Corso di Religione


CRISTIANESIMO
LA NUOVA ALLEANZA

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La regola d'oro Mt 7,12 Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi,
anche
voi fatelo a loro:
questa infatti
è tutta la Legge ed i Profeti
(= la Bibbia ebraica )

 1970 La Legge evangelica implica la scelta decisiva tra “le due vie” [Cf Mt 7,13-14 ] e il mettere in pratica le parole del Signore; [Cf Mt 7,21-27 ] essa si riassume nella “regola d'oro”: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti” ( Mt 7,12 ) [Cf Lc 6,31 ].  Tutta la Legge evangelica è racchiusa nel “ comandamento nuovo ” di Gesù ( Gv 13,34 ), di amarci gli uni gli altri come lui ci ha amati [Cf Gv 15,12 ].


Tutta la Bibbia ebraica , cioè tutte le istruzioni divine dell'alleanza antica sono rivelazione di molti aspetti della Legge morale naturale e possono essere riassunte in questa regola , che è infatti la regola aurea della Legge Morale naturale.

Tutta la legge morale naturale può essere compresa a partire dalla " regola d'oro " :
- quello che non vuoi sia fatto a te, tu non farlo agli altri
- ama il prossimo tuo come te stesso,
- quello che vorresti fosse fatto a te, tu fallo agli altri.

- etc. La troviamo in tutti i sistemi etici, in tutte le religioni , anche precristiane  con espressioni diverse.

Riconoscere ed applicare questa regola in tutti i casi della vita non è cosa semplice : l'ascesi mistica dei religiosi, la saggezza dei popoli , il diritto, poi l 'etica, la filosofia morale , hanno chiarito molte cose della Regola d'oro ma la storia dimostra che non c'è regola , per quanto perfetta e condivisa, che abbia portato a compimento, a perfezione, la natura umana .

Costruire una comunità giusta e felice sul fondamento della Regola d'oro non è riuscito neppure agli osservanti giudei farisei , guidati dai profeti, dalla Rivelazione, dalla presenza attiva di Dio.

Gesù ovviamente non nega la Legge morale naturale (inclusa in molti aspetti nella Bibbia ebraica) anzi la pone a fondamento della umanità naturale e anche di quella cristiana, ma la potenzialità di quest'ultima , quanto a costruire il bene , è superiore, in quanto partecipa della potenza divina di Gesù , lo Spirito di Carità.

L'antica alleanza, la Bibbia ebraica, era fondata sulla regola d'oro espressa così : " ama il tuo prossimo (= vicino) come te stesso (Lv 19,18) "

La Nuova alleanza è fondata su Gesù, l'uomodio, colui che partecipa ai cristiani il suo Spirito di Carità e per questi la regola d'oro diventa :

" Mt7,12 Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi
(cioè quello che vi ho fatto Io , donandovi tutto me stesso, la Vita),
anche voi fatelo a loro "
La giustizia superiore Mt 5,20 Io vi dico infatti:
se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei,
non entrerete nel regno dei cieli.


Quale fu l'atteggiamento di Gesù verso la Legge Mosaica? 

578 Gesù, il Messia d'Israele, il più grande quindi nel Regno dei cieli, aveva il dovere di osservare la Legge, praticandola nella sua integralità fin nei minimi precetti, secondo le sue stesse parole. Ed è anche il solo che l'abbia potuto fare perfettamente [Cf Gv 8,46 ]. Gli Ebrei, secondo quanto essi stessi confessano, non hanno mai potuto osservare la Legge nella sua integralità senza trasgredire il più piccolo precetto [Cf Gv 7,19; 578 At 13,38-41; At 15,10 ]. Per questo, ogni anno, alla festa dell'Espiazione, i figli d'Israele chiedono perdono a Dio per le loro trasgressioni della Legge. In realtà, la Legge costituisce un tutto unico e, come ricorda san Giacomo, “chiunque osservi tutta la Legge, ma la trasgredisca in un punto solo, diventa colpevole di tutto” ( Gc 2,10 ) [Cf Gal 3,10; Gal 5,3 ].

