Il
Centro
della storiaCreazione e storia. Non è possibile separare
la
storia dalla creazione :
alla storia partecipa la
creazione e nella storia la creazione cammina verso il suo compimento (
o perfezione o definitività ) secondo un Progetto divino. Nella
storia c'è anche il peccato degli uomini che si oppone
al Progetto divino ed è causa di
de-creazione
(
caotizzazione cosmica e terrestre : terremoto, diluvio
,etc.) Con
l'avvento di Gesù , l'uomoDIO, la sua vicenda umano-divina
diventa la chiave di lettura della storia : Lui,
l'UOMO COMPIUTO che è risorto da morte , l' UOMO CELESTE , ha vinto la morte e VIVE nel Regno di
Dio, definitivamente, eternamente.
Il Regno di DIO non è " di questo mondo"
Giovanni 5, 17 "Il Padre mio agisce (
opera) anche ora e anch'io agisco ( opero) ". L'Opera del Padre è la creazione . Essa è ricapitolata
nell'uomo ma non è ancora compiuta e per questo EGLI opera ancora. Il Padre non è ancora "entrato nel SUO riposo" come dicevano le scritture , e così anche Gesù , opera .
Egli opera la salvezza cioè porta a compimento nella perfezione la creazione in ogni UOMO SPIRITUALE rinato dal Suo Spirito. Gesù
dona perennemente (e gratuitamente) alla creazione , ricapitolata nell'uomo, il suo Spirito, la VITA eterna , che
fa rinascere l'uomo credente, mortale, come UOMO SPIRITUALE
, immortale.Gesù Centro della storia Il
giudizio escatologico
annunciato e intravisto da profeti e apocalittici dell'AT è iniziato "in
Gesù ": Dio " è passato" (
> pasqua
) ed ha eseguito il suo giudizio su di Lui e
in definitiva su tutta la creazione che
Egli ricapitola in Sè "
-
salvandoLo dalla morte" ,
cioè portandoLo a compimento come UOMO DEFINITIVO con la
risurrezione.
-
e "sterminando tutti i suoi nemici " a servizio del
principe del mondo
cioè della morte .Gesù non si è sottratto
all'azione dei satani ( gli avversari ) e dei
suoi alleati ( che appartenevano anche alla religione! ) e nel
momento in cui la loro violenza lo uccide , la VITA eterna che
è in Lui opera larisurrezione da morte rendendolo
UOMO
COMPIUTO e DEFINITIVO, CELESTE. Questa salvezza o compimento dell'UOMO
nella perfezione definitiva, Gesù la offre all'umanità intera. La Pasqua di Gesù è un
evento sempre attivo nella storia
Chi " opera " il giudizio universale non è un Giudice Universale : non è il
Padre e non è neppure Gesù ma sono gli uomini stessi che si autogiudicano e sentenziano
con la loro scelta
di Fede o di rifiuto della VITA che salva dalla morte.E' giunta l'ORA, vieni Signore!L'espressione
che ritorna nel Libro Apocalisse : " perchè è giunta l'ora" , indica che è giunto un giudizio, una pasqua -
un giudizio escatologicoCon la risurrezione di Gesù ed il dono della VITA alla umanità "il
giudizio divino imminente" annunciato dai profeti AT non è più un evento da attendersi e temere ma un evento di
salvezza ( una pasqua )
già avvenuto in Gesù e che continuamente avviene nella storia per opera Sua e della sua Chiesa Nella
storia Gesù è realmente presente : nella sua Chiesa, la Comunità degli UOMINI che Vivono la sua VITA immortale e sono mossi dal
suo SpiritoLa "
pasqua di Gesù
" che i cristiani
memorializzano
continuamente nella Cena eucaristica è attiva nella creazione e nella storia, continuamente ma solo "per
un'epoca" ( o eone), che finirà La crocecome
compimento della promessa divina
XXIX CONVEGNO MARIANO Facoltà Teologica Teresianum Roma 28-30 dicembre 2008 di Ricardo Pérez Mårquez
- Centro Studi Biblici “G. Vannucci” Montefano (Mc)
"...Il messaggio dell’Apocalisse, inteso come l’ alfa e l’ omega della
rivelazione, si
ricollega alla Genesi per rileggerla e spiegarlada una nuova ottica: non quella di un
paradiso irrimediabilmente perduto, ma quale profezia dei tempi nuovi, in cui il progetto della creazione sarà finalmente
realizzato nel Cristo
La rilettura e «riscrittura» del racconto della creazione apre, nel messaggio dell’Apocalisse, a un traguardo di speranza, sapendo
che tutta la storia umana è orientata secondo il
disegno divino di salvezza
.
L’autore dell’Apocalisse invita la comunità dei credenti a testimoniare la massima fiducia in Dio, e lo fa presentando al termine
della sua opera la visione rassicurante di cieli nuovi e terra nuova (cf. Ap 21,1).
Questa nuova creazione trova la sua origine non in una semplice parola pronunciata da Dio all’alba dei tempi («Dio disse…»),
ma in una parola-evento mediante la quale tutto l’universo riceve il suo equilibrio e la sua armonia. Non si tratta solo di un dire,
ma di un fare di Dio, un’azione capace di comunicare nel creato tutta la sua
Forza Vitale
.
L’autore dell’Apocalisse ricorda tale operato quando, alludendo al profeta Isaia, afferma nei riguardi di Dio: «Ecco Io faccio
nuove tutte le cose» (Ap 21,5, cf Is 43,19). La comunità si confronta pertanto con una parola che porta continuamente delle
novità, una parola viva che ha bisogno di nuove formulazioni in sintonia con le necessità che emergono nella storia e nella vita
dei credenti.
La parola creatrice ha generato in Maria un’UMANITA' nuova, il Figlio da lei nato è «il Principio e la Fine» (Ap 22,13; cf Gen 1,1;
Gv 1,1; Ap 3,14; 21,6), perché in Gesù il divino si è fuso con l’umano, e queste due realtà, da sempre contrapposte, non possono
essere più separate. Maria è la prima testimone di questo evento.
L’autore dell’Apocalisse riprende nella sua opera la stessa testimonianza che Maria ha dato con la sua vita, cioè egli vuole far
comprendere che Dio non è più una realtà inaccessibile all’UOMO, ma che si incontra nell’Umano, e più si cresce in UMANITA' più è
possibile incontrare e fare esperienza del «Dio con noi» (cf. Ap 21,3).
Ciò spiega perché nell’Apocalisse siano molto importanti i riferimenti alla Genesi, per far capire al lettore e agli ascoltatori
come contemplare la visione di una creazione completamente rinnovata. Le allusioni al racconto della creazione
sono evidenti all’inizio e alla fine dell’Apocalisse, quale traccia che deve guidare la comprensione della Rivelazione di Gesù Cristo. L’autore
dell’Apocalisse parla dell’«albero della VITA», immagine fondamentale per capire la narrazione di Gen 2- 3, e lo fa nella prima parte
della sua opera e alla fine della medesima (cf. Ap 2,7; 22,2.14.19).
Il significato dell’albero della VITA, oltre le indicazioni
che la Genesi attribuisce, acquista nell’Apocalisse il suo esatto valore alla luce di Zac 10,12, testo al quale
l’autore allude nel prologo dell’opera («ognuno Lo vedrà, anche quelli che lo trafissero», Ap 1,7).
Il riferimento è all’UOMO Gesù, appeso alla croce e trafitto nella carne e, in questo modo, l’autore dell’Apocalisse prepara il lettore
ad identificare l’albero della VITA con il patibolo. Per i credenti la croce è l’unico albero della VITA, in quanto
è su quel legno che si compie il progetto di Dio sull’UMANITA', ed è il suo frutto, ossia l’amore senza limiti che Dio offre, la
sua piena manifestazione.
La prima lettera del settenario, quella inviata alla chiesa di Efeso: «A chi sta vincendo
io darò da mangiare dell’ albero della VITA, che è nel paradiso di Dio» (Ap 2,7). Si tratta del dono che Cristo dà
ai credenti di quella comunità, che mantiene la fedeltà al Signore, accogliendo l’invito alla conversione.
Le parole che il Signore rivolge alla chiesa di Efeso, non rimandano al futuro, ma riguardano il suo presente («a
colui che sta vincendo»),
e comportano la promessa di un dono completamente gratuito («darò a lui da mangiare»).
Questo dono richiama in modo esplicito il Libro della Genesi (cf. Gen 2,9; 3,22-24), dove l'albero della VITA è immagine di quella
realtà di pienezza alla quale ogni UOMO deve aspirare.
L’autore precisa che l’albero si trova nel «paradiso di Dio», luogo accogliente dove si può raggiungere la stessa delizia divina.
