente ai cattolici che "non collaborano" con le autorità. La religione e la libertà religiosa esistono -secondo il Partitto Comunista Cinese-soltanto per il bene del paese ( naturalmente così come lo intende il Partito) e perciò sono strumenti del governo per mantenere l'ordine pubblico; autonomia e indipendenza da potenze straniere devono essere garantite da ogni organizzazione religiosa.. La maggior parte dei cattolici rifiuta le posizioni dell'Associazione patriottica che accetta il controllo dei Partito comunista sugli affari religiosi. Malgrado le continue affermazioni di indipendenza da Roma, non esiste una vera e propria separazione tra la Chiesa cinese e la Chiesa di Roma. Tra le due parti esistono intransigenze, conflitti e persino antagonismi, causati oltre che da motivi di fede, anche da circostanze storiche, rapporti personali e situazioni locali. Questi contrasti si acutizzano a volte soprattutto nelle aree dove i cattolici fedeli a Roma sono la maggioranza e prendono iniziative pubbliche coraggiose. Se ancora non c'è un dialogo diretto con la Santa Sede, i contatti personali si sono tuttavia moltiplicati. Nei primi 30 anni della Repubblica popolare, i cristiani cinesi hanno subito l'urto di una terribile persecuzione che li ha resi ancora più forti nella loro fede. Oggi, molti giovani e numerosi intellettuali sono attirati dal cristianesimo. A Shanghai, per esempio, il 25% dei nuovi convertiti al cristianesimo appartiene a questa seconda categoria. La Chiesa cattolica vive ora sotto un regime comunista un po' diverso dagli anni precedenti, perché esso permette una certa libertà di religione. I fedeli sono felici di beneficiare della nuova politica di libertà religiosa e riempiono le chiese ora riaperte.
I dati. Oggi la Chiesa ufficiale cinese (i cui vescovi, con l'eccezione di due, sono stati consacrati senza mandato pontificio) afferma la sua indipendenza ma non esclude eventuali relazioni con la Santa Sede, a patto che non vi siano ingerenze negli affari interni della Cina (relazioni diplomatiche con il governo di Taipei e nomine di vescovi). |
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