 579 Il principio dell'integralità dell'osservanza della Legge, non solo nella lettera ma nel suo spirito, era caro ai farisei. Mettendolo in forte risalto per Israele, essi hanno condotto molti Ebrei del tempo di Gesù a uno zelo religioso estremo [Cf Rm 10,2 ]. E questo, se non voleva risolversi in una casistica “ipocrita”, [Cf Mt 15,3-7; Lc 11,39-54 ] non poteva che preparare il Popolo a quell'inaudito intervento di Dio che sarà l'osservanza perfetta della Legge da parte dell'unico Giusto al posto di tutti i peccatori [Cf Is 53,11; Eb 9,15 ].

 580 L'adempimento perfetto della Legge poteva essere soltanto l'opera del divino Legislatore nato sotto la Legge nella Persona del Figlio [Cf Gal 4,4 ]. Con Gesù, la Legge non appare più incisa su tavole di pietra ma scritta nel “cuore” ( Ger 31,33 ) del Servo che, proclamando “il diritto con fermezza” ( Is 42,3 ), diventa l'“Alleanza del Popolo” ( Is 42,6 ). Gesù compie la Legge fino a prendere su di sé “la maledizione della Legge” ( Gal 3,13 ), in cui erano incorsi coloro che non erano rimasti fedeli “a tutte le cose scritte nel libro della Legge” ( Gal 3,10 ); infatti la morte di Cristo intervenne “per la redenzione delle colpe commesse sotto la Prima Alleanza” ( Eb 9,15 ).

 582 Spingendosi oltre, Gesù dà compimento alla Legge sulla purità degli alimenti, tanto importante nella vita quotidiana giudaica, svelandone il senso “pedagogico” [Cf Gal 3,24 ] con una interpretazione divina: “Tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo. . . Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. . . Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore dell'uomo, escono le intenzioni cattive” ( Mc 7,18-21 ). Dando con autorità divina l'interpretazione definitiva della Legge, Gesù si è trovato a scontrarsi con certi dottori della Legge, i quali non ne accettavano la sua interpretazione, sebbene fosse garantita dai segni divini che la accompagnavano [Cf Gv 5,36; Gv 10,25; Gv 5,37-38; 582 Gv 12,37 ]. Ciò vale soprattutto per la questione del sabato: Gesù ricorda, ricorrendo spesso ad argomentazioni rabbiniche, [Cf Mc 2,25-27; 582 Gv 7,22-24 ] che il riposo del sabato non viene violato dal servizio di Dio [Cf Mt 12,5; Nm 28,9 ] o del prossimo, [Cf Lc 13,15-16; Lc 14,3-4 ] servizio che le guarigioni da lui operate compiono.

 583 Gesù, come prima di lui i profeti, ha manifestato per il Tempio di Gerusalemme il più profondo rispetto. Vi è stato presentato da Giuseppe e Maria quaranta giorni dopo la nascita ( Lc 2,22-39 ). All'età di dodici anni decide di rimanere nel Tempio, per ricordare ai suoi genitori che egli deve occuparsi delle cose del Padre suo [Cf Lc 2,46-49 ]. Vi è salito ogni anno, almeno per la Pasqua, durante la sua vita nascosta; [Cf Lc 2,41 ] lo stesso suo ministero pubblico è stato ritmato dai suoi pellegrinaggi a Gerusalemme per le grandi feste giudaiche [Cf Gv 2,13-14; Gv 5,1; Gv 2,14; Gv 7,1; Gv 2,10; Gv 2,14; 583 Gv 8,2; Gv 10,22-23 ].

 585 Alla vigilia della sua passione, Gesù ha però annunziato la distruzione di questo splendido edificio, di cui non sarebbe rimasta pietra su pietra [Cf Mt 24,1-2 ]. In ciò vi è l'annunzio di un segno degli ultimi tempi che stanno per iniziare con la sua Pasqua [Cf Mt 24,3; Lc 13,35 ].
 586 ... la sua uccisione nel corpo [Cf Gv 2,18-22 ] annunzia la distruzione del Tempio, distruzione che manifesterà l'entrata in una nuova età della storia della salvezza: “E' giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre” ( Gv 4,21 ) [Cf Gv 4,23-24; 586 Mt 27,51; Eb 9,11; Ap 21,22 ].

