Corso Biblico

    


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L'OPERA SALVIFICA di Gesù e dei Suoi discepoli:
la liberazione  dalla schiavitù del peccato
Gesù , ovvero Colui che ha Nome " Salvatore" ( colui che porta a compimento  l'essere umano, la sua pienezza definitiva) , vedeva il peccato come il grande problema da risolvere: infatti  era venuto proprio per i peccatori, non per i giusti (Mc 2,16-17 e //) Anche per Lui il peccato era il grande nemico della salvezza ma la soluzione di Gesù era diversa da quella auspicata delle teologie giudaiche Giovanni 1, 29 ( il battista) vedendo Gesù venire verso di lui, disse: "Ecco l'agnello di Dio, colui che toglierà (ò αἴρων) il peccato del mondo L'evangelista non parla di peccati del mondo : se avesse usato questa espressione avrebbe indotto i suoi lettori a pensare subito ad un rito espiatorio.
Il peccato del mondo indica un unico peccato : quello di cui è schiava tutta l'umanità ( il mondo) , una condizione che precede l'incarnazione del Verbo, un peccato che non sarà espiato ( come nei riti espiatori ) ma sarà tolto, cancellato, eliminato   Gv 8, 42Disse loro Gesù: "Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma LUI mi ha mandato. 43Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola.44Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro . Il mondo è sotto il potere del diavolo, il maligno, la Menzogna : 1 Giovanni 5, 19  Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo sta in potere del maligno . Il peccato del mondo è il peccato permanente dell'umanità che è conseguenza della " caduta " dell'umanità progenitrice. Dagli albori e lungo la storia fino a Gesù infatti c'è sempre stato un rifiuto della Parola di DIO, che è il Verbo che dà VITA Divina , lo Spirito che fece dell'uomo creato da DIO un UOMO SPIRITUALE COMPIUTO. Disse :
Giovanni 8, 34 "In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato . Se si commette peccato è perchè si è schiavi del peccato

Il peccato è una dipendenza. Giovanni 3, 20 Chiunque infatti fa il male, odia la LUCE, e non viene alla LUCE perché le sue opere non vengano riprovate.
Gli empi odiano essere riprovati per le loro opere così si nascondono a DIO
L'espressione  " non viene alla LUCE " indica soprattutto il rifiuto di una nascita :  il peccato del mondo si manifesta con il rifiuto della Nuova Nascita dallo Spirito ( Gv 3) che Gesù offre al mondo e che è necessaria per  entrare nel Regno di DIO, la salvezza dalla morte.
Già le scuole profetiche in esilio di Ezechiele e Geremia avevano compreso che la salvezza sarebbe venuta solo se il popolo fosse stato in grado di osservare in modo perfetto le Leggi divine, cosa poteva avvenire solo se DIO avesse cambiato la natura umana fondendola con il SUO Spirito, una NUOVA ALLEANZA:  Ezechiele 36, 27  Porrò il mio Spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. L 'Agnello toglierà " il peccato del mondo" , in che modo   lo dice Giovanni : Gv 1, 32 Giovanni testimoniò dicendo: " Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di Lui ( l'Agnello). 33 Io non lo conoscevo, ma proprio COLUI che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è Lui che battezzerà ( ò βαπτίζων) nello Spirito Santo" In Israele gli agnelli non erano mai animali per i sacrifici di espiazione ( lo erano i capri ed i giovenchi) così il Battista avverte che Gesù non sarà il capro espiatorio dei peccati di Israele, non verrà caricato dei peccati del mondo e mandato al diavolo Azazel per disperderli, non farà una offerta per un nuovo rito espiatorio dei peccati.  L'Agnello di DIO toglierà il peccato del mondo ma non ci si deve attendere che lo farà mediante uno speciale sacrificio espiatorio che purifichi l'umanità ( Agnello che (Apocalisse 5,6)) : sarà la VOCE dell'Agnello , la Sua Parola ed insieme l'accoglienza nella FEDE da parte degli uomini  ad operare.
L'Agnello che toglierà il peccato del mondo e che " pareva" essere stato immolato ,  battezzerà nello Spirito Santo l'umanità (credente) : la immergerà nello Spirito di DIO ed essa uscirà da questa immersione UMANITA' NUOVA, SPIRITUALE, infusa di VITA DIVINA, immortale, purificata dal peccato del mondo ed adeguata per entrare nel Regno di DIO, la comunione eterna di VITA con LUI E' la Nuova Alleanza che non è più un Patto declinato in comandamenti e precetti ma lo sposalizio tra l'umanità e lo Spirito di DIO .
Leggi : redenzione

Rm 6, 5-7 Se ( nel BATTESIMO) siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato . Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. Pensare di non peccare più basandosi sulla propria buona volontà di seguire dei precetti morali è impresa molto ardua , praticamente impossibile :

Qo 7,20 In questo mondo, nessuno è così buono da comportarsi sempre bene e non sbagliare mai
Eb 10, 1 la Legge non è capace di far diventare perfetti [ Giusti ] gli uomini che si avvicinano a Dio
Eb 7, 19 infatti la legge di Mosè non ha portato nulla alla perfezione
Rm 3, 10come sta scritto: "Non c'è nessun giusto, nemmeno uno, 11 non c'è chi comprenda, non c'è nessuno che cerchi Dio ! 12 Tutti hanno smarrito la via, insieme si sono corrotti; non c'è chi compia il bene, non ce n'è neppure uno. 13 La loro gola è un sepolcro spalancato, tramavano inganni con la loro lingua, veleno di serpenti è sotto le loro labbra, 14 la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza. 15 I loro piedi corrono a versare sangue; 16 rovina e sciagura è sul loro cammino 17 e la via della pace non l'hanno conosciuta. 18 Non c'è timore di Dio davanti ai loro occhi. "
( cf. : Sal 14,1-3; 5,10; 140,4; 10,7; Is 59,7-8; Sal 36,2.)

