Corso Biblico


2.  Beati gli afflitti Matteo delinea quali potrebbero essere gli effetti sull'umanità del "regno dei cieli" . Per divenire realtà storica il Regno messianico  parte dalla realizzazione della prima beatitudine cioè dalla azione della Carità che realizza il Regno di Dio come comunità dove " nessuno è bisognoso" . Ogni liberazione che Gesù promette agli oppressi, rimane condizionata dalla rinuncia ad ogni forma di accaparramento dei beni da parte della comunità. 4 Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Qo 4,1 Tornai poi a considerare tutte le oppressioni che si fanno sotto il sole. Ecco le lacrime degli oppressi e non c'è chi li consoli; dalla parte dei loro oppressori sta la violenza, ma non c'è chi li consoli.
Consolare significa togliere l'oppressione. Is 61,1 Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato ... a fasciare le piaghe dei cuori spezzati
Coloro che piangevano per i mali d’Israele erano gli afflitti.   La consolazione non è mai conforto per una afflizione interiore ma è sempre la fine di una oppressione esterna alla persona che causa l'afflizione.

Afflitti erano innanzitutto  tutti gli ebrei delusi dalla loro condizione storica di piccolo popolo per lo più oppresso da altri popoli. La consolazione del popolo è un tratto che tutti i profeti attribuiscono a Dio : Geremia 31, 13  Le vergini danzeranno felici, giovani e anziani si uniranno alla loro festa. Così dice il Signore: «Io cambierò il loro lutto in allegria, li consolerò per le loro afflizioni e li riempirò di gioia.
Is 51, 11.. giubilo e felicità li seguiranno, svaniranno afflizioni e sospiri. 12Io, io sono il vostro consolatore.


La teologia giudaica espressa nel libro di Giobbe presenta il giusto ebreo ( colui che prende da Dio l'esempio per la sua vita ) come padre dei poveri, consolatore degli afflitti.

Gb 29, 1 Giobbe continuò il suo discorso dicendo: 2«Potessi tornare com'ero ai mesi andati, ai giorni in cui Dio vegliava su di me, 3quando brillava la sua lucerna sopra il mio capo e alla sua luce camminavo in mezzo alle tenebre; 4com'ero nei giorni del mio rigoglio, quando Dio proteggeva la mia tenda, 5quando l'Onnipotente stava ancora con me e i miei giovani mi circondavano, 6quando mi lavavo i piedi nella panna e la roccia mi versava ruscelli d'olio! 7Quando uscivo verso la porta della città e sulla piazza ponevo il mio seggio, 8vedendomi, i giovani si ritiravano e i vecchi si alzavano in piedi, 9i notabili sospendevano i loro discorsi e si mettevano la mano alla bocca, 10la voce dei capi si smorzava e la loro lingua restava fissa al palato; 11infatti con gli orecchi ascoltavano e mi dicevano felice, [ beato ] con gli occhi vedevano e mi rendevano testimonianza, 12perché soccorrevo il povero che chiedeva aiuto e l'orfano che ne era privo.  13La benedizione del disperato scendeva su di me e al cuore della vedova infondevo la gioia. 14Ero rivestito di giustizia come di un abito, come mantello e turbante era la mia equità. 15Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo. 16Padre io ero per i poveri ed esaminavo la causa dello sconosciuto, 17spezzavo le mascelle al perverso e dai suoi denti strappavo la preda....25Indicavo loro la via da seguire e sedevo come capo, e vi rimanevo come un re fra le sue schiere o come un consolatore di afflitti.

Gesù porta la consolazione promessa e attesa.
Dio aveva promesso di essere il loro consolatore ( colui che colma i bisogni e fa nascere felicità ) e la consolazione sarebbe stata l’esperienza della salvezza ( la VITA ) portata dal Messia . Gesù è stato il Consolatore del popolo ( parakliton ) compiendo la promessa della consolazione in modo tanto inatteso quanto sorprendente. 1Gv 2,1 abbiamo un Paràclito ( Consolatore) presso il Padre : Gesù Cristo, il Giusto.

Egli attribuisce l'azione di Consolatore (Paraclito ) anche allo Spirito.