Le Scritture si aprono e si chiudono con l’immagine del giardino, il progetto di pienezza di VITA che trova la sua realizzazione
e compimento nell'
UMANITA' NUOVA
inaugurata da Cristo. Il termine greco paradeiso è d’origine persiana, estraneo al testo ebraico del Genesi
che parla di gan Eden, (Gen 2,8.9.10.15.16) giardino del piacere” . Nel NT ricorre soltanto tre volte: Lc 23,43;
2Cor 12,4 e Ap 2,7. Attraverso il riferimento al «paradiso di Dio»,
l’Apocalisse segnala che la parola di Dio non è una dottrina da imparare e fissare nella mente, ma è una realtà Vitale
da sentire e da assimilare attraverso i sensi umani, come il giardino luogo di vita, ricorda.
Accedere al giardino per mangiare i frutti dell’albero della VITA non dipende dai meriti o sforzi umani, ma è un dono
che il Signore regala a chiunque accolga il suo Amore, perché possa esperimentare la piena comunione con Dio.
Sull’UMANITA' non pesa più il divieto di Gen 3,22: «ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dall'albero della VITA,
ne mangi e Viva sempre». Ciò che prima era interdetto si presenta ora come un invito, dando adesione a Gesù si partecipa a quel
disegno di salvezza che garantisce agli esseri umani la loro piena realizzazione; si entra nel cuore della parola creatrice quando
si accoglie la proposta del Padre di essere dimora del suo amore.
Come Maria, da madre di Gesù ha saputo diventare la perfetta discepola del Cristo, ugualmente la comunità dei credenti è chiamata
a testimoniare la stessa fede in colui che nella sua carne ha rivelato l’immagine di Dio.
Nella visione finale dell’Apocalisse (cf. Ap 21,1-7) il disegno di Dio raggiunge il suo culmine e la sua parola conferma la decisione
del suo volere: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con
loro, il loro Dio. 4E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le
cose di prima sono passate». (Ap 21,3-4) .
La massima
aspirazione degli uomini, la felicità, coincide con la volontà del Padre: che l’essere umano sia pienamente felice. Volontà che si
manifesta nell’azione creatrice tesa a eliminare ogni causa di sofferenza nell’UMANITA', dalle lacrime alla morte. In
Maria questo volere divino ha trovato piena attuazione, poiché ella ha esperimentato nella propria carne la presenza di un Dio che
si è fuso con l’umano. » Apocalisse ovvero Rivelazione
di Gesù, risorto, nella storia
I paradigmi nella
apocalittica giovannea Nell' Apocalisse di Giovanni trova una sua espressione originale e autonoma l'
apocalittica cristiana
che la distingue da quella
giudaica
.
Più che dall'apocalittica giudaica precedente il libro dipende in gran parte dalla profezia AT.
L'esperienza approfondita del messaggio di Gesù porta l'autore ad una rielaborazione originale dell'AT che mai però
viene citato espressamente.
Nata in tempo di "tribolazione" (Ap 1,9) così come era " di tribolazione" il tempo della stesura
del Libro Daniele, l'Apocalisse di Giovanni compie una sintesi nuova del
contenuto teologico sia dell'AT che del NT, da applicare nell'interpretazione della storia. Il libro è "apocalisse" cioè disvelamento della storia come " rivelazione
di Gesù " (Ap 1,1) e presenta categorie teologiche applicabili in ogni tempo.
Così la chiesa potrà sempre, decodificando il messaggio e applicandolo alla sua simultaneità storica, interpretare il
suo presente con l' efficacia della grande profezia classica ed escatologica dell'AT.
La
tribolazione ( peirasmòs) della storia Immersi nel mondo , gli UOMINI e DONNE SPIRITUALI , figli di Dio , discepoli
di Gesù ed
evangelizzatori del mondo testimoniano
il Vangelo dell'UOMO
e -come Gesù- ne subiscono l'ostilità :
Gv 15,20 Ricordatevi della parola che io vi ho detto: «Un servo non è più grande del suo padrone». Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia Parola, osserveranno anche la vostra. Lo
scaturire del sangue di Cristo è la sorgente della
VITA
della Chiesa.Benedetto XVI- omelia nella cattedrale di Londra , settembre 2010.
"San Giovanni, come sappiamo, vede nell’acqua e nel sangue che sgorgano dal corpo di nostro Signore la sorgente di quella
VITA divina che è donata dallo Spirito Santo e ci viene comunicata nei sacramenti (Giovanni 19, 34; cfr. 1 Giovanni 1, 7;5,
6-7).
La lettera agli Ebrei ricava, potremmo dire, le implicazioni liturgiche di questo mistero. Gesù, attraverso la sua sofferenza e morte, la sua auto-donazione nello Spirito eterno, è divenuto il nostro sommo sacerdote e "il mediatore di un’alleanza nuova" (9, 15).
Queste parole richiamano le stesse parole di nostro Signore nell’ultima cena, quando egli istituì l’eucarestia come sacramento del suo corpo, donato per noi, e del suo sangue, il sangue della nuova ed eterna alleanza sparso
per la remissione dei peccati (cfr. Marco 14, 24; Matteo 26, 28; Luca 22, 20).
Fedele al comando di Cristo "fate questo in memoria di me" (Luca 22, 19), la Chiesa in ogni tempo e luogo celebra l’eucarestia, fino a che il Signore ritorni nella gloria, rallegrandosi nella sua presenza sacramentale e attingendo alla forza del suo sacrificio di salvezza per la redenzione del mondo.
La
realtà del sacrificio eucaristico è sempre
stata al cuore della fede cattolica. Messa in discussione
nel XVI secolo, essa venne solennemente riaffermata al Concilio
di Trento, nel contesto della nostra giustificazione in Cristo.... Il sacrificio eucaristico del corpo e sangue di Cristo comprende a sua
volta il mistero della Sua passione che continua nei membri
del suo corpo mistico, la Chiesa, in ogni epoca.
Il grande crocifisso
che qui ci sovrasta, ci ricorda che Cristo, nostro eterno sommo sacerdote,
unisce quotidianamente i nostri sacrifici, le nostre sofferenze, i nostri
bisogni, speranze e aspirazioni agli infiniti meriti del suo sacrificio. Per lui, con lui ed in lui noi eleviamo i nostri corpi come un sacrificio santo e gradito a Dio (cfr.
Romani 12, 1). In questo senso siamo presi
nella sua eterna oblazione, completando, come afferma san Paolo, nella
nostra carne ciò che manca alle sofferenze di Cristo ( a favore del suo corpo, che è la Chiesa (cfr.
Colossesi 1, 24). Nella VITA della Chiesa, nelle sue prove e tribolazioni, Cristo continua,
secondo l’incisiva
espressione di Pascal, ad essere "in
agonia fino alla fine del mondo " (Pensées, 553, éd. Brunschvicg) »Come
interviene Gesù nella storia? Dio non interviene nella creazione-storia " sterminando" una
volta per tutte i nemici ( come fece con l'esercito del faraone nell'esodo dall'Egitto e come annunciava la religione
giudaica) ma "potenziando" con il suo Spirito/VITA coloro che accolgono Gesù nella loro umanità con
FEDE, cioè facendo secondo la Sua Parola : Mt 28, 18Gesù si avvicinò e disse loro: "A
me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono
con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Gesù -nel
nuovo eone della evangelizzazione-salvezza del mondo- , negli eventi storici- viene a salvare , sempre, continuamente. Ap
4,8 «Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene !».
A Lui bisogna
guardare
in ogni istante della storia .
Questa è l'essenza del messaggio del Libro " Apocalisse". Il
male e l'ingiustizia agiscono ancora nella creazione-storia e ne fanno le spese anche i cristiani, ma nel processo ,
negli eventi tribolati interviene sempre Dio che salva per mezzo di Gesù e della Sua Chiesa : bisogna essere sempre svegli
, vedere la salvezza che " viene" e collaborarvi La narrazione "apocalittica" : rivelazione di Gesù nella storia
Ap 1,1 Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni,2 il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza
di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto.
Giovanni conosce il modo salvifico di agire di Ges ù nella creazione-storia , lo ha già narrato nel suo
Vangelo.
Il paradigma della salvezza ( l'UOMO compiuto, definitivo) è Gesù e Giovanni è suo testimone .
Per questo può dire che egli ha attestato come parola di Dio e testimonianza di Gesù Cristo tutto
ciò che ha visto.Ha visto i fatti di Gesù e ne svela i significati con le sue parole.
Scrive alla fine del suo vangelo:
Gv 21, 2>4Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Ciò che Giovanni scrive nel Libro è Rivelazione di Gesù , cioè i fatti salvifici di Gesù insieme - e inscindibilmente- con le parole - dei profeti , delle scritture, del Cielo che ne disvelano il significato .