Secondo i rabbini la legge mosaica promette che l'osservanza dei suoi decreti costitutisce di per sè una garanzia di VITA definitiva insieme a Dio, in Palestina, nel SUO Regno ( legalismo religioso) . Promette un premio che la storia stessa di Israele ha rivelato come impossibile a guadagnarsi.

I profeti infatti affermavano che la salvezza poteva venire solo dalla FEDE nelle promesse divine : Abacuc 2, 4 Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede" La liberazione o redenzione o salvezza Romani 2, 12 Tutti quelli che hanno peccato senza la Legge, senza la Legge ( Mosaica) periranno; quelli invece che hanno peccato sotto la Legge , con la Legge saranno giudicati . 13 Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. non quelli che ascoltano la Legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la Legge ( pagani o giudei) saranno giustificati. .. 25Certo, la circoncisione è utile se osservi la Legge; ma, se trasgredisci la Legge, con la tua circoncisione sei un non circonciso. 26Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della Legge, la sua incirconcisione non sarà forse considerata come circoncisione? Romani 5, 13  Fino alla Legge (Mosaica) infatti c'era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge,
Romani 7, 14 sappiamo infatti che la Legge Mosaica è spirituale, mentre io sono carnale, venduto come schiavo del peccato .. 22Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, 23ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. 24Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? La BUONA NOTIZIA ( il VANGELO)
Romani 3, 21  indipendentemente dalla Legge ( Mosaica) , ora si è manifestata la giustizia di Dio , testimoniata dalla Legge e dai Profeti DIO è GIUSTO  e la SUA GIUSTIZIA si è rivelata come GIUSTIFICAZIONE DEL PECCATORE , esorcismo del PECCATO Atti 13, 37 Colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto la corruzione. 38Vi sia dunque noto, fratelli, che per opera sua viene annunciato a voi il perdono dei peccati. Da tutte le cose da cui mediante la legge di Mosè non vi fu possibile essere giustificati, 39 per mezzo di Lui chiunque CREDE ( alle Sue Parole) è RESO GIUSTO ( davanti a DIO)Le Parole di Gesù : Gv 14,15  Se mi AMATE, osserverete i miei insegnamenti ( istruzioni, comandi ) ; 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi ( per rimanere in voi )
16 e io pregherò il Padre ed EGLI vi darà un altro ASSISTENTE perché rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito della Verità ( lo Spirito di Gesù) , che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché Egli rimane presso di voi e sarà in voi .
Con il dono dello Spirito Santo 1 Corinzi 1, 30 voi siete ( incorporati) "in Cristo Gesù" , il quale per noi è diventato Sapienza per opera di Dio, Giustizia, Santificazione e Redenzione Giustizia, Santificazione e Redenzione  .. dalla schiavitù del peccato.
Infatti dice Paolo :
Rm 8, 10 Se Cristo è "in voi" , il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo SPIRITO ( di Gesù in voi) è VITA a causa della ( vostra) Giustificazione 11 E se lo SPIRITO di COLUI che ha risuscitato Gesù dai morti abita "in voi" , COLUI che ha risuscitato Cristo dai morti darà la VITA anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo SPIRITO che abita "in voi" Il sacramento, cioè il SEGNO e lo STRUMENTO visibile, pubblico, della liberazione, giustificazione, redenzione, salvezza è il BATTESIMO NELLO SPIRITO DI GESU' Rm 6, 8-11 Se (nel battesimo) siamo morti con Cristo, crediamo che anche (col battesimo) VIVREMO con Lui ( in-corporati in Lui) sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di Lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al(la possibilità di) peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che Egli VIVE, VIVE per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma VIVENTI per Dio ( essendo incorporati)  " in Cristo Gesù"I testimoni : Romani 6, 14  Il peccato infatti non dominerà su di voi , perché non siete più sotto la Legge, ma siete sotto la Grazia la GRAZIA divina : lo Spirito Santo che avete ricevuto in DONO e vi ha incorporati in - fusi con Gesù
Romani 3, 28  Noi ( cristiani) riteniamo infatti che l'uomo è reso Giusto per la fede ( in Gesù) , indipendentemente dalle opere ( di osservanza ) della Legge (Mosaica) 31Togliamo dunque ogni valore alla Legge mediante la fede ( in Gesù) ? Nient'affatto, anzi confermiamo la Legge. ma Romani 7, 25  Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!il quale liberandoci dalla schiavitù del peccato ci ha resi capaci di osservare e superare la Legge Mosaica , secondo la promessa :
Ez 36, 25Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; IO vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli , 26vi darò un CUORE NUOVO (purificazione della coscienza dei peccato) , metterò dentro di voi uno SPIRITO NUOVO ( che non avete per natura ) , toglierò da voi il cuore di pietra ( indurito da sklerokardia, morto) e vi darò un cuore di carne ( VIVO) . 27Porrò il MIO SPIRITO dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Il  compimento  della salvezza Gv 4,34 «Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e COMPIERE LA SUA  Opera . Gv 6, 30 Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo?  Quale opera fai? Lc 13,32 «Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e IL TERZO GIORNO LA MIA OPERA E' COMPIUTA Il 3° giorno è il Giorno della Sua morte e risurrezione  e l'Opera di Gesù è COMPIERE - in quel giorno- l'uomo come UOMO SPIRITUALE DEFINITIVO, CELESTE

