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La meravigliosa storia del Rosario
di Massimo Introvigne

Da dove viene il Rosario, ancora oggi la preghiera preferita da centinaia di milioni di cattolici in tutto il mondo?

Anne Winston-Allen, docente di germanistica alla Southern Illinois University, negli Stati Uniti d'America, fa il punto sulla questione - per la verità non poco controversa - in un volume pubblicato dalla Pennsylvania State University Press: Stories of the Rose. The Making of the Rosary in the Middile Ages, "Storie della rosa. La formazione del rosario nel medioevo" [1]. Riccamente illustrato, il libro non propone ipotesi rivoluzionarie. Ha tuttavia il merito di mettere a disposizione del pubblico i risultati di ricerche comparse spesso solo su riviste specializzate - dalla Germania agli Stati Uniti d'America e all'Italia -, non sempre facilmente accessibili.
Molte delle controversie storiografiche derivano dalla definizione stessa del temine "Rosario". Per alcuni si tratta semplicemente di una sequenza di Ave Maria, o comunque di preghiere cristiane ripetute per un numero definito di volte. La storiografia tradizionale riteneva che questo tipo di sequenze fosse di origine orientale.

Da una radice indiana shivaita il mondo islamico aveva tratto l'abitudine di recitare in sequenza reiterata i novantanove nomi di Allah, servendosi di apposite catenelle di novantanove semi; un analogo sviluppo nel mondo buddhista, sempre derivato da una radice induista e con possibili influenze mussulmane, era stato fatto conoscere all'Europa da Marco Polo. I crociati - secondo questa ipotesi storiografica - avrebbero importato in Occidente e adattato alla preghiera cristiana una pratica di origine orientale.

Oggi tuttavia ipotesi formulate alla fine del secolo scorso dallo specialista tedesco Thomas Esser [2] hanno trovato ampie conferme, e nessuno studioso dubita dell'esistenza di stringhe o di cordicelle utilizzate per la preghiera reiterata nel mondo cristiano fin dai tempi dei Padri del Deserto, nei secoli III e IV dopo Cristo, ben prima delle crociate. Catenelle che si avvicinano già ai nostri rosari sono appartenute a Gertrude, figlia di Pipino I di Francia, morta nel 659, e a Lady Godiva di Coventry, morta nel 1041. L'uso di strumenti per tenere il conto di preghiere ripetute e così più antico della stessa Ave Maria, le quali origini risalgono al settimo secolo ma che si afferma nella forma attuale soltanto intorno all'anno Mille.

Sembra che gli strumenti fossero inizialmente utilizzati per ripetere un certo numero di volte il Padre Nostro, da cui il nome di paternoster attribuito a un antenato dei nostri rosari. Cesario di Heistebach (1180-1240) loda le virtù di una matrona che aveva l'abitudine di recitare regolarmente cinquanta Ave Maria, e storie simili diventano relativamente comuni fra i secoli XII e XIII. I laici usano corone o rosari - zaplet in tedesco e hoedekins in fiammingo - da cinquanta, cento o centocinquanta Ave Maria; i religiosi e le religiose vanno anche molto oltre, come le domenicane del convento di Unterlinden, a Colmar, in Germania, che nel secolo XIII s'impegnavano a recitare mille Ave Maria al giorno e duemila nei giorni di festa. Non vi è dubbio, pertanto, che la pratica di recitare più volte la stessa preghiera servendosi di appositi strumenti sia di origine molto antica nel mondo cristiano, prescinda da derivazioni islamiche e sia stata applicata all'Ave Maria a partire almeno dal dodicesimo secolo.

Per altri autori - ed è questa la terminologia preferita dalla stessa Anne Winston-Allen - perché si possa propriamente parlare di Rosario non è sufficiente la semplice reiterazione della stessa preghiera. Specifico del Rosario è in fatti l'abbinamento simultaneo di una sequenza di Ave Maria e di una serie di meditazioni sulla vita di Gesù Cristo e della Vergine.

A partire almeno dalla storia del Rosario pubblicata don Franz M. Willam nel 1948 [3], gli storici ripetono che il Rosario rappresenta un'evoluzione dei salteri della Beata Vergine Maria, dove venivano ripetuti dapprima centocinquanta salmi con antifone cristologiche e mariane, poi solo le antifone o le antifone accompagnate da un Padre Nostro o da un'Ave Maria. Anne Winston-Allen osserva tuttavia che queste teorie non spiegano come si sia passati alle vere e proprie meditazioni sulla storia della salvezza, assenti nei salteri.

