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Il Relativismo etico
La coscienza individuale
è il luogo dove nascono le scelte umane. Lì ciascuno decide ciò
che è bene o male per sè stesso e per gli altri relativamente
a ciascuna situazione contingente , personale, della vita.

Nel
dibattito culturale delle società occidentali postmoderne si parla spesso
di relativismo etico come di una acquisizione fondamentale
della cultura contemporanea, una conquista di libertà della coscienza
individuale.
Il relativismo etico viene considerato un principio
acquisito, assoluto e indiscutibile : ognuno stabilisce secondo
criteri propri , individuali, percio' relativi , quali comportamenti
siano umani e quali non, quali siano giusti e quali ingiusti per sè
stesso .
Secondo questa ideologìa non è possibile individuare
criteri universali per riconoscere il bene , qualcosa di vero-per-tutti. Secondo
questa ideologia il rapporto tra la coscienza individuale che una
persona ha del "bene" e la società civile, non deve entrare nel dominio delle leggi civili.
Lo Stato dovrebbe approntare leggi che permettano a ciascuno di optare
per un'ampia possibilità di scelte etiche.
Per esempio l'ideologia neofemminista detta " gender ideology" nega
l'esistenza di una relazione costitutiva tra essere umano maschio e genere maschile e essere umano femmina e genere femminile
e chiede che gli stati permettano e garantiscano come diritto la possibilità
che l'essere umano -maschio o femmina che sia -possa scegliere se vivere
nella società secondo le funzioni tipiche del genere maschile, di quello
femminile o di altri nuovi generi possibili. Così per la famiglia :
gli stati dovrebbero permettere e garantire come diritto la possibilità
di realizzare unioni di fatto tra esseri umani che hanno scelto
il loro "genere" , maschile o femminile che sia e il diritto
di cambiare tipologia di genere e di unione in qualsiasi momento.
Dunque non viene riconosciuta una verità condivisibile sulla natura
umana e perciò una etica condivisibile non esisterebbe.
Lo stato di diritto dovrebbe garantire a ciascuno
di vivere secondo i comportamenti che la propria coscienza individuale
decide, avendo come riferimento solo se stessa, il proprio sentire
,i propri desideri e la propria volontà e razionalità e indicando solo
le regole per non ledere con i propri comportamenti i diritti degli
altri.
In tutte le culture si ritrova ,espresso in modi diversi,
un giudizio sui comportamenti umani che li divide in comportamenti
morali o immorali riferendoli ad un senso comune del costume (in
latino mores).
Questo fatto esprime la possibilità per le società umane di scoprire e condividere criteri
di giudizio razionali per poter dire quali comportamenti sia autenticamente umani e quali disumani.
Secondo l'
ideologia del relativismo etico non ci sono piu' comportamenti morali
o immorali, perchè ogni comportamento deciso da una coscienza umana
è per se stesso autenticamente umano e nessuno puo' addurre criteri
razionali e condivisibili per definirlo morale o immorale.
Dunque si dovrebbe parlare solamente di comportamenti
legali o illegali e non di atti morali o immorali.
Se una coscienza decide di interrompere la propria vita
senza danneggiare nessuno, le regole sociali devono garantirglielo ,
senza esprimere giudizi morali cioè circa la autenticità umana dell'atto.
Così se decide di interrompere una gravidanza,o di amputarsi un arto
o di drogarsi, o di farsi clonare,o di fare e sciogliere matrimoni e
famigie, etc.
Secondo questa prospettiva sarebbe perfettamente inutile un dibattito
etico che sia alla ricerca di una verità, di significati e valori autenticamente
umani, ragionevolmente condivisibili dall'umanità.
Il relativismo in campo etico è un
elemento della vita contemporanea cui bisogna rassegnarsi?