I fatti storici di Gesù e le parole di Giovanni che li interpretano , costituiscono
la rivelazione ( apocalisse ) di Gesù nella storia. Le
cose " imminenti",
che devono avvenire "tra breve " Le
cose che devono avvenire tra breve è una formula
apocalittica presa da
Dn
2,28 c'è
in
cielo
un
Dio
che
svela
i
misteri. Ed
è
lui
che
fa
conoscere
a
te,
re
Nabucodonosor,
il
futuro.
Ecco
dunque
quel
che
hai
visto
in
sogno
mentre
dormivi:
29appena
ti
sei
coricato,
maestà,
hai
cominciato
a
pensare
al
futuro.
Allora
Dio
che
svela
i
misteri
te
lo
ha
mostrato.
30Per
quanto
mi
riguarda,
questo
sogno
misterioso
mi
è
stato
svelato
non
perché
sono
più
saggio
di
tutti
gli
altri,
ma
per
poter
comunicare
a
te
il
significato
del
sogno
e
farti
sapere
che
cosa
turba
il
tuo
animo. Giovanni si colloca nello schema della letteratura apocalittica giudaica :
è il visionario che scruta la storia collocandosi alla fine, al COMPIMENTO della storia stessa. Secondo
la credenza giudaica la storia è predeterminata
da Dio : tutto accade solo se e perchè Dio lo vuole.
La
storia
cristiana
a
partire
da
Gesù
ha
rivelato
ben
presto
che
non tutto ciò che accade è riconducibile a Dio perchè nella
storia agiscono anche gli uomini buoni e
cattivi che sono dotati di libertà .
Solo gli interventi divini accadono perchè Dio li
decide : nelle narrazioni evangeliche si dice che questi fatti "dovevano " accadere
, erano nel Progetto salvifico di Dio . Gli interventi divini sono
assimilabili a "sentenze" che Dio emette dopo
un processo-giudizio sulla storia . I
giudizi
divini sulla
storia
e
le
relative
sentenze
sono
sempre imminenti perchè nella narrazione apocalittica Dio
agisce come
se
giudicasse continuamente la storia ed emettesse sentenze .
In realtà DIO
interviene sempre nella storia per salvare la
sua creazione ( in definitiva gli uomini i quali la ricapitolano in se stessi) guidando
la storia verso il suo compimento , il SUO Regno definitivo.
In questo processo agisce anche il mistero del male poiche gli esseri
dotati di libertà hanno introdotto il male nella creazione e nella storia
tradendo la loro destinazione naturale
alla perfezione. Molti
UOMINI invece di crescere verso la pienezza si fanno
corrompere ed esercitando violenza sulla natura e sugli altri
: corrompono la creazione introducendovi disarmonia
e caotizzazione ( devastazione, inquinamento, squilibri, etc.)
.
Le
tribolazioni
che
tutti
subiscono
nella
creazione-storia
sono
i
frutti
della
malvagità umana
:
attribuire
il
male
a
Dio è bestemmiarlo.
Ap
16,9 E gli UOMINI bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono
il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli, invece
di ravvedersi per rendergli omaggio.
Ap 16,11 bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle
piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni.
Ap 16,21 E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal
cielo sopra gli UOMINI, e gli UOMINI bestemmiarono Dio a causa del
flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello.
I nemici dell'UOMO esercitano violenza con l'ingiustizia,
il sopruso, l'oppressione, le guerre , comminando morte e distruzione.
La creazione-storia è da sempre intrisa di calamità,
storia di lacrime e sangue. La narrazione di Giovanni non è la visione cronologia di eventi futuri ma
è telogia della storia, tende a svelarne il senso complessivo.
"le cose che dovranno accadere tra breve" non è espressione da intendersi in senso cronologico ma sempre teologico :
sono gli eventi della storia , sia catastrofici che salvifici che accadono continuamente Come
fu per
Gesù ,
i cristiani
nella storia
non vengono
esonerati dai colpi
del demoniaco , ma
vengono trasformati//compiuti//salvati
nella loro
UMANITA' in
virtù degli spazi che
aprono a
Dio con
la loro perseveranza
di fede " nei
colpi che
subiscono".
E' così che Dio estende la salvezza, il compimento dell'UOMO a .. "molti". Per
la comunità cristiana è necessario "acquisire sapienza " cioè sostenere
la FEDE con la conoscenza del Progetto divino, l'UOMO SPIRITUALE , e perseverare
nella FEDE.
Giovanni serve in questo la comunità di Gesù con il suo
Libro "Rivelazione
di Gesù", il suo "Vangelo eterno". Le forze
del maligno o demoniaco ( i falsi profeti della storia, sia laici che religiosi) cercheranno continuamente
di ingannare i cristiani e di farli agire a loro favore .
La comunità è chiamata ad un discernimento continuo degli spiriti-ideologie della storia per "vedere" l'azione
divina salvatrice di Gesù e accoglierla , cioè collaborarvi .L'angelo-interprete. Il
contenuto del Libro ( lo svolgersi della storia ) non è conoscibile
per mezzo della scienza umana , può solo rivelarsi ad un
profeta di Dio che è ammesso al Cielo dove Dio domina
tutto dal suo trono e dove si decidono i giudizi e le sentenze
(gli interventi salvifici ) per la creazione-storia .
La visione di Giovanni è mediata dall'angelo interprete inviato
da Dio al profeta. L'angelo è stereotipo che sta per Dio
stesso. Come Daniele nell'AT , è un visionario che nel suo
libro riferisce ciò che ha visto "in Cielo" cioè
lo svolgersi della storia dal punto di vista di Dio.
(
Dn
2,
27
Daniele,
davanti
al
re,
rispose: «Il
mistero
di
cui
il
re
chiede
la
spiegazione
non
può essere
spiegato
né da
saggi,
né da
astrologi,
né da
maghi,
né da
indovini;
28
ma
c'è un
Dio
nel
cielo
che
svela
i
misteri
ed
egli
ha
rivelato
al
re
Nabucodònosor
quel
che
avverrà al
finire
dei
giorni.
Ecco
dunque
qual
era
il
tuo
sogno
e
le
visioni
che
sono
passate
per
la
tua
mente,
mentre
dormivi
nel
tuo
letto.
29
O
re,
i
pensieri
che
ti
sono
venuti
mentre
eri
a
letto
riguardano
il
futuro;
colui
che
svela
i
misteri
ha
voluto
svelarti
ciò che
dovrà avvenire.
30
Se
a
me è stato
svelato
questo
mistero,
non è perché io
possieda
una
sapienza
superiore
a
tutti
i
viventi,
ma
perché ne
sia
data
la
spiegazione
al
re
e
tu
possa
conoscere
i
pensieri
del
tuo
cuore.
)
Egli attesta che le parole del libro sono parola di Dio che
disvelano il significato dei fatti storici di Gesù, la testimonianza
di Gesù , il Salvatore .
Il vangelo
eterno di
Giovanni
annuncia
il "giudizio
finale" che non è la
fine
del
mondo ma è l'
intervento
salvifico
definitivo
di
Dio nella
storia,
quello
che risolve la
storia,
il
sogno
degli
antichi
profeti
: il
compimento della
creazione
nell'UOMO
Definitivo
,
il
Regno
di
Dio
Gli
eventi
storici
che
nel
Libro
vengono
letti
come "castighi
divini " sono
il
frutto
delle
ribellioni
alla
Paole
divina
che
gli
UOMINI
hanno seminato
nella
creazione-storia e
che
-
inevitabilmente
-
prima
o
poi si
abbattono
su
di
essa,
sconvolgendola.
I
giudizi
divini
sono
sempre giusti e
non
sono
mai
vendetta
nei
confronti
dei
nemici
-peccatori
. Ogni
giudizio
sulla
creazione-storia è una pasqua
,
che
è
:
- salvezza di coloro che accolgono lo Spirito e vivono in Lui, ed è
- sconvolgimento di tutte le potenze dell'aria ( potenze
angeliche che sovrintendono alle sfere celesti e all'atmosfera )
, del sottoterra ( potenze angeliche espulse dal cielo //
Dio e divenute maligne o demoniache che cioè comminano
inganno , tribolazione e morte agli UOMINI) e della terra ,
cioè i poteri politici, militari, finanziari, economici, etc.
Quando
nel
Libro
si
legge
che viene
il
giudizio
di
Dio
che
sconvolge
il
mondo significa
che l'equilibrio
dei
poteri
e
delle
forze
in
campo nella
storia
sta
per
esser sconvolto e
questo
rimescolamento
delle
forze/poteri
consente
a
Dio
di
intervenire
: ci
sarà una
nuova
salvezza
divina .
La
palingenesi
o
ri-generazione cosmica La Parola ha
creato
il
cosmo
e
così anche la
parola
profetica di
Dio
agisce
nella
storia
come parola
creatrice ma
si
rivolge
alla libertà umana
,
al
cuore
(
la
coscienza
)
.
