Corso di Religione

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IL BUDDISMO
Dottrine II
         


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Buddismo e dèiGli dèi "Un elemento importante del Buddhismo, riportato in tutti i Canoni, è la conferma dell'esistenza delle divinità come già proclamate dalla letteratura religiosa vedica (i deva, tuttavia, nel Buddhismo sono sottomessi alla legge del karma e la loro esistenza è condizionata dal saṃsāra). Così nel Majjhima Nikāya 100 II-212[13] dove al brahmano Sangarava che gli chiedeva se esistessero i Deva, il Buddha storico rispose: «I Deva esistono! È questo un fatto che io ho riconosciuto e su cui tutto il mondo è d'accordo».

Sempre nei testi che raccolgono i suoi insegnamenti, testi riconosciuti tra i più antichi in assoluto e conservati sia nel Canone pāli che nel Canone cinese e che la storiografia contemporanea inquadra nel termine Āgama-Nikāya, il Buddha storico consiglia a due brahmana che, dopo aver dato da mangiare a uomini santi, si debba dedicare questa azione alle divinità (Deva) locali che restituiranno l'onore concesso loro assicurando il benessere dell'individuo (Digha-nikāya, 2,88-89[14]). È evidente, a partire da questi due antichi brani, la certezza da parte del Buddha storico che le divinità esistessero e andassero onorate.

A differenza, tuttavia, delle altre correnti religiose dell'epoca, il Buddha ritiene che le divinità non possano offrire all'uomo la salvezza dal Saṃsāra, né un significato ultimo della propria esistenza.

Va precisato, peraltro, che non esiste, né è mai esistita alcuna scuola buddhista al mondo che affermi, o abbia affermato, l'inesistenza delle divinità. Tuttavia la totale mancanza di centralità delle divinità nelle pratiche religiose e nelle dottrine buddhiste di tutte le epoche ha fatto considerare, da parte di alcuni studiosi contemporanei, il Buddhismo come una religione 'atea' "
[Wikipedia] .

La ChiaraLuce" Il Buddha, non è illuminato per grazia divina ma per suo sforzo, sebbene Gotama Siddharata dica di " essere stato portato" nel Nirvana. Non parla di Dio e secondo alcuni ciò non significa che Dio venga escluso ( religione non-teista), per altri viene negato (religione a-teista). Gotama parla dell'anima spirituale Atman , l'individualità, l'Io, come di una illusione.

Durante il cammino spirituale della coscienza Gotama incontra molti spiriti, favorevoli (Tara) e demoniaci (Mara) ma non un Dio supremo , nè come principio Divino, come il Brahman dell induismo , nè tantomeno come Dio-persona che dialoga con l'uomo.

Assoluto ed Eterno è solo il Vuoto (sunyata). Ciò che si rivela come vero e reale nella coscienza del Buddha è la ChiaraLuce. Secondo il buddhismo Tibetano, la Chiara Luce è uno spirito innato nell'uomo.

Innato significa che non possiede nulla di vago o di temporaneo che possa rinascere cioè che non è rinato nell'individuo per determinate leggi o cause, ma innato nel senso che è parte della natura umana che si aggrega al concepimento . Esso è uno spirito sottile, senza inizio e senza fine , cioè trascendente ed eterno.

Nella formazione del composto individuale che noi occidentali chiamiamo individuo, si forma la Coscienza Individuale secondo le Leggi del Karma . Durante questo processo la ChiaraLuce , lo spirito puro che è nell'aggregato individuale , si "intorbida" a causa dell'ignoranza ( avidyia) , l'ignoranza della Verità , del Buddhismo in definitiva.

Il cammino della liberazione della ChiaraLuce da questo "offuscamento" è quello della purificazione della coscienza individuale attraverso la pratica del cammino buddhista fino a raggiungere la coscienza pura della ChiaraLuce, l'Illuminazione buddhista, lo stato di buddha.

ChiaraLuce non è una specie di anima universale, qualcosa che esiste separatamente dal Tutto, esso è ... il " bene universale" . Il buddha è supercoscienza del Bene Universale, è identificazione con il Bene Universale che introduce in una beatitudine immortale ( il sorriso del Buddha nè è il segno) che irradia Compassione, cioè amore.

