Corso di Religione

CRISTIANESIMO
LA RELIGIONE

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I sacramenti della Chiesa Cattolica NOTA : nelle scritture cristiane due termini indicano la" vita" :
bios= vita biologica. La vita che si conclude con la morte
zoe= la vita divina, la vita dell'eterno, la vita eterna, la vita che supera la morte biologica (è "lo Spirito divino")
La prima la scriviamo come " vita" e la seconda come "Vita".

CUCC
1113 Tutta la vita liturgica della Chiesa gravita attorno al Sacrificio eucaristico e ai sacramenti [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 6]. Nella Chiesa vi sono sette sacramenti: il Battesimo, la Confermazione o Crismazione, l'Eucaristia, la Penitenza, l'Unzione degli infermi, l'Ordine, il Matrimonio [Cf Concilio di Lione II: Denz. -Schönm., 860; Concilio di Firenze: ibid., 1310; Concilio di Trento: ibid., 1601]


1275 L'iniziazione cristiana si compie attraverso l'insieme di tre sacramenti: il Battesimo, che è l'inizio della vita nuova; la Confermazione, che ne è il rafforzamento; e l'Eucaristia, che nutre il discepolo con il Corpo e il Sangue di Cristo in vista della sua trasformazione in lui.

1-Il sacramento del Battesimo dona la partecipazione allo Spirito di GESU' come iniziazione della trasformazione dell'uomo in Uomo Definitivo 1276 “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” ( Mt 28,19-20 ).

CUCC 1237 Il Battesimo [ cristiano] significa la liberazione dal peccato e dal suo istigatore, il diavolo : viene pronunziato uno (o più) esorcismo(i) sul candidato. Questi viene unto con l'olio dei catecumeni, oppure il celebrante impone su di lui la mano, ed egli rinunzia esplicitamente a satana. Così preparato, può professare la fede della Chiesa alla quale sarà “consegnato” per mezzo del Battesimo [Cf Rm 6,17 ].

Ora, nel battesimo che avete chiesto ...

2Pt 1,3 La sua potenza divina ci ha fatto dono di ogni bene
per quanto riguarda la Vita
[eterna ]
e la pietà
[ le pratiche religiose]
, mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua gloria e potenza

[ ci ha chiamati alla fede in Lui nel catecumenato ] .

Con il battesimo poi ...

2Pt 1,4   ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina.

Nel battesimo Gesù cambia la natura umana, debole verso il male, tendente al peccato, infondendovi il suo Spirito, rendendola partecipe della sua Vita, della sua Natura. L'uomo diventa Uomo .

Dice S. Paolo:

Rm 6,4 Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre
[ed ora vive una vita umano-divina soprannaturale, eterna] ,
così anche noi
[risorti con Lui nel battesimo, divenuti Uomini] ,
possiamo camminare in unaVita nuova.
[umano-divina, eterna] .

Il battesimo introduce l'uomo in una Vita nuova// umano-divina, che supera la morte biologica, la Vita eterna.

La Vita diventerà definitiva con la morte-resurrezione: è data come nuova alleanza, cioè nella condizione che la natura umana non si leghi più al maligno con il peccato .

Per peccare l'Uomo deve voler liberamente rifiutare la Vita ricevuta. Con il peccato l'Uomo la perde e torna uomo!

1277 Il Battesimo costituisce la nascita alla vita nuova in Cristo. Secondo la volontà del Signore esso è necessario per la salvezza, come la Chiesa stessa, nella quale il Battesimo introduce.

1278 Il rito essenziale del Battesimo consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre si pronuncia l'invocazione della Santissima Trinità, ossia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.


Ro 8,11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la Vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

l battesimo cristiano è purificazione della coscienza :

Tit 1,15 per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza. Mar 7,21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi ..

Lu 11,39 Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità.»

Ora dice S.Paolo :

Eb 9,14 il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio,
purificherà la nostra coscienza dalle opere morte, per servire il Dio vivente...
Eb 10,22 accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede,
con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Tit 1,15 Tutto è puro per i puri;


1279 Il frutto del Battesimo o grazia battesimale è una realtà ricca che comporta: la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali; la nascita alla vita nuova mediante la quale l'uomo diventa figlio adottivo del Padre, membro di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Per ciò stesso il battezzato è incorporato alla Chiesa, Corpo di Cristo, e reso partecipe del sacerdozio di Cristo.

1280 Il Battesimo imprime nell'anima un segno spirituale indelebile, il carattere, il quale consacra il battezzato al culto della religione cristiana. A motivo del carattere che imprime, il Battesimo non può essere ripetuto [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1609 e 1624].

1281 Coloro che subiscono la morte a causa della fede, i catecumeni e tutti gli uomini che, sotto l'impulso della grazia, senza conoscere la Chiesa, cercano sinceramente Dio e si sforzano di compiere la sua volontà, possono essere salvati anche se non hanno ricevuto il Battesimo [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 16].


1282 Fin dai tempi più antichi, il Battesimo viene amministrato ai bambini, essendo una grazia e un dono di Dio che non presuppongono meriti umani; i bambini sono battezzati nella fede della Chiesa. L'ingresso nella vita cristiana introduce nella vera libertà.

1283 Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Liturgia della Chiesa ci invita a confidare nella misericordia di Dio, e a pregare per la loro salvezza.

1284 In caso di necessità, chiunque può battezzare, a condizione che intenda fare ciò che fa la Chiesa, e che versi dell'acqua sul capo del candidato dicendo: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.


2--Il sacramento della cresima dona i carismi di Gesù , primariamente quelli di Re//Governatore, profeta e sacerdote. L'iniziazione cristiana prosegue con un terzo gradino: la cresima. [ da crisma, l'olio con cui si unge il battezzato come segno della effusione dello Spirito di Gesù in lui.] Nella cresima i cristiani ricevono l'effusione dello Spirito di Gesù come i 12 nella Pentecoste.