"IN" Gesù , che ricapitola in sè tutta la creazione, visibile ed invisibile ( Ef 1,10 ss ; Col 1,16ss; etc. ) , si COMPIE l'OPERA CREATIVA DI DIO : Lui è il primo UOMO SPIRITUALE COMPIUTO, DEFINITIVO, CELESTE , primizia  di coloro che risuscitano dai morti

La Sua Opera è l'evangelizzazione del mondo perchè CREDA in Lui e Lui possa COMUNICARE LO SPIRITO SANTO che faccia dei credenti UOMINI e DONNE SPIRITUALI che hanno in sè la VITA eterna e nella sequela di Lui per l'evangelizzazione del mondo, si COMPIANO COME UOMINI E DONNE DEFINITIVI, CELESTI , simili a Lui
Liberando gli uomini dai mali terreni per la FEDE nelle Sue promesse, Gesù rivela che :
1Cor 4,20 il regno di Dio non consiste in parole (proclami) , ma in Potenza Il Regno di DIO è la manifestazione della Potenza Divina, lo Spirito Santo che " è giunto nel mondo per liberare l'umanità da ogni dipendenza che le impedisce di raggiungere la perfezione, la pienezza, il COMPIMENTO  del suo essere:
- dalla fame, [ Gv 6,5-15 ]
- dalle malattie ( Lc 4,40)
- dall'ingiustizia [ Lc 19,8 ]
- dalle bestie e falsi profeti della storia [Ap16,15ss ] ( ideologie, regni, poteri politici e forze che si oppongono al suo Regno)
- dal peccato ( Gv 8,32-36; 1Pt 2,16) ,
- dal maligno ( Mt 6,13)
-
e finalmente dalla morte, [ Mt 11,5 ]
Il mandato ai discepoli Giovanni 19, 30 ( sulla croce) Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: "È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito Lo spirito di Gesù è la Sua VITA, lo Spirito Santo :  morendo Lo consegna al Padre come DONO , GRAZIA, per l'umanità intera perchè giunga a compimento del suo essere Matteo 26, 28 perché questo è il Mio Sangue dell'Alleanza ( NUOVA, promessa dai profeti) , che è versato per molti per il perdono dei peccati. Il Sangue di Gesù contiene la Sua VITA, il Suo Spirito ed Egli, risorto da morte ...
Gv 20, 19 La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi"  E' il " mandato" 22Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo . 23 coloro che libererete dai peccati, saranno liberi ( dalla schiavitù del peccato) ; coloro che non libererete , i peccati   rimarranno loro addebitati " Gesù parla a tutta la comunità : è la comunità che ha il compito di liberare dai peccati i peccatori ...ma il loro " lavoro" può avere esito positivo o negativo .
Il SEGNO della avvenuta liberazione Peccare nel Vangelo di Giovanni è aderire al sistema di vita di questo mondo ( che vuole " avere" "potere" sempre di più per " salire " nella scala sociale o per " apparire " superiore )
Gv 8, 23 E diceva loro: "Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 24Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che "IO SONO" ( che Io sono DIO, l'ETERNO che vi PARLA e che vi offre la VITA ETERNA GRATIS) morirete nei vostri peccati perciò vi dico :

1 Gv 2, 15 Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'AMORE del Padre non è in lui ; Gv 3, 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia SALVATO ( liberato, giustificato, riscattato) per mezzo di Lui.Il Vangelo della LIBERAZIONE_SALVEZZA annunciato da Gesù opera un giudizio, una separazione nella umanità :
Gv 3, 18 Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel Nome (  SALVATORE) dell'unigenito Figlio di Dio. Qual è il segno del giudizio?
19 E il giudizio è questo: la LUCE ( il VERBO, la VITA) è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la LUCE , perché le loro opere erano malvagie 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla LUCE perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la Verità viene verso la LUCE , perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte" in Dio". Questo è il SEGNO  di chi è LIBERO dal peccato
Gli insegnamenti di Gesù per i discepoli Il paralitico da 38 anni che Gesù ha guarito era diventato schiavo del mondo , aveva ( peccato) aderito ai princìpi del mondo volontariamente prima di rimanere paralizzato e Gesù lo " libera" e gli dice :   Gv 5 ,14 "Ecco: sei guarito ! Non peccare più , perché non ti accada qualcosa di peggio" e all'adultera còlta in flagrante che doveva essere lapidata :

Giovanni 8, 11 " io non ti condanno ( ti dono il mio perdono ) ; va' e d'ora in poi non peccare più ". ( insegnamento per la comunità :) Gesù li ha guariti , li ha ri-portati alla libertà di scegliere e li ha evangelizzati Il cieco nato invece non aveva avuto possibilità di scelta e di peccato . A questi Gesù ridona la vista e la capacità di scegliere :

Gv 9, 5Finché io sono nel mondo, sono la LUCE del mondo". 6Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: "Va' a lavarti nella piscina di Sìloe" - che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva . Ora poteva scegliere tra credere in Gesù o nel mondo.