A questo proposito tre teorie hanno dominato la ricerca storica. Una versione tradizionale, diffusa nel mondo cattolico sino alla fine del secolo XIX, attribuiva la nascita del Rosario meditato a san Domenico (1170-1221).Per circa un secolo, dagli anni 1880 al 1977, gli storici hanno seguito Thomas Esser secondo cui l'attribuzione tradizionale a san Domenico è il risultato di una confusione con un altro Domenico, un certosino di Treviri chiamato Domenico di Prussia (1384-1460), vissuto due secoli dopo il fondatore dei domenicani e che sarebbe il vero "inventore" del Rosario. Nel 1977, tuttavia, Andreas Heinz [4] ha scoperto un manoscritto con un Rosario meditato precedente di oltre cento anni rispetto a quello di Domenico di Prussia - e apparentemente ignoto a quest'ultimo, nonostante la prossimità geografica -, recitato dalle suore cistercensi di San Tommaso sulla Kyll, a una quarantina di chilometri da Treviri, intorno al 1300.

Ma non è neppure sicuro - osserva l'autrice americana - che il documento scoperto da Andreas Heinz sia davvero il primo Rosario - meditato - in assoluto. Oggi si vanno diffondendo presso gli storici teorie di un terzo tipo, secondo cui il passaggio dai salteri della Beata Vergine Maria al Rosario meditato è un processo dinamico e graduale, a coronamento del quale Domenico di Prussia mantiene un ruolo fondamentale per la diffusione popolare della devozione. La versione del Rosario di Domenico di Prussia era piuttosto diversa da quella che conosciamo oggi. Comprendeva cinquanta meditazioni, una per ogni Ave Maria.

Per i fedeli più semplici era ancora troppo difficile. Il domenicano Alano della Rupe (1428-1475) - un grande divulgatore della devozione, fondatore a Douai, in Francia, nel 1470 della prima confraternita del Salterio della Gloriosa Vergine Maria - obiettava che cinquanta Ave Maria erano troppo poche - ne chiedeva almeno centocinquanta -, e non amava il nome "Rosario", adottato invece - ma non inventato- dal certosino tedesco, colpevole di ricordare troppo la letteratura mondana che associava la rosa dell'amore profano. Alla fine tuttavia, osserva Anne Winston-Allen, i fedeli assicuravano il successo sia del nome "Rosario" sia di modelli non più complicati, ma più semplici rispetto a quello di Domenico.

Dove esattamente siano stati adottati per prima gli attuali quindici misteri, cui corrispondono centocinquanta Ave Maria - nonché, quasi fin da subito, quindici Padre Nostro -, è oggetto di dispute fra gli storici. Si pensava che il metodo attuale fosse stato proposto per la prima volta da una delle più antiche opere a stampa sul Rosario, il Salterio di Nostra Signora, pubblicato per la prima volta a Basilea nel 1475 [5] è divenuto estremamente popolare nelle sei successive edizioni di Ulm [6], dove quindici incisioni - per altro non accompagnate da una spiegazione scritta - rappresentavano gli attuali misteri con il giudizio universale al posto della gloria del Paradiso o dell'incoronazione di Maria come quindicesimo mistero; la tradizione avverrà lentamente nel corso del Cinquecento.

Tuttavia Stefano Orlandi nel 1965 [7] e Gilles Gèrard Meersseman nel 1977 hanno pubblicato gli statuti di confraternite fondate a Firenze nel 1481 e a Venezia nel 1480 che menzionano i quindici misteri, indizio possibile di una pratica italiana più antica, anche se Giovanni d'Erfordia, fondatore della confraternita di Venezia, era sua volta un domenicano tedesco. A poco a poco i quindici misteri vengono adottati anche dalle confraternite maggiori: la più importante era stata fondata a Colonia dal domenicano Jakobi Sprenger (1436 o 1438-1495) l' 8 settembre 1475, un giorno dopo la morte di Alano della Rupe, e contava fra i suoi primi membri l'imperatore Federico III.

La storia delle confraternite del Rosario rappresenta un fenomeno sociale affascinante: in pochi anni arruolano centinaia di migliaia, forse milioni, di membri di tutte le classi sociali, e il loro carattere internazionale e autonomo suscita le lamentele di chi le considera un elemento capace di fare concorrenza al sistema delle parrocchie e delle diocesi: le controversie odierne in tema di movimenti, come si vede, non sono poi così nuove.

La storia raccontata da Anne Winston-Allen è, fino a questo punto, la storia di un successo di cui si avrebbe torto a sottovalutare, secondo la studiosa americana, la quantità spirituale, spesso tutt'altro che disprezzabile. Il lettore protestante, che ha familiarità soprattutto con le feroci polemiche di Lutero contro il Rosario meno di cinquant'anni dopo la fondazione della confraternita di Jakob Sprenger, solleverà facili obiezioni. Certo, osserva Anne Winston-Allen alcune deviazioni facilmente attaccate da Lutero si erano effettivamente verificate in Germania, come la pratica, ammessa da alcune confraternite, secondo i più ricchi potevano pagare terzi per recitare il Rosario al loro posto e lucrare comunque i relativi benefici e indulgenze. Ma sarebbe sbagliato considerare le deviazioni come uniformemente diffuse.