Sicuramente no : l'uomo perderebbe il senso del proprio
essere e della propria vita e le conseguenze sarebbero disastrose per
tutti. C'è un norma etica fondamentale conosciuta
da tutte le culture che esprime il senso etico naturale :
comportati come vedi che è giusto
che tutti si comportino, cioè come vorresti che tutti
si comportassero.
Nel linguaggio di Confucio : non
fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. (Fair
Play)
Nel linguaggio di tutte le religioni fai agli altri come vorresti
fosse fatto a te. (La regola d'oro)
Nel linguaggio cristiano : amatevi gli uni gli altri (=promuovete
la vostra persona verso la pienezza della salvezza) come io ho amato
voi...non c'è amore più grande (=il limite) di colui che
dà la vita per i fratelli.
Ordine Etico ed Ordine Morale
La Riflessione sul sentire
etico (ethos) costituisce la scienza Etica. L' Etica è prescrittiva per tutti ma non tutti ,per limiti permanenti
o contingenti della loro consapevolezza e della loro libertà,
sono capaci sempre di percepirla pienamente e pienamente
realizzarla .
Questo aspetto che compete alle scelte singole della coscienza
in rapporto all' Etica richiede una scienza di discernimento degli
elementi di responsabilità che compongono l'atto nelle circostanze
contingenti..
Si chiama scienza Morale la
riflessione che accompagna la coscienza singola, nelle circostanze
contingenti, a realizzare la chiamata etica. Il senso etico della
vita è la forza della attività morale dell’uomo,
della fuga dal male e della attuazione del bene in ogni comportamento.
L'etica è prescrittiva per la vita morale (= per
le singole scelte personali che costituiscono il costume di vita).
L'ordine
etico viene realizzato come giustizia morale (=giustizia del costume ) cioè come ordine morale .
La giustizia morale prende forza dall’atteggiamento interiore,
etico, della coscienza che è soggettivo ma che manifesta un nocciolo duro comune a tutti gli uomini, un 'etica
condivisa.
L'ordine morale in una comunità umana è fondato sulla
capacità
di ciascun individuo di agire liberamente e consapevolmente secondo l'etica che conosce.
La persona giusta nell'ordine
morale è quella che agisce secondo un atteggiamento
interiore fondamentale verso la vita, secondo una coscienza etica ,
cioè
una verità, . E vi aderisce liberamente.
Verità (etica) e libertà rendono giusto moralmente l'atto
umano.
Ordine Etico-Morale
e Ordine Giuridico
Nel campo della coscienza umana posta in una società si
presentano sia il sentire etico sia il senso
del diritto e della giustizia.
Ordine
etico ed ordine giuridico esistono nella vita sociale in modo separato.
Il senso della giutizia appare nel
campo della coscienza come qualcosa di immediato :
diritto e giustizia sono concetti im-mediati della coscienza umana,
universalmente; la scienza Giuridica riflette
su questo sentire e stabilisce razionalmente i criteri per individuare
i diritti e per fare la giustizia.
Le leggi civili tendono a esprimere oggettivamente (
in modo esplicito per tutti) i
diritti e la giustizia .
La coscienza umana viene normalmente
a trovarsi di fronte a norme di carattere etico-morale stabilite dalla Scienza
Etica
e norme
di carattere giuridico stabilite dallo Stato.
Come deve comportarsi la coscienza di fronte a queste norme?
La giustizia "del diritto"(=giuridica) si fonda
sulle Legge Civili, qualcosa di oggettivo che si impone
alla coscienza come " dato" esterno
ad essa.
L'obbligatorietà della Legge Civile non si fonda
sulla disposizione
soggettiva degli
individui, sulla rettitudine della loro coscienza morale ma semplicemente
su una capacità impositiva e repressiva dello Stato.
C'è
un diritto, un "giusto per ciascuno" che
vale sempre, vale per se stesso, vale per tutti, oggettivamente.
Questo diritto è oggettivo, esterno alla disposizione interiore più
o meno retta, più o meno etica della coscienza : si impone per se stesso, vale per se stesso. La giustizia "giuridica" prende
forza dal diritto, da qualcosa di esteriore, di non-soggettivo.