Rispetto a questa parola-volontà divina sorgono alleati che
collaborano ed oppositori che la contrastano : ad un certo
punto interviene il giudizio divino e la sentenza -secondo
il giudaismo-è sempre salvezza per i giusti e castigo
per i nemici .
Nella esperienza storica cristiana la parola divina ( Gesù)
è sempre un giudizio per gli UOMINI ( che ricapitolano in
sè tutta la creazione) e la sentenza è
- creazione/salvezza se la parola viene accolta ed eseguita
- caotizzazione/decreazione se la Parola viene respinta.
La Parola si rivolge sempre alla coscienza//libertà umana e la sua
accoglienza o rifiuto è un autogiudizio dell'umanità. Questo
autogiudizio
coinvolge
nella storia anche
il cosmo in
quanto
tutto è
ricapitolato
nell'UOMO.
Corruzione,
calamità ,
guerre etc.
non sono
punizioni divine
ma conseguenze
delle scelte
umane in
relazione all'offerta
salvifica divina
, Gesù. Nella
teologia
AT
il
giudizio
divino
cade
sempre
sull' "oggi" della
storia ma
la sentenza
può essere
differita,
eseguita
in
futuro
coinvolgendo
tutti
e
tutto
:
-
se
c'è conversione all'alleanza la
sentenza
può essere
rinviata o annullata.
- la sentenza verrà eseguita ma il castigo muoverà alla
conversione .Se il castigo-disastro diventa ineVITAbile allora sarà la
sofferenza portata dal castigo a stimolare il popolo alla conversione
al disegno divino di salvezza.
- la sentenza viene eseguita ed il castigo è devastante ma
non distrugge tutto Israele , un " resto" viene
salvato e l'alleanza rimane in piedi . Questo resto di Israele viene
interpretato come l'Israele fedele all'alleanza per il quale Dio
, in virtù dell'alleanza, deve intervenire ancora
in modo salvifico.
- la sentenza viene eseguita e dopo il castigo Dio " consola" il
popolo, rinnovando la VITA in Israele.
Il
criterio
del
giudizio
divino
sulla
storia è lo Spirito
dell'alleanza tra Jhwh e Israele e la sentenza , l'oracolo
di Jhwh per Israele e per le nazioni, può essere evitato
con la conversione all'alleanza ; da qui l'indicazione per l'azione
storica dei profeti per i re e i popoli.
Secondo questa teologia AT , tra la " parola divina" (
= giudizio divino , sentenza divina, promessa) ed il suo compimento (=
esecuzione , attuazione ) c'è sempre uno " scarto " . L'attuazione
storica
della
parola-giudizio
divino
non
corrisponde "esattamente" alla
sentenza
divina
sul
momento storico
annunciata
dal
profeta
così
che
la
storia
rimane
sempre
aperta
ad
un
compimento
futuro
e
dunque
ad
uno
sviluppo
aggiuntivo.
Questo ulteriore sviluppo storico deve essere considerato come un
periodo dato da Dio per la conversione dell'umanità al Suo Progetto
e la conseguente collaborazione . 2Pt
3,9 Il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa, come certuni
credono;
ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma
che tutti abbiano modo di pentirsi. Le
catastrofi
storico-cosmicheCon
le
sua parole
ed
opere Gesù ha
sconvolto il
modo
di
intendere
i
rapporti
con
Dio
e
con
gli
altri,
il
modo
di
guardare
al
futuro
e
di
posizionarsi
nella
storia
:
chi
Lo
accoglie
e
segue
si
orienta
sempre
e
solo
a
favore
del
Progetto
divino.
Quando l’UOMO, accogliendo la proposta di Gesù cresce in
Umanità, i tiranni ( politici, militari, culturali, religiosi
etc. che si oppongono e si presentano come astri // dèi ma
si comportano come bestie ) vengono sconvolti e abbattuti
e i fenomeni cosmici terribili che vengono narrati (terremoti etc.)
sono l’immagine di questo sconvolgimento.
Le narrazioni di catastrofi cosmiche ( caotizzazione della
storia e della creazione, ovvero decreazione ) nella apocalittica
cristiana sono narrate in modo da evidenziare come Dio, approfittando
della "caotizzazione-decreazione operata dalle potenze umane
maligne " interviene nel processo con la sua Parola, Gesù
e la sua Chiesa) per riconfigurare il mondo introducendovi la
Sua salvezza , IL PROGETTO UOMO. Per
questo la storia è sempre da considerarsi storia di salvezza, cioè
di compimento della creazione nell' UMANITA' NUOVA, compiuta
e Definitiva. I terremoti, il sole che non dà la luce
o le stelle che cadono… non sono da prendere come catastrofi
reali , ma come paradigmi dei processi storici in cui il
cosmo viene liberato per mezzo della Parola ( Gesù che agisce ) dai
suoi tiranni. La narrazione di eventi storicisconvolgenti -
per questo chiamati "apocalittici" cioè rivelativi di una
salvezza che viene -corrisponde alla riconfigurazione del cosmo verso
la sua salvezza-compimento definitivo, l'UOMO.Il
sole che si oscura etc. è uno stereotipo che indica gli sconvolgimenti
nei poteri della creazione-storia dovuti a guerre, cadute di
imperi etc . Sole e luna sono anche gli dèi pagani
che fanno capolino di fronte al sorgere del Regno di Dio nella comunità messianica
della Luce. Gli eventi catastrofici narrati sono
indicatori/simboli che il potere del maligno o demoniaco trema
e reagisce di fronte alla risurrezione di Gesù , alla evangelizzazione
del mondo, al dono della VITA che supera la morte agli UOMINI
e all'estendersi del Regno di Dio.
La narrativa apocalittica fa sì che gli eventi catastrofici non
siano storicizzabili ( quindi reali e prevedibili) ma costituiscano
un paradigma che permette di leggere - ed in qualche modo prevedere-
lo svolgimento della storia e consentono di posizionarsi
in essa in comunione di Spirito con Dio e con Gesù . Dio
interviene sempre a favore dell'UOMO e del suo compimento
nella perfezione di UOMO.
" ..Con questo modo originale di scrivere
l’autore dell’Apocalisse , ispirandosi ai profeti AT
quanto a linguaggio e immagini, ha fatto come quello scriba ricordato
in Mt 13,52, del quale Gesù - dopo aver spiegato le parabole
ai suoi -dice: “per questo ogni scriba divenuto discepolo
del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae
dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”. Giovanni, seguendo
l’insegnamento di Mt 13,52 ha dato la priorità al Nuovo,
e alla luce del Nuovo ha saputo interpretare l’antico. L’antico
non valore in sé stesso, ma solo alla luce del nuovo.
Non si tratta -per l'autore- di prevedere i fattiche
accadranno, bensì di leggere con la sapienza
divina la dinamica della storia ; discernere il disegno salvifico di
Dio da quello decreativo degli oppositori , trovarne i paradigmi
e fare le scelte giuste . "
... Quando “apocalisse” perde il significato esatto di “rivelazione” e
diventa sinonimo di “catastrofe” è facile scambiare
il libro per una raccolta di profezie che annunciano dettagliatamente
tutti gli avvenimenti della storia fino alla fine dei tempi. Il risultato è una
lettura perversa che sfrutta la paura della gente e il timore delle
punizioni divine. In questa fuorviante interpretazione il testo sacro è oggetto
di una sottile manipolazione che facilmente porta a una sterile fuga
dalla realtà.
(***) L'Apocalisse
non è una sapienza venuta
da Dio a Giovanni perchè
annunci gli
eventi storici previsti
da Dio stesso ( il cristianesimo
aveva già imparato che la
storia non è un percorso
preordinato da Dio )
perciò utilizzarla come disvelamento
del futuro è una sciocchezza.La
beatitudine di leggere il
Libro di Giovanni3
Beato chi legge e beati quelli
che ascoltano le parole di
questa profezia e fanno tesoro
delle cose che vi sono scritte,
perché il
tempo è vicino!beati-Coloro
che vivono la
grande tribolazione della
storia riceveranno
dalla parole di questo libro
(rivelazione-di-Gesù nella
storia) una beatitudine ,
cioè la
felicità di
vivere la storia
tribolata come
storia di salvezza .
Nel
libro
di
Giovanni
sono
annunciate
7
beatitudini
cioè la
completezza della felicità.
Il
Libro
va
letto
per
comprendere
la
salvezza
operata
continuamente
da
Gesù
nella
storia
e
collaborarvi,
perchè "il
tempo
è
vicino" .
E'
sempre " vicino" perchè
Gesù " viene" continuamente
a
salvare.Gli
attori
in
campo. In Cielo campeggia il
Trono
di
Dio e
dell'Agnello Signore
assoluto
della
creazione
e
della
storia.