Gv 14,16 e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre  ,
Gv 14,26 Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Gv 15,26 Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me ;

Il Padre, Gesù e lo Spirito sono i Consolatori permanenti dell'umanità intera , i Soccorritori che agiscono per colmare tutte le carenze dell'umanità.

La storia insegna poi che questa non LI accoglie e non collabora con loro .
La comunità cristiana ha ricevuto lo Spirito ed è in comunione di  intenti e azione con il Padre per mezzo di Gesù :
2Cor 1,4   Egli ci consola [ παρακαλῶν ] in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare [ παρακαλεῖν ] quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione [ παρακλήσεως ] con cui noi stessi siamo consolati [ παρακαλούμεθα ] da Dio.La consolazione ( // assistenza, aiuto soprannaturale ) con nui Dio consola i credenti per mezzo di Gesù e dello Spirito non è  un DONO CONSOLATORIO per loro, ma una MISSIONE : perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. 2 tss 2,16E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione [ παράκλησιν ] eterna e una buona speranza, 17 consoli [ παρακαλέσαι ] i vostri cuori e [ cioè ] li confermi in ogni opera e parola di bene. 
Rm 15,5 E il Dio della perseveranza e della consolazione [ παρακλήσεως] vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull'esempio di Cristo Gesù,
Fil 2, 1 Se dunque c'è qualche consolazione [ παράκλησις ] in Cristo, se c'è qualche consolazione [ παραμύθιον ] frutto della carità, se c'è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione , 2rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità.
Annota Luca:
At 9, 31 La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con la consolazione [ παρακλήσει , l'aiuto, l'assistenza) ] dello Spirito Santo , cresceva di numero.
Le beatitudini via per la pace P. Alberto Maggi OSM 21 Gennaio 2011- trascrizione non rivista dall'autore www.studibiblici.it

" .. L’evangelista elenca alcuni casi emblematici di sofferenza. La prima beatitudine è: “beati gli afflitti perché saranno consolati”. Per comprendere le beatitudini, non dobbiamo mettere la beatitudine ai soggetti ma nella risposta. Dobbiamo cioè leggere questa beatitudine così: “gli afflitti beati perché? Perché saranno consolati”. La beatitudine non consiste nell’essere afflitti ma nel fatto di essere consolati.
Chi sono gli afflitti?

L’evangelista si riferisce al cap.61 del profeta Isaia, dove l’autore dice che l’attività del Messia sarà di consolare gli afflitti di Sion. Gli afflitti di cui parla Isaia è il popolo che è oppresso da due realtà che non fanno che peggiorare la sua situazione:
1. esternamente una dominazione pagana
2. e internamente l’oppressione dei capi religiosi

Queste due cose fanno si che il popolo sia in una situazione di afflizione e oppressione che non può far a meno di gridare la propria disperazione. Tanto vero che nel vangelo di Luca questa beatitudine ha il termine “beati coloro che piangono”: non sono le persone depresse, sono persone che sono talmente schiacciate da una situazione ingiusta politica, economica e sociale che non possono non gridare tutta la loro disperazione.

Allora Gesù non proclama beati gli afflitti, quelli che vivono questa situazione, quelli che la società ha schiacciato dal punto di vista economico, politico, sociale, religioso, queste persone che sono talmente schiacciate, non sono beati perché sono afflitte (la beatitudine non si riferisce mai alla condizione, è sempre nel secondo termine), ma coloro che vivono questa condizione di afflizione perché – e l’evangelista, grande teologo e letterato, usa attentamente i termini per le sue beatitudini, non adopera il verbo confortare , ma il verbo consolare che significa l’eliminazione alla radice della causa della sofferenza.

Tutte queste beatitudini sono condizionate dalla prima; se c’è un gruppo di persone, una comunità che incomincia a prendersi cura di coloro dei quali nessuno si occupa, quelle persone che soffrono al punto di dover gridare per tutta la loro disperazione, beati perché grazie a questa comunità che si prenderà cura di loro vedranno la fine delle loro afflizioni.