 588 Gesù ha scandalizzato i farisei mangiando con i pubblicani e i peccatori [Cf Lc 5,30 ] con la stessa familiarità con cui pranzava con loro [Cf Lc 7,36; 588 Lc 11,37; Lc 14,1 ]. Contro quelli tra i farisei “che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri” ( Lc 18,9 ), [Cf Gv 7,49; Gv 9,34 ] Gesù ha affermato: “Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi” ( Lc 5,32 ). Si è spinto oltre, proclamando davanti ai farisei che, essendo il peccato [ un fatto ] universale, [Cf Gv 8,33-36 ] coloro che presumono di non aver bisogno di salvezza, sono ciechi sul proprio conto [Cf Gv 9,40-41 ].

 590 Soltanto l'identità divina della Persona di Gesù può giustificare un'esigenza assoluta come questa: “Chi non è con me è contro di me” ( Mt 12,30 ); altrettanto quando egli dice che in lui c'è “più di Giona. . . più di Salomone” ( Mt 12,41-42 ), “c'è qualcosa più grande del Tempio” ( Mt 12,6 ); quando ricorda, a proprio riguardo, che Davide ha chiamato il Messia suo Signore, [Cf Mt 12,36; Mt 12,37 ] e quando afferma: “Prima che Abramo fosse, Io Sono” ( Gv 8,58 ); e anche: “Io e il Padre siamo una cosa sola” ( Gv 10,30 ).


La giustizia della nuova alleanza è di natura superiore all'osservanza praticata dai farisei perchè è la giustizia dello stesso Spirito di GESU' e del Padre.

La natura superiore della giustizia richiesta da Gesù ai cristiani non riguarda la natura superiore dei precetti della Nuova alleanza rispetto a quelli della Torah , ma riguarda la natura superiore dell'uomo della nuova alleanza, l'Uomo che è mosso dallo Spirito per compiersi come Uomo Definitivo nella morte/resurrezione.


I cristiani non sono superiori agli altri  come se potessero vantare prerogative umane superiori o diritti superiori.

Tt 3:5 egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute,
ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo.


La superiorità in giustizia del cristiano si manifesta nella Carità . La Vita cristiana è di livello superiore perchè è una giustizia che non si fonda sull'obbedienza/osservanza di precetti religiosi ( sempre fatti da uomini) ma si fonda sulla manifestazione dello Spirito Divino nella natura umana : la Carità.

Lo Spirito// Carità è la perfezione della Legge Morale Naturale e rivelata.

577 Gesù ha fatto una solenne precisazione all'inizio del Discorso della Montagna, quando ha presentato, alla luce della grazia della Nuova Alleanza, la Legge data da Dio sul Sinai al momento della Prima Alleanza:
 
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti;
non sono venuto per abolire, ma per dare compimento.

( compimento a tutte le promesse divine, al Suo progetto )
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla Legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel Regno dei cieli ( Mt 5,17-19 ).


1965 La nuova Legge o Legge evangelica è
la perfezione quaggiù della legge divina, naturale e rivelata
.
E' opera di Cristo
e trova la sua espressione particolarmente nel Discorso della montagna;


 BEATI1966 La Legge nuova è la grazia dello Spirito Santo, data ai fedeli in virtù della fede in Cristo.
Essa
opera mediante la carità,
si serve del Discorso del Signore sulla montagna per insegnarci ciò che si deve fare,
e dei sacramenti per comunicarci la grazia di farlo: 

Chi vorrà meditare con pietà e perspicacia
il Discorso che nostro Signore ha pronunciato sulla montagna, così come lo si legge nel Vangelo di San Matteo, indubbiamente vi troverà la “magna carta” della vita cristiana. . . Questo Discorso infatti comprende tutte le norme peculiari della esistenza cristiana [Sant'Agostino, De sermone Domini in monte, 1, 1: PL 34, 1229-1231].


1967 La Legge evangelica “dà compimento” [Cf Mt 5,17-19 ] alla Legge antica, la purifica, la supera e la porta alla perfezione. Nelle “beatitudini” essa compie le promesse divine, elevandole ed ordinandole al “Regno dei cieli”. Si rivolge a coloro che sono disposti ad accogliere con fede questa speranza nuova: i poveri, gli umili, gli afflitti, i puri di cuore, i perseguitati a causa di Cristo, tracciando in tal modo le sorprendenti vie del Regno.