Lì è
la strategia salvifica.
Lì avvengono
i giudizi sulla storia , si emettono le sentenze e
si eseguono.
Nell' aria si muovono le
potenze angeliche
. In terra agiscono gli UOMINI . Ma c'è il trono
del satana , paradigma dell'"oppositore" al progetto
salvifico divino.
1Gv
5,19-
Noi
sappiamo
che
siamo
da
Dio
mentre tutto
il
mondo
giace
sotto
il
potere
del
maligno.
... conseguenza del fatto che la Luce Venne fra i suoi, e i suoi
non lo hanno accolto. (Gv 1,11) . Ci sono gli oppositori
ma ci sono anche i " figli di Dio", gli
UOMINI
Gv 1,12 A quanti .. lo hanno accolto ha dato potere di diventare
figli di Dio; I figli di Dio VIVONO lo
Spirito che hanno in comune con il Padre e con Gesù
e gli assomigliano nell'AGIRE a favore del Progetto UOMOGv
5,18 Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non persiste
nel peccare; ma colui che nacque da Dio [ Gesù ] , lo protegge e il
maligno non lo tocca. Quando agiscono come il Padre, cioè a favore
dell'UOMO, il maligno non può nemmeno toccarli perchè Gesù
li protegge. I figli di Dio non hanno paura del maligno.I
nemici dell'UOMO.Le bestie della storia Mentre l'apocalittica
giudaica parte dal presupposto che la storia è preordinata
da Dio , Giovanni considera la storia aperta , risultato
di un incontro-scontro di libertà : Dio, gli esseri celesti,
gli UOMINI. Spiriti
e UOMINI
che scelgono
di contrastare
il progetto
salvifico di
Dio a
favore del
loro regno incarnano uno
spiritomaligno
odemoniaco che
li muove
all'azione come " bestie
della storia ". Secondo
l' At,
Dio per
instaurare il
suo Regno
di pace (
la
felicità definitiva
universale
)
deve
necessariamente eliminare tutto
ciò che
nel
cielo,
nell'aria
,
in
terra
e
nel
sottoterra
vi
si
oppone,
le potenze
nemiche. Le
potenze-bestie
- della terra : i poteri umani che agiscono come bestie
- gli spiriti -bestie della terra : ( le ideologie e religioni
dei falsi profeti )
- le potenze nemiche dell'aria (gli angeli ribelli
che stanno sulle porte degl sottoterra) che sono le potenze
nemiche del sottoterra ( gli angeli decaduti dal Cielo, i dèmoni )
- le forze decreative -caotizzanti del cosmo ( calamità ,
epidemie , corruzione )
- forze decreative dell'UOMO : il peccato che corrompe
la creazione .
- il principe di questo mondo : la morte.
L'
apocalittica giudaica apocrifa
fa risalire l'origine del male nel mondo agli angeli ribelli che
sono stati giudicati da Dio, puniti ed espulsi dalle dimore celesti e
precipitati sulla terra. Qui si sono stabiliti nella porta degli
inferi ( regno dei morti) .
Da allora essi seminano il male e il terrore della morte nel
mondo. Secondo questa mitologia essi costituiscono
una personificazione dello spirito maligno o demoniaco che
agisce in modo multiforme nel mondo per rovinare il disegno Dio .
Nella storia salvifica di Israele erano riconosciuti vari nemici,
come istituzioni politiche, economiche , sociali, religiose, di fatto alleate
contro Dio per esercitare un dominiosugli UOMINI.
Nei testi biblici più antichi è Dio stesso che punisce
i nemici ed i malvagi del suo popolo ; questa funzione divina viene
in seguito attribuita a funzionaridivini , i satani ,
che agiscono per conto di Dio stesso .
La funzione dei satani viene assunta da angeli ( come l'angelo
sterminatore dell'Egitto ) e in seguito estesa dalla teologia
alla seduzione degli UOMINI, al controllo delle loro
azioni , etc.
Sono molti i satani citati nella bibbia e con funzioni
diverse. cf.
DEMONOLOGIA
Ci sono i satani tentatori :
1Cr 21,1 Un satana insorse contro Israele
e incitò Davide a censire Israele. [ il censimento era considerato un grave peccato
]
altri con funzione di saggiatori/ispettori
per conto di Dio come il satana di Giobbe cap.
1 e 2. Questi possono colpire gli UOMINI , anche quelli di fede
con piaghe provocatorie :
Gb
2,7
Il
satana
si
ritirò dalla
presenza
del
Signore
e
colpì Giobbe
con
una
piaga
maligna,
dalla
pianta
dei
piedi
alla
cima
del
capo.
Ci sono i satani accusatori (
il
categor
) che accusano gli UOMINI dei loro peccati davanti a Dio.
Zc
3,1
Poi
mi
fece
vedere
il
sommo
sacerdote
Giosuè,
ritto
davanti
all'angelo
del
Signore,
e
(un)
il
satana
era
alla
sua
destra
per
accusarlo.
Ci sono i satani che fanno prodigi :
Mt 9,34 i farisei dicevano: «Egli scaccia
i demòni per opera del principe dei demòni».
Nella teologia giudaica la morte è "il
satana-principe che governa-domina il mondo"
Gv 14,30 Non parlerò più a lungo con
voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla,
Gv 16,11 il principe di questo mondo è già condannato.
Gv 12,31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo
mondo sarà gettato fuori.
Ci sono poi i satani della storia che
utilizzano la politica, l'economia e la finanza, le forze militari,
l'informazione e la comunicazione manipolata, la religione, etc. per sottrarre
a Dio il suo popolo e dominarlo secondo prospettive
di convenienza personale, di gruppo, di casta, etc.
L'Apocalisse
smaschera
l'identità
dei
satani L’Osservatore
Romano,
26
giugno
1975
(cfr
Enchiridion
Vaticanum
,
vol.
5,
nn.
1347-1393,
pp.
830-879).
" ..
L’Apocalisse è soprattutto
il
grandioso
affresco
in
cui
risplende
la
potenza
di
Cristo
risorto
nei
testimoni
del
suo
vangelo:
essa
proclama
il
trionfo
dell’Agnello
immolato;
ma
ci
si
ingannerebbe
completamente
sulla
natura
di
questa
vittoria
se
non
vi
si
vedesse
il
termine
di
una
lunga
lotta
in
cui
intervengono,
mediante
le
potenze
umane
che
si
oppongono
al
signore
Gesù,
satana
e
i
suoi
angeli,
distinti
gli
uni
dagli
altri,
come
pure
i
loro
agenti
storici.
[ Gv 8,44 Voi avete
per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro.
Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella
verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso,
dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna.
] È infatti
l’Apocalisse
che,
sottolineando
l’enigma
dei
diversi
nomi
e
simboli
di
satana
nella
sacra
scrittura,
ne
smaschera
definitivamente
l’identità. La
sua
azione
si
svolge
in
tutti
i
secoli
della
storia
umana
sotto
gli
occhi
di
Dio.
Non
sorprende
perciò che,
nel
vangelo
di
san
Giovanni,
Gesù parli
del
diavolo
e
che
lo
qualifichi « principe
di
questo
mondo »
[ il principe di questo mondo / il capo di questo ordinamento
mondano contrapposto al capo dell'ordinamento celeste cioè
Dio , secondo i rabbini è l'angelo della morte , cioè la
morte ; in Gv, secondo Gesù, (i principi della morte
) sono i capi dell'ordinamento religioso giudaico ]
Certamente, la sua azione sull’UOMO è interiore; ma è impossibile
vedere nella sua figura soltanto una personificazione del peccato
e della tentazione. Gesù riconosce che peccare significa
essere « schiavo », ma non identifica per questo con satana né questa
schiavitù né il peccato, che in essa si manifesta.
Il diavolo esercita sui peccatori solo una influenza morale, nella
misura in cui ciascuno acconsente alla sua ispirazione: liberamente
essi ne eseguono i « desideri » e fanno « la
sua opera ». Soltanto in questo
senso e in questa misura satana è il loro « padre »,
perché tra lui e la coscienza della persona umana resta
sempre la distanza spirituale che separa la « menzogna » diabolica,
dal consenso che ad essa si può dare o negare, allo stesso
modo che tra Cristo e noi esiste sempre la distanza tra la « verità » che
egli rivela e propone, e la fede con la quale viene accolta.