I maschi ebrei , giunti a 13 anni, diventavano bar-mizwah = figlio della Legge; attraverso una cerimonia venivano introdotti nella comunità degli ebrei maschi adulti, tenuti a rispettare tutta la Legge di Dio.

I cristiani normalmente alla età di 13 anni ( ma le Chiese sono molto elastiche) ricevono lo Spirito di Gesù che è la Legge Naturale dell'Uomo.

Divenuti figli adottivi di Dio con il battesimo , con la cresima diventano "figli delle Legge dello Spirito" e nella comunità possono esercitare i carismi di GESU'.


Mentre la Legge di Mosè orientava la coscienza alla giustizia mettendola di fronte alla trasgressione, al peccato ma non aveva nessun potere di salvare il peccatore, nel cristianesimo, la Legge dello Spirito è lo Spirito divino stesso che radica l'anima in Gesù ( realizzando con Lui la comunione di Spirito ) e ispirando l'esistenza dell'Uomo.

Ro 8,1 Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. 2 Poiché la legge dello Spirito che dà Vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.
Ro 8,15 E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!».

1290 Nei primi secoli la Confermazione costituisce in genere una celebrazione unica con il Battesimo, formando con questo, secondo l'espressione di san Cipriano, un “sacramento doppio”. Ma il moltiplicarsi, tra le altre cause, dei Battesimi di bambini, e questo in qualsiasi periodo dell'anno, e la crescita numerica delle parrocchie (rurali), che ampliava le diocesi, non permettono più la presenza del vescovo a tutte le celebrazioni battesimali.

In Occidente, poiché si preferisce riservare al vescovo il portare a compimento il Battesimo, avviene la separazione temporale dei due sacra menti. L'Oriente ha invece conservato uniti i due sacramenti, così che la Confermazione è conferita dal presbitero stesso che battezza. Questi tuttavia può farlo soltanto con il “crisma” consacrato da un vescovo [Cf Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 695, 1; 696, 1].


1291 Una consuetudine della Chiesa di Roma ha facilitato lo sviluppo della pratica occidentale: la duplice unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo.

La prima unzione, compiuta dal sacerdote sul neofita, al momento in cui esce dal lavacro battesimale, è portata a compimento da una seconda unzione fatta dal vescovo sulla fronte di ogni neo-battezzato
[Cf Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 21].

La prima unzione con il sacro crisma, quella data dal sacerdote, è rimasta unita al rito del Battesimo: significa la partecipazione del battezzato alle funzioni profetica, sacerdotale e regale di Cristo.

Se il Battesimo viene conferito ad un adulto, vi è una sola unzione post-battesimale: quella della Confermazione.

1292 La pratica delle Chiese orientali sottolinea maggiormente l'unità dell'iniziazione cristiana. Quella della Chiesa latina evidenzia più nettamente la comunione del nuovo cristiano con il proprio vescovo, garante e servo dell'unità della sua Chiesa, della sua cattolicità e della sua apostolicità, e, conseguentemente, il legame con le origini apostoliche della Chiesa di Cristo.

1293 Nel rito di questo sacramento è opportuno considerare il segno dell' unzione e ciò che l'unzione indica e imprime: il sigillo spirituale. Nella simbolica biblica e antica, l' unzione presenta una grande ricchezza di significati: l'olio è segno di abbondanza [Cf Dt 11,14, ecc] e di gioia, [Cf Sal 23,5; Sal 104,15 ] purifica (unzione prima e dopo il bagno), rende agile (l'unzione degli atleti e dei lottatori); è segno di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe [Cf Is 1,6; 1293 Lc 10,34 ] e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza.

1294 Questi significati dell'unzione con l'olio si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L'unzione prima del Battesimo con l'olio dei catecumeni ha il significato di purificare e fortificare
; l'unzione degli infermi esprime la guarigione e il conforto. L'unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo, nella Confermazione e nell'Ordinazione, è il segno di una consacrazione. Mediante la Confermazione, i cristiani, ossia coloro che sono unti, partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro vita effonda il “profumo di Cristo” ( 2Cor 2,15 ).

1295 Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve “il marchio”, il sigillo dello Spirito Santo. Il sigillo è il simbolo della persona, [Cf Gen 38,18; 1295 Ct 8,6 ] il segno della sua autorità, [Cf Gen 41,42 ] della sua proprietà su un oggetto [Cf Dt 32,34 ] (per questo si usava imprimere sui soldati il sigillo del loro capo, come sugli schiavi quello del loro padrone); esso autentica un atto giuridico [Cf 1Re 21,8 ] o un documento [Cf Ger 32,10 ] e, in certi casi, lo rende segreto [Cf Is 29,11 ]. 1296 Cristo stesso si dichiara segnato dal sigillo del Padre suo [Cf Gv 6,27 ]. Anche il cristiano è segnato con un sigillo: “E' Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori” ( 2Cor 1,22 ) [Cf Ef 1,13; Ef 4,30 ]. Questo sigillo dello Spirito Santo segna l'appartenenza totale a Cristo, l'essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica [ Cf Ap 7,2-3; Ap 9,4; Ez 9,4-6 ].

1297 La consacrazione del sacro crisma è un momento importante che precede la celebrazione della Confermazione, ma che, in un certo senso, ne fa parte. E' il vescovo che, il Giovedì Santo, durante la Messa crismale, consacra il sacro crisma per tutta la sua diocesi. Anche nelle Chiese d'Oriente questa consacrazione è riservata al Patriarca: La liturgia antiochena esprime in questi termini l'epiclesi della consacrazione del sacro crisma (myron): “ [Padre. . . manda il tuo Santo Spirito] su di noi e su questo olio che è davanti a noi e consacralo, affinché per tutti coloro che ne verranno unti e segnati, esso sia: myron santo, myron sacerdotale, myron regale, unzione di letizia, la veste di luce, il manto della salvezza, il dono spirituale, la santificazione delle anime e dei corpi, la felicità eterna, il sigillo indelebile, lo scudo della fede e l'elmo invincibile contro tutte le macchinazioni dell'Avversario” [Liturgia siro-antiochena, Epiclesi della consacrazione del sacro crisma].