D'altro canto il Rosario s'inserisce nelle case religiose all'interno della riforma detta "osservante" del Quattrocento, un fenomeno che tocca tutti i maggiori ordini religiosi, si propone di reagire ad alcuni degli stessi abusi più tardi denunciati da Lutero e anticipa la Riforma cattolica.
Se il Rosario recitato a pagamento per conto terzi corrisponde a una "teologia delle opere" che stupisce per la sua rozzezza, il successo del Rosario non nasce da questi abusi ma dal desiderio dei laici - e di non pochi religiosi - di meditare in modo ordinato e sistematico sulla storia della salvezza.

Il poco che si chiedeva ai più - un quarto d'ora di preghiera meditata al giorno -, conclude la studiosa americana, rispetto al molto che le confraternite promettevano, attirava paradossalmente l'attenzione - in un modo, forse, ormai estraneo alla mentalità di Lutero - proprio sulla centralità della fede e sulla gratuità della grazia. Sono questi i motivi per cui il Rosario ha resistito alle critiche dei suoi detrattori e agli stessi abusi di certi suoi incauti promotori, conservando nella pietà cattolica il ruolo centrale che ha ancora ai nostri giorni.

* Articolo anticipato, senza note e con il titolo redazionale "Rosario, un mistero che si snoda nei secoli", in "Avvenire. Quotidiano di ispirazione cattolica", anno XXXI, n. 71, 25-3-1998, p. 16 e in "Cristianità", Organo ufficiale di Alleanza Cattolica, anno XXVI, n. 275-276, marzo aprile 1998, pp. 5-7.

NOTE

1 Anne Winston-Allen, Stories of the Rose. The Making of the Rosary in the Middle Ages, Penn State University Park (Pennsylvania) 1997. Salvo indicazioni diversa tutte le informazioni nel testo sono tratte da questo volume.
2 Cfr. Thomas Esser, Unserer lieben Frauen Rosenkranz ["Il Rosario della Madonna"], Schöningh, Paderbon 1889.
3 Cfr. don Franz Michel Wuillam, Die Geschichte und Gebetsschule des Rrosenkranzes ["La storia e la scuola di preghiera del Rosario"], Herden, Vienna 1948 (trad. it. Storia del Rosario, trad. it. e prefazione di Rodolfo Paoli, con tre tavole fuori testo, Orbis Catholicum, Roma 1951).
4 Cfr. Andreas Heinz, Die Zisterzienser und die Anfänge des Rosenkranzes ["I cistercensi e le origini del Rosario"], in Analecta Cisterciensia, vol. 33, 1997, pp. 262-309.
5 Dis ist Unsert lyeben frowen Rosenkrantz und wie er von ersten offkummen ["Questo è il Rosario di Nostra Signora e com'è sorto la prima volta"], Flach Basilea 1475.
6 A partire da Vnser lieben Frauen Psalter ["Il salterio di Nostra Signora"], Dinckmut, Ulma 1492.
7 Cfr. Stefano Orlandi (a cura di), Libro del Rosario della Gloriosa Vergine Maria, Centro Internazionale Domenicano Rosariano, Roma 1965.

La Bibbia

- Il Santo Rosario comprende preghiere tratte dalla Bibbia.
- I Misteri della vita di Cristo contemplati nel Santo Rosario sono contenuti nella Bibbia.
- Le 150 Ave Maria, richiamando i 150 salmi, e divise in decine (come le corde dell'arpa del santo Re Davide, come è scritto nella Bibbia) affermano che che la Scrittura si è compiuta in Cristo (I misteri della vita di cristo
sono compimento del salterio).
- La ripetizione delle medesime preghiere è conforme al modo di pregare praticato da Gesù (scritto nella Bibbia), e al modo praticato dalla Spirito Santo nel cuore di ogni fedele (scritto nella Bibbia).
- Ripetendo le parole pronunciate dall'Angelo al momento dell'Incarnazione si celebra anche Colei che ha permesso il compimento della Scrittura. Altrimenti avremo mezza Bibbia e l'altra metà incompiuta.

Chi recita il Santo Rosario, trova in esso tutti i tesori della Sacra Scrittura; infatti:

1 - Le preghiere che compongono il Rosario sono tratte dalla Scrittura.

