Ogni scelta qualifica chi siamo Quando la coscienza è divisa in se stessa significa che bisogna fare una scelta. Questo è il momento proprio , singolare e creativo dell'uomo : scegliere , anche quando la scelta è la più modesta.
La scelta umana apparentemente è sempre fra una cosa ed un'altra, in realtà è sempre la scelta tra Chi essere o non essere.
L' umanità "costruisce" se stessa con le proprie scelte. Ogni scelta costruisce uno stato del proprio essere "uomo"; è un istante in cui l' uomo costruisce se stesso, modifica
se stesso e cerca in qualche modo di crescere verso la pienezza del proprio essere.Il criterio di scelta Una scelta -per definizione- non è un comportamento istintivo, emotivo, ma un comportamento che segue una riflessione razionale.
Quando io scelgo lo faccio in base ad una valutazione .
Valuto, misuro le ragioni, i motivi dell'azione e le sue conseguenze .
Di fatto , ogni scelta esprime, in se stessa :
- un criterio fondamentale che la orienta
- un senso, una verita' , cioè un
valore
Ogni decisione ha bisogno di un criterio di valutazione , cioè un criterio di valore che sia fondato sulla verità sull'uomo e sul mondo .La verità dell'uomoSe mi oriento ad essere un uomo autentico cioè che sceglie sempre il bene, il bello , il giusto per ogni essere, ho bisogno -per tutte le mie scelte - di un modello , un criterio fondamentale di "umanità " . Ogni scelta che vuole essere una scelta di autentica " umanità" ha bisogno di una verità su Chi è l'uomo e Chi è chiamato a diventare .
L'
etica
è la ricerca razionale ( filosofia) di criteri oggettivi (il Vero) che consentano a tutti gli esseri umani di gestire adeguatamente la propria libertà nel ricercare il Bene ( il Bello, il Buono, il Giusto etc.) per tutti .L'ETHOS SOCIALE
L'uomo crede di scegliere,
ma in realtà sceglie con la logica del gruppo. Se il gruppo allarga il proprio orizzonte allora
anche il singolo lo fa. Tutto è riferito alla
relazione con il gruppo. Viviamo condizionati da modelli, logiche
di valutazione, comportamenti che agiscono in
noi in forma automatica.
Tutte le nostre scelte sono sempre secondo un "determinato" modello.
Si può dire
che ognuno di noi vive dentro un sistema simbolico , una cultura nella quale valuta le proprie scelte in forma "autoreferente"
, cioè non esce mai
dal sistema , non dialoga eticamente.
Ciascuno di noi appartiene ad una tribù in rete
di relazione con altre tribù dentro a un mondo
globale, interconnesso, interdipendente, complesso.
La tribù è l'unico luogo mentale dove si fondano
i valori, dove ci si sente appartenenti ad un
mondo di valori. La riflessione su questo mondo di valori è l'
etica
.
Fare una scelta in cui la persona è veramente
se stessa e non un pezzo di meccanismo, è quella in cui essa valuta criticamente
le proposte, i dati e i modelli ricevuti dalla propria tribù. La confusione etica
L'ideologia dominante oggi : la ragione ha fallito nel tentativo di fondare
valori e allora è naturale per tutti gli uomini scoprire, fondare,
realizzare valori a partire da una tribù (o
relazione) di appartenenza . Il senso delle cose, il loro valore, viene più dalla conservazione
e dallo sviluppo della tribu' di appartenenza che non dalla
ragione personale e pubblica, oggi l'etica appartiene piu' alla vita della tribù
che non al linguaggio simbolico dei valori.
Il quadro sociale in cui viviamo ci
condiziona moltissimo. Riceviamo sensazioni
che vengono memorizzate e rimangono per sempre
come materiale di memoria; per cui mettiamo
in memoria fin dalla nascita ed anche prima
ancora,
sensazioni che riceviamo attraverso il
seno materno che poi saranno alla base delle
risposte a stimoli durante la nostra esistenza.
Tutti viviamo seguendo
modelli culturali ricevuti nell'infanzia ed abbiamo forme
di reazione quasi automatiche a determinati
stimoli. Quando arriva l' età in cui si ha la capacità critica agisce automatica mente ancora questo patrimonio didattico recepito
ed impresso nella memoria
.
Pensiamo alla famiglia. Si impara fin
da bambini cos'è il rapporto tra marito e moglie,
tra genitori e figli, tra fratello e sorella
dal modo in cui questo viene vissuto nella famiglia che è a sua volta legata ad un ambiente
culturale proprio.
Le società globalizzate sono dominata da una pluralità di costumi
ed atteggiamenti, di proproste "etiche" ed
è difficile orientarsi nelle scelte importanti. La società ci propone una specie di "
bombardamento
etico" e c''è
confusione etica ; la confusione crea incertezza
e questa a volte diventa angoscia insopportabile.
Le persone si sentono sotto
"pressione
etica": vorrebbero fare il meglio, le cose
giuste ma non trovano in se stessi dei punti
fermi, dei criteri universali su cui fondare
le proprie valutazioni e le proprie scelte.
In
una situazione di "bombardamento di appelli
etici" la dissonanza diventa troppo complessa,
prolungata e permanente; allora il meccanismo
di difesa più comune è la semplificazione: si
semplifica la vita per far diminuire la "pressione"
a livelli tollerabili.
Scegliere tra A e B,
o abbandonare una opzione è molto rischioso
specie se non si è in grado di valutare profitti
e perdite.
Nella confusione etica nasce una specie
di
etica spontaneista
fondata sul sentimento personale: è
etico cio' che sento come tale in questo momento. Sento
che questa cosa è giusta e la devo fare. La faccio,
punto e basta!Nell'
etica spontaneista volenti o nolenti il centro di riferimento etico diventa sempre l'ethos
del gruppo sociale cui si appartiene. E' il
gruppo che mi dà identità, che fa da mediazione
tra me ed il mondo complesso, il gruppo che
mi dà autonomìa. Il gruppo dei parenti, degli
amici, del branco, del circolo, del bar, il
gruppo religioso, filosofico, ginnico, sportico,
musicale,
il gruppo! .
"Il mio gruppo vale più del mio domani".
L'
affettività
( lo
star bene con..) rispetto a gruppo diventa dominante:
tutto quello
che si fa va fatto per star bene nel gruppo. La vita si conduce
al minimo , le scelte
sono tante ma tutte
minimaliste
, l'orizzonte
è ristretto al quotidiano, al gruppo.
Il "prima noi"
Il gruppo è il valore assoluto
di riferimento per le proprie scelte. Con
la
semplificazione tutto diventa chiaro e
non
angosciante:
- i desideri, le voglie, ciò che adesso mi sta
a cuore sono valori per cui bisogna mobilitarsi. - famiglia, comunità locale, gruppo, diventano valori
percepiti con immediatezza così gli interessi personali, famigliari, di gruppo diventano prioritari e per questi bisogna
mobilitarsi
La personalità eticacf.: F:Pajer Religione SEI
" E' sempre necessario mettere in questione la vita,
esaminarne criticamente gli stili, vederne gli
sbagli, i limiti.
La vita umana
e' plasmata fin dall'infanzia da un insieme di modelli di comportamento simbolicamente interiorizzati che costituiscono l' ethos sociale il modo di
sentire la vita, di interpretarla , di viverla
.
Nessun individuo nella sua esistenza e' completamente
libero dall'ethos sociale, dal costume sociale. La
velocità con cui le società oggi cambiano, la
rete plurale di interazioni tra etiche diverse, la
complessità della vita, impongono a tutti e a
ciascuno, in qualche modo di confrontarsi con
una etica oggettiva.
E' necessario
che in ogni tribù, a partire dalla tenera età, fino
alla età della ragione, la persona acquisisca
e sviluppi la capacità critica per conoscere in modo oggettivo la
sapienza che il gruppo gli ha
inculcato e per elaborarla attraverso l'interazione
con la vita, il dialogo con la sapienza altrui. Cosi’ diventa necessario un cammino di apprendimento e di esperienza nella formazione del senso
di libertà e responsabilità personale che coinvolge
anche il sapere, la capacità critica, e perciò
tutte le scuole, quella famigliare, quella religiosa
e quella istituzionale.
E' necessario
formare in ciascuno la Personalità Etica, cioè un
sistema di atteggiamenti e comportamenti
accolti e riconosciuti, scelti e condivisi come " il Bene" , il Bene Comune
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