Per questo motivo i Padri della Chiesa, convinti dalla sacra scrittura
che satana e i demoni sono gli avversari della redenzione,
non hanno mancato di ricordare ai fedeli la loro esistenza e la loro
azione. Paolo non identifica il peccato
con satana; nel peccato, infatti, egli vede prima di tutto ciò che
esso è essenzialmente, un atto personale degli UOMINI,
e anche lo stato di colpevolezza e di accecamento nel quale satana effettivamente
cerca di gettarli e mantenerli. In
tal modo, Paolo distingue bene satana dal peccato. L’apostolo,
il quale davanti alla « legge del peccato che sente
nelle sue membra » confessa anzitutto la sua impotenza
senza la grazia, è quello stesso che, con estrema decisione,
inVITA a resistere a satana, a non farsi dominare da lui, a non
dargli occasione o vantaggio e a schiacciarlo sotto i piedi. Perché satana è per lui
una entità personale, « il dio di questo mondo »,
un avversario furbo, distinto sia da noi che dal peccato, che egli
suggerisce. Come nel vangelo, l’apostolo
lo vede all’opera nella storia del mondo, in quello che egli
chiama « il mistero della iniquità »:
nella incredulità che si rifiuta di riconoscere il signore
Gesù e anche nell’aberrazione della idolatria, nella
seduzione che minaccia la fedeltà della Chiesa a Cristo
suo sposo, infine nel traviamento escatologico che conduce al culto
dell’UOMO messo al posto di Dio. Certamente, satana induce
al peccato, ma si distingue dal male che egli fa commettere.
Secondo la tradizione cattolica il demoniaco (
o maligno) non coincide con il male morale o il peccato ;
piuttosto esso è tutto ciò che si oppone al
disegno creativo di Dio , cioè alla felicità della
creazione e quindi dell'umanità . ..""Il" Satana I satani nell'At
sono funzionicosmico-storiche misteriose assunte
da angeli o UOMINI che agiscono sempre sotto il controllo
di Dio.
Questo tuttavia non esclude - sul piano teologico - che il demoniaco
esista come un essere "per sè ". Il
termine satan senza articolo ( satana ) compare
a partire testi del giudaismo postesilico e negli apocrifi giudaici,
così come nel NT e nei testi del magistero cristiano, per
indicare il satana autore primordiale della tentazione dell'UOMO
al male , il serpente antico del peccato delle origini
, un dèmone da cui provengono tutti i demòni possibili
e immaginabili .
666-
Il
marchio
sulla
fronte Chi
vuole dominare
l'UOMO ,
sia
esso
un
civile
o
un
religioso
, si
oppone
a
Dio,
al
suo
disegno
creativo/
salvifico,
al
suo Regno .
Chi invece appartiene a Dio non può accettare il dominio
di nessun imperatore/dominatore di questo mondo (che significherebbe
portare la sua immagine/icona /marchio sulla fronte ).
Gesù avvertirà
i
suoi oppostori ( letteralmente i
satani ) civili e religiosi : restituite a Cesare
ciò che è suo, ciò che porta la sua immagine/marchio
, le monete romane ( che raccolgono alla sua appartenenza
coloro che le usano ) e restituite a Dio ciò che è suo,
l'UOMO ( tipicamente il suo popolo, Israele ) che
porta la sua immagine/marchio.
Mt
22,21
disse
loro:
«Rendete
dunque
a
Cesare
quello
che
è
di
Cesare
e
a
Dio
quello
che
è
di
Dio».
Nella
numerologia
giudaica 3 è la pienezza e 7 la perfezione. L'imperfezione è
6. Così se 777 è la pienezza della perfezione, 666 è la pienezza
dell'imperfezione.
Avere il marchio 666 sulla fronte significa appartenere
alla pienezza della imperfezione umana, cioè essere perfettamente
falliti come UOMINI quindi appatenenti ad un "cosmo fallito" ,
decreati a bestie peggiori degli animali.I
segni del Cielo . Cielo è una espressione
per : " Dio". Annunci del Cielo e segni in
Cielo sono chiavi interpretative che Giovanni fornisce al lettore
perchè apprenda come farsi rapire dallo Spirito ,
ricordarsi dei paradigmi della storia e comprendere ciò che
sta per succedere.
Solo il Cielo ( Dio e l'Agnello ) conosce il senso complessivo
della storia . La storia è tutta storia di salvezza ma non è preordinata.
Ogni intervento del Cielo si intreccia con le azioni degli UOMINI
, esseri dotati di libertà e suggestonati da diversi "satani".
Le
sospensioni
. L'azione
in
cui
viene
introdotto
il
lettore
subisce
spesso
delle sospensioni .
Il
lettore
deve
fermarsi
:
1- per ascoltare l' annuncio del Cielo che è la chiave
di lettura degli eventi
2- partecipare ad una liturgia celeste. Queste liturgie
sono richiami all'azione divina nella storia passata che (ri)suscitano
la fede nel progetto salvifico di Dio, in Gesù vittorioso.
Sono consolazioni per prepararsi a nuove tribolazioni.
3- per ricevere una anticipazione dei futuri sviluppi della
storia perchè c'è un ritardo storico nell'avvento
di un giudizio o di una svolta
- etc.
L'Anticipazione L'anticipazione è un
altro paradigma della storia della salvezza. Nel peirasmos della
storia c'è sempre un segno o evento minore che anticipa
la successiva svolta salvifica della storia.
Nell'anticipazionedell'evento salvifico si rivela
una pedagogia divina : la vittoria finale di Dio è già stata
anticipata dalla vittoria di Gesù risorto.
Il ritardo , lo scarto.I profeti
hanno notato che quando Dio compie una promessa non la compie pienamente,
c'è sempre uno scarto. Questo fa sì che la
storia sia ancora aperta al compimento : bisogna cogliere
il tempo, il ritardo, collaborare per facilitare il compimento Il
resto Secondo
la
teologia
AT
dell'alleanza Dio
dovrebbe
sterminare
Israele
quando
rompe
l'alleanza
ma
doverebbe
sterminare
i
suoi
nemici
quando
è
fedele .
Secondo questo paradigma i sapienti ebrei leggono le vicende della
storia ma lo sterminio non è mai tale : sopravvive sempre
un "resto" di Israele . Da questo resto nasce
sempre un nuovo sviluppo storico- salvifico. La Numerologia cf.
:
numerologia biblica
7La cifra “sette”,
nell’Apocalisse, è quella più importante, in quanto è il numero del
divino o dell’agire divino riguarda Dio, lo Spirito, l’Agnello, riguarda
anche la Chiesa, e riguarda, in un certo senso, anche il drago. E’ il
numero che indica la perfezione, numero indivisibilela sua importanza
nelle culture mediterranee è dovuta alla sua relazione con il ciclo
lunare (la luna ha 4 fasi, ciascuna di 7 giorni).
10 Se il 7 è la cifra
del divino, il 10 è la cifra del drago. Il 10 è il numero limitato
per eccellenza. Da piccoli si sa contare fino a 10, così anche per
valutare un compito si usa dallo 0 al 10. Quando si dice che il drago
ha 10 corna, significa che dal punto di vista della sua organizzazione,
il potere è favoloso. Si sa organizzare bene, nel senso dell' efficienza,
non è stupido (ha sette teste). Però ha una forza molto limitata che non può incidere veramente su
quello che è l’agire di Dio. E anche se noi facciamo un confronto
tra 7 e 10, apparentemente il 10 sembra più grande del 7, ma è proprio
il contrario, è soltanto apparenza. La capacità di agire è nel 7,
non nel 10.
12C’è un’altra cifra importante nell’Apocalisse,
secondo il simbolismo numerico, che è il 12, cifra del popolo di
Dio Si sa delle 12 tribù del popolo di Israele e anche dei 12 apostoli.
L’autore dell'Ap gioca con questi numeri, e parla di 12 e di 144.000,
che è il risultato di 12x12x1000 (il 1000 un’altra cifra che riguarda
il tempo della storia in cui Dio porta avanti il suo disegno), si
tratta del popolo della nuova alleanza.
altre cifre Poi si trovano anche le cifre
che indicano parzialità come il 10, o il 3,5 (la metà di 7), o il
6 (la metà del 12). La famosa cifra 666 riguardo il nome della bestia
si comprende come parzialità o imperfezione assoluta … il 6 a confronto
con il 7 è l’imperfezione. Detto per 3 volte sarebbe come dire dire
l’assoluto dell’imperfezione "..
in
relazione
al
drago,
è un
modo
attraverso
le
cifre
di
incoraggiare
le
comunità a
non
cedere
davanti
a
un
sistema
che è contrario
al
bene
dell’UOMO.
(***) I settenari Per non cadere nel rischio
di prendere il libro dell’Apocalisse come un prontuario di
predizioni che si dovranno avverare in un certo momento, l’autore
usa una tecnica letteraria particolare che sono i Settenari (un
ciclo o percorso di sette elementi).
" .. Nella seconda parte del libro l’autore
presenta diversi settenari: i 7 sigilli, le 7 trombe e poi le 7 coppe.