1298 Quando la Confermazione viene celebrata separatamente dal Battesimo, come avviene nel rito romano, la Liturgia del sacramento ha inizio con la rinnovazione delle promesse battesimali e con la professione di fede da parte dei cresimandi. In questo modo risulta evidente che la Confermazione si colloca in successione al Battesimo [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 71].

Quando viene battezzato un adulto, egli riceve immediatamente la Confermazione e partecipa all'Eucaristia [Cf Codice di Diritto Canonico, 866].

1299 Nel rito romano, il vescovo stende le mani sul gruppo dei cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito. Spetta al vescovo invocare l'effusione dello Spirito: Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall'acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, in fondi in loro il tuo santo Spirito Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempili dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo, nostro Signore [Pontificale romano, Rito della confermazione, 25].

1300 Segue il rito essenziale del sacramento. Nel rito latino, “il sacramento della Confermazione si conferisce mediante l'unzione del crisma sulla fronte, che si fa con l'imposizione della mano, e mediante le parole: "Accipe signaculum doni Spiritus Sancti" - "Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono"” [Paolo VI, Cost. ap. Divinae consortium naturae]. Presso le Chiese orientali di rito bizantino, l'unzione con il myron viene fatta, dopo una preghiera di Epiclesi, sulle parti più significative del corpo: la fronte, gli occhi, il naso, le orecchie, le labbra, il petto, il dorso, le mani e i piedi; ogni unzione è accompagnata dalla formula: “Sigillo del dono che è lo Spirito Santo”.

1301 Il bacio di pace che conclude il rito del sacramento significa ed esprime la comunione ecclesiale con il vescovo e con tutti i fedeli [Cf Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 21]. III. Gli effetti della Confermazione

1302 Risulta dalla celebrazione che l'effetto del sacramento della Confermazione è la speciale effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste.

1303 Ne deriva che la Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale: - ci radica più profondamente nella filiazione divina grazie alla quale diciamo: “Abbà, Padre” ( Rm 8,15 ); - ci unisce più saldamente a Cristo; - aumenta in noi i doni dello Spirito Santo; - rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa; [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11] - ci accorda “una speciale forza dello Spirito Santo” per “diffondere e difendere con la parola e con l'azione la fede, come veri testimoni di Cristo”, per “confessare coraggiosamente il nome di Cristo” e per non vergognarsi mai della sua croce [Cf Concilio di Firenze: Denz. -Schönm., 1319; Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11; 12]. Ricorda che hai ricevuto il sigillo spirituale, “lo Spirito di sapienza e di intelletto, lo Spirito di consiglio e di fortezza, lo Spirito di conoscenza e di pietà, lo Spirito di timore di Dio”, e conserva ciò che hai ricevuto. Dio Padre ti ha segnato, ti ha confermato Cristo Signore e ha posto nel tuo cuore quale pegno lo Spirito [Sant'Ambrogio, De mysteriis, 7, 42: PL 16, 402-403].

1304 Come il Battesimo, di cui costituisce il compimento, la Confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti imprime nell'anima un marchio spirituale indelebile, il “carattere”; [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1609] esso è il segno che Gesù Cristo ha impresso sul cristiano il sigillo del suo Spirito rivestendolo di potenza dall'alto perché sia suo testimone [Cf Lc 24,48-49 ]. 1305 Il “carattere” perfeziona il sacerdozio comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo, e “il cresimato riceve il potere di professare pubblicamente la fede cristiana, quasi per un incarico ufficiale (quasi ex officio)” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 72, 5, ad 2].

3--Il sacramento della eucarestia dona la partecipazione totale alla persona umanodivina di GESU' .Il quarto gradino della iniziazione cristiana è la pienezza della vita eterna, l'Eucarestia. E' il memoriale permanenente di Gesù.

Eb 10,22 accostiamoci [ a Dio ] con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura

Nella Messa (=missione) cristiana si conclude l'iniziazione dell' uomo a vivere come Uomo.

Gv6,48 Io sono il pane della vita. 49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la Vita del mondo». 52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la Vita.

Nella Messa i cristiani vengono "incorporati in Gesù" per azione dello Spirito : partecipano efficacemente alla sua morte e resurrezione, come iniziazione alla Vita Definitiva.

Gv 6, 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna
e io lo risusciterò nell' ultimo giorno .

La piena comunione con GESU' è premessa del compimento dell'Uomo come Uomo Definitivo nella sua morte-resurrezione.

55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono.
Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

La messa come sacrificio eucaristico (= di ringraziamento)


Gesù ha memorializzato la sua passione-morte-resurrezione come un rito di sacrificio

Ad ogni rito della messa si rinnova la Nuova alleanza .

I nuovi fedeli ( catecumeni ) possono entrarvi e i cristiani che hanno peccato fino a rompere l'alleanza , i penitenti ( coloro cioè che hanno fatto un corretto percorso di pentimento, perdono, penitenza e conversione ), possono rinnovarla.

A differenza della alleanza antica , la Nuova Alleanza viene continuamente rinnovata nella Messa e i nuovi battezzati e cresimati insieme con i penitenti, possono entrarvi.

L'uomo Nuovo, l'Uomo.
Attraverso l'iniziazione cristiana ( battesimo-cresima-eucarestia) la persona viene ri-creata in Gesù, diventa l'uomo nuovo che Gesù assimila a se stesso attraverso un processo di trasformazione fino alla perfezione dell'Uomo Compiuto.