Gv 9,35 Gesù .. quando lo trovò, gli disse: "Tu, credi nel Figlio dell'uomo?". 36Egli rispose: "E chi è, Signore, perché io creda in lui?". 37Gli disse Gesù: "Lo hai visto: è colui che parla con te". 38Ed egli disse: "Credo, Signore!" . E si prostrò dinanzi a lui. ( insegnamento per la comunità :) Gesù lo ha guarito , lo ha portato alla libertà di vedere e scegliere , lo ha evangelizzato e lui giunge alla FEDE, sceglie Gesù Gv 9,39Gesù allora disse: "È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi". Gv 9, 40Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo ciechi anche noi?". 41Gesù rispose loro:"Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane "( insegnamento per la comunità :) Se la comunità evangelizza le persone per suscitare il loro la conversione a Gesù ma queste non giungono alla FEDE in Lui, i loro peccati rimangono loro addebitati: sarà necessario tornare ad evangelizzarli! L'insegnamento per la comunità del Risorto :
-Gv 20, 23 coloro che libererete dai peccati, saranno liberi;
- coloro  che non libererete 
(coloro che non credono a Gesù e rimangono schiavi dei loro princìpi mondani , anche religiosi ) ,  i loro peccati rimarranno loro imputati "
- ...
e sarà necessario rievangelizzarli
La Chiesa cattolica ha istituito il sacramento della riconciliazione o penitenza o conversione   che implica
- una ri-evangelizzazione ( ascolto della Parola ) perchè si ri-attivi la FEDE in Gesù e  si giunga alla contrizione per i peccati commessi
- una confessione per il riconoscimento dei peccati commessi
- una catechesi per il cammino di ri-conversione a Gesù e la promessa di fuggire dal maligno
- l'amministrazione sacramentale del perdono divino ( nel Sangue di Gesù da Lui donato nell'eucarestia) ovvero l'effusione dello Spirito che ridona la VITA
- un ringraziamento per la liberazione ottenuta
Il sacramento nella nuova forma Alberto Maggi Assisi, settembre 2013 comunità dei - Servi di Maria - Montefano – Mc- trascrizioni non riviste dall'autore

Dopo il Concilio Vaticano IIIn virtù della non corrispondenza al messaggio di Gesù il Concilio Vaticano II ne ha cambiato il nome, in “Riconciliazione” e anche la forma.

Poichè questa forma non è diffusa perchè i preti non la praticano, bisogna chiedere al prete, se è possibile accedere al sacramento della Riconciliazione con il nuovo rito. Se il prete acconsente, allora
- si apre il vangelo e si legge una parabola,
- poi si recita uno degli otto formulari
proposti dalla Chiesa che sono veramente belli.
- E poi oltre al perdono chiesto e ottenuto, si ascolta qualche parola di incoraggiamento.
E' il sacramento della riconciliazione: cosa   significa? La confessione deve riguardare le offese fatte ( a se stessi e ) ai fratelli e non a Dio che non si offende . C’è nella mia VITA qualcosa che non va e la voglio mettere in sintonia con quella di Dio!
E Dio come lo fa?

Non minacciando castighi, non rimproverandomi, ma con una iniezione ulteriore, più grande, della SUA VITA .
Io sono carente di VITA ( eterna) e con questo sacramento Dio mi comunica la sua VITA affinché mi riporti in sintonia con Lui. Il punto centrale di questa nuova forma del sacramento è l’ascolto della parola del Signore. Prima era la confessione: ora è l’ascolto della parola del Signore. Quando noi ci rivolgiamo al Signore, a Lui non interessa l’elenco dettagliato delle nostre malefatte; Lui le sa meglio di noi perché Lui conosce il profondo del nostro cuore e sa anche che certe cose che noi crediamo negative, ai suoi occhi invece non lo sono, perché è colpa della teologia, della morale di una certa epoca.

Pensate solo a cinquant’anni fa quante cose erano peccato, erano negative e oggi non lo sono più. Dice Giovanni nella sua lettera che se il tuo cuore,che significa la tua coscienza, ti rimprovera qualcosa, Dio è più grandedel tuo cuore. Allora al Signore, sapere quello che io ho fatto, non interessa: ti dice “sta zitto, non mi importa quelloche hai fatto, mi interessa che tu sappia quanto io ti Amo” ed è una inondazioned’Amore. E’ lo schema della parabola che troviamo in Luca, nella parabola delfigliol prodigo.