Tutti sanno che il Padre Nostro è stato insegnato da Gesù, e che è la preghiera perfetta.
La prima parte dell'Ave Maria è tratta dalla S.Scrittura (Lc 1,28. 42) E ciò che nell'Ave Maria non è letteralmente contenuto nella Bibbia, lo è nella sostanza. Si chiede infatti alla Madonna di pregare per noi "ora", adesso, perché "Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!" (2 Cor 6,2);

È adesso che dobbiamo decidere di convertirci e di farci santi, senza aspettare un tempo che forse non ci sarà: Inoltre il moneto della morte è il momento da cui dipende la nostra eternità e bisogna chiedere di essere trovati "svegli": "Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro! Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate" (Lc 12, 37-40).

Il Gloria è una forma delle tante dossologie Trinitarie contenute nella Bibbia stessa. I nomi del Padre, del Figlio e lo Spirito Santo sono stati pronunciati insieme da Gesù (Mt 28, 19) e tutta la Scrittura ci invita a glorificare Dio, in ogni modo e per quanto possiamo.

2 - I Misteri della vita di Cristo contemplati nel Santo Rosario sono contenuti nella Bibbia.

È indispensabile, per la recita del Rosario, la contemplazione dei misteri della vita di Gesù Cristo (contenuti nella S.Scrittura). La preghiera che si è soliti recitare al termine del Rosario, ne rivela l'essenza: una contemplazione nella fede dei misteri della vita di Gesù, per essere trasformati in Lui. La preghiera suona così: "O Dio, il tuo unico Figlio ci ha acquistato con la sua vita, morte e resurrezione, i beni della salvezza eterna; concedi a noi che, venerando questi santi misteri del Santo Rosario della Vergine Maria, imitiamo ciò che contengono e otteniamo ciò che promettono. Per Cristo nostro Signore. Amen.". Gli episodi della vita di Gesù contemplati sono detti "misteri", perché "misteriosamente" ci rendono sempre più simili a Lui.

3 - 150 e 10 non sono numeri a caso

150 Ave Maria sono un richiamo ai 150 salmi di David; Con l'incarnazione, passione, morte e resurrezione di N.S. Gesù cristo si compie quanto è predetto in tutto l'Antico Testamento e nei Salmi: "... cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui" (Lc 24,27). La recita del S.Rosario è quindi anche un atto di fede del compimento della Scrittura. Il numero di 10 Ave Maria (in cui il Rosario è diviso 15 volte), ricorda le 10 corde del salterio, strumento con cui il Re David accompagnava il canto dei salmi.

[Sal 33, 2]Lodate il Signore con la cetra, con l'arpa a dieci corde a lui cantate.
[Sal 92, 2-4] E' bello dar lode al Signore e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunziare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte, sull'arpa a dieci corde e sulla lira, con canti sulla cetra.
[Sal 144, 9]Mio Dio, ti canterò un canto nuovo, suonerò per te sull'arpa a dieci corde;


Le ripetizioni a dieci a dieci delle Ave Marie sono le dieci corde dell'arpa della Nuovo Testamento, con cui si celebra il perfetto compimento dell'Antico.

4 - La ripetizione della preghiera è insegnata dalla Bibbia

E' vero che anche i pagani usavano strumenti analoghi alla corona del Rosario per pregare ; ma ciò non toglie che una cosa, anche se usata da un pagano non possa essere utile. Se scopro che i musulmani sono i primi ad aver inventato la doccia, non per questo smetto di farla. Certamente non pregherò Allah mentre mi lavo.
L'importante è evitare la ripetizione di preghiere al modo di certe religioni pagane, per cui la ripetizione di alcune formule obbligherebbe la divinità a concedere grazie oppure produce necessariamente un effetto conseguente e dipendente dalla preghiera. In questo senso Gesù ci dice, quando preghiamo, di "non specare" le parole:

"Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole" (Mt 6,7)

La ripetizione, nella preghiera cristiana, va intesa in modo analogo a una mamma che non si stanca di coprire di baci il suo bambino; così l'anima non si stanca di scagliare dardi d'amore verso il cielo. E il cristiano sa che l'effetto della preghiera dipende solo dalla grazia di Dio; è un dono dall'alto e non un conquista o un effetto magico della ripetizione di parole. La preghiera è un atto di fede che dispone l'anima a ricevere un dono per grazia.

Anche Gesù pregava ripetendo più volte parole simili; per es. nell'orto degli ulivi: Il vangelo dice "pregava" al tempo "imperfetto" che indica un'azione continuata. San Luca dice pregava "più prolissamente" (greco: ektenesteron), cioè "ripetendo più intensamente" "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22, 41-43)

Anche lo Spirito Santo ripete dal cuore del Cristiano un'identica preghiera, riconducibile ad un'unica parola "Abba": "E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre!" (Rom 8,15); "E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!" (Gal 4,6)
Quindi non è condannata dalla Scrittura "ogni ripetizione", ma "un certo tipo di ripetizione", al modo pagano.