 1968 La Legge evangelica dà compimento ai comandamenti della Legge [ antica ]. Il Discorso del Signore sulla montagna, lungi dall'abolire o dal togliere valore alle prescrizioni morali della Legge antica, ne svela le virtualità nascoste e ne fa scaturire nuove esigenze: ne mette in luce tutta la verità divina e umana. Esso non aggiunge nuovi precetti esteriori, ma arriva a riformare la radice delle azioni, il cuore, là dove l'uomo sceglie tra il puro e l'impuro, [Cf Mt 15,18-19 ] dove si sviluppano la fede, la speranza e la carità e, con queste, le altre virtù. Così
il Vangelo porta la legge alla sua pienezza mediante l'imitazione della perfezione del Padre celeste, [Cf Mt 5,48 ] il perdono dei nemici e la preghiera per i persecutori, sull'esempio della magnanimità divina [Cf Mt 5,44 ].

 1969 La Legge nuova pratica gli atti della religione: l'elemosina, la preghiera e il digiuno, ordinandoli al “Padre che vede nel segreto”, in opposizione al desiderio di “essere visti dagli uomini” [Cf Mt 6,1-6; 1969 Mt 16-18 ]. La sua preghiera è il “Padre nostro” [Cf Mt 6,9-13 ].


 1971 Al Discorso del Signore sulla montagna è opportuno aggiungere la catechesi morale degli insegnamenti apostolici [Cf Rm 12-15; 1Cor 12-13; 1971 Col 3-4; Ef 4-5; ecc]. Questa dottrina trasmette l'insegnamento del Signore con l'autorità degli Apostoli, particolarmente attraverso l'esposizione delle virtù che derivano dalla fede in Cristo e che sono animate dalla carità, il principale dono dello Spirito Santo.
“La carità non abbia finzioni. . . Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno. . . Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità” ( Rm 12,9-13 ). Questa catechesi ci insegna anche a considerare i casi di coscienza alla luce del nostro rapporto con Cristo e con la Chiesa [Cf Rm 14; 1971 1Cor 5-10 ].

Mentre per il giudaismo farisaico è l'osservanza dei precetti, lo sforzo della volontà e la pratica v religiosa che trasforma gli uomini in giusti cioè meritevoli della Vita eterna, nel cristianesimo è l'azione soprannaturale di Dio, della sua Vita, del suo Spirito immesso nel composto umano che lo santifica fino alla perfezione cioè lo compie come Uomo Definitivo.

Questi poi è chiamato ad accogliere e favorire questa azione ( alleanza).

1Tess 5, 23 Il Dio della pace
vi santifichi fino alla perfezione,

e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile
per la venuta del Signore nostro GESU' Cristo.
l'Uomo Compiuto e Definitivo
24 Colui che vi chiama è fedele
e farà tutto questo!


La santificazione del cristiano fino alla perfezione di figlio adottivo di Dio è opera di Gesù ma quest'opera non può compiersi senza la piena adesione e collaborazione umana attraverso la fede nello Spirito , l'apertura continua alla sua azione.



Di che cosa si vantano i cristiani ?
Della sola grazia che ricevono per la fede in GESU', il dono gratuito del suo Spirito .


CUCC
1964 Ci furono. . ., nel regime dell'Antico Testamento, anime ripiene di carità e della grazia dello Spirito Santo, le quali aspettavano soprattutto il compimento delle promesse spirituali ed eterne. Sotto tale aspetto, costoro appartenevano alla nuova legge. Al contrario, anche nel Nuovo Testamento ci sono uomini carnali, che ancora non hanno raggiunto la perfezione della nuova legge, e che bisogna indurre alle azioni virtuose con la paura del castigo o con la promessa di beni temporali. Però, la Legge antica, anche se dava i precetti della carità, non era in grado di offrire la grazia dello Spirito Santo, in virtù del quale “l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori” ( Rm 5,5 ) [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, 107, 1, ad 2].






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