La
persona "giusta" , nell'ordine
giuridico non è quella che agisce secondo
la rettitudine della propria coscienza,ma quella che agisce secondo
il
diritto , cioè secondo le Leggi Civili..
Si puo' essere giusti giuridicamente semplicemente rispettando
il diritto, per convenienza, per timore, per altre ragioni, indipendentemente
dagli atteggiamenti etici interiori. La Legge Civile esige determinati
comportamenti
anche se la coscienza dell'individuo è contraria
a quei comportamenti per ragioni morali.
Cosa fare quando la
Legge Civile richiede comportamenti
che per la nostra coscienza morale
sono illeciti?
C’è una prevalenza dell’etica
sulla legge ?
Tutti gli ordinamento giuridici (= insieme delle leggi
civili) non sono assoluti per la coscienza : essi trovano
il loro limite nella legge morale interiore della
persona.
L'ordine morale delimita i comportamenti
richiesti l'ordine giuridico.
At 5,29 : bisogna obbedire a Dio (fede-etica)
piuttosto che agli uomini (leggi)
Ogni coscienza è coscienza morale
ma esiste una legge morale universale, che è conoscibile
da ogni coscienza e che abbiamo chiamato Legge Morale Naturale.
(vedi Legge Morale Naturale) .
Questa legge universalmente conoscibile e razionalmente condivisibile non è una legge positiva,cioè non è oggettivabile una volta per tutte
in un elenco di leggi positive .Piuttosto essa costituisce la
chiamata della natura a scoprire tutte le capacità dell’uomo
orientate al bene personale e comunitario.
Ci sono stati nella storia molti tentativi , storicamente e culturalmente
determinati, di esplicitare la legge naturale : la dichiarazione ONU del 48 sui diritti
universali dell’uomo ne costituisce un esempio significativo.
L' uomo giusto giuridicamente (=che
pratica le Leggi Civili )
se agisce anche con una coscienza
etica diventa l' uomo retto (=che
agisce moralmente ).
Nel linguaggio convenzionale:
L'ambito giuridico: -comportamento legale/illegale
L'ambito etico : -comportamento
eticamente giusto/ingiusto = umano/disumano
L'ambito morale : -comportamento cor (retto)/erroneo , se si riferisce ad un etica o se è deciso senza riflessione etica
-comportamento morale/immorale =
se è secondo la coscienza morale o contro la coscienza morale
In senso etico l'uomo retto ,
se lo
è verso
gli altri lo è
anche verso se stesso.
In senso giuridico l’uomo giusto , se
lo è verso gli altri non è detto che lo sia anche verso
se stesso.
Morale
laica e Morale Religiosa Secondo la sua più semplice definizione, la legge è «un principio normativo a cui l'attività dell'uomo ha
l'obbligo di attenersi»;questo principio normativo può
-
manifestarsi spontaneamente nella coscienza stessa dell'individuo (legge morale naturale),
- o può
concretarsi in un atto formale da parte di un organo competente, che
legifera in vista di un bene comune (legge positiva)
- o puo'
essere il deposito di una rivelazione soprannaturale ( legge rivelata.)
-
La legge morale naturale orienta i comportamenti
dell'uomo in quanto tale,
-
La legge positiva (= civile) orienta i comportamenti dell 'uomo in
quanto cittadino o membro di una società,
-
La legge rivelata orienta i comportamenti
dell'uomo in quanto soggetto religioso che aderisce a un credo.
Si puo' dire in generale che tutte le religioni
custodiscano una legge morale soprannaturale che si impone alla coscienza
del credente in quanto legge rivelata da Dio. Basta pensare alle infinite
norme dell'ebraismo,dell'islam,ma anche ,per un certo periodo storico,
del cristianesimo.
Nel mondo postmoderno si parla
spesso di morale laica e di morale religiosa.