5 - Il Santo Rosario celebra il compimento della Scrittura

Il S. Rosario è una preghiera biblica perché, nel celebrare i misteri della vita di Gesù Cristo, li celebra anche come compimento dell'Antico Testamento. Infatti, ripetendo le parole pronunciate dall'Angelo al momento
dell'Incarnazione, seguite dall'assenso della Madonna, viene riconosciuto l'importanza di questo stesso assenso perché la Scrittura si potesse compiere. È dunque un errore e una contraddizione non approvare la devozione a Maria in nome della "sola Scrittura"; infatti Maria è colei che ha permesso, per volontà di Dio, che la Scrittura si compisse; se la Madonna non avesse detto "Si'" all'Angelo, non avremmo il né Nuovo Testamento ne' il compimento dell'Antico.

Il Catechismo Universale Della Chiesa Cattolica

2678 La pietà medievale dell'Occidente ha sviluppato la preghiera del Rosario, sostitutiva per il popolo della Preghiera delle Ore. In Oriente, la forma litanica dell'Acatisto e della Paraclisis è rimasta più vicina all'ufficio corale delle Chiese bizantine, mentre le tradizioni armena, copta e siriaca, hanno preferito gli inni e i cantici popolari in onore della Madre di Dio. Ma nell'Ave Maria, nelle theotokia, negli inni di sant'Efrem o di san Gregorio di Narek, la tradizione della preghiera rimane fondamentalmente la stessa. 

2679 Maria è l'Orante perfetta, figura della Chiesa. Quando la preghiamo, con lei aderiamo al Disegno del Padre, che manda il Figlio suo per salvare tutti gli uomini. Come il discepolo amato, prendiamo con noi [Cf ibid] la Madre di Gesù, diventata la Madre di tutti i viventi. Possiamo pregare con lei e pregarla. La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria, alla quale è unita nella speranza [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 68-69]

2708 La meditazione mette in azione il pensiero, l'immaginazione, l'emozione e il desiderio. Questa mobilitazione è necessaria per approfondire le convinzioni di fede, suscitare la conversione del cuore e rafforzare la volontà di seguire Cristo. La preghiera cristiana di preferenza si sofferma a meditare “i misteri di Cristo”, come nella “lectio divina” o nel Rosario. Questa forma di riflessione orante ha un grande valore, ma la preghiera cristiana deve tendere più lontano: alla conoscenza d'amore del Signore Gesù, all'unione con lui.

In comunione con la Santa Madre di Dio meditiamo i misteri di Gesu’ e preghiamo perche’ si compiano in noi .

Tutta la vita di Gesù è mistero. Mistero in senso religioso significa qualcosa che avviene nella storia per opera divina ma la cui dinamica sfugge alla piena comprensione umana. Chi ci introduce nel Mistero di Gesù sono gli evangeli:gli autori hanno compiuto questa ricerca religiosa nella fede e ci hanno comunicato le loro scoperte.
Contemplando la sua vita terrena siamo condotti al mistero della sua vita divina e alla sua azione salvifica.

512 Il Simbolo della fede, a proposito della vita di Cristo, non parla che dei Misteri dell'Incarnazione (concezione e nascita) e della Pasqua (passione, crocifissione, morte, sepoltura, discesa agli inferi, risurrezione, ascensione). Non dice nulla, in modo esplicito, dei Misteri della vita nascosta e della vita pubblica di Gesù, ma gli articoli della fede concernenti l'Incarnazione e la Pasqua di Gesù, illuminano tutta la vita terrena di Cristo. “Tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui... fu assunto in cielo” ( At 1,1-2 ) deve essere visto alla luce dei Misteri del Natale e della Pasqua.

 513 La catechesi, secondo le circostanze, svilupperà tutta la ricchezza dei Misteri di Gesù. Qui basta indicare alcuni elementi comuni a tutti i Misteri della vita di Cristo (I), per accennare poi ai principali Misteri della vita nascosta (II) e pubblica (III) di Gesù.

 514 Non compaiono nei Vangeli molte cose che interessano la curiosità umana a riguardo di Gesù. Quasi niente vi si dice della sua vita a Nazaret, e anche di una notevole parte della sua vita pubblica non si fa parola [Cf Gv 20,30 ]. Ciò che è contenuto nei Vangeli, è stato scritto “perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo Nome” ( Gv 20,31 ).