Il sacramento svela tutta la sua potenza a seconda del “percorso penitenziale” chesi fa nella propria vita
Il sacramento ènecessario perchè è effusione dello Spirito delPadre (che è la SUA VITA  ) .... ma poi esso diventa efficace con la conversione ersonalee comunitaria (alla VITA, allo SPIRITO) .
IL Magistero della Chiesa Cattolica Catechismo universale della Chiesa Cattolica 1129 La Chiesa afferma che per i credenti i sacramenti della Nuova Alleanza sono necessari alla salvezza La« grazia sacramentale » è la Grazia dello SpiritoSanto ( la VITA eterna) donata da Cristo e propria di ciascun sacramento. Lo Spirito guarisce e trasforma coloro che li ricevono conformandoli al Figlio di Dio. Il fruttodella VITA sacramentale è che lo Spirito di adozione deifica i fedeli unendoli Vitalmente al Figlio unico, il Salvatore.

1122 Cristoha inviato i suoi Apostoli perché « nel suo Nome», siano « predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati» (Lc 24,47).

1127 Degnamente celebrati nella fede, i sacramenti conferiscono la grazia che significano. Sono efficaci perché in essi agisce Cristo stesso: è lui che battezza, è lui che opera nei suoi sacramenti per comunicare la grazia che il sacramento significa.
La Riconciliazione 1440 Il peccato è anzitutto offesa a Dio, rottura della comunione [di VITA] con LUI. Nello stesso tempo esso attenta alla comunione con la Chiesa.Per questo motivo la conversione arreca ad un tempo il perdono di Dio e la riconciliazione con la Chiesa, ciò che il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione esprime e realizza liturgicamente.

1441 Dio solo perdona i peccati. Poiché Gesù è il Figlio di Dio, egli dice di se stesso: « Il Figlio dell'UOMO ha il potere sulla terra di rimettere i peccati » (Mc 2,10) ed esercita questo potere divino: « Ti sono rimessi i tuoi peccati! » (Mc 2,5). Ancor di più: in virtù della sua autorità divina dona tale potere agli uomini affinché lo esercitino nel suo nome. Sono i suoi inviati ( apostoli)
1446 Cristo ha istituito il sacramento della Penitenza per tutti i membri peccatori della sua Chiesa, in primo luogo per coloro che, dopo il Battesimo, sono caduti in peccato grave e hanno così perduto la grazia battesimale ( la VITA) e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale

A costoro il sacramento della Penitenza offre una nuova possibilità di convertirsi e di recuperare la grazia della giustificazione. I Padri della Chiesa presentano questo sacramento come « la seconda tavola [di salvezza] dopo il naufragio della grazia perduta »

1422 « Quelli che si accostano al sacramento della Penitenza ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa , alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l'esempio e la preghiera .
1447 Nel corso dei secoli la forma concreta, secondo la quale la Chiesa ha esercitato questo potere ricevuto dal Signore, ha subito molte variazioni. Durante i primi secoli, la riconciliazione dei cristiani che avevano commesso peccati particolarmente gravi dopo il loro Battesimo (per esempio l'idolatria, l'omicidio o l'adulterio), era legata ad una disciplina molto rigorosa, secondo la quale i penitenti dovevano fare pubblica penitenza per i loro peccati, spesso per lunghi anni, prima di ricevere la riconciliazione. A questo « ordine dei penitenti » (che riguardava soltanto certi peccati gravi) non si era ammessi che raramente e, in talune regioni, una sola volta durante la VITA.

Nel settimo secolo, ispirati dalla tradizione monastica d'Oriente, i missionari irlandesi portarono nell'Europa continentale la pratica « privata » della penitenza, che non esige il compimento pubblico e prolungato di opere di penitenza prima di ricevere la riconciliazione con la Chiesa. Il sacramento si attua ormai in una maniera più segreta tra il penitente e il sacerdote.

Questa nuova pratica prevedeva la possibilità della reiterazione e apriva così la via ad una frequenza regolare di questo sacramento. Essa permetteva di integrare in una sola celebrazione sacramentale il perdono dei peccati gravi e dei peccati veniali. È questa, a grandi linee, la forma di Penitenza che la Chiesa pratica fino ai nostri giorni.

1448 Attraverso i cambiamenti che la disciplina e la celebrazione di questo sacramento hanno conosciuto nel corso dei secoli, si discerne la medesima struttura fondamentale. Essa comporta due elementi ugualmente essenziali: da una parte, gli atti dell'uomo che si converte sotto l'azione dello Spirito Santo: cioè la contrizione, la confessione e la soddisfazione; dall'altra parte, l'azione di Dio attraverso l'intervento della Chiesa. La Chiesa che, mediante il Vescovo e i suoi presbiteri, concede nel nome di Gesù Cristo il perdono dei peccati e stabilisce la modalità della soddisfazione , prega anche per il peccatore e fa penitenza con lui. Così il peccatore viene guarito e ristabilito nella comunione ecclesiale.

1461 Poiché Cristo ha affidato ai suoi Apostoli il ministero della riconciliazione, i Vescovi, loro successori, e i presbiteri, collaboratori dei Vescovi, continuano ad esercitare questo ministero. Infatti sono i Vescovi e i presbiteri che hanno, in virtù del sacramento dell'Ordine, il potere di perdonare tutti i peccati « nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo ».