Sigilli, trombe e coppe sono immagini simboliche che l’autore
costruisce alla luce della Scrittura. Il simbolo è sempre
evocativo, ha una risonanza molto forte, l’autore rielabora
quelle immagini dando loro ancora una maggior consistenza e ricchezza
di significato. Ma questo serve anche a comprendere che il simbolo
non è qualcosa di arbitrario, non è un gioco che fa
l’autore.
Lui attinge da una tradizione in cui tali immagini erano già conosciute,
per cui non li poteva inventare di sana pianta. Per lui non è lo
stesso parlare di sigilli, di trombe, di coppe come di pentole, di
scope o di bottoni…. C’è un significato chiaro
alla base, per cui gli elementi che compongono i settenari si possono
comprendere bene se si tiene presente il retroscena al quale l’autore
fa riferimento.
Il fatto di raggruppare gli elementi in gruppi da 7 (il numero che
riguarda il divino) eVITA di dare una lettura determinista degli
eventi. I tre settenari (sigilli, trombe e coppe) praticamente parlano
dello stesso argomento per cui non è da intendere i settenari
in una progressione successiva, ma contemporaneamente come se fossero
impostazioni diverse dello svolgersi della storia.
L’autore si dimostra come un bravo regista che per presentare
uno scenario particolare, lo fa prendendo diverse inquadrature, da
diverse angolature. Il soggetto da descrivere nei settenari è sempre
lo stesso, la storia nel suo divenire, però inquadrata da
punti di vista diversi per comprenderla meglio. (***)
Le scatole cinesi Gli avvenimenti descritti nella seconda parte del Libro, i settenari,
non si aggiungono gli uni dopo gli altri in senso cronologico ma
si tratta di una continua apertura e ricapitolazione degli stessi
temi come una spirale chi chiude e si riapre ciclicamente.
L' obiettivo dell'autore è quello di
aiutare a scoprire in ogni epoca e tempo il senso che le vicende
storiche possono assumere in rapporto all'instaurazione del Regno
di Dio . E' una vera e propria sapienza interpretativa che la comunità è chiamata
ad apprendere ." ..Con i settenari,
l’autore intende dire che, nella storia umana, si presentano
delle costanti che bisogna saper distinguere e aderire a quelle che
la portano con più forza verso il suo traguardo. E’ importante
che la comunità conosca queste costanti in modo di non sostenere
quelle negative.
ll Drago, la cui cifra era il 666 (il massimo dell’inconsistenza),
non può impedire che il processo che porta la storia verso
il suo compimento si realizzi, però può far sì che
esso rallenti, questo sì, perché la gente, lasciandosi
ingannare dalle apparenze e dalle seduzioni del drago, non presta
la sua collaborazione alla causa del Regno. "
(***)
In ogni settenario si apre un quadro storico che va in crescendo
e quando sta per arrivare al climax avviene un rallentamento che
crea la sensazione di un ritardo , una pausa ,
e si apre un altro settenario che ripete i temi di quello precedente
con intensità maggiore e così via. L' andamento a spirale della narrazione a settenari
crea nel lettore una dimensione di angoscia per l'attesadel
giudizio divino finale . Nel percorso l'uditore può mettere
a fuoco le proprie ansie e paure, la debolezza che si sperimenta
quando si vorrebbe cedere per uscire dalla prova ed apprendere a
posizionarsi nella storia a favore del progetto del Padre e del Programma
di Gesù.
Prima che il settenario giunga al climax c'è sempre
una anticipazione : il castigo che si sta svolgendo, giudizio
divino, tribolazione per il mondo e per gli eletti, contiene sempre
in sè una anticipazione della salvezza che viene per i giusti. L' annuncio anticipatorio della
vittoria certa di Dio
, punto di partenza della teologia della storia, richiama l'uditore
ad acquisire sapienza e certezza della vittoria divina e sperareed
agire con serenità e perseveranza. L'uditore-comunità acquisice
la conoscenza delle dinamiche della storia e la sapienza
per discernere la salvezza che vi agisce come un lievito e
come un seme del compimento finale . In questo modo la comunità collabora
con i paradigmi storici del Regno di Dio ed eVITA di farsi sedurre
dal potere che tende a farla collaborare per i propri obiettivi.I
simboli L’uso dei simboli ha lo scopo letterario e
teologico di creare un universo in cui il lettore e gli
ascoltatori possono immergersi pienamente, tanto da esserne influenzati
e da modificare il loro modo di percepire il mondo.
"..Il simbolismo delle immagini è a «struttura
discontinua», cioè l’autore mette insieme sullo
stesso piano diversi elementi procedenti dalla tradizione biblica,
per creare un’immagine nuova con differenti livelli di interpretazione
(cf. Ap 5,6). L’Apocalisse si presenta come testo a carattere «dialogico»,
e questo grazie al linguaggio simbolico usato dall’autore .
La successione di immagini e visioni che si trovano nell’Apocalisse
non seguono una linea continua e progressiva ma passano senza difficoltà dal
futuro al passato e viceversa, fino al punto di dare per scontata
una vicenda che ancora non è realmente accaduta.
Così succede
con l’annuncio della caduta di Babilonia, la grande città (Ap
14,8), quando non si è ancora avverato quel tragico destino
(Ap 18,2.21; cf 12,10; 19,20; 20,10). Questo meccanismo permette
di leggere gli eventi della storia al di sopra delle apparenze umane
e di abbandonare le sue vedute tradizionali, quelle che i poteri
terreni propugnano. A ciò allude l’espressione che si
trova in bocca all’autore: “divenni nello Spirito” (Ap
1,10; 4,2). Giovanni entra nell’ambito dello Spirito per contemplare
e interpretare la realtà umana dalla prospettiva celeste.
(**)
l'eone
cristiano All'epoca ( 95-98 d. C.) l'Imperatore romano pretendeva
di essere adorato come un dio, la cultura pagana affascinava i fratelli,
Gerusalemme era sparita come centro religioso, i dirigenti della
istituzione giudaica si opponevano ai cristiani, etc.
La
situazione
era
molto
simile
a
quella
dei
tempi
dell'autore
del
libro di Daniele. Le comunità cristiane si erano stabilite
nella storia ormai da decenni , i discepoli di Gesù erano
rimasti in pochi , l'oppressione romana pesava sulle comunità e
ci si chiedeva:
I
nuovo
eone
quanto
durerà?
Sarà sempre
una
tribolazione
?
Quali
sono
i
motivi
di
fede
e
speranza
per
i
cristiani
che
ancora
navigano
nei
flutti
del
peirasmòs
?
Come
interpretare
gli
eventi
della
storia
in
senso
salvifico
e
come
disporsi
in
essa
?
Quando
tornerà Gesù per
il
Regno
definitivo?
Queste domande cominciavano a dover trovare risposte .
Nella creazione-storia agisce Dio Creatore e agiscono forze
decreative (che tutte le culture identificano come il male o demoniaco )Le
forze decreatrici sono tutti i poteri della
creazione e della storia che fanno male all'UOMO : tutte le
forze cosmiche, atmosferiche , biologiche, psicologiche etc. e
tutte le forze politiche, economiche, finanziarie, sociali,
militari, culturali etc. che lo dominano e che l'UOMO non può
orientare al proprio bene. Queste forze
vengono descritte nel Libro attraverso immagini perchè così
si esprimono i profeti nella cultura di Giovanni . Attravero le immaginiprofetiche le
forze decreative non diventano concetti e modelli astratti ma paradigmi
viventi della creazione-storia. Dio si è rivelato nella
storia di Israele come Colui che domina il male / le forze
decreatrici , se ne serve in qualche modo : le trasforma a suo
favore o le elimina definitivamente ( cf. Creazione e liberazione,
J.L.Ska, Pontificio Istituto Biblico.).
Dio e le forze decreatrici non sono forze equipotenti :
le forze decreatrici sono sempre sotto il controllo/dominio
di Dio . Il Nuovo Mondo è presente in questo mondo segnato
dal peirasmos ma Gesù ha promesso che coloro che vi appartengono non
vedranno la morte in eterno. Gv 16,33 Nel mondo avete tribolazioni,
ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!». Risorgendo
Gesù
ha
vinto
il
mondo
perchè ha
vinto
il
suo
dominatore,
la
morte.
Infatto
essendo
Figlio
di
Dio
egli
ha
in
sè
la
VITA
dell'eterno,
VITA che
supera
la
morte.
Perciò
1Gv 5,4 Chiunque è stato generato da
Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo:
la nostra fede.
Gesù ha vinto le forze decreatrici/la
morte e così sarà per tutti coloro che vivono della sua stessa VITA/Spirito.