 515 I Vangeli sono scritti da uomini che sono stati tra i primi a credere [Cf Mc 1,1; Gv 21,24 ] e che vogliono condividere con altri la loro fede. Avendo conosciuto, nella fede, chi è Gesù, hanno potuto scorgere e fare scorgere in tutta la sua vita terrena le tracce del suo Mistero.

Dalle fasce della sua nascita, [Cf Lc 2,7 ] fino all'aceto della sua passione [Cf Mt 27,48 ] e al sudario della Risurrezione, [Cf Gv 20,7 ] tutto nella vita di Gesù è segno del suo Mistero. Attraverso i suoi gesti, i suoi miracoli, le sue parole, è stato rivelato che “in lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” ( Col 2,9 ).  In tal modo la sua umanità appare come “il sacramento”, cioè il segno e lo strumento della sua divinità e della salvezza che egli reca: ciò che era visibile nella sua vita terrena condusse al Mistero invisibile della sua filiazione divina e della sua missione redentrice.

 516 Tutta la vita di Cristo è Rivelazione del Padre: le sue parole e le sue azioni, i suoi silenzi e le sue sofferenze, il suo modo di essere e di parlare. Gesù può dire: “Chi vede me, vede il Padre” ( Gv 14,9 ), e il Padre: “Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo” ( Lc 9,35 ). Poiché il nostro Signore si è fatto uomo per compiere la volontà del Padre, [Cf Eb 10,5-7 ] i più piccoli tratti dei suoi Misteri ci manifestano “l'amore di Dio per noi” ( 1Gv 4,9 ). 517 Tutta la vita di Cristo è Mistero di Redenzione.     

La Redenzione è frutto innanzi tutto del sangue della croce, [Cf Ef 1,7; Col 1,13-14; 1Pt 1,18-19 ] ma la Redenzione ,il riscatto dalla schiavitu’ del  male e dalla morte,questo Mistero opera nell'intera vita di Cristo: già nella sua Incarnazione, per la quale, facendosi povero, ci ha arricchiti con la sua povertà; [Cf 2Cor 8,9 ]  nella sua vita nascosta che, con la sua sottomissione, [Cf Lc 2,51 ] ripara la nostra insubordinazione; nella sua parola che purifica i suoi ascoltatori;[Cf Gv 15,3 ]  nelle guarigioni e negli esorcismi che opera, mediante i quali “ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie” ( Mt 8,17 ); [Cf Is 53,4 ]  nella sua Risurrezione, con la quale ci giustifica [Cf Rm 4,25 ].  518 Tutta la vita di Cristo è Mistero di Ricapitolazione.

Quanto Gesù ha fatto, detto e sofferto, aveva come scopo di ristabilire nella sua primitiva vocazione l'uomo decaduto: Allorché si è incarnato e si è fatto uomo, ha ricapitolato in se stesso la lunga storia degli uomini e in breve ci ha procurato la salvezza, così che noi recuperassimo in Gesù Cristo ciò che avevamo perduto in Adamo, cioè d'essere ad immagine e somiglianza di Dio [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 18, 1]. Per questo appunto Cristo è passato attraverso tutte le età della vita, restituendo con ciò a tutti gli uomini la comunione con Dio  [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 18, 1].

La nostra comunione ai Misteri di Gesù fa si che questi misteri continuino ad agire in noi e per noi   

519 Tutta la ricchezza di Cristo “è destinata ad ogni uomo e costituisce il bene di ciascuno” Gesù è l’Uomo perfetto che dona a noi la sua perfezione: incarnadosi ci partecipa la natura divina, ubbidendo ci fa sottomessi al Padre, parlandoci ci apre gli orecchi all’ascolto della Parola, con i miracoli ci esorcizza,perdona,guarisce; pregando ci attira alla preghiera, soffrendo la passione ci da la forza della perseveranza , morendo ci fa morire al dominio del maligno, risorgendo ci da una vita libera dal male e dalla morte,effondendo su di noi il suo Spirito ci unge Messia come Lui per continuare la sua opera evangelizzatrice.

[Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptor hominis, 11]. Cristo non ha vissuto la sua vita per sé, ma per noi , dalla sua Incarnazione “per noi uomini e per la nostra salvezza” fino alla sua morte “per i nostri peccati” ( 1Cor 15,3 ) e alla sua Risurrezione “per la nostra giustificazione” ( Rm 4,25 ). E anche adesso, è “nostro avvocato presso il Padre” ( 1Gv 2,1 ), “essendo sempre vivo per intercedere” a nostro favore ( Eb 7,25 ). Con tutto ciò che ha vissuto e sofferto per noi una volta per tutte, egli resta sempre “al cospetto di Dio in nostro favore”(Eb 9,24 ).