Ef 2, 4-6 Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù.

2Co 6,18 ... sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente.
1Tess 5,23
Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. 24 Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!

Il termine " santificare" è derivato dalla tradizione giudaica ma nel cristianesimo assume un significato nuovo, quello di trasformazione dell'uomo naturale in Uomo Compiuto che diventa Uomo definitivo nella morte-resurrezione, per opera di GESU'.

Ef 4, 21 se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, 22 per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici 23 e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente 24 e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.

Coloro che diventano cristiani sono già salvati. Ma non ancora definitivamente . I cristiani hanno in se stessi la natura divina, la Vita, che è indistruttibile ed eterna, e sono chiamati a svilupparla nello stesso Spirito di GESU' e del Padre , la Carità, nella Chiesa.

Ef 4, 15-16 Viviamo secondo la verità nella carità e cerchiamo di crescere in ogni cosa verso Cristo, che è il capo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.

Col1,9 ...abbiate ...perciò... una conoscenza piena della sua volontà con ogni sapienza e intelligenza spirituale, 10 perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; 11 rafforzandovi con ogni energia secondo la potenza della sua gloria, per poter essere forti e pazienti in tutto;

Ef 2, 13 Cristo...14 Egli .. è la nostra pace, colui che ha fatto dei due [ popoli, quello ebraico e quello delle genti] un popolo solo,... per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,...18 Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.19 Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio.

 1406 Gesù dice: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno... Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna. . . dimora in me e io in lui” ( Gv 6,51; 1406 Gv 6,54; Gv 6,56 ).

 1407 L'Eucaristia è il cuore e il culmine della vita della Chiesa, poiché in essa Cristo associa la sua Chiesa e tutti i suoi membri al proprio sacrificio di lode e di rendimento di grazie offerto al Padre una volta per tutte sulla croce; mediante questo sacrificio egli effonde le grazie della salvezza sul suo Corpo, che è la Chiesa.

 1408 La celebrazione eucaristica comporta sempre: la proclamazione della Parola di Dio, l'azione di grazie a Dio Padre per tutti i suoi benefici, soprattutto per il dono del suo Figlio, la consacrazione del pane e del vino e la partecipazione al banchetto liturgico mediante la recezione del Corpo e del Sangue del Signore. Questi elementi costituiscono un solo e medesimo atto di culto.

 1409 L'Eucaristia è il memoriale della Pasqua di Cristo, cioè dell'opera della salvezza compiuta per mezzo della vita, della morte e della Risurrezione di Cristo, opera che viene resa presente dall'azione liturgica.

 1410 E' Cristo stesso, sommo ed eterno sacerdote della Nuova Alleanza, che, agendo attraverso il ministero dei sacerdoti, offre il sacrificio eucaristico. Ed è ancora lo stesso Cristo, realmente presente sotto le specie del pane e del vino, l'offerta del sacrificio eucaristico.

 1411 Soltanto i sacerdoti validamente ordinati possono presiedere l'Eucaristia e consacrare il pane e il vino perché diventino il Corpo e il Sangue del Signore.

 1412 I segni essenziali del sacramento eucaristico sono il pane di grano e il vino della vite, sui quali viene invocata la benedizione dello Spirito Santo e il sacerdote pronunzia le parole della consacrazione dette da Gesù durante l'ultima Cena: “Questo è il mio Corpo dato per voi. . . Questo è il calice del mio Sangue. . . ”.

 1413 Mediante la consacrazione si opera la transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Sotto le specie consacrate del pane e del vino, Cristo stesso, vivente e glorioso, è presente in maniera vera, reale e sostanziale, il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua anima e la sua divinità [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1640; 1651].

 1414 In quanto sacrificio, l'Eucaristia viene anche offerta in riparazione dei peccati dei vivi e dei defunti, e al fine di ottenere da Dio benefici spirituali o temporali.

 1415 Chi vuole ricevere Cristo nella Comunione eucaristica deve essere in stato di grazia. Se uno è consapevole di aver peccato mortalmente, non deve accostarsi all'Eucaristia senza prima aver ricevuto l'assoluzione nel sacramento della Penitenza.

 1416 La santa Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo accresce in colui che si comunica l'unione con il Signore, gli rimette i peccati veniali e lo preserva dai peccati gravi. Poiché vengono rafforzati i vincoli di carità tra colui che si comunica e Cristo, ricevere questo sacramento rafforza l'unità della Chiesa, Corpo mistico di Cristo.

 1417 La Chiesa raccomanda vivamente ai fedeli di ricevere la santa Comunione quando partecipano alla celebrazione dell'Eucaristia; ne fa loro obbligo almeno una volta all'anno.

 1418 Poiché Cristo stesso è presente nel Sacramento dell'altare, bisogna onorarlo con un culto di adorazione. La visita al Santissimo Sacramento “è prova di gratitudine, segno di amore e debito di riconoscenza a Cristo Signore” [Paolo VI, Lett. enc. Mysterium fidei].

 1419 Poiché Cristo è passato da questo mondo al Padre, nell'Eucaristia ci dona il pegno della gloria futura presso di lui: la partecipazione al Santo Sacrificio ci identifica con il suo Cuore, sostiene le nostre forze lungo il pellegrinaggio di questa vita, ci fa desiderare la vita eterna e già ci unisce alla Chiesa del Cielo, alla Santa Vergine Maria e a tutti i Santi.


