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Il Relativismo etico La coscienza individuale è il luogo dove nascono le scelte umane. Lì ciascuno decide ciò che è bene o male per sè stesso e per gli altri relativamente a ciascuna situazione contingente , personale, della vita. Il relativismo etico viene considerato un principio acquisito, assoluto e indiscutibile : ognuno stabilisce secondo criteri propri , individuali, percio' relativi , quali comportamenti siano umani e quali non, quali siano giusti e quali ingiusti per sè stesso . Secondo questa ideologìa non è possibile individuare criteri universali per riconoscere il bene , qualcosa di vero-per-tutti. Secondo questa ideologia il rapporto tra la coscienza individuale che una persona ha del "bene" e la società civile, non deve entrare nel dominio delle leggi civili. Lo Stato dovrebbe approntare leggi che permettano a ciascuno di optare per un'ampia possibilità di scelte etiche ? Il relativismo morale In tutte le culture si ritrova ,espresso in modi diversi, un giudizio sui comportamenti umani che li divide in comportamenti morali o immorali riferendoli ad un senso comune del costume (in latino mores). Questo fatto esprime la possibilità per le società umane di scoprire e condividere criteri di giudizio razionali per poter dire quali comportamenti sia autenticamente umani e quali disumani. Secondo l' ideologia del relativismo etico non ci sono piu' comportamenti morali o immorali, perchè ogni comportamento deciso da una coscienza umana è per se stesso autenticamente umano e nessuno puo' addurre criteri razionali e condivisibili per definirlo morale o immorale. Dunque si dovrebbe parlare solamente di comportamenti legali o illegali e non di atti morali o immorali. Se una coscienza decide di interrompere la propria vita senza danneggiare nessuno, le regole sociali devono garantirglielo , senza esprimere giudizi morali cioè circa la autenticità umana dell'atto. Così se decide di interrompere una gravidanza,o di amputarsi un arto o di drogarsi, o di farsi clonare,o di fare e sciogliere matrimoni e famigie, etc. Secondo questa prospettiva sarebbe perfettamente inutile un dibattito etico che sia alla ricerca di una verità, di significati e valori autenticamente umani, ragionevolmente condivisibili dall'umanità. Il relativismo in campo etico è un elemento della vita contemporanea cui bisogna rassegnarsi?Sicuramente no : l'uomo perderebbe il senso del proprio essere e della propria vita e le conseguenze sarebbero disastrose per tutti.C'è un norma etica fondamentale conosciuta da tutte le culture che esprime il senso etico naturale : " comportati come vedi che è giusto che tutti si comportino, cioè come vorresti che tutti si comportassero verso di te". Nel linguaggio di Confucio : non
fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. (Il Fair
Play) Ordine Etico ed Ordine Morale La Riflessione razionale, filosofica, sul sentire etico (ethos) costituisce la scienza Etica. L' Etica è prescrittiva per tutti ma non tutti sono capaci sempre di percepirla pienamente e pienamente realizzarla per limiti permanenti o contingenti della loro consapevolezza e della loro libertà. Questo aspetto che compete alle scelte singole della coscienza in rapporto all' Etica richiede una scienza di discernimento degli elementi di responsabilità che compongono l'atto nelle circostanze contingenti. Questa scienza è chiamata Scienza Morale o Morale. Si chiama Scienza Morale la riflessione che accompagna la coscienza singola, nelle circostanze contingenti, a realizzare la chiamata etica.L'etica è prescrittiva per la vita morale (= per le singole scelte personali che costituiscono il costume di vita). L'ordine etico viene realizzato in ogni singola circostanza storica come ordine morale . Il senso etico della vita è ciò che da la forza alla attività morale dell’uomo, cioè lo sforzo, consapevole-in ogni atto della vita- di fuggire dal male e compiere bene . ( vedi coscienza morale ) Ordine Etico-Morale e Ordine Giuridico La coscienza umana viene normalmente a trovarsi di fronte a norme di carattere etico-morale stabilite dalla Scienza Etica e norme di carattere giuridico stabilite dallo Stato. Come deve comportarsi la coscienza di fronte a queste norme?