Esiste una
concezione di legge morale che ogni coscienza produce in modo
autoreferenziato,autonoma, ed una concezione di
legge morale eteronoma, imposta da una autorità esterna, Dio, l'autorità religiosa,lo
Stato , etc.,
Queste due concezioni si oppongono spesso nel dibattito culturale delle
società occidentali.
Se questa opposizione ha ragion d'essere in generale, essa non è
vera per il cristianesimo .
Nel cristianesimo non ci sono norme morali imposte alla coscienza da
Dio, dall'esterno: quando Dio rivela in Gesù le sue istruzioni morali,
egli rivela all'uomo la sua vera natura originaria, cioè le sue strutture
morali originarie. Chiarifica, esplicita la struttura morale interiore
del cristiano che è un uomo nuovo liberato dalla schiavitù del male
e perciò, per grazia ricevuta nel battesimo e sostenuta dai sacramenti), libero.
La rivelazione cristiana, cioè Gesù, dice che nell'uomo esiste una
struttura morale originaria, costitutiva, che si fonda sul libero arbitrio
e sulla comunicazione di grazia con Dio. L'uomo porta in se stesso ,nella
sua coscienza , una legge morale naturale che tenderebbe a seguire spontanemente
.Questa legge morale l'uomo puo' portarla a coscienza attraverso
- l'applicazione della ragione alla
conoscenza della natura
- la comunicazione di grazia con Dio
Il cristiano in altri termini non agisce moralmente perchè segue
norme esteriori dettate da Dio, perchè segue cioè una morale eteronoma; la vita morale dei cristiani si fonda sulla salvezza
che sperimentano ( cf Lettera ai Romani capitolo 7)
per la quale essi si sentono spontaneamente orientati nella coscienza
a scoprire la legge morale naturale ed a seguirla.
La " morale
cristiana" non si riferisce
mai ad una morale rivelata da Dio come qualcosa
di esterno all'uomo,
ma ad una morale naturale che ogni uomo puo' scoprire con la ragione
nell'esercizio delle conoscenza della natura e della riflessione
razionale su di essa.
Ecco perchè non esiste
un insieme di leggi morali positive propriamente cristiane
:il cristiano sperimenta di essere capace in se stesso di seguire
la legge morale naturale che è insita in ogni uomo e che lui, in
quanto liberato e libero e in comunione di vita con Dio, riesce a scoprire
in se stesso come ispirazione all'azione.
Quando 'autorità religiosa
cristiana enuncia principi morali positivi, essa parla per i cristiani,
non intende assolutamente imporli a tutti; in qualche modo ,e inevitabilmente,
parla per stabilire un dialogo con tutti perchè esplicita una
morale naturale , che ogni coscienza puo' scoprire in modo autonomo,
come retta .
Si osserva di fatto che anche i cristiani, complessivamente,
sperimentano ancora molte difficoltà nel seguire la legge morale naturale
che la salvezza ricevuta restituisce loro liberata dalla realtà
del peccato. Tali difficoltà derivano soprattutto dalle strutture sociali
politiche culturali , ambientali, di vita.Ecco perchè i
cristiani, pur essendo salvati in modo efficace e perfetto sono costretti
ancora a combattere in se stessi ed all'esterno, nelle società in cui
vivono tutte quelle strutture politiche, sociali, economiche, culturali
, educative, ludiche, etc.etc. che li condizionano pesantemente nell'esercizio
della loro libertà rinnovata.
Il Diritto Naturale
Normalmente il diritto - inteso come l'insieme delle leggi (positive) atte a promuovere il bene comune di
una società dovrebbe prescrivere solo comportamenti conformi alla legge morale naturale. Il diritto cioè dovrebbe essere
un diritto naturale, una serie di
norme positive , relative a determinate situazioni storiche ed ambientali,
ma sempre congruenti con la struttura naturale della coscienza etica,
giuridica di ogni uomo .