 948 Il termine “comunione dei santi” ha pertanto due significati, strettamente legati: “comunione alle cose sante ["sancta"]” e “comunione tra le persone sante ["sancti"]”.  “Sancta sanctis!” - le cose sante ai santi - viene proclamato dal celebrante nella maggior parte delle liturgie orientali, al momento dell'elevazione dei santi Doni, prima della distribuzione della Comunione. I fedeli ["sancti"] vengono nutriti del Corpo e del Sangue di Cristo ["sancta"]
per crescere nella comunione dello Spirito Santo ["koinonia"] e comunicarla al mondo.

4--Il matrimonio cristiano è il memoriale del matrimonio tra Gesù e la sua Chiesa I cristiani che si sposano godono di un dono soprannaturale :  l' esercizio della vita coniugale  "santifica" i coniugi come Gesù santifica la Chiesa.

Il fatto naturale del matrimonio diventa, attraverso il sacramento , un dono di "santificazione permanenete e reciproca" che gli stessi sposi si amministrano.

1641 “I coniugi cristiani. . . hanno, nel loro stato di vita e nel loro ordine, il proprio dono in mezzo al Popolo di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11]. Questa grazia propria del sacramento del Matrimonio è destinata a perfezionare l'amore dei coniugi, a rafforzare la loro unità indissolubile. In virtù di questa grazia essi “si aiutano a vicenda per raggiungere la santità nella vita coniugale, nell'accettazione e nell'educazione della prole” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11].

 1642 Cristo è la sorgente di questa grazia. “Come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un patto di amore e di fedeltà, così ora il Salvatore degli uomini e Sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del Matrimonio” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48]. Egli rimane con loro, dà loro la forza di seguirlo prendendo su di sé la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri, [ Cf Gal 6,2 ] di essere “sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo” ( Ef 5,21 ) e di amarsi di un amore soprannaturale, delicato e fecondo. Nelle gioie del loro amore e della loro vita familiare egli concede loro, fin da quaggiù, una pregustazione del banchetto delle nozze dell'Agnello:

"...Come sarò capace di esporre la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce, l'offerta eucaristica conferma, la benedizione suggella, gli angeli annunciano e il Padre celeste ratifica?. . . Quale giogo quello di due fedeli uniti in un'unica speranza, in un unico desiderio, in un'unica osservanza, in un unico servizio! Entrambi sono figli dello stesso Padre, servi dello stesso Signore; non vi è nessuna divisione quanto allo spirito e quanto alla carne. Anzi, sono veramente due in una sola carne e dove la carne è unica, unico è lo spirito.." [Tertulliano, Ad uxorem, 2, 9; cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 13].


1659 San Paolo dice: “Voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa. . . Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa” ( Ef 5,25; Ef 5,32 ).

 1660 L'alleanza matrimoniale, mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro un'intima comunione di vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal Creatore. Per sua natura è ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e all'educazione della prole. Tra battezzati essa è stata elevata da Cristo Signore alla dignità di sacramento [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48; Codice di Diritto Canonico, 1055, 1].

 1661 Il sacramento del Matrimonio è segno dell'unione di Cristo e della Chiesa. Esso dona agli sposi la grazia di amarsi con l'amore con cui Cristo ha amato la sua Chiesa; la grazia del sacramento perfeziona così l'amore umano dei coniugi, consolida la loro unità indissolubile e li santifica nel cammino della vita eterna [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1799].

 1662 Il matrimonio si fonda sul consenso dei contraenti, cioè sulla volontà di donarsi mutuamente e definitivamente, allo scopo di vivere un'alleanza d'amore fedele e fecondo.

 1663 Poiché il matrimonio stabilisce i coniugi in uno stato pubblico di vita nella Chiesa, è opportuno che la sua celebrazione sia pubblica, inserita in una celebrazione liturgica, alla presenza del sacerdote (o del testimone qualificato della Chiesa), dei testimoni e dell'assemblea dei fedeli.

 1664 L'unità, l'indissolubilità e l'apertura alla fecondità sono essenziali al matrimonio. La poligamia è incompatibile con l'unità del matrimonio; il divorzio separa ciò che Dio ha unito; il rifiuto della fecondità priva la vita coniugale del suo “preziosissimo dono”, il figlio [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 50].

 1665 Il nuovo matrimonio dei divorziati, mentre è ancora vivo il coniuge legittimo, contravviene al disegno e alla Legge di Dio insegnati da Cristo. Costoro non sono separati dalla Chiesa, ma non possono accedere alla Comunione eucaristica. Vivranno la loro vita cristiana particolarmente educando i loro figli nella fede.

 1666 Il focolare cristiano è il luogo in cui i figli ricevono il primo annuncio della fede. Ecco perché la casa familiare è chiamata a buon diritto “la Chiesa domestica”, comunità di grazia e di preghiera, scuola delle virtù umane e della carità cristiana.

5--L'ordine rende apostoli (=inviati) di GESU' al mondo
1536 L'Ordine è il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi: è, dunque, il sacramento del ministero apostolico. Comporta tre gradi: l'episcopato, il presbiterato e il diaconato.

1537 La parola Ordine, nell'antichità romana, designava dei corpi costituiti in senso civile, soprattutto il corpo di coloro che governano. “Ordinatio” - ordinazione - indica l'integrazione in un “ordo” - ordine -. Nella Chiesa ci sono corpi costituiti che la Tradizione, non senza fondamenti scritturistici, [Cf Eb 5,6; Eb 7,11; Sal 110,4 ] chiama sin dai tempi antichi con il nome di “taxeis” (in greco), di “ordines”: così la Liturgia parla dell'“ordo episcoporum” - ordine dei vescovi, - dell'“ordo presbyterorum” - ordine dei presbiteri - dell'“ordo diaconorum” - ordine dei diaconi. Anche altri gruppi ricevono questo nome di “ordo”: i catecumeni, le vergini, gli sposi, le vedove. . .