 520 Durante tutta la sua vita, Gesù si mostra come nostro modello :
[Cf Rm 15,5; Fil 2,5 ] è “l'uomo perfetto” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 38] che ci invita a diventare suoi discepoli e a seguirlo; con il suo abbassamento, ci ha dato un esempio da imitare, [Cf Gv 13,15 ] con la sua preghiera, attira alla preghiera, [Cf Lc 11,1 ] con la sua povertà, chiama ad accettare liberamente la spogliazione e le persecuzioni [Cf Mt 5,11-12 ].  

521 Tutto ciò che Cristo ha vissuto, egli fa sì che noi possiamo viverlo in lui e che egli lo viva in noi. “Con l'Incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 22]. Siamo chiamati a formare una cosa sola con lui; egli ci fa comunicare come membra del suo Corpo a ciò che ha vissuto nella sua carne per noi e come nostro modello: Noi dobbiamo sviluppare continuamente in noi e, in fine, completare gli stati e i Misteri di Gesù.

 Dobbiamo poi pregarlo che li porti lui stesso a compimento in noi e in tutta la sua Chiesa. . .Il Figlio di Dio desidera una certa partecipazione e come un'estensione e continuazione in noi e in tutta la sua Chiesa dei suoi Misteri mediante le grazie che vuole comunicarci e gli effetti che intende operare in noi attraverso i suoi Misteri. E con questo mezzo egli vuole completarli in noi [San Giovanni Eudes, Tractatus de regno Iesu, cf Liturgia delle Ore, IV, Ufficio delle letture del venerdì della trentatreesima settimana].Siamo cosi’ trasformati e santificati fino alla perfezione, restituiti alla comunione con Dio,alla vita nel suo Santuario,alla vita di gioia eterna.La nostra biografia ,la nostra storia è ricapitolata in Lui,salvata per sempre.

Perche’ pregare, invocare Maria?

1. (Eva, la “ donna, madre dei viventi, è colei che rifiuta il Verbo per aderire alla menzogna del Maligno) Maria è colei che incondizionatamente accoglie il Verbo divino , Gesù.

2. (Eva è la disobbediente al Verbo divino che coopera con il Maligno per la dannazione dell’uomo) Accogliendo Gesù diventa la prima, indispensabile cooperatrice dell’opera salvifica di Dio che dona al suo Verbo la sua vita , con il suo incondizionato “sì “ che appariva come una autocondanna a morte,.

Il Mistero di Maria ancella del Signore continua nella storia come storia di salvezza. Facendo memoria dei misteri in cui ha esercitato questo suo ministero partecipiamo delle grazie che essa ha ottenuto come compimento delle promesse di Dio.

2673 Nella preghiera, lo Spirito Santo ci unisce alla Persona del Figlio unigenito, nella sua Umanità glorificata. Per essa ed in essa la nostra preghiera filiale entra in comunione, nella Chiesa, con la Madre di Gesù [Cf At 1,14 ].

2674 Dopo il consenso dato nella fede al momento dell'Annunciazione e mantenuto, senza esitazione, sotto la croce, la maternità di Maria si estende ora ai fratelli e alle sorelle del Figlio suo, “ancora pellegrini e posti in mezzo a pericoli e affanni” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 62]. Gesù, l'unico Mediatore, è la Via della nostra preghiera; Maria, Madre sua e Madre nostra, è pura trasparenza di lui: ella “mostra la Via” [Hodoghitria”], ne è “il Segno”, secondo l'iconografia tradizionale in Oriente e in Occidente.

2675 E' a partire da questa singolare cooperazione di Maria all'azione dello Spirito Santo, che le Chiese hanno sviluppato la preghiera alla santa Madre di Dio, incentrandola sulla Persona di Cristo manifestata nei suoi misteri.

METODO SANTO PER RECITARE IL SANTO ROSARIO E ATTIRARE SU DI SÉ LA GRAZIA DEI MISTERI DELLA VITA, DELLA PASSIONE E DELLA GLORIA DI GESÙ E DI MARIA
secondo S. Luigi M. Grignion da Montfort

Vieni, Santo Spirito...

OFFERTA DEL ROSARIO

Io mi unisco a tutti i santi che sono nel cielo, a tutti i giusti che sono sulla terra; mi unisco a te, Signore Gesù, per lodare degnamente la tua santa Madre e lodare te in lei e per mezzo di lei. Rinuncio a tutte le distrazioni che possono venirmi durante questo rosario. Vergine Santa, ti offriamo questo "Credo" per onorare la tua fede sulla terra e chiederti di renderci partecipi di questa tua stessa fede.

Credo...

Ti offriamo questo "Padre nostro", o Signore, per adorarti nella tua Unità e riconoscere che tu sei il primo principio e il fine ultimo di ogni realtà. Trinità santissima, ti offriamo queste tre "Ave Maria" per ringraziarti di tutti i doni da te concessi a Maria e di quelli che hai elargito a noi per sua intercessione.