Quindi non è un messaggio alienante, un messaggio spiritualizzante, un messaggio che rimanda alla consolazione nell’aldilà, ma un messaggio immediato. C’è tanta gente che è disperata che grida nella disperazione, e attende il nostro impegno, e noi dobbiamo essere coloro che mettono la parola fine alla loro sofferenza. "
3. Beati i miti5 Beati i miti, perché erediteranno la terra La terra era per antonomasia ,nella cultura giudaica, la Palestina, la Terra della vita di Dio insieme al suo popolo. Il possesso della terra era il segno della vitalità dell' alleanza con Dio mentre l'esilio, la perdita della terra, era visto come il segno della rottura dell'alleanza . Dt28, 9Il Signore ti renderà popolo a lui consacrato, come ti ha giurato, se osserverai i comandi del Signore, tuo Dio, // e camminerai nelle sue vie. 10Tutti i popoli della terra vedranno che il nome del Signore è stato invocato su di te e ti temeranno. 11Il Signore, tuo Dio, ti concederà abbondanza di beni, quanto al frutto del tuo grembo, al frutto del tuo bestiame e al frutto del tuo suolo, nel paese che il Signore ha giurato ai tuoi padri di darti.

Dio aveva distribuito la terra secondo equità ad ogni tribù di Israele. Nella storia poi i furbi si erano arricchiti sottraendo la terra ai meno furbi, e questi si sentivano - oltre che depredati- diseredati da Dio, umiliati. Erano i senza terra di Israele . L'istituzione del giubileo doveva ovviare a questa ingiustizia ma nessun giubileo fu mai fatto.

Sal 37,9 i malvagi saranno sterminati, ma chi spera nel Signore possederà la terra. 10 Ancora un poco e l'empio scompare, cerchi il suo posto e più non lo trovi. 11 I miti invece possederanno la terra e si delizieranno nell'abbondanza di una di una pace ( felicità) ... 18 Conosce il Signore la vita dei buoni, la loro eredità durerà per sempre. 19 Non saranno confusi nel tempo della sventura e nei giorni della fame saranno saziati.

Secondo una certa mentalità giudaica Dio retribuiva i giusti già in terra e per questo bisognava avere fiducia in Lui, senza maledire gli ingiusti che rubano e depredano perchè Dio li avrebbe retribuiti con la morte ; i giusti quindi avrebbero ereditato la terra di Israele.
I miti erano gli umili di Israele che per la fede in Dio non si ergevano a maledire gli empi predatori ma attendevano la giustizia del Signore che avrebbe ridato loro la terra in Israele. La promessa divina ripresa dal Sal 37 parla di possedere la terra come una eredità permanente. Perciò in Mt i miti che erediteranno la terra , la erediteranno da Dio, il vero proprietario che l'aveva distribuita a tutte le tribù di Israele e che altri avevano loro sottratto. Attendevano di un intervento divino.
E' finalmente giunto il giubileo atteso dai miti , quello di Gesù, che non è solo per i giusti ( retribuzione ) ma anche per gli empi di Israele che si convertono a Lui cioè accolgono il suo Spirito.Chi diventa UOMO , figlio di Dio ne diventa erede : Mt 19,29 E tutti quelli che, per causa mia, hanno abbandonato fratelli e sorelle, padre e madre, case o campi… riceveranno cento volte di più e avranno in eredità la VITA eterna.
Consolare gli afflitti, affliggere i consolati P. Alberto Maggi OSM . Conferenza del 21 Gennaio 2011- trascrizione non rivista dall'autore studibiblici.it

"... Abbiamo visto che nelle beatitudini c’è una situazione negativa con una promessa di una soluzione, quindi coloro che scelgono di essere poveri, le conseguenze negative di questa scelta verranno eliminate perché Dio è il loro re, e ai poveri è promesso il regno.

Abbiamo visto che gli afflitti saranno consolati, poi vedremo che gli affamati saranno saziati, e qui non si capisce perché questa beatitudine è: “Beati i miti perché erediteranno la terra”. o la traduzione letterale “Beati i miti perché questi erediteranno la terra” . Cosa c’entra la terra con la mitezza non si capisce. Quindi è chiaro, nelle altre beatitudini abbiamo la situazione negativa con la promessa di una liberazione positiva, ma qui non si capisce.