1538 L'integrazione in uno di questi corpi ecclesiali avveniva con un rito chiamato ordinatio, atto religioso e liturgico che consisteva in una consacrazione, una benedizione o un sacramento. Oggi la parola “ordinatio” è riservata all'atto sacramentale che integra nell'ordine dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi e che va al di là di una semplice elezione, designazione, delega o istituzione da parte della comunità, poiché conferisce un dono dello Spirito Santo che permette di esercitare una “potestà sacra” (sacra potestas”), [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 10] la quale non può venire che da Cristo stesso, mediante la sua Chiesa. L'ordinazione è chiamata anche “consecratio” - consacrazione - poiché è una separazione e una investitura da parte di Cristo stesso, per la sua Chiesa. L' imposizione delle mani del vescovo, insieme con la preghiera consacratoria, costituisce il segno visibile di tale consacrazione.

1590 San Paolo dice al suo discepolo Timoteo: “Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l'imposizione delle mie mani” ( 2Tm 1,6 ), e “se uno aspira all'episcopato, desidera un nobile lavoro” ( 1Tm 3,1 ). A Tito diceva: “Per questo ti ho lasciato a Creta, perché regolassi ciò che rimane da fare e perché stabilissi presbiteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato” ( Tt 1,5 ).

 1591 Tutta la Chiesa è un popolo sacerdotale. Grazie al battesimo, tutti i fedeli partecipano al sacerdozio di Cristo. Tale partecipazione si chiama “sacerdozio comune dei fedeli”. Sulla sua base e al suo servizio esiste un'altra partecipazione alla missione di Cristo: quella del ministero conferito dal sacramento dell'Ordine, la cui funzione è di servire a nome e in persona di Cristo Capo in mezzo alla comunità.

 1592 Il sacerdozio ministeriale differisce essenzialmente dal sacerdozio comune dei fedeli poiché conferisce un potere sacro per il servizio dei fedeli. I ministri ordinati esercitano il loro servizio presso il popolo di Dio attraverso l'insegnamento [munus docendi], il culto divino [munus liturgicum] e il governo pastorale [munus regendi].

 1593 Fin dalle origini, il ministero ordinato è stato conferito ed esercitato in tre gradi: quello dei vescovi, quello dei presbiteri e quello dei diaconi. I ministeri conferiti dall'ordinazione sono insostituibili per la struttura organica della Chiesa: senza il vescovo, i presbiteri e i diaconi, non si può parlare di Chiesa [Cf Sant'Ignazio di Antiochia, Epistula ad Trallianos, 3, 1].

 1594 Il vescovo riceve la pienezza del sacramento dell'Ordine che lo inserisce nel Collegio episcopale e fa di lui il capo visibile della Chiesa particolare che gli è affidata. I vescovi, in quanto successori degli Apostoli e membri del Collegio, hanno parte alla responsabilità apostolica e alla missione di tutta la Chiesa sotto l'autorità del Papa, successore di san Pietro.

 1595 I presbiteri sono uniti ai vescovi nella dignità sacerdotale e nello stesso tempo dipendono da essi nell'esercizio delle loro funzioni pastorali; sono chiamati ad essere i saggi collaboratori dei vescovi; riuniti attorno al loro vescovo formano il “presbiterio”, che insieme con lui porta la responsabilità della Chiesa particolare. Essi ricevono dal vescovo la responsabilità di una comunità parrocchiale o di una determinata funzione ecclesiale.

 1596 I diaconi sono ministri ordinati per gli incarichi di servizio della Chiesa; non ricevono il sacerdozio ministeriale, ma l'ordinazione conferisce loro funzioni importanti nel ministero della Parola, del culto divino, del governo pastorale e del servizio della carità, compiti che devono assolvere sotto l'autorità pastorale del loro vescovo.

 1597 Il sacramento dell'Ordine è conferito mediante l'imposizione delle mani seguita da una preghiera consacratoria solenne che chiede a Dio per l'ordinando le grazie dello Spirito Santo richieste per il suo ministero. L'ordinazione imprime un carattere sacramentale indelebile.

 1598 La Chiesa conferisce il sacramento dell'Ordine soltanto a uomini (viris) battezzati, le cui attitudini per l'esercizio del ministero sono state debitamente riconosciute. Spetta all'autorità della Chiesa la responsabilità e il diritto di chiamare qualcuno a ricevere gli Ordini.

 1599 Nella Chiesa latina il sacramento dell'Ordine per il presbiterato è conferito normalmente solo a candidati disposti ad abbracciare liberamente il celibato e che manifestano pubblicamente la loro volontà di osservarlo per amore del Regno di Dio e del servizio degli uomini.

 1600 Spetta ai vescovi conferire il sacramento dell'Ordine nei tre gradi.

6--La penitenza assolve (=scioglie ) dal maligno chi ha peccato
diventandone schiavo .
1421 Il Signore Gesù Cristo, medico delle nostre anime e dei nostri corpi, colui che ha rimesso i peccati al paralitico e gli ha reso la salute del corpo, [Cf Mc 2,1-12 ] ha voluto che la sua Chiesa continui, nella forza dello Spirito Santo, la sua opera di guarigione e di salvezza, anche presso le proprie membra. E' lo scopo dei due sacramenti di guarigione: del sacramento della Penitenza e dell'Unzione degli infermi.

Coloro che rompono la nuova alleanza sono perduti? No! Gesù ha stabilito che i suoi apostoli ( vescovi e preti) possono in suo nome sciogliere dal Maligno coloro che ,peccando, ne sono diventati schiavi  e chiedono una nuova liberazione.

Gv 20, 21 Gesù disse loro ...: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi».
22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo;
23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».

La penitenza sacramentale libera dalla schiavitù al maligno, rimette le pene eterne, rimette, con la penitenza sacramentale alcune pene e indica la via ( penitenziale) per purificarsi da tutte .