1 Padre nostro, 3 Ave Maria...

Gloria al Padre...

OFFERTE PARTICOLARI PER OGNI DECINA

Misteri Gaudiosi

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1a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo primo mistero per onorare la tua Incarnazione. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una profonda umiltà di cuore.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero dell'Incarnazione discenda nella mia anima e la renda veramente umile.

2a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo secondo mistero per onorare la visita della tua santa Madre alla sua parente santa Elisabetta. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione di Maria, un perfetto amore verso il nostro prossimo.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero della Visitazione discenda nella mia anima e la renda veramente piena d'amore.

3a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo terzo mistero per onorare la tua santa Nascita. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, il distacco dai beni del mondo, l'amore per la povertà e per i poveri.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero della Nascita di Gesù discenda nella mia anima e la renda evangelicamente povera.

4a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quarto mistero per onorare la tua Presentazione al tempio per le mani di Maria. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, il dono della sapienza e la purezza dell'anima e del corpo.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero della Presentazione discenda nella mia anima e la renda veramente saggia e pura.

5 a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quinto mistero per onorare il tuo Ritrovamento fra i dottori da parte di Maria che ti aveva smarrito. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre la conversione nostra e di quanti si trovano in stato di peccato, eresia, scisma e idolatria
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero del Ritrovamento di Gesù al tempio discenda nella mia anima e la converta veramente.

Misteri Dolorosi

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6a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo sesto mistero per onorare la tua mortale Agonia nel giardino degli Ulivi. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, un sincero pentimento dei nostri peccati e una piena adesione alla tua volontà.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia dell'Agonia di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente pentita e conforme alla volontà di Dio.

7a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo settimo mistero per onorare la tua sanguinosa Flagellazione. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, la perfetta vigilanza sui nostri sensi.
-Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
-La grazia della Flagellazione di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente vigilante.

8a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo ottavo mistero per onorare la tua atroce Incoronazione di spine. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, un grande distacco dallo spirito del mondo.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero dell'Incoronazione di spine di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente distaccata dallo spirito del mondo.

9a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo nono mistero per onorare il tuo viaggio al Calvario sotto il peso della croce. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una grande costanza nel seguirti, portando la croce ogni giorno della nostra vita.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero di Gesù carico della croce discenda nella mia anima e la renda veramente costante nel portare la croce.

10a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo decimo mistero per onorare la tua Crocifissione sul Calvario. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una viva avversione per il peccato, l'amore alla Croce e una morte santa per noi e per quanti agonizzano m questo momento.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero della Passione e Morte di Gesù Cristo discenda nella mia anima e la renda veramente santa.

Misteri Gloriosi

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11a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo undicesimo mistero per onorare la tua trionfale Risurrezione. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una fede viva.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero della Risurrezione discenda nella mia anima e la renda davvero credente.

12a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo dodicesimo mistero per onorare la tua gloriosa Ascensione. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una ferma speranza e un vivo desiderio del paradiso.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero dell'Ascensione di Gesù Cristo discenda nella mia anima e la renda veramente degna del cielo.

13a DECINA. Spirito Santo, ti offriamo questo tredicesimo mistero per onorare la Pentecoste. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua fedele Sposa Maria, la divina Sapienza per conoscere, gustare e vivere la verità e comunicarla agli altri.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia del mistero della Pentecoste discenda nella mia anima e la renda veramente sapiente secondo Dio.

14a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quattordicesimo mistero in onore dell'immacolata Concezione e dell'Assunzione in corpo ed anima della tua santa Madre in cielo. Ti chiediamo per questi misteri e per la sua intercessione, una vera devozione verso di lei per ben vivere e ben morire.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)
- La grazia dei misteri dell'immacolata Concezione e dell'Assunzione discenda nella mia anima e la renda veramente devota di Maria.

15a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quindicesimo e ultimo mistero in onore della gloriosa Incoronazione della tua santa Madre in cielo. Ti chiediamo per questo mistero e l'intercessione di lei, la perseveranza e il progresso nella virtù fino alla morte e la corona eterna per noi preparata. Ti chiediamo la stessa grazia per tutti i fedeli e per quanti ci hanno fatto del bene.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

[5]
Signore Gesù, per questi misteri della tua Vita, Passione, Morte e Gloria e per i meriti della tua santa Madre, ti preghiamo: converti i peccatori, aiuta i morenti, libera le anime del purgatorio. Concedi a tutti noi la tua grazia per ben vivere e ben morire, e la tua gloria per contemplare il tuo volto e amarti per l'eternità. Amen.

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