Questa vittoria non sarà automatica : essa dipende dalla perseveranza
nella fede della comunità . Ap
14, 12Qui sta la perseveranza dei santi,
che custodiscono i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. 13E
udii una voce dal cielo che diceva: "Scrivi: d'ora in
poi, beati i morti che muoiono nel Signore. Sì
- dice lo Spirito -, essi riposeranno dalle loro fatiche,
perché le loro opere li seguono.
Il Libro della Rivelazione di Gesù è scritto per la fede delle
chiese : esse devono continuamente rivere lo Spirito e vivere
in Lui . La
comunità
cristiana
deve collocarsi
nella
storia risintonizzandosi
continuamente
con
lo
Spirito
che
condivide
con
il
Padre
e
con
Gesù
per
prendere coscienza
del
progetto
di
Dio (
il
compimento
della
creazione
nell'UOMO
definitivo) e
del
programma
di
Gesù (
la
comunità
della
carità
per
le
beatitudini
). Una
delle tentazioni
più pericolose
per
la
VITA
delle
comunità era
quella
di
rifugiarsi
nelle
sicurezze
attinte
dal
passato
, la
tradizione
giudaica
,
quella
ellenica
ed
ellenistica
e
poi
romana. Giovanni
discepolo
di
Gesù,
forse
l'ultimo
vivente
,
vuole
lasciare
alla
chiesa
la
sapienza
necessaria
per
collocarsi
nella
storia
,
in
ogni
epoca
e
contingenza,
perseverando
nella fede
nella
rivelazionedivina,
cioè
Gesù
e
le
sue
promesse.. Mt 19,28 E Gesù disse loro: «In verità vi dico: vi assicuro che quando verrà il
Nuovo Mondo , quando l'UOMO sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le
dodici tribù di Israele. L'evangelizzazione
operata
dagli
apostoli
continuerà
il
giudizio
universale
iniziato
da
Gesù Il
Nuovo
Mondo che
verrà è
già
venuto
ma
non
è
ancora
compiuto.
Non
si
tratta
dunque
di
un
mondo
metastorico
ma
della
realtà
nuova
che
è
la
comunità
della
carità
per
le
beatitudini
guidata
dallo
Spirito
di
Gesù che evangelizza il mondo. " ..
La
novità che
l'Apocalisse
offre
sul
modo
di
concepire
il
tempo
e
lo
spazio
come
elementi
della
nuova
creazione
annunciata
ed
iniziata
da
Gesù viene
formulata
nell'invito
a lasciar
passarele "cose
di
prima
perchè tutto è nuovo
...E
la
morte
non
sarà più,
né gemito
né fatica
né grido
sarà più,
poiché le
cose
di
prima
passarono..." (Ap
21,4). Nella linea dei profeti, Giovanni richiama i credenti a vivere liberi da ogni sterile attaccamento
alle tradizioni del passato, alle "cose di prima", così come enunciato dall'apostolo Paolo: “...Quindi
se uno è in Cristo, è una creatura nuova ; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove..." (2
Cor 5,17; Is 43,18). Tale atteggiamento è già percettibile fin d'ora poiché la comunità dei credenti non è più condizionata
dalle esperienze negative del passato ( la religione n.d.r.), ma vive in piena sintonia con il Dio che fa
nuove tutte le cose (Ap 21,5)
(***) E' lo Spirito che -come promesso da Gesù- rivela/insegna ogni cosa, tutta
la Verità ( l'UOMO DEFINITIVO) , alla sua chiesa . Lo Spirito chiama Giovanni a profetare e parla per mezzo di lui ,
nella sua lingua, nella sua cultura. Il
Libro
della Apocalisse
di
Gesù non
è
terrorismo
religioso
(
catastrofe
finale, fine
del
mondo,
giudizio
universale)
ma
è
la
verità del mondo
e della storia
che
orienta
la VITA
di
fede
della
comunità della carità per le beatitudini, nel mondo, nella storia. Il
tempo
e
la
fine
dei
tempi Giovanni invita a non fermarsi su una “fine dei tempi come fine del mondo ”,
ma a dirigere l’attenzione sul tempo di un’era nuova che è già presente la cui caratteristica finale sarà il
compimento del cosmo -nell'UOMO che si fa UOMO- rinnovato dalla eliminazione d’ogni forma di male e di sofferenza. L'espressione “fine
dei
tempi”,
tipica
del
linguaggio
profetico,
traduce
l’ebraico ba
harit
ha
yyamîm ,
con
il
quale
si
indica “il
tempo
che
viene
dopo”,
l’avvenire. Questo tempo è quello in cui tutti i popoli si incontreranno
a Gerusalemme per adorare l’unico Dio – unico e vero re d’Israele (Is 45,14; 52,7); e quando sotto i cieli e terra
nuovi si manifesterà la Gerusalemme celeste (Is 65,17; 66,22) . Poiché Gesù
ha inaugurato i tempi di un’era nuova dove la morte è stata svuotata dal suo potere (Ap 1,18), la comunità dei
credenti sperimenta già il suo destino definitivo di salvezza ( l' "avvenire") ed ha coscienza di un tempo
che non si dirige verso una fine, ma è capace di superare ogni limite e di raggiungere il suo completamento (Ap
7,15-17).
Per esprimere l’idea di tempo l'autore distingue tra
un tempo cronologico (gr. chronos), che scade e
si esaurisce, e un tempo qualitativo (gr. kairòs)
che offre l’occasione propizia per agire. l kairòs era una divinità minore
del panteon greco raffigurata da un ragazzino con le ali ai piedi
e con un ciuffo di cappelli sull’occipite; questo personaggio
era simbolo delle occasioni propizie che si presentavano improvvisamente
agli UOMINI e che non dovevano farsi sfuggire, per tanto bisognava
prendere per i cappelli quel fanciullo, prima che passi oltre.Kairòs è il tempo opportuno
per agire a favore della salvezza, l'UOMO compiuto
L'Apocalisse
ricorda questo tempo
adatto per rendere testimonianza
a Gesù e
al suo vangelo,
momento
opportuno
per
agire in sintonia con il Padre,
secondo il suo progetto di
salvezza e secondo il Programma
di Gesù. Fin
dalle prime parole dell’opera,
Giovanni si rivolge ai lettori
e agli ascoltatori perché vivano
questo tempo
propizio,
impegnandosi al presente a testimoniare
i valori del Regno, nella
tensione continua verso «i
cieli nuovi e la terra nuova» (Ap
21,1).
"..Non
si tratta di vivere un tempo
in cui si annunciano nuove
rivelazioni, ma di cogliere
il momento propizio per una
profonda riflessione sulla
rivelazione di Gesù Cristo
e sull’attuazione
di quanto essa contiene..."
(***) La fine del mondo (?) "..
Nell'Apocalisse non si trova cenno alcuno alla "fine del mondo", come non si parla mai della "fine del
tempo".
L’autore
mostra a conclusione della sua opera un mondo completamente trasformato
al cui centro è presente il Signore della VITA. Immagine
di questo nuovo mondo è la Gerusalemme celeste, dono di Dio
poiché discende dal cielo, ma costruita da quanti hanno messo
la propria VITA al servizio del Regno (cf. Ap 19,8)..
" ..
Non
ci
sarà una
fine
del
mondo
ma
un
mondo
rinnovato
dallo
Spirito
creatore
di
Dio.
Lo
spaziotempo
non
finirà in
un
buco
nero,
ma
si
trasforma
nel
Regno
eterno
di
Dio
.
E'
una
nuova
concezione
del
tempo
che
non
chiama
alla
fuga
dal
mondo
o
allo
scoraggiamento
ma
che
infonde entusiasmo
e
creatività fecondati
dallo
Spirito
diGesù in
un
orizzonte
di
pienezza
di
VITA
.
L’insegnamento dell'Apocalisse sul destino ultimo dell’UOMO
e della storia si presenta come profezia dei tempi nuovi, quelli
della Gerusalemme nuova, dove cielo e terra entrano in una perfetta
comunione. Nella parte finale del libro, cieli e terra sono inquadrati
in un unico giorno e in unico spazio dove non c’è più bisogno
della luce del sole né della luna, né di santuario
alcuno, perché tutto ciò
che fa parte della realtà umana è inondato dalla gloria di Dio (cf Ap 21,22-23, Gv 19,30).
Il tempo esiste solo in un continuo presente, poiché non c’è più alternarsi
del giorno e della notte (Ap 22,5); lo stesso succede con lo spazio,
non più delimitato da alcun confine ma caratterizzato dalla
sua totale trasparenza e splendore, come lo stesso autore ci tiene
a dimostrare nella minuziosa descrizione che egli offre della nuova
Gerusalemme (Ap 21,11-21). .."
(***)
NOTE
(***) - XXIX CONVEGNO MARIANO Facoltà Teologica
Teresianum Roma 28-30 dicembre 2008 di Ricardo Pérez Mårquez - Centro
Studi Biblici “G. Vannucci” Montefano (Mc)
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