Nel passato, e quando critico il passato non è tanto una critica per una malafede del passato, non avevano gli strumenti. Sapete che fino a praticamente 40 anni fa non c’era ancora il testo integrale del NT greco. È stato con il Concilio Vaticano II che la chiesa cattolica è tornata al testo greco; pensate che la prima edizione del testo greco del NT è del 1975, cioè l’altro ieri.

Non c’erano le possibilità di queste conoscenze profonde del vangelo. Allora in passato non comprendendo questa beatitudine, la terra era stata trasfigurata nell’aldilà, con la mania del paradiso, e i miti erano i sottomessi, gli obbedienti soprattutto all’autorità ecclesiastica.

Per comprendere chi siano i miti della beatitudine occorre rifarsi al salmo 37 riportato con una leggera variante dall'evangelista: "I miti invece erediteranno [una] terra e godranno di una grande pace".


Questo salmo si rifà alla storia di Israele e all'ingresso delle tribù ebraiche nella "terra promessa" che era stata equamente divisa fra le tribù di Israele (cf Nm 32; Gs 13-21), in modo che nessuno fosse bisognoso (cf Dt 8,8-10; 15,4).

Nel mondo culturale giudaico il possesso della terra equivale a quello della dignità. Secondo il Talmud colui che non può dire sua una terra non è un uomo. Questa visione idealizzata della spartizione della terra non corrispondeva però alla realtà. Infatti molti furono esclusi da questa divisione dall'avidità dei potenti e dalla violenza dei prepotenti che s'impadronirono anche della terra dai più deboli. Spogliati di tutto, e incapaci di far valere i propri diritti e di difendersi, costoro vengono definiti i miti, termine che non indica una qualità morale della persona (l'umile) "mansuetudine" ma uno stato sociologico negativo (l'umiliato) "sottomissione".

La "mitezza" non si riferisce al carattere di questi individui, ma alla condizione sociale. Questi "miti", umiliati e scandalizzati dal benessere in cui prosperano gli empi che li schiacciano, vengono invitati dal salmista con delle pie (e poco convincenti) argomentazioni a non reagire, e attendere sottomessi e rassegnati il giudizio finale che toccherà agli uni ed agli altri: castigo per i malvagi e premio per i "miti"Sicché i "miti" nel Sal 37,11, espressamente citato nella beatitudine, sono i "diseredati". Sono costoro, che espropriati della loro eredità, riceveranno in dono ("erediteranno") la terra. La promessa di Gesù è concreta e immediata: grazie all'accettazione della prima beatitudine con la quale i credenti accettano di con-dividere generosamente tutto quel che hanno, quanti hanno perso tutto (i diseredati) riceveranno "la terra".con questa immagine si assicura a quanti sono stati vittime dell'ingordigia dei potenti, un benessere e una dignità mai conosciuti prima. E si ritorna alla prima beatitudine: se c’è una comunità di persone che si impegna a sentirsi responsabile della felicità degli infelici di questo mondo, i diseredati, quelli che hanno perso tutto, hanno perso l’onore, hanno perso la dignità umana, non sanno neanche più cosa significa essere una persona dignitosa, questi nella comunità ritroveranno non un terreno, un po’ di dignità, ma la terra, la totalità; cioè nell’ambito della comunità delle beatitudini, i diseredati ritroveranno una dignità che non avevano mai conosciuto nella vita, neanche prima di perderla, perché vengono trattati con amore verranno trattati con una devozione che non avevano mai sperimentato. Vedete che non sono beatitudini alienanti, ma beatitudini che coinvolgono, ci sono i diseredati del mondo e, purtroppo da quando sono state pronunciate le beatitudini, continuano ad esserci.

È compito della comunità cristiana che a queste persone che vivono senza alcuna dignità, venga fatta ritrovare non una briciola di vita, ma la pienezza della vita.
Si è cercato di spiritualizzare la beatitudine per cui la mitezza è diventata obbedienza, specialmente verso l’autorità e la terra da ereditare è diventato il regno dei cieli. Nulla di tutto questo ."


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BEATI: MITI,  AFFLITTI, AFFAMATI DI GIUSTIZIA
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