1449 La formula di assoluzione in uso nella Chiesa latina esprime gli elementi essenziali di questo sacramento: il Padre delle misericordie è la sorgente di ogni perdono. Egli realizza la riconciliazione dei peccatori mediante la pasqua del suo Figlio e il dono del suo Spirito, attraverso la preghiera e il ministero della Chiesa: « Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace. E io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo ».

1450 « La penitenza induce il peccatore a sopportare di buon animo ogni sofferenza; nel suo cuore vi sia la contrizione , nella sua bocca la confessione , nelle sue opere tutta l'umiltà e la feconda soddisfazione ».

1425 « Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio! » (1 Cor 6,11). Bisogna rendersi conto della grandezza del dono di Dio, che ci è fatto nei sacramenti dell'iniziazione cristiana, per capire fino a che punto il peccato è cosa non ammessa per colui che si è rivestito di Cristo.  L'apostolo san Giovanni però afferma anche: « Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi » (1 Gv 1,8). E il Signore stesso ci ha insegnato a pregare: « Perdonaci i nostri peccati » (Lc 11,4), legando il mutuo perdono delle nostre offese al perdono che Dio accorderà alle nostre colpe.

1426 La conversione a Cristo, la nuova nascita dal Battesimo, il dono dello Spirito Santo, il Corpo e il Sangue di Cristo ricevuti in nutrimento, ci hanno resi « santi e immacolati al suo cospetto » (Ef 1,4), come la Chiesa stessa, Sposa di Cristo, è « santa e immacolata » (Ef 5,27) davanti a lui. Tuttavia, la VITA nuova ricevuta nell'iniziazione cristiana non ha soppresso la fragilità e la debolezza della natura umana, né l'inclinazione al peccato che la tradizione chiama concupiscenza, la quale rimane nei battezzati perché sostengano le loro prove nel combattimento della VITA cristiana, aiutati dalla grazia di Cristo. Si tratta del combattimento della conversione in vista della santità e della VITA eterna alla quale il Signore non cessa di chiamarci.

Lc 5,20 Vedendo la loro fede, Gesù disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati».
Lc 7,47 Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato [ha amato Me, Gesù, mi ha accolto con fede e amato] Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Mt 6,14 Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Mt 18,32Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. 33Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?». 34Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. 35Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Mt 18,21 Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». 22E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. [Tu figlio di Dio perdoni è sempre, come fa il Padre ]
Mc 11,25 Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe»
Lc 11,4 Padre Nostro.. perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».
Lc 17,3 State attenti a voi stessi! Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. ,4 E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: «Sono pentito», tu gli perdonerai».
Lc 6,37 Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.

Nel sacramento della riconciliazione, il credente rivive l’esperienza dell’incontro e accoglienza dello Spirito, l'Amore misericordioso di Gesù e del Padre , attraverso la comunità ecclesiale. 1443 Durante la sua VITA pubblica, Gesù non ha soltanto perdonato i peccati; ha pure manifestato l'effetto di questo perdono: egli ha reintegrato i peccatori perdonati nella comunità del popolo di Dio, dalla quale il peccato li aveva allontanati o persino esclusi . Un segno chiaro di ciò è il fatto che Gesù ammette i peccatori alla sua tavola; più ancora, egli stesso siede alla loro mensa, gesto che esprime in modo sconvolgente il perdono di Dio e, nello stesso tempo, il ritorno in seno al popolo di Dio.

1444 Rendendo gli Apostoli partecipi del suo proprio potere di perdonare i peccati, il Signore dà loro anche l'autorità di riconciliare i peccatori con la Chiesa. Tale dimensione ecclesiale del loro ministero trova la sua più chiara espressione nella solenne parola di Cristo a Simon Pietro: « A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli » (Mt 16,19). Questo « incarico di legare e di sciogliere, che è stato dato a Pietro, risulta essere stato pure concesso al collegio degli Apostoli, unito col suo capo (cf Mt 18,18; 28,16-20) »

1445 Le parole legare e sciogliere significano: colui che voi escluderete dalla vostra comunione sarà escluso dalla comunione con Dio; colui che voi accoglierete di nuovo nella vostra comunione, Dio lo accoglierà anche nella sua. La riconciliazione con la Chiesa è inseparabile dalla riconciliazione con Dio.
Gli atti del penitente La contrizione 1451 Tra gli atti del penitente, la contrizione occupa il primo posto . Essa è « il dolore dell'animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire ».
1452 Quando proviene dall'amore di Dio amato sopra ogni cosa, la contrizioneè detta « perfetta » (contrizione di carità). Tale contrizione rimette le colpeveniali; ottiene anche il perdono dei peccati mortali, qualora comporti la fermarisoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale .
Lacontrizione perfetta è già perdono-scioglimento dai peccati giacchè -come attestanoi vangeli- il perdono divino è sempre disponibile, incondizionatamente.

