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La religione taoista

Laozi

La strutturazione religiosa del taoismo si ebbe soltanto nel II sec. a.C. con Zhang Daoling, che divenne il primo Tianshi ("maestro celeste"), seguito in questa funzione dal figlio Zhang Heng e dal nipote Zhang Lu. Da allora il titolo si trasmise ai discendenti; dal sec. XI la sede centrale del taoismo fu fissata a Long Hu Shan ("montagna del drago e della tigre") nel Jiangxi.

La grande fama acquisita da Zhang Daoling come guaritore di malattie e taumaturgo favorì il rapido diffondersi della religione taoista. Egli considerava Laozi come suo maestro sia per l'arte delle guarigioni che per la ricerca dell'immortalità.
Nel nord della Cina il taoismo sviluppò maggiormente certe forme di ricerca della perfezione personale, ad imitazione del buddhismo e del confucianesimo, dando vita ad una setta riformata che si chiamò Quanzhen Dao ("religione della verità integrale").

Chiamata inizialmente Tianshi Dao ("religione del maestro celeste") o Wudou Min Dao ("religione delle cinque misure di riso" , probabilmente dalla tassa d'ingresso imposta agli adepti), solo più tardi, con il diffondersi delle pratiche di ricerca dell'immortalità, si chiamò Daojiao. Mentre nel sud ebbe maggiore sviluppo la setta tradizionale, detta Zhengyi Dao ("religione dell'unità ortodossa"); questa faceva grande uso dell'alchimia, nel tentativo di sviluppare e controllare i principi dinamici yin e yang.
Al nord, invece, era più diffusa la tendenza magica e l'uso del talismano, con scritture arcane, derivate forse dai buddhisti del Tibet.

Laozi

Il taoismo sopravvisse agli attacchi di concezioni filosofiche concorrenti sotto la dinastia Qin, che aveva unificato la Cina, e il pensiero di Lao Zi venne raccolto dai cortigiani della dinastia Han, che lo sincretizzarono con leggende dell'Imperatore Giallo, Huangdi, e con la cosmologia yin-yang del Tai Ji al fine di arricchire la filosofia di governo dell'impero.


Tra il 100 e il 200 d.C. il Taoismo si consolida come religione organizzata in Chiese taoiste regionali.

Si verificò inoltre una fusione di taluni aspetti del taoismo con la religione cinese: i seguaci di questi culti, come i Turbanti Gialli di Shandong, contribuirono a rovesciare la dinastia (220 d.C.).

Dopo di allora il popolo fu più incline ad abbracciare il taoismo religioso, mentre il ceto dei mandarini, più colto, adottò il taoismo filosofico associandolo a speculazioni cosmologiche e scientifiche.

Il taoismo influenzò profondamente la letteratura cinese e l'arte cinese. La ricerca dell'immortalità sulla scorta dei riferimenti metaforici alla perfettibilità e all'immortale xian che costellavano l'opera di Zhuang Zi, portò alla nascita di una chimica rudimentale. Gli esperimenti di alchimia cedettero il posto, tra il III e il VI secolo, a tutta una serie di pratiche igienico-sanitarie, tuttora seguite, che, sottolineando l'importanza della respirazione regolare e della concentrazione per prevenire le malattie, miravano a favorire la longevità.

Il taoismo e il buddhismo cinese si influenzarono reciprocamente dopo la diffusione del buddhismo nel IV secolo d.C. Anche il taoismo si diede un'organizzazione pseudomonastica: alcuni discepoli taoisti sostennero persino che il leggendario Lao Zi avesse effettivamente lasciato la Cina e fosse divenuto il Buddha, ma la dinastia mongola Yuan con l'imperatore Kublai Khan condannò questo mito nel 1281. Il taoismo fu responsabile della più massiccia persecuzione del buddhismo mai avvenuta in Cina (842-845), a opera di un imperatore taoista della tarda dinastia Tang; infine, nel IX sec. le dottrine taoiste si fusero con le idee buddhiste, determinando la nascita del buddhismo Chen o Zen.

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