1423 E' chiamato sacramento della conversione poiché realizza sacramentalmente l'appello di Gesù alla conversione, [Cf Mc 1,15 ] il cammino di ritorno al Padre [Cf Lc 15,18 ] da cui ci si è allontanati con il peccato. E' chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.

 1424 E' chiamato sacramento della confessione poiché l'accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento. In un senso profondo esso è anche una “confessione”, riconoscimento e lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l'uomo peccatore.
 E' chiamato sacramento del perdono poiché, attraverso l'assoluzione sacramentale del sacerdote, Dio accorda al penitente “il perdono e la pace” [Rituale romano, Rito della penitenza, formula dell'assoluzione]. E' chiamato sacramento della Riconciliazione perché dona al peccatore l'amore di Dio che riconcilia: “Lasciatevi riconciliare con Dio” ( 2Cor 5,20 ). Colui che vive dell'amore misericordioso di Dio è pronto a rispondere all'invito del Signore: “Va' prima a riconciliarti con il tuo fratello” ( Mt 5,24 ).


Perché un sacramento della riconciliazione  dopo il Battesimo?

 1425 “Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!” ( 1Cor 6,11 ). Bisogna rendersi conto della grandezza del dono di Dio, che ci è fatto nei sacramenti dell'iniziazione cristiana, per capire fino a che punto il peccato è cosa non ammessa per colui che si è “rivestito di Cristo” ( Gal 3,27 ). L'Apostolo san Giovanni però afferma anche: “Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi” ( 1Gv 1,8 ). E il Signore stesso ci ha insegnato a pregare: “Perdonaci i nostri peccati” ( Lc 11,4 ), legando il mutuo perdono delle nostre offese al perdono che Dio accorderà alle nostre colpe.

 1426 La conversione a Cristo, la nuova nascita dal Battesimo, il dono dello Spirito Santo, il Corpo e il Sangue di Cristo ricevuti in nutrimento, ci hanno resi “santi e immacolati al suo cospetto” ( Ef 1,4 ), come la Chiesa stessa, sposa di Cristo, è “santa e immacolata” ( Ef 5,27 ) davanti a lui. Tuttavia, la vita nuova ricevuta nell'iniziazione cristiana non ha soppresso la fragilità e la debolezza della natura umana, né l'inclinazione al peccato che la tradizione chiama concupiscenza, la quale rimane nei battezzati perché sostengano le loro prove nel combattimento della vita cristiana, aiutati dalla grazia di Cristo [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1515]. Si tratta del combattimento della conversione in vista della santità e della vita eterna alla quale il Signore non cessa di chiamarci [Cf ibid., 1545; Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 40].

1441 Dio solo perdona i peccati [Cf Mc 2,7 ]. Poiché Gesù è il Figlio di Dio, egli dice di se stesso: “Il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati” ( Mc 2,10 ) ed esercita questo potere divino: “Ti sono rimessi i tuoi peccati!” ( Mc 2,5; Lc 7,48 ). Ancor di più: in virtù della sua autorità divina dona tale potere agli uomini [Cf Gv 20,21-23 ] affinché lo esercitino nel suo nome.

 1442 Cristo ha voluto che la sua Chiesa sia tutta intera, nella sua preghiera, nella sua vita e nelle sue attività, il segno e lo strumento del perdono e della riconciliazione che egli ci ha acquistato a prezzo del suo sangue. Ha tuttavia affidato l'esercizio del potere di assolvere i peccati al ministero apostolico. A questo è affidato il “ministero della riconciliazione” ( 2Cor 5,18 ). L'apostolo è inviato “nel nome di Cristo”, ed è Dio stesso che, per mezzo di lui, esorta e supplica: “Lasciatevi riconciliare con Dio” ( 2Cor 5,20 ).


 1485 La sera di Pasqua, il Signore Gesù si mostrò ai suoi Apostoli e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” ( Gv 20,22-23 ).

 1486 Il perdono dei peccati commessi dopo il Battesimo è accordato mediante un sacramento apposito chiamato sacramento della conversione, della confessione, della penitenza o della riconciliazione.

 1487 Colui che pecca ferisce l'onore di Dio e il suo amore, la propria dignità di uomo chiamato ad essere figlio di Dio e la salute spirituale della Chiesa di cui ogni cristiano deve essere una pietra viva.

 1488 Agli occhi della fede, nessun male è più grave del peccato, e niente ha conseguenze peggiori per gli stessi peccatori, per la Chiesa e per il mondo intero.

 1489 Ritornare alla comunione con Dio dopo averla perduta a causa del peccato, è un movimento nato dalla grazia di Dio ricco di misericordia e sollecito per la salvezza degli uomini. Bisogna chiedere questo dono prezioso per sé come per gli altri.

 1490 Il cammino di ritorno a Dio, chiamato conversione e pentimento, implica un dolore e una repulsione per i peccati commessi, e il fermo proposito di non peccare più in avvenire. La conversione riguarda dunque il passato e il futuro; essa si nutre della speranza nella misericordia divina.

 1491 Il sacramento della Penitenza è costituito dall'insieme dei tre atti compiuti dal penitente, e dall'assoluzione da parte del sacerdote. Gli atti del penitente sono: il pentimento, la confessione o manifestazione dei peccati al sacerdote e il proposito di compiere la soddisfazione e le opere di soddisfazione.

 1492 Il pentimento (chiamato anche contrizione) deve essere ispirato da motivi dettati dalla fede. Se il pentimento nasce dall'amore di carità verso Dio, lo si dice “perfetto”; se è fondato su altri motivi, lo si chiama “imperfetto”.

 1493 Colui che vuole ottenere la riconciliazione con Dio e con la Chiesa, deve confessare al sacerdote tutti i peccati gravi che ancora non ha confessato e di cui si ricorda dopo aver accuratamente esaminato la propria coscienza. Sebbene non sia in sé necessaria, la confessione delle colpe veniali è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa.