Ma : Chi può dire di essere perfettamente contrito? La Chiesa si è assunta storicamente la responsabilità di condurre i suoi membri da una contrizione imperfetta alla perfetta contrizione attraverso un percorso di atti rituali.
1453 La contrizione detta « imperfetta » (o « attrizione ») è, anch'essa, un dono di Dio, un impulso dello Spirito Santo. Nasce dalla considerazione della bruttura del peccato o dal timore della dannazione eterna e delle altre pene la cui minaccia incombe sul peccatore (contrizione da timore). Quando la coscienza viene così scossa, può aver inizio un'evoluzione interiore che sarà portata a compimento, sotto l'azione della grazia, dall'assoluzione sacramentale. Da sola, tuttavia, la contrizione imperfetta non ottiene il perdono dei peccati gravi, ma dispone a riceverlo nel sacramento della Penitenza.
Attraverso l'amministrazione del perdono divino ( l' assoluzione è lo " sciogliere il peccatore dal maligno che lo tiene schiavo) la Chiesa conduce il penitente verso la contrizione perfetta 1454 È bene prepararsi a ricevere questo sacramento con un esame di coscienza fatto alla luce della Parola di Dio. I testi più adatti a questo scopo sono da cercarsi nel Decalogo e nella catechesi morale dei Vangeli e delle lettere degli Apostoli: il discorso della montagna, gli insegnamenti apostolici. La confessionedei peccati 1455 La confessione dei peccati(l'accusa), anche da un punto di vista semplicemente umano, ci libera e facilitala nostra riconciliazione con gli altri. Con l'accusa, l'uomo guarda in facciai peccati di cui si è reso colpevole; se ne assume la responsabilità e, in talmodo, si apre nuovamente a Dio e alla comunione della Chiesa al fine di renderepossibile un nuovo avvenire. La confessione deipeccati nel rito sacramentale è una forma stabilita dalla chiesa per aiutareil credente a ricominciare il suo percorso di Figlio che assomiglia al Padre. 1456La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramentodella Penitenza : « È necessario che i penitenti enumerino nella confessionetutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esamedi coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltantocontro i due ultimi comandamenti del Decalogo,47 perché spesso feriscono piùgravemente l'anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi» « I cristiani [che] si sforzano di confessare tutti i peccati che vengonoloro in mente, senza dubbio li mettono tutti davanti alla divina misericordiaperché li perdoni. Quelli, invece, che fanno diversamente e tacciono consapevolmentequalche peccato, è come se non sottoponessero nulla alla divina bontà perchésia perdonato per mezzo del sacerdote. "Se infatti l'ammalato si vergognassedi mostrare al medico la ferita, il medico non può curare quello che non conosce" » E'un precetto della Chiesa , non di Gesù. La Chiesa potrebbe anche sostitutirlo con altri. 1457 Secondo il precetto della Chiesa, « ogni fedele, raggiunta l'età della discrezione,è tenuto all'obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almenouna volta nell'anno ». Colui che è consapevole di aver commesso un peccatomortale non deve ricevere la santa Comunione, anche se prova una grande contrizione,senza aver prima ricevuto l'assoluzione sacramentale, ameno che non abbia un motivo grave per comunicarsi e non gli sia possibile accederea un confessore. I fanciulli devono accostarsi al sacramento della Penitenzaprima di ricevere per la prima volta la santa Comunione.

1458 Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa . In effetti, la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza , a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella VITA dello Spirito. Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui « Chi riconosce i propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio. Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio. L'uomo e il peccatore sono due cose distinte: l'uomo è opera di Dio, il peccatore è opera tua, o uomo. Distruggi ciò che tu hai fatto, affinché Dio salvi ciò che egli ha fatto. [...] Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano col riconoscimento delle opere cattive. Operi la verità, e così vieni alla Luce »
Il rapporto tra penitente e sacerdote è personale e tutelato dal segreto sacramentale, che il sacerdote non può rompere neppure al costo della propria VITA. Il segreto riguarda sia le colpe accusate, sia l’identità del penitente, sia la penitenza da fareLa soddisfazione o espiazione o penitenza  1459 Molti peccati recano offesa al prossimo. Bisogna fare il possibile per riparare (ad esempio restituire cose rubate, ristabilire la reputazione di chi è stato calunniato, risanare le ferite). La semplice giustizia lo esige. Ma, in più, il peccato ferisce e indebolisce il peccatore stesso, come anche le sue relazioni con Dio e con il prossimo. L'assoluzione toglie il peccato, ma non porta rimedio a tutti i disordini che il peccato ha causato. Risollevato dal peccato, il peccatore deve ancora recuperare la piena salute spirituale. Deve dunque fare qualcosa di più per riparare le proprie colpe: deve « soddisfare » in maniera adeguata o « espiare » i suoi peccati. Questa soddisfazione si chiama anche « penitenza ».