Nel campo della coscienza umana posta in una società si presentano sia il sentire etico sia il senso del diritto e della giustizia. Ordine etico ed ordine giuridico esistono nella vita sociale in modo separato. Il senso della giutizia appare nel campo della coscienza come qualcosa di immediato : diritto e giustizia sono concetti im-mediati della coscienza umana, universalmente; la scienza Giuridica riflette su questo sentire e stabilisce razionalmente i criteri per individuare i diritti e per fare la giustizia. Le leggi civili tendono a esprimere oggettivamente ( in modo esplicito per tutti) i diritti e la giustizia . La giustizia "del diritto"(=giuridica) si fonda sulle Legge Civili, qualcosa di oggettivo che si impone alla coscienza come " dato" esterno ad essa. L'obbligatorietà della Legge Civile non si fonda sulla disposizione soggettiva degli individui, sulla rettitudine della loro coscienza morale ma semplicemente su una capacità impositiva e repressiva dello Stato. E' un "giusto per ciascuno" che vale sempre, vale per se stesso, vale per tutti, oggettivamente. Questo diritto è oggettivo, esterno alla disposizione interiore più o meno retta della coscienza : si impone per se stesso, vale per se stesso. Si puo' essere giusti giuridicamente semplicemente rispettando il diritto, per convenienza, per timore, per altre ragioni, indipendentemente dagli atteggiamenti etici interiori. In senso etico l'uomo è retto ,
se lo
è verso
gli altri lo è
anche verso se stesso. L'obiezione di coscienza Le leggi civili sono generalmente promulgate da organismi collettivi ed elettivi come i Parlamenti .Sul piano politico ,la legge naturale è la mensura non mensurata di ogni legislazione positiva; talché, essendo il fine della legge positiva il bene della comunità, una legge che vada contro tale bene non è propriamente legge né ha alcuna sua vigenza morale; di più, ogni legge che imponga un comportamento contrario alla legge morale, naturale e rivelata, deve essere sempre disobbedita.La giustizia "giuridica" prende
forza dal diritto, da qualcosa di esteriore, di non-soggettivo. Tutti gli ordinamento giuridici (= insieme delle leggi civili) non sono assoluti per la coscienza : essi trovano il loro limite nella legge morale interiore della persona. L'ordine morale delimita i comportamenti richiesti l'ordine giuridico. At 5,29 : bisogna obbedire a Dio (fede-etica) piuttosto che agli uomini (leggi) Il primato è sempre della coscienza cioè della legge morale interiore della persona. La Legge Morale Naturale Ogni coscienza è coscienza morale e lì si ritrova una legge morale interiore ma esiste una Legge morale universale, che è conoscibile
da ogni coscienza e che abbiamo chiamato Legge Morale Naturale.
Ci sono stati nella storia molti tentativi , storicamente e culturalmente determinati, di esplicitare la legge naturale : la dichiarazione ONU del 48 sui diritti universali dell’uomo ne costituisce un esempio significativo. L'atto morale L'ordine morale in una comunità umana è fondato sulla capacità di ciascun individuo di agire liberamente e consapevolmente secondo l'etica che conosce. La persona "giusta " è quella che agisce secondo un atteggiamento interiore fondamentale verso la vita, secondo cioè una coscienza etica , una verità cui aderisce liberamente.- "Conoscenza della Verità" (coscienza etica) Etica, morale, Legge L'ambito giuridico: -un comportamento è legale o illegale in riferimento alle leggi civili.L'ambito etico : -un comportamento è eticamente giusto o ingiusto in riferimento all'etica L'ambito morale : -un comportamento è morale se è secondo la coscienza morale o immorale se è contro la coscienza morale -un comportamento è moralmente retto se è morale e giusto eticamente è moralmente erroneo se è morale ma eticamente ingiusto. Morale laica e Morale Religiosa ? Secondo la sua più semplice definizione, la legge è «un principio normativo a cui l'attività dell'uomo ha l'obbligo di attenersi»;questo principio normativo può -
manifestarsi spontaneamente nella coscienza stessa dell'individuo (legge morale naturale), -
La legge morale naturale orienta i comportamenti
dell'uomo in quanto uomo, In generale che tutte le religioni custodiscano una legge morale soprannaturale che si impone alla coscienza del credente in quanto legge rivelata . Basta pensare alle infinite norme dell 'induismo, dell'ebraismo, dell'islam, etc. Esiste una
concezione di legge morale interiore che ogni coscienza produce in modo
autonomo ( legge morale autonoma ) , ed una concezione di
legge morale imposta da una autorità esterna, Dio, l'autorità religiosa, lo
Stato , etc . ( legge morale eteronoma). Nel mondo postmoderno si parla
spesso di morale laica (come di una legge morale autonoma ) e di morale religiosa ( come di una legge morale eteronoma ).
Se questa opposizione ha ragion d'essere in generale, essa non è
vera per il cristianesimo . Essa chiarifica, esplicita la struttura morale interiore
del cristiano che è un uomo nuovo liberato dalla schiavitù del male
e perciò, per grazia ricevuta nel battesimo e sostenuta dai sacramenti), libero. L'uomo porta in se stesso ,nella
sua coscienza , una legge morale naturale che tenderebbe a seguire spontanemente
.Questa legge morale l'uomo puo' portarla a coscienza attraverso Il cristiano non agisce moralmente perchè segue norme esteriori dettate da Dio, perchè segue cioè una morale eteronoma; la vita morale dei cristiani infatti si fonda sulla salvezza che sperimentano ( cf Lettera ai Romani capitolo 7) per la quale essi si sentono spontaneamente orientati nella coscienza a scoprire la legge morale naturale ed a seguirla. La " morale cristiana" non si riferisce mai ad una morale rivelata da Dio come qualcosa di esterno all'uomo, ma ad una morale naturale che ogni uomo puo' scoprire con la ragione nell'esercizio delle conoscenza della natura e della riflessione razionale su di essa, cioè la legge morale naturale.Non esiste un insieme di leggi morali positive propriamente cristiane :il cristiano sperimenta di essere capace in se stesso di seguire la legge morale naturale che è insita in ogni uomo e che lui, in quanto liberato e libero e in comunione di vita con Dio, riesce a scoprire in se stesso come ispirazione all'azione. Quando 'autorità religiosa cristiana enuncia principi morali , essa parla ai cristiani, non intende assolutamente imporli a tutti , ma nello stesso tempo parla a tutti perchè esplicita una legge morale naturale , che ogni coscienza puo' scoprire in modo autonomo, con l'esercizio della ragione.Lo stato etico Normalmente il diritto civile - inteso come l'insieme delle leggi (positive) atte a promuovere il bene comune di una società dovrebbe prescrivere solo comportamenti conformi alla legge morale naturale. Il diritto cioè dovrebbe essere ispirato ad un diritto naturale che esplicita la struttura naturale della coscienza etico-giuridica di ogni uomo . La legge civile se esplicita la legge morale naturale, ha valore pedagogico per il sentire etico e la vita morale . In campo morale la legge ha la sua importanza, ma non è l'elemento cardine. La parola "legge" evoca l'idea di norma, dovere, obbligo. Ora, se questo è necessario, non è questo però che costituisce il valore della moralità. La vera moralità è quella che sa fare a meno della legge civile : non nel senso di sentirsi autorizzati a trasgredirla, ma nel senso di compiere liberamente il bene previsto dalla legge civile senza avere il bisogno che qualcuno l'imponga per forza. Questo sarebbe l'ideale, ma in
realtà sappiamo che le non funzionano così. Anche i cristiani, complessivamente, sperimentano molte difficoltà nel seguire la legge morale naturale . Tali difficoltà derivano soprattutto dalle strutture sociali politiche culturali , ambientali, di vita. Ecco che i cristiani nelle società in cui vivono combattono tutte quelle strutture politiche, sociali, economiche, culturali , educative, ludiche, etc.etc. che li condizionano pesantemente nell'esercizio della loro libertà rinnovata.E questa battaglia è a vantaggio di tutti perchè tende a realizzare il diritto naturale come diritto civile. La legge civile ha sempre un valore pedagodico serve cioè come strumento per "guidare" persone e gruppi a comportarsi con il massimo di risultati positivi e il minimo di inconvenienti. Le leggi civili sono il guard-rail , le striscie segnaletiche della strada. L'assenza assoluta di leggi getterebbe subito nel caos la società. Non è pensabile, per esempio, in una società , abolire le leggi che regolano l'istituto della proprietà privata o quelle che regolano la comunicazione radiotelevisiva, o quelle che regolano la circolazione stradale. Ma oltre ai comportamenti richiesti per una convivenza civile ordinata , e imposti
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