 1494 Il confessore propone al penitente il compimento di certi atti di “soddisfazione” o di “penitenza”, al fine di riparare il danno causato dal peccato e ristabilire gli atteggiamenti consoni al discepolo di Cristo.

 1495 Soltanto i sacerdoti che hanno ricevuto dall'autorità della Chiesa la facoltà di assolvere possono perdonare i peccati nel nome di Cristo.

 1496 Gli effetti spirituali del sacramento della Penitenza sono: - la riconciliazione con Dio mediante la quale il penitente ricupera la grazia; - la riconciliazione con la Chiesa; - la remissione della pena eterna meritata a causa dei peccati mortali; - la remissione, almeno in parte, delle pene temporali, conseguenze del peccato; - la pace e la serenità della coscienza, e la consolazione spirituale; - l'accrescimento delle forze spirituali per il combattimento cristiano.

 1497 La confessione individuale e completa dei peccati gravi seguita dall'assoluzione rimane l'unico mezzo ordinario per la riconciliazione con Dio e con la Chiesa.

 1498 Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati.


7--L'unzione dei malati cancella i peccati e  dona la forza divina per guarire o affrontare santamente la morte.
olea sanctaGiac 5,14 Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore.15 E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati.

1511 La Chiesa crede e professa che esiste, tra i sette sacramenti, un sacramento destinato in modo speciale a confortare coloro che sono provati dalla malattia: l'Unzione degli infermi: Questa unzione sacra dei malati è stata istituita come vero e proprio sacramento del Nuovo Testamento dal Signore nostro Gesù Cristo.

Accennato da Marco, è stato raccomandato ai fedeli e promulgato da Giacomo, apostolo e fratello del Signore [Concilio di Trento: Denz. - Schönm., 1695; cf Mc 6,13; 1511 Gc 5,14-15 ]. 1512 Nella tradizione liturgica, tanto in Oriente quanto in Occidente, si hanno fin dall'antichità testimonianze di unzioni di infermi praticate con olio benedetto. Nel corso dei secoli, l'Unzione degli infermi è stata conferita sempre più esclusivamente a coloro che erano in punto di morte.

Per questo motivo aveva ricevuto il nome di “Estrema Unzione”. Malgrado questa evoluzione la Liturgia non ha mai tralasciato di pregare il Signore affinché il malato riacquisti la salute, se ciò può giovare alla sua salvezza [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1696].

1526 “Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati”( Gc 5,14-15 ).

1527 Il sacramento dell'Unzione degli infermi ha lo scopo di conferire una grazia speciale al cristiano che sperimenta le difficoltà inerenti allo stato di malattia grave o alla vecchiaia.

1528 Il momento opportuno per ricevere la sacra Unzione è certamente quello in cui il fedele comincia a trovarsi in pericolo di morte per malattia o vecchiaia.

1529 Ogni volta che un cristiano cade gravemente malato, può ricevere la sacra Unzione, come pure quando, dopo averla già ricevuta, si verifica un aggravarsi della malattia.

1515 Se un malato che ha ricevuto l'Unzione riacquista la salute, può, in caso di un'altra grave malattia, ricevere nuovamente questo sacramento. Nel corso della stessa malattia il sacramento può essere ripetuto se si verifica un peggioramento. E' opportuno ricevere l'Unzione degli infermi prima di un intervento chirurgico rischioso. Lo stesso vale per le persone anziane la cui debolezza si accentua.

1530 Soltanto i sacerdoti (presbiteri e vescovi) possono amministrare il sacramento dell'Unzione degli infermi; per conferirlo usano olio benedetto dal vescovo, o, all'occorrenza, dallo stesso presbitero celebrante.

1531 L'essenziale della celebrazione di questo sacramento consiste nell'unzione sulla fronte e sulle mani del malato (nel rito romano) o su altre parti del corpo (in Oriente), unzione accompagnata dalla preghiera liturgica del sacerdote celebrante che implora la grazia speciale di questo sacramento.

1532 La grazia speciale del sacramento dell'Unzione degli infermi ha come effetti: - l'unione del malato alla passione di Cristo, per il suo bene e per quello di tutta la Chiesa; - il conforto, la pace e il coraggio per sopportare cristianamente le sofferenze della malattia o della vecchiaia; - il perdono dei peccati, se il malato non ha potuto ottenerlo con il sacramento della Penitenza; - il recupero della salute, se ciò giova alla salvezza spirituale; - la preparazione al passaggio alla vita eterna.


I cristiani sono come un " corpo" , un organismo. Umanodivino. " Dio invisibile (cfr. Col 1,15; 1 Tm 1,17) nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici (cfr. Es 33,11; Gv 15,14-15) e si intrattiene con essi (cfr. Bar 3,38), per invitarli e ammetterli alla comunione con sé. " [ DeiVerbum 2]

CUCC- 946 “Che cosa è la Chiesa se non l'assemblea di tutti i santi?” [Niceta, Explanatio symboli, 10: PL 52, 871B]. La comunione dei santi è precisamente la Chiesa.

 947 “Poiché
tutti i credenti formano un solo corpo, il bene degli uni è comunicato agli altri. . . Allo stesso modo bisogna credere che esista una comunione di beni nella Chiesa. Ma il membro più importante è Cristo, poiché è il Capo. . . Pertanto, il bene di Cristo è comunicato a tutte le membra; ciò avviene mediante i sacramenti della Chiesa” [San Tommaso d'Aquino, Expositio in symbolum apostolicum, 10]. “L'unità dello Spirito, da cui la Chiesa è animata e retta, fa sì che tutto quanto essa possiede sia comune a tutti coloro che vi appartengono” [Catechismo Romano, 1, 10, 24].


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