1460 La penitenza che il confessore impone deve tener conto della situazione personale del penitente e cercare il suo bene spirituale. Essa deve corrispondere, per quanto possibile, alla gravità e alla natura dei peccati commessi. Può consistere nella preghiera, in un'offerta, nelle opere di misericordia, nel servizio del prossimo, in privazioni volontarie, in sacrifici, e soprattutto nella paziente accettazione della croce che dobbiamo portare. Tali penitenze ci aiutano a configurarci a Cristo che, solo, ha espiato per i nostri peccati una volta per tutte. Esse ci permettono di diventare coeredi di Cristo risorto, dal momento che « partecipiamo alle sue sofferenze » (Rm 8,17): « Ma questa soddisfazione, che compiamo per i nostri peccati, non è talmente nostra da non esistere per mezzo di Gesù Cristo: noi, infatti, che non possiamo nulla da noi stessi, col suo aiuto "possiamo tutto in lui che ci dà la forza". Quindi l'uomo non ha di che gloriarsi; ma ogni nostro vanto è riposto in Cristo, [...] in cui offriamo soddisfazione, "facendo opere degne della conversione",61 che da lui traggono il loro valore, da lui sono offerte al Padre e grazie a lui sono accettate dal Padre ».
Le indulgenze
1471La dottrina e la pratica delle indulgenze nella Chiesa sono strettamente legate agli effetti del sacramento della Penitenza. Che cos'è l'indulgenza? « L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi » . « L'indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati ». « Ogni fedele può acquisire le indulgenze [...] per se stesso o applicarle ai defunti ».

1472 Per comprendere questa dottrina e questa pratica della Chiesa bisogna tener presente che il peccato ha una duplice conseguenza. Il peccato grave ci priva della comunione con Dio e perciò ci rende incapaci di conseguire la VITA eterna, la cui privazione è chiamata la « pena eterna » del peccato. D'altra parte, ogni peccato, anche veniale, provoca un attaccamento malsano alle creature, che ha bisogno di purificazione, sia quaggiù, sia dopo la morte, nello stato chiamato purgatorio .

Tale purificazione libera dalla cosiddetta « pena temporale » del peccato.
Queste due pene non devono essere concepite come una specie di vendetta, che Dio infligge dall'esterno, bensì come derivanti dalla natura stessa del peccato. Una conversione, che procede da una fervente carità, può arrivare alla totale purificazione del peccatore, così che non sussista più alcuna pena.

1473 Il perdono del peccato e la restaurazione della comunione con Dio comportano la remissione delle pene eterne del peccato. Rimangono, tuttavia, le pene temporali del peccato. Il cristiano deve sforzarsi, sopportando pazientemente le sofferenze e le prove di ogni genere e, venuto il giorno, affrontando serenamente la morte, di accettare come una grazia queste pene temporali del peccato; deve impegnarsi, attraverso le opere di misericordia e di carità, come pure mediante la preghiera e le varie pratiche di penitenza, a spogliarsi completamente dell'« uomo vecchio » e a rivestire « l'uomo nuovo ».

1474 Il cristiano che si sforza di purificarsi del suo peccato e di santificarsi con l'aiuto della grazia di Dio, non si trova solo. « La VITA dei singoli figli di Dio in Cristo e per mezzo di Cristo viene congiunta con legame meraviglioso alla VITA di tutti gli altri fratelli cristiani nella soprannaturale unità del corpo mistico di Cristo, fin quasi a formare una sola mistica persona ».

1475 Nella comunione dei santi « tra i fedeli, che già hanno raggiunto la patria celeste o che stanno espiando le loro colpe nel purgatorio, o che ancora sono pellegrini sulla terra, esiste certamente un vincolo perenne di carità ed un abbondante scambio di tutti i beni » . In questo ammirabile scambio, la santità dell'uno giova agli altri, ben al di là del danno che il peccato dell'uno ha potuto causare agli altri. In tal modo, il ricorso alla comunione dei santi permette al peccatore contrito di essere in più breve tempo e più efficacemente purificato dalle pene del peccato.

1476 Questi beni spirituali della comunione dei santi sono anche chiamati il tesoro della Chiesa, che non « si deve considerare come la somma di beni materiali, accumulati nel corso dei secoli, ma come l'infinito ed inesauribile valore che le espiazioni e i meriti di Cristo hanno presso il Padre, offerti perché tutta l'umanità sia liberata dal peccato e pervenga alla comunione con il Padre; è lo stesso Cristo Redentore, in cui sono e vivono le soddisfazioni ed i meriti della sua redenzione ».

1477 « Appartiene inoltre a questo tesoro il valore veramente immenso, incommensurabile e sempre nuovo che presso Dio hanno le preghiere e le buone opere della beata Vergine Maria e di tutti i santi, i quali, seguendo le orme di Cristo Signore per grazia sua, hanno santificato la loro VITA e condotto a compimento la missione affidata loro dal Padre; in tal modo, realizzando la loro salvezza, hanno anche cooperato alla salvezza dei propri fratelli nell'unità del corpo mistico »

1478 L'indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità.

1479 Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch'essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l'altro, ottenendo per loro indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati.
Riassumendo 1470 In questo sacramento, il peccatore, rimettendosi al giudizio misericordioso di Dio, anticipa in un certo modo il giudizio al quale sarà sottoposto al termine di questa esistenza terrena. È infatti ora, in questa VITA, che ci è offerta la possibilità di scegliere tra la VITA e la morte, ed è soltanto attraverso il cammino della conversione che possiamo entrare nel regno di Dio, dal quale il peccato grave esclude. Convertendosi a Cristo mediante la penitenza e la fede, il peccatore passa dalla morte alla VITA « e non va incontro al giudizio » Il pensiero delle chiese evangeliche


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