LEGGE (MORALE) NATURALE
E' l'insieme dei principi di giustizia presenti nell'uomo in
quanto attinenti alla sua stessa natura e tendenti alla conservazione
di sé e dei suoi simili.E' la la capacità di trovare il precetto
operativo concreto. Non è scritta né scrivibile una volta per
tutte. |
LEGGE POSITIVA
L'insieme delle norme che, sviluppando e ampliando la legge naturale,
regolano le azioni degli uomini in relazione al bene comune e
hanno carattere vincolante perché emanate da autorità riconosciute.Sono
scritte o scrivibili.(ad esempio, lo Stato) |
Sul piano politico : la legge naturale, così nettamente distinta dalla positiva,
ecclesiastica o civile che essa sia è la mensura non mensurata di ogni legislazione positiva;
talché, essendo il fine della legge positiva il bene della comunità,
una legge che vada contro tale bene non è propriamente legge né ha alcuna
sua vigenza morale; di più, ogni legge che imponga un comportamento contrario alla legge morale,
naturale e rivelata, deve essere sempre disobbedita.
La legge civile ha valore pedagogico per il sentire
etico
In morale la legge ha la sua importanza, ma non è l'elemento cardine.
La parola "legge" evoca l'idea di norma, dovere, obbligo.'
Ora, se questo è necessario, non è questo però che costituisce il valore
della moralità.
La
vera moralità è quella che sa fá a meno della legge: non nel senso
di sentirsi autorizzati a trasgredirla, ma nel senso di compiere
spontaneamente il bene previsto dalla legge senza avere il bisogno
che qualcuno ce l'imponga per forza. Questo sarebbe l'ideale, ma in
realtà sappiamo che le non funzionano così.
I limiti
della natura umana (egoismo, disattenzione, ignoranza, diversa concezione
della vita e dei valori... rendono necessari diversi codici di comportamento,
e abbiamo coi bisogno del codice civile, del codice penale, del codice
stradale, codice marittimo....
La
legge ha sempre un valore pedagodico serve cioè come strumento per "guidare"
persone e gruppi a comportarsi con il massimo di risultati positivi
e il minimo di inconvenienti. Le leggi sono i paracarri, il guard-rail
,le striscie segnaletiche della strada. L'assenza assoluta di leggi
getterebbe subito nel caos la società. Non è pensabile, per esempio,
in una società come la nostra, abolire le leggi che regolano l'istituto
della proprietà privata o quelle che regolano la comunicazione radiotelevisiva,
o quelle che regolano la circolazione stradale.
Ma oltre ai comportamenti richiesti per una convivenza civile, e imposti
legislativamente,
ne
esistono altri che non hanno un riflesso diretto società, e sono imposti
alla coscienza solo moralmente, cioè da un proprio giudizio morale.
Per esempio i comportamenti sessuali , così come quelli alimentari,
o di abbigliamento, o le letture personali,o il modo di trascorrere
le vacanze o il tempo libero non possono essere imposti per decreto
da una autorità politica o amministrativa: si impongono da sé, nella
coscienza degli interessati, in virtù della legge (morale) naturale.
Atto morale ed atto legale
L'ordine morale si impone alla coscienza
a partire dalla legge morale naturale che esplicita attraverso
il linguaggio della ragione il sentire etico soggettivo. L'ordine giuridico si impone alla coscienza
oggettivamente, a partire dalla prassi della vita sociale.
C'è una prevalenza delle
legge civile sulla legge morale?
L'ordine giuridico è un campo di normatività
dei comportamenti umani delimitato all'ambito della vita sociale.
C'è una prevalenza della
coscienza morale sulla legge civile!
La legge civile non puo' mai superare
la legge morale naturale
imponendosi alla coscienza degli individui.
L'individuo deve opporre obiezione di coscienza morale alla
Legge Civile
ORDINE MORALE NATURALE
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ORDINE GIURIDICO
atto moralmente illecito=non-legalizzabile
atto moralmente lecito=legalizzabile |
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