Secondo molte scuole buddiste la ChiaraLuce è la vera natura dello Spirito: da essa tutto proviene, il Samsara e il Nirvana compresi ; essa è l'essenza di ogni forma di esistenza ma non è uno spirito "attivo", cioè che " crea" qualcosa, non è uno spirito "divino" in senso occidentale. Essa è sempre individuale , nel senso che può essere còlta solo nel continuum della coscienza; non è uno Spirito Universale esistente per se stesso, un " Dio" appunto. "

( Peter Michel, Il Dalai Lama,Milano 2001) .

CosmologiaL'immagine del mondo descritta nella cosmologia Buddhista non deve essere presa come una letterale descrizione della forma dell'universo : esso è un cilco isllusorio, impermanente//inconsistente e non può essere fatto consistente attraverso i dati astronomici (che, tra l'altro, erano già conosciuti nell'India antica. )

Non deve essere inteso come una descrizione attraverso la percezione ordinaria e limitata dell'uomo ma attraverso “l'occhio divino illuminato" di un buddha che ha coltivato questa facoltà .

Un buddha infatti può percepire gli altri mondi e gli esseri che compaiono (nascono) e scompaiono (muoiono) al loro interno e dire anche da quale altra condizione di nascita provengono e in quale condizione rinasceranno.

Il buddhismo comprende
- una cosmologia spaziale, che descrive la disposizione dei vari mondi all'interno dell'universo
-
e la cosmologia temporale che descrive come questi mondi vengono in esistenza e come cesseranno di esistere.

La cosmologia spaziale può anche essere divisa in -cosmologia “verticale” (cakravāḍa) che descrive la disposizione dei mondi in uno schema verticale dove in alcuni c'è uno stato di esistenza più elevato ed in altri più basso
- e cosmologia “orizzontale” (sahastra) che descrive e raggruppa questi mondi verticali in gruppi di migliaia, milioni o miliardi.

Nella cosmologia verticale, l'universo è composto da molti mondi (lokāḥ) o “piani” posti uno sopra l'altro in livelli ai quali corrispondono diversi stati mentali o stati di esistenza.

universi
La Ruota dell'esistenza in cui è inserita la rappresentazione dei mondi. Visualizzazione della cosmologia per la meditazione buddhista.

Le aree tra i sei raggi rappresentano le sei forme di esistenza non illuminata.

- 1. regno degli spiriti (Deva)
-2. il regno dei titani, semidei e demoni da combattimento - Asura (il più basso grado di divinità, che sono potenti e ricchi, ma infettati dall' invidia, la gelosia e l'avidità )
-3. Il regno degli "esseri umani"
-4. il regno degli "animali"
-5. il regno dei "fantasmi affamati" - Pretas ( il cui ventre enorme, la bocca e gli occhi suggeriscono un desiderio insaziabile, )
- 6. il regno degli "esseri infernali" (che sono consumati dalla rabbia implacabile; esseri portati all'inferno dal loro karma ma che possono sfuggirlo attraverso le buone azioni e una nuova rinascita .


I piani di esistenza
I piani di esistenza sono 31.

Ogni piano comprende tre regni (dhatu) a ciascuno dei quali corrispondente un diverso tipo di mentalità:
- il mondo o Regno senza forme (arupyadhatu), 
- il mondo o Regno della forma (rupadhatu
- il mondo o Regno del desiderio (kamadhatu).

Il Regno senza forme
I Regni celesti superiori sono detti 'senza forma' poiché la mente è libera dai limiti delle forme particolari ( A-rappa, 'senza forma') . Qui gli esseri esistono in uno stato di pura beatitudine, senza corpi e senza organi di senso

Non soffrono, sono felici ma impermanenti. Hanno un karma buono che prima o poi si esaurisce e devono rinascere. Il Buddha bianco glielo ricorda.

Nei primi 2 piani abitano gli Spiriti ( Deva) , esseri viventi più longevi e generalmente più felici degli esseri umani.

Il Regno è caratterizzato da una felicità che trascende la sofferenza. Qui gli esseri hanno un karma buono ; anch'esso prima o poi però si estingue ed essi devono lasciare questo regno e rinascere; il Buddha bianco glielo lo ricorda

Indra , nel buddsimo è chiamato Sakka ed è il protettore del buddhismo.Gli Spiriti del 2° piano corrisponderebbero agli dèi venerati in molte religioni politeiste.

Il regno delle forme
Nel Regno delle forme - intermedio - vivono spiriti che hanno organi per la vista, il suono, il tatto (ma non il gusto e l'odorato).

La forma implica un limite e per come è conosciuta da una mente inferiore si conserva nei mondi celesti inferiori

Il Regno del desiderio
Nel 3° , il piano del desiderio, gli esseri si differenziano per grado di felicità, ma tutti (ad eccezione degli arahat e del Buddha) sono sotto il dominio di Māra e sono vincolati dal desiderio sensuale, che li induce alla sofferenza.

Nel mondo inferiore del desiderio vivono sia divinità meno perfette rispetto a quelle degli altri due mondi, sia gli uomini


Il Monte Meru e le 4 isole
Al centro del Regno del desiderio si trova il Monte Meru, circondato da quattro isole, di cui solo la più meridionale, jambudvipa , è accessibile all'umanità come oggi la conosciamo ed è il luogo dell'illuminazione.

Sulla parte più elevata del Monte Meru e quattro cieli sopra di esso, si trovano i sei "paradisi" del Regno senza forma che contengono diverse categorie di divinità, dai deva ai "trentatré dei" e a Maitreya, il Buddha futuro che attende di venire nel mondo. 

I nomi delle divinità buddhiste sono spesso tratti da tradizioni pre-buddhiste e rivelano la capacità del buddhismo di inculturarsi assorbendo le divinità delle religioni precedenti (salvo quelle onorate specificamente con il sacrificio di animali, severamente proscritto dal buddhismo).

Sul Monte Meru vivono gli asura , spiriti ribelli che possono essere pericolosi per gli uomini che li incontrano. Sono invidiosi e violenti perciò la guerra e soffrono. Si disputano i frutti dell'albero del desiderio e Il Buddha verde con la spada li invita alla virtù dell' autocontrollo morale.

Più in basso, nel Regno del desiderio, vivono - insieme agli uomini - gli animali e gli «spiriti affàmati o famelici» ( preta ), costantemente alla ricerca di nutrimento e di cui devono occuparsi pietosamente i monaci. 

Gli esseri famelici soffrono e vengono invitati dal Buddha rosso alla generosità e al cibo spirituale.

Gli uomini , ignoranti , dominati dai desideri, egoisti, soffrono. Il Buddha giallo li invita allo sforzo verso l’illuminazione .

Quello degli uomini è il più importante di tutti i regni poichè qui ogni essere ha la possibilità di scegliere i propri comportamenti e percorrere " il sentiero del buddha" .

Gli animali sono istintivi , ignoranti, letargici, apatici e spiritualmente incapaci : tutte cause di sofferenza. Gli uomini li usano ,essi si divorano tra loro, ma un Buddha azzurro legge loro il Libro delle Intuizioni per insegnare loro i benefici della Perfetta saggezza.


L'inferno
Al di sotto del Regno del desiderio, più esattamente, al di sotto dell'isola jambudvipa si trovano diversi inferni , alcuni fiammeggianti e altri gelidi.

Nel Regno degli Inferi c'è odio gelido e collera che nel buio infernale sono causa di sofferenza . Il Buddha indaco invita alla speranza paziente e li guida verso la Luce .."

Uno
Tutti questi mondi non sono separati: non ci sono mondi naturali e mondi soprannaturali: tutto è uno.

Tutti gli esseri dell’universo rinascono nelle 6 sfere dell’esistenza o 6 Regni ma possono liberarsi nel Regno degli uomini , là dove c'è la libertà e si puo’ scegliere , scegliere il Risveglio.

Interessante la cosmolgia della scuola Theravada .

Visione storica del cosmo

Propriamente, l’universo non ha un inizio: la visione buddhista della storia è ciclica ( rinascita-morte-rinascita)

Durante l’evoluzione la vita umana appare con una perfezione maggiore di quella attuale e con una durata di circa ottantamila anni.

I primi uomini non hanno bisogno di mangiare, né di riprodursi sessualmente. Acquistano queste caratteristiche a causa della curiosità, ma esse comportano una crescente imperfezione e la progressiva riduzione nella durata media della vita, che scende fino a cento anni al momento dell'apparizione del Buddha.

Il declino continuerà fino a che la vita media sarà di dieci anni, fra catastrofi e calamità di ogni genere, accompagnate dalla scomparsa dell'insegnamento del Buddha.

Quindi, il processo si invertirà e la vita riprenderà ad allungarsi fino a ottantamila anni, e così via per venti cicli (ognuno caratterizzato dall’apparizione di un Buddha).

Al termine della serie di venti cicli, l'universo sarà distrutto, per rinascere dopo un periodo di Vuoto.

Gli uomini di oggi sono inseriti in questo schema cosmico, ma sono chiamati a trascenderlo apprendendo le «quattro nobili verità» , il primo insegnamento del Buddha.

Le terre pure
Nella tradizione mahayana, è anche possibile — e altamente desiderabile -rinascere nelle «terre pure» ( buddhaksetra ) create dai Buddha che hanno attraversato l'universo nel corso della sua storia.

Il termine è assente dalle scuole hinayana. Nel Mahayana, è il regno spirituale acquisito da colui che raggiunge la perfetta illuminazione e insegna a tutti gli esseri rinati lì per prepararli all'illuminazione .

I Bodhisattva
I bodhisattva, che appaiono originariamente in testi sulle precedenti incarnazioni di Gautama Buddha, sono personaggi che hanno fatto voto di rimanere nell'universo per liberare tutte le creature dalla sofferenza, e che sono sulla strada per diventare futuri Buddha.

Nel  buddhismo Mahayiana i discepoli che sono molto avanti sul Sentiero sono chiamati   bodhisattva ( esistenza illuminata) e anticamente venivano raffigurati con l'aureola e una corona vegetale sul capo.


Secondo i Mahayana tali persone possono anche morire senza diventare buddha e per millenni continuare a progredire rinascendo in varie forme e manifestare poteri soprannaturali come  bodhisattva celesti . Completata una 10^ fase essi diventano buddha per sempre.

Il Dalai Lama del Tibet è un bodhisattva.
Il più popolare bodhisattva è   Avalokiteshvara il Buddha della compassione. 

In diverse scuole mahayana sono previste cerimonie in cui si fa voto di diventare bodhisattva e di iniziare il lunghissimo cammino che, dopo miliardi di anni, potrà portare a diventare un Buddha. 

La devozione buddista

Esiste dunque  un Cielo buddhista popolato da boddhisattva celesti, ma anche da gandharva , i più umili membri dei regni divini, i musici celesti ,e anche da divinità come   Tara Bianca , dea della compassione e compagna di Avalok . E' invocata come  colei che inganna la morte  e concede lunga vita libera da ogni pericolo. 
Gli esseri del Cielo possono essere invocati come essere personali perché possono aiutare i devoti.


Buddha , l' illuminato, è superiore agli dèi, ma neppure lui può essere paragonato al Dio creatore delle religioni monoteistiche.

E' difficile anche parlare di un rapporto personale fra il fedele buddhista e il Buddha, paragonabile al rapporto con Dio nelle religioni monoteistiche.

La devozione al Buddha passa spesso attraverso i più accessibili bodhisattva

I grandi bodhisattva svolgono anche una funzione di protettori delle persone e alcuni sono particolarmente venerati, come Maitreya che diventerà il prossimo Buddha - e Avalokitesvara in versione femminile anche se il genere resta per qualche verso ambiguo - in Cina come Guanyin e in Giappone come Kannon), che in Tibet (Cenresig) prende forma umana attraverso la successione dei Dalai Lama che ne sono la manifestazione.

I demoni
Nelle religioni buddiste ci sono anche i demoni che tentano la mente ; il più famoso è  Mara, colui che fu l'ultimo tremendo tentatore del Buddha prima della illuminazione: il desiderio di essere un IO.

LA MEDITAZIONE
“Qual è o monaci la Nobile Verità della origine della sofferenza? E’ quel desiderio che produce la rinascita, quel desideriointrecciato di brama e avidità che indulge a se stesso or qua ora là; il desideriodei sensi, il desiderio di essere, il desiderio di autodistruggersi.” ( Buddha)

“Non Dio, non l’anima, non l’Inferno e non il paradiso, ma l’uomo di fronte a se stessocon le sole sue forze responsabile di ogni suo atto, artefice delle sue vite a venire, e della fine assoluta di ogni suo divenire: Nirvana